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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 12-11-2003, 13.04.57   #1
bomber
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Messaggi: 4,154
attaco all italia

e successo oggi ,il contingente italiano in italia e stato attacato da un kamikaze inracheno e ha provocato 12 morti italiani ,io questo momento mi chiedo se sia il caso di rimanere ancora in irak o tornarsene a casa....
per quanto mi riguarda io non avrei neppure mandato un mezzo uomo la ,ma adesso ancora di piu farei una bella ritirata .....
voi cosa ne pensate???

Ultima modifica di bomber : 12-11-2003 alle ore 13.08.18.
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Vecchio 12-11-2003, 13.57.24   #2
Marco_532
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Ho dato il mio voto, anche se le opzioni di scelta mi sembrano alquanto ridotte..............ho scelto di tornare a casa, ma non di essere passivo a tutto ciò..........la guerra è l'unico mezzo utilizzato per affronatare il problema..... si sono sperimentate altre cose?.........non possono esistere mezzi non conusciuti, per cause di convenienza immediata?.......credo di si, il problema è prendere coscenza....ma soprattutto chi ha il potere di far cercare quel mezzo e quelli che possono utilizzarlo, devono prenderne coscenza.........io che ne parlo ho iniziato a fare la mia patre e voi?....restate passivi?

Ciao.
Marco_532 is offline  
Vecchio 12-11-2003, 14.38.18   #3
Rositas
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Messaggi: 47
Ho scelto tornare a casa..ma sono d'accordo con Marco perchè

tornare a casa non significa rimanere indifferenti a tutto quello

che succede, anzi..
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Vecchio 12-11-2003, 17.16.06   #4
dawoR(k)
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Messaggi: 876
Thumbs up bomber

ottimo sondaggio
ed io comunque
la penso come te ;
a stare lì
si finirà col pagare
un tributo di sangue altissimo
da parte di ragazzi-soldati
senza alcuna colpa
(ci vadano i politici!!!)
e poi non ne vedo la ragione
al di là
di un penoso servilismo pro-Bush

wahankh (A Casa !!!)
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Vecchio 12-11-2003, 17.31.28   #5
Mary
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Messaggi: 2,624
Quel tornare a casa non vuol dire infischiarsene di quel che avviene nel mondo. Ma fare da servitori agli americani non mi sembra il caso.
Non è una strana casualità che l'energia elettrica sia mancata prima in America, poi in Inghilterra e poi da noi? Così come gli attentanti gravi sono iniziati verso gli americani, poi gli inglesi ed adesso a noi? se è casuale resta, comunque, ben strano.

Gli interessi americani in Iraq non sono i terroristi ma il petrolio. E non ci vuole un cervellone per comprenderlo.
Gli americani ora vogliono mollare e affidare la patata bollente ad altri.
La guerra in Iraq rischia di diventare il peggiore dei Vietnam.
Da una simile guerriglia non vi è speranza di vittoria.

Mandare i nostri soldati a morire fuori dall'Italia senza che abbiano mai sparato un colpo mi sembra ingiusto.
Se la Croce Rossa ha tolto le tende forse è il caso di rivedere la nostra politica estera.

Se i mussulmani minacciassero le nostre vite io stessa scenderei in campo a combattere. Io sono pacifista, ma difendersi è un dovere.

Ma in Iraq i nostri soldati non possono imporre una pace ed una libertà che i cittadini non vogliono.

Considero quei carabinieri e quei soldati caduti miei figli.
Il dolore delle loro famiglie non è estraneo al mio cuore.

Mary
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Vecchio 12-11-2003, 21.02.14   #6
bomber
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Data registrazione: 27-09-2003
Messaggi: 4,154
Citazione:
Messaggio originale inviato da Marco_532
Ho dato il mio voto, anche se le opzioni di scelta mi sembrano alquanto ridotte..............ho scelto di tornare a casa, ma non di essere passivo a tutto ciò..........la guerra è l'unico mezzo utilizzato per affronatare il problema..... si sono sperimentate altre cose?.........non possono esistere mezzi non conusciuti, per cause di convenienza immediata?.......credo di si, il problema è prendere coscenza....ma soprattutto chi ha il potere di far cercare quel mezzo e quelli che possono utilizzarlo, devono prenderne coscenza.........io che ne parlo ho iniziato a fare la mia patre e voi?....restate passivi?

Ciao.



emh ho messo solo quello che in effetti mi veniva in mente in quel momento ma alla fine penso di aver messo le opzioni piu comuni ,cmq si in effetti ci possono essere delle altre soluzioni ...
bomber is offline  
Vecchio 12-11-2003, 21.13.49   #7
bomber
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Messaggi: 4,154
vediamo
partiamo dal inizio
perche siamo li ??
beh direi che il vero motivo e che dobbiamo compiacere gli americani
perche gli americani sono li ??
beh non sara perche l irak e una delle nazioni con piu petrolio al mondo e che negli ultimi anni non e stato utilizato come in altri paesi colpa embrago ???
siamo li per il vile petrolio e non per il terrorrismo ne tanto meno per gli irakeni
si puo costruire una democrazia in irak ????
secondo me si ma non certo con l uso delle armi , la democrazia è un processo lento e faticoso che viene fatto dal popolo se imposto con la forza diventa una situazione di malcontento per cui spesso causera della violenza
per quanto se ne parli male di saddam da quando e caduto il regime badgag e diventata in pochi mesi una delle citta piu pericolose del mondo ,quando prima era abbastanza sicura (o per lo meno se non si pensava di contrastare il regime )




un motivo ancora piu importante perche gli ameicani e tutti gli alleati se ne devono andare???
beh penso che dopo la prima guerra del golfo dove miliai di civili irakeni sono stati prima illusi e poi lasciati soli d avanti al dittatore la dice lunga su quanto possono essere amati o meno americani ed alleati vari
mettetevi nella situazione di un giovane irakeno che ha perso i genitori perche si sono ribellati a saddam nella prima guerra quando sono prima stati incoraggiati dagli americani e poi abbandonati ,sicuramente questo giovana odiera saddam ma forse molto di piu gli alleati ....
bomber is offline  
Vecchio 12-11-2003, 23.32.38   #8
Marco_532
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Vero il fatto che ci sia petrolio in abbondanza, ma anche se questo fosse stato il fine degli americani, prima di intraprendere una qualsiasi azione, hanno dovuto trovare motivi validi per il paese, e quindi più o meno morali.

Personalmente non ritengo gli americani un popolo assetato solo dei soldi, credo che siano uguali a tutti gli altri....si è presentata l'occasione per fare soldi o per aver un vantaggio economico, l'hanno sfruttata con fini di tentare di aiutare....
Sicuramente questi aiuti, sono stati limitati dall'idea dei soldi, non si è in grado di concentrarsi su due cose contemporaneamente.....
Purtroppo, questa ideologia legata al denaro è parte della società modera.

Comunque siano andate le cose, sia se si aveva l'intenzione del petrolio, sia per altro, il metodo usato è quello della guerra....quindi credo che sia inutile chiedersi il perchè siamo e sono la; credo che sia molto più importante tentare di agire diversamente.
Ma si può? Contro un fucile cosa si può fare?
Contro un carro armato cosa si può fare?
Soprattutto è importante chiedersi perchè i guerriglieri usano le armi, quali sono i loro fini...e poi questi fini sono condivisi dai civili o sono dettati dalla dittatura?
Come fare per salvare i civili dalla dittatura che si difende con le armi?
Questo è il grande problema, non si trova soluzione alternativa, se non il non intervento.
Ma è giusto il non intervento?
E tutti quei civili vittime della dittatura?
Quei bambini ignari del loro destino e di quanto ci sia di bello nel mondo?
Credo che in fondo ognuno di noi abbia pensato e desiderato aiutare quelle povere vittieme, ma abbiamo trovato un modo alternativo?....credo di no.
Sicuramente però si può fare di meglio per andare in contro ai civili, evitando stragi di guerra....
Ma la domanda che mi assilla è :"con tutta la tecnologia degli americani, è possibile non indirizzare un qualsiasi tipo di attacco mirato?....per esempio, Bin Laden?...dov'è?....è impossibile trovarlo?
E poi....e poi...e poi..., butto li anche un'altro problema....come combattere il terrorismo?....
Marco_532 is offline  
Vecchio 13-11-2003, 01.00.51   #9
leibnicht
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Data registrazione: 06-09-2003
Messaggi: 486
Forse si sa come la penso...

So di essere , come al solito, fuori dal coro, ma ci sono abituato.
Da un quarto di secolo e più non riesco a fare a meno di esserlo, tanto che mi sono chiesto più volte per che diavolo di ragione mi sono trovato a nascere e ad essere cresciuto in questa strana comunità nazionale, nella quale mi sento, tuttora, poco più che un estraneo.
Eppure ho l'orgoglio, intimo, profondo, di appartenervi.
Le affermazioni che avevo fatto, parlando di crocifissi, spiritualità, etc., etc., come vedete, si ribadiscono, tragicamente, sulla nostra pelle e, siatene certi, non sono che il principio.
Quello che dispero possa essere capito è questo: ciò cui oggi abbiamo tutti assistito non è l'effetto del nostro essere in Irak, ma la causa.
Il macello che ora sparge il nostro sangue non è la conseguenza del nostro partecipare a questa missione, ma la premessa razionale del nostro esserci resi disponibili ad essa.
Ciò che ora accade a migliaia di chilometri dai nostri confini, domani accadrà comunque nelle nostre città, perchè questa è la messe che raccoglie il seme di quella diabolica, fanatica superstizione che sta nel cosiddetto islam.
Gli Stati Uniti che, nella nostra demenziale presunzione, avrebbero condotto una guerra di occupazione per irrazionali motivi di lucro, stanno facendo, ingenuamente e, forse, grossolanamente, ciò che da un secolo vanno ripetendo sullo scenario mondiale: intervengono contro il fanatismo, il radicalismo mitomane, le ideologie inumane che pretendono di educare l'Uomo a ciò che è bene e ciò che è male.
Quanto a noi, europei, come sempre, da un secolo, ripetiamo la nostra ipocrita volontà di ascolto, i nostri sottili "distinguo", impegnamo nell'opera furbesca di accomodare al meglio le nostre fiacche coscienze malate la volontà di comprendere ogni più crudele e violenta prova di forza, ogni più efferato crimine.
Ed i maestri di quest'arte siamo noi italiani: ce l'abbiamo nel genoma se persino tra questi interventi, in un momento in cui anche la più debole dignità dovrebbe farci tener ben dritta la schiena, predomina l'abitudine nazionale alla defezione vigliacca.
Certo, la vita è un bene prezioso, ma è il più prezioso solo quando perderla è insensato.
Capisco che questi mostri macellai riescono ad inorridirci, ad atterrire i nostri sensi: eppure, se riusciamo a riconoscere un valore ed un senso a quelle diciotto morti, forse possiamo renderle persino più preziose delle vite che esse hanno spezzato.
E' un dovere che io personalmente avverto, insieme con un sentimento profondo di odio e di orgoglio ferito.
leibnicht is offline  
Vecchio 13-11-2003, 01.29.41   #10
dawoR(k)
Utente bannato
 
Data registrazione: 15-05-2003
Messaggi: 876
Thumbs down fuori dal coro ?

direi il contrario :
tu la pensi
esattamente come bush,blair
e se non dubitassi fortemente
della sua capacità di pensare
aggiungerei pure berlusconi

attaccare l'irak
non aveva alcun senso prima
non ce l'ha adesso
e non l'avrà mai

ma quali armi chimiche ?
ma quale terrorismo ?
quelli erano solo pretesti
e montati nemmeno troppo bene
(a parere degli stessi servizi segreti)

l'unica ragione
che ha spinto bush all'invasione
di quel paese
sono i pozzi petroliferi
che mi auguro
i fedayn possano incendiare
il più possibile
in modo che a conti fatti
la predazione possa risultare assai più cara
di ciò che si è effettivamente predato

adesso piangiamo i nostri 20 caduti
come se fino a ieri
tutto andasse per il verso giusto
solo perchè non siamo stati toccati
dal lungo dito della morte
...
sveglia !!!
lì è da molto
che molta gente
viene uccisa ogni giorno !
...
lì non si tratta di terroristi allo sbando
ma di una vera e propria
guerriglia organizzata
in grado di colpire ogni giorno
al nord come al sud
e da quel che la storia insegna
nessuna guerriglia è mai stata sconfitta
al massimo,tenuta un pò a bada
per periodi più o meno lunghi
ma quella è gente
che lotta per la liberazione
della propria terra
e nemmeno mandando mille divisioni
se ne verrà mai a capo con le bombe
...
adesso facciamo ancora in tempo
ad andarcene
e uscire da quella folle spirale
poi
temo sarà troppo tardi

wahankh .
(osservando il sondaggio mi è venuto in mente
che se anche si chiedesse se sia più dolce il miele o l'aceto
l'un per cento direbbe : aceto ;;;motivandolo pure)

Ultima modifica di dawoR(k) : 13-11-2003 alle ore 01.34.21.
dawoR(k) is offline  

 



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