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Vecchio 16-10-2003, 23.51.13   #11
Sté-detonator
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Thumbs up nella foto nonmisivede ma sonallombra sulla sx di UG

>>> Insomma, prima formulandola in me, e alla fine uscendo allo scoperto, “UG, gli dissi, what do you think about sciamanism?”. A “UG” lui si volse verso di me come avessi pigiato un bottone. Stranissimo come lo avevo visto prima di lato e adesso di ‘punta’, era un altro volto, minuscolo ma con la ‘puntata’ felina, due occhi neri più neri del nero ma non saprei…, il naso affilatissimo, i capelli rimasti della pelata, bianchissimi…, ganzissimo, faceva stare bene, sennon ridere; ma un attimo dopo poteva mettere all’erta, se solo fosse scattato in te, facendotici perdere, qualche pensiero ‘contronatura’ ovvero separativo, qualche dubbio che compara e giudica con dualismi. Insomma gli feci la domanda, “cosa ne pensi dello sciamanesimo”. Pareva non aver inteso ‘shamanism’, sicché altri subito gli tradussero male la parola, gli dissero magician o stregoni, roba del genere. Pareva non aver compreso che volevo spostare il discorso sulle americhe, e quindi subito partì con una scarica micidiale che disintegrava Sai Baba, Osho, tutti gli Yogi dalle Siddhi facili, e Jiddu Krishnamurti con un’aneddoto. (è il piatto speciale questo da UG). Quindi poi riprendo chiedendo che mi traducessero: “il fatto è che mi son ritrovato con questi sciamani che si dichiarano autentici a far cerimonie con ayahuaska…”. UG: “Vedi, meglio te che hai preso del ‘soma’ che non tutti quei fanatici che fanno percorsi spirituali e si danneggiano maggiormente”. Io gli volevo dire che allora sono doppiamente *******, perché insieme a queste ‘bevute’ c’è abbinato un percorso spiritualissimo, ma non mi venne, e gli aggiunsi invece questo: “Ma è bastato un libro su di te per accorgermi dell’assurdità della questione ‘percorso sciamanico’”. UG: “I miei libri…? Ti potevi fumare anche quelli…”. !!! Ecco, questo fu il culmine, in cui sentii in pieno il lavoro di quella sensazione di cui ho parlato prima, che arrivava a impulsi, e la cui metafora l’ho espressa nel topic precedente. Fu la fine definitiva di tutta la sciocchezza deleteria della ricerca di chissacché. Un crollo dolce, non aspettato così, ma accolto con sospiro di sollievo dal mio corpo, che alla fine ha avutro conferma della sua intelligenza e dei suoi accorgimenti. Fu la mente, che ancòra stava àncorandosi. Forse estremizzando un qualcosa di orgoglioso ribadii: “Si, ma ora posso lasciare da parte e buttar via qualunque libro, anche i tuoi”. La discussione poi si spostò. Quando ci alzammo (il gruppo con me salito) UG chiese a tutti da dove venivano. Solo dopo mi accorsi che poi si rivolse a me personalmente, aveva visto che non facevo parte del gruppo. Gli dissi che ero di Pisa, e sembrò ricordarsi quando lui c’era stato, stava aggiungendo qualcosa ma subito aggiunsi: “Ma arrivo qui da Barcellona apposta perché volevo vederti di persona”. UG fece: “Oh my god!” nel tipico gesto della mano alla fronte. Un'altra volta preso dal gioco del batti-ribatti aggiunsi: “Ma donuorri, per me è sufficiente, non ho bisogno di tornare qui un’altra volta”. Fece un gesto col capo intraducibile, un po’ come se non avesse ben compreso, un po’ come a interrogarmi: “sei sicuro?”, e un po’ come per tacitamente ringraziarmi di aver afferrato e che non c’è necessità di fare altri spostamenti fra maestri o presunti tali. Una volta uscito, una volta terminato tutto, UG compreso, la mente non ce la fece però a restare davvero con questo con cui mi aveva laciato, e mi son dovuto difendere e aggrappare a Carlos Diaz e al fatto che non mi aveva comunque risposto alla questione degli sciamani-anziani autentici. Poi a casa, quando tutte le energie stavano parlando con coincidenze stranamente Concrete (non concretamente assurde, come quelle ‘spirituali’ dei percorsi precedenti), si è spianata la difesa mentale e la rasserenzione del fatto che è così, e questo è arrivato come soffia il vento, come l’avvicendarsi del buio e della luce.Tutt’ora succedono queste che chiamo coincidenze, (per esempio proprio un ora fa stavo facendo una ‘privata’ di Wing-Tsun ad un allievo e stavo spiegandogli il principio del ‘cuneo’, stavamo contemporaneamente con la TV accesa su Teleregione con un film di Kung-Fu. Beh, dopo due secondi la scena era del maestro che insegna all’allievo e sento dire: “questo è il cuneo”.) Questi fatti ora li accolgo equilibratamente, d'altronde non potrebbe essere che così con quello che ho smosso, e addirittura ci son stati presentimenti che si sono avverati, di cui un tempo se solo me li fossi trovati di fronte mi sarei sentito scoraggiato e avrei preso la vita a calci per la sua crudeltà e non-senso. Invece anzi, la Vita, quella Reale, si è assestata da sola, e quello che aveva da cadere lo ha fatto, con rumore, si, ma come ormai fosse già un eco che si allontana e lascia già spazio alla pace che ha da subentrare naturalmente. Questa è la vicenda. Ripeto, ora la Vita Sorride e ha il suo ritmo, va su e giù, ma mai mi affonda, e soprattutto nessun Anubi o Aquila Dorata o Gran Espiritu, o giustizieri simili del karma (anzi, del kazzo…) ho più visto bussare alla porta dei miei sogni o della mia coscienza, solo per essermi permesso serenamente di lasciar in pace la funzionalità del mio corpo. GRAZIE anche a te, UG.
Immagini allegate
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Vecchio 18-10-2003, 11.14.04   #12
Mary
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Visir
non entro nel merito di U.G., anche se ho letto un suo libro e mi è piaciuto. Ma la vera formula per abbandonare le nostre illusioni credo non esista. Se ci fosse saremmo tutti illuminati, o quasi.
Non esistono formule ma solo frammenti di "appunti di viaggio" di altri viaggiatori che sono giunti da qualche parte.
E chi ci dice che è lì che dobbiamo andare anche noi?

Se un viaggiatore è andato a Roma e ha visto il Colosseo e parla unicamente di quello non sta dicendo una bugia ma neppure la verità. Il Colosseo non è Roma e Roma non è il Colosseo. Eppure il Colosseo fa parte di Roma e Roma è anche il Colosseo.

Per questo ogni Maestro è solo una mappa da tenere in considerazione ma da non seguire mai ad occhi chiusi.
Forse sulla mappa è caduta una mora e ha trasformato un segno all'inzio molto chiaro. Così come è avvenuto per Cristo. Probabilmente all'inzio la sua mappa era chiara ma poi ci sono cadute molte more sopra e oggi quella mappa è quasi inservibile.

Il viaggio appartiene a chi lo fa e i dati, le mappe, le notizie, le scoperte, le conoscenze deve cercarsele e utilizzarle secondo le proprie capacità.

Il vero viaggio inizia quando ci rendiamo conto di vivere in un mondo di illusioni e, senza abbandonarlo, continuiamo a viverci ma con la consapevolezza di essere spettatori e attori di passaggio.

Quando andiamo al cinema sappiamo che è tutto finto ma non per questo abbandoniamo la sala, anzi, ci divertiamo di più.

Così è per la vita. Quando ho scoperto che era tutto illusione non ho cercato più di sfuggire alla vita ma mi sono immersa più di prima, ho vissuto più intensamente perché non avevo più la paura paralizzante di prima. Un tempo pensavo che quel che vivevo non aveva che una sola alternativa: la morte. Oggi so che non è vero.
Tutto è impermanente e come tale va vissuto.
Niente dura più dell'attimo, più del fotogramma di una pellicola. Allora perché lasciarsi imprigionare?!

Ci vuole pazienza, è vero. Tanta pazienza ed anche tanto coraggio.

Quand'ero piccola, mio padre mi ha portato al cinema un paio di volte. Mi ricordo ancora il film: una corsa con le bighe degli antichi romani. Ed il mio terrore, mi misi le mani sul volto aspettando che tutto finisse. Ero al cinema, lo sapevo. Era finto, lo sapevo. Ma non riuscivo a dominare la mia paura.
Mi sono comportata molte volte nella vita come feci quella sera al cinema. E, qualche volta, mi capita ancora. E mi capita anche quando vedo film troppo brutali di mettermi la mano davanti agli occhi. Oggi sorrido, sorrido di me stessa e delle mie stesse paure.
Posso continuare ad avere paura, ma posso anche sorridere.

Ciao
Mary
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Vecchio 20-10-2003, 19.52.18   #13
Elfo
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Caro Ste-detonator,
dopo un iniziale incontro leggermente burrascoso, ti sto leggendo con attenzione, cercando di entrare nel tuo linguaggio e comincio ad apprezzare ciò che esprimi e sento di condividere il senso della tua esperienza, anche se, per cultura e condizionamenti, mi trovo ad usare altre parole.
Mi piace ciò che hai raccontato a proposito di U.G. e dei vari maestri e credo che molte persone che si definiscono spiritualiste dovrebbero essere fustigate dalle tue parole caustiche, ma efficaci.
Però non riesco ad usare altri termini per esprimere i concetti che mi preme condividere e quindi cerca anche tu di andare oltre alle mie parole.
Per quel poco che ho sperimentato posso raccontare che il corpo conosce il "Divino" perchè in esso operano le leggi che si ritrovano su tutte le frequenze dell'"essere". Proprio perchè il corpo sa, considero pericolosa ogni via che operi una separazione dalla materia o che la consideri qualcosa di diverso dallo spirito.
Non credo che esista una materia ed uno spirito, nè che il mondo sia irreale. Maya è solo la distorsione della nostra percezione.
Tutto ciò che i maestri sperimentano fa parte del nostro modo di funzionare, ma è qui, sotto il nostro naso e nella pelle, tutta la realtà.
Non bisogna più fuggire nei paradisi e non bisogna trasformare i maestri in simboli dietro cui nascondersi. Loro sono i primi a non volerlo, se la loro esperienza è reale.
Sperimento nel mio corpo un centro di coscienza, ma è solo un aggregatore...in effetti non c'è un centro, nè una periferia...e questo centro non è l'io...ma è qualcosa che può avere un'estensione incredibile (non spaziale, nè temporale). Potrei persino dire che il corpo è in questo centro e lo sente di esserci...
è quindi uno strano centro, proprio perchè non si concentra in un punto.
Il corpo non si sente limitato dalla pelle... sa di essere una formazione...è esteso e comprende tutta la materia....ma il paradosso apparente è che questa materia si percepisce anche come coscienza....come se fossero due facce della stessa realtà...

Mi fermo qui... non so se sono riuscito a tramettere qualcosa... di intellegibile

Elfo is offline  
Vecchio 23-10-2003, 20.18.42   #14
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Thumbs up

Benissimo mary, mi garba tanto quello che hai scritto.
Si elfo, ok! infatti maya etimologicamente (anche se traducendola in italiano..., boia déh... ) significa 'misurazione-divisione'. Bene! sono sorpreso, quasi quasi compiaciuto, ahahahah
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Vecchio 23-10-2003, 20.19.46   #15
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E grazie a chi ha 'Trheaddato'.
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Vecchio 09-09-2006, 15.03.35   #16
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Ciao mary trovo molto interessante la tua risposta perchè da spunto per qualche chiarimento per me stesso e magari anche per gli altri.

Tu parli di mondo illusorio di illusioni...
C'è a questo proposito un'interessante conversazione tratta da verità e realtà di jiddu k. in cui ne fa appunto la distinzione.

Ecco ci terrei a dire che in questa conversazione ci si chiede cosa sia la realtà: per realtà viene definita ogni cosa sia creata dal pensiero che non creata dal pensiero: per esempio è realtà una pianta e lo è un qualsiasi nostro pensiero cosi come sono realtà le allucinazioni le nostre credenze i nostri sentimenti e sentimentalismi ecc... insomma tutto quanto rientri nel campo della coscienza...ecco io ritengo che sia importante fare chiarezza su questo punto perchè partire dal ritenere o definire tutto con il termine illusione è piuttosto pericoloso... rischia a mio avviso di deresponsabilizzarci di fronte ad esse ponendoci in uno stato di attesa di qualche verità.

Esempio: un bambino di fronte a noi viene maltrattato...questo è un fatto una realtà non è un'illusione.

Io sono violento...questo è un altro fatto non un'illusione.

L'esempio del cinema che hai fatto tu: ecco secondo me non è esaustivo nel senso che è vero che il contenuto del film è finzione, tu ne sei consapevole ed il film è reale...il fatto è che non è cosi per la vita...ovvero credere che la vita sia un film che ci passa davanti è porci nello stato di spettatori privi di responsabilità verso un film di cui noi in realtà facciamo parte.

Credo che proprio attraverso l'acquisizione della capacità di non sottrarci ai fatti intesi come realtà e non illusione si possa comprenderli trascenderli e giungere ad una eventuale verità.

Insomma io sentirei più corretto considerare ciò che ci accade come reale ( il che non significa vero ) e non illusorio.

Vorrei chiederti se sei d'accordo, anche agli altri ovviamente e se quindi il tuo utilizzo della termine illusione è stato semplicemente un uso improprio.
individuo is offline  
Vecchio 12-09-2006, 11.32.27   #17
Mary
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Citazione:
Originalmente inviato da individuo
ecco ci terrei a dire che in questa conversazione ci si chiede cosa sia la realtà: per realtà viene definita ogni cosa sia creata dal pensiero che non creata dal pensiero: per esempio è realtà una pianta e lo è un qualsiasi nostro pensiero cosi come sono realtà le allucinazioni le nostre credenze i nostri sentimenti e sentimentalismi ecc... insomma tutto quanto rientri nel campo della coscienza...ecco io ritengo che sia importante fare chiarezza su questo punto perchè partire dal ritenere o definire tutto con il termine illusione è piuttosto pericoloso... rischia a mio avviso di deresponsabilizzarci di fronte ad esse ponendoci in uno stato di attesa di qualche verità.

Esempio: un bambino di fronte a noi viene maltrattato...questo è un fatto una realtà non è un'illusione.

Io sono violento...questo è un altro fatto non un'illusione.

L'esempio del cinema che hai fatto tu: ecco secondo me non è esaustivo nel senso che è vero che il contenuto del film è finzione, tu ne sei consapevole ed il film è reale...il fatto è che non è cosi per la vita...ovvero credere che la vita sia un film che ci passa davanti è porci nello stato di spettatori privi di responsabilità verso un film di cui noi in realtà facciamo parte.

Credo che proprio attraverso l'acquisizione della capacità di non sottrarci ai fatti intesi come realtà e non illusione si possa comprenderli trascenderli e giungere ad una eventuale verità.

Insomma io sentirei più corretto considerare ciò che ci accade come reale ( il che non significa vero ) e non illusorio.

Vorrei chiederti se sei d'accordo, anche agli altri ovviamente e se quindi il tuo utilizzo della termine illusione è stato semplicemente un uso improprio.

ti chiedo scusa per la mia posta privata intasata, sono mancata un po' di giorni e ci vuole un altro po' per liberarla.

L'anno scorso ho ricevuto un dono splendido: chiamata per fare la comparsa in un film.
Esperienza, per me, incredibile. Una formula super concentrata per rendermi conto meglio della vita. Essere nel film vuol dire recitare la propria parte. Una finzione o una riproduzione di un evento accaduto fuori dal set, poco importa.

Nel momento in cui stai "dentro" alle riprese quella è realtà. E mentre sei dentro vedi "gli altri" che stanno dietro le transenne e guardano. Tutto diviene illusione e tutto diviene realtà. Puoi vivere contemporaneamente realtà, illusione, realtà, illusione. E' qualcosa di veramente straordinario. Dire che ha cambiato la mia vita sarebbe molto, ma certamente mi è stato di grande aiuto.
Tu dici " credere che la vita sia un film che ci passa davanti è porci nello stato di spettatori privi di responsabilità verso un film di cui noi in realtà facciamo parte. " è proprio il contrario: spettatore e attore sono carichi di responsabilità.
Tutti sono responsabili di tutto: attori, spettatori, comparse, tecnici, regista, ecc. Una responsabilità visibile e chiara è facile da comprendere ma vi sono responsabilità così sottili e impercettibili che è necessario riscoprire.

Tutto è reale e tutto non lo è. Quando si comprende questo la vita si trasforma sotto i nostri occhi. E le responsabilità aumentano in modo esponenziale e allo stesso tempo scompaiono i sensi di colpa.

Non so se riuscite a comprendere quel che cerco di portare fuori di me.

E' un po' come essere su di una immensa nave, ogni membro dell'equipaggio ha la sua dose di responsabilità per il buon navigare. Ciascuno ha il proprio compito e portarlo a termine con tutte le proprie capacità rende il viaggio di tutti più celere e sicuro.

Noi siamo legati gli uni agli altri in modo invisibile e indossolubile, non dimentichiamolo.

ciao
mary
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Vecchio 12-09-2006, 13.37.16   #18
joannes
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Mary dice: Per questo ogni Maestro è solo una mappa da tenere in considerazione ma da non seguire mai ad occhi chiusi.
Forse sulla mappa è caduta una mora e ha trasformato un segno all'inzio molto chiaro. Così come è avvenuto per Cristo. Probabilmente all'inzio la sua mappa era chiara ma poi ci sono cadute molte more sopra e oggi quella mappa è quasi inservibile.


la mappa è inservibile quando viene abbandonata perchè scandalizzati non dalle more ma dalla mappa stessa che cosi diviene inservibile, ma non perchè lo sia, solo che lo è per chi vuole che lo sia. Cosi parli per te stessa, giacchè quella mappa è molto piu serviibile quanto piu noi ci liberiamo delle "more" che ci impediscono tale accettazione e verità, perchè è cosi vero che le more non sulla mappa sono cadute, ma sul nostro cuore; ma pochi sono quelli che possono rendersene conto. I molti invece, mai faranno a meno di quelle more, tenendosi ben lontani da quella mappa che in verità è inciampo e scandalo per essi, e dunque sicuramente, inservibile!
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Vecchio 12-09-2006, 16.07.53   #19
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Originalmente inviato da joannes
Mary dice: Per questo ogni Maestro è solo una mappa da tenere in considerazione ma da non seguire mai ad occhi chiusi.
Forse sulla mappa è caduta una mora e ha trasformato un segno all'inzio molto chiaro. Così come è avvenuto per Cristo. Probabilmente all'inzio la sua mappa era chiara ma poi ci sono cadute molte more sopra e oggi quella mappa è quasi inservibile.


la mappa è inservibile quando viene abbandonata perchè scandalizzati non dalle more ma dalla mappa stessa che cosi diviene inservibile, ma non perchè lo sia, solo che lo è per chi vuole che lo sia. Cosi parli per te stessa, giacchè quella mappa è molto piu serviibile quanto piu noi ci liberiamo delle "more" che ci impediscono tale accettazione e verità, perchè è cosi vero che le more non sulla mappa sono cadute, ma sul nostro cuore; ma pochi sono quelli che possono rendersene conto. I molti invece, mai faranno a meno di quelle more, tenendosi ben lontani da quella mappa che in verità è inciampo e scandalo per essi, e dunque sicuramente, inservibile!

togliere la mora da sopra la mappa è molto facile quando..... conosci già la mappa. Ovvero quando hai sperimentato tu stesso che non era una indicazione ma una macchia e sei stato costretto ad un percoso alternativo.

E questo può avvenire solo se ti metti in cammino e verifichi l'esattezza delle mappe. A volte si può essere costretti a consultare anche altre mappe che hanno macchie di more su altre zone e non su quel punto che tu stai consultando da una vita e che ha bloccato il tuo cammino.

Seguire le indicazioni è molto facile ma possono trasformarsi in trappole mortali se qualcuno vuol farci deviare percorso.

E' il nostro cuore, il nostro cervello e la nostra anima che dobbiamo ascoltare dopo aver abbandonato ogni certezza. Umili viandanti che cercano il giusto percorso ma sempre pronti a cambiare nel momento in cui ci si rende conto di essere in errore.

ciao
mary
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Vecchio 12-09-2006, 17.27.45   #20
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Mary :E questo può avvenire solo se ti metti in cammino e verifichi l'esattezza delle mappe. A volte si può essere costretti a consultare anche altre mappe che hanno macchie di more su altre zone e non su quel punto che tu stai consultando da una vita e che ha bloccato il tuo cammino.


ma che vuol dire bloccare il tuo cammino? è proprio da li che comincia il vero cammino, quando hai trovato la mappa non al di fuori di te ( consultare altre mappe, ed altre ed altre come dici) ma dentro di te. E se la mappa è amore allora dentro di te lo troverai, lo cercherai, comincerai a cambiare, a camminare di quell'amore e che prima, al di fuori di te, eri bloccato in un cammino fatto solo di illusioni, di vana sapienza. Per questo ti ho detto che le more sono nel nostro cuore, non nella mappa; e se da li non le toglierai nessuna mappa ti sarà utile, tantomeno quella che proprio per amore e grazie ad esso è stata stracciata e gettata. Che proprio grazie ad esso ancor oggi per molti è inservibile perchè si vuole vedere qualsiasi altra mappa che non ci faccia cambiare il cuore piu di tanto; solo darci l'illusione di quella pace, di quella consapevolezza, di quel specchiarci al di fuori di noi stessi, nel mentre al di dentro il bene non facciamo ma di buonismo ne sono pieni i nostri discorsi.
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