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Vecchio 06-03-2007, 11.38.41   #1
petalo
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Data registrazione: 23-01-2007
Messaggi: 26
Essere atei

Credo di essere diventata atea ma non so neanche bene il vero significato di ciò. La cosa sicura è che non credo nella chiesa come istituzione e di conseguenza mi sono allontanata anche dalla religione cattolica. Forse prima credevo a ciò che la mia famiglia mi aveva inculcato, andavo in chiesa la domenica perchè si doveva andare, poi crescendo ho capito che la messa proprio non l'ascoltavo, mi annoiavo e così ho cominciato a non essere più praticante. In seguito ho realizzato che le mie idee erano troppo contrastanti con quelle della chiesa e così c'è stata la rottura totale. Non mi sento più di credere in ciò che altri esseri umani raccontano e professano. Avevo pensato anche di cambiare religione ma tanto dietro ad ognuna ci sono uomini che come sempre rovinano tutto. Io ho una mia spiritualità che prescinde dal credere in qualcosa. In fondo credo di essere un'atea cristiana per come cerco di condurre la mia vita. Qualcosa dentro di me è rimasta del cristianesimo perchè molte cose di questo mi appartengono, sono dentro di me. Insomma cosa sono diventata? o meglio cosa sono? Quante tipologie di atei ci sono?
Qualcuno vive questa mia stessa realta?

petalo is offline  
Vecchio 06-03-2007, 14.13.08   #2
VanLag
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Riferimento: Essere atei

Citazione:
Originalmente inviato da petalo
Credo di essere diventata atea ma non so neanche bene il vero significato di ciò. La cosa sicura è che non credo nella chiesa come istituzione e di conseguenza mi sono allontanata anche dalla religione cattolica. Forse prima credevo a ciò che la mia famiglia mi aveva inculcato, andavo in chiesa la domenica perchè si doveva andare, poi crescendo ho capito che la messa proprio non l'ascoltavo, mi annoiavo e così ho cominciato a non essere più praticante. In seguito ho realizzato che le mie idee erano troppo contrastanti con quelle della chiesa e così c'è stata la rottura totale. Non mi sento più di credere in ciò che altri esseri umani raccontano e professano. Avevo pensato anche di cambiare religione ma tanto dietro ad ognuna ci sono uomini che come sempre rovinano tutto. Io ho una mia spiritualità che prescinde dal credere in qualcosa. In fondo credo di essere un'atea cristiana per come cerco di condurre la mia vita. Qualcosa dentro di me è rimasta del cristianesimo perchè molte cose di questo mi appartengono, sono dentro di me. Insomma cosa sono diventata? o meglio cosa sono? Quante tipologie di atei ci sono?
Qualcuno vive questa mia stessa realta?
La prima fase cioè quella di divorzio dal cristianesimo l’ho vissuta anche io ed in un modo penso simile a quello che descrivi. Io però ho trovato altre forme di pensiero sulle quali “appoggiarmi” (forse ero troppo debole e vigliacco per reggermi da solo), che comunque prescindono dalla divinità. (Il Buddismo stesso non sa che farsene di “dio” per cui per certi versi potrebbe essere definito ateo).

Sul fatto di essere “un’atea cristiana” direi che, secondo me, è inevitabile nel senso che bene o male il back-ground di un po’ tutti noi italiani è ibridato dalle ideologie cristiane e cattoliche. Io ho lavorato tanto su me stesso per prendere le distanze da quelle idee ma devo riconoscere che grande parte dei miei valori si conformano o sono influenzati, ancora oggi, all’ideologia cristiana e, per altro, non è detto che tutti i valori cristiani siano sbagliati.

Ma io non mi struggerei tanto sul fatto di non sapere cosa sei diventata. Come dicevo sopra io ho trovato altre idee e filosofie con le quali sostituire quelle cristiani ma l’ultima cosa che ci terrei è essere definito buddista, o induista, o advaitino o tantrico, o teosofo o ateo o vattelapesca cosa altro, ne sento il bisogno di appartenere ad un gruppo o a una fede. Così facendo mi sento libero di cercare e mi sento libero di essere e di diventare quello che in ogni istante la mia intelligenza mi indica..... in un certo senso mi sento anche più vero con me stesso.

VanLag is offline  
Vecchio 06-03-2007, 14.26.40   #3
turaz
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Data registrazione: 24-11-2005
Messaggi: 3,250
Riferimento: Essere atei

Citazione:
Originalmente inviato da petalo
Credo di essere diventata atea ma non so neanche bene il vero significato di ciò. La cosa sicura è che non credo nella chiesa come istituzione e di conseguenza mi sono allontanata anche dalla religione cattolica. Forse prima credevo a ciò che la mia famiglia mi aveva inculcato, andavo in chiesa la domenica perchè si doveva andare, poi crescendo ho capito che la messa proprio non l'ascoltavo, mi annoiavo e così ho cominciato a non essere più praticante. In seguito ho realizzato che le mie idee erano troppo contrastanti con quelle della chiesa e così c'è stata la rottura totale. Non mi sento più di credere in ciò che altri esseri umani raccontano e professano. Avevo pensato anche di cambiare religione ma tanto dietro ad ognuna ci sono uomini che come sempre rovinano tutto. Io ho una mia spiritualità che prescinde dal credere in qualcosa. In fondo credo di essere un'atea cristiana per come cerco di condurre la mia vita. Qualcosa dentro di me è rimasta del cristianesimo perchè molte cose di questo mi appartengono, sono dentro di me. Insomma cosa sono diventata? o meglio cosa sono? Quante tipologie di atei ci sono?
Qualcuno vive questa mia stessa realta?




sei nella fase "rigetto" che ti ha portato a "separarti".
ora stai perseguendo la via del "figliolo" che si nutre del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male.

magari un giorno tornerai a casa magari no.

ma ora puoi fare una scelta... che prima non potevi fare.

gnosi

ciao
turaz is offline  
Vecchio 07-03-2007, 09.59.35   #4
petalo
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Data registrazione: 23-01-2007
Messaggi: 26
Riferimento: Essere atei

Avete proprio ragione cari Turaz e VanLag…..
Ora posso fare una scelta che prima non potevo fare e mi sento veramente libera di essere me stessa. Non è importante sentirsi atei o appartenere ad una fede ma essere liberi di scegliere in qualsiasi momento cosa voler fare e credere seguendo la strada del proprio cuore e/o della propria testa…..

Grazie

petalo is offline  
Vecchio 07-03-2007, 11.39.57   #5
kashma
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Data registrazione: 02-02-2007
Messaggi: 17
Riferimento: Essere atei

Io sto vivendo la tua stessa situazione ormai da un po' di tempo. Quello di cui sono certa è che non sono cattolica. Credo nella figura di Cristo, ma spesso mi chiedo se Cristo uomo non sia stato semplicemente "uno come gli altri" e per altri intendo profeti, saggi, maestri spirituali.
Sono profondamente attratta da alcuni aspetti del Paganesimo, da altri di alcune dottrine orientali. Sto camminando, e non ti nego che questa condizione di "limbo" che vivo, talvolta mi pesa. Sento di volermi lasciare andare a certe cose, ma poi razionalmente me le nego. Sto facendo la cosa giusta? Si può intraprendere un sentiero religioso e poi tornare indietro? Non esiste una nostra natura intrinseca e soggettiva che dovremmo scoprire? Quello che è certo, secondo me, è che non possono esistere cristiani buddisti, o pagani ebrei e così via.
Turaz ti ha scritto

Citazione:
sei nella fase "rigetto" che ti ha portato a "separarti".
ora stai perseguendo la via del "figliolo" che si nutre del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male.

Bene, stiamo camminando per conoscere. Quanto è arduo però questo cammino, soprattutto quando non sai quale sentiero percorrere. O quale sia il tuo sentiero.
Tu ti definisci atea. Cioè non credi in Dio?
Io in Dio credo. Questa è la mia unica certezza - o chiamalo atto di fede, come preferisci. Credo in una Tradizione che è all'origine di tutto. Però... lasciamelo dire in termini informali: tutto il resto dentro di me è in gran fermento!
kashma is offline  
Vecchio 07-03-2007, 12.16.32   #6
petalo
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Data registrazione: 23-01-2007
Messaggi: 26
Riferimento: Essere atei

Citazione:
Originalmente inviato da kashma
Io sto vivendo la tua stessa situazione ormai da un po' di tempo. Quello di cui sono certa è che non sono cattolica. Credo nella figura di Cristo, ma spesso mi chiedo se Cristo uomo non sia stato semplicemente "uno come gli altri" e per altri intendo profeti, saggi, maestri spirituali.
Sono profondamente attratta da alcuni aspetti del Paganesimo, da altri di alcune dottrine orientali. Sto camminando, e non ti nego che questa condizione di "limbo" che vivo, talvolta mi pesa. Sento di volermi lasciare andare a certe cose, ma poi razionalmente me le nego. Sto facendo la cosa giusta? Si può intraprendere un sentiero religioso e poi tornare indietro? Non esiste una nostra natura intrinseca e soggettiva che dovremmo scoprire? Quello che è certo, secondo me, è che non possono esistere cristiani buddisti, o pagani ebrei e così via.
Turaz ti ha scritto



Bene, stiamo camminando per conoscere. Quanto è arduo però questo cammino, soprattutto quando non sai quale sentiero percorrere. O quale sia il tuo sentiero.
Tu ti definisci atea. Cioè non credi in Dio?
Io in Dio credo. Questa è la mia unica certezza - o chiamalo atto di fede, come preferisci. Credo in una Tradizione che è all'origine di tutto. Però... lasciamelo dire in termini informali: tutto il resto dentro di me è in gran fermento!

E' vero quanto è arduo questo cammino.....
Sai io non so ancora se credere all'esistenza di un "DIO" perchè non credo più a ciò che la religione mi vuol far credere di questo Dio. Basterebbe guardarmi intorno per pensare che qualcuno ha creato tutto ciò che ci circonda, ma io vorrei conferme e so che non è possibile ciò. Beato chi crede e non si pone tutte queste domande e vive così più sereno con certezze che io non ho. Forse voglio sapere troppo....

petalo is offline  
Vecchio 07-03-2007, 13.05.13   #7
Brucus
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Originalmente inviato da petalo
Credo di essere diventata atea...

No, semplicemente ti sei liberata di dio, ora puoi conoscere Dio, se non cedi alla tentazioni di stabilire nuovi legami con gli dei degli uomini.
Brucus is offline  
Vecchio 07-03-2007, 13.34.43   #8
VanLag
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Citazione:
Originalmente inviato da kashma
Si può intraprendere un sentiero religioso e poi tornare indietro?
Il breve stralcio che riporto credo di averlo preso da uno scritto del maestro buddista Jack Kornfield che descriveva il suo incontro con Nisargadatta Maharaj. Dico credo perché non mi sono annotato il sito da cui l’ho preso. L’originale era in inglese, la traduzione è mia per cui chiedo pazienza sulla traduzione. Lo riporto perché secondo me risponde un po ad alcune tue domande.

Un giorno eravamo nella stanza la gente veniva e faceva domande. Qualcuno venne, fece una domanda ma poi non soddisfatto se ne andò. Un'altra persona alzò la sua mano e chiese: - Maharaj che ne sarà di una persona che viene e chiede, fa una domanda e poi va via? – E’ tutto finito per loro in questa vita?
Essi non sono stati qui. Tu sei un grande guru e loro non sono stati interessati e sono andati via.

Con gli occhi scintillanti illuminandosi il Maharaj disse: - è troppo tardi! Solo il fatto che loro hanno messo piede in questa stanza, anche se non hanno chiesto nessuna domanda, significa comunque che da qualche parte in loro c’è il seme che li spinge a conoscere chi siamo noi e cosa significa la vita. Non ciò che ci è stato insegnato alle scuole elementari o quello che sentite dalle tv o leggete sui giornali, ma un seme profondo della conoscenza della nostra vera natura. Il fatto che sono entrati nella stanza significa che il seme ha iniziato a germogliare. Non importa se quella persona prova a dimenticare e va via, presto o tardi manifesterà il suo risveglio -


In pratica, in accordo col pensiero di Maharaj, il fatto che tu senta dentro di questa spinta a cercare è già garanzia della risposta indipendentemente dal tempo che ci vorrà per ottenere quella risposta.

Citazione:
Originalmente inviato da kashma
Non esiste una nostra natura intrinseca e soggettiva che dovremmo scoprire?
Ho evidenziato anche in neretto chi siamo noi e cosa significa la vita perché anche questa è una risposta alla tua domanda quotata sopra. Secondo Nisargadatta "esiste una nostra natura intrinseca e soggettiva che dovremmo scoprire", anzi lui basa tutto il suo insegnamento su questa ricerca.


Il trafiletto riportato è inerente anche ai dubbi di petalo su Dio.

Citazione:
Originalmente inviato da petalo
Sai io non so ancora se credere all'esistenza di un "DIO" perchè non credo più a ciò che la religione mi vuol far credere di questo Dio. Basterebbe guardarmi intorno per pensare che qualcuno ha creato tutto ciò che ci circonda, ma io vorrei conferme e so che non è possibile ciò. Forse voglio sapere troppo....

Secondo me prima di parlare di Dio o dire se esiste Dio o meno, è importante avere la risposta chiara a quelle due domande e cioè chi siamo noi e cosa significa la vita perché altrimenti parlare di “dio” diventa solo una speculazione che coloriamo a secondo dei nostri bisogni e che peggio sfruttiamo per confortare le nostre credenze ed i nostri valori. D’altro canto noi stessi ed il nostro rapporto con la vita sono i dati contingenti, con i quali ci confrontiamo quotidianamente, (la dura realtà quotidiana), ed allora pare persino più onesto, (almeno verso noi stessi), avere compreso sin nel profondo – chi o cosa siamo noi e come “funzionano” le nostre relazioni nella vita.


Ultima modifica di VanLag : 07-03-2007 alle ore 14.57.52.
VanLag is offline  
Vecchio 25-03-2007, 00.22.14   #9
erasmo
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Riferimento: Essere atei

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Originalmente inviato da petalo
Credo di essere diventata atea ma non so neanche bene il vero significato di ciò. La cosa sicura è che non credo nella chiesa come istituzione e di conseguenza mi sono allontanata anche dalla religione cattolica. Forse prima credevo a ciò che la mia famiglia mi aveva inculcato, andavo in chiesa la domenica perchè si doveva andare, poi crescendo ho capito che la messa proprio non l'ascoltavo, mi annoiavo e così ho cominciato a non essere più praticante. In seguito ho realizzato che le mie idee erano troppo contrastanti con quelle della chiesa e così c'è stata la rottura totale. Non mi sento più di credere in ciò che altri esseri umani raccontano e professano. Avevo pensato anche di cambiare religione ma tanto dietro ad ognuna ci sono uomini che come sempre rovinano tutto. Io ho una mia spiritualità che prescinde dal credere in qualcosa. In fondo credo di essere un'atea cristiana per come cerco di condurre la mia vita. Qualcosa dentro di me è rimasta del cristianesimo perchè molte cose di questo mi appartengono, sono dentro di me. Insomma cosa sono diventata? o meglio cosa sono? Quante tipologie di atei ci sono?
Qualcuno vive questa mia stessa realta?


petalo
mi rincresce che questa discusssione sia stata lasciata per altre anche interessanti discussioni
a me pare che tu impropriamente ti definisca atea
io credo semplicemente che tu sia una che sta cambiando, anzi, maturando:
e per questo hai dei dubbi
ed è una cosa ( parlo per me ) che capita a tutte le età, per tutta la vita

anch'io posso dire di avere dei dubbi sulla mia fede
e sono certo che non posso solo parlare al passato: tutte le mattine e tutte le sere credo di avere dei dubbi
per me ho preso l'impegno da anni di affrontarli, tranquillamente, senza patemi

e ( per stare ora solo nel campo cristiano) credo di aver approfondito abbastanza sia il protestantesimo e sia l'Ortodossia e le loro multiformi diramazioni ( ma anche poi Odifredddi, Augias Russel e altri... )
ma continuamente e ciclicamente poi alla fine, torno alla mia fede cattolica, ancora più consapevolmente e saldamente

che forse , è vero, non collima sempre con tante cose che sento in giro, di cattolici, ma credo sia la mia fede che è immersa in quel gran solco di umanità e di vita che si chiama cristiamesimo
e credo sia proprio una cosa mia perchè, studiando, meditando e pregando me la sono conquistata e la conquisto tutti i giorni

quante volte mi incontro con altri che non la pensano come me
e dopo aver parlato, scritto e pesato e pensato, alla fine mi sento più cattolico di prima
gli errori del cattolicesimo? cose normali, appunto : errori
la mia fede non sono i cattolici ( papa compreso) ma è solo Cristo Gesù

e poi c'è il problema di Dio e la sua esistenza che x me è stato il più semplice da superare
il difficile è venuto dopo
ciao
erasmo is offline  
Vecchio 25-03-2007, 08.50.50   #10
paperapersa
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Originalmente inviato da erasmo
petalo
mi rincresce che questa discusssione sia stata lasciata per altre anche interessanti discussioni
a me pare che tu impropriamente ti definisca atea
io credo semplicemente che tu sia una che sta cambiando, anzi, maturando:
e per questo hai dei dubbi
ed è una cosa ( parlo per me ) che capita a tutte le età, per tutta la vita

anch'io posso dire di avere dei dubbi sulla mia fede
e sono certo che non posso solo parlare al passato: tutte le mattine e tutte le sere credo di avere dei dubbi
per me ho preso l'impegno da anni di affrontarli, tranquillamente, senza patemi

e ( per stare ora solo nel campo cristiano) credo di aver approfondito abbastanza sia il protestantesimo e sia l'Ortodossia e le loro multiformi diramazioni ( ma anche poi Odifredddi, Augias Russel e altri... )
ma continuamente e ciclicamente poi alla fine, torno alla mia fede cattolica, ancora più consapevolmente e saldamente

che forse , è vero, non collima sempre con tante cose che sento in giro, di cattolici, ma credo sia la mia fede che è immersa in quel gran solco di umanità e di vita che si chiama cristiamesimo
e credo sia proprio una cosa mia perchè, studiando, meditando e pregando me la sono conquistata e la conquisto tutti i giorni

quante volte mi incontro con altri che non la pensano come me
e dopo aver parlato, scritto e pesato e pensato, alla fine mi sento più cattolico di prima
gli errori del cattolicesimo? cose normali, appunto : errori
la mia fede non sono i cattolici ( papa compreso) ma è solo Cristo Gesù

e poi c'è il problema di Dio e la sua esistenza che x me è stato il più semplice da superare
il difficile è venuto dopo
ciao
Sai bene però che il cattolicesimo non ammette che non si creda nei dogmi e non si obbedisca al papa e ai vescovi. Io sono come te, ma non mi definisco più cattolica romana, ma cristiana, che cerca di vivere il messaggio profondissimo di Amore,Rispetto,Tolleranza che ha portato Cristo.
Ognuno d'altra parte si sceglie il Maestro o il Maestro sceglie i propri discepoli
se sono pronti.......e una volta che si crea un rapporto fra discepolo e Maestro non credo che ci sia bisogno di interlocutori, intermediari, avvocati difensori etc....
paperapersa is offline  

 



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