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Vecchio 14-04-2014, 17.22.04   #21
Namas
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Question Riferimento: La lotta tra bene e male

Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
** scritto da Namas:




Ma per chi crede in Dio padre di Gesù Cristo come me la sofferenza non esiste, ossia, nonostante il male, il dolore, gli acciacchi, le bollette a fine mese, la serenità e l'allegria abitano nel quotidiano trascorrere dell'esistenza.
Già non si soffre, non c'è da aspettare un futuro prossimo o remoto, anche perché nel frattempo si muore, ed il male e il bene, ben distinti dalla nostra coscienza, condizioneranno la nostra evoluzione post-mortem, così come limitano od elevano la nostra presenza in questo meraviglioso pianeta.

Ognuno è libero d'illudersi come meglio desidera, sostiene un mio conoscente che afferma di essere senza peccato, quindi, se per caso sei in errore, sappi che la scelta sbagliata t'indicherà quella giusta.

Già non si soffre??... La sofferenza non esiste?? Duc in altum, io rispetto la sincerità della tua fede e ti considero fortunato per questo, ma non tutti hanno la tua enorme forza d'animo. La sofferenza esiste eccome, e colpisce molti esseri che non la meritano affatto. Parlo di dolore fisico ma anche morale.

Tu ti consoli con la tua fede cristiana, invece cosa può consolare nel dolore i non credenti, i neonati, i disabili mentali, gli animali che non hanno la minima idea di una fede religiosa? Non puoi negare che sia un'ingiustizia. A meno che tu non voglia sostenere che sono categorie di esseri inferiori (soprattutto i non credenti e gli animali), ma mi auguro proprio di no...

Non so davvero come fai a distaccarti così dalla sofferenza degli altri.
Anche se l'idea di una vita radiosa che continua dopo l'esperienza terrena è di grande conforto, si tratta pur sempre di una soluzione individuale, che riguarda chi se ne va; e tutti i nostri cari e meno cari che restano quaggiù, cosa faranno mentre noi troviamo la pace lassù in Cielo? Che cosa li aspetta? E le generazioni future?
Per questo spero che il bene prevalga, prima che nell'aldilà, in terra.
Ma temo d'illudermi perché, se il male fa parte strutturalmente del mondo, temo che nessuno riuscirà mai a eliminarlo del tutto.

Il nostro pianeta è meraviglioso, sì, ma anche terrificante. Questa è una contraddizione a cui le religioni non sanno dare risposta, almeno a mio avviso.

Non ho capito le ultime due righe. Che significa "la scelta sbagliata t'indicherà quella giusta"?
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Vecchio 14-04-2014, 21.19.34   #22
Duc in altum!
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Riferimento: La lotta tra bene e male

** scritto da Namas:


Citazione:
Già non si soffre??... La sofferenza non esiste?? Duc in altum, io rispetto la sincerità della tua fede e ti considero fortunato per questo, ma non tutti hanno la tua enorme forza d'animo. La sofferenza esiste eccome, e colpisce molti esseri che non la meritano affatto. Parlo di dolore fisico ma anche morale.


Ma nessuno ha la forza d'animo se non gli viene concessa, altrimenti in che modo entrerebbe Dio nella nostra esistenza?
Se io potevo da solo, ma quando mi sarei genuflesso a chiedere forza d'animo?

Comprendo quello che esprimono i tuoi pensieri (La sofferenza esiste eccome, e colpisce molti esseri che non la meritano affatto. Parlo di dolore fisico ma anche morale.), ma non condivido il tuo pessimismo.


Citazione:
Tu ti consoli con la tua fede cristiana, invece cosa può consolare nel dolore i non credenti, i neonati, i disabili mentali, gli animali che non hanno la minima idea di una fede religiosa? Non puoi negare che sia un'ingiustizia. A meno che tu non voglia sostenere che sono categorie di esseri inferiori (soprattutto i non credenti e gli animali), ma mi auguro proprio di no..



Il non credente soffre per la sua decisione, per avere fede in altro, i neonati, come ogni essere umano compiono una loro missione, fosse anche vivendo 5 minuti, non tocca a noi decidere (per i disabili mentali e gli animali dovresti spiegarti meglio).


Citazione:
Non so davvero come fai a distaccarti così dalla sofferenza degli altri.

Io non mi distacco dalla sofferenza, né mia né degli altri, che facciamo la carne sotto e i maccheroni sopra?!?!
Le concedo il senso insegnatomi dal Cristo in croce.
Spesso la gioia del credente è una gioia crocifissa, ma nella fede è anche vero che il credente è crocifisso alla gioia. (Benedetto XVI)

Citazione:
Anche se l'idea di una vita radiosa che continua dopo l'esperienza terrena è di grande conforto, si tratta pur sempre di una soluzione individuale, che riguarda chi se ne va; e tutti i nostri cari e meno cari che restano quaggiù, cosa faranno mentre noi troviamo la pace lassù in Cielo? Che cosa li aspetta? E le generazioni future?

Guarda che io non ho parlato di Paradiso, ma di una serenità ed allegria che abitano nel quotidiano trascorrere dell'esistenza, ossia, in vita.
L'etica del cristiano non è fondata sulla ricompensa nell'aldilà. E' fondata sul comandamento dell'amore riconosciuto come il miglior modo di vivere la propria esistenza.


Citazione:
Per questo spero che il bene prevalga, prima che nell'aldilà, in terra.
Ma temo d'illudermi perché, se il male fa parte strutturalmente del mondo, temo che nessuno riuscirà mai a eliminarlo del tutto.

Il nostro pianeta è meraviglioso, sì, ma anche terrificante. Questa è una contraddizione a cui le religioni non sanno dare risposta, almeno a mio avviso.


Impossibile che il bene prevalga prima del ritorno di Gesù Cristo (parlo sempre da cattolico, eh!), basta leggere e discernere il libro dell'Apocalisse, evento che già è in atto.
Il male in esso viene identificato e chiamato come il "principe di questo mondo", cioè il padrone del pianeta terra, e come tu ben dici è strutturato, è vivo, nel mondo, ma Cristo l'ha già sconfitto e con lui la sofferenza e la morte che esso produce, questa è a lotta tra bene e male.


Citazione:
Non ho capito le ultime due righe. Che significa "la scelta sbagliata t'indicherà quella giusta"?

Sbagliando s'impara, morte permettendo.
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Vecchio 15-04-2014, 07.18.29   #23
gyta
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Riferimento: La lotta tra bene e male

Non so.. Non c’è a mio avviso lotta tra bene e male
ci sono visioni e finalità, c’è una storia (personale) e una coscienza,
ci sono valori e priorità.. ci sono pesi e misure..
Seppure è vero che ciò che non è -in linea di massima- bene è tale (ad un vedere non troppo offuscato)
è altrettanto vero che il campo di lotta –se così vogliamo chiamarla- è fondamentalmente
fra miopi, astigmatici e presbiti.. un semplice conflitto dovuto alla messa a fuoco e riportato
in ambito di vite e valori.. Sempre a mio avviso il bene non è che la capacità di una visione
non troppo viziata da prospettiche troppo limitate in entrambi i sensi, verso l’infinitamente piccolo
o viceversa l’infinitamente lontano.. E fondamentalmente il nostro benessere individuale è proprio
il risultato di tale quasi perfetto connubio.. cosicché ci è possibile 'perderci' eppur essere..
La cosiddetta ( ?) centralità spirituale non è che la visione profonda dell’essere dove egocentrismo o altruismo
non stanno che ad indicare quella superficie del sentire e dell’essere di fatto insussistente..
Non ci sono ragioni del bene e del male.. ci sono uomini e menti e storie e credi di storie e di menti
e persino di uomini.. ci sono ragioni di menti e di storie e di credo e di visioni e di buio..

La mente.. che immensa intelligenza.. che potente motore.. agito da logiche ferree che da una manciata
di fenomeni parte e mai esaurisce il carburante.. e pronto ad incendiarsi con nuova linfa a ripartire
ad azzerare talvolta.. Il bene? Il male? Il conflitto –se così vogliamo chiamarlo- è tra il vivere
ed il lasciarsi vivere.. tutto, troppo in queste due parole.. Forse il mio carburante mi dice, anzi mi
suggerisce (dipinge/ dispone) un mondo dove la mente è fondamentalmente pura come sorgente d’acqua
viva, quella che sgorga dall’alta montagna ancora prima di giungere a raccogliere spuri detriti sparsi.. eppure
talvolta necessari anche quelli..

Nulla impedisce [l'accedere] alla profonda visione, nulla impedisce alla vita di sgorgare pura e inestinguibile
ed a nessuno è impedito il berne a piene mani.. questo la rende impareggiabile, questo la rende sacra..
(sempre a mio avviso)..
Tutto è relativo.. tutto è assoluto.. solo ed ancora visioni..
Citazione:
La tattica da usare mi sembra quella suggerita dai Vangeli e cioè rispondere al male con il bene.
Direi che l’unica possibilità sia la capacità di vedere.. se siamo in grado di vedere (la situazione ed oltre a quella)
allora siamo anche in grado di rispondere (a quella e oltre a quella) tenendo conto non semplicemente di ciò
che sembra da un determinato unico punto di visione.. Allora la re-azione è sempre meno inconsapevole, diventamo
in un certo senso sempre più vivi.. veri.. e qualunque sia la nostra risposta sarà la nostra stessa vita.. e non più marginale (così sembra) accidente..

Beati gli ultimi” “beati i primi”.. non è per sminuire ma per davvero.. “beati” i “puri” cioè tradotta a mio modo “gli interi” quelli cioè che possono dirlo e quindi averne coscienza di essere.. Primi, di mezzo o ultimi giunti..

Siamo sul piano “della dualità”? Oppure siamo su qualunque piano immaginiamo di essere?
Al di là della pura dialettica in cui il distinguo è un io non-io.. !
Non esiste che il senso di alienazione questo è fondamentalmente ciò che poi in grande chiamiamo “male”..


[segue..]

Ultima modifica di gyta : 15-04-2014 alle ore 12.15.45.
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Vecchio 15-04-2014, 07.18.57   #24
gyta
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Ma c’è qualcosa che può alienare una mente, un essere..? Chi/cosa?
Quel virus letale che prelevato da visioni parziali (e pure ereditate) ti spinge a pensare e ad immaginare tutta la realtà e la stessa mente come un assemblamento [=> assemblaggio + assembramento] di scorie più o meno audacemente auto-dichiarate..

Citazione:
Credo sia importante imparare a guardare se stessi con lo stesso distacco con cui si guarda agli altri e soffermarsi sulla natura del proprio sentire per imparare a trasformarlo indirizzandolo in altra direzione.
Non so se è possibile arrivare ad un punto in cui a forza di contrastare il male in se stessi, si possa arrivare ad eliminarlo e poter abbassare la guardia.... ma non credo.Ritengo si debba restare attenti fino alla fine della vita se la mente lo consente.
Distacco.. Contrastare.. Tutto pur di non restare a sentire ciò che sentiamo..
Questo penso talvolta io..

[[Siamo in grado di sostenere ciò che vediamo?
E se no, siamo in grado di comprendere ciò che vediamo?
E se si, cosa ci esime dal sostenerlo?]]

Eppure quanto sarebbe più facile restare a sentire ed esprimere ciò che sentiamo con quel diritto e quella direttudine.. (diretto e non “retto”) dei bambini.. Allora tutto ciò che non ha realtà autentica si sgonfierebbe presto come una bolla di sapone..

E ci resterebbe tanto ma tanto tempo per amare .. e questa parola avrebbe ben altri significati.. il piacere il puro piacere di essere e di rispettarci.. Ah.. troppo distante ancora il tempo del cogliere.. sembra quasi che una sorta di peccato punizione antica ci si sia insinuata nella mente-cuore così da passare la maggior parte della vita ad attendere di darsi il diritto finalmente e semplicemente di coglierci.. magari sfiorarsi senza ingombrarci reciprocamente senza comandarci reciprocamente.. Buffo ‘sta “mente” sta sempre dappertutto e ci si impiega però una vita ad accorgerci che non conosce alcun significato -né punto- limite..
Citazione:
Non esiste libertà più o meno bella, esiste la Libertà o la schiavitù.
Infatti, se Libertà significa rendersi responsabili
Siamo tutti responsabili.. che lo sappiamo o no..
Questa è la 'sofistica' differenza..
Responsabili.. di ciò che siamo..
che ci piaccia o meno talvolta..

C’è un passo dell’ ching che recita più o meno così “Se si potessero unire tutti gli infiniti moti dei cuori degli uomini.. etc.. “ ecco quando senza ipocrisia al di sopra dei dissensi e delle acerrime liti ci si potesse incontrare al fondo di uno sguardo nel punto preciso dove l'identità si svela e si sveste.. (dei sontuosi ed inutili orpelli).. rammenteremmo tutto il tempo dimenticato al di fuori del diritto di essere noi.. Questo io lo chiamo amore.. l'essere, il migliore afrodisiaco del tempo e dei viaggi attraverso gli universi.. nessuna colla nessun alieno nessuna proprietà nessun distacco.. Per ora però viaggiamo come a coppie come nel gioco degli elettroni.. e la chiamiamo dualità.. o in altri modi a giudicare dalle 'amorevoli' (in-vasate?)parole di catullo a clodia.. meno male che c’è la quantistica.. mi dà tanta speranza.. Poter occupare miliardi di posti contemporaneamente..
Ho serie manie di grandezza..
“sempre caro mi fu quest’ermo colle e questa siepe"
dico io.. eccolo rintanato anche lui a mirare i vasti orizzonti.. da lontano.. a spizzichi.. che sennò ci si perde e poi.. (o sarà l'incontenibile necessità del riferimento?) ..sarà che la nostra vista si deve abituare agli spazi aperti.. ed a luci enormemente indiscrete o al buio enormemente imperante..

Citazione:
- Non esiste un Dio personale, ma un Essere immanente (panteismo classico, panenteismo) o un'Energia vitale (paganesimo). In questa visione del mondo forse cadono tutte le contraddizioni, o la maggior parte. Dio o come lo si voglia chiamare è in noi e noi siamo in lui, come una specie di forza creatrice- distruttrice-unificante. Le sole leggi morali che contano sono quelle che, nel rispetto della natura, ci fanno vivere in armonia con il cosmo. Ne deduco che per un panteista il male sia cedere agli istinti egoistici, alla brutalità incosciente e alla cupidigia, senza pensare agli altri e al pianeta su cui viviamo; e il bene sarebbe l'esatto contrario, ma tale distinzione nascerebbe spontaneamente nel suo cuore, non imposta da una divinità tramite comandamenti, leggi e precetti.
Se ad un senso diamo una determinata immagine come di persona a questa presunta persona-entità verranno attribuiti pregi ed eccessi che invece rispecchiano semplicemente il campo di smarrimento della mente umana alla ricerca di una sorta di presunta e superflua morale della morale.. “Il fuoco cuoce i cibi però scotta pure quindi il fuoco è anche cattivo”: non che salti prima all’occhio che l’uso che si fa di una forza ne determina il senso e quindi l’entità stessa. Ma chi è che facendo esperienza “del fuoco che scotta” non sceglie altrimenti di non scottarsi? Perciò eccolo il dio nascosto nel cuore della mente o nella mente dei cuori, quello capace di ottenere la tanto ricercata pietra filosofale, l’autentica magia, la sacralità medesima, l’esperienza capace di riconoscere il senso, eccola la luce nascosta anche nelle più piccole “cose”. Tanto duttile da farsi ad immagine di chi percepisce. E chi percepisce? La medesima magia che con affanno cerchiamo dietro una definita immagine.. a somiglianza dei nostri bisogni e della nostra esperienza del percepire..
Citazione:
Non esiste alcun Dio, l'universo si è creato da sè.
Due frasi ad effetto nessuna delle due però si prenderebbe nel caso la briga di cavillare sul senso di quelle due paroline: dio e universo.. Chissà poi perché uni-verso. Già in questo termine è racchiuso tutta una visione come definita.. come se un solo volto fosse l’autentico.. e non –magari- ciò che anima ogni possibile aspetto dei sistemi..
Citazione:
L'etica del cristiano non è fondata sulla ricompensa nell'aldilà. E' fondata sul comandamento dell'amore riconosciuto come il miglior modo di vivere la propria esistenza.
Il punto è che non si può comandare.. nulla. Si può solo scoprire ciò che nel profondo ci anima..

Forse allora è proprio la parola all’origine e implicita in ogni dove ad animare ogni possibile immagine del reale..
quella parola, quel senso (quel verso, quella direzione, quell’intelligenza dunque) che molti si ostinano a mirare dal solo volto di persona-divina.. Ed in quel senso ed in quelle ed attraverso quelle immagini ecco il bene ed il male personificate come entità e non come manifestazione di una direzione ancora priva di prospettiva pluridimensionale (o significato)..
Forse con Namas posso dire “forse smetteremo di soffrire; il nostro intelletto []un giorno ci darà la possibilità di sconfiggere il dolore”, il dolore dell’anima senz’altro.. il dolore di non riuscire a comprendere.. se è vero che com-prendere è essere..

Ultima modifica di gyta : 15-04-2014 alle ore 12.27.56.
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Vecchio 15-04-2014, 10.05.56   #25
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Riferimento: La lotta tra bene e male

** scritto da gyta:

Citazione:
Il punto è che non si può comandare.. nulla. Si può solo scoprire ciò che nel profondo ci anima..


Infatti Gesù propone e non impone.
Ma il solo scoprirlo non risolve un bel niente, perché in tanti anche dopo averlo individuato non vivono in virtù d'esso.


Citazione:
.. il dolore di non riuscire a comprendere..

Ma questo dolore è dovuto al fatto che c'illudiamo d'essere autosufficienti, anche per comprendere l'incomprensibile: il Mistero.
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Vecchio 15-04-2014, 13.11.05   #26
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Riferimento: La lotta tra bene e male

Citazione:
Ma il solo scoprirlo non risolve un bel niente,
perché in tanti anche dopo averlo individuato non vivono in virtù d'esso.

Oh, sì che risolve.. scoprire per davvero è emergere alla luce..
allora in emersione è quella realtà che siamo per davvero e nel profondo..
la nostra logica impeccabile seppure talvolta contorta per seguire pensieri apparenti..
mai portati sino in fondo alla luce..

non si può stabilire un sentire si può a mio avviso solo illuminare, portare luce
là dove quel sentire esiste magari seppellito da pesanti macigni di pensieri stipati assemblati parziali..
pensieri come pesanti ferma carte privi di capacità di interazione, semplici dinamiche reattive,
privi di una reale struttura di indagine.. di quella autentica anima capace di essere e generare comunicazione..
capace di autentica relazione..
Cosa è il male se non ripeto alienazione di sé a sé medesimi?
E laddove non v'è per davvero alienazione
è possibile un'identità capace di usurpare identità?
Allora da dove mai scaturirebbero i conflitti
se non da relazioni apparenti?
Non è forse questa apparente inesistente inautentica relazione
a causa di quegli stessi presunti disastri di sistemi politici economici
che accecano la vista alla maggior parte degli umani del pianeta
con la scusa che le alternative sono difficili se non impossibili?

Citazione:
Ma questo dolore è dovuto al fatto che c'illudiamo d'essere autosufficienti
Sì, questo è vero anche secondo il mio modo di sentire..
Ma è proprio il risaltare relazionale della nostra identità a restituirci paradossalmente quell’autosufficienza
verso la quale ci sentivamo mancanti e non protetti.. non “a casa”..

Conoscere –la riscoperta, o meglio ancora la scoperta- è molto più di un mero processo
di informazione è accorgersi d’essere ciò che si è.. un essere integro però ovvero (ri)portato alla coscienza..
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Vecchio 15-04-2014, 23.49.39   #27
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Riferimento: La lotta tra bene e male

Gyta

“sempre caro mi fu quest’ermo colle e questa siepe"
dico io.. eccolo rintanato anche lui a mirare i vasti orizzonti.. da lontano.. a spizzichi.. che sennò ci si perde e poi.. (o sarà l'incontenibile necessità del riferimento?) ..sarà che la nostra vista si deve abituare agli spazi aperti.. ed a luci enormemente indiscrete o al buio enormemente imperante..



INFINITO
Giacomo Leopardi


1. Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
2. e questa siepe che da tanta parte
3. dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
4. Ma sedendo e mirando, interminati
5. Spazi di là da quella, e sovrumani
6. Silenzi, e profondissima quiete
7. Io nel pensier mi fingo, ove per poco
8. Il cor non si spaura.E come il vento
9. odo stormir tra queste piante io quello
10. Infinito silenzio e questa voce
11. Vo’ comparando: e mi sovvien l’eterno,
12. e le morte stagioni e la presente
13. e viva e il suon di lei. Così tra questa
14. Immensità s’annega il pensier mio:
15. e il naufragar m’è dolce in questo mare.

Questa collina (colle = il monte Tabor, non lontano da casa Leopardi) solitaria (ermo = solitario aggettivo molto poetico e ricercato della tradizione letteraria) mi fu da sempre cara (anastrofe) ed anche questa siepe (siepe = per il poeta rappresenta la divisione fra i suoi pensieri e l’eternità) che impedisce la vista (il guardo esclude) dell’orizzonte più lontano (ultimo = estremo secondo l’accezione latina).
Ma (avversativa, si contrappone a ‘esclude’ del verso precedente: la siepe cioè esclude lo sguardo, non l’immaginazione) sedendo e guardando (mirando = è un guardare fantasticando) gli sterminati (interminati ) spazi al di là della siepe (di là da quella), nella mente (nel pensier) mi raffiguro (fingo = immagino), silenzi che non si trovano della dimensione umana (sovrumani silenzi - iperbole) e profondissima quiete (anastrofe), in modo tale che in quegli spazi e in quel silenzio (ove) per poco il cuore (cor = sinonimo di “sentimento, animo”) non si turba e si smarrisce (sispaura - nel percepire l’infinito vi è una sorta di smarrimento). E non appena (come) odo stormire (onomatopea) il vento tra queste piante paragono (vo’ comparando) l’infinito silenzio di quegli spazi a questo rumore (voce – il frusciare del vento fra le piante): e mi viene in mente (mi sovvien) l’idea dell’eternità [dell’infinito nel tempo], ed il passato (le morte stagioni = le età passate) e il presente che si fa sentire nelle sue manifestazioni reali (viva e il suon di lei). In questo modo (Così = comparando l’effimero con l’eterno) in questo infinito (immensità) il mio pensiero sprofonda (s’annega = si smarrisce fino ad annullarsi): ed è dolce naufragare in questo mare (naufragar…mare = la metafora del naufragio rende l’idea di un annichilimento che è però uno smarrimento piacevole. Per il poeta è fonte di dolcezza annullare la sua coscienza nella vastità dell’infinito- naufragar m’è dolce = ossimoro).
http://www.parafrasando.it/POESIE/LE.../Infinito.html




Che abbiamo di più caro della nostra identità se non quell’io che si erge solitario nel nostro spazio interiore anelando a riconoscere ed essere riconosciuto qual essere reale e perenne, pur avvertendo che la sua origine scaturisce dal movimento del pensiero nel serbatoio della conoscenza, attraverso il linguaggio?

I due fiumi dell’uomo, quello dei pensieri e dell’io e quello dell’eternità o del ricordo senza passato son separati tra loro… ma non da uno spazio vuoto, da qualcos’altro… una siepe, un diaframma, un velo… una vibrazione diversa che agisce anche sul piano organico, materiale.

Il nostro io è irresistibilmente attratto verso quell’unica direzione da cui spera gli possa giungere quello che gli manca, il senso ultimo del suo esistere.
Non potendo rinunciar a sé stesso impiega un altro suo potente strumento per penetrar oltre la siepe: l’immaginazione… spronandola a raffigurarsi spazi e ambiti (silenzi) che gli sono preclusi, dove lo stesso pensiero incontrando i suoi limiti non può far altro per procedere che concepire in astratto, con ciò allontanandosi ancor più da quel confine.

L’immaginazione e la fantasia, ancelle dell’ispirazione, producono anche nell’organismo uno stato diverso dall’usuale… il tempo infinitesimamente rallenta e in quella condizione qualcosa dall’al di là di quella siepe, a volte, senza garanzia, lambisce la sponda del nostro fiume.
Sino a mescolarsi, poco o tanto che sia, con la nostra stessa acqua, infondendole contenuti senza tempo e senza memoria, altri che quelli che possiam pensare.

In quel mescolamento d’acque l’una non prevale sull’altra, è un fondersi al limite, al confine tra i due fiumi, appena per una porzione.
E tuttavia abbastanza per render vita, percezione e sentire tutt’altro dal conosciuto, dove ogni cosa riacquista il senso perduto e anche l’io (il pensiero-pilota) in una dimensione dai confini indefiniti non riesce a mantener in stretto contatto i due flussi (del passato e del futuro) che scorrendo nell’uomo ne causano il senso di presenza.

La memoria ordinaria allenta la sua immanenza e un'altra forma di memoria non riconducibile al solo essere umano, se si è fortunati, si affaccia.
Il ricordo dell’io incontra un ricordo senza passato… quello che era… e che alla fine vuol ritornar a essere.
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Vecchio 16-04-2014, 22.09.11   #28
heragon
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Riferimento: La lotta tra bene e male

Citazione:
Originalmente inviato da sebastianb
Amico Heragon, permetti una precisazione ?
Il Dio della Creazione .. in quanto Assoluto non puo' essere bene E ( contemporaneamete ) male.

Per l' ebraismo ( matrice del monoteismo ) Dio è " solo " Bonta' ( infinita ! ) - bene Supremo - Sommo bene.

Piuttosto bisognerebbe considerare la presenza del male ... come conseguenza dell'Opera creatrice.

Da Gn. 2,9 : .. dal suolo il Signor Iddio fece sorgere ogni albero .. eccc.. tra cui l' albero della vita e quello della conoscenza "" del bene e del male "" .

Commento: per l' ebraismo, l' abero della conscenza rappresenta la capacita' di poter distinguere. Orbene la frase che virgolettato ( del bene e del male ) è un modo di dire ebraico che significa: ogni cosa! Poichè ogni cosa puo' essere buona e/o cattiva quel detto riportato in Genesi equivale alla possibilita' di conoscere "" tutto "" ... la totalita' di tutte le cose. - Cosi' come il verbo " conoscere ! .. in ebraico significa poter " disporre " ( e di conseguenza poter .. decidere ).

Il male che è entrato nel mondo ( .. con tutte quelle nefaste conseguenze che tutti sappiamo ..) era quindi presente Ma non manifesto - Infatti SOLO le cose create erano buone ( ecceto per Adam ( il fango vivente ) il Dio
biblico disse che era " molto " buono). -- Come dire il male era " dormiente , ma purtuttavia presente.
Il fattaccio ( ormai arcinoto del frutto mangiato... ) lo ha fatto " sbocciare " ( da qui le maledizioni divine: sudore per il pane, parto doloroso, morte " spirituale " .. malattie, sventure.. ecc... ).

Ti riporto alcuni passi:

Sir. 11,14 : Ricchezza e poverta' / bene E male / vita e morte - tutto " proviene " da Dio.
Sir. 42,15 : con la Parola il Signor Iddio creo' la Sua Opera.. tutte sono a coppia, una di fronte all' altra.
Sir. 33,14/15 : .. di fronte al pio sta il malvagio / difronte al bene c'è il male / di fronte alla vita sta la morte.
Tutto è opera di Dio.

Gb. 2,10 : se da Dio accettiamo il bene, perchè non dovremo accettare il male?

Amos 3,6 : .. vi potra' essere nella citta' il male che non sia opera del Signor Iddio?

Isaia 45,7 : Io formo la luce e creo le tenebre / faccio la prosperita' e causo le sventure! Sono io, il Signore
che fo' tutto questo.

Come vedi .. è un po' diverso. - Caso mai bisognerebbe interrogarsi del perchè Egli non " avrebbe " PRE-visto il comportamento di Adam ( ovvero per
quanto riguarda la Sua Onniveggenza .. ) - saluti



Per l' ebraismo ( matrice del monoteismo ) Dio è " solo " Bonta' ( infinita ! ) - bene Supremo - Sommo bene

Per chi ha scritto i testi sacri ebraici, ma io parlo dell'Uno, parlo di tutto quello che È.
Se è Tutto è anche male che è il bene non ancora rivelato, se non fosse Tutto sarebbe limitato ed allora non sarebbe più il Dio onnipresente che conosci.
L'Uno è ogni cosa, il Donatore ed il Creatore, ma potrebbe anche essere il Distruttore per una causa superiore e questo non si può chiamare Male perché è il punto di vista di chi osserva che cambia la visione di quell'azione, che per chi non è nella dualità della materia è solo un'azione che è movimento che crea mutamento!
Ciao
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Vecchio 17-04-2014, 02.04.19   #29
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Riferimento: La lotta tra bene e male

Bene e male.
Non credo che ci sia una lotta in corso. Sono due fenomeni della stessa medaglia: senza l'uno non esisterebbe l'altro.
Sono entrambi necessari. E sono concetti relativi se associati ad una visione antropologica, ma divengono assoluti se riferiti a Dio. Si perché credo che si debba, in ogni caso, considerare che ciò che per noi potrebbe sembrare "bene", potrebbe non esserlo per Dio e viceversa.

Credo, inoltre, che il "male" creato dall'uomo, Dio, nella sua infinita onnipotenza, lo trasformi in "bene", ma spesso l'uomo rende questo processo irreversibile.

A questo punto, però, manca una definizione assoluta del concetto di "bene" e di "male".
Provo a darne una: "bene" è tutto ciò che è in armonia e/o compatibile con la volontà di Dio; "male" sarà, ovviamente, tutto il resto.

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Vecchio 17-04-2014, 10.45.01   #30
kri
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Propongo una domanda provocazione:

e se Dio nella Sua infinita giustizia abbia inventato il male per permettere all'uomo di dirigersi verso di Lui?

Abbiamo detto che male e bene sono aspetti della stessa medaglia, non esisterebbe il mondo dove siamo se non esistessero il bene ed il male, sono gli equilibri universali : Yin e Yang, i principi Maschile e Femmnile, Positivo e Negativo, notte e giorno. Il male non va inteso per forza come il Demonio ma come una energia che tende a contrapporsi ad un'altra e mentre arriva al suo culmine incontra l'altra che la prevarica e di nuovo danzano.

Sono i poli magnetici che tengono unita la materia. Se non ci fossero ci dissolveremmo. Esistono per permetterci la vita così come la conosciamo, per permetterci di avere esperienza.

In diverse culture è noto che al momento della morte interviene una terza energia che distrugge i poli attivi e negativi nel corpo, distruggendo il corpo stesso.

Quindi se non avessimo opposizioni interiori non potremmo sentire, percepire, intuire dove direzionarci.
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