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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 17-09-2009, 13.57.00   #31
Noor
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Data registrazione: 29-03-2007
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Che se poi tale superiorità comporti, come siamo stati spinti a credere, una maggior somiglianza con Dio, ciò allarga in modo tale il problema da rendere difficile abbozzare una plausibile argomentazione e farci uscire dal vortice delle ipotesi o delle credenze. Ma attenzione, perché – almeno per i mistici più radicali - Dio è tanto al di sopra di noi da ignorare queste distinzioni fra il bene ed il male.
Tutto sta nel vedere a che distanza poniamo questo Dio-oggetto che stiamo valutando..
Potrebbe essere un Dio che si accanisce perché non ci fa vincere alla lotteria,
o poco oltre, un Dio ingiusto che non sa valutare ciò che sarebbe giusto per noi a renderci più felici,
oltre ciò,allargando lo sguardo,sarebbe un Dio misericordioso che ci ha promesso un’oltrevita di felicità ,nel quale confidare,
oltre potremmo vedere che forse certe distanze tra i due enti si sono appianate..
e comincia a sorgere un’unica Volontà..un’unico Soggetto..
una sola Energia creatrice alla quale non potersi/doversi opporre se non per sdoppiamento mentale e non per Sua realtà intrinseca.
Non c’è più un basso e un alto ,un superiore e inferiore,ma tutta è un’unica Manifestazione dell’Essente:l’occhio che vedrebbe se stesso non avrebbe più da giudicarsi,soltanto essere.
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Vecchio 17-09-2009, 14.56.03   #32
Giorgiosan
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Riferimento: Simili a Dio

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Sì, Giorgiosan, ma questo dimostra che il nostro senso di superiorità non deve farci inorgoglire di fronte al passato (visto che l’intelligenza dell’uomo trova il suo fondamento negli esseri che l’hanno preceduto cioè nella storia della natura) ma non ci dice nulla rispetto al futuro…..cioè, per esempio, che nell’universo non possano esistere civiltà più evolute.
Non si può escludere ma civiltà non è molto significativo: Francesco d'Assisi ha vissuto in una civiltà ad uno stadio diverso da quella in cui viviamo e ciò nonostante la sua evoluzione morale-spirituale ha raggiunto la compiutezza proprio come quella del Cristo Gesù.
L'invito di Gesù,

Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste e " io in loro e tu in me; affinché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me

afferma che questa meta evolutiva è raggiungibile, in ogni momento storico e quindi in ogni civiltà quale che sia il livello di questa civiltà.

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Originalmente inviato da emmeci

Che se poi parliamo non di intelligenza ma di moralità tutto ritorna dubbioso. Forse la moralità è ciò che ci distingue veramente, la moralità è il miracolo? In fondo la Genesi biblica sembra proprio dire questo facendo del primo uomo e della prima donna gli esseri che, appena creati, vengono considerati responsabili di tutte le pene e gli orrori del mondo.

La moralità evangelica ovvero la moralità del Cristo Gesù per essere vissuta da qualcuno ha bisogno del sostegno di un altro che abbia preceduto quel qualcuno, ed in questo senso è sicuramente un miracolo continuo, se chiamiamo miracolo l'intervento fattivo del Cristo.

Nel racconto mitico di Genesi non si attribuisce ai primi esseri umani la responsabilità di tutti i mali, ognuno è responsabile dei suoi atti, ma si attribuisce loro di aver infranto l'armonia con Dio e con la creazione e tale atto ha delle conseguenze negative.
(Se qualcuno inquina una falda acquifera o altro, il suo atto può avere conseguenze irreversibili e che danneggiano tutto l'ambiente antropico.)

Bisogna anche tener conto che nello stesso racconto compare un altro personaggio sulla cui negatività il racconto non lascia dubbi e la cui responsabilità è maggiore.

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Che se poi tale superiorità comporti, come siamo stati spinti a credere, una maggior somiglianza con Dio, ciò allarga in modo tale il problema da rendere difficile abbozzare una plausibile argomentazione e farci uscire dal vortice delle ipotesi o delle credenze. Ma attenzione, perché – almeno per i mistici più radicali - Dio è tanto al di sopra di noi da ignorare queste distinzioni fra il bene ed il male.

Come forse sai sono un cristiano cristocentrico: un aspetto del cristocentrismo è quello di ritenere che tutto ciò che possiamo dire di Dio è quello che ci ha insegnato il Cristo.

Gesù il Cristo distingue inequivocabilmente il bene dal male e anche Gesù è un mistico anzi la fonte del misticismo cristiano.

Ultima modifica di Giorgiosan : 17-09-2009 alle ore 21.10.19.
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Vecchio 19-09-2009, 16.28.05   #33
emmeci
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Giorgiosan: non so se Cristo si può definire un mistico: credo che il mistico sia colui che ha brama di Dio, e che cerca - talvolta fra disperati tormenti, di ascendere a chi è tanto elevato sopra di lui da abbacinarlo e somigliare alla tenebra. Mentre Cristo, almeno per un fedele cristiano, “è” Dio.
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Vecchio 20-09-2009, 11.10.10   #34
Giorgiosan
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Originalmente inviato da emmeci
Giorgiosan: non so se Cristo si può definire un mistico: credo che il mistico sia colui che ha brama di Dio, e che cerca - talvolta fra disperati tormenti, di ascendere a chi è tanto elevato sopra di lui da abbacinarlo e somigliare alla tenebra. Mentre Cristo, almeno per un fedele cristiano, “è” Dio.

Nel senso cristiano per mistica s'intende " conoscenza sperimentale di Dio" (Tommaso d'Aquino, Bonaventura da Bagnoregio) vale a dire esperienza immediata ( non mediata) con Dio manifestato in Cristo Gesù.

Alcune correnti mistiche insistono sul ruolo dell'intelligenza come Eckart o sull'oscurità di Dio come Dionigi Areopagita, oppure sul legame con i sacramenti specialmente nella Chiesa orientale, altri ancora sul fattore affettivo, ecc.

Ho parlato di Gesù come mistico perchè è vero come hai detto che per i cristiani è Dio e però, come emerge dai Vangeli, anch'egli è in comunione del tutto intima e continua col Padre..Dio egli pure. Ho messo la faccina perchè era ovvio che Gesù in questo senso è il mistico per eccellenza e tuttavia non lo è nello stesso senso che si può affermare per un altro essere umano ( la faccina rappresentava una lepidezza).
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Vecchio 21-09-2009, 09.13.41   #35
emmeci
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Da come ti esprimi, giorgiosan, sembrerebbe che ci sia un Dio al di sopra di Dio: ed è proprio questo che io intendo come l’elevarsi, la ricerca o, se vuoi, la tentazione del mistico (ciò che ha sempre allarmato le chiese di fronte al fenomeno del misticismo).
Eppure, caro Giorgiosan, se vogliamo evitare le nuvole della superstizione o dell’idolatria da cui nessuna chiesa sa liberarsi, sarebbe proprio questo che rende accettabile in qualche modo il concetto o la semplice parola “Dio”. Quello che rende questa parola infinitamente lontana da noi eppure, proprio per questo, tanto vicina, se è così difficile se non impossibile capire che cosa noi siamo, che cos’è quell’identità misteriosa che abbiamo dentro e non riusciamo a ghermire. Ma qui l'anello si chiude perché è questo nulla, infine, che ci rende simili a Dio.
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Vecchio 22-09-2009, 17.38.09   #36
Giorgiosan
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Originalmente inviato da emmeci
Da come ti esprimi, giorgiosan, sembrerebbe che ci sia un Dio al di sopra di Dio: ed è proprio questo che io intendo come l’elevarsi, la ricerca o, se vuoi, la tentazione del mistico (ciò che ha sempre allarmato le chiese di fronte al fenomeno del misticismo).
Eppure, caro Giorgiosan, se vogliamo evitare le nuvole della superstizione o dell’idolatria da cui nessuna chiesa sa liberarsi, sarebbe proprio questo che rende accettabile in qualche modo il concetto o la semplice parola “Dio”. Quello che rende questa parola infinitamente lontana da noi eppure, proprio per questo, tanto vicina, se è così difficile se non impossibile capire che cosa noi siamo, che cos’è quell’identità misteriosa che abbiamo dentro e non riusciamo a ghermire. Ma qui l'anello si chiude perché è questo nulla, infine, che ci rende simili a Dio.

E' vero, le chiese tutte le chiese non amano i mistici. Il mistico non è controllabile, il mistico sembra la prova dell'inutilità dell'istituzione.

E' acuta la considerazione che il riferimento costante alla trascendenza, cioé la concezione di un Dio lontano dall'essere umano, il "totalmente altro" come dice Barth, in qualche modo può essere un antitodo contro l'idolatria e la superstizione e funziona anche come instrumentum regni ed in quest'ultima funzione mi piace meno. Tuttavia, riguardo a quest'ultima funzione, non è questione che si possa licenziare seguendo il gusto personale.

A me piace sottolineare, quando il discorso comincia a perdersi nelle altezze, il Dio che cammina, mangia, dorme sulla terra: il Cristo. Il Dio vicino e prossimo che conosce le nostre sofferenze e comprende le nostre fragilità e sa bene di quanto aiuto abbiamo bisogno.
Forse anche perché lo conosco così.

Ciao

Ultima modifica di Giorgiosan : 22-09-2009 alle ore 19.17.59.
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Vecchio 22-09-2009, 22.18.00   #37
animaaria
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Originalmente inviato da Giorgiosan
Non ho affatto sbandierato la superiorità dell'essere umano sugli altri esseri viventi. "Sbandierato" implica un certo orgoglio e trionfalismo che mi è estraneo.
Al contrario ho spesso ricordato e condiviso l'atteggiamento di Francesco d'Assisi nei confronti di tutti gli esseri viventi.

Inoltre se l'essere umano è quello che è tutte le creature viventi hanno contribuito al risultato: le amebe sono i nostri progenitori.

Una mosca, però, è meno di un cavallo ed un cavallo è meno di un essere umano, così come una zappa è meno di un computer.
Negare questa evidenza oltre che assurdo non avrebbe alcun effetto: chi abusa del prossimo e degli altri esseri viventi ha una deficienza che non è di ordine conoscitivo ma morale.
buonasera, è la prima volta che scrivo e leggo. Trovo molto interessante questa discussione e mi chiedo e vi chiedo: e se noi esistessimo in quanto oggetti pensati? e se noi fossimo un tassello alla pari di una mosca o di una mucca? e se fossimo immersi in un organo di pensiero soggetto alle vibrazioni del nostro pensiero come al battito d'ali di una farfalla? se fossimo una variabile pensante e pensata?
animaaria is offline  
Vecchio 25-09-2009, 00.41.32   #38
Giuppe
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Originalmente inviato da animaaria
buonasera, è la prima volta che scrivo e leggo. Trovo molto interessante questa discussione e mi chiedo e vi chiedo: e se noi esistessimo in quanto oggetti pensati? e se noi fossimo un tassello alla pari di una mosca o di una mucca? e se fossimo immersi in un organo di pensiero soggetto alle vibrazioni del nostro pensiero come al battito d'ali di una farfalla? se fossimo una variabile pensante e pensata?

Interessante però tutto ciò non da alcun senso al essere, non dico che non può essere vero anzi.., però anche in questo caso la domanda ultima torna sempre a non aver una risposta, anche in questo caso ci deve essere dell'altro dietro. Dio per il cristianesimo e per la Filosofia metafisica ha la funzione di ultimo tassello logico, in quanto tutto viene diciamo risolto e chiuso grazie all'esistenza di qualcosa che va oltre le barriere della nostra razionalità e quindi anche dei nostri pensieri.
Dio è una necessità logica oltre che del cuore.
Giuppe is offline  
Vecchio 25-09-2009, 20.10.24   #39
animaaria
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Originalmente inviato da Giuppe
Interessante però tutto ciò non da alcun senso al essere, non dico che non può essere vero anzi.., però anche in questo caso la domanda ultima torna sempre a non aver una risposta, anche in questo caso ci deve essere dell'altro dietro. Dio per il cristianesimo e per la Filosofia metafisica ha la funzione di ultimo tassello logico, in quanto tutto viene diciamo risolto e chiuso grazie all'esistenza di qualcosa che va oltre le barriere della nostra razionalità e quindi anche dei nostri pensieri.
Dio è una necessità logica oltre che del cuore.
non intendo affatto escludere Dio, ma la nostra centralità. Chi ci abita? L'Attenzione può donarci la visione di una Volontà che ci permea ed all'occorrenza ci muove. Noi possiamo percepirci anche come quel soggetto che conserva l'arbitrio di dire un sì o un no a Dio, eppure alcuni segnali possono sminuire anche questa nostra velleità. A volte percepisco che siamo meri contenitori di uno Spirito..........
animaaria is offline  
Vecchio 26-09-2009, 10.00.54   #40
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Sì, animaaria, vorrei però richiamare la tua attenzione sul fatto – posto alla base di questo argomento – che se noi cerchiamo di capire che cosa siamo tentando di gettare uno sguardo dentro di noi, ci pare di non poter cogliere nulla – cioè vediamo dissolversi quella autocoscienza che religiosi e filosofi hanno riconosciuto come privilegio dell’uomo – se non altro in confronto con gli altri animali, per non dire con esseri ancora più in basso nella scala della natura. Ed è questo, ho detto, che ci rende simili a Dio – questa strana irrealtà - non quello che si suole chiamare spirito o anima, non l’io penso di Cartesio o di Kant – e neppure ovviamente un DNA della specie.
L’uomo, in fondo, è colui che pur credendosi al sommo della natura, non è in grado di specificare perché, a meno di aggrapparsi a motivi alla fine fatui come quelli che attengono alle sue capacità di dominio sugli esseri che lo circondano….E non è questo, dunque, che in qualche modo ci avvicina a Dio, che al di là delle formule delle chiese nessuno è in grado di cogliere nella sua vera essenza, mentre, anche se nessuno lo vede, non si può negare che esista: e nessuno, tanto meno l’ateo, riesce a farlo sparire.
emmeci is offline  

 



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