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Vecchio 22-08-2006, 14.14.18   #1
Uno
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Abisso dell'Essere

Lo so ho già molti discorsi da finire, ma dato che devo dare l'esempio ed evitare di andare troppo fuori tema in un altro discorso, è necessario che apra un'altro thread........
Abisso parola usata spesso nel percorso dell'anima, nei percorsi della mente (che poi sotto sotto si può dire che per certi versi sia la stessa cosa), e apparentemente a sottintendere una cosa che ci manca, quella sopra.
Errore.... noi puntando gli occhi a ciò che è sopra, per esempio se parlo di ignoranza sopra c'è conoscenza, non facciamo altro che negarci la totalità... pensiamo di dover uscire dall'abisso... in realtà non ci siamo mai entrati veramente, ci soffermiamo alla superficie perchè ne abbiamo paura, paura di doverci rimboccare le maniche... allora via con la pagliuzza negli occhi altrui....
Non per nulla si usa la parola abisso e non si quantifica la qualità con una dimensione verticale positiva.... non dimentichiamoci che senza un abisso non esisterebbe neanche il monte...
Certo sono solo parole, già immagino il sorrisetto, a simboleggiare la pretesa superiorità, stampato su alcuni volti...
Superiorità che si tiene aggrappata sull'orlo del precipizio... bella illusione... non sono caduto ma credo di essere salito...
Bene che inizino le danze... lasciamo puliti i thread che non ci interessano e ricordiamoci che non è una disputa personale, qui non c'è la persona che uso per vivere, qui ci sono Io e parlo solo con altri Io

P.s. ciò significa che chi entra in questo thread accetta implicitamente di mettersi a nudo o di essere messo suo malgrado a nudo, ma sa di non trascendere mai l'educazione ed il rispetto in primis per se stesso, perchè se si scendono certi livelli non si manca di rispetto agli altri ma a se stessi.
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Vecchio 22-08-2006, 15.13.47   #2
Vyvyan
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Riferimento: Abisso dell'Essere

E' incredibile quanto tu sia in grado di leggermi nel pensiero e, spesso, "dentro", in momenti specifici della mia giornata e proponendo tematiche di questo tipo.

Diceva Dostoevskij (tanto per fare la splendida): "Solo chi attraversa le valli oscure del Sè, senza paura di affrontare i pericoli e le insidie che essa nasconde, potrà apprezzare la luce che si trova all'uscita".
Qualcosa del genere la diceva anche William Blake; ma, a prescindere dagli illustri, specie quelli Romantici, che hanno espresso benissimo questa presa di conscienza dell'abisso, io personalmente credo che l'abisso di cui parli costituisca una parte fondamentale dell'essere. Ce l'abbiamo tutti, è quella che Harry, nel film "Harry ti presento Sally" chiamava simpaticamente la "zona oscura". E chi dice di non averla, fa solo finta di non averla, chiude gli occhi sull'abisso, decide, sceglie di non guardare in basso e di guardare solo in alto.

Eppure, a mio parere, non si può fare un cammino di crescita prescindendo da quell'abisso e dalla conoscenza dello stesso. Io, personalmente, vedo il fine ultimo di questa mia vita nell'integrazione. Ecco, questa è la parola perfetta per me. Nell'integrazione quella "zona oscura" va guardata in faccia, affrontata (o fronteggiata) e poi sorpassata, dopo averla attraversata...
Un po' come il procedimento alchemico del "solve et coagula" degli elementi allo stato grezzo che vengono poi manipolati verso la forma del metallo prezioso; o, meglio, come il VITRIOL: Visita l'Interno (abisso) della (tua) Terra e, correggendola, troverai la pietra nascosta (la tua vera natura).
In fondo, è quell'abisso che ha costituito la molla, il "la" di molte mie esperienze interiori e non. Fin quando ho fatto finta che non ci fosse, continuavo a ingurgitare i miei stessi bocconi amari. Poi ho deciso di "buttare" fuori il rospo, guardarlo in faccia, riconoscerlo e iniziare a modificarlo. Nn è facile e continua a non esserlo, lo so. Spesso la voce che da quell'abisso emerge è dolorsa e fa paura.
Ma non dimentichiamoci che quell'abisso è molto spesso il regno delle idee al loro stato germinale/confusionale, destinate poi, una volta divenute consapevoli, a diventare grandi azioni.
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Vecchio 22-08-2006, 15.31.58   #3
edali
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Riferimento: Abisso dell'Essere

“Lasciate ogni speranza voi che entrate” ? Che cosa vuoi intendere con questo 3d?
L’abisso dell’essere sarebbe come un inventario vero e proprio del nostro essere? Saltarlo = intuisco come sono ma mi fa più comodo vedere le pagliuzze degli altri, così me la racconto che fossi migliore e continuo a vivere nell’illusione ?

Quindi caro Uno, tu proponi con questo 3d che possiamo provare di farci un inventario del proprio essere e di accettare (grrrrrrrrrr – sto scherzando) le critiche degli altri ovvero che gli altri fungano da specchi? Se è così, potrebbero uscire delle scintille.
Personalmente, a volte uno sguardo nel “mio” abisso lo do e a volte ci parlo pure di ciò che noto. Se guardo bene e se riesco a capire ciò che vedo dentro, mi viene più facile a comprendere gli altri, catalogandoli “umani”. Ancora non ho scoperto di essere un ricercatore spirituale, ma chi sa se non lo sia convinta sotto sotto sotto….

Ho fatto un minestrone?
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Vecchio 22-08-2006, 18.11.29   #4
Uno
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Riferimento: Abisso dell'Essere

Citazione:
Originalmente inviato da Vyvyan
E' incredibile quanto tu sia in grado di leggermi nel pensiero e, spesso, "dentro", in momenti specifici della mia giornata e proponendo tematiche di questo tipo.

Booh forse scrivo solo per te
No scrivo per qualcuno... anche per te

Citazione:
E chi dice di non averla, fa solo finta di non averla, chiude gli occhi sull'abisso, decide, sceglie di non guardare in basso e di guardare solo in alto.

Questo era il primo punto che volevo affrontare... ma sappiamo bene che guardando sempre verso l'alto... che poi non è proprio verso l'alto... hai presente quel modo che viene definito con la puzza sotto il naso... tutto il volto è rivolto verso l'alto ma gli occhi sono rivolti verso il basso con la compiacenza di chi si sente più bravo.... beh in questo modo la visuale è distorta e prima o poi si cade veramente nel baratro... la vita è una grande Maestra..
Invece se sono sotto, se ci arrivo sotto poi posso volgere lo sguardo (compreso degli occhi) verso l'alto senza paura di cadere, sono il ponte tra la Terra ed il Cielo o meglio il Sole.. sono ciò per cui sono strutturato adesso, a quel punto non mi interessa cosa e dove guardano gli altri... per una legge dell'Universo saranno loro a tentare di convincermi che sto sbagliando... la tentazione (non solo di stampo Cattolico) è sempre presente... anche non credere in questa è un'altra illusione.

Citazione:
Eppure, a mio parere, non si può fare un cammino di crescita prescindendo da quell'abisso e dalla conoscenza dello stesso. Io, personalmente, vedo il fine ultimo di questa mia vita nell'integrazione. Ecco, questa è la parola perfetta per me. Nell'integrazione quella "zona oscura" va guardata in faccia, affrontata (o fronteggiata) e poi sorpassata, dopo averla attraversata...
Un po' come il procedimento alchemico del "solve et coagula" degli elementi allo stato grezzo che vengono poi manipolati verso la forma del metallo prezioso; o, meglio, come il VITRIOL: Visita l'Interno (abisso) della (tua) Terra e, correggendola, troverai la pietra nascosta (la tua vera natura).
In fondo, è quell'abisso che ha costituito la molla, il "la" di molte mie esperienze interiori e non. Fin quando ho fatto finta che non ci fosse, continuavo a ingurgitare i miei stessi bocconi amari. Poi ho deciso di "buttare" fuori il rospo, guardarlo in faccia, riconoscerlo e iniziare a modificarlo. Nn è facile e continua a non esserlo, lo so. Spesso la voce che da quell'abisso emerge è dolorsa e fa paura.
Ma non dimentichiamoci che quell'abisso è molto spesso il regno delle idee al loro stato germinale/confusionale, destinate poi, una volta divenute consapevoli, a diventare grandi azioni.

Brava.. brava.. ti sei messa a nudo da sola quindi hai risparmiato almeno parte di ciò che avevo promesso
però... ho detto parte... sai che non si può modificare l'abisso? Si può accettarlo o meno... esserne consapevoli o meno... ma è talmente buio che non sai mai cosa esce fuori... anche l'Essere più Illuminato convive con questo... la differenza appunto è che sempre pronto come il gatto che sonnecchia ma se sente passare il topolino scatta... la tensione... altro bel tema... ma adesso ho allungato anche troppo, finisco di spogliarti un'altra volta (senza doppi sensi) o forse in altri 3D... o forse qua... se vuoi parliamo di come hai bisogno di vedere la paura e non solo sentirla...



Edali aspetta che arrivo
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Vecchio 22-08-2006, 19.01.32   #5
edali
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Riferimento: Abisso dell'Essere

sai che non si può modificare l'abisso? Si può accettarlo o meno... esserne consapevoli o meno...


ma è talmente buio che non sai mai cosa esce fuori... anche l'Essere più Illuminato convive con questo... la differenza appunto è che sempre pronto come il gatto che sonnecchia ma se sente passare il topolino scatta... la tensione... altro bel tema... ma adesso ho allungato anche troppo, finisco di spogliarti un'altra volta (senza doppi sensi) o forse in altri 3D... o forse qua... se vuoi parliamo di come hai bisogno di vedere la paura e non solo sentirla...



Edali aspetta che arrivo [/quote]

Già, non si può modificare! E modificarlo in funzione di quale modello? Se si diventa consapevoli di ciò che si è in quel determinato momento si allargano gli orizzonti, l’abisso non è poi così tanto pauroso, anzi.

Eheheh! Basta non essere ingenuo (per ingenuità intendo la purezza d’animo che mai immagina il “male”) e nel nostro abisso c’è di tutto per tutti i gusti.

Ti aspetto Godot

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Vecchio 22-08-2006, 19.31.29   #6
Vyvyan
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Citazione:
tutto il volto è rivolto verso l'alto ma gli occhi sono rivolti verso il basso

Mi piace moltissimo questa immagine! Giusto, non ci avevo pensato!

Citazione:
Invece se sono sotto, se ci arrivo sotto poi posso volgere lo sguardo (compreso degli occhi) verso l'alto senza paura di cadere, sono il ponte tra la Terra ed il Cielo o meglio il Sole.. sono ciò per cui sono strutturato adesso, a quel punto non mi interessa cosa e dove guardano gli altri... per una legge dell'Universo saranno loro a tentare di convincermi che sto sbagliando...

Sono d'accordissimo! Bellissima anche l'immagine di essere in basso senza paura di cadere, ma con lo sguardo rivolto verso l'alto, verso la zona di luce che ci appartiene. Un po' come essere sott'acqua con lo sguardo (dell'anima) al velo d'acqua che ci ricopre e a ciò che c'è fuori dalla superficie. La Vita (o Universo) insegna sempre quando sbagliamo, dipende anche qui dallo sguardo e da dove lo dirigiamo, se la lo guardiamo in faccia l'errore o lo sfuggiamo; facciamo finta che non ci sia. Quella coordinata si ripeterà sicuramente fin quando non avremo imparato a sciogliere il nodo. Quanto meno, questo è quello che ho notato avvenire nella mia vita. Ma qui ci sarebbe da aprire un 3d sulla sincronicità!

Citazione:
sai che non si può modificare l'abisso? Si può accettarlo o meno... esserne consapevoli o meno... ma è talmente buio che non sai mai cosa esce fuori...

Allora, in questo siamo d'accordo fino a un certo punto! Ti spiego la mia: secondo me l'abisso è una risorsa, un luogo, è energia; a seconda di come viene canalizzato ciò che ne emerge, ne vengono fuori cose "buone " e cose "meno buone" (scusa i termini riduttivi ma mi sfuggono al momento altri per rendere l'idea). Quindi, diciamo, non puoi modificare l'abisso in quanto contenitore di energia (ops, sto avendo un dejavu! ), ma puoi modificare ciò che esso "rigurgita" fuori. Ecco perchè parlavo di procedimento alchemico operante sul contenuto e non sul contenitore.
Ci si chiede: perché, un contenitore non si può modificare anch'esso? E qui vengo al punto su cui concordo con te. L'abisso come contenitore, a mio parere, non si può modificare non tanto perché è troppo buio (basterebbe farvi un po' di luce) ma perché esso stesso non è qualcosa di stanziale e stabile, bensì in continuo cambiamento: si rinnova mano mano che scorrono le ore, i secondi della nostra esistenza. Si nutre di vita e la vita si nutre di ciò che l'abisso contiene.

Citazione:
finisco di spogliarti un'altra volta
Citazione:
(senza doppi sensi)


Citazione:
come hai bisogno di vedere la paura e non solo sentirla...

Dipende dal tipo di paura, e dalla paura di cosa. In questo non sono tanto brava, per alcune cose sono molto paurosa. E' quella zona d'abisso che amo meno, quella che meno riesco a far emergere per accettarla e integrarla. Ho paura tremendamente di due cose:
- della cattiveria consapevole della gente (perché capisco ci siano anche forme di cattiveria in "reazione" e/o inconsapevoli, ma lì se ne può discutere)
- delle malattie
Le altre paure amo affrontarle, come un cavaliere (mica immagine carina per una donna, ma rende) che va incontro alle proprie paure e le affronta, traendone energia per sentirsi migliore. Vuoi ridere? Ricordo, quando ero piccolina, per esempio, avevo il terrore del dentista! Non sono andata dal dentista per un paio d'anni; poi, un giorno, da sola, mi sono accorta che vivevo con un grandissimo peso sul cuore: la paura di non riuscire a superare la paura del dentista (e la paura di avere tutti i denti in via d'estinzione ). Beh, ricordo che prenotai da sola l'appuntamento, presi il pullman (ero proprio piccolina) e ci andai da sola.
Ecco, questo è l'atteggiamento con cui vivo solitamente la paura. Mi ci fiondo sopra, ci vado incontro e, sarò matta, ma certe volte le cose di cui ho paura me le vado a cercare.
Sono certa che troverò l'equilibrio, un giorno, per smussare anche questo!
Ah sai... soffro di vertigini (siamo in tema di confidenze e... di abisso) ma c'è una frase di Jovanotti che trovo incantevole: "La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare". Mi ricorda un po' quella frase che diceva: "La paura della morte non è paura di morire, ma paura di vivere!".

PS Uno, e ma ora tocca a te raccontarti un pochetto!
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Vecchio 22-08-2006, 20.09.49   #7
angelo2
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credo che l'abbisso che ognuno ha in sè, sia come tutte le cose, un'illusione. Esso è esattamente come noi vogliamo che sia. Io una volta scrissi un racconto in cui descrissi che il mio abbisso era proprio dove non avrebbe dovuto essere. Per alcuni l'amore è una strada in pianura costeggiata da fiori, per me era semplicemente un baratro dove rischiavo di farmi del male ad ogni passo ed infine, solo uccidendo ciò che amavo di più capii cosa in realtà avessi distrutto e quanto era importante per me. Compresi che l'amore non è negoziabile, possiamo solo permettergli di penetrarci, non possiamo nemmeno regalarlo perchè non è nostro, non possiamo usarlo a mo' di merce di scambio come spessissimo avviene. Possiamo solo seminarlo e permettergli che cresca, e che attraverso di noi dia i suoi frutti. L'amore semplicemente - E' - indipendentemente da ciò che crediamo o desideriamo.
questo è il mio abbisso.
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Vecchio 22-08-2006, 21.10.42   #8
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“Lasciate ogni speranza voi che entrate” ? Che cosa vuoi intendere con questo 3d?
L’abisso dell’essere sarebbe come un inventario vero e proprio del nostro essere? Saltarlo = intuisco come sono ma mi fa più comodo vedere le pagliuzze degli altri, così me la racconto che fossi migliore e continuo a vivere nell’illusione ?

Quindi caro Uno, tu proponi con questo 3d che possiamo provare di farci un inventario del proprio essere e di accettare (grrrrrrrrrr – sto scherzando) le critiche degli altri ovvero che gli altri fungano da specchi? Se è così, potrebbero uscire delle scintille.
Personalmente, a volte uno sguardo nel “mio” abisso lo do e a volte ci parlo pure di ciò che noto. Se guardo bene e se riesco a capire ciò che vedo dentro, mi viene più facile a comprendere gli altri, catalogandoli “umani”. Ancora non ho scoperto di essere un ricercatore spirituale, ma chi sa se non lo sia convinta sotto sotto sotto….

Ho fatto un minestrone?

No no... non è possibile fare inventari e neanche modificare come detto sopra... e allora che ci facciamo con quest'ombra e con questo abisso?
Beh come sto privando a scrivere da alcuni post (e non solo in questo thread) la prima cosa è prenderne coscienza... ma sul serio... non credendo di averne presa coscienza e poi averne decretata l'illusione...
Ops ho introdotto una cosa nuova... chi è stato anzi stata per ora, abbastanza attento/a da vedere cosa?
L'ombra no? Eccoci qua... l'ombra è il prodotto dell'abisso... il bello è che l'abbiamo anche senza scendere realmente nell'abisso, ma solo se scendiamo ci rendiamo conto di questa compagna di viaggio... altro che illusione... e questa possiamo solo accorgerci che c'è... non possiamo fregarla.. al limite restarne fregati... o stare attenti da non farsi fregare...
Ok l'abisso e sua figlia sono una risorsa come ha scritto Vyvyan... è carburante.. senza di questo non potremmo vivere, la resistenza che attuiamo quando vediamo l'ombra in azione come una dinamo produce energia.. (non andando incontro alle paure però Vyvyan poi arrivo) possiamo saperla sfruttare per vivere o sprecarla perchè la consideriamo illusione e cercare di recuperarne da altri magari anche professandoci pieni di amore
No Edali non intendevo fare il gioco degli specchi... ho proposto io il gioco e quindi faccio da arbitro, le regole le ho messe all'inizio

Che differenza c'è tra un ombra in superficie ed una nell'abisso?
In teoria sembra che quella in superficie sia più visibile ma per uno strano gioco ottico che non so se riuscirei a spiegare... in superficie è più nascosta che quella sotto, siete d'accordo? Se no mi tocca fare nottata per spiegarvi come può essere

Edali... come la mettiamo con la tua paura di non esserci quando servi? Di non arrivare al momento giusto
Quella si che ti paralizzerebbe e ti farebbe vedere una minima parte quanto è terrorizzante l'abisso

Ragassuole stiamo parlando di un sacro terrore che paralizza... di quelli che per via naturale forse si prova poche volte nella vita... ma che sarebbe saggio (lo so che qualcuno chiamerà la neuro adesso) cercare volendo per fare almeno un'esperienza completa...
(sono stato buono )
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Vecchio 22-08-2006, 21.31.57   #9
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Allora, in questo siamo d'accordo fino a un certo punto! Ti spiego la mia: secondo me l'abisso è una risorsa, un luogo, è energia; a seconda di come viene canalizzato ciò che ne emerge, ne vengono fuori cose "buone " e cose "meno buone" (scusa i termini riduttivi ma mi sfuggono al momento altri per rendere l'idea). Quindi, diciamo, non puoi modificare l'abisso in quanto contenitore di energia (ops, sto avendo un dejavu! ), ma puoi modificare ciò che esso "rigurgita" fuori. Ecco perchè parlavo di procedimento alchemico operante sul contenuto e non sul contenitore.
Ci si chiede: perché, un contenitore non si può modificare anch'esso? E qui vengo al punto su cui concordo con te. L'abisso come contenitore, a mio parere, non si può modificare non tanto perché è troppo buio (basterebbe farvi un po' di luce) ma perché esso stesso non è qualcosa di stanziale e stabile, bensì in continuo cambiamento: si rinnova mano mano che scorrono le ore, i secondi della nostra esistenza. Si nutre di vita e la vita si nutre di ciò che l'abisso contiene.

Abbastanza... ma non puoi fare luce nell'abisso e neanche in ciò che ne viene fuori.. puoi solo fare un gioco tipo judo, biliardo o autoscontro... cioè vedere "la traiettoria" e agire di conseguenza... non tanto andandogli addosso in quel modo consumi la tua energia personale... ma "schivando" nel senso non mettendo la testa sotto la sabbia... stando sempre attenta a lascirti spingere se ti comoda la traiettoria... magari non subito, come una partita di scacchi dopo 10 mosse... certo ci vuole un bel addestramento per fare questo, oppure spendendo un minimo di energia per schivare sapendo che ne risparmierai... inoltre tenendo presente che questo gioco non si fa da soli

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Dipende dal tipo di paura, e dalla paura di cosa. In questo non sono tanto brava, per alcune cose sono molto paurosa. E' quella zona d'abisso che amo meno, quella che meno riesco a far emergere per accettarla e integrarla. Ho paura tremendamente di due cose:
- della cattiveria consapevole della gente (perché capisco ci siano anche forme di cattiveria in "reazione" e/o inconsapevoli, ma lì se ne può discutere)
- delle malattie
Le altre paure amo affrontarle, come un cavaliere (mica immagine carina per una donna, ma rende) che va incontro alle proprie paure e le affronta, traendone energia per sentirsi migliore. Vuoi ridere? Ricordo, quando ero piccolina, per esempio, avevo il terrore del dentista! Non sono andata dal dentista per un paio d'anni; poi, un giorno, da sola, mi sono accorta che vivevo con un grandissimo peso sul cuore: la paura di non riuscire a superare la paura del dentista (e la paura di avere tutti i denti in via d'estinzione ). Beh, ricordo che prenotai da sola l'appuntamento, presi il pullman (ero proprio piccolina) e ci andai da sola.
Ecco, questo è l'atteggiamento con cui vivo solitamente la paura. Mi ci fiondo sopra, ci vado incontro e, sarò matta, ma certe volte le cose di cui ho paura me le vado a cercare.
Sono certa che troverò l'equilibrio, un giorno, per smussare anche questo!
Ah sai... soffro di vertigini (siamo in tema di confidenze e... di abisso) ma c'è una frase di Jovanotti che trovo incantevole: "La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare". Mi ricorda un po' quella frase che diceva: "La paura della morte non è paura di morire, ma paura di vivere!".

Per vedere la paura non intendevo andargli incontro... intendevo viverla.. è una stupidaggine anche la teoria che affontare la paura ce la fa passare, ce la fa seppellire più a fondo... solo se la viviamo in pieno ne diveniamo padroni... non significa che non proveremo più quella paura, può essere oppure no, ma non perderemmo il controllo di fronte a lei... e ne sfrutteremo l'energia

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Uno, e ma ora tocca a te raccontarti un pochetto!

Le regole di questo thread le ho fatte io hahah
A parte gli scherzi... non c'è abbastanza di me in giro? Anche troppo... se non fosse perchè mi serve per esprimere qualcosa che di importante (quindi non la mia persona) probabilmente non avrei iniziato neanche a scrivere...

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Vecchio 22-08-2006, 23.32.27   #10
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un pezzo d'abisso

Sto peccando sistematicamente. Leggo in fretta e mi lascio guidare dalle mie sensazioni. E qua è un esempio. Non avevo capito esattamente la nozione d’abisso dell’essere (mmm solo vagamente) Mi metto al nudo dicendo che sono ignorante nella materia, e non solo in questa, e nello stesso tempo questo mettermi al nudo diventa come uno scudo = sono così e basta (in gergo infantile si potrebbe dire mhbe ?). Sì, è comodo mettere le mani davanti dicendo “questa sono io”! E cosa si dovrebbe fare caro Uno ? Un tuffo nell’abisso dell’essere mi sa se non erro, è una cosa molto seria che comunque andrebbe fatta con una guida. Dico ciò per sentito dire. Un viaggio nella piramide di Cheope?
Quel sacro terrore sarà come quel desiderio di abbassare le serrande in pieno giorno perché la luce ti fa male e ti macina tutto dentro, passato, presente e futuro? Momenti in cui vorresti non essere?
Non lo so. Sinceramente non lo so.

Ci sono delle persone qua nel forum che hanno fatto i loro cammini, che hanno compreso e comprendono molto e mi sono sempre domandata da dove è scaturita questa necessità del cammino, della ricerca spirituale instancabile e guardami dando una risposta alla mia ignoranza: sono pigra. Come se avessi paura di far funzionare troppo il cervello. Un po’ di qua, un po’ di là ed ecco la superficialità!
Non avevo mai pensato che dimostrarsi amorevoli si rischia di sembrare “vampiri energetici” tanto veicolato in questo forum in certi tempi ed in altre sezioni, tanto per dare marchi e bolli. Può essere che dietro all’amorevole ci sia una grande ipocrisia che viene dall’abisso (l’ombra di sotto che si nota meglio sopra – io personalmente dico ciò che si legge tra le righe), ma dietro all’ipocrisia che cosa sarà mai? Sono solo le pagliuzze che gli altri le abbiano notato e non una volta me lo abbiano fatto notare. Non dico che è stata una cosa piacevole per me. Ma io chi sono?
Non ho mai avuto la forza di lottare con gli altri, prima trovando la scusa della non padronanza perfetta della lingua, poi rendendomi conto che attaccando rischiavo di essere attaccata e non me la sentivo di sentire tutto tutto, tutta la “nuda” verità sul mio essere. E quale sarebbe la nuda verità?

Quando qualcuno ti dice “verme schifoso”, “vampiro energetico”, “non hai capito come ci si deve comportare” magari perché non stai usando le stesse armi ( secondo me perché non sei stato educato con lo stesso stampo) ecc ti passa la voglia di andare ad indagare l’abisso. Te lo fanno vedere gli altri. E perché si deve lottare? E perché si deve essere sempre in competizione?
Sul prendere l’energia dagli altri ho comunque i miei dubbi. E comunque ho iniziato a non cercare più le persone. Sto bene così. Solo per non danneggiare.
Mi succede di sentirmi pure io fiacca dalla presenza degli altri e se questa è vero per me dovrebbe essere vero pure per loro. E qua che mi sono sentita dire quelle cose sopra citate. Ha ragione chi parla per primo?

Le ombre che s'incontrano.
edali is offline  

 



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