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Cristianesimo esoterico

Tradotto per Riflessioni.it da Paola M.

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Pag.1 - La tradizione esoterica

         - L’allontanamento dall’insegnamento originario di Gesù

Pag.2 - Il concetto di Cristo

         - Il trionfo dello pseudo-Cristianesimo

Pag.3 - L’eresia di Nicea e il Canone

         - La Metanoia e la rinascita

Pag.4 - Iniziazione ai Misteri Supremi

         - Il battesimo spirituale

 

 

Iniziazione ai Misteri Supremi

 

Gli scritti dei primi maestri Cristiani come Paolo, Clemente di Alessandria, Origene e Valentino, dimostrano inequivocabilmente la presenza di un contenuto esoterico negli insegnamenti di Gesù. Inoltre, essi testimoniano che solo poche persone erano considerate idonee a essere iniziate ai Misteri Supremi – ciò a cui si riferiva Paolo quando parlava di resurrezione nel corpo di Cristo.

 

I seguaci più puri degli insegnamenti di Gesù compresero benissimo che la separazione tra messaggio essoterico-pubblico e messaggio esoterico-segreto era la stessa di quella presente in altri sistemi religiosi e filosofici. Questo è lampante nel libro di Origene, Origene contro Celso.

 

“Che esistano delle dottrine, sconosciute alla maggior parte delle persone e rivelate solo in seguito a quelle essoteriche, non è una peculiarità esclusiva del Cristianesimo, ma anche di alcuni sistemi filosofici nei quali certe verità sono essoteriche ed altre esoteriche. Alcuni dei seguaci di Pitagora comprendevano benissimo il suo ipse dixit; mentre altri venivano iniziati a segreti e a conoscenze che non erano adatte a essere comunicate ai profani o a orecchie impreparate. Inoltre, tutti i Misteri che sono celebrati ovunque nei territori greci e nelle campagne dei Barbari, sebbene tenuti in gran segreto, non gettano discredito su quei popoli, per cui è invano che Celso si sforzi di calunniare le dottrine segrete del Cristianesimo solo perché non ne comprende correttamente la sua natura.”

 

Gli insegnamenti esoterici che Gesù comunicò a pochi scelti non furono scritti, ma insegnati oralmente a coloro che egli ritenne degni di riceverli. Questi stessi formarono piccole comunità legate tra loro dal contatto col corpo centrale.

 

Per i membri ordinari della fede cristiana si pensò fossero idonei e applicabili gli insegnamenti essoterici (pubblici). Al rango di iniziato poteva giungere invece colui che non solo aveva vissuto un’esistenza esemplare, ma che aveva studiato le diverse branche della conoscenza umana. L’iniziato finiva così per essere un filosofo – un ricercatore della saggezza – in termini platonici.

 

“Coloro che si considerano già esperti perché dotati direttamente dalla Natura, non hanno brama di conoscere né la filosofia né la logica; né desiderano apprendere le scienze naturali. Essi pretendono dai loro simili una fede nuda e cruda… Per questo io considero saggio solo colui che cerca di scoprire la verità in ogni cosa e, raccogliendo ciò che è utile alla conoscenza sia dalla geometria che dalla musica, dalla grammatica e dalla stessa filosofia, protegge la fede dagli assalti. Se si vuole partecipare al potere di Dio, bisogna saper trattare tematiche intellettuali come la filosofia”.  (Clemente di Alessandria, Stomata)

 

L’iniziato deve essere messo alla prova per vedere se il suo interesse verso il Mondo Supremo è puro o meno. È possibile che qualcuno trovi queste idee vuote e inutili. Questo è il motivo per cui gli insegnamenti sono riservati solamente a coloro che sono in grado di accettare i rigori di una vita spirituale. Se così non fosse, essi sarebbero privati di ciò che dà loro felicità e che li rende sicuri, senza che ricevano nulla in cambio. Ecco perché è necessario che una persona modifichi il suo intero modo di pensare e di agire, prima di essere iniziata a misteri più profondi che riguardano la morte e la rinascita. L’atteggiamento con cui ci avviciniamo a un insegnamento determina sicuramente ciò che ne riceveremo e ciò che, di esso, saremo in grado di capire.

 

“Lascia che un essere divino ti si avvicini. Potrebbe non succedere nulla o potrebbe succedere di tutto. Non succederà nulla se vivrai l’incontro in quello stato d’animo con cui approcci alle cose di ogni giorno. Succederà di tutto se sarai preparato e in sintonia con lui. Non importa la materia di cui esso è fatto; quello che conta è se l’incontro con lui ti ha lasciato immutato o ha fatto di te un uomo diverso. Ma questo dipende solo da te. Tu devi sempre esercitare ed educare le tue forze interiori, cosicché in te venga arso e liberato ciò che il divino è in grado di evocare. Ciò che ti verrà dato da questo incontro dipende esclusivamente dalla tua preparazione a riceverlo.” (Rudolph Steiner, Christianity as Mystical Fact)

 

Per definizione, solo coloro che l’hanno già esperita conoscono cosa è necessario al processo di iniziazione. Inoltre, ciò che essi sanno deve restare nascosto.  In un articolo come questo possiamo discutere esclusivamente delle caratteristiche generiche che definiscono un’iniziazione, perché il processo effettivo può aver luogo solo ed esclusivamente attraverso un maestro e con un iniziato che viene messo alla prova.

“La segretezza che ammanta tale scienza è dovuta all’impreparazione mentale e morale di coloro che si accontentano di vivere una vita normale. I dettagli del processo di rigenerazione, protetti dal glifo e dal simbolo, dai memoriali criptati e dalle allegorie, non potevano essere resi pubblici un tempo, né lo possono ora… e perché? Perché, a parte il carattere di privatezza che è legata di per sé alla santità, essa comporta rischi personali e generali; espone ai recessi e alle proprietà del corpo umano più reconditi, mettendo a nudo le fragili radici della vita fisica e di quella psichica; mette inoltre in contatto con forze magnetiche dal potere straordinario. Questo potere deriva dalla conoscenza di ciò che solitamente proteggiamo e salvaguardiamo dalla grossolanità dei nostri sensi corporei e dalle loro limitazioni, i quali prevarranno fino a quando non saremo pronti a operare indipendentemente da loro”. (M. A. Atwood, Hermetic Philosophy and Alchemy)

 

Il rito dell’iniziazione, nel Cristianesimo Esoterico, consisteva nel mettere l’aspirante iniziato a conoscenza dell’esistenza di certi “misteri” e nell’indurre in lui uno stato di coscienza superiore.

 

Origene descrive questo procedimento come un “iniziare colui che si è già purificato ai sacri Misteri”. “A colui che il cuore ha purificato: Lui, la cui anima per lungo tempo non ha conosciuto alcun male, da quando si è rivelato per guarire il Mondo, permette che tale persona conosca le dottrine che erano state raccontate, in privato, da Gesù ai suoi discepoli più puri”.

 

Soltanto una piccola minoranza di adepti accede a una conoscenza operativa della scienza della rigenerazione spirituale (10). Nel processo di iniziazione, un operatore esperto e preparato induce uno stato di coscienza superiore nell’iniziando e lo attiva in modo tale che possa operare velocemente. L’aspirante iniziato è posto nella condizione psichica di una persona che si trova in punto di morte, la sua coscienza viene chiusa a tutto ciò che è esterno, limitata e focalizzata sui contenuti interiori della sua mente che egli è destinato a esplorare e a contemplare.

 

 

Il battesimo spirituale

 

Alcune fonti straordinarie affermerebbero che Gesù praticava un “battesimo” spirituale su alcuni aspiranti scelti. Nel vangelo di Marco (cap. 14) ci imbattiamo in uno strano passaggio che descrive cosa accadde nel giardino di Gethsemene quando, mentre Gesù pregava, fu arrestato dagli scribi. “Tutti allora abbandonando Gesù fuggirono via. Un giovinetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo”.

 

Per dare un senso a questo singolare passaggio, dobbiamo ricorrere alle ricerche di uno studioso delle Sacre Scritture, di nome Morton Smith. Nel 1958 Smith, che allora era uno giovane specializzando in teologia alla Columbia University, fu invitato a catalogare un manoscritto che era in possesso della biblioteca del monastero di Mar Saba, collocata 12 miglia a sud di Gerusalemme. Smith rinvenne la copia di una lettera scritta da Clemente di Alessandria. Nella lettera, Clemente non menziona il vangelo canonico di Marco, a noi familiare, ma uno differente, segreto, che Marco avrebbe scritto ad Alessandria. Clemente afferma che, dopo la morte di Pietro, Marco portò il suo vangelo originale ad Alessandria e ne scrisse uno “più spirituale, destinato a coloro che aspirano a divenire perfetti”. Clemente narra che questo testo era tenuto presso la chiesa di Alessandria per essere utilizzato esclusivamente ai fini dell’iniziazione ai “grandi misteri”, poiché era in grado di guidare direttamente nel santuario segreto della verità nascosta”.

 

Clemente cita dal Vangelo Segreto di Marco la parabola di un giovane che, come Lazzaro, fu risvegliato da Gesù dalla morte e che successivamente giunse a Gesù indossando “un lenzuolo di lino che avvolgeva il suo corpo nudo”. Cita poi un altro passaggio del Vangelo Segreto di Marco in cui c’è scritto che Gesù trascorse l’intera notte insegnando al giovane “il mistero del regno di Dio”.

 

Morton Smith impiegò circa dieci anni per analizzare il Vangelo Segreto di Marco e, alla fine, giunse a questa conclusione che è inerente lo speciale rito di immersione psichica in un nuovo regno dell’essere:

“Gesù aveva il potere di ammettere i suoi seguaci al regno di Dio, e poteva farlo in un modo molto speciale, così che essi vi potessero entrare non solo per aspettativa, per virtù, per fede o per obbedienza, o altre qualità, ma in modo concreto ed effettivo.” Morton Smith, Il Vangelo segreto

 

Risulta chiaro, quindi, che Gesù – e i suoi seguaci più sinceri – praticassero un rito di iniziazione battesimale nel quale “immergevano” gli aspiranti iniziati in un nuovo regno di Coscienza Superiore. Attraverso l’iniziazione, i neofiti ottenevano una consapevolezza interiore del Mondo Supremo – il loro Vero Sé.

 

Le immagini che emergevano in quell’esperienza spirituale divenivano sempre più reali. Gli iniziati, così, iniziavano a comprendere che ciò che i loro sensi vedevano, ascoltavano e toccavano appartiene a un ordine della realtà inferiore e impermanente. Sapevano che non potevano dimostrare ciò che sentivano; potevano solo raccontare ad altri ciò che avevano esperito. Erano però consapevoli del fatto che, quando raccontavano le loro esperienze ad altri, passavano per persone che parlano delle percezioni di un mondo rispetto al quale la maggior parte della gente è cieca.

 

Pensate a come potrebbe essere avere una conversazione con un embrione. Voi direste: “Il mondo esterno è grande e complesso. Ci sono campi di frumento e vallate e frutteti in fiore. Di notte ci sono milioni di galassie e, alla luce del sole, la bellissima scena di amici che danzano allegramente a un matrimonio”. Se poi chiedeste all’embrione perché è confinato al buio, con gli occhi chiusi… la risposta sarebbe:

 

“Non c’è nessun ‘altro mondo’,

io conosco solo ciò che esperisco;

tu devi avere delle allucinazioni”.

 

                                                 Jalaluddin Rumi

 

 

È solo dopo aver iniziato la ricerca di uno stato di reintegrazione che un individuo riesce a discernere le parti originarie del Nuovo Testamento e di altri esempi di letteratura spirituale. Essa rende possibile discernere tra ciò che è reale e ciò che è stato aggiunto. L’aspirante iniziato comprende così che solo ciò che gli parla di morte del Sé con conseguente rinascita è genuino.

 

L’iniziato comincia ad avvertire una nuova forza che è il suo vero spirito.

 

In lui è entrato un nuovo essere che sarà attivo per il resto della sua vita. Forze in lui assopite vengono risvegliate; egli inizia a esperire l’ispirazione che deriva da una Fonte Superiore e sente la necessità di agire in modo tale da condividere questa esperienza nella vita di altri. È avvenuta una trasformazione spirituale – la rinascita – che porta con sé un cambiamento di quella zona interiore aperta all’“intuizione”, la voce del “maestro interiore”.

 

La Tradizione Perenne è viva in tutte le sue rappresentazioni – il Cristianesimo esoterico come altre. Gli insegnamenti e le pratiche esoteriche, che erano utilizzate da Gesù e dai suoi seguaci, sono praticati tutt’oggi – ma i maestri Perennialisti agiscono attraverso modalità che non sono facilmente riconoscibili da coloro che “hanno occhi per vedere ma non vedono”.

 

”Insegui l’annichilimento e venera il cambiamento. Tu hai già assistito a centinaia di resurrezioni verificatesi in ogni momento della tua vita: dalla tua origine a oggi, dallo stato d’ignoranza a quello vegetativo, da quello vegetativo allo stato animale e, di nuovo, alla razionalità e al buon discernimento. Per questo tu risorgerai di nuovo, da questo universo di senso e di forma”. Rumi

 

Norman D. Livergood
Fonte: www.hermes-press.com

 

 

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NOTE

(10) Vd. Cap. XXI in The Perennial Tradition, in “Regeneration Into a Higher Consciousness”.

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