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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 27-06-2007, 19.28.59   #31
z4nz4r0
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senza trascurare alcuni passaggi

Riprendo un attimo il "punto di partenza"


Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Perché l’uomo è cattivo? Ve lo siete mai chiesto.

Nonostante siano ormai passate decine di migliaia di anni da quando l’evoluzione ci ha staccati dai primati, nonostante lo sviluppo della logica, dell’intelligenza e della ragione, l’uomo continua ostinatamente e con pervicacia a fare del male all’ambiente ed ai suoi simili.

Anzi addirittura usa la logica, la ragione e se possibile anche l’intelligenza, per
annientare i suoi simili, per sottometterli, per dominarli come farebbe la fiera più becera della giungla, magari raccontandosi poi come alibi che sono leggi di natura.

Ci deve essere una spiegazione razionale a questo strano incedere, voi avete mai cercato il perché e se si cosa avete scoperto?


Quella che segue potrebbe sembrare una domanda fuori tema ma, per comprendere meglio la natura della Tua domanda e quindi rispondere appropriatamente e in modo diretto ho bisogno di sapere (e prego sia con te la bontà di non trascurare la mia esigenza) ..che cosa mangi?
Ovviamente io non so cosa mangi, ma la statistica mi suggerisce di pensare che non lo sai neanche tu. Se credi che mi sbaglio dimmi cosa mangi e ti dirò che sai!

Io SO che gran parte dell'ingordigia e "crudeltà" umana si velano di ignoranza e inconsapevolezza istituzionalizzata di quel che sta dietro a ciò che si consuma.





..mi sospendo su questa linea in attesa di responso e proseguo in parallelo

Citazione:
Originalmente inviato da Arkam
Secondo me bisogna mettersi d'accordo sulla definizione di cattivo.

Se un comportamento cattivo è tale perchè contrario a determinati precetti morali, affermare che la natura sia cattiva non ha alcun senso in quanto evidentemente avulsa da tali contesti.

Se vogliamo considerare bene e male come categorie superiori, invece, con quali mezzi possiamo stabilire cosa sia bene e cosa male? Sopratutto riusciamo vederne un confine ben delineato?
Quale metro di misura noi abbiamo? Se non quello morale, che è puramente un metro umano?

Senza offesa, ma seecondo me semplicemente, quello aperto è discorso buonista, che non ha assolutamente solide basi per reggersi in piedi, che mescola "sacro con profano" e che perciò non può portare da nessuna parte.

Tutto è relativo, o possiamo affermare con certezza che esiste un bene superiore? Un qualcosa che farebbe felici tutti gli uomini del mondo? Che proprio non andrebbe a fare torto neanche ad una persona? E sto tenendo fuori tutto il resto dalla natura giusto per semplificare.


concordo (obbligato) in generale, ma non su questo particolare:

Citazione:
morale, che è puramente un metro umano


Ho anche già dato qualche, seppur vaga, indicazione per le seguenti domande (a mio avviso mal poste):

Citazione:
Tutto è relativo, o possiamo affermare con certezza che esiste un bene superiore? Un qualcosa che farebbe felici tutti gli uomini del mondo? Che proprio non andrebbe a fare torto neanche ad una persona? E sto tenendo fuori tutto il resto dalla natura giusto per semplificare.

Il mio intervento
..non mi hai detto cosa ne pensi.


Tornando a valle, proseguiamo l'inagine

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
La cattiveria, potrebbe essere banalmente mentire a se stessi ritenendosi migliori di altri ed ecco che ci sia auto assolve per tutte le prevaricazioni che esercitiamo, perché in fondo “il nostro essere migliori ci autorizza”.

forse hai colto, ora se rispondi alla mia domanda di sopra, vedremo come conviene proseguire.

z4nz4r0 is offline  
Vecchio 27-06-2007, 22.39.09   #32
VanLag
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Citazione:
Originalmente inviato da z4nz4r0
Riprendo un attimo il "punto di partenza"

Quella che segue potrebbe sembrare una domanda fuori tema ma, per comprendere meglio la natura della Tua domanda e quindi rispondere appropriatamente e in modo diretto ho bisogno di sapere (e prego sia con te la bontà di non trascurare la mia esigenza) ..che cosa mangi?
Potrei dirti che la tua domanda parte da un presupposto soggettivo e come tale generalizzato e cioè che tutti gli esseri viventi mangino e che non si applichi a me in quanto io non mangio. Comunque se è importante ai fini della comprensione ti dirò che mangio principalmente carboidrati!!!!

Ma ho come l’impressione di avere messo un’altra volta il piede in fallo dando per scontato, non che esista un denominatore comune che ci lega assieme, cosa di cui sono certo, bensì che altri, oltre me, vedano questo denominatore comune.

D’altro canto, se tutto è soggettivo, voi non sareste altro che mie proiezioni ed io potrei, intelligentemente, risparmiare il tempo di riflessione da qui allo schermo, dallo schermo a voi, da voi allo schermo e dallo schermo a me, chiedendo direttamente a me stesso perché l’uomo è cattivo.

Ovviamente nell’atto in cui lo chiedo a voi, ho già affermato implicitamente che, per me, esiste un mondo oggettivo e che riconosco questo mondo oggettivo come matrice comune a tutti noi. Questo mondo esiste nonostante la nostra incapacità nel coglierlo nella sua oggettività.

Capisco altresì bene l’esigenza di filtrare e parcellizzare la realtà di questo mondo oggettivo, che, se accolta nella sua intierezza, ovvierebbe la nostra stessa identità, in quanto, di quel mondo oggettivo è essa stessa parte.

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Vecchio 28-06-2007, 20.51.57   #33
VanLag
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Riferimento: Un virus di nome uomo.

Citazione:
Originalmente inviato da Fallen06
Per quanto mi riguarda,neanche io sto parlando per sofismi.La vita "reale" lasciamola stare,l'unica vita di cui possiamo parlare è quella che ci appare,e che giudichiamo tramite valori.
Il problema,come dicevo,è la natura dei valori adoperati nella formulazione del giudizio.I concetti di bene e di male,quelli di bontà e cattiveria,sono concetti morali,quindi utilizzandoli ci avviciniamo alla vita "reale" con la lente della morale.
L'idea che ho espressa è che questa lente è una lente particolare,non l'unica,non l'unico modo in cui poter guardare alla vita.
Quindi... .
Parrebbe, leggendoti, che secondo te l’unico sistema di valori sia mutuato dalla morale, che io associo alla religione e quindi alla fede, peculiarità dell’uomo, (anzi di alcuni uomini), che è veramente un fatto soggettivo, tant’è che non è universale ed anche la visone di chi la possiede spesso diverge drasticamente.

Al tuo modo di leggere gli eventi contrappongo un sistema di valori, mutuato dell’etica che, secondo me è associata alla ragione, peculiarità che diversamente dalla fede appartiene a tutti gli uomini, anche se potrebbe soffrire anch’essa di una certa soggettività ma attraverso di essa si potrebbe trovare un sistema di valori condiviso, tendente all’oggettività.

Citazione:
Originalmente inviato da Fallen06
La maggior parte dei mali di questo mondo non è spiegabile semplicemente con l'istinto,ma lo è con la mancanza di un forte senso morale,con la perdita del senso del dovere e del rispetto,con la perdita di senso delle costruzioni sociali volte a controllare l'individuo.
Ma infatti, parrebbe che l’istinto nell’uomo usi l’intelligenza per i suoi fini. Mentre nell’uomo civile, cioè distante x-mila anni dai primati, l’intelligenza dovrebbe essere il faro illuminante che usa le forze animali, (gli istinti), per progredire sempre maggiormente.

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Vecchio 29-06-2007, 09.46.16   #34
maxim
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Riferimento: Perché l’uomo è cattivo?

Citazione:
Originalmente inviato da z4nz4r0
Io SO che gran parte dell'ingordigia e "crudeltà" umana si velano di ignoranza e inconsapevolezza istituzionalizzata di quel che sta dietro a ciò che si consuma.

Il tuo SAPERE è alquanto distorto e opinabile nonché focalizzato esclusivamente su di un aspetto naturale dell’uomo che viene da te stravolto e preso ad emblema per un retto comportamento.
Come dire che se il problema dell’occidente risiede nella smania di denaro, allora potrò dirti che tipo di uomo sei se mi dici quanto guadagni al mese. Partendo da questi presupposti, meno si guadagna e meno si consuma (in tutti i sensi) pertanto, degno di questo pianeta, sarà colui che in occidente, con 1000 euro al mese, garantirà vitto ed alloggio ad un’intera famiglia.

Basare il nucleo portante del proprio pensiero sull’aspetto dei consumi e sviluppare attorno ad esso qualsiasi altro concetto, morale compresa, porta ad avere visioni alquanto distorte. In una discussione riguardante il “male” intervenire additando il “consumo” quale responsabile ne è la prova.

Non dimentichiamoci mai che l’antesignano del cibo “eticamente corretto” è stato Hitler.

maxim is offline  
Vecchio 29-06-2007, 10.37.19   #35
MIMMO
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Riferimento: Perché l’uomo è cattivo?

causa è il desiderio....sempre....
se sbaglio mostratemi un caso dove non sia esso la causa....ma cercherete invano......
e non dico che è sempre dannoso.....semplicemente e voler cio che non è, e a volte causa violenza e rabbia!
MIMMO is offline  
Vecchio 29-06-2007, 11.57.04   #36
z4nz4r0
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Messaggi: 483
Riferimento: Perché l’uomo è cattivo?

Premetto che in realtà non mi è chiaro in che relazione stia la tua risposta con la mia domanda.

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Potrei dirti che la tua domanda parte da un presupposto soggettivo e come tale generalizzato e cioè che tutti gli esseri viventi mangino e che non si applichi a me in quanto io non mangio. Comunque se è importante ai fini della comprensione ti dirò che mangio principalmente carboidrati!!!!

Ed io allora potrei rispondere: non ho capito se sei vegano o vegetariano.
Ma il conto non mi torna e il tuo misticismo m’offusca l’intuizione; speravo in una risposta meno vaga e più vegana. Poiché vegano bisogna dichiararsi con fierezza! ..e di questa la mancanza m’insospetta.

Citazione:
Ma ho come l’impressione di avere messo un’altra volta il piede in fallo dando per scontato, non che esista un denominatore comune che ci lega assieme, cosa di cui sono certo, bensì che altri, oltre me, vedano questo denominatore comune.


Il denominatore comune (dei prodotti “cruelty full”) l’ho già smascherato: è l’ignoranza (che chiamerei anche “inconsapevolezza al quadrato”, in quanto non si limita al non sapere ma va oltre: è un atteggiamento atto ad ostacolare il percorso che l’informazione deve seguire per “lavorare sulla coscienza”).
L’informazione prorompe e scuote. Scuote quelle abitudini stridenti che usurano e violentano la propria comprensione della coerenza.
L’ignoranza agisce nell’interesse di conservare lo stato attuale delle cose perché si ha timore che avvenga un cambiamento: c’è paura di sconvolgersi! (un esempio si è da poco manifestato)



Citazione:
D’altro canto, se tutto è soggettivo, voi non sareste altro che mie proiezioni ed io potrei, intelligentemente, risparmiare il tempo di riflessione da qui allo schermo, dallo schermo a voi, da voi allo schermo e dallo schermo a me, chiedendo direttamente a me stesso perché l’uomo è cattivo.

Hai fatto bene ad esporti, così possiamo mettere delle cose in discussione.



Citazione:
Ovviamente nell’atto in cui lo chiedo a voi, ho già affermato implicitamente che, per me, esiste un mondo oggettivo e che riconosco questo mondo oggettivo come matrice comune a tutti noi. Questo mondo esiste nonostante la nostra incapacità nel coglierlo nella sua oggettività.

Capisco altresì bene l’esigenza di filtrare e parcellizzare la realtà di questo mondo oggettivo, che, se accolta nella sua interezza, ovvierebbe la nostra stessa identità, in quanto, di quel mondo oggettivo è essa stessa parte.


Mi permetto di levigare la tua frase:
“Capisco altresì bene l’esigenza di filtrare e parcellizzare la realtà di questo mondo oggettivo,”[…] in quanto senza una interpretazione della realtà oggettiva non c’è bisogno di una identità nella stessa.

Abbiamo colto una equivalenza: interpretazione<==>identità.


Bene, interessante davvero. Ma ancora non mi è chiara la relazione con il mio intervento.

In verità la tua semantica mi induce a interpretare il tuo pensiero in questo modo: le mucche, i polli, i maiali, pecore, conigli, pesci ed altre specie animali allevate e consumate dagli uomini (avidi), debbono le loro miserabili condizioni di sofferenza alla loro interpretazione della realtà e quindi alla loro individualità (e stringi, stringi alla loro incompetenza a meditare).


Cioè, stai facendo un discorso buddisticamente orientato dove affermi che “la sofferenza deriva da un attaccamento ad una certa forma (interpretazione) della realtà.”

Per ragioni estetiche e di simmietria, generalizzerei la buddistica ipotesi come segue:
Ogni sensazione deriva dal rapporto di una “forma” con il cambiamento.
O, ancora meglio:
La sensazione è il rapporto tra forma e cambiamento.
O, speculando:
L’esperienza è il rapporto tra materia ed energia.

Rapporto che può essere di resistenza o di induttanza.
A resistenza si associa sofferenza e a induttanza si associa piacere.


A questo punto è venuto il momento di dire che le cose stanno cambiando velocemente e chi prima se ne accorge meglio si adegua.



Mi rendo conto di aver dirottato il tema iniziale ma, davvero, mi pareva un binario morto.
Un po’ come questo.
Prego, guardare il video prima di continuare la lettura.





Seguono aforismi di famosi autori vegani e vegetariani:

Niente è più forte di un'idea per cui il tempo giusto è arrivato.
Victor Hugo


Non si può risolvere un problema usando lo stesso modo di pensare che ha creato quel problema.
Albert Einstein


E' pericoloso vivere nel mondo non a causa di chi fa del male ma a causa di chi guarda... e lascia fare.
Albert Einstein


Tutto il nostro osannato progresso tecnologico, la nostra reale civilizzazione, è come un'ascia nelle mani di un criminale psicopatico.
Albert Einstein


Solo quelli che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
Albert Einstein


Nulla sarà più benefico per la salute umana e aumenterà le possibilità di sopravvivenza della Terra dell'evoluzione verso una dieta vegetariana.
Albert Einstein


Impossibile non è un dato di fatto, è un'opinione!
(Anonimo)


Qualsiasi cosa tu faccia sarà insignificante, ma è molto importante che tu la faccia.
Gandhi


Siate il cambiamento che volete vedere nella società
Gandhi


Un passo alla volta mi basta.
Gandhi


Un mondo diverso è possibile... per tutti!
(Genova 2001)


Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.
George Orwell


Tutti pensano di cambiare il mondo, nessuno di cambiare se stesso.
Lev Tolstoj


Che cosa, dunque, è il bene? E' la conoscenza della realtà. E il male? L'ignoranza.
Seneca


Gli animali della terra esistono per se stessi. Non sono stati fatti per gli umani, così come i negri non sono stati fatti per i bianchi, né le donne per gli uomini.
Alice Walker


Noi non abbiamo due cuori, uno per gli animali, l'altro per gli umani. Nella crudeltà verso gli uni e gli altri, l'unica differenza è la vittima.
Alphonse de Lamartine


Quando un uomo vuole uccidere una tigre, lo chiama sport; quando una tigre vuole uccidere lui, la chiama ferocia.
Bernard Shaw


Cara tu dici che ami i fiori e li strappi dai campi, dici che ami gli animali e te li mangi. Cara, quando dici che mi ami, io ho paura!
Dino Ignani


E a forza di sterminare animali, s'era capito che anche sopprimere l'uomo non richiedeva un grande sforzo.
Erasmo Da Rotterdam


(ad una mucca) Adesso posso guardarti negli occhi. Non ti mangio più!
Franz Kafka


Ciò che i Nazisti hanno fatto agli Ebrei, gli umani lo stanno facendo agli animali.
Isaac Singer


Il problema non è Possono ragionare? né Possono parlare? ma... Possono soffrire?
Jeremy Bentham


Se i mattatoi avessero le pareti di vetro tutti sarebbero vegetariani.
Linda Mc Cartney


Prova a mettere un bambino in una culla con una mela e un coniglio. Se mangia il coniglio e gioca con la mela ti regalo un'auto nuova.
Harvey Diamond


I vegetariani sono strani? Ippocrate, Gandhi, Darwin, Einstein, Freud, Galileo, Goethe, Kafka, Leonardo, Luther King, Newton, Pascal, Pitagora, Platone, Rousseau, Seneca, Shaw, Tolstoj, Voltaire, Wagner? e Tu !?!
(Anonimo)



PS: attualmente sto provando piacere. Spero tu non voglia opporti.

PS 2: raccomando di guardare il video prima di rispondere.



Vi ringrazio per l’attenzione concessa
e buona riflessione a tutti

Ultima modifica di z4nz4r0 : 29-06-2007 alle ore 13.16.30.
z4nz4r0 is offline  
Vecchio 29-06-2007, 13.16.21   #37
Caesar
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Riferimento: Perché l’uomo è cattivo?

L'uomo non è cattivo, ma peggio è egoista!
Tutto ciò che si fa, anche la carità si fa per egoismo...
L'uomo fa del bene per sentirsi meglio con se stesso; l'uomo fa cose sbagliate, solo perchè a lui piace e vuole; ecc. Così è l'uomo, ma fa le leggi, perchè capisce che così (entra in gioco la logica) nonb può andare avanti perchè per lui diventa pericoloso.
Tutto è Egoismo.
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Vecchio 29-06-2007, 16.14.19   #38
Fallen06
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Riferimento: Un virus di nome uomo.

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Originalmente inviato da VanLag
Parrebbe, leggendoti, che secondo te l’unico sistema di valori sia mutuato dalla morale, che io associo alla religione e quindi alla fede, peculiarità dell’uomo, (anzi di alcuni uomini), che è veramente un fatto soggettivo, tant’è che non è universale ed anche la visone di chi la possiede spesso diverge drasticamente.

Al tuo modo di leggere gli eventi contrappongo un sistema di valori, mutuato dell’etica che, secondo me è associata alla ragione, peculiarità che diversamente dalla fede appartiene a tutti gli uomini, anche se potrebbe soffrire anch’essa di una certa soggettività ma attraverso di essa si potrebbe trovare un sistema di valori condiviso, tendente all’oggettività.

Non si può fare paragone tra ragione-etica e fede-morale,dicendo che la ragione è comune a tutti gli uomini e quindi l'etica può essere oggettiva,mentre la fede non è comune a tutti e quindi la morale è soggettiva.
Il contrario della ragione non è la fede -religiosa-,ma è l'irrazionalità.Invece di "irrazionalità" possiamo anche dire "fede",ma solo se intendiamo quest'ultima come acriticità,non come credenza religiosa.
E l'irrazionalità,e l'acriticità,queste sì che,come la ragione,sono comuni a tutti gli uomini.
Quindi,seguendo il tuo ragionamento,se una cosa è comune a tutti può essere oggettiva,o almeno tendente all'oggettività;perciò la morale può essere tendente all'oggettività,perchè comune a tutti -perchè legata all'irrazionalità,che è comune a tutti- ..

Direi,piuttosto di costruire categorie in base alla razionalità e al grado di oggettività,che l'etica è lo studio della condotta di gruppi e persone,o anche l'insieme delle norme di comportamento e dei valori,in sè.
La morale è definibile in relazione al problema del bene e del male,del giusto e dello sbagliato.Com'è evidente,quindi,fra etica e morale i confini non sono netti e lo sconfinamento è possibile,anzi direi costante.
Del resto,il rischio di soggettivismo,che hai messo in evidenza,a mio dire non esiste,almeno non esiste per come lo hai delineato.
Infatti,la morale -il giudizio basato sul bene e sul male- non è soggettiva (anche se può esserlo) ma è inter-soggettiva,cioè concerne grandi gruppi.
Gli esseri umani creano i loro sistemi etici e morali in una dimensione collettiva,ed il richiamo ai "Valori",con la v maiuscola,attuato ancora oggi,è sintomo del fatto che le persone si riconoscono in sistemi comuni,e non sono -almeno finora non lo sono state- isole.

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Originalmente inviato da VanLag
Ma infatti, parrebbe che l’istinto nell’uomo usi l’intelligenza per i suoi fini. Mentre nell’uomo civile, cioè distante x-mila anni dai primati, l’intelligenza dovrebbe essere il faro illuminante che usa le forze animali, (gli istinti), per progredire sempre maggiormente.

Su questo sono d'accordo fino ad un certo punto;infatti,se da un lato è vero che nell'uomo civile l'intelligenza piega a sè l'istinto,non annullandolo ma incanalandolo e sfruttandolo per i suoi scopi,è anche vero che l'istinto non è come il mucchio di sabbia con cui il bimbo,sulla spiaggia,costruisce un bellissimo,fragile castello.L'istinto è anche una bestia recalcitrante,è anche un fiume in piena che straborda,esce dagli argini ed invade i campi circostanti.
L'istinto è ciò che è sempre al limite del controllo,è per noi il memento della nostra animalità.
Non credo nel progresso sempre maggiore,insomma.
Fallen06 is offline  
Vecchio 29-06-2007, 23.05.00   #39
VanLag
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Riferimento: Perché l’uomo è cattivo?

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Originalmente inviato da z4nz4r0
Premetto che in realtà non mi è chiaro in che relazione stia la tua risposta con la mia domanda.

Ed io allora potrei rispondere: non ho capito se sei vegano o vegetariano.
Ma il conto non mi torna e il tuo misticismo m’offusca l’intuizione; speravo in una risposta meno vaga e più vegana. Poiché vegano bisogna dichiararsi con fierezza! ..e di questa la mancanza m’insospetta.

Provo a rispondere….. seriamente alla tua domanda, perché precedentemente non mi era sembrata molto seria e l’avevo, diciamo, aggirata.

Che mangio solo carboidrati è una perifrasi che ho rubato a U.G. che viveva di panna montata e cuscus. Rifiutava anche cibi fatti con grasso animale e scherzando di se stesso diceva: - sono uno strano vegetariano che non mangia neppure verdura

Di me è della mia dieta direi che sono più vicino a Nisargadatta che diceva di se stesso: - sono nato in una famiglia onnivora, ma per altro mangio pochissimo – Laciando intendere che se gli capitava poteva mangiare anche la carne.

Anche io sono nato in una famiglia onnivora e continuo ad esserlo, anche se mangio molto raramente carne. Anche io mi sazio normalmente con poco, anche se ho come l’impressione, dopo avere visto U.G. che il pochissimo di Nisargadatta sia diverso, perché vermaente, qui personaggi, vivono con niente.

Quanto segue spero non ti offenda ma è ciò che mi ha insegnato l’esperienza e che ho visto. Diffido del discorso Vegetariani e Vegani, perché, ho visto in un forum in cui c’erano molti Vegan, un fanatismo ed una violenza da parte di persone Vegan che mi ha fatto stare abbastanza male. Una violenza ed un fanatismo al confronto del quale il fanatismo politico e religioso che trovi in certi forum era acqua di rose, posso assicurartelo.

Trovo che non sia bello mangiare gli animali, ma non credo che la cattiveria dell’uomo sia riconducibile in primis a quello. L’uomo deve riconoscere prima “l’altro da se stesso”, cosa che oggi non fa, dopo di cui potrà rispettare le altre forme viventi.
Il fanatismo di cui ti parlavo prima era proprio del tipo che quei vegan che scrivevano, avrebbero sbranato, quelli che non avevano la loro sensibilità verso gli animali, dimostrando così, secondo me, di essere solo preda di una fede cieca.

Riguardo la mia semantica successiva alla prima risposta, era riferita un po’ a tutti ed a nessuno in particolare, per cui al limite se vuoi sviluppare un discorso, ripartirei da qui.
Però ti premetto che non mi interessa sapere perché io sono cattivo, (ho già qualche idea su questo), ne mi interessa essere convertito a nessuna fede, ne diventare santo. La mia domanda iniziale era sulla cattiveria dell’uomo come specie, (chi più e chi meno).

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Vecchio 29-06-2007, 23.16.34   #40
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Non si può fare paragone tra ragione-etica e fede-morale,dicendo che la ragione è comune a tutti gli uomini e quindi l'etica può essere oggettiva,mentre la fede non è comune a tutti e quindi la morale è soggettiva.
Il contrario della ragione non è la fede -religiosa-,ma è l'irrazionalità.Invece di "irrazionalità" possiamo anche dire "fede",ma solo se intendiamo quest'ultima come acriticità,non come credenza religiosa.

Non mi convince il tuo discorso che tende ad invalidare il mio dicendo che: - Il contrario della ragione non è la fede -religiosa-,ma è l'irrazionalità –

Cioè la tua affermazione è sicuramente anche vera ma non è inerente.

Quando parlo di fede e ragione non è per metterle in una prospettiva antitetica, ma è per evidenziare come siano le due forze sinergiche che muovono l’uomo.

Cuore(1) e testa(2), passione(1) e ragione(2), sentimento(1) e intelligenza(2)…etc…. Sono due pistoni di uno stesso motore, non in contrapposizione ma con specificità diverse.

Il primo, l’(1) ha funzionalità all’interno dell’uomo, nella sua vita, affettiva, emozionale e di relazione, il secondo il (2) dovrebbe guidarlo nell’interazione sociale nelle scelte e nella realizzazione delle strutture complesse, perché è su quel livello che possiamo trovarci.

Tu stesso dici che la morale è inter-soggettiva,cioè concerne grandi gruppi. Grandi gruppi, appunto e non tutta l’umanità.
La ragione, invece, a parte i fisicamente cerebrolesi, è accessibile a tutti.

Mi fermo perché sono un po’ stanchino ma al limite cercherò di tornarci sopra o di riprendere il discorso se lo svilupperai ulteriormente.

VanLag is offline  

 



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