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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 31-10-2011, 08.57.45   #51
Tempo2011
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Riferimento: Ecco perchè siamo eterni.

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ulysse
Strano che nelle equazioni di Maxwel e nemmeno di Einstein la memoria non compaia!
Sembra che dalle ataviche idee sia difficilissimo ravvedersi! anche perchè, piuttosto che il ravvedimento, se ne cerca la conferma e chi la cerca la trova...inevitabilmente!
In effetti anche una vaccinazione induce una memoria biologica...e la terra, come i pianeti, ricordano di dover ciclicamente ripercorrere le loro orbite e le galassie di fuggire o le piante di rifiorire ogni anno...persino l'acqua ricorda di dover scendere verso il basso, il ghiaccio di sciogliersi al sole e le quantità di calore di dovere riscaldare i corpi freddi che passano di lì...in eterno....o finchè c'è combustibile, direi!

Lo trovo abbastanza strano che in questo forum, essendo formato da "tuttologi", in continuazione ci permettiamo di contestare: Astrofisici, Fisici, Scienziati premi Nobel ecc. e, per ultimi, i più quotati Filosofi moderni; però, se è vero che questo avviene, lo facciamo senza aver letto le motivazioni che hanno indotto i maestri a mettere la propria faccia su quei pensieri, oppure equazioni o scoperte scientifiche ecc. In pratica ci limitiamo a criticare e basta.
In ogni caso condivido il tuo assunto sulla memoria delle cose, magari precisando che, la memoria dell'acqua non consiste solo nella sua caduta, "indotta" dalla gravità, ma sta nel fatto di continuare a rimanere acqua. Oppure di solidificarsi quando ghiaccia, di evaporare alla presenza di una temperatura alta, di ritornare liquida sotto una certa temperatura. Naturalmente, l'acqua ha le stesse caratteristiche della materia dell'universo. E' stata questa semplice costatazione che mi ha indotto ad affermare che l'universo sia un’immensa memoria. Per altro, Maxwell ed Einstein non hanno formulato l'equazione o l'ultima teoria che spieghi tutto l'universo; hanno dato il loro contributo alla scienza che, nel tempo, si potrà rivelare fallace o non completo. Neutrini permettendo.

Ultima modifica di Tempo2011 : 31-10-2011 alle ore 21.22.47.
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Vecchio 31-10-2011, 14.19.07   #52
and1972rea
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Riferimento: Ecco perchè siamo eterni.

...il presente non e' forse null'altro che il volto del passato mutato dall'apparente fluire delle cose?...in questo senso il passato vive concretamente , fisicamente, ontologicamente nelle cose presenti e in quelle future;anche dal punto di vista fisico ogni evento passato nel nostro universo e' logicamente ricostruibile, ogni evento e' logicamente reversibile proprio per il fatto di essere costituito da tutto il proprio passato ; la materia del presente , in fisica, e' proprio il passato; il mistero ancora irrisolto rimane l'inspiegabile causa che costringe la natura ad evolvere dal passato verso il futuro...lungo una sola direttrice preferenziale...
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Vecchio 31-10-2011, 21.45.55   #53
Tempo2011
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Riferimento: Ecco perchè siamo eterni.

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and1972rea
Il presente, non è forse null'altro che il volto del passato mutato dall'apparente fluire delle cose? In questo senso il passato vive concretamente, fisicamente, ontologicamente nelle cose presenti e in quelle future.
Perdonami Andrea, ma perché il fluire è soltanto apparente? Se così fossero le cose, vorrebbero significare che la prima realtà è rimasta immutata nel tempo, mentre sappiamo che così non è. Per altro, mi trovi d'accordo quando affermi che il passato vive in modo concreto, fisico e ontologico nelle cose presenti: ma come potrebbe vivere, contemporaneamente, in quelle che dovranno arrivare dal futuro?
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Il mistero ancora irrisolto rimane l'inspiegabile causa che costringe la natura a evolvere dal passato verso il futuro, lungo una sola direttrice preferenziale.
Potresti indicarla più esplicitamente in che cosa consisterebbe la direttrice preferenziale?
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Vecchio 01-11-2011, 11.36.43   #54
CVC
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Riferimento: Ecco perchè siamo eterni.

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Originalmente inviato da and1972rea
...il presente non e' forse null'altro che il volto del passato mutato dall'apparente fluire delle cose?...
ll passato esiste perchè abbiamo un linguaggio e nel linguaggio esiste una parola che si chiama passato. Come potrei ricordarmi del giorno del mio quinto compleanno senza pensare alla frase "giorno del mio quinto compleanno?". Le madeleine di Proust hanno sprigionato nel narratore di "alla ricerca del tempo perduto" quel flusso di ricordi che lo ha riportato alla sua infanzia. Ma potremmo rivivere i ricordi della nostra infanzia se non li avessimo catalogati sotto forma di linguaggio? Il passato è un sottoinsieme del linguaggio, ed il linguaggio è un sottoinsieme della realtà.
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Vecchio 01-11-2011, 20.34.20   #55
ulysse
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Originalmente inviato da CVC
ll passato esiste perchè abbiamo un linguaggio e nel linguaggio esiste una parola che si chiama passato. Come potrei ricordarmi del giorno del mio quinto compleanno senza pensare alla frase "giorno del mio quinto compleanno?". Le madeleine di Proust hanno sprigionato nel narratore di "alla ricerca del tempo perduto" quel flusso di ricordi che lo ha riportato alla sua infanzia. Ma potremmo rivivere i ricordi della nostra infanzia se non li avessimo catalogati sotto forma di linguaggio? Il passato è un sottoinsieme del linguaggio, ed il linguaggio è un sottoinsieme della realtà.
Ma potrei chiedermi: quando non esisteva un linguaggio...quando la parola "passato" non era nota... il passato non esisteva? non se ne aveva coscienza?
Noto che il linguaggio parlato e roba di nemmeno 200.000 anni!
Gli australopitechi di 3 milioni di anni fà non avevano nozione, almeno, di ieri ...o di ieri l'altro? o di alcune lune fà?
Io suppongo di sì!
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Vecchio 01-11-2011, 21.09.34   #56
ulysse
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Originalmente inviato da and1972rea
...il presente non e' forse null'altro che il volto del passato mutato dall'apparente fluire delle cose?...
Il prsi troppe domande potrebbe distruggerci!
Forse il presente è una mutazione del passato, ma a me pare che il fluire delle cose non sia affato apparente: oggi, alla stazione, un treno mi è fluito davanti ad una velocità terrificante: non mi è parso per niente apparente!

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il mistero ancora irrisolto rimane l'inspiegabile causa che costringe la natura ad evolvere dal passato verso il futuro...lungo una sola direttrice preferenziale...
Prova ad immaginare un albero che cambiata la diretttrice involve dal futuro verso il passato: prima appare un mobile di legno, poi vediamo il tronco a terra tagliato, che poi si raddrizza e mette rami e foglie e poi radici e di anno in anno diventa sempre più piccolo fino a scomparire sotto terra...diventato seme!
Non ti pare che la direttrice preferenziale sia più ragionevole?
Dovremmo mangiare l'insalata prima di avrerla seminata?

Del resto mi pare che la natura non sia costretta a seguire questa unica e razionalmente imposta freccia del tempo: siamo noi che abbiamo ricavato, dall'evolvere dalla natura e dal movimento degli astri, il senso del fluire tempo.

In un film western antico, di quando gli indiani erano ancora cattivi, il capo Lupo Grigio annunciava all'uomo legato al palo : "Uomo bianco, al sorgere della nuova luna tu morrai!"
Ecco questo è il vero senso del tempo...nella giusta direzione: il capo Lupo Grigio non lo confondeva ancora con lo spazio...del resto Einstein non c'era ancora!...e nemmeno i quanti!
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Vecchio 02-11-2011, 13.02.43   #57
CVC
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Riferimento: Ecco perchè siamo eterni.

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Originalmente inviato da ulysse
Ma potrei chiedermi: quando non esisteva un linguaggio...quando la parola "passato" non era nota... il passato non esisteva? non se ne aveva coscienza?
Noto che il linguaggio parlato e roba di nemmeno 200.000 anni!
Gli australopitechi di 3 milioni di anni fà non avevano nozione, almeno, di ieri ...o di ieri l'altro? o di alcune lune fà?
Io suppongo di sì!
Forse la domanda da porsi è: può esistere una conoscenza per concetti se non esiste un linguaggio?
Quando tu "frughi" fra una qualche tua esperienza del tuo passato, quante domande ti poni mentalmente? Quante associazioni verbali nel tuo discorso interiore ti aiutano a ricordare?
Le nostre esperienze vengono immagazzinate nell'inconscio in termini di stimolo e risposta, vengono registrate come programmi su di un disco rigido di un computer. Questi programmi diventano le nostre abitudini. Il nostro passato, al di fuori del nostro pensare concettuale discorsivo,
sono le nostre abitudini. Il passato di un cane sono le sue abitudini. Ma le abitudini mutano, una volta acquisita l'abitudine nuova ci si dimentica della precedente. Possiamo forse credere che un cane possa avere una qualche riflessione sul tempo che passa? O sul rammarico per la vecchiaia? Il mio cagnolino è oramai anziano, una volta riusciva a salire sul divano con un balzo, ora ci riesce solo usando un qualcosa di più basso come scalino. Una volta salito sul divano però, il suo atteggiamento è identico a prima. Non prova rammarico per l'involuzione che sta subendo il suo organismo, cosa che possiamo provare noi dopo i quaranta, quando la vista e altre cose non sono più le stesse. Il cane non si rattristisce per la sua anzianità, semplicemente adegua le sue abitudini alle nuove circostanze. Allo stesso modo un animale feroce che dilania un altro animale perchè minacciava il suo territorio, subito dopo il combattimento, una volta che la situazione torna sotto controllo, ritorna nel medesimo stato di tranquillità in cui si trovava prima dell'episodio. Non sta a rimugginare sull'accaduto come faremmo noi umani. La sua paura, la sua rabbia, le sue sensazioni svaniscono nel momento stesso in cui cessa la situazione di minaccia.
Senza il linguaggio non vedo come possiamo avere dei ricordi catalogati concettualmente di cui poter disporre secondo la nostra volontà.
Gli australopitechi presumo abbiano avuto delle abitudini e non un'idea del passato, in quanto gli mancava la riflessione sui concetti. Inoltre l'impellenza delle necessità cui far fronte per sopravvivere dubito che abbiano potuto concedergli molto tempo per una riflessione
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Vecchio 03-11-2011, 15.22.28   #58
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Forse la domanda da porsi è: può esistere una conoscenza per concetti se non esiste un linguaggio?
Quando tu "frughi" fra una qualche tua esperienza del tuo passato, quante domande ti poni mentalmente? Quante associazioni verbali nel tuo discorso interiore ti aiutano a ricordare?
Mi sembra che quelle di ulysse erano domande e non affermazioni, vista la serie di punti interrogativi.
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Le nostre esperienze vengono immagazzinate nell'inconscio in termini di stimolo e risposta, vengono registrate come programmi su di un disco rigido di un computer. Questi programmi diventano le nostre abitudini. Il nostro passato, al di fuori del nostro pensare concettuale discorsivo,
sono le nostre abitudini.
Condivido per intero i tuoi concetti, solo che, secondo me, le esperienze vengono memorizzate nella memoria e non nell'inconscio; caso mai è l'inconscio che è memorizzato nella stessa memoria. Sbaglio?
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Il passato di un cane sono le sue abitudini. Ma le abitudini mutano, una volta acquisita l'abitudine nuova ci si dimentica della precedente. Possiamo forse credere che un cane possa avere una qualche riflessione sul tempo che passa? O sul rammarico per la vecchiaia? Il mio cagnolino è oramai anziano, una volta riusciva a salire sul divano con un balzo, ora ci riesce solo usando un qualcosa di più basso come scalino. Una volta salito sul divano però, il suo atteggiamento è identico a prima. Non prova rammarico per l'involuzione che sta subendo il suo organismo, cosa che possiamo provare noi dopo i quaranta, quando la vista e altre cose non sono più le stesse. Il cane non si rattristisce per la sua anzianità, semplicemente adegua le sue abitudini alle nuove circostanze. Allo stesso modo un animale feroce che dilania un altro animale perchè minacciava il suo territorio, subito dopo il combattimento, una volta che la situazione torna sotto controllo, ritorna nel medesimo stato di tranquillità in cui si trovava prima dell'episodio. Non sta a rimugginare sull'accaduto come faremmo noi umani. La sua paura, la sua rabbia, le sue sensazioni svaniscono nel momento stesso in cui cessa la situazione di minaccia.
Senza il linguaggio non vedo come possiamo avere dei ricordi catalogati concettualmente di cui poter disporre secondo la nostra volontà.
Gli australopitechi presumo abbiano avuto delle abitudini e non un'idea del passato, in quanto gli mancava la riflessione sui concetti. Inoltre l'impellenza delle necessità cui far fronte per sopravvivere dubito che abbiano potuto concedergli molto tempo per una riflessione.
Condivido tutto.
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Vecchio 03-11-2011, 20.32.49   #59
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Riferimento: Ecco perchè siamo eterni.

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Originalmente inviato da Tempo2011
secondo me, le esperienze vengono memorizzate nella memoria e non nell'inconscio; caso mai è l'inconscio che è memorizzato nella stessa memoria. Sbaglio?
.
Gli psicologici cognitivisti distinguono due tipi di memoria, la memoria a lungo termine e quella a breve termine. La memoria a lungo termine equivale all'inconscio ed è paragonabile all'hard disk del computer, la memoria a breve è la coscienza ed è paragonabile alla memoria ram del pc.
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Vecchio 04-11-2011, 10.15.01   #60
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Gli psicologici cognitivisti distinguono due tipi di memoria, la memoria a lungo termine e quella a breve termine. La memoria a lungo termine equivale all'inconscio ed è paragonabile all'hard disk del computer, la memoria a breve è la coscienza ed è paragonabile alla memoria ram del pc.
Allora, sarebbe semplice affermare: la memoria antica, dove vi sono depositate le esperienze che noi non abbiamo vissuto e "conosciuto". Da qui "inconscio"; ma sempre di memoria si tratta. Per altro, io non sarei d'accordo nel dividere la memoria in due, poiché il magazzino è unico e, la coscienza secondo me, è formata dall'insieme di tutto il materiale che è depositato. Di fatto, come possiamo pensare che le vecchie esperienze, anche se non vissute direttamente, non possono influenzare la formazione della coscienza? Per altro, è stato anche affermato che le esperienze “giovani”, senza il contributo dell’inconscio, non potrebbero mai causare delle malattie psichiatriche o psicologiche. Allora, possiamo affermare che l’inconscio ci complica la vita a nostra insaputa?
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