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Vecchio 28-08-2007, 20.30.40   #51
VanLag
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Data registrazione: 08-04-2002
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Riferimento: Una domanda sulla "conoscenza di se stessi"

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Originalmente inviato da Uno
P.s. Van... ho risposto utilizzando il modo/moda del momento, comunque dicendo la verità, scusami.
Non ho nulla da obbiettare al tuo modo di parlare o a ciò che esprimi, (basta che anche tu invece che dei contenuti, non ti metti a parlare dei contentendenti), però non ho capito proprio cosa intendevi dire..... Sai che non ho facilità con gli ermetismi e, per giunta, sono anche poco veloce a capire i sottintesi.

VanLag is offline  
Vecchio 28-08-2007, 21.35.25   #52
renzananda
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 22-08-2007
Messaggi: 152
Riferimento: Una domanda sulla "conoscenza di se stessi"

L'Un(tuo)sa, Uni-voca, uggiolante Unità mono-loga con se stessa nel dif-ferimento in Altro di Un im-possibile "stesso".Nell'Uni-formità Unilaterale di Un pensiero Unghiato, pervicacemente appeso ad Un inutile mono-grafia....

Ps. Sei ancora Un(o) dilettante ma il bello è dilettarsi, Unicamente questo...
renzananda is offline  
Vecchio 28-08-2007, 23.11.16   #53
TippetE
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Messaggi: 47
Riferimento: Una domanda sulla "conoscenza di se stessi"

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
... Tutto quello che potrai vedere e scoprire, finché ti limiti ad un’analisi logica, saranno sempre e solo le tue proiezioni.
E questo lo dico, non perché io sia qualche cosa di speciale, ma perché ogni essere umano non è racchiudibile in nessuno schema mentale e se lo facciamo, lo avviliamo e lo danneggiamo....

.


....oltre l'analisi logica, riuscire a saltare quel muro, essere finalmente se stessi e, tuffarsi nella vita...

Ciao.
TippetE is offline  
Vecchio 29-08-2007, 09.59.53   #54
Uno
ospite sporadico
 
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Messaggi: 2,103
Riferimento: Una domanda sulla "conoscenza di se stessi"

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Non ho nulla da obbiettare al tuo modo di parlare o a ciò che esprimi, (basta che anche tu invece che dei contenuti, non ti metti a parlare dei contentendenti), però non ho capito proprio cosa intendevi dire..... Sai che non ho facilità con gli ermetismi e, per giunta, sono anche poco veloce a capire i sottintesi.


Visto il tema del discorso non vedo la possibilità di contendenti che presumerebbero un oggetto del contendere.... qui stiamo parlando di soggetti.
Sinteticamente potremmo dire che ho ermeticamente bignamizzato il succo del discorso nei suoi tre aspetti: analisi, possibilità/probabilità, Via (una delle, dal punto di vista simbolico, sostanzialmente c'è una sola Via).
Ho pensato di dare il mio contributo in maniera diversa usando una forma dialettica non uniforme alle mie solite, sai la storia di Maometto....
Il fatto che tu abbia o meno facilità con ermetismi potrebbe non essere un problema, se decido di prendere una medicina per tornare in salute non è detto che questa debba essere facile da mandar giù per me, invece se tu hai deciso di curarti usando altri metodi, erboristeria per esempio, non vale neanche la pena di far la fila in farmacia.
Sembra che abbia divagato... ma perfettamente in tema e introducendo la prima parte del mio ermetico post, per autoconoscerci possiamo decidere come, quando, dove etc etc? E se si, entro quali limiti o in conseguenza a cosa?
Lo so che se torno alla mia usuale forma comunicativa faccio domande stupide... o forse che sembrano stupide, non sta a me giudicare, ma concedetemi il beneficio dell'ingenua voglia di far qualcosa di costruttivo.

Uno is offline  
Vecchio 29-08-2007, 17.25.58   #55
maxemil
Ospite abituale
 
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Messaggi: 96
Riferimento: Una domanda sulla "conoscenza di se stessi"

Van, affinché possano essere di una qualche infinitesima utilità, credo che i nostri interventi non dovrebbero in alcun modo mirare al convincimento reciproco, perché è soltanto il dubbio che stimola il pensiero e il dialogo costruttivo. Figuriamoci quindi se io posso essere convinto di quello che affermi tu quando non lo sono nemmeno di quello che penso io. Non preoccupiamoci quindi di convincere chicchessia.
L’importante è che le nostre idee possano produrre un minimo interesse alla…riflessione.
(Anche in riferimento al fatto che io mi faccia delle domande e dia delle risposte, è chiaro che sono sempre in relazione alla relativa, personale esperienza…con tutti i limiti che ne derivano. Quindi, vorrei poter sperare che in ogni mio domani ci possa essere sempre un qualcosa da aggiornare o da verificare.)
In merito al tema, mi sembra evidente che una qualsiasi ricerca di se stessi non possa prescindere da dalle conseguenti fatiche mentali che inevitabilmente ne scaturiranno. Questo perché, sempre a mio modo di vedere, per noi è molto più naturale agire d’istinto che non far uso di una ragione che quando non è del tutto assente dai nostri comportamenti quotidiani è soltanto una modestissima comparsa nel perenne teatrino dei torti che saranno sempre altrui, così come l’abitudine allo scarico di responsabilità per qualunque cosa possa accadere.
D’altronde, anche in questo caso son passati millenni da quando qualcuno disse che: “Il peso più grande da portare sulle spalle è quello della propria…testa”, ma cosa si può pretendere quando non ne siamo capaci? Purtroppo, a parte una qualche sporadica sortita singola fuori dal guscio che in termini percentuali assume un aspetto insignificante, per il resto restiamo fondamentalmente delle scimmie con tutto ciò che ne consegue. E il cammino verso l’introspezione personale rischia di persino di diventare una spada di Damocle quando, il più delle volte, non avrai altro interlocutore che te stesso…se sarai fortunato. (Basti pensare, ad esempio, all’ultima guerra e a quanti dubbi si siano risolti semplicemente sotto due metri di terra non molti anni fa. E non credo nemmeno che sia finita qui. Altro che uso della ragione, quello che ci viene naturale è farci…la guerra. Oltretutto, pregasi notare come, stimolati all’eccelso dalla nostra infantile e ineguagliabile arroganza ci siamo definiti “Sapiens” e fatti persino ad “immagine di Dio”, quando, per ciò che dimostriamo quotidianamente sarebbe molto più onesto un “hominide scelleratus” a “vergogna di Dio”.)
Va bè…tanto per aggiungere qualcosa al mare della nostra nullità.
Bye.
maxemil is offline  
Vecchio 29-08-2007, 19.37.12   #56
VanLag
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Riferimento: Una domanda sulla "conoscenza di se stessi"

Citazione:
Originalmente inviato da maxemil
Van, affinché possano essere di una qualche infinitesima utilità, credo che i nostri interventi non dovrebbero in alcun modo mirare al convincimento reciproco.
Si dialoga per “arricchirsi”, scambiandosi idee, opinioni e riflessioni, ma anche per trovare una visione comune…. Una condivisione.
Nelle mie esposizioni cerco di essere “persuasivo” e di convincere delle cose che dico ed in cui credo. Mi sembra abbastanza naturale, come mi sembra naturale che l’altro o perché non ha capito, oppure perché pur avendo capito ritiene la mia idea non valida nella sua esperienza, non concordi alla fine con ciò che dico….. Fa parte del gioco della dialettica.

Citazione:
Originalmente inviato da maxemil
Questo perché, sempre a mio modo di vedere, per noi è molto più naturale agire d’istinto che non far uso di una ragione che quando non è del tutto assente dai nostri comportamenti quotidiani è soltanto una modestissima comparsa nel perenne teatrino dei torti che saranno sempre altrui, così come l’abitudine allo scarico di responsabilità per qualunque cosa possa accadere.
D’altronde, anche in questo caso son passati millenni da quando qualcuno disse che: “Il peso più grande da portare sulle spalle è quello della propria…testa”, ma cosa si può pretendere quando non ne siamo capaci? Purtroppo, a parte una qualche sporadica sortita singola fuori dal guscio che in termini percentuali assume un aspetto insignificante, per il resto restiamo fondamentalmente delle scimmie con tutto ciò che ne consegue. E il cammino verso l’introspezione personale rischia di persino di diventare una spada di Damocle quando, il più delle volte, non avrai altro interlocutore che te stesso…se sarai fortunato. (Basti pensare, ad esempio, all’ultima guerra e a quanti dubbi si siano risolti semplicemente sotto due metri di terra non molti anni fa. E non credo nemmeno che sia finita qui. Altro che uso della ragione, quello che ci viene naturale è farci…la guerra. Oltretutto, pregasi notare come, stimolati all’eccelso dalla nostra infantile e ineguagliabile arroganza ci siamo definiti “Sapiens” e fatti persino ad “immagine di Dio”, quando, per ciò che dimostriamo quotidianamente sarebbe molto più onesto un “hominide scelleratus” a “vergogna di Dio”.)
Va bè…tanto per aggiungere qualcosa al mare della nostra nullità.
Parli dell’ultima guerra, dove i “dubbi si sono risolti semplicemente sotto due metri di terra” e penso che ti riferisci all’ultima guerra mondiale, ma dove lo metti l’Iraq con le sue 50/100 vittime civili giornaliere. E quella guerra è oggi e non molto tempo fa, e l’Italia era tra i 45 paesi della coalizione che dichiarò guerra a quel paese e nonostante questo, riusciamo ad andare a letto alla sera ed a dormire sonni tranquilli.....

Ma il fatto è che questi problemi li vedo meglio in “filosofia” o in “cultura e società”. Qui in spiritualità il tema della conoscenza di se stessi, lo vedo più riferito al singolo individuo che cerca le sue risposte su se stesso e sulla vita.

VanLag is offline  
Vecchio 29-08-2007, 19.50.58   #57
VanLag
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Riferimento: Una domanda sulla "conoscenza di se stessi"

In un brano recente apparso nella rubrica “esperienze” del sito c’è un interessante scritto dal titolo:
La meditazione come via immanente alla conoscenza di sé” che mi sembra inerente a questo 3d. Stralcio un paio di trafiletti, ma è scritto bene e si legge facilmente.

Assumersi le proprie responsabilità come esseri umani richiede una valutazione il più possibile neutra e realistica delle situazioni e delle esperienze della nostra vita e delle persone che ci circondano e richiede allo stesso tempo anche una capacità effettiva di autoanalisi, autoosservazione e conoscenza di se stessi, delle proprie capacità così come dei propri limiti.
A questo riguardo molti esseri umani hanno la tendenza comune, radicata ormai da diversi millenni a causa dell’influenza talvolta anche inconsapevole delle religioni, a scaricare le responsabilità riguardanti la conduzione della propria vita e l’acquisizione delle conoscenze necessarie a migliorarla e farla evolvere su presunte divinità, idoli, dei, angeli, santi, maestri, guru e altre figure religiose immaginarie, rendendo così schiava e prigioniera la propria consapevolezza.
Queste responsabilità individuali vengono inoltre delegate a leader politici o religiosi irresponsabili, spesso corrotti e privi di scrupoli che ne abusano sistematicamente, traendone enormi vantaggi e profitti personali.


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Meditare in senso proprio, ossia neutro e aggiungerei laico, come atto immanente, ossia non religioso, mistico, trascendente, significa sviluppare uno sguardo intenso e chiaro verso la propria interiorità più profonda, verso la propria essenza più intima, uno sguardo che con il perfezionarsi della abilità e della capacità meditative, si fa sempre più limpido, lucido e penetrante, fino a diventare col tempo e la pratica una percezione definita del proprio sé, che può essere sempre più affinata e perfezionata.
Questo lavoro su di sé, che solo una mentalità completamente materialistica può considerare qualcosa di inutile e superfluo, permette di ottenere o ripristinare quell’equilibrio e quell’armonia della psiche che costituiscono il presupposto indispensabile per muovere ulteriori passi sulla via della ricerca di sé e della conoscenza di se stessi.


VanLag is offline  
Vecchio 29-08-2007, 23.46.20   #58
VanLag
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Riferimento: Una domanda sulla "conoscenza di se stessi"

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Originalmente inviato da Uno
ma perfettamente in tema e introducendo la prima parte del mio ermetico post, per autoconoscerci possiamo decidere come, quando, dove etc etc? E se si, entro quali limiti o in conseguenza a cosa?
Spinto, come te, dall’ingenua voglia di fare qualche cosa di costruttivo, ho iniziato un altro 3d per discutere del come, autoconoscerci.

A proposito le domande non sono mai stupide…. Lo sono le risposte a volte…..

VanLag is offline  
Vecchio 30-08-2007, 09.36.12   #59
Uno
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Riferimento: Una domanda sulla "conoscenza di se stessi"

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Spinto, come te, dall’ingenua voglia di fare qualche cosa di costruttivo, ho iniziato un altro 3d per discutere del come, autoconoscerci.

A proposito le domande non sono mai stupide…. Lo sono le risposte a volte…..


Perfettamente in tema, ci sono domande stupide Van, altrochè...
se abbiamo "in mano" tutti i dati per rispondere ad una domanda, se la facciamo ad altri per conoscere la risposta è una domanda stupida che abbia o meno la possibilità di servire a terzi o quarti... la stupidità sta nella partenza, nell'espressione di questa domanda.
Diverso è il discorso di una domanda fatta a se stessi o fatta ad altri per stimolare se stessi (non necessariamente nella risposta) e in seconda battuta l'altro, questa non è mai stupida... ma può esser considerata così da chi non vuole vedere lo spirito che l'ha originata.

Ho visto l'altro 3D e avrei qui già (seppur ermeticamente) discusso/esposto o come preferisci della cosa, comunque riporterò traducendo (per quanto possibile) e tralasciando come da te richiesto la premessa di cui non condivido alcuni particolari.

Uno is offline  
Vecchio 31-08-2007, 07.38.49   #60
Horus_il_falco
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Riferimento: Una domanda sulla "conoscenza di se stessi"

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Originalmente inviato da VanLag
Perché molti maestri, vedi, Ramana Maharishi, Nisargadatta Maharaji, ma anche Douglas E. Harding e in alcuni passaggi anche U.G. Krishnamurti, hanno raccomandato la “conoscenza di se stessi”, o, se volete, l’indagine dentro se stessi, e dei propri processi mentali, come metodo per trascendere la psiche ed andare oltre l’ego?


secondo me, guardaci meglio: la conoscenza di se stessi non significa esattamente che devi per forza conoscere i processi mentali o autoindagarti. Per La conoscenza di se stessi non sono cose strettamente necessarie, vedi bene.
Horus_il_falco is offline  

 



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