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Le sue mani sulle mie

di Amedeo

 

Era un luccichio lieve,
come quello delle lucciole brillanti che di notte, tra le ombre e il verde delle foglioline di prato decoravano di magia ogni frammento del creato.
Quella rilucentezza era la mia pace, almeno in quel momento, fino a quando il bagliore si fece riconoscere con le sue guance rosate e una bocca piccola pronta a parlarmi.
Un bimbo.
Un bimbo dagli occhi dolci,
sguardo sincero e con mani che afferravano il vento, nella sua armonia i suoi passi frenetici erano impegnati in qualche gioco divertente.
Come ogni cosa insolita che spaventa l'animo, il piccolo turbò la mia quiete e sorridendomi mi mostrò tutte le sue avventure, in pochi minuti tantissime scene, ai suoi occhi ogni piccolo scintillio folgorava la sua essenza di piacere infinito, era pieno di ambizioni e gestiva la sua tenerezza nel modo piùcaloroso possibile, guardandolo tutta la mia persona si liberò dalle angosce e l'uomo che apparivo ricordò l'infanzia dimenticata.
C'era tanta differenza tra lui e me.
Sfiorava un fiore e gioiva nell'accarezzarlo, e un po' mi rattristai notando che di quel fiore io non ne avevo notato nemmeno il calore.
Mi invitò a giocare ma rifiutai perché ero troppo impegnato ad affrontare le mie paure, parlò con la luna raccontandole i segreti più nascosti e io invece mi preoccupavo solo del buio circostante.
Era ciò che anche io sono stato, era simile alla libertà poiché non conosceva confini, piuttosto nei suoi limiti apprezzava le piccole bellezze. Era più forte di me poiché era semplice, la sua semplicità era la sua arma e qualsiasi ostacolo diventava il suo gioco.
La sua figura era piena di inebrianti essenze e pian piano io inalavo tutto ciò che di puro poteva donarmi e potetti anche io sorridere.
Riuscii ad abbracciare quell'anima diafana solo quando anche io iniziai a giocare, solo quando cantai alla luna, solo quando le sue mani sulle mie guidarono la mia superbia a sfiorare i fiori e a scoprire che davvero davano gioia.
"Bisogna essere anche bambini per accorgersi di quanta vita c'e'".
Il mio sussurrare attirò la sua attenzione ed egli emozionato spalancò gli occhi e gridò ridendo:
"Finalmente posso dirti che sono il bambino che c'e' in te"

 

AMEDEO

 

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