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Vecchio 29-06-2014, 00.44.43   #51
green&grey pocket
Ospite abituale
 
Data registrazione: 12-01-2013
Messaggi: 331
Riferimento: Tra il Numinoso e il Dio dei filosofi

Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
** scritto da green&grey pocket:

Alleanza per gli ebrei è il rapporto di convivenza tra due parti.
La Vecchia Alleanza era tra Israele e Dio, ed il culmine d'essa era la venuta del Messia.
Ma anche avendolo rinnegato e crocifisso, Israele resta pur sempre il popolo prescelto ed eletto di Dio, grazie alla fedeltà assoluta e per sempre dello stesso Dio.

L'alleanza è la promessa del dominio di israele sul mondo.(frattanto ho cominciato a leggere l'introduzione alla bibbia, e subito il termine è comparso)
o meglio è scritto che israele condurrà le altre nazioni.(non sono mica uno zionista. )
oltre che di promessa di salvezza.


Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
La Nuova Alleanza è lo sviluppo e il potenziamento della Vecchia su cui era fondata la religione ebraica, e la base di quella cristiana.
La sua struttura è il messaggio evangelico, la vita, la morte e la risurrezione, di Gesù il Cristo, chiunque (già non più solo gli ebrei) crede in questa rivelazione ottiene il perdono dei peccati e la beatitudine eterna (vedere e vivere Dio).

non ho capito bene cosa c'entra il messaggio di cristo, che è un messaggio di vita ultraterrena, con la salvazione del popolo ebraico che è la promessa di dominio.
stiamo parlando solo di vita spirituale, o anche nella nuova alleanza è implicito il potere della chiesa sul mondo(sempre come guida....qui c'è da stare attenti)?
anche se ora mi sembra di ricordare che il cristo stesso si dica il patto della nuova alleanza, nemmeno il suo messaggio,ma lui in persona, in carne e sangue. sbaglio?

Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
Scusa, come si concilia cosa?

"Giovanni gli disse: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demòni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri».
Ma Gesù disse: «Non glielo proibite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me.
Chi non è contro di noi è per noi". - (Mc 9, 38-40)


Sì! Giovanni l'ho appena finito di leggero, una mareggiata di ultrafilosofia, mi è piaciuto tantissimo.

Matteo, l'ho scorso, ci ho trovato tutti i temi della giustizia che tanto ho odiato e tanto odio, meno male che gli esegeti, parlano di una giustizia di Matteo e non del Cristo che questa parola la usa poco o mai.

Prendo per buono Giovanni, non è solo quel versetto a testimoniare dell'universalità del suo messaggio, e della tolleranza massima.
(penso anche all'episodio della portatrice d'acqua, punto quello che non so bene per quale ragione, mi ha fatto venire le vertigini).

C'è qualcosa nella scrittura giovannea che ha del sublime.



Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
Esatto, il giudaismo non ha niente da confrontare con lo Spirito Santo, può solo contemplare l'incommensurabile operato della Sua potenza divina d'amore.
Esso, il Paraclito, è l'Alleanza, non una parte, infatti si prega Dio, si invoca Gesù Cristo e ci si dimentica (la stragrande maggioranza) che l'Autore di ogni bene, in prima persona della trinità, è proprio Lui.
Per semplificare, Dio e Cristo osservano, lo Spirito Santo è chi fa il lavoro.
E' a Lui che bisognerebbe dire "grazie" e "necessito".


“Lo Spirito Santo è la presenza viva di Dio nella Chiesa. E’ quello che fa andare la Chiesa, quello che fa camminare la Chiesa. Sempre più, oltre i limiti, più avanti. Lo Spirito Santo con i suoi doni guida la Chiesa" (Papa Francesco)

Pace&Bene

Sì sono d'accordo, anche se non ho ancora capito questa forza trascendente, non posso non ammettere di sentirla in sottofondo, dietro alle azioni degli angeli, dietro all'incommensurabilità del mondo.

Anche se temo che il mio intellettualismo non mi permette di parlare (testimoniare è la parola giusta mi sembra) direttamente col cristo, che mi par di capire sia la prova più grande e impervia che gesù affida ai discepoli e di conseguenza a noi.

Il problema del confronto con il mondo giudaico è però almeno per noi intellettuali assai complicato. Non basta affermare una distinzione pacifica, in quanto comuque le derivazioni dalla Bibbia sono parimenti importanti.

Ho appena iniziato a leggere l'introduzione della Bibbia. Spero mi farai da guida duc in altum, mi serve la tua sponda cristiana, alle numerose esegesi a cui andrò incontro.

Una lettura che ho tardato troppo a fare.


green&grey pocket is offline  
Vecchio 30-06-2014, 20.38.12   #52
Duc in altum!
Ospite abituale
 
Data registrazione: 14-11-2012
Messaggi: 919
Riferimento: Tra il Numinoso e il Dio dei filosofi

** scritto da green&grey pocket:


Citazione:
non ho capito bene cosa c'entra il messaggio di cristo, che è un messaggio di vita ultraterrena, con la salvazione del popolo ebraico che è la promessa di dominio.

Il messaggio di Gesù non è un avviso promozionale per la vita ultraterrena, ma per vivere davvero in questo pianeta.
Infatti l'etica del cristiano non è fondata sulla ricompensa nell'aldilà! E' fondata sul comandamento dell'amore riconosciuto come il miglior modo di vivere la propria esistenza.

La relazione con l'antica alleanza è che prima questa etica-morale era solo per i giudei, dopo per chiunque voglia, per chi lo desidera.

Tu confondi il dominio spirituale (modello di Dio), con quello materiale (economico-politico).
Non tutti gli ebrei vivono secondo i decreti divini, ma il fatto che nessuna civilizzazione antica sia sopravvissuta alla storia, se non l'israelita, deve far riflettere sul dettaglio che la logica divina non è quella umana (e neanche la Sua volontà).


Citazione:
stiamo parlando solo di vita spirituale, o anche nella nuova alleanza è implicito il potere della chiesa sul mondo(sempre come guida....qui c'è da stare attenti)?
anche se ora mi sembra di ricordare che il cristo stesso si dica il patto della nuova alleanza, nemmeno il suo messaggio,ma lui in persona, in carne e sangue. sbaglio?

Gesù Cristo e Dio non sono fatti solo di spiritualità, e la Santa Madre Romana Chiesa ne è la testimonianza incrollabile e oggettiva; in virtù del fatto che è stata eretta e costituita dallo stesso Gesù:- "...E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli..." - (Mt 16, 18-19)

No, non sbagli per niente.



Citazione:
Sì sono d'accordo, anche se non ho ancora capito questa forza trascendente, non posso non ammettere di sentirla in sottofondo, dietro alle azioni degli angeli, dietro all'incommensurabilità del mondo.

Anche se temo che il mio intellettualismo non mi permette di parlare (testimoniare è la parola giusta mi sembra) direttamente col cristo, che mi par di capire sia la prova più grande e impervia che gesù affida ai discepoli e di conseguenza a noi.

Già il fatto di sentirla in sottofondo è sinonimo di franchezza, sentimento nobile per il discernimento ed il vero incontro (prima della comprensione) con la verità trascendente.

Ma non puoi dialogare con chi ancora non si è presentato, solo ti consiglio di usare semplicità e lealtà.



Citazione:
Il problema del confronto con il mondo giudaico è però almeno per noi intellettuali assai complicato. Non basta affermare una distinzione pacifica, in quanto comuque le derivazioni dalla Bibbia sono parimenti importanti.

Ma perché devi confrontarti? Tu pensa al tuo cammino, ed usa la tua intellettualità come se fossi Giovanni e non un fariseo.


Citazione:
Ho appena iniziato a leggere l'introduzione della Bibbia. Spero mi farai da guida duc in altum, mi serve la tua sponda cristiana, alle numerose esegesi a cui andrò incontro.

Una lettura che ho tardato troppo a fare.

Niente succede per caso o fuori tempo, ogni circostanza è un'opportunità, ogni incontro un'occasione.


P.S. = fede cristiana, no sponda.


Pace&Bene
Duc in altum! is offline  
Vecchio 05-07-2014, 07.25.04   #53
gyta
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Data registrazione: 02-02-2003
Messaggi: 2,614
Riferimento: Tra il Numinoso e il Dio dei filosofi

Citazione:
Purtroppo trovo un sorta di pessimismo sia in Paul che in Acquarius, mentre trovo ottimismo in maral, forse per molte nostre posizioni comuni, lo trovo un ottimismo sanamente critico, quello di gyta invece è un ottimismo, che mi spiace in quanto parte da uno strano concetto di amore primordiale, che non si è mai visto.(non dico che non possa esistere, critico il fatto di darlo come dato assunto...in base a cosa?).

(Green&grey pocket)


La mia posizione altro non è che la coerente considerazione nata dalla più semplice osservazione
sul funzionamento della mente umana, sulla sua qualità principale: la capacità di imparare,
con le sue profonde leggi logiche di causa ed effetto.
Il concetto non è esattamente di amore primordiale ma di primordiale pura capacità esperienziale
le cui si elementari dinamiche si fondano su di una profonda logica basata sul semplice
e coerente schema di causa-effetto.
Pertanto al mutare delle cause mutano coerentemente gli effetti.
Dunque il quadro può essere indirizzato verso le finalità che ci prefiggiamo.
Se ci si prefigge un investimento esperienziale verso l’essere le cause in questo saranno centrate,
differentemente centrale sarà l’investimento verso il suo opposto, con tutte le possibili gradazioni.

Più che “ottimista” la mia valutazione direi si accosti ad una razionale visione del potenziale umano.
Non mi fermo a considerare se le cose nella maggioranza dei contesti sociali siano andate storte,
mi limito a verificare se un altro modo sia o meno possibile e secondo la mia analisi un altro
contesto sociale è altrettanto possibile mutando le cause iniziali attraverso cui la mente umana
stabilisce il suo linguaggio ovvero quei significati attraverso cui ruota l’apprendimento.

Non nasciamo con un bagaglio di significati e coerenti finalità a quei significati strettamente correlati,
nasciamo con una semplice e trasparente capacità di relazionarci tramite osservazione esperienziale
osservazione man mano memorizzata sullo schema della più semplice e coerente
impostazione temporale di causa-effetto.

Il “primordiale amore” altro non è che questa preziosa purezza dell’essere capace di prendere
forma e sostanza, di essere insomma. Se questa capacità di essere non può venire intesa
come “ amore ai primordi ” non saprei proprio come chiamarla per non fare torto ad una capacità
tanto inestimabile quanto ignorata.

Lo stesso inconscio di cui non osserviamo che gli effetti consci anch’esso non è che materiale
esperienziale depositato nel profondo “dagli inizi dei tempi” col suo strumento sottile di un
linguaggio di significato al di sotto del linguaggio conscio di significato..
entrambi i mondi strettamente connessi tanto che agendo sul chiaro della coscienza
giungiamo sino alle profondità di ciò che reputiamo ignoto e viceversa..

L’esperienza diventa allora il metalinguaggio simbolico capace di coniugare l’apparentemente
insondabile all’apparentemente sondabile.. Il metalinguaggio simbolo assume nella coscienza
mentale la veste di significato e finalità alimentando sotterraneamente lo stesso linguaggio
nascosto alla coscienza cosicché persino le stesse percezioni più elementari sono in grado
di mutare in significato.. Se questo non è “grande” cos’è..?
Se l’io sono, se la capacità di essere non è “amore”.. cos’è?


Citazione:
La contemplazione della trascendenza non comporta affatto che la trascendenza sia solo amorevole, anzi la trascendenza spaventa e angoscia l'io fino alle radici con il suo mistero di infinita potenza che lo sovrasta totalmente. E' il cristianesimo che riporta la trascendenza in un dio che si fa concretamente uomo, che si fa io grazie al suo amore personale per ogni uomo (che non è più l'amore per un popolo, come per il Dio veterotestamentario). Nel Cristianesimo la trascendenza misteriosa e terribile del sacro si smussa progressivamente, perché Dio entra concretamente nel mondo pur rimanendo Dio, ossia pur indicando un mondo che non è questo mondo che ci sta sopra e davanti, che non è più la "natura" portentosa di fuori, ma quello che sta dentro a ogni essere umano. E per questo c'è sempre meno bisogno del totem, del riparo dall'aspetto terribile del numinoso naturale e c'è sempre meno bisogno della legge sacrale, perché la legge diventa il sentimento vissuto dell'uomo che ama l'uomo, il suo prossimo, diventa regola laica liberamente assunta e non più assoluta necessità. Il totem e la legge che esorcizza la potenza del trascendente si rivelano così sempre più inutili e la comunità si scopre salva in quanto Dio ora ama ogni uomo, Dio è in quel sentimento tutto interiore di amore e non più nell'alto dei cieli (Nel cristianesimo Il Regno dei Cieli è dentro di noi, dice Cristo, qui e ora. è il Regno in cui la ragione del sentimento è già esaudita dall'amore).

(Maral)
Già! Ma questa coscienza, questa chiarezza interiore, questo percorso interiore
non è solo eredità dell’insegnamento di Gesù è il risultato di una chiarezza profonda
intorno alle radici della razionalità autentica che illumina la mente umana, quella
mente umana che è il regno della ragione (del Senso)!
La “trascendenza misteriosa e terribile del sacro” altro non è che l’ombra stessa
colta al fondo dello spirito umano, altro non è che il lato segreto della nostra stessa mente,
la natura stessa della mente ( sperimentata attraverso la coscienza mentale umana).

Il punto di coincidenza tra il diabolico e il divino è proprio la scoperta di un Senso capace
di svelare al di sotto dell’apparenza la forza pura che anima ciò che rasentiamo come mistero.
Questa chiarezza è propria anche della coscienza mentale di ispirazione buddista
forse ancora più marcatamente che non quella di ispirazione cristiana.. E’ la medesima
chiarezza che abita la mente dell’uomo capace attraverso il sentimento estremo
dell’amore di fare esperienza diretta dell’assenza di identità apparente che limita ed
incatena il potere della mente sino all’incontro con la reale sostanza dell’essere ben al di là
delle barriere poste dal linguaggio rappresentativo concettuale umano.
Non è prerogativa dei santi ma dei vivi, di chi non si esime dal tormento dei dubbi
e dalla richiesta di quel coraggio necessario ad infrangere le barriere apparenti dei limiti,
quei limiti posti a sigillo del sacro, un sacro che si dona per e in amore, ovvero per e in
autenticità del desiderio di conoscenza profonda.

Tutto ciò che ruota attorno ai totem non è che a sigillo del sacro, tabù compresi.
Questo penso. [Al di là sia di Otto che dell’interpretazione cristiana intorno al significato
di sacro e di divinità: punti che dovrebbero essere di semplice ispirazione, teniamo presente!]


Citazione:
Certamente il sacro getta le fondamenta dell'ordine sociale che nasce per evitare la disgregazione violenta della comunità, è attorno al totem (come accenna green&grey pocket) che ruota la prima comunità sociale

(Maral)
Ma la disgregazione violenta della comunità è proprio figlia del presunto ordine sociale [imposto
e non affatto “naturale”] e non affatto figlia del sacro direttamente sperimentato nel profondo!
Attorno al totem si stabiliscono i vincoli che pongono i limiti affinché non il sacro
ma il tabù venga di fatto onorato! Questa interpretazione apparente del come non coglie
la realtà di ciò che secondo me è per davvero avvenuto intorno all’origine delle autentiche
finalità di quei ruoli attraverso cui poi tutto il cosiddetto sociale si è andato via via
plasmando! Ben altro è secondo me ciò che si decideva ai piedi del totem di turno,
era il vitello d’oro, la pantomima di una prima mimesi della politica umana, non esorcismo
attraverso conoscenza ma pura trasposizione di un primo vagito di nevrosi somatizzato
attraverso la disposizione del ruolo a modello di un’organizzazione sociale [nevrotica]
dove per l’appunto la separazione caratterizzata dal ruolo si impone all’essere (dalla sua
originaria interezza) dando luogo a quel falso equilibrio [ordine presunto] del quale ognuno
può sino ad ora mirarne soprattutto il potere devastante (poiché corrotto> spaccatura interiore).
gyta is offline  
Vecchio 09-07-2014, 18.29.18   #54
green&grey pocket
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x gyta

okkei esplicitato diventa veramente il gran filosofare che più mi sta interessando in questi ultimi mesi, mi ricorda da molto vicino tutto il mondo che dall'orfico giunge ai piedi della fine del mondo pagano neo-platonico, risuscitato brevemente nell'umanesimo. (cfr: girgenti intervistato da fusaro).

è veramente un peccato che paganesimo e cristianesimo siano storicamente entrati in forte contrasto.

come dici tu a maral, si è trattato più di mimesi politica, vero, ma gli effetti, sono quelli che sono: è per questo che faccio una gran fatica, a confrontarmi a quella tradizione cattolica, che si fonda, o meglio per mia esperienza, si è fondata sull'amore, e invece era sole e sempre raggiro, truffa.

Per me "amore" oggi è solo mimesi, non solo pscicologica, carenza di affetto materno, altrui non mia, la mia l'ho intesa(vedi patriarcato), ma anche proprio politica e financo nichilista(quest'ultima mimesi è ancora assai nebulosa).

è difficile tenere le fila di un discorso così ampio.
Ma le radici, della sapienza come saggezza, dell' apertura al mondo di una volontà trascendente, se vogilamo chiamarle amore...io ci sto.

ora capisco anche perchè ti ho sempre frainteso.

green&grey pocket is offline  
Vecchio 11-07-2014, 23.41.32   #55
Duc in altum!
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Riferimento: Tra il Numinoso e il Dio dei filosofi

** scritto da green&grey pocket:

Citazione:
è veramente un peccato che paganesimo e cristianesimo siano storicamente entrati in forte contrasto.

Ma puoi stare ben certo che quel peccato non l'ha commesso Gesù Cristo.


Citazione:
è per questo che faccio una gran fatica, a confrontarmi a quella tradizione cattolica, che si fonda, o meglio per mia esperienza, si è fondata sull'amore, e invece era sole e sempre raggiro, truffa.

Quindi non incontri fatica, come la stragrande maggioranza [Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entrano per essa. Stretta invece è la porta ed angusta la via che mena alla vita, e pochi son quelli che la trovano" (Matteo 7:13-14).], a confrontarti con il kerigma (messaggio non tradizionale) cattolico sull'amore, solo e sempre contemporaneo, giusto e retto.


Pace&Bene
Duc in altum! is offline  

 



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