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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 17-05-2006, 11.37.47   #1
ammina
Ospite abituale
 
Data registrazione: 16-05-2006
Messaggi: 58
che cosa voglio?

ciao a tutti..ho 25 anni,un bel bimbo di 4,un lavoro part time e mi sto per laureare..e tra l'altro sono anche abbastanza contenta della mia vita ..ho trovato questo forum girando a caso,ho letto degli interventi che ho trovato interessanti x cui ho deciso di proporvi un mio problema(lo chiamo problema ma non so se sia il termine giusto)..perchè non l'ho mai raccontato a nessuno e mi farebbe piacere sentire il parere degli altri..
Io a 15 anni ero una ragazzina terribile.. ...mi ribellavo a tutto e a tutti,avevo un malessere enorme dentro che mi portava a "protestare" con diversi comportamenti che tra l'altro arrecavano danno soprattutto a me...droga,fughe da casa,pasticci a non finire.......ma non è di questo che voglio paralre.....comunque..avevo 16 anni,pesavo 30 chili ed ero arrivata a toccare il fondo c..sentivo il deserto dentro e (di conseguenza)fuori di me...quella sera di agosto un mio conoscente porta a casa mia un suo amico,uno psichiatra...
premetto che non era il primo medico a provare ad aiutarmi..e io tra l'altro mentre l'aspettavo mi stavo preparando a sputargli in faccia ..lui entra nella stanza e la mia vita cambia..ora non so rendervi bene l'idea di cosa è successo..lui mi ha sorriso e a me è sembrato di conoscerlo da anni,e di essere stata senza saperlo tanto tempo aspettandolo..e ho iniziato un cammino( non facile e neppure veloce) che mi ha portata a rinascere..i primi anni andavo da lui ogni settimana..poi ho iniziato ad andarci piu o meno una volta al mese........dopo 9 anni ancora ci vado...mi rendo conto di non sapere spiegare cosa provo,tanto piu che credo che,al di là del contesto,ogni rapporto tra 2 persone sia unico e difficilmente spiegabile agli altri..il mio "problema " è che passando il tempo non ho piu sentito bisogno di lui come prima..cioè,se ho un problema sono in grado di gestirlo io, con gli anni ho trovato in me le risorse per "sopravvivere",quindi vado da lui semplicemente perchè ho voglia di vederlo..e non passa giorno che io non pensi a lui ..e in questi anni ho incontrato tante persone per me importanti,mi sono capitate un sacco di cose belle,eppure si è rafforzato semrpe piu dentro di me la sensazione che posso fare a meno di tutto tranne che di lui..che se non ci fosse lui nulla di cio che ho e che sono avrebbe senso.. poi razionalmente so che non sarebbe così,ma è una sensazione pazzesca,che mi conofonde,spesso mi pesa, a volte mi riempie di gioia..ne ho parlato con lui,parlare di cosa provo per lui mi costa fatica ma l'ho fatto..e ho la sensazione che quando tocco questo argomento lui si irrigidisca,come se non potesse aiutarmi..e mi dice che finchè vorrò lui ci sarà e quindi non mi devo preoccupare..
ma forse mentre gli chiedo se ci sarà per sempre,la domanda che ho dentro di me è diversa:io vorrei chiedergli se anche per lui io sono altrettanto importante..perchè quando mi guarda negli occhi lo vedo che è tanto felice di vedermi..boh..il problema è che a me sembra di averlo anche nell'aria che respiro..ma non so cosa voglio da lui,forse non voglio niente di più di quel che mi ha dato (e che è tantissimo)..però mi sembra sbagliato che lui sia così importante..che occupi così tanto posto in me..
..non lo so se mi sono spiegata bene..ma qualunque vostra risposta so che mi sarà utile.
ammina is offline  
Vecchio 17-05-2006, 12.07.47   #2
odissea
torna catalessi...
 
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Data registrazione: 30-08-2005
Messaggi: 899
ciao ammina, BENVENUTA.

Sinceramente la tua situazione mi fa pensare al transfert, una cosa che accade naturalmente, anzi addirittura funzionale nella "terapia".; se posso permettermi di darti un consiglio, occhio a non cadere nel "tranello" : non convincerti del fatto che anche lui provi le stesse cose per te.....non perchè sia "sporco "crederlo, ma solo perchè mi sa che non è la verità, e potresti soffrire.

sono sicura che sul forum troverai chi potrà darti un parere più preparato e serio del mio.

Io lavoro nel sociale, ma non come psicologa, per cui non si creano le relazioni tipiche dottore-paziente. Però ai miei ragazzi mi affezziono e alla fine non posso negare di provare affetto per loro: affetto, fine della storia, guai se dovessero pensare che c'è qualcosa in più.
Arriva un momento in cui bisogna saperli lasciar andare, e in cui loro lasciano andare noi: l'affetto e un po' di nostalgia resteranno, siamo esseri umani: fine della storia però. se li avessi conosciuti fuori della comunità, altro che affetto, probabilmente li avrei detestati.....
e forse se tu avessi incontrato quest'uomo in contesto diverso, non te ne saresti invaghita.
odissea is offline  
Vecchio 17-05-2006, 12.14.17   #3
turaz
Ospite abituale
 
Data registrazione: 24-11-2005
Messaggi: 3,250
la presenza di questa persona che ti ha diciamo così "suggestionata" grazie probabilmente al suo carisma e ai suoi modi ha "smosso" in te energie che ti hanno fatto uscire dalla situazione precedente.
diciamo che tu hai fatto in modo attraverso la suggestione per questa persona di "incanalare" a un fine positivo le energie che prima disperdevi.
Ora però c'è un ma...
Occhio alla "dipendenza"...
se prima eri "dipendente" da droghe ora lo sei di questa persona (mi pare di capire)
in sostanza hai sostituito una dipendenza con un'altra dipendenza.
Devi a mio parere trovare l'equilibrio senza essere "dipendente".

ciao
turaz is offline  
Vecchio 17-05-2006, 12.18.05   #4
acquario69
Moderatore
 
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Data registrazione: 10-04-2006
Messaggi: 1,444
se prima eri "dipendente" da droghe ora lo sei di questa persona (mi pare di capire)

..in questo caso non dovrebbe essere proprio questo specialista a farglielo presente?
acquario69 is offline  
Vecchio 17-05-2006, 12.26.37   #5
Fragola
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Data registrazione: 09-05-2002
Messaggi: 2,913
Cara Ammina, in questo giorni su questo forum si è parlato spesso di cosa sia il transfert dando delle definizioni accademiche. Qui tu hai descritto esattamente e molto bene come il trasnfert viene percepito.

E' molto bello quello che dici, cioè che adesso ti senti in grado di gestire da sola i tuoi problemi, quando ci sono. E' una cosa importante che può essere l'inizio di un graduale scioglimento della relazione terapeutica. Mi pare di leggere tra le righe che tu questo scoglimento un po' lo vuoi e un po' no. Mi pare anche di iintuire, ma magari sbaglio, che il tuo medico non è una psicoterapeuta e quindi forse non è preparato a gestire il controtrasfert (i suoi sentimenti verso di te). O forse invece lo è ma valuta che non sia ancora il momento di uno scioglimento del rapporto. L'unica cosa che mi sento di dirti è che la rigidità che vedi in lui quando gli parli di questi sentimenti potrebbe essere una tua rigidità che "proietti" su di lui. Il termine "proiezione" è un termine psicoanalitico, ma il significato in questo caso è facilmente intuibile. Potrebbe, sia chiaro, non ne ho nessuna certezza. Secondo me è molto, molto sano che ne parliate anche se avvertite (o avverti) un senso di imbarazzo a farlo.



NB. quella che ho esposto è una mia opinione personale e basta.
Fragola is offline  
Vecchio 17-05-2006, 12.41.15   #6
Fragola
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Data registrazione: 09-05-2002
Messaggi: 2,913
Citazione:
Messaggio originale inviato da acquario69
se prima eri "dipendente" da droghe ora lo sei di questa persona (mi pare di capire)

..in questo caso non dovrebbe essere proprio questo specialista a farglielo presente?

... questo è il punto più delicato di tutta la relazione terapeutica. E' per questo che un analista deve aver fatto un'analisi personale. Deve conoscere ed aver vissuto sulla sua pelle questi sentimenti. Un po' per poterli reggere, un po' per capire quando è o non è il caso di iniziare il distacco.
E contemporaneamente, per tutto il periodo per cui esercita, deve avere un supervisore. Cioè un analista con il quale guardare e gestire le sue dinamiche controtranferali, che a volte sono altrettanto intense.
Queste sono norme condivise da tutti, ma proprio tutti, gli orientamenti psicoanalitici.
Senza questi "accorgimenti" la relazione terpeutica può diventare pericolosa. Ci può essere un "invischiamento" reciproco di cui nessuno dei due è veramente consapevole.
Ma se invece questi requisiti ci sono, non è possibile da fuori valutare se è il momento di fare o dire qualcosa sul transfert o no. Quando è il momento di iniziare il distacco. Ogni singolo percorso ha i suoi tempi.

Fragola is offline  
Vecchio 17-05-2006, 12.48.59   #7
ammina
Ospite abituale
 
Data registrazione: 16-05-2006
Messaggi: 58
grazie di avere risposto

grazie per le vostre risposte...io ho studiato psicologia per 2 anni,so qualcosa riguardo al transfert,proiezioni ecc ecc.. forse quando si vive una cosa in prima persona si riesce a cavare ben poco dalla teoria.. io so benissimo che lui non prova gli stessi miei sentimenti,sarebbe assurdo,sbagliato,lui è in un'altra posizione e di conseguenza percepirà tutto questo diversamente..su questo non ho dubbi..credo anche che sia vero che lui pensi che non sia ancora ora di smettere questa terapia..addirittura io qualche volta l'ho proposto di interrompere e lui ha detto che non gli sembrava giusto..quello che mi sembra di sentire forse è che mi vuole bene.e probabilmente pure questo fa parte del solito meccanismo..ma sta diventando tanto difficile starci dentro..
sicuramente parlarne io e lui è la cosa piu costruttiva che si possa fare..ma appunto dico che quando io mi sforzo di parlarne sento una difficoltà da parte sua..a volte addirittura ho eprcepito paura da parte sua......la proietterò su di lui??qui tra una proiezione e l'altra c'è da perderci la testa
ammina is offline  
Vecchio 17-05-2006, 13.13.51   #8
Fragola
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Ma certo che ti vuole bene! Su questo stai tranquilla.
Il modo in cui lo "manifesta" dipende da quanto il suo orientamento prevede o non prevede la neutrailtà dell'analista. Ma, credimi, non si può prendersi veramente cura di qualcuno se non gli si vuol bene. Alla domanda diretta "mi vuoi bene" potrebbe sottrarsi. Potrebbe doversi sottrarre. Ma bene te ne vuole di sicuro. Tu "senti" che ti vuol bene, no? Fidati di quello che senti. Però non confondere questo bene con l'innamoramento. E' un bene di altro tipo. E' un bene su un altro piano. Non di "seconda categoria", no, ma diverso. E per esperienza diretta di dico che tu sarai pronta "ad andare via" quando anche il tuo bene per lui diventerà un bene di altro tipo. E succederà.

Fragola is offline  
Vecchio 17-05-2006, 13.19.15   #9
turaz
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a breve anche...
turaz is offline  
Vecchio 17-05-2006, 13.55.15   #10
Ish459
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Data registrazione: 20-02-2006
Messaggi: 403
Trovare una persona che SA ASCOLTARTI in un periodo delicato della tua vita, con la quale intraprendi un percorso nuovo, intenso che è quello di aprirti a te stessa con la consapevolezza di essere aiutata e capita.
Questo ha creato una sorta di dipendenza affettiva che trascende anche a livello emotivo-intimo, sulla sfera del personale che ritengo il tuo psicologo avrebbe fatto bene a tenere a bada.
Non sgrido nessuno, credo che la tua reazione sia perfettamente consone con la situazione. Ha estrapolato le tue difficoltà non solo a scopo terapeutico anche con conseguenze emotive molto pericolose. Ovvio che ormai riesci a gestirti da sola davanti ad eventuali problemi ma quella sorta di legame che solo tu hai stabilito con il tuo psicanalista (che dovrebbe rimanere tale, mai amico o confidente) trascende ogni logica motivazione per la frequentazione.
Quindi devi affrontare il passo successivo e nettamente doloroso. Ritengo sia una pecca che lui non lo faccia perché questa cosa a lungo andare può portarti delle gravi conseguenze.. devi piano tagliare la corda...
Prolungare piano piano il tempo fra un incontro e l'altro. Rovesciare i tuoi interessi verso le cose VERE della tua vita, come il tuo figlio, la tua laurea... Hai cose ben più belle e soprattutto CONCRETE.
Non perdere più tempo!
Ish459 is offline  

 



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