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Vecchio 05-05-2003, 12.52.37   #21
osho
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Data registrazione: 09-03-2003
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a sunshine

son domande infantili che non hanno risposta. è come chiedere chi ha creato dio o l'universo. la mente è troppo piccola per com-
prendere certe cose.
osho is offline  
Vecchio 05-05-2003, 14.23.46   #22
Sunshine
Ospite
 
Data registrazione: 04-07-2002
Messaggi: 38
Non ho chiesto la verità, ho chiesto come certe religioni/filosofie basate sulla teoria della reincarnazione affrontano il problema.
La mia è semplicemente ignoranza religiosa e filosofica.
Il Buddismo, ad esempio, è una religione che come tutte le religioni offre una sua spiegazione completa ai misteri di nascita, vita e morte, basata sulla teoria della reincarnazione.....non si limita ad affermare che la mente è troppo piccola per comprendere.
Poi, come giustamente ho letto in qualche altro topic, affermare che la mente è troppo piccola per comprendere è un paradosso logico di per se. Assumiamo che sia vero, se la mente è troppo piccola per comprendere, allora affermare che lei stessa ha dei limiti è già una comprensione di alto livello, quindi la mente non è poi troppo piccola per comprendere
E' un pò come dire...."io dico sempre menzogne"....ammesso che sia vero allora anche questa deve essere una menzogna quindi la verità è che "io dico sempre la verità"..... si arriva a una contraddizione logica!
La stessa che si ottiene nella frase "La mente è troppo piccola per comprendere". E' vero la logica non è tutto, ma è la base, l'assioma di qualsiasi discussione....
Insomma sarà una domanda infatile ma sto chiedendo se le varie teorie basate sulla rincarnazione affrontano i miesteri di nascita e morte, o meglio di entrata e uscita dal ciclo continuo di nascita e morte in cui ci troviamo coinvolti, oppure no e soprattutto cosa ne pensate voi che credete nella reincarnazione.

Ciao ciao
Sunshine is offline  
Vecchio 05-05-2003, 17.50.36   #23
osho
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a sunshine

ok, scusami.
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Vecchio 05-05-2003, 19.33.04   #24
visechi
Ospite abituale
 
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Citazione:
"…La vita è un continuo processo di sviluppo di vita in vita, ed incontriamo nella vita quotidiana sempre gli effetti delle nostre azioni precedente, che sono fatte in questa o nelle vite precedente, ed creiamo contemporaneamente il nostro destino futuro mediante le nostre azioni quotidiane nella vita attuale…"

Ma accidenti! Ci fu un primo uomo, il progenitore dell'intera progenie umana… quale karma determinò le sue azioni? Ovviamente, Rolando, scherzo, spero si capisca… abbiamo già affrontato il tema in altra occasione… ciascuno di noi due sa cosa pensa l'altro in proposito. Allora qual è il senso del mio attuale intervento? Nulla, solo che a parer mio si confonde il naturalissimo ed umanissimo condizionamento psicologico indotto dagli eventi passati e dall'ambiente con qualcosa di più grande, trascendente e, ovviamente, inesistente . E' vero, convengo, il passato condiziona, anche il passato non personale… diventa un substrato in cui ci s'immerge, un humus che inconsapevolmente nutre e di cui non si può non tenere conto. Il passato c'insegna, infatti, che la nostra natura è assolutamente umana, e che l'unica dimensione divina che noi esperiamo e sperimentiamo è solo quella che ci pone in contatto con i nostri simili e con quanto questi, nel passato e nel presente, sono stati in condizione di produrre in termini di opere d'ingegno. In estrema sintesi, il continuo processo di sviluppo di vita in vita avviene solo tramite queste opere e tramite gli affetti che si tramandano di padre in figlio. E' così per l'intera genia umana. L'evoluzione spirituale di cui si parla, se sgravata dell'assurda connotazione metafisica che si è voluto attribuirle, altro non sarebbe che un semplice passaggio di testimone da una generazione ad un'altra… ci fu un incipit, il primo uomo che imparò dalla Natura e che trasmise questo insegnamento, e così via di seguito… il percorso dell'Umanità è stato lungo e lento e ad ogni anello di crescita si è compiuto un passo, anche piccolo, per traghettarci a questa attuale dimensione assolutamente e schifosamente (solo per chi provasse ribrezzo) umana. Fosse possibile sezionare l'umanità come un tronco d'albero millenario, si potrebbero osservare i vari snodi della 'civiltà'… ci starebbero gli anelli di crescita rappresentati dalle Piramidi, dai Romani, da Cristo, dal Medioevo, da Galilei, da Newton etc….
Per non creare questioni, dico che si tratta solo di un pensiero mio… non certo della Verità.

Citazione:
Per quanto riguarda le vite precedenti...ok...sento.....in tuisco (sarà illusione? può darsi!) .....che....si.... noi dipendiamo dalle nostre vite precedenti. Ma mi viene spontanea una domanda: Cosa c'è secondo voi fautori della teoria della reincarnazione, all'inizio del ciclo di vita o di morte in cui ci imbattiamo? C'è una prima nascita? E se c'è una prima nascita ci deve essere allora anche una morte definitiva, e allora il problema di nascita e morte rimane....come si spiega tutto ciò?????

Mai provato a pensare che prima dell'ipotizzato, e mai dimostrato, solo supposto e teorizzato (si vede molto che non ci credo) ciclo delle vite, ci fosse il nulla? Mai provato ad immaginare che la prima nascita (per me anche l'unica… così come unica è la morte) avvenga per effetto del caso? Casualità.
Se il karma non è, così mi pare di aver letto da qualche parte (forse non sbaglio nell'attribuire questa visione al pensiero induista) una sorta di legge del contrappasso, una sorta di premio o punizione per le azioni svolte nella precedente vita, perché un individuo è mai simile al precedente supposto reincarnato? Perché si muore integri e ci si reincarna fisicamente e/o psichicamente minati fin nell'intimo? Cos'è il karma se non un sofisma atto a spiegare (non ci riesce… è solo una metafora spirituale) l'irrazionalità della vita e l'incapacità umana di concepire il nulla?
In effetti hai ragione, Sunshine (ciao), la reincarnazione non spiega assolutamente nulla circa l'incomprensibilità della vita umana. Non spiega perché credo ci sia poco o nulla da spiegare, e non consola perché c'è ancor meno di cui consolarsi facendo perno su supposte dimensioni metafisiche. La reincarnazione è solo una congettura dogmatica (trattasi di mia interpretazione personale… meglio chiarire). In quanto tale non può essere dimostrata, così pure non può essere spiegata la mia ipotesi (sempre e solo ipotesi). Ma fra le due, quella a cui propendo è sicuramente la più semplice e realistica spiegazione si possa fornire dell'incomprensibilità dell'esistenza, e spesso, la via più semplice e dritta è anche quella retta.
Ancora una volta mi distinguo in scetticismo… sarò l'unico?

Citazione:
son domande infantili che non hanno risposta. è come chiedere chi ha creato dio o l'universo. la mente è troppo piccola per comprendere certe cose
Come non hanno risposta? Pensavo, capita solo raramente , che almeno chi si reputa infuso di luminescenza sapienzale fosse in grado di fornire una non risibile chiave di lettura dell'affanno umano. Da dove proveniamo? Dove andiamo? Perché ci affanniamo? Sono risposte che la Luce dovrebbe averti ormai svelato… non credo tu voglia farci intendere che neanche tu possiedi la chiave? Ma allora che cosa ti distingue da me, piccolo e noioso essere mortale che non si è mai neppure peritato di leggere ben 44 libri del pensiero altrui senza peraltro, parrebbe, essere riuscito a farlo proprio? Umano, sempre troppo umano.
Quanto precede non è arte, non è la Divina Commedia che tu pare abbia tanto in antipatia, solo una misera considerazione di un'ancor più misera persona.
Ciao
visechi is offline  
Vecchio 10-05-2003, 23.59.58   #25
Rolando
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 855
Citazione:
Personalmente per me cambiare il karma significa cercare di modificare le mie tendenze negative che mi portano a commettere i soliti errori, ad assumere gli stessi atteggiamenti distruttivi per me stessa e per gli altri e anche combattere la parte di me pessimista che spesso mi spinge a non agire.
Tutto ciò è un gran casino e a volte è davvero difficile credere che ce la possiamo fare a decidere qualcosa per noi stessi.....

Hai ragione Sunshine, e perció è naturale che occorre non solo un´unica vita fisica per raggiungere un livello evolutivo piú alto, cioè crescere personalmente in vari modi.

Citazione:
Ma mi viene spontanea una domanda: Cosa c'è secondo voi fautori della teoria della reincarnazione, all'inizio del ciclo di vita o di morte in cui ci imbattiamo? C'è una prima nascita? E se c'è una prima nascita ci deve essere allora anche una morte definitiva, e allora il problema di nascita e morte rimane....come si spiega


La tua domanda è interessante e importante. Secondo Martinus non c’é una “prima nascita” siccome ogni essere vivente è eterno, e si trova in un perpetuo cammino attraverso sei diversi piani d´esistenza, fra cui noi conosciamo tre; il regno minerale, il regno vegetale ed il regno animale. Gli altri tre piani d´esistenza sono di natura psichica o spirituale.
Questi sei piani d´esistenza creano insieme quello che M chiama un “ciclo a spirale dell´evoluzione” che ha sempre esistito e si ripete eternamente, in cicli sempre più grandi.

Nel mondo fisico l´essere si evolve dal regno vegetale e attraverso uno stato come pianta carnivora si trasforma in animale ed in uomo. Questo processo evolutivo ha luogo molto lentamente e graduale. Cosí l´uomo si è sviluppato attraverso innumerevole vite come animale e uomo primitivo, e continua di crescere di vita in vita, finche non abbiamo raggiunto lo stato umano vero, il “regno umano vero”, uno stato mondiale internazionale di pace, che sarà una realtà qui sulla terra nel futuro.

Citazione:
In estrema sintesi, il continuo processo di sviluppo di vita in vita avviene solo tramite queste opere e tramite gli affetti che si tramandano di padre in figlio. E' così per l'intera genia umana. L'evoluzione spirituale di cui si parla, se sgravata dell'assurda connotazione metafisica che si è voluto attribuirle, altro non sarebbe che un semplice passaggio di testimone da una generazione ad un'altra…


Ciao Visechi, in quel caso come spieghi il fatto che ci sono delle genie che hanno dei genitori che non sono per niente geniali ?
Non condivido dunque questa tua opinione.
In realtà lo sviluppo umano è portato avanti da individui che hanno dimostrato talenti entro vari campi, che hanno dato l´umanità nuovi invenzioni ecc per non parlare dello sviluppo morale e spirituale, che è stato guidato da individui che si traovavano molto davanti alla gran massa e hanno infatti cambiato l´intera cultura umana.

Per esempio è ovvio che l´insegnamento e le manifestazioni reali di Gesù e Buddha, cioè l´introduzione nella cultura umana dell´altruismo, l´amore per il prossimo e la compassione, hanno causato lo sviluppo dell´umanesimo in tutte le forme, la democrazia, i diriitti umani, ecc.
Gesù e Buddha hanno ricevuto le loro facoltà spirituali dalla mamma ?
Einstein, ha ricevuto la teoria della relatività da i genitori ?
E che dici dell´Edison, Tesla, Marconi, ecc ecc ?

Per ognuno, che riflette un po' sulla domanda, deve essere chiaro che questi individui in vite precedente sono vissuiti su pianeti che si trovano su un livello evolutivo molto più alto di quello del nostro pianeta.

Citazione:
Se il karma non è, così mi pare di aver letto da qualche parte (forse non sbaglio nell'attribuire questa visione al pensiero induista) una sorta di legge del contrappasso, una sorta di premio o punizione per le azioni svolte nella precedente vita, perché un individuo è mai simile al ? Perché si muore integri e ci si reincarna fisicamente e/o psichicamente minati fin nell'intimo? Cos'è il karma se non un sofisma atto a spiegare (non ci riesce… è solo una metafora spirituale) l'irrazionalità della vita e l'incapacità umana di concepire il nulla?


Il karma è un insegnamento logico, basato sulla legge della causa ed effetto, che in realtà aiuta l´individuo a svilupparsi e fare la conoscenza delle leggi della vita. Se un individuo è simile o no "al
precedente supposto reincarnato" è naturalmente difficile sapere anche se qualche volta forse è cosí. (Non so sse te ho capito giusto) Però probabilmente l´individuo si sente sazio della l´identità della vita precedente, e quando dopo il brake sul piano spirituale, rinasce nel mondo fisico per esempio quii sulla nostra terra, lui vuole probabilmente fare delle nuove esperienze e cosí rinasce forse in una cultura diversa di quella in cui viveva nella vita precedente. Ma l´individuo porta con sé tutte le facoltà ed i talenti sviluppati nelle vite passate.

Citazione:
Ancora una volta mi distinguo in scetticismo… sarò l'unico?


Non sei soli, penso che lo scetticismo sia necessario ma lo è anche il buon senso. Anche io sono scettico, però sul materialismo e sul dogma di un´unica vita sola.

Ciao
Rolando is offline  
Vecchio 12-05-2003, 09.52.49   #26
dolmena
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Messaggi: 12
credo che, dopo tutto, un po' tutti abbiamo ragione, sono tanti punti di vista, tante angolazioni con cui poter vedere una stessa cosa.
Quello che volevo dire con il mio intervento è che spesso le persone si abbandonano all'idea del karma e lo vivono passivamente.
E' giusto prendere consapevolezza e magari intuire che ci si presenta una certa situazione perchè frutto di una vita passata, ma solo se si è in grado di reagire positivamente e attivamente la consapevolezza del karma può darci una spinta in più, ma in realtà, a mio parere, non serve a tanto. Trovo molto più difficile capire come non ricadere nella stessa trappola avendo paura di riviverla poi in futuro che cercare di superarla sapendo che siamo qui e ora, ma questo sicuramente è solo un mio parere.
dolmena is offline  
Vecchio 12-05-2003, 11.42.01   #27
visir
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Karma e confusione.

Come ho già scritto il concetto di karma è una teoria affatto semplice e determinata.
E' comunque prima di iniziare a parlare di karma comprendere che pur utilizzato in diverse religioni (induismo, buddhismo, lamaismo) vi sono interpretazioni diverse questo è un preambolo necessario.
Nella religione induista (almeno quella nota a noi occidentali) il concetto karmico è legato alla retribuzioni degli atti compiuti in vita con la costante peregrinazione dell'anima "Atman" in una spirale evotutiva o involutiva, nel lamaismo questa assume una struttura estremamente gerarchizzata e potrei dire determinista, la più interessante interpretazione (a mio parere) è nel buddhismo mahayana dove si segue una visione molto distaccata da questa "teoria".
Interrogato in merito alle vite passate e al significato dell'esistenza il Buddha non rispose.
In altre occasioni lo stesso Buddha parlo delle sue vite trascorse e del karma in una meravigliosa contraddizione con i suoi silenzi alle domande dirette.
Dovendo per forza sintetizzare, nella visione buddhista mahayana e theravada, mi sembra di aver capito che non esiste un vero io o anima o dio, il "Tutto" fioriscie continuamente in forme diverse e non esistono separazioni se non per la mente discriminante. Tant'è che nel momento della sua illuminazione Goutama sembra che abbia detto: ora realizzo il nirvana insieme a tutte le esistenze gli alberi gli animali le stelle.
Questo concetto è rivoluzionario perchè tronca alla radice il vero inpedimento alla percezione della realtà cioè che esita un oggetto e un osservatore....Come aperitivo mi sembra che possa bastare.
visir is offline  
Vecchio 03-06-2003, 15.57.36   #28
osho
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Siamo talmente immersi nell'illusione che non riusciamo a perce-
pirla. Se riuscissimo ad uscirne, saremmo in grado di distinguerlo.
E' come se un pesce domandasse dove si trova l'oceano, ma non
potrà mai saperlo finchè non ne esce. Non conta niente che qualcuno glie lo dica o lo legga da qualche parte. E' un sapere
esistenziale.
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Vecchio 21-06-2003, 15.50.02   #29
ksana
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Messaggi: 77
Re: karma

Citazione:
Messaggio originale inviato da osho
Dando per scontato che il karma, detto in parole povere, è il frutto
delle nostre azioni, dei nostri desideri, alimentendo il samsara,
come è possibile uscirne, sapendo che agisce su di noi anche per
l'effetto delle vite passate?
Siamo schiavi del destino, o è tutto nelle nostre mani?

Il termine karma significa “azione”, cioè è il mezzo positivo o negativo con il quale, nel presente andiamo a caratterizzare la presente che prossima esistenza, ritrovandoci regrediti o avanzati in un certo punto del ciclo samsarico.
Azione equivale ad agire, questo significa scegliere o farsi condizionare nello scegliere, cmq è sempre una scelta, quindi non siamo schiavi passivi di un destino, ma siamo schiavi o re attivi della nostra presente e futura esistenza. Il discorso karmatico o meglio ancora samsarico non contempla il destino, ma la volontà di riscoprire, di essere consapevoli o no.
In semplici parole mangiamo il frutto che seminiamo e curiamo.
ksana is offline  
Vecchio 21-06-2003, 16.49.33   #30
osho
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a ksana

Per essere in grado di scegliere qualcosa l'uomo deve fare un lun-
go e duro lavoro su se stesso. Forse tu intendi dire che l'uomo
crede di poter scegliere. Le influenze sono troppe e grandi.
Non so chi tu sia, ma se sei padrone di te stesso completamente
così da decidere il tuo destino, ti ammiro.
Ciao
osho is offline  

 



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