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Vecchio 26-07-2007, 19.03.02   #91
VanLag
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Riferimento: Perché l’uomo è cattivo?

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
L’errore che è alla radice di questa domanda è l’aver presupposto che l’uomo è cattivo. Non voglio con questo richiamare l’attenzione sul fatto che c’è chi non è giudicato cattivo, anzi chi si sacrifica in uno slancio morale: no, ma perché fa supporre, a noi che ascoltiamo, che l’autore della domanda sa qual è il bene ed il male, cioè ha risolto un problema che da millenni sfida l’intelligenza dell’uomo. Suppongo che egli non si affidi neppure al senso comune, che proprio in questo è tutt’altro che unanime e si apparenta alla chiacchiera. Forse a una regola religiosa?
In effetti, come spesso faccio, mi sono cacciato in un ginepraio. Dovevo specificare nell’apertura del 3d le parole: “per chi come mè ritiene che l’uomo è stupido”

Che dovevo usare il termine “stupido”, invece di “cattivo”, l’ho già espresso in un altro intervento precedente, abbastanza all’inizio del 3d (NOTA1).

La risposta alla domanda: - che altro è un essere che sta arrivando alla distruzione di se stesso e del mondo che lo ospita? - è ciò che mi da la “potenza” di ergermi a giudice dell’uomo, intendendo col termine uomo, le società umane con la loro cultura ed intendendo col termine giudice “uno che constata la stupidità di una razza umana, che lascia paesi con più mine che abitanti”. I singoli presi caso per caso non rientrano ovviamente in un discorso generico e quindi in questo discorso.

Sempre più avanti nel 3d ho specificato, ho meglio ho lascito chiaramente desumere, che ritengo la religione responsabile di questo degrado nell’uomo, in quanto è la nostra religione che ci ha convinti di essere speciali ponendoci al centro dell’universo e da quella convinzione ne è nata quell’avidità distruttiva, che sta alla base della cattiveria/stupidità dell’uomo. (NOTA2)

Capisco che non si può pretendere che chi risponde debba leggere circa 90 post di risposte, però, in quel caso, l’interlocutore dovrebbe avere la prudenza di non supporre le motivazioni di chi ha aperto il 3d ed eventualmente se è interessato chiederle. Qualche cosa del tipo: - VanLag, cosa ti fa supporre che l’uomo è cattivo, forse il senso comune? Oppure ti basi su qualche regola religiosa? –
Quella mancanza di dialogo mi ha tolto la possibilità di difendermi dall’accusa di ergermi a conoscitore del bene e del male e di spiegarmi.

Fra l'altro, mi sembrava abbastanza ovvio che questo non era il 3d per discutere se l'uomo è buono o cattivo, ma era il 3d per coloro che, come me, pensano che l'uomo sia cattivo, e quindi per indagarne le cause.

Comunque per precisone riporto quanto avevo espresso:

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag (NOTA1)
Forse più che “cattivo” era meglio che dicevo “stupido” perché se non vedete l’assurdità di un essere che va velocemente verso la sua autodistruzione è ovvio che tenderete sempre ad assolverlo.

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag (NOTA2)
Comunque, la cattiveria, secondo me, deriva proprio dall’essersi convinti di avere un posto speciale nello schema delle cose. E chi ci ha convinti di quello? Chi ci ha insegnato che tutto è stato creato a beneficio dell’uomo?

Qual è quell’enzima ideologico che rende l’ego ipertrofico?

Ecco una parte della risposta sulla cattiveria dell’uomo è contenuta nella risposta a quelle domande sopra.



Ultima modifica di VanLag : 26-07-2007 alle ore 23.55.57.
VanLag is offline  
Vecchio 26-07-2007, 22.33.06   #92
Bige
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Messaggi: 114
Riferimento: Perché l’uomo è cattivo?

Citazione:
Originalmente inviato da blackgin
E allora? Con ciò tu affermi solamente che l'uomo è cattivo relativamente alla coscienza creata col tempo..
Beh, quindi è cattivo! relativamente, ma è cattivo!
Si ma se è cattivo solo relativamente devi capire che allora non ha alcun senso parlare della "cattiveria" dell' uomo in senso generale!
Ogni cultura ha una propria "tavola dei valori" con cui misura il bene ed il male, il giusto e lo sbagliato... ma ciò che può essere buono per il popolo 1, può essere magari totalmente immorale e cattivo per il popolo 2. Non esiste un vero "cattivo", ma tutto è relativo al proprio punto di vista. Ad esempio con la coscienza da Cristiano uccidere un uomo è sempre peccato, mentre con la coscienza da Confuciano uccidere un uomo che è dannoso alla società è un bene. Come questo esempio ce ne sono altri centinaia.
Bige is offline  
Vecchio 27-07-2007, 10.32.37   #93
emmeci
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Messaggi: 1,272
Riferimento: Perché l’uomo è cattivo?

Certo, ogni popolo ha le sue tavole dei valori, come dice Bige, anzi ogni individuo ha le sue tavole dei valori così come VanLag, che giudica l’uomo cattivo in base al metro che usa. Ed è giusto o sbagliato? Credo che, sotto le parole incise su queste tavole dei valori – cioè sotto tutti i decaloghi di questo pianeta – si celi o fermenti questo ideale o questa utopia: che si possa arrivare a una legge valida universalmente, come quella che io non ho saputo abbozzare se non attraverso la parola pietà, fuori della quale mi pare che tutte finiscano per contrapporsi e credersi reciprocamente errate. Pietà, come ho detto, che non si può esercitare senza tormento, anzi che va sempre contro di sé, visto l’orizzonte in cui si muove e che dovrebbe ispirarla, e che è un orizzonte infinito…e chi può credere di stringere l’infinito se non un pazzo o un innamorato? Eppure essa è qualcosa che fermenta dentro ogni uomo e – mi pare di poter dire – dentro ogni popolo, non appena si ricordano gli occhi di coloro che sono vittime della violenza e che ti guardano senza vederti, quasi vergognandosi di doverti mostrare un moncherino o una spaventosa ferita…Stante questo, e per tornare al tema iniziale, come giustamente pretende VanLag, chi può essere giudicato veramente cattivo se non colui (fosse uomo o dio) che non conosce pietà?
emmeci is offline  
Vecchio 27-07-2007, 12.31.57   #94
blackgin
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Messaggi: 45
Riferimento: Perché l’uomo è cattivo?

Citazione:
Originalmente inviato da Bige
Si ma se è cattivo solo relativamente devi capire che allora non ha alcun senso parlare della "cattiveria" dell' uomo in senso generale!
Ogni cultura ha una propria "tavola dei valori" con cui misura il bene ed il male, il giusto e lo sbagliato... ma ciò che può essere buono per il popolo 1, può essere magari totalmente immorale e cattivo per il popolo 2. Non esiste un vero "cattivo", ma tutto è relativo al proprio punto di vista. Ad esempio con la coscienza da Cristiano uccidere un uomo è sempre peccato, mentre con la coscienza da Confuciano uccidere un uomo che è dannoso alla società è un bene. Come questo esempio ce ne sono altri centinaia.
certo che é relativo, come tutto secondo me..
ma non per questo allora non é cattivo, cosa ti sembra l'uomo? buono?
relativamente all'ambiente in cui vive l'uomo acquista una concezione del bene e del male, e quella deve seguire..
blackgin is offline  
Vecchio 27-07-2007, 12.34.58   #95
dodoshady
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Messaggi: 21
Riferimento: Perché l’uomo è cattivo?

Citazione:
Originalmente inviato da Bige
Si ma se è cattivo solo relativamente devi capire che allora non ha alcun senso parlare della "cattiveria" dell' uomo in senso generale!
Ogni cultura ha una propria "tavola dei valori" con cui misura il bene ed il male, il giusto e lo sbagliato... ma ciò che può essere buono per il popolo 1, può essere magari totalmente immorale e cattivo per il popolo 2. Non esiste un vero "cattivo", ma tutto è relativo al proprio punto di vista. Ad esempio con la coscienza da Cristiano uccidere un uomo è sempre peccato, mentre con la coscienza da Confuciano uccidere un uomo che è dannoso alla società è un bene. Come questo esempio ce ne sono altri centinaia.
semplicemente quoto!
dodoshady is offline  
Vecchio 27-07-2007, 15.42.21   #96
z4nz4r0
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Riferimento: Perché l’uomo è cattivo?

Ho l’impressione che, molto spesso, chi usa i termini giusto e sbagliato ha in mente una strategia per giungere ad affermare un tale relativismo, senza punti di riferimento stabili, dove, quindi, non possiamo orientarci a lungo termine. Ma io, come unica indicazione tangibile di tale assunto, ci vedo un’ammissione di inidoneità al compito di guida.


Lasciamo le categorie di giusto e sbagliato alla matematica che gli compete.

Parliamo piuttosto di comportamento più o meno ottimale in diversi contesti.
Questo argomento, a mio avviso, è affrontato nel migliore dei modi nel campo di studi chiamato “etica utilitarista” (il nome suona quasi antipatico ma non siate prevenuti) di cui Jeremy Bentham fu il fondatore.
In etica utilitarista non ci sono cerchie di individui privilegiati: <<ciascuno deve contare per uno e nessuno per più di uno (Jeremy Bentham)>>, <<In altre parole, gli interessi di ogni essere coinvolto in un’azione devono essere presi in considerazione e valutati alla stessa stregua degli interessi analoghi di ogni altro essere. Un utilitarista posteriore, Henry Sidgwick, pose la questione in questi termini: “Il bene di ciascun individuo non è di maggiore importanza, dal punto di vista (se così si può dire) dell’Universo, del bene di ogni altro individuo”. Più di recente gli autori di maggior rilievo della filosofia morale contemporanea si sono dimostrati largamente concordi nell’indicare come presupposto fondamentale delle loro teorie etiche la presenza di un principio analogo, che operi in modo da garantire agli interessi di ognuno eguale considerazione – sebbene generalmente non riescano a concordare su quale sia la formulazione ottimale di tale principio.>>

[...]<<La capacità di provare dolore - o, più precisamente, di provare dolore e/o piacere o felicità - non è semplicemente una caratteristica tra le altre come la capacità di parlare o di apprendere la matematica superiore. Bentam non sta dicendo che chi cerca di tracciare "la linea invalicabile" che stabilisce se gli interessi di un essere debbano essere presi in considerazione abbia scelto la caratteristica sbagliata. Sostenendo che dobbiamo considerare gli interessi di tutti gli esseri che possiedono la capacità di provare dolore o piacere, Bentham non esclude arbitrariamente dalla considerazione alcun interesse - come invece fa chi traccia la linea di separazione sulla base del possesso della ragione o del linguaggio. La capacità di provare dolore e piacere è un prerequisito per avere interessi in assoluto, una condizione che deve essere soddisfatta prima che si possa parlare di interessi in un modo che abbia senso. Sarebbe assurdo dire che non era nell’interesse di un sasso l’essere preso a calci lungo la strada da uno scolaro. Un sasso non ha interessi perché non può soffrire. Nulla di ciò che possiamo fargli può comportare una qualsiasi differenza per il suo benessere. La capacità di provare piacere o dolore è una condizione non solo necessaria ma anche sufficiente perché si possa dire che un essere ha interessi – come minimo assoluto, l’interesse a non soffrire. Un topo, per esempio, ha davvero l’interesse a non venire preso a calci per la strada, perché in tal caso soffrirà.>>

Le citazioni sono tratte dal libro "Liberazione animale" di Peter Singer

Ultima modifica di z4nz4r0 : 27-07-2007 alle ore 16.52.50.
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Vecchio 27-07-2007, 19.36.59   #97
blackgin
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Riferimento: Perché l’uomo è cattivo?

Citazione:
Originalmente inviato da z4nz4r0
citazione
Non capisco dove va a parare il tuo discorso.. :s
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Vecchio 28-07-2007, 11.23.12   #98
z4nz4r0
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Riferimento: Perché l’uomo è cattivo?

Citazione:
Originalmente inviato da blackgin
Non capisco dove va a parare il tuo discorso.. :s

Nell'etica pratica.
E i tuoi?
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Vecchio 28-07-2007, 17.44.36   #99
blackgin
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Riferimento: Perché l’uomo è cattivo?

Citazione:
Originalmente inviato da z4nz4r0
Nell'etica pratica.
E i tuoi?

I miei parano nella cattiveria dell'uomo, e comunque non stavamo parlando di uomo cattivo chiedendoci come stabilire ciò che è giusto o no, stavamo cercando di indagare sulla causa della cattiveria..
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Vecchio 28-07-2007, 23.34.19   #100
z4nz4r0
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Riferimento: Perché l’uomo è cattivo?

Citazione:
Originalmente inviato da blackgin
I miei parano nella cattiveria dell'uomo, e comunque non stavamo parlando di uomo cattivo chiedendoci come stabilire ciò che è giusto o no, stavamo cercando di indagare sulla causa della cattiveria..

Già.
Provo a porla in quest’altro modo:
La “cattiveria dell’uomo” è dovuta al fatto che il suo campo visivo è breve rispetto al suo campo di azione. E attenzione perché la cecità è immanente.

“Ho l’impressione che, molto spesso, chi si serve dei termini “giusto” e “sbagliato” ha in mente una strategia per giungere ad affermare un tale relativismo, senza punti di riferimento stabili, dove, quindi, non possiamo orientarci a lungo termine. Ma io, come unica indicazione tangibile di tale assunto, ci vedo un’ammissione di inidoneità al compito di guida.”
z4nz4r0 is offline  

 



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