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 Riflessioni sulle Scienze - Commenti sugli articoli della omonima rubrica presente su WWW.RIFLESSIONI.IT - Indice articoli rubrica
Vecchio 05-07-2012, 21.25.52   #1
albert
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Dove sono i soldi?

Post aperto per le eventuali risposte alla domanda in
https://www.riflessioni.it/scienze/dove-sono-soldi.htm
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Vecchio 07-07-2012, 15.36.25   #2
paul11
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Riferimento: Dove sono i soldi?

Ciao Albert,
già, l’economia e i soldi chi li ha? I soliti noti “ignoti” verrebbe da dire banalmente.
Ma questa domanda nell’epoca della multimedialità e della velocità è sempre più difficile risolverla agguantando con un fermo immagine questo sistema rapidissimo.
Il resoconto delle masse monetarie non tiene conto degli asset, perché il problema fondamentale in Europa soprattutto è la liquidità. Quanti sono in valore gli immobilizzi di privati , demani statati e società private? Il rapporto fra queste e le masse monetarie potrebbe essere un indicatore, per capirne le dinamiche.
La dimostrazione è che il tasso di sconto europeo è sceso ancora e siamo quindi sotto l’1%.( se non ricordo male). Significa che c’è troppo immobilismo e immobilizzazioni.
Ho provato dalla classifica di Forbes del 2010 a estrapolare dalle prime 100 società private quelle europee ( senza Russia e Svizzera). I settori finanziari (banche ed assicurazioni) insieme a i petroliferi a livello mondiale la fanno da padrone.
Quando una JP Morgan Chase ( e sappiamo di chi è) è la prima al mondo con asset a circa 2000 miliardi di dollari e dove il profitto è il 10% del fatturato, mi dice dove stava (siamo nel 2010 quì) finendo il denaro del crollo dei mercati mmobiliari in USA di due anni prima.e i derivati.
Tornando in Europa le società di queste fra le prime 100 hanno un valore totale di asset pari a 25. 000 miliardi di dollari con un giro d’affari pari a circa 3.400 e profitti circa il 7% del fatturato ( superiore ai tassi di sconto e ai prime rate bancari).

C’è gente che è estramemente ricca e la maggioranza si sta impoverendo.
Fonte ISTAT: nel 2011 la famiglia italiana aveva una propensione al risparmio del 12%, era dal 1995 che non si avevano valori così bassi. Ma attenzione , nel primo trimestre 2012 siamo al 9,2%.
L’indice di produttività in Italia nel 1981 era a circa 70, nel 2007 era a circa 110.
La distribuzione della ricchezza in Italia (sempre fonte ISTAT), nel 2006, suddivisa in quinti sul totale, mostrano che le famiglie più povere, quindi del quinto inferiore detenevano l’8% del reddito totale; mentre le famiglie apparteneti al quinto superiore detenevano il 38% del reddito totale: circa 5 volte quello delle famiglie più povere.Questo sei anni fa, ora…peggiorato lo squilibrio.

Sarebbe lunga spiegare altri dati in maniera sintetica, ma la mia deduzione è la seguente:
1) Gli investimenti non è vero che aumentano l’occupazione, in quanto sono ad alta intensità di capitale e non di lavoro.Non "allargano" la base produttiva, ma intensificano saturando le capcità produttive sempre più alte. Significa che gli investimenti sono sempre più nel capitale fisso e per essere ammortizzati devono essere saturate le capacità produttive
2) Se gli investimenti sono ad alta intensità di capitale i tre fattori produttivi: capitale, materia prima da trasformare in semilavorati o prodotti finiti (oppure servizi in altri settori economici), e lavoro, si sono squilibrati nel tempo a favore del capitale. Significa allora che la liquidità intesa come mezzi propri che l’imprenditore reinveste è decisiva e diventa fattore molto competitivo, in quanto i costi finanziari sono divenuti più importanti dell’EBITDA e cioè del margine operativo lordo che è il valore generato industrialmente senza i valori finanziari.
3) Le produttività sono destinate a crescere a fronte di salari e stipendi contenuti e questo genera la famosa “sovrapproduzione”, cioè il mercato non è in grado di consumare il prodotto costruito. Questo fattore c’era già ai tempi di Adam Smith, ma è destinato a crescere con le tecnologie.
4) La distribuzione del reddito è sempre più squilibrata, lo stato è incapace o non vuole intervenire (vale la seconda ipotesi).
5) Il PIL in Italia del 2011 è stato di circa 2 milioni di milioni di dollari ( 2 con dodici zero):al decimo posto della classifica mondiale. Le più potenti società d’affari europee nel 2010 generavano un fatturato pari a circa il doppio del Pil italiano.
6) Gli stati generalmente sono in negativo: i due indicatori sintetici fondamentali sono le”partite correnti” e “il conto capitale”.Le spese correnti son il far funzionare i servizi e pagare gli stipendi. Il conto capitale sono gli investimenti che lo Stato compie. Questi ultimi fanno fatturare gli appalti di tutti i settori produttivi privati. Quindi in teoria è un ritorno sulla generazione di ricchezza. Lo Stato dà soldi al privato che ha un suo fatturato e fa lavorare persone e insieme pagano le tasse(dirette e indirette e contributi) che ritornano allo Stato.

Devo andare ancora avanti?
Gli Stati asservono economicamente i loro mandanti e mantengono la pace sociale.: questo è il loro compito attuale.

Ergo: i soldi sono in mano a privati e società d'affari che si mimetizzano molto bene (l'arte del ninja) in conti cifrati , in più luoghi al mondo, siedono in più consigli di amministrazione , hanno linee dirette telefoniche(indovinare con chi?) . Insomma se i film sono fantascienza, la realtà, come Verne insegna, è ancora di più.
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Vecchio 10-07-2012, 17.50.06   #3
albert
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Riferimento: Dove sono i soldi?

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Originalmente inviato da paul11
La distribuzione della ricchezza in Italia (sempre fonte ISTAT), nel 2006, suddivisa in quinti sul totale, mostrano che le famiglie più povere, quindi del quinto inferiore detenevano l’8% del reddito totale; mentre le famiglie apparteneti al quinto superiore detenevano il 38% del reddito totale: circa 5 volte quello delle famiglie più povere.Questo sei anni fa, ora…peggiorato lo squilibrio.

La distribuzione del reddito è sempre più squilibrata, lo stato è incapace o non vuole intervenire (vale la seconda ipotesi).

Ergo: i soldi sono in mano a privati e società d'affari che si mimetizzano molto bene (l'arte del ninja) in conti cifrati , in più luoghi al mondo

Sì, secondo me il problema è esattamente questo: i soldi sono (sempre di più) in mano a pochi e questo non permette un buon funzionamento dell'economia. Oltre ad evitare che questo accada, secondo me nella situazione attuale converrebbe creare moneta - come del resto fanno US e GB - e diminuire le tasse sui non ricchissimi - come del resto vuole fare adesso Obama

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Vecchio 10-07-2012, 23.09.01   #4
Il_Dubbio
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Riferimento: Dove sono i soldi?

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Sì, secondo me il problema è esattamente questo: i soldi sono (sempre di più) in mano a pochi e questo non permette un buon funzionamento dell'economia.

Ho un'idea.

Siccome il problema è far circolare il denaro, propongo di creare soldi
"a tempo".
Se non li spendi entro un certo numero di mesi o di giorni, perdono valore.

In questo modo tagliamo la testa al toro e non permettiamo, a quei pochi, di mantenere a vita tutto il denaro spendibile. Non permettiamo di accumularlo o peggio di usarlo per le speculazioni.

Sarà anche un'idea irrealizzabile, utopistica, che sconvolgerebbe soprattutto le disponibilità delle famiglie (prudenti risparmiatrici), sempre alle prese con spese "impreviste", ma una soluzione che va bene per tutti non c'è...
e comunque c'è sempre il banco dei pegni. Invece di comprare telefoni e televisori (spesso inutili), si ricominci a comprare oro e pietre preziose da scambiare per far fronte ai fantomatici imprevisti.

L'idea è mia ed è coperta da copyright, quindi non tentate di farci soldi...
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Vecchio 11-07-2012, 00.28.44   #5
paul11
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Riferimento: Dove sono i soldi?

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Sì, secondo me il problema è esattamente questo: i soldi sono (sempre di più) in mano a pochi e questo non permette un buon funzionamento dell'economia. Oltre ad evitare che questo accada, secondo me nella situazione attuale converrebbe creare moneta - come del resto fanno US e GB - e diminuire le tasse sui non ricchissimi - come del resto vuole fare adesso Obama


Ciao Albert.
La verità è che la globalizzazione ha aperto ai tre blocchi mondiali, USA, Europa e Asia la competizione .Gl Usa con Obama hanno vinto di fatto la battaglia valutaria contro l'euro, perchè nei forzieri delle banche tengono la vauta in dollari e non più in euro. I petrolieri qualche anno fa pensavano all valuta in euro piuttosto che al dollaro/barile.
La creazione di moneta genera ulteriore inflazione in tempi di recessione economica.L'inflazione che già esiste in Italia ad esempio è segno di una struttura economica che finalizzata nella domanda e offerta avrebbe dovuto generare da tempo l'abbassamento dei prezzi ( Solo ora l'Eni/Agip abbassa i prezzi, perchè non prima? E su input di chi?). Significa che l'industria e il commercio in troppi settori economici pur di mantenere i margini di profitto non entrano in competizione con i cartelli oligopolistici sia nazionali che mondiali: il mercato è bloccato e in attesa.
Un anno fa dissi ad amici che le scadenze del debito che lo Stato italiano avrebbe dovuto pagare significava "lacrime e sangue" . Monti lo ha fatto.
Ma tutti sono bravi a far spillare denaro ai cittadini,(non i politici populisti e damagoghi che fanno voti di scambio) adesso la troika europea si vede più che nei parlamenti nazionali, segnale che le sovranità nazionali di fatto sono limitate. Ma significa anche che non hanno idea di come creare i presupposti di una ripresa economica senza andare a toccare coloro che hanno in mano monopoli, oligopoli e il potere reale.
Il tamponamento dell'emorraggia, con la riforma pensionistica e del mercato del lavoro in Italia non ferma il dissanguamento.Il risparmio sulla sanità e sul settore pubblico se non ha un disegno organizzativo chiaro rischia di far saltare il patto sociale che è alla base del concetto di società; e siamo comunque ancora solo sui risparmi di costi. Le risorse liberate servono solo a non far aumentare l'IVA in autunno?O entrano sui fondamenti economici ( e non possono, perchè sono coloro che veramente li comandano ) oppure il malato peggiorerà. Non bisogna avere il premio Nobel in economia per capire degli aspetti socio-economici. E intanto le obbligazioni dello Stato per battere lo spread del mercato è costretto ad alzare i tassi d'interesse: attenzione alle prossime scadenze quando dovremo pagare il capitale+gli interessi.
Se non c'è ripresa economica, entrano meno tasse allo Stato che non può spendere e nemmeno indebitarsi: siamo allo stallo poi avviene l'avvitamento su se stesso come un aereo. E come in fisica accade di entrare in una fase di non ritorno.
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Vecchio 12-07-2012, 06.54.06   #6
albert
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Riferimento: Dove sono i soldi?

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Ho un'idea.

Siccome il problema è far circolare il denaro, propongo di creare soldi
"a tempo".
Se non li spendi entro un certo numero di mesi o di giorni, perdono valore.

In questo modo tagliamo la testa al toro e non permettiamo, a quei pochi, di mantenere a vita tutto il denaro spendibile. Non permettiamo di accumularlo o peggio di usarlo per le speculazioni.

Guarda che l'idea non è nuova. Sono sicuro di averne già sentito parlare. Non sono riuscito a trovare referenze sul Web, magari qualcuno mi può aiutare?
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Vecchio 12-07-2012, 09.49.52   #7
Il_Dubbio
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Riferimento: Dove sono i soldi?

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Originalmente inviato da albert
Guarda che l'idea non è nuova. Sono sicuro di averne già sentito parlare. Non sono riuscito a trovare referenze sul Web, magari qualcuno mi può aiutare?

Io non ne ho mai sentito parlare. E' un'idea geniale nata solo dentro la mia testa

L'unica cosa di cui ho sentito parlare è della circolazione di una doppia moneta (tipo lira-euro).

Se l'idea piace posso scriverci qualcosa in più:
Il concetto base (io ne avevo parlato in alcuni argomenti sull'economia) è che la moneta non è un bene, ma solo un mezzo per arrivare al bene.
Per aggiudicarci il bene avremmo bisogno però del denaro, ma il denaro
altro non è che il lavoro. Se volessi quantificare un'ora di lavoro non posso fare altro che equipararlo alla moneta o al costo lavoro di un bene di largo consumo, per esempio il pane.

E' il pane quel che serve quindi, no il denaro.
Se per esempio lavorassi per 8 ore al giorno e guadagnassi 100 euro, il mio scopo deve essere solo trovare i beni che voglio raggiungere con quella cifra.
La mia idea deve chiaramente sconvolgere il pensiero comune. Oggi prendiamo lo stipendio e lo mettiamo in banca così com'è. Poi andiamo a fare la spesa, paghiamo le bollette ecc. e il rimanente lo lasciamo (se rimane qualcosa) come fondo per acquisti futuri. Questo è quello che facciamo. Invece io propongo di non lasciare nulla in deposito ma di spendere tutto.
La mia idea si basa innanzitutto sul concetto di "pagamento anticipato".
Io prendo solitamente una scheda telefonica e carico 20 euro (penso lo facciano in tanti). Quindi ho pagato in anticipo le telefonate che credo di fare nel futuro. Così è possibile pagare in anticipo le spese da fare per esempio al supermercato. Mi abbono al supermercato che ho scelto (in base anche agli sconti che mi vorrà fare) e carico la mia scheda una volta che ho con me i soldi. Anche il gas, la luce, ecc. possono essere pagate in questa forma di anticipo.
Come dicevo, esisterebbe un problema: l'imprevisto

Devo andare dal dentista, oppure si buca una gomma della macchina ecc. come faccio a pagare se non ho contanti?

Potrebbe funzionare l'idea di un'assicurazione per l'imprevisto.
Ogni assicurazione ha (sempre secondo la mia idea che prende forma) un numero imprecisato di attività coperte dal servizio di assicurazione. Sei hai una gomma a terra e stai pagando una forma anticipata di assicurazione, chiami un numero verde, ed un gommista si materializzerà davanti alla tua macchina cambiandoti la gomma.
L'assicurazione non trattiene per se il denaro (altrimenti non avrebbe senso) ma lo distribuisce alle attività che sono all'interno della convenzione.
Così il denaro circola...circola...circola.

I problemi chiaramente da affrontare (soprattutto di organizzazione ma anche di equilibri fra la spesa-costo-rischio) sono tanti. Non posso in poche battute risolverle tutte.

L'ultima cosa: le banche non avrebbero più senso. Il denaro deve circolare, non deve mai essere depositato da qualche parte. Nessuno deve "prestare soldi", al massimo si presta un servizio ovvero direttamente il bene che serve al momento.

basta, ho concluso
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Vecchio 12-07-2012, 12.29.44   #8
albert
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Ho un'idea.

Siccome il problema è far circolare il denaro, propongo di creare soldi
"a tempo".
Se non li spendi entro un certo numero di mesi o di giorni, perdono valore.


L'idea non è nuova. Il "wara" http://it.wikipedia.org/wiki/W%C3%A4ra inventato nel 1929 perdeva l'1% di valore ogni mese per incentivarne la circolazione. Ma ci sono anche molti altri esempi

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Vecchio 12-07-2012, 13.28.28   #9
Il_Dubbio
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Riferimento: Dove sono i soldi?

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L'idea non è nuova. Il "wara" http://it.wikipedia.org/wiki/W%C3%A4ra inventato nel 1929 perdeva l'1% di valore ogni mese per incentivarne la circolazione. Ma ci sono anche molti altri esempi


A me sembrano dei comunissimi "buoni", come i nostri buoni pasto o buoni benzina. Se la metti così, è certamente un'idea vecchissima.
Anch'io, se avessi un buono benzina di 10 euro e mi servono 10 euro lo vendo a chi ha bisogno di 10 euro di benzina. A quel punto uso i buoni per comprare denaro. Non mi sembra una buona idea.

La mia era un'idea, credo, un po' diversa. Prima di tutto non è possibile portare il "denaro a tempo" in una banca per rimetterlo in circolo, devi assolutamente comprare, anche anticipatamente, un bene o un servizio. Solo in questo caso riacquista il suo valore facendo riscattare il timer del valore. Poi comunque la mia idea non prevede la concorrenza fra due monete (quella ipotesi è giusto quella a cui facevo riferimento nel post precedente). Tu guadagni monete e con queste ci fai quel che vuoi, tutto tranne che accumularne a fondo perduto. Mentre, se ci fossero due monete in circolo e avessi la possibilità di accumulare con una e con l'altra spendere, non vedo che beneficio se ne può avere.
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 13-07-2012, 06.38.51   #10
albert
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Gl Usa con Obama hanno vinto di fatto la battaglia valutaria contro l'euro, perchè nei forzieri delle banche tengono la vauta in dollari e non più in euro. I petrolieri qualche anno fa pensavano all valuta in euro piuttosto che al dollaro/barile.

Già. Anche da questo punto di vista l'euro non ha mantenuto le aspettattive. Continuo a pensare che, se riuscissimo a mettere un minimo d'ordine nei nostri conti, ci converrebbe uscirne. Chi è rimasto fuori in Europa sta decisamente meglio

albert is offline  

 



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