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La morale e le norme di comportamento

Cerchio di Firenze 77

da: "Oltre l'illusione. Dalle apparenze alla realtà" Ed. Mediterranee
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In altre parole, per evolvere è necessario conoscere la mèta che si deve raggiungere? A questa domanda risponderò in un'altra occasione, sempre che vi sia qualcuno che fra tanti bei discorsi ed interessanti dei viventi, preferisca venire ad ascoltare le parole di un trapassato. Ma credo di sì, perché in fondo siete degli idealisti che vivono fuori del tempo e della concretezza. Nel vostro oggi, nel vostro mondo dove tutto è politicizzato, non c'è spazio per voi: a chi vi appoggiate? La destra non ha peso, non è ascoltata; il centro ha una sua religione da difendere, la sinistra è ufficialmente atea. Come pensate di essere ascoltati? E' una prospettiva alquanto sconfortante, dovete ammetterlo. Mi si obietterà che la scienza e la concezione del vivere di oggi, tutto insomma conduce l'uomo alla massima concretezza, razionalità e tradizionalità, eppure mai come oggi l'uomo si è sentito così attratto dal misterioso e dall'irrazionale. E' vero, dovete convenirne con me. L'interesse generale impedisce all'intelligenza dei tempi di porre una bella pietra tombale su quella che è la più deleteria di tutte le pazzie che abbiano afflitto l'umanità: l'occultismo. Ma voi che cosa avete da dare agli uomini, cari fratelli? Predire la loro buona ventura, scioglierli dalla loro mala sorte, uccidere i loro nemici? - perché questo, per l'uomo, è l'occultismo.
Vi guardo, fratelli, ed in voi vedo altri uomini, fuori da qui, preda dei sottili inganni della mente: far soffrire. Altri che soffrono, altri ancora - pochi invero - che hanno superato il dolore abbandonandosi alla ricerca del piacere. Parlo a quelli e dico: voi che vi siete liberati dai ceppi a cui il terrore della dannazione eterna e della sanzione temporale avvince, voi che credete che tutto sia lecito al più forte e perciò cercate di accaparrare quanto più potere vi è possibile, ascoltatemi. Parlo seguendo la vostra logica che è quella di valutare ciò che dovete fare per vedere se vi conviene; soffocando le giuste istanze di chi è uomo come voi e perciò ha gli stessi vostri diritti, uccidendo chi contrasta i vostri interessi, avversando chi segue l'inevitabile e irrefrenabile moto di rinnovamento del mondo, che cosa credete di comperare? La vostra immortalità? Bene che vi vada, riuscirete a mantenere i vostri privilegi per la durata della vostra vita, che nessuno sa quanto breve sarà e che certo voi non avete il potere di prolungare. Voi non credete alla sopravvivenza dell'essere alla morte del corpo: io vi credo. Ma se per caso avessi ragione io, non vi chiedo che sarà di voi fra poco, dopo la vostra morte, ma vi invito a riflettere a quante lacrime dovrete versare prima d'imparare a non fare ciò che fate.
E parlo anche a quelli che si scandalizzano nel vedere prevalere la corruzione sulla rettitudine, il vizio sulla virtù, la facile menzogna sulla scomoda verità. Voi che vedete trionfare chi fa tutto quanto sapete non doversi fare, ascoltatemi: se è il timore che v'impedisce di imitare chi dite vi scandalizza, allora non temete, agite pure, date libero sfogo ai vostri desideri di conquista; finalmente imparerete il valore di ciò che sapete. Certo conoscerete lotte, affanni, amarezze; oh! farete soffrire e crepare d'invidia chi invidia come voi, ma sarete temuti e riveriti. Vi potrete permettere un bel funerale di lusso e forse anche un monumento alla memoria. Vi pare poco? Se invece siete convinti della validità delle vostre opinioni, allora di che v'impicciate? Vivete secondo ciò che "sentite" e tanto vi basti. Siete ricchi di ciò di cui gli altri sono poveri e che non possono comprare.
Infine a voi che sopportate il peso della vostra esistenza modesta, nell'ombra e nell'altrui indifferenza, che fate il vostro dovere anche quando nessuno ve lo impone, che siete paghi di ciò che avete, comprendendo che una sola cosa è necessaria; che siete gli ultimi fra gli uomini non perché siete timorosi o incapaci, ma perché avete compreso che nessuna ricchezza, nessuna notorietà, nessun potere valgono ciò che sta al di là di essi, io dico: un sottile velo separa la vostra consapevolezza dalla mia Realtà.
Caduto quello, queste mie parole di speranza saranno la vostra vivida certezza, e ciò è più di ogni ricompensa."

 

   Kempis, 1984

testo inviato da Edali

 

Libri
Oltre l'illusione. Dalle apparenze alla realtà.
Cerchio di Firenze 77 - Ed. Mediterranee

 

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