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Vecchio 12-09-2006, 19.35.24   #21
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Ciao mary, grazie per aver risposto, vorrei a questo punto però sapere una cosa, ovvero cosa intendi per realtà e per illusione, per capire quindi come fai a distinguerle.

Magari non sarà facile per te spiegarlo ma mi farebbe piacere se ci provassi.

Grazie

Ultima modifica di individuo : 13-09-2006 alle ore 10.05.54.
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Vecchio 13-09-2006, 09.09.43   #22
Mary
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Originalmente inviato da joannes


ma che vuol dire bloccare il tuo cammino? è proprio da li che comincia il vero cammino, quando hai trovato la mappa non al di fuori di te ( consultare altre mappe, ed altre ed altre come dici) ma dentro di te. E se la mappa è amore allora dentro di te lo troverai, lo cercherai, comincerai a cambiare, a camminare di quell'amore e che prima, al di fuori di te, eri bloccato in un cammino fatto solo di illusioni, di vana sapienza. .

Quando ti ritrovi messo su di una strada che non hai scelto vai avanti servendoti delle mappe esterne, quelle interne le vedi ma non hai il coraggio di portarle fuori, perchè credi di essere un extraterrestre caduto per sbaglio sulla terra e che deve fare di tutto per nascondersi.

Poi resti bloccato e stai male fino a quando con coraggio cominci a prendere in considerazione la mappa interna. Ed allora il cammino davvero si trasforma. Puoi percorrere tratti di strada asfaltata con tanti segnali ma puoi ritrovarti dentro ad un bosco dove l'erba ha cancellato ogni traccia di passaggio umano.

L'unica lampada disponibile, l'unico bastone a cui appoggiarsi, l'unica mappa che non trattiene le macchie è l'Amore. Le difficoltà non scompaiono, anzi a volte si fanno più dure, ma sai bene che se la lampada dovesse spegnersi puoi sempre riaccenderla.

Gesù disse che era l'unico comandamento: AMORE.

Non c'è bisogno di altro se ami davvero. Non che siamo sollevati dall'errore, ma quando ami accetti l'errore come una prova, come esperienza per imparare.

ciao
mary
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Vecchio 13-09-2006, 10.34.50   #23
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Mary t'è forse sfuggito il post sopra il tuo?
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Vecchio 13-09-2006, 13.20.49   #24
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l'amore consta di sacrifici, di rinunce, perchè l'egoismo è il suo maggior nemico e non dorme mai; l'egoismo del cuore è sempre al lavoro;l'amore per essere tale ha bisogno che il cuore si spogli di tutto cosi che la carità possa fluire come un fiume, liberarsi dalle dighe ma questo non dai libri si impara ma dalla sofferenza, da quella croce che è tanto piu vera quanto piu noi soffriamo per essa, per amore perchè il vero amore è sofferenza! l'amore dunque spoglio di tutto, il solo amore che noi conosciamo è quel che ci è stato insegnato sulla Croce, quella lampada messa nel punto piu alto e che illumina i cuori di chi ha sete di quella luce. Ma quanto costa mirare quella lampada, cosi ci accontentiamo di tante piccole luci senza che esse ci facciano mai sorpassare quella soglia della sofferenza che porta all'amore. Ci basti sapere, discorrere di sapere, discorrere di cammini, di cadute, di rialzarsi, di altri cammini, di altre consapevolezze, di altre luci ma senza mai sorpassare quella soglia perchè impossibile da accettare. Eppure è il solo modo per non rimanere confusi, per non camminare invano, per cambiare il nostro cuore. Quella soglia è la Croce. ma chi a questo mondo, accetta la sofferenza come atto d'amore e per amore?
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Vecchio 13-09-2006, 16.37.20   #25
Mary
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Mary t'è forse sfuggito il post sopra il tuo?
Sì, mi era sfuggito.

Realtà e illusione non è facile mettere i paletti, a meno che si voglia fare una distinzione fra ciò che è mondo puramente materiale, sasso, montagna, bacio, abbraccio, schiaffo, mare, terra, fiore, albero..... e via dicendo.

Un tempo ero certa di conoscere perfettamente la differenza fra i due mondi. Oggi non più.

Quando ho compreso che il mondo che vedevo era solo quello che io credevo di vedere e non quello che in realtà era, allora ogni certezza è crollata miseramente.

Spesso la visione che abbiamo del mondo ci porta a desiderare di sottometterlo alle nostre aspettative ed è una visione puramente illusoria, destinata al fallimento.

Dopo tante sconfitte si può provare a smettere di vivere nel mondo delle illusioni, quel che noi crediamo che sia e che non è. A quel punto comincia la vera scoperta della realtà. Un mondo completamente sconosciuto, che puoi imparare ad amare e accettare così come è.

Nel momento in cui vedi la realtà e l'accetti puoi anche provare a modificarla se ne senti una vera necessità.

Se vedi un albero di pere carico di frutti e le scambi per melanzane ovviamente te la prenderai con l'albero che ritieni di abbia ingannata, oppure ti metterai lì in attesa che spuntino le melanzane.

Se un albero di pere produce pere non puoi fare altro che accettarlo per quello che è, e se le pere tu le detesti vai in cerca di un altro albero oppure cerchi piante di melanzane che diano melanzane.

Solo la visione della realtà, quella interna e quella esterna, può permetterci di imparare, crescere, evolverci, amare.
Già, perchè se non vedi la realtà per quella che è non sei neppure in grado di amare.

Ciò non toglie che io possa aggiungere, per quel che mi riguarda, che possono essere reali anche alcuni sogni.
Non è per confondere le idee di quel che sto dicendo, ma per far comprendere che diviene reale tutto quello che ci aiuta a crescere, imparare, arricchirci spiritualmente.

Non è facile spiegare attraverso il pensiero le sensazioni che si provano. Anche perchè tutto è in continuo mutamento.

ciao
mary
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Vecchio 13-09-2006, 19.12.04   #26
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Complimenti, non so se ci sei arrivata da sola io no,,,comunque qualcuno ha scritto che la realtà é:
tutto ciò che noi percepiamo la realtà non creata dal nostro pensiero ovvero la natura, quella creata dal nostro pensiero, i pensieri stessi sono reali, le illusioni pure, le allucinazioni, le sensazioni le emozioni insomma tutto ciò che affiora alla nostra coscienza e affiorandola la determina.

Ma allora dove stà la verità se la realtà è tutto? sempre costui dice: la verità sta nella comprensione della realtà nel vederlo per quella che nel non volerla cambiare: per esempio se noi vediamo con assoluta totalità e onestà il nostro egoismo e vediamo l'illusione dei rapporti a cui esso porta allora forse potremo trascenderlo ma prima occorre sapere vedere la realtà dell'egoismo senza condannarlo senza volerlo trasformare perchè sarebbe ipocrisia voler essere altruisti se si è egoisti e questo vale per tutto.

In conclusione dice che la verità può arrivare solo dalla comprensione della realtà e questo è possibile solo attraverso l'intelligenza l'osservazione l'attenzione e la libertà dalla paura e da ogni forma di condizionamento.

In fine dice: la verità è quando voi non ci siete... infatti quando siamo in grado di vedere il se nella sua totalità e quello a cui porta...quando lo vediamo quando ne vediamo le implicazioni, processo questo dell'intelligenza, allora, solo allora il se può essere trasceso aprendo le porte ad un mondo sconosciuto.

Se sei giunta a questo punto complimenti davvero.
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Vecchio 13-09-2006, 20.38.49   #27
joannes
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individuo tu affermi: Credo che proprio attraverso l'acquisizione della capacità di non sottrarci ai fatti intesi come realtà e non illusione si possa comprenderli trascenderli e giungere ad una eventuale verità.
Insomma io sentirei più corretto considerare ciò che ci accade come reale ( il che non significa vero ) e non illusorio.

infatti se sai che sei ad esempio violento, riuscirai a trascendere quel che sei solamente se capirai che è male quel tuo comportamento giungendo alla verità di quel che sei. però successivamente dando ragione a Mary affermi il contrario:

"Ma allora dove stà la verità se la realtà è tutto? sempre costui dice: la verità sta nella comprensione della realtà nel vederlo per quella che nel non volerla cambiare: per esempio se noi vediamo con assoluta totalità e onestà il nostro egoismo e vediamo l'illusione dei rapporti a cui esso porta allora forse potremo trascenderlo ma prima occorre sapere vedere la realtà dell'egoismo senza condannarlo senza volerlo trasformare perchè sarebbe ipocrisia voler essere altruisti se si è egoisti e questo vale per tutto."

dunque se trascendi quel che sei non condanni per ipocrisia quel tuo modo d'essere sbagliato perchè tanto si è quel che si è e bisogna accettarlo? qual'è allora l'ipocrisia? l'ipocrisia è proprio non voler cambiare perchè se è vero come dici che vediamo in tutta "onestà" il nostro egoismo, saremo cosi "onesti" da rimanere tali? onesti nell'ipocrisia di non esserlo? dov'è l'illusione e l'inganno in questo caso se non nel nostro cuore? vi perdete in quel che vedete o vi illudete di vedere e non vedete il vostro cuore? l'ipocrisia come tutte le nefandezze umane nascono proprio da li.

Mary tu dici: Solo la visione della realtà, quella interna e quella esterna, può permetterci di imparare, crescere, evolverci, amare.
Già, perchè se non vedi la realtà per quella che è non sei neppure in grado di amare.

se la realtà è il male allora se uno ama non accetta quel tipo di realtà ma cerca di cambiarla. Amore vuol dire amare la vita in qualsiasi sua forma così avresti dovuto dire :che non sei in grado d'amare se non vedi la vita per quella che è, non la realtà Mary. La realtà può essere cambiata, ma è la vita ad essere sacra cosi che quando incombe il male, allora se amiamo davvero dovremo essere pronti a combattere perchè la vita abbia il suo corso nel bene, nell'amore, a fare a meno di noi stessi se ve ne fosse bisogno! ecco come sapremo di saper amare.
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Vecchio 14-09-2006, 08.01.22   #28
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Originalmente inviato da joannes
individuo tu affermi: Credo che proprio attraverso l'acquisizione della capacità di non sottrarci ai fatti intesi come realtà e non illusione si possa comprenderli trascenderli e giungere ad una eventuale verità.
Insomma io sentirei più corretto considerare ciò che ci accade come reale ( il che non significa vero ) e non illusorio.

infatti se sai che sei ad esempio violento, riuscirai a trascendere quel che sei solamente se capirai che è male quel tuo comportamento giungendo alla verità di quel che sei. però successivamente dando ragione a Mary affermi il contrario:

"Ma allora dove stà la verità se la realtà è tutto? sempre costui dice: la verità sta nella comprensione della realtà nel vederlo per quella che nel non volerla cambiare: per esempio se noi vediamo con assoluta totalità e onestà il nostro egoismo e vediamo l'illusione dei rapporti a cui esso porta allora forse potremo trascenderlo ma prima occorre sapere vedere la realtà dell'egoismo senza condannarlo senza volerlo trasformare perchè sarebbe ipocrisia voler essere altruisti se si è egoisti e questo vale per tutto."

dunque se trascendi quel che sei non condanni per ipocrisia quel tuo modo d'essere sbagliato perchè tanto si è quel che si è e bisogna accettarlo? qual'è allora l'ipocrisia? l'ipocrisia è proprio non voler cambiare perchè se è vero come dici che vediamo in tutta "onestà" il nostro egoismo, saremo cosi "onesti" da rimanere tali? onesti nell'ipocrisia di non esserlo? dov'è l'illusione e l'inganno in questo caso se non nel nostro cuore? vi perdete in quel che vedete o vi illudete di vedere e non vedete il vostro cuore? l'ipocrisia come tutte le nefandezze umane nascono proprio da li.

Mary tu dici: Solo la visione della realtà, quella interna e quella esterna, può permetterci di imparare, crescere, evolverci, amare.
Già, perchè se non vedi la realtà per quella che è non sei neppure in grado di amare.

se la realtà è il male allora se uno ama non accetta quel tipo di realtà ma cerca di cambiarla. Amore vuol dire amare la vita in qualsiasi sua forma così avresti dovuto dire :che non sei in grado d'amare se non vedi la vita per quella che è, non la realtà Mary. La realtà può essere cambiata, ma è la vita ad essere sacra cosi che quando incombe il male, allora se amiamo davvero dovremo essere pronti a combattere perchè la vita abbia il suo corso nel bene, nell'amore, a fare a meno di noi stessi se ve ne fosse bisogno! ecco come sapremo di saper amare.


Trascendere quel che si è non significa negarsi.
Se uno è egoista e non vuole esserlo quella è ipocrisia, se uno è stupido e vuole fare l'intelligente è ipocrisia ( ovviamente ) nonche ancora stupidità ecc ....la ricerca dell'opposto è un segno che si vuole evitare si ha paura di vedere in faccia le cose per quello che sono...MA se nella vita impariamo a vedere le cose per quello che sono è diverso...per esempio quando nella tua vedi qualsiasi cosa che non va è la tua intelligenza che te lo fa vedere e a questo punto il cambiamento se c'è è frutto della tua onestà con te stesso, non ipocrisia che è invece il voler cambiare ciò che è in ciò che non è.
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Vecchio 14-09-2006, 11.24.50   #29
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sai individuo il cambiamento di se stessi comporta in certo qual modo la negazione di se stessi ed è un qualcosa questo che va oltre l'onestà perchè come ho detto tutto nasce dal cuore e li che dovremo guardare; infatti i maggiori criminali sono persone dal quoziente intellettivo superiore alla norma se dobbiamo esser certi che l'intelligenza ci suggerisca qualcosa in proposito. Per questo ho corretto anche Mary sul vedere la vita dell'altro per quella che è, non la realtà perchè bisogna fare i conti proprio con quel che si è. Siccome a molti piace essere quel che si è come fare il male, ecco un altra terribile faccia dove ne l'onestà ne l'intelligenza possono qualcosa. Quando c'è questo insano piacere nel compiere il male è l'odio che nasce dal cuore e, per questo molte volte non v'è rimedio. per questo un conto è trascendere quel che si è, un altro è poi saper di dover cambiare, negando quel che si è o quel che piace essere, per amore e grazie ad esso.
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Vecchio 14-09-2006, 12.20.52   #30
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Per me l'intelligenza non può in alcun modo essere disgiunta dalla sensibilità...ma non la sensibilità di essere altruisti ma la sensibilità verso la vita intera, verso l'esistenza.
E se non si percepisce ciò che ci sta attorno, è perchè non percepiamo noi stessi ma solo la nostra necessità di provare piacere...il criminale non percepisce e lega la corrente del suo piacere al fare del male...c'è chi lega il piacere a fare shopping chi a giocare nei casinò chi a fare sesso...la logica è la stessa.

Ecco perchè la maggior parte delle persone egoncentriche in verità potrebbe essere un potenziale criminale; se non lo sono è solo per paura delle conseguenze; è questa non paura che in parte fa apparire il quoziente intellettivo del criminale come superiore, la non paura della morale della società con le sue conseguenze.
In questo senso la libertà dalla paura è effetivamente una forma di intelligenza che però legata all'egocentrismo diventa pericolosa.


Ci possono essere, e ci sono, matematici con un quoziente intellettivo sicuramente superiore a quello dei criminali di cui parli che hanno la loro stessa insesibilità difronte alla vita.

Costoro avranno sempre una vita infelice vuota inutile perchè se non percipisci l'altro, in generale quello che sta fuori di te, non ci sarà alcuna relazione comunicazione e le relazioni con gli altri e in generale con la vita diventeranno illusione.


La mancanza di sensibilità nel criminale difronte alla vita è una pecca nella sua intelligenza...il quoziente intellettivo come bisogno di circoscrivere l'intellegenza, nasce da una società con una propensione estrema verso la tecnologia...in una civiltà in cui fosse predominante la musica sarebbe la capacità di suonare, comporre...in una civiltà dominata dalla pittura, il q.i. sarebbe determinato dalla capacità di dipengere...l'intelligenza è ben altro che avere un singolo talento.

Ultima modifica di individuo : 14-09-2006 alle ore 13.52.44.
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