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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 18-08-2003, 12.52.41   #31
Sofista
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 14-05-2003
Messaggi: 64

Ciao Rain...
Forse ti interesserà sapere questa cosa che ho letto su un trattato di logica ("Il Diavolo in cattedra").
Noi non potremo mai concepire il nulla perchè la nostra mente non è concepita per precepire l'assenza di una cosa ma solo la presenza...
Ora ti spiego meglio il nulla per la nostra mente è il
non-ogni cosa.
in quanto tale possiede ogni
non-qualità
il che equivale a dire che per noi il nulla per noi rimarrà sempre qualcosa di non meglio definito fino al momento in cui le nostre facoltà cognitive vengono gradatamente meno.
è per questo che alcuni ritengono che solo la morte ci permetta di comprendere cosa sia il nulla.
Quindi dovrai aspettare (spero ancora per molto tempo) per comprendere cosa sia il nulla.
Sofista is offline  
Vecchio 20-08-2003, 09.24.04   #32
rain
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 08-05-2003
Messaggi: 187
Ciao caro sofista,
era proprio quello il mio enorme dubbio...non riuscire a comprendere il significato,l'essenza del nulla durante questa vita terrena. Anche per me il nulla è l'assenza del tutto e probabilmente non entreremo mai in contatto con esso se,quando non ci saremo più, non avremo più facoltà per percepirlo...Possiamo allora dire che il nulla è semplicemente una creazione della mente umana ma che,in realtà, non esiste???
Grazie per la tua risposta...
Rain
rain is offline  
Vecchio 23-09-2003, 16.49.43   #33
Alberto
Ospite
 
Data registrazione: 09-04-2002
Messaggi: 16
Ciao! è davvero molto tempo che non venivo qui a scrivere qualcosa...

il Nulla...per un nichilista come me è il pane di tutti i giorni, per me non è una semplice idea, ma la reale essenza su cui si basa tutto. Mi ci sono perso nel pensarci, mi ha terrorizzato col suo oblio, ma alla fine sono giunto alla conclusione che in fin dei conti tutto è sorto dal nulla e tutto ad esso ritornerà...secondo me non c'è verità più grande e in quanto tale mi fa sorridere serenamente...

ciao, a presto, forse...
Alberto is offline  
Vecchio 24-09-2003, 00.41.27   #34
ripley
Ospite
 
Data registrazione: 10-09-2003
Messaggi: 17
Sono convinto che l' errore sia proprio nel voler a tutti i costi considerare il "dopo" come "nulla".
Questo ci porta a fare circonvoluzioni logiche su un concetto che non necessariamente è legato alla morte o al dopo vita.
Personalmente credo che il mondo materiale in cui viviamo sia una sorta di gioco, una specie di banco prova su cui si confrontano entità spirituali al fine di elevarsi ulteriormente.
Passiamo la nostra vita lottando per la sopravvivenza del nostro corpo, ma perchè?
Non potrebbe darsi che il corpo sia un mezzo, l' unico a nostra disposizione per ottenere la conoscienza e la coscienza, l' elevazione ad un livello superiore o più modestamente la riconferma del proprio valore spirituale?
Per assurdo usiamo il nostro corpo, gravato dalle necessità terrene, per ottenere la sublimazione spirituale che di ciò che è terreno è la negazione.
Lottiamo per sopperire alle necessità del nostro corpo e ne soffriamo quando prendiamo conoscienza del prezzo pagato dalla nostra componente spirituale.
La morte, alla fin fine, potrebbe risultare addirittura una liberazione (non solo per coloro che soffrono di gravi malattie) alla quale però non si potrebbe agognare coscientemente in quanto il nostro corpo va preservato come unico mezzo per percorrere la strada verso la "perfezione" od almeno il miglioramento.
In altre parole forse il credo cristiano (l' unico che conosco un pò anche se non sono credente) potrebbe voler insegnare proprio questo, indirizzando l' uomo verso la povertà e la fuga dai vizi ma mettendo in guardia dal disprezzo puro per la vita in quanto mezzo di elevazione, e spronando verso l' aiuto al proprio prossimo perchè possa a sua volta fare miglior uso di sè.
Ecco che la morte può essere guardata con timore solamente da coloro che in coscienza non abbiano fatto abbastanza nella loro vita per elevarsi spiritualmente ed aiutare i propri vicini a fare altrettanto.
Credo comunque che l' individuo abbia ben poca importanza in un disegno che, a mio avviso, coinvolge ogni essere vivente, anche se in proporzione diversa: ecco di nuovo il messaggio cristiano di umiltà.
Il santo o l' eroe spesso nella storia è stato incarnato proprio da coloro che, rinunciando al proprio istinto di sopravvivenza - il più forte dei retaggi animali sempre vivi nell' uomo - ha sacrificato la propria potenzialità di crescita sprituale in favore di quella di altri.
ripley is offline  
Vecchio 30-12-2003, 00.24.04   #35
Knacker
Epicurus' very son
 
L'avatar di Knacker
 
Data registrazione: 26-12-2003
Messaggi: 375
Arrow Il nulla, la morte, Epicuro e i ricordi

Ancora una volta vorrei far notare la differenza tra "essere" ed "esistere", cosicché risulti più facile la definizione di "nulla".
Per farlo utilizzerò un esempio:
Un cane "è" ed "esiste"; un sasso "è" ed "esiste";
Un fantasma "è", ma non "esiste"; un concetto "è" ma non "esiste";
Solo ed esclusivamente il nulla non "è" e non "esiste".

In pratica il nulla è ciò che resta dopo aver tolto il tutto.

Assolutamente non bisogna temere la morte!
Epicuro insegna:
"Non sono da temere gli dei; non è cosa di cui si debba stare in sospetto la morte; il bene è facile a procurarsi; facile a tollerarsi il male."
"La morte non è nulla per noi, perché ogni bene e ogni male risiede nella facoltà di sentire, di cui la morte è appunto privazione."
"La morte non è niente per noi, dal momento che, quando noi ci siamo,la morte non c'è, e quando essa sopravviene, noi non siamo più."

Per quanto riguarda la reincarnazione non ritengo che sia una cosa che accade nella realtà.

Come è già stato accennato i "ricordi di noi" sopravvivono anche dopo la morte. E questa è la definizione che io do alla parola "immortalità". Immortale è colui che entra nella Storia, colui che tutti conoscono anche se è vissuto migliaia di anni prima. (Per es. Io reputo Giulio Cesare Immortale, Napoleone, Leonardo... ce ne sono molti altri).

Invece i "nostri ricordi" dopo la morte non saranno più, e non avranno neanche motivo di esistere. Porto ancora un esmpio: i ricordi che sono nella nostra mente sono sostanzialmente molto simili ai "ricordi" che si trovano nella memoria di un computer. In noi una concatenazione di sinapsi neuronali, nel computer una serie di 0 e 1 su un disco magnetico. Alla domanda cosa ne è dei nostri ricordi dopo la morte, quando il nostro corpo si decompone, si sgretola? Io rispondo: succederà lo stesso che succede quando si sgretola un hardisk: perduti.
Knacker is offline  
Vecchio 30-12-2003, 19.48.46   #36
Mattia
Ospite
 
Data registrazione: 26-11-2003
Messaggi: 12
In questo modo l'immortalita' non e' di chi muore ma di chi rimane vivo e ci ricorda e questo al di la dei miei cari, non e' che poi mi interessi molto, nel senso che personalmente non mi interessera' quando non ci saro' piu' che un tizio mi possa ricordare per qualcosa che ho fatto e non per chi ero veramente.
Si suppone comunque che la vita, ha due componenti principali cioe' materia ed immateria, perche' accettare la prima e non la seconda?
Dato che viviamo consapevolmente nella realta' materiale percepiamo i nostri corpi e le nostre vite dal punto di vista di questa realta' materiale. Non potremmo fare altrimenti!
La materia esiste nello spazio- tempo, l'immateriale no.... e i ricordi dove stanno?
Sicuramente non nella materia!
Credo comunque che non possano morire con il nostro cervello e al contrario non potranno essere ricordati nello stesso modo in cui li ricordiamo da vivi.
E' davvero pauroso pensare che un giorno non ricorderemo piu' i nostri figli e tutte le persone che abbiamo amato in questa vita, ed e' altrettanto difficile pensare invece che il ricordo proprio perche' non esiste nello spazio e nel tempo non puo' morire.
L'importante comunque e' continuare a cercare e a non darsi pervinti, come si suol dire la speranza e' l'ultima a..........
Mattia is offline  
Vecchio 30-12-2003, 23.43.48   #37
Knacker
Epicurus' very son
 
L'avatar di Knacker
 
Data registrazione: 26-12-2003
Messaggi: 375
Ciao Mattia! Sono contento che tu mi abbia risposto!

Io sono convinto che i ricordi stiano proprio nella materia.
Non mi preoccuperei tanto di pensare che un giorno non ricorderemo più nulla, perchè quel giorno non ci saremo più e non potremo ricordare, del resto non servirebbe e non avrebbe senso, il ricordare perderebbe significato.
Knacker is offline  
Vecchio 31-12-2003, 01.25.43   #38
leibnicht
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Data registrazione: 06-09-2003
Messaggi: 486
Magra consolazione

Qualcosa si spezza, però, qualcosa si interrompe, anche se per poco, quando muore qualcuno che amiamo.
Certo, tutto poi riprende a correre.
Ma chi ha mai detto che sia la morte "personale" di ciascuno di noi, il vero problema?
Chi è mai tornato a dirci che fosse una così grande disgrazia ed infelicità il semplice e banale non esserci delle molecole inerti, dei cristalli di calcio delle ossa fossili, delle pietre e dei carbonati in cui fu, senza scelta riciclato?
Il problema è il dolore di chi resta. Il conforto mancato, il calore di un contatto che si spegne.
Cosa importano i ricordi di chi deformerà a vantaggio dei potenti del futuro una storia scritta e riscritta infinite volte ?
A vantaggio di chi e perchè, sarò mai io se capitassi nella sventura di appartenere al senso di generazioni estranee al mio sentire ?
Il mio simulacro, fatto sanguinare, piangere o gioire al consumo di creduloni che disprezzerei.
Se il demone che ha ordito questa trama insensata di orrori e nonsenso avesse un corpo, come quello che per avventura mi trovo ad essere, io gli chiederei il silenzio e la dimenticanza.
Altro che ricordo !
Almeno fin che vivo, possa io macchiarmi di ogni indegnità, essere disprezzabile e poi dimenticato.
Auguri di buon anno.


















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leibnicht is offline  
Vecchio 31-12-2003, 11.33.43   #39
rain
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Data registrazione: 08-05-2003
Messaggi: 187
Ma veramente non ha senso per voi, non è di nessuna importanza il fatto che questa vita che stiamo vivendo sia fine a se stessa, non abbia una continuazione e quindi un senso più vasto se non il semplice esistere, sopravvivere o nel migliore dei casi vivere, per un tot di anni?
La mia angoscia era proprio questa: non avendo una fede a cui aggrapparmi mi lacera il dubbio se questa vita finirà con la mia morte o se esiste un anima, se il nulla avvolgerà tutto di me, ricordi, corpo e soffio vitale e non ricorderò più il minimo particolare o se, in qualche forma, sarò ancora presente nel circolo delle rinascite e delle morti.
Se fossi sicura che a 80 anni (o prima, o dopo)il mio cuore cesserà di battere e tutto finirà, non mi preoccuperò tanto del dolore, del non ricordare ecc, ma vivrò fino ad allora nell'apatia, con nell'anima l'idea che tuttoquello che posso fare o non fare è comunque vano, con una tristezza talmente radicata che poco senso avrebbe fare qualsiasi sforzo per stare meglio....

Che ne pensate?
rain is offline  
Vecchio 31-12-2003, 19.21.26   #40
Mattia
Ospite
 
Data registrazione: 26-11-2003
Messaggi: 12
Grazie a te Knacker! A me piacciono gli scambi di veduta soprattutto con persone che non la pensano come me!
Avremo sicuramednte il tempo se vorrai per discuterne ancora.

La base comunque sulla quale in questo argomento partono i miei pensieri e' : se i ricordi sono solo materia , allora anche i ricordi basati sui sentimenti sono materia, ma questi sentimenti che spesso ci lacerano il cuore, o che non ci fanno dormire alla notte, o che ci fanno vegliare su un amico o su un figlio, sono solo materiali? e se si da dove vengono? dalla corteccia cerebrale? dai neuroni?
in parte si e' scientificamente provato, ma non solo....... se fosse cosi le singole sensibilita' sarebbero comuni a tutti, e comunque io non mi sento costituito e formato solo da componenti scientifici ma anche da qualcosa d'altro ed e' li che sono indirizzate le mie ricerche.
Il dovere mi chiama, ti auguro un buon anno ed una buona serata.
Ciao
Mattia is offline  

 



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