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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 16-12-2007, 00.43.07   #11
katerpillar
Ogni tanto siate gentili.
 
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Data registrazione: 14-03-2007
Messaggi: 665
Riferimento: La Filosofia: Una Eterna Favola?

Giorgiosan
Citazione:
Va bene se penso che tu dica:
Sapere poco o molto di storia della filosofia, non è filosofare. Cercare la sapienza in modo personale originale e creativo, questo è il filosofare che mi piace.
katerpillar

Ed è proprio questo che volevo intendere; sapere tanto di filosofia è bellissimo ed importante, ma se rimaniamo al palo senza avere elaborato quello appreso, per aggiungere un qualsiasi tentativo personale, si ridimensiona il tutto.

A mio modo di vedere i metodi di studio (stò parlando della filosofia ma potremmo parlare di molte altre discipline) sono ormai ferraginosi, superati e non stimolano alla ricerca; da qui la stagnazione e l'incomprensione che vediamo tra l'ascoltatore e il filosofo, dove si può riscontrare un vero e proprio scollamento.

Separazione che potrebbe essere interessante se ci trovassimo di fronte a due tre, quattro linee di pensiero, ma qui, solo perché non si riesce a comprendere un assunto, si arriva, anche se in un modo molto larvato, alla denigrazione.

Le ultime avventure di Severino, trattate in questo forum, ci hanno dato un piccolo assaggio di quanto accade a ben altro livello, poiché è stato sufficiente che uno dei più apprezzati filosofi italiani non venga compreso in un suo passaggio, perché si arrivi al punto di sott'intendere che lo stesso, in quel caso, probabilmente si è rincoglionito.

A parte queste "opinioni opinabili" (spero che almeno voi siate d'accordo, veraluce e Giorgiosan), resta il fatto che in questa vita bisognerebbe avere più coraggio e fantasia, perché la fantasia: è la chiave di lettura della vita e dell'amore.
katerpillar is offline  
Vecchio 16-12-2007, 10.08.48   #12
La_viandante
stella danzante
 
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Data registrazione: 05-08-2004
Messaggi: 1,751
Riferimento: La Filosofia: Una Eterna Favola?

A me la filosofia piace molto, ma non nego che nelle discussioni in cui mi è capitato di usare questa o quella filosofia mi è sempre parso di sconfinare nella metafisica, un po’ perché quando si usano certi termini li si assolutizza, (ad esempio l‘essere, o il non essere) e quindi si fa entrare in un termine qualcosa che non gli appartiene, una accezione appunto metafisica, un po’ per il motivo anche opposto, cioè la realtivizzazione talmente all’eccesso che una parola non significa più nulla.
Ad un certo punto mi sembra sempre che filosofia e teologia siano interscambiabili, che non abbiano proprio una immediata rappresentazione in linguaggio della realtà ma che travalichino sempre in qualcosa di astratto, trascendente la realtà.
Anche se ci sono dei validi apporti della filosofia sul ragionamento ovvero sconfinare nell’astratto, nell’irreale, o ridurre al nulla una serie di argomentazione parola per parola, fa scomparire una serie di schemi mentali che imprigionano il pensiero e un problema può trovare un approccio per schemi totalmente nuovi e quindi anche una soluzione impensabile fino a poco prima.
In questo periodo il dibattito nella società verte proprio nel far entrare dio nella vita sociale o al contrario far si che tutti si adeguino ad una società laica, dal punto di vista del dibattito filosofico si stanno creando tanti di quei modi di vedere la questione che credo stiano proprio arricchendo il nostro pensiero contemporaneo allenandolo a uscire fuori degli schemi che fino ad ora abbiamo usato per “inerzia”. .
La_viandante is offline  
Vecchio 16-12-2007, 17.33.31   #13
Il_Dubbio
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Data registrazione: 03-12-2007
Messaggi: 1,706
Riferimento: La Filosofia: Una Eterna Favola?

Citazione:
Originalmente inviato da katerpillar
In ogni modo, per tornare al nostro dibattito, sarebbe bello che che qualcuno del forum uscisse fuori con un'idea inedita, o una nuova interpretazione di qualcosa di preesistente; allora forse potrammo segnalare tanti riferimenti "noziosistici" per aiutare ad interpreetare il nuovo assunto o a specificare meglio quel qualcosa di nuovo.


Salve a tutti cercherò di essere breve (però giù c'è una domanda, quindi almeno leggete quella )

A parer mio filosofeggiare è come fare di conto, o imparare una lingua per farsi capire dai propri vicini, o come non trovarsi con una lunga lista di multe se non si conosce il codice della strada.
A parer mio filosofeggiare fa parte dell'essere uomo.

Il filosofo però è colui che usa un metodo, originale o ortodosso, partendo dagli assunti noti nella storia della filosofia, applicato alle nuove esigenze culturali sociali economiche (ecc. ecc.) proprie delle situazioni moderne. In altre parole il filosofo, secondo me, dovrebbe conoscere tutta la storia della filosofia e conoscere, a seguito, le problematiche sorte nell'epoca moderna e poi dare delle risposte.
L'uomo della strada (come posso essere io) può solo fare di conto, cercare di non prendere multe dai vigili urbani solo perché non conosce la segnaletica che indica la presenza di un parcheggio adibito ai soli disabili, cercare di studiare una lingua per farsi capire da qualcuno ecc.; Il dottore, il professionista, colui che sa, che conosce, che è "esperto di..." si trova a dover farsi carico invece di dare delle risposte sempre nuove a esigenze sempre nuove. L'economo dovrà capire, per esempio, come si sta muovendo il mercato, dovrà capire cosa sta producendo la globalizzazione e quali misure proporre ai politici perché un domani non ci si ritrovi tutti a mendicare per strada.
Il fisico ed il matematico dovrà dare una risposta ai tanti incomprensibili fenomeni che si di spianano sulla loro strada, con metodologia (applicata) per raggiungere ad un modello molto più vicino alla realtà del modello precedente.

Spesso succede (ora sta succedendo sempre più spesso, e forse questo lo dobbiamo alla globalizzazione) che il filosofo per comprendere meglio come sta andando il mondo si affaccia sempre piu spesso sulla porta dell'economo, del fisico, del politico, come succedeva in precedenza con le porte dei vescovi e dei Papi, uscendone a pezzi, perché le conoscenze sono diventate sempre più complicate e molto più specialistiche.

La forma di globalizzazione, di cui internet è testimone e divulgatore, fa accostare sempre di più specialisti (fisici, medici, filosofi, economi ecc.) alla gente comune, e spesso fisici discutono con filosofi, o i medici con i fisici, e questi ultimi con perfetti sconosciuti.
Spesso insomma non si capisce più chi abbia ragione e chi abbia torto

Ognuno deve dire la sua

Ora... io non sono un filosofo, ne un fisico ne un economo, sono la <<gente comune>> che nota questo attorcigliarsi di argomentazioni che prima erano solo riservate alle categorie specialistiche.
Io sono il primo che mi ci butto.
Non conosco affondo un problema però ho un'idea... che faccio me la tengo?

Possiamo chiederci se
(qui mi interessa la visione del filosofo se c'è, ma anche dello specialista "fisico" o "medico" ecc. oltre che del solo "passante")
questa forma di globalizzazione porta a qualcosa di positivo, oppure era meglio quando ognuno si faceva i fatti propri, e, quando,se non propriamente interessati all'argomento, si potevano discutere molto leggermente tra gli amici, o comprandosi dei libri "divulgativi" che rimanevano però nella sfera del privato (cioè:ciò che capisco capisco)?

Può essere interessante come discussione?

La domanda potrebbe essere questa: la filosofia è una favola che può essere applicata alla conoscenza globalizzata, o è solo applicabile ad una molto più privata e specialistica? Chi è oggi il vero filosofo? Possiamo contribuire noi, non specialisti, alla fisionomia del nuovo mondo, oppure le nostre sono solo disquisizioni che non avranno mai un seguito nella intrinseca conoscenza del mondo?

ciao
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 16-12-2007, 19.27.11   #14
veraluce
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Data registrazione: 16-08-2007
Messaggi: 603
Riferimento: La Filosofia: Una Eterna Favola?

Citazione:
Da Il Dubbio:
Possiamo chiederci se
(qui mi interessa la visione del filosofo se c'è, ma anche dello specialista "fisico" o "medico" ecc. oltre che del solo "passante")
questa forma di globalizzazione porta a qualcosa di positivo, oppure era meglio quando ognuno si faceva i fatti propri, e, quando,se non propriamente interessati all'argomento, si potevano discutere molto leggermente tra gli amici, o comprandosi dei libri "divulgativi" che rimanevano però nella sfera del privato (cioè:ciò che capisco capisco)?

Può essere interessante come discussione?

La domanda potrebbe essere questa: la filosofia è una favola che può essere applicata alla conoscenza globalizzata, o è solo applicabile ad una molto più privata e specialistica? Chi è oggi il vero filosofo? Possiamo contribuire noi, non specialisti, alla fisionomia del nuovo mondo, oppure le nostre sono solo disquisizioni che non avranno mai un seguito nella intrinseca conoscenza del mondo?


La filosofia dovrebbe aprire le porte a tutti e non venite a dirmi che già lo fà, perché io che per la prima volta in modo serio mi sto cimentando per capirne qualcosa trovo molte difficoltà... tutte le forme di conoscenza dovrebbero essere facilmente accessibili a tutti... ma questo è sempre un condizionale... come quello che si usa per dire che un pezzo di pane da mangiare dovrebbero avercelo tutti gli esseri umani, e cose del genere...

Certo che anche i non specialisti possono contribuire all'espansione della conoscenza filosofica! La filosofia ci riguarda tutti... aiuta ad ampliare gli orizzonti mentali e sono sempre d'accordo con Katerpillar per quanto riguarda l'importanza della fantasia in tutti gli aspetti della vita e in questi ovviamente ci metto anche l'indagine filosofica!

Chi insegna e tramanda la filosofia dovrebbe farlo trasmettendo l'amore per questa forma di conoscenza (ma non è proprio semplicisticamente parlando "amore per la conoscenza" il significato del termine filosofia"?)... un pò di passione non guasta... passione intesa come immensa gioia che si ha nel sapere che chi ascolta quel che noi abbiamo saputo prima di lui sarà in tal modo aiutato ad essere "Uomo"...
Oggi si scrivono libri su libri ma si trasmette poca "passione"...
I filosofi alle persone comuni sembrano ancora "oggetti non identificati"...
...dalle mie parti è ancora così...
Che ben venga una globalizzazione della conoscenza ma che non si perdano i significati, la profondità, la passione, la fantasia... ...anzi che si rafforzino questi!

Cari filosofi, una come me, che filosofa non è (è venuta pure la rima),
si aspetta grandi cose da voi... soprattutto che siate coerenti con la "disciplina" che vi riguarda... trasmetteteci questo amore per la conoscenza... confido in voi!
Io nel mio piccolo cercherò di dare il mio contributo acculturandomi personalmente... ma spero che non vi aspettiate che sia io a fare i passi che dovreste fare voi... sono troppo anzianotta per questo!

Per cui scendete dagli allori e rimboccatevi le maniche!

Un saluto dall'intrusa "spirituale"!

P.S.: Ho saltato un pò di punteggiatura come al solito... scusate, sono un pò stanchetta! Ciao!!!!
veraluce is offline  
Vecchio 16-12-2007, 19.52.04   #15
Dasein
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Riferimento: La Filosofia: Una Eterna Favola?

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Originalmente inviato da veraluce
La filosofia dovrebbe aprire le porte a tutti e non venite a dirmi che già lo fà, perché io che per la prima volta in modo serio mi sto cimentando per capirne qualcosa trovo molte difficoltà... tutte le forme di conoscenza dovrebbero essere facilmente accessibili a tutti... ma questo è sempre un condizionale... come quello che si usa per dire che un pezzo di pane da mangiare dovrebbero avercelo tutti gli esseri umani, e cose del genere...

Certo che anche i non specialisti possono contribuire all'espansione della conoscenza filosofica! La filosofia ci riguarda tutti... aiuta ad ampliare gli orizzonti mentali e sono sempre d'accordo con Katerpillar per quanto riguarda l'importanza della fantasia in tutti gli aspetti della vita e in questi ovviamente ci metto anche l'indagine filosofica!

Chi insegna e tramanda la filosofia dovrebbe farlo trasmettendo l'amore per questa forma di conoscenza (ma non è proprio semplicisticamente parlando "amore per la conoscenza" il significato del termine filosofia"?)... un pò di passione non guasta... passione intesa come immensa gioia che si ha nel sapere che chi ascolta quel che noi abbiamo saputo prima di lui sarà in tal modo aiutato ad essere "Uomo"...
Oggi si scrivono libri su libri ma si trasmette poca "passione"...
I filosofi alle persone comuni sembrano ancora "oggetti non identificati"...
...dalle mie parti è ancora così...
Che ben venga una globalizzazione della conoscenza ma che non si perdano i significati, la profondità, la passione, la fantasia... ...anzi che si rafforzino questi!

Cari filosofi, una come me, che filosofa non è (è venuta pure la rima),
si aspetta grandi cose da voi... soprattutto che siate coerenti con la "disciplina" che vi riguarda... trasmetteteci questo amore per la conoscenza... confido in voi!
Io nel mio piccolo cercherò di dare il mio contributo acculturandomi personalmente... ma spero che non vi aspettiate che sia io a fare i passi che dovreste fare voi... sono troppo anzianotta per questo!

Per cui scendete dagli allori e rimboccatevi le maniche!

Un saluto dall'intrusa "spirituale"!

P.S.: Ho saltato un pò di punteggiatura come al solito... scusate, sono un pò stanchetta! Ciao!!!!


La filosofia non è un qualcosa che si possa modellare secondo ciò che più abbisogna per farsi capire, spesso portando invece a fraintendimenti: se hai passione, le difficoltà di comprensione saranno superabili con l'impegno e la volontà. La filosofia può essere una medicina, ma non è un'aspirina per un mal di testa. Il mal di testa, anzi, è necessario che arrivi e poi bisogna rifletterci.
Te lo dice un non-specialista.
Una globalizzazione della conoscenza è possibile, ma non si può chiedere alla conoscenza di semplificarsi per globalizzarsi, perchè nella semplificazione il più delle volte vanno persi i connotati costitutivi e strutturali.
Dasein is offline  
Vecchio 16-12-2007, 22.27.54   #16
katerpillar
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katerpillar
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In ogni modo, per tornare al nostro dibattito, sarebbe bello che che qualcuno del forum uscisse fuori con un'idea inedita, o una nuova interpretazione di qualcosa di preesistente; allora forse potrammo segnalare tanti riferimenti "noziosistici" per aiutare ad interpreetare il nuovo assunto o a specificare meglio quel qualcosa di nuovo.
Il_Dubbio
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A parer mio filosofeggiare fa parte dell'essere uomo.
Il filosofo però è colui che usa un metodo, originale o ortodosso, partendo dagli assunti noti nella storia della filosofia, applicato alle nuove esigenze culturali sociali economiche (ecc. ecc.) proprie delle situazioni moderne. In altre parole il filosofo, secondo me, dovrebbe conoscere tutta la storia della filosofia e conoscere, a seguito, le problematiche sorte nell'epoca moderna e poi dare delle risposte.
katerpillar

A quanto sembra Schopenauer e Nietzche non sarebbero stati d'accordo sul tuo assunto, poiché il primo affermava che un pensiero filosofico non doveva nascere dentro le università o le istituzioni, poiché tale pensiero sarebbe andato a ricalcare, inevitabilmente, i pensieri di chi comandava o dei potenti di turno.
Comprendo che il pensiero di Schopenaur poteva essere influnenzato dal fatto che venne tenuto in quarantena, dagli accademici dell'epoca, per ben cinque anni prima di farlo entrare nel loro ambito, ma anche F. Nietzche affermava che prima di esprimere un pensiero filosofico non bisognava leggere libri di filosofi per non esserne influenzati.
Nella pratica tutte e due "pretendevano" che i pensieri filosofici provenissero dall'empirismo, che mi sembra un po differente dal tuo pensiero.

Il_Dubbio
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Ora... io non sono un filosofo, ne un fisico ne un economo, sono la <<gente comune>> che nota questo attorcigliarsi di argomentazioni che prima erano solo riservate alle categorie specialistiche.
Io sono il primo che mi ci butto.
Non conosco affondo un problema però ho un'idea... che faccio me la tengo?

Possiamo chiederci se
(qui mi interessa la visione del filosofo se c'è, ma anche dello specialista "fisico" o "medico" ecc. oltre che del solo "passante")
questa forma di globalizzazione porta a qualcosa di positivo, oppure era meglio quando ognuno si faceva i fatti propri, e, quando,se non propriamente interessati all'argomento, si potevano discutere molto leggermente tra gli amici, o comprandosi dei libri "divulgativi" che rimanevano però nella sfera del privato (cioè:ciò che capisco capisco)?

Può essere interessante come discussione?

La domanda potrebbe essere questa: la filosofia è una favola che può essere applicata alla conoscenza globalizzata, o è solo applicabile ad una molto più privata e specialistica? Chi è oggi il vero filosofo? Possiamo contribuire noi, non specialisti, alla fisionomia del nuovo mondo, oppure le nostre sono solo disquisizioni che non avranno mai un seguito nella intrinseca conoscenza del mondo?
katerpillar

In parte mi sembra di avere già ho risposto alla tua domanda, prendendo a prestito i pensieri dei due filosofi citati, che io condivido solo in parte. In ogni modo a quella citazione voglio aggiungerne un'altra -A proposito di non citazioni- Pier Paolo Pasolini, che ho avuto l'avventura di conoscere, nel suo libro: Gli Scritti Corsari, a proposito della suddivisione compartimentale con le varie specializzazioni, lui la fa per le categorie sociali, affermando quanto segue: (ne faccio un riassunto a memoria).
A Roma si chiamano "Cascherini" coloro che, alle cinque di mattina, portavano il pane fresco di forno alle famiglie "ricche" dei Parioli. Il cascherino andava in bicicletta con la grande cesta di vimini, che portava sul davanti, fischiettando per il quartiere tutto contento.
Questo ragazzo era contento e sereno perché aveva una sua "collocazione" nella società, poiché frequentava ragazzi simili a lui, si sposava con il figlio del meccanico o del muratore, i suoi figli frequantavano figli di altri operai ecc.

Ma tutto questo è avvenuto fino a quando non vi è stato l'avvento della televisione con il famoso "Carosello" pubblicitario. Ma voi direte: allora cosa è accaduto al nostro cascherino? E' accaduto che fino a quella data il nostro amico aveva visto i "signori" sempre dalla porta di servizio, mentre ora poteva ammirarli dalla porta d'ingresso, tramite il carosello pubblicitario, ammirando le loro case e i mobili che avevano, potendo ammirare le scarpe che portavano per andare in barca, le camice e i vestiti firmati che poteva indossare, il Cognac che beveva e le sigarette che fumava.

Naturalmente il nostro cascherino non ci è voluto stare più nel "ruolo sociale" che la casualità le aveva destinato, per cui ha abbandonato questo ruolo, ma solo per cadere nel baratro, poiché non aveva: né i mezzi economici né lo spessore culturale per entrare in quel mondo che tanto lo attirava. E' stato così che quel povero ragazzo ha perso anche quella serenità che la consapevolezza del ruolo sociale le donava.

Segue../..
katerpillar is offline  
Vecchio 16-12-2007, 22.48.05   #17
katerpillar
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Riferimento: La Filosofia: Una Eterna Favola?

Continua../..

katerpillar

Ho portato l'esempio del "Cascherino" poiché l'episodio si trovava in ambito sociale -a proposito di globalizzazione- ma credo che l'esempio riportato per la filosofia non sia valido, poiché, come da te affermato, la filosofia è nata con l'uomo.
Questo è tanto vero che i primi filosofi non avevano frequentato le università, né potevano leggere libri di altri filosofi, eppure il loro pensiero ha perforato i millenni giungendo fino a noi, ma non come fatto semplicemente culturale ma, come afferma emmecì, come unico pilastro portante dell'attuale cultura occidentale.
Basterebbe questa riflessione per rispondere alla tua domanda, ma se tu non sei daccordo possiamo approfondire il tema. Tanto: che ci costa?

veraluce
Citazione:
Certo che anche i non specialisti possono contribuire all'espansione della conoscenza filosofica! La filosofia ci riguarda tutti... aiuta ad ampliare gli orizzonti mentali e sono sempre d'accordo con Katerpillar per quanto riguarda l'importanza della fantasia in tutti gli aspetti della vita e in questi ovviamente ci metto anche l'indagine filosofica!

Chi insegna e tramanda la filosofia dovrebbe farlo trasmettendo l'amore per questa forma di conoscenza (ma non è proprio semplicisticamente parlando "amore per la conoscenza" il significato del termine filosofia"?)... un pò di passione non guasta... passione intesa come immensa gioia che si ha nel sapere che chi ascolta quel che noi abbiamo saputo prima di lui sarà in tal modo aiutato ad essere "Uomo"...
Oggi si scrivono libri su libri ma si trasmette poca "passione"...
I filosofi alle persone comuni sembrano ancora "oggetti non identificati"...
...dalle mie parti è ancora così...
Che ben venga una globalizzazione della conoscenza ma che non si perdano i significati, la profondità, la passione, la fantasia... ...anzi che si rafforzino questi!
La_viandante
Citazione:
A me la filosofia piace molto, ma non nego che nelle discussioni in cui mi è capitato di usare questa o quella filosofia mi è sempre parso di sconfinare nella metafisica, un po’ perché quando si usano certi termini li si assolutizza, (ad esempio l‘essere, o il non essere) e quindi si fa entrare in un termine qualcosa che non gli appartiene, una accezione appunto metafisica, un po’ per il motivo anche opposto, cioè la realtivizzazione talmente all’eccesso che una parola non significa più nulla.
Ad un certo punto mi sembra sempre che filosofia e teologia siano interscambiabili, che non abbiano proprio una immediata rappresentazione in linguaggio della realtà ma che travalichino sempre in qualcosa di astratto, trascendente la realtà.
Anche se ci sono dei validi apporti della filosofia sul ragionamento ovvero sconfinare nell’astratto, nell’irreale, o ridurre al nulla una serie di argomentazione parola per parola, fa scomparire una serie di schemi mentali che imprigionano il pensiero e un problema può trovare un approccio per schemi totalmente nuovi e quindi anche una soluzione impensabile fino a poco prima.
katerpillar

Condivido tutto.
Un saluto.
Giancarlo
katerpillar is offline  
Vecchio 17-12-2007, 00.26.52   #18
Il_Dubbio
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Riferimento: La Filosofia: Una Eterna Favola?

Citazione:
Originalmente inviato da katerpillar
Basterebbe questa riflessione per rispondere alla tua domanda, ma se tu non sei daccordo possiamo approfondire il tema. Tanto: che ci costa?


Ciao, sono d'accordo che ognuno di noi esprime una propria visione individuale.
Ma toglimi una curiosità: Il vecchio filosofo, quando fosse vero che non si informava delle idee dei suoi colleghi pensatori, esprimeva col suo pensiero una sua opinione personale che ancora oggi è fonte di saggezza. L'unica mia incredulità è capire fino a che punto la fonte di saggezza possa essere trasportata dal personale al generale.
Un filosofo che crede negli asini che volano quando sanno tutti che non possono volare come fa ad attecchire il tessuto di chi constata che gli asini non volano?
Il suo pensiero, questo è il succo, da cosa deve venir fuori? Cosa distingue un pensiero saggio da uno che non lo è? C'è una distinzione oggettiva o rimane appesa al sol pensiero individuale del tal filosofo?
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 17-12-2007, 09.27.12   #19
emmeci
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Riferimento: La Filosofia: Una Eterna Favola?

L’eterna favola, miraggio di filosofi da bar o di illustri cattedratici? Credo che in ognuno di noi ci sia questo virus della filosofia, in quanto si intenda per filosofia la ricerca della verità, senza scomporsi per le occhiatacce di cattedratici o guardiani delle sacre carte: un’aspirazione questa, della ricerca della verità, che comunque non implica sentimenti di meraviglia, amore, curiosità o paura. Perché la filosofia svolga il suo ruolo deve invece cominciare dal dubbio: filosofia significa – o meglio dovrebbe significare – dubitare di tutto: ciò che tuttavia avviene raramente, nella convinzione, tramandataci dai profeti dell’essere, che dal nulla non si possa ottenere nulla, mentre è proprio questa la logica della verità assoluta: che essa viene dal nulla e può lasciarci alla fine orfani della verità cioè privi di una formula che la rappresenti , perché incontestabile è solo il fatto che una verità assoluta c’è anche se non arriviamo a conoscerla e tanto meno ad esprimerla, ma che possiamo solo cercare, come del resto facciamo attraverso i meandri di questo forum.
Dunque tre sono le condizioni perenni della filosofia: il dubbio; la certezza che una verità assoluta ci sia; la possibilità per noi di cercarla.
Quanto a scoprire chi è meglio attrezzato per assumersi il compito di filosofo (un altro problema che sembra dare inquietudine a chi è qui intervenuto) io risponderei: nessuno e tutti, quindi l’illustre cattedratico e l’umile abborracciatore di vagabondi pensieri, anche se una certa preferenza potrei avere per chi si auto-definisce Il Dubbio. All’ingresso della filosofia non è però appeso nessun cartello ""vietato ai non addetti ai lavori”, ma semmai qualcosa come “vinca il migliore”.
(Una cosa però vorrei far notare a chi legge: che io mi sono posto a monte di ogni definizione di metodo, e soprattutto a monte di una decisione che riguardi il grande bivio tra filosofia e religione: non vorrei infilarmi in una discussione impossibile da arrestare o in un labirinto al fondo del quale c’è un fantasma che si può giudicare – secondo i momenti - mostruoso o divino).
emmeci is offline  
Vecchio 17-12-2007, 10.36.50   #20
Il_Dubbio
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Riferimento: La Filosofia: Una Eterna Favola?

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Dunque tre sono le condizioni perenni della filosofia: il dubbio; la certezza che una verità assoluta ci sia; la possibilità per noi di cercarla.

Ciao

Il metodo da te enunciato io lo condivido in parte.
Primo io il Dubbio lo metterei alla fine di ogni discorso per metodologia. Poi al centro non metterei "la certezza che una verità assoluta ci sia"; nella parte centrale ci vedrei <<l'interpretazione del mondo>>, che in un pensatore potrebbe idealizzare come una verità dinamica invece che statica.

Come prima analisi c'è <<la possibilità in noi di cercarla>>.
Ed è qui interessante capire come fare il primo passo.
La nostra è una possibilità di cercarla in senso assoluto o in senso relativo? In senso relativo è molto più pragmatico, cercarlo in senso assoluto è "fantasioso" anche se l'essenza dell'assoluto potrebbe essere in qualche modo "azzeccato".

Bisogna cercare di capire insomma cosa vogliamo cercare... se vogliamo perderci in fantasie esse sono si possibilmente azzeccabili per il futuro, ma non raccontano nulla nel presente. Se invece il filosofo deve dare risposte al presente deve essere meno fantasioso e pensare al relativo.
Sempre che tu non creda che pensare a cose non relative sia di qualche utilità nel presente. Ma qui io scadrei nella religiosità, il senso dell'assoluto potrebbe essere infatti di monito per eseguire certi regolamenti interni.


Tu che ne pensi?
Il_Dubbio is offline  

 



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