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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 14-03-2005, 11.33.47   #1
nevealsole
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Data registrazione: 08-02-2004
Messaggi: 706
Caino e Caina (ovvero processo autoconoscitivo di Neve – parte seconda)

Continuo a parlare di me, un po’ per capirmi e un po’ per avere consiglio.
Il grande “buco nero” della mia vita è mio fratello.
Lui è molto più piccolo di me, è totalmente diverso da me. Gli screzi presenti fin da quando eravamo piccoli si sono anno dopo anno intensificati fino a renderci da adulti assolutamente incompatibili e distanti. Il problema è che, almeno fino ad un paio di mesi fa, vivevamo sotto lo stesso tetto.
Io sono una che crede nelle regole e nei diritti, lui è sempre assolutamente ingestibile e fa ciò che vuole (se devo dire ciò che penso fino in fondo direi che lui crede soprattutto nel sopruso e nel ricatto).
In realtà il problema, ne sono consapevole, è comunicativo. E’ comunicativo e radicato negli anni in cui al dialogo si è sostituito il meccanismo di “delimitazione del territorio”. Una continua lotta per ciò che è mio e ciò che è tuo con i miei genitori a fare da arbitri o da scomodi spettatori.
Così ci siamo racchiusi in questi due bei personaggi agli antipodi: io quella “perfetta” brava bambina, brava figlia, brava a scuola, brava con gli altri e lui quello imperfetto, problematico, cattivo, ribelle.
E siamo andati avanti anni, con me che dovevo essere sempre più perfetta per “compensare” verso i miei i dolori dell’altro figlio e lui che diveniva sempre più imperfetto, probabilmente per attirare su di sé quell’attenzione che credeva di non ottenere in altro modo.
Solo che ad un certo punto qualcosa si è rotto, dentro di me. E tutti questi anni passati nella sopportazione mi sono sembrati una grandissima caxx.ta. Dopo aver passato le feste in ennesime indescrivibili crisi familiari che mi hanno ridotta uno straccio, dopo essermi sentita dire “è così, se non ti va bene quella è la porta” ho deciso di aprire la porta e oltrepassarla.
L’ho fatto con sofferenza, sofferenza che è ancora presente perché io con i miei mi sono sempre trovata bene e ho sempre pensato che avrei vissuto con loro, o almeno vicino a loro.
Dico la verità, oggi - a due mesi di distanza - mi sembra di percepire risentimento… quasi come se la mia scelta di andarmene fosse un tradimento. Si continua a dirmi “lo devi capire, è geloso di te”. Geloso di che? Siamo due figli, ci sono state date le stesse opportunità e io mi devo sentire in colpa per ciò che non ha fatto lui? Io devo capire lui… e chi capisce me?
Inoltre, quando raramente mi avvicino a casa… eccoti che spunta fuori lui e crea situazioni di conflitto: velato modo per marcare il territorio e tenersi al riparo da un mio eventuale ritorno?
E’ terribile perché lo detesto e mi detesto perché lo detesto. Penso che stare lontana aiuti a riprendere il contatto con un fratello che ormai non conosco più, col tempo… ma per il momento sento solo una grande alternanza di rabbia e sconforto.

Grazie per l’ascolto… sono ben graditi commenti e suggerimenti di lettura.

Neve
nevealsole is offline  
Vecchio 14-03-2005, 12.08.34   #2
dani62
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 26-11-2004
Messaggi: 245
Ciao neve, stessa situazione. Solo che io ho avuto sempre una spinta forte all'indipendenza e quindi a vivere lontano dai miei.
Con gli anni va ancora peggio. Sai i figli e per aggiunta maschi che rimangono a casa diventano dei bambini per i loro genitori...per le mamme ancora peggio, con le implicazioni ben note.
Tu resterai quella in gamba che riesce sempre e lui sarà sempre trattato come una sorta di minorato che abbisogna di ogni scusante e ogni tipo di sostegno.
Che fare?
Per mia esperienza nulla, dato che anche mio fratello, allevato da rinco...è diventato tale! Sordo a ogni parola..
Lascia stare il personaggio....cerca di non dare peso alle diversità di trattamento e ricorda che l'atteggiamento iperprotettivo lederà a tuo fratello tantissimo. Quindi tra i due la privilegiata sei tu.
Strano eh....?

dani62 is offline  
Vecchio 14-03-2005, 12.15.09   #3
alpha
Ospite abituale
 
Data registrazione: 25-01-2005
Messaggi: 218
Capisco cosa intendi dire.

Ti rispondo cosi':...hai fatto bene a levare le tende e non ti preoccupare di cosa sta accadendo ora e tantomeno devi preoccuparti dei tuoi sentimenti. Non ti curar di loro, ma guarda e passa.

Hai una vita di fronte tutta e solo per te.
Vivila sino in fondo ed al meglio.

Auguroni per tutto!

Sinceramente!





p.s.: dani ha perfettamente ragione!...
alpha is offline  
Vecchio 14-03-2005, 12.15.36   #4
rodi
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 07-05-2003
Messaggi: 1,952
due mesi mi sembrano pochini per poter riequilibrare una situazione così...
credo ci voglia un po' di tempo, un po' perchè gli altri si rendano conto che a te un certo ruolo pesava, un po' a te per sbollire...
sai in fondo per tutti loro ci sarà anche una certa forma di stupore in questa tua alzata di testa, hai rotto uno schema e non credo che sia una cosa comoda per gli altri questo tuo rivendicare diritti...
ti dico questo perchè sono passata attraverso qualcosa di simile con un fratello che però è più grande di me...
e col tempo sono passata dal sentirmi dire: 'va compreso, in fondo lo hai sempre fatto' a 'è ora che si dia una regolata perchè così è insopportabile'.
Anche se era l'ultima delle cose che volevo fare ero proprio io col mio mettermi in mezzo che gli lasciavo spazio.
Quando mi sono sottratta a questo meccanismo per un po' sono stata sottoposta a pressioni per riprendermi quel ruolo che a tutti faceva comodo io avessi, poi non essendo tutti con la voglia di sopportarlo su di loro quel ruolo, è stato chiesto a lui di mitigare i suoi comportamenti.

Poi ognuno rimane con la sua indole ma almeno io sto un po' più in pace.
Ed i complessi di colpa pian piano, se ci lavori, passano.
Non sembrerebbe vero all'inizio ma è così...
rodi is offline  
Vecchio 14-03-2005, 14.42.09   #5
nevealsole
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Data registrazione: 08-02-2004
Messaggi: 706
Citazione:
Messaggio originale inviato da rodi
Anche se era l'ultima delle cose che volevo fare ero proprio io col mio mettermi in mezzo che gli lasciavo spazio.
Quando mi sono sottratta a questo meccanismo per un po' sono stata sottoposta a pressioni per riprendermi quel ruolo che a tutti faceva comodo io avessi, poi non essendo tutti con la voglia di sopportarlo su di loro quel ruolo, è stato chiesto a lui di mitigare i suoi comportamenti.


Grazie Rodi,
hai centrato perfettamente il punto.
Alle volte mi sono sentita come nel film la guerra dei Roses, lo ricordate? Si passa alla distruzione di qualsiasi cosa per il solo gusto di sottrarla all'altro... voglio dire schemi in cui la comunicazione ormai si è persa chissà dove.
Spero anche io col tempo di veder migliorare le cose, anche perché alla fine per un verso o per un altro all'autonomia bisogna pur arrivarci..

Grazie a tutti, noto purtroppo che i conflitti in famiglia sono pressoché onnipresenti.

Neve
nevealsole is offline  
Vecchio 14-03-2005, 14.50.46   #6
fallible
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-10-2004
Messaggi: 1,774
una sensazione

Dico la verità, oggi - a due mesi di distanza - mi sembra di percepire risentimento… quasi come se la mia scelta di andarmene fosse un tradimento.

Cara neve,non so quanti anni hai, ma uscire dalla sfera genitoriale è un accadimento della vita, mi sembra che questo sia il problema che più, ora , ti coinvolge; il buono e il cattivo sono ruoli che ,purtroppo, esistono nella maggior parte delle famiglie, a volte si trova "il capro espiatorio" che è la persona più debole del gruppo. Nel tuo caso più che a tuo fratello, io rivolgerei l'attenzione verso i tuoi genitori " a fare da arbitri o da scomodi spettatori.
"
che avrebbero invece dovuto avere un atteggiamento più direzionale che quello avuto, tanto più che prima ti hanno detto " “è così, se non ti va bene quella è la porta” " e ora rottosi il giocattolo affermano “lo devi capire, è geloso di te”. . Mi auguro che tu possa raggiungere al più presto l'autonomia "sentimentale" che ti faccia avere un giusto rapporto interpersonali con "tutti" i tuoi
fallible is offline  
Vecchio 14-03-2005, 15.00.36   #7
nevealsole
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Ciao Fallible,
grazie... in effetti mi serviva proprio un'analisi da varie angolazioni perché trovo anche io che in fondo ci sia un problema comunicativo in varie direzioni e che poi sia stato fatto sfociare tutto in una, la più comoda forse. Quanto all'età... guarda sarei dovuta essere fuori casa da un pezzo ma sono quelle scelte che si rifuggono... qualcosa del tipo "esci di casa quando ti sposi", quando invece direi che non c'è esperienza più formativa del vivere per conto proprio... forse la paura (ne ho parlato con altri amici) è l'irreversibilità del processo: se sto bene da solo riuscirò poi a trovarmi di nuovo bene vivendo con qualcuno?
Sebbene per il momento in realtà io non viva sola... mi sto attrezzando per arrivare a quello.
Insomma, uno stesso problema ma tante prospettive...

Neve
nevealsole is offline  
Vecchio 14-03-2005, 16.20.23   #8
gyta
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Messaggi: 2,614
Tradi..COSA??

E no! L'incazzatura va portata fino in fondo,
è naturale e legittima e nulla toglie alla possibilità
di costruzione di un rapporto, quando si è pronti -in due!-

I sensi di colpa sono purtroppo 'prassi' normale
di un certo tipo di educazione che tende a rimuovere
i bisogni e le necessità più elementari dell'adolescente
che cresce.. così è.. nella maggior parte delle famiglie
e delle crescite..

Ascoltare la propria rabbia, la propria amarezza
è poterla gettare fuori di noi, lasciando spazio all'energie
creative solari che diversamente rischierebbero di andare sepolte
e scemare in sindromi d'impotenze varie..

Tu hai le tue ragioni ed i tuoi bisogni,
solo dopo puoi avere la serenità necessaria
di considerare anche le altrui ragioni e bisogni,
le une non escludono le altre..
Se potessimo occuparci dei nostri ed altrui bisogni
contemporaneamente (!) e profondamente sperimentandoli
non avremmo due corpi separati.. ma una bella unità solida,
con un solo 'io' strutturante, ti pare?

La scelta di abitare per conto tuo
non è scelta d'esclusione affettiva verso i familiari,
ma solo spazio autogestito..
Appunto.. 'processo autoconoscitivo' di Neve !!

Ci si vuol bene,
ci si scontra..
E' normale !
Ci si scontrerebbe realmente
se non si provasse alcun sentimento
di identificazione affettiva con l'altro..?(!)
Non.. credo!





Gyta
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Vecchio 14-03-2005, 16.38.06   #9
freedom
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Re: Caino e Caina (ovvero processo autoconoscitivo di Neve – parte seconda)

Citazione:
Messaggio originale inviato da nevealsole
Continuo a parlare di me, un po’ per capirmi e un po’ per avere consiglio.
Il grande “buco nero” della mia vita è mio fratello.
Lui è molto più piccolo di me, è totalmente diverso da me. Grazie per l’ascolto… sono ben graditi commenti e suggerimenti di lettura.

Neve

Perdona la mia voce dura e forte: tu sei più grande di lui e non sei stata capace di stabilire una comunicazione accettabile?

Tu hai avuto il dono (anche merito tuo, per carità) di essere (secondo te) più buona e non sfrutti i tuoi talenti?

Ci credo che i tuoi genitori stanno, di fatto, dalla sua parte: chi è più bisognoso?

Per me sei ancora in tempo a recuperare: parla a tutta la tua famiglia del tuo disagio, chiedi a loro di mutare atteggiamento impegnandoti a fare altrettanto.

Recupera Neve! Se non lo farai oggi con loro sarai "costretta" a farlo più avanti con altri.

Almeno questo credo io.

Ciao

P.S.
La grandissima difficoltà è recedere da una posizione cristallizzatasi nei vostri animi. Ma se ce la farete........allora sì che avrete in premio la pace. Tutti quanti.

2 P.S.
Solo un pò Neve, solo un pò. Ammetti che nel tuo cuore risuona questa verità?

3 P.S.
Intendiamoci: tu sei una bravissima persona e, probabilmente, la migliore. Ma sai cosa si dice dalle mie parti? Chi ha l'intelligenza la usi! Ne trarrai grandi benefici.

Ultima modifica di freedom : 14-03-2005 alle ore 16.42.29.
freedom is offline  
Vecchio 14-03-2005, 16.59.26   #10
gyta
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Re: Re: Caino e Caina (ovvero processo autoconoscitivo di Neve – parte seconda)

Citazione:
Messaggio originale inviato da freedom
Perdona la mia voce dura e forte: tu sei più grande di lui e non sei stata capace di stabilire una comunicazione accettabile?

Per me sei ancora in tempo a recuperare: parla a tutta la tua famiglia del tuo disagio

Scusa ma "recuperare", mi sembra eccessivo e fuori luogo..
Scegliere di poter autogestirsi il proprio spazio
è scelta normale, d'accrescimento e legittima..

Riguardo allo "stabilire una comunicazione accettabile"
questo è compito di un genitore non di un fratello..

Le dinamiche dei rapporti di sangue sono per forza di natura fondamentalmente conflittuali
e forzarle non porta che ad un freno individuale nel percoso conoscitivo di crescita.. a mio avviso!

Se Neve se ne sbattesse le cosiddette,
non credo si metterebbe a scrivere qui gli affari suoi privati
con tanto di sostanziali sensi di inadeguatezza e colpa..

"Chi ha più buon senso lo metta"
e mi pare che la scelta normale dei figli che crescono e si formano una vita indipendente sia rendere omaggio al motto..

Quando si è preparati profondamente,
superate sfogandole la rabbia e le amarezze
solo allora si può cercare il dialogo costruttivo col fratello (o sorella che sia)..
Non si possono forzare a mio avviso i tempi..
Non si devono strozzare le emozioni se realmente si desidera relazionarsi vivi (!) ed integri (!) con gli altri..
E diventa non possibile a gestirsi un sentimento non elaborato a fondo, nel proprio intimo in santa pace costruttiva..

-secondo me, s'intende!



Gyta
gyta is offline  

 

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