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Vecchio 30-06-2011, 16.15.35   #21
Il_Dubbio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 03-12-2007
Messaggi: 1,706
Riferimento: C'è un male minore?

Citazione:
Originalmente inviato da Sirviu
In una comunità improvvisamente le persone si ammalano di una rara malattia che si prevede ucciderà 600 persone. Per affrontare la minaccia, si predispongono due piani:
- piano A: si salveranno 200 persone.
- piano B: probabilità di 1/3 che si salvino tutti, di 2/3 che non si salvi nessuno.
Voi quale scegliereste ?

Non c'è nemmeno da pensare, piano B. Il piano A è selettivo, si salverebbe solo 1/3.
Perchè invece tu che faresti?
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 01-07-2011, 01.00.26   #22
Sirviu
Ospite abituale
 
Data registrazione: 22-08-2010
Messaggi: 107
Riferimento: C'è un male minore?

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Non c'è nemmeno da pensare, piano B. Il piano A è selettivo, si salverebbe solo 1/3.
Perchè invece tu che faresti?

Seguendo la teoria dell'utilità attesa i due risultati sono equivalenti.
In realtà gli esperimenti condotti dimostrarono una netta prevalenza di coloro che preferivano il piano A.

Ponendo il problema in modo diverso tuttavia i risultati cambiano.

- piano C: 400 delle 600 persone moriranno.
- piano D: probabilità di 1/3 che nessuno muoia, di 2/3 che muoiano 600 persone.
Sirviu is offline  
Vecchio 01-07-2011, 07.43.49   #23
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Riferimento: C'è un male minore?

La “teoria del male minore” è incompiuta perché non sottoposta alla verifica dei fatti: perciò per logica nemmeno “teoria”. Quindi possiamo solo supporre le reazioni e valutazioni di “giustizia” e “bontà” da parte degli interessati e parenti, mutevoli di volta in volta, se ragionate, se emotivamente istintive, ecc. Supposizioni.

Oggi la filosofia anche nel campo morale tiene conto dei metodi e fondamenti delle scienze: certe rigorose imposizioni del passato sono incompatibili con le nuove etiche. Ad es. per quanto riguardo le bioetiche, l'eutanasia, l'ecologia ambientale ( animali, piante, ecc.).
Per cui nel caso della deviazione del treno per salvare il massimo numero di persone si può certo obiettare che tra i viaggiatori potrebbero esserci uno o più pericolosi malfattori, e tra le persone sul binario qualcuno determinante per salvare l'umanità. Ma è altamente improbabile,è “approssimativamente” certo e verosimile che non ci siano queste presenze. La scienza non ragiona in assoluti: ad esempio afferma che l'esistenza del Dio del Cieli è possibile ma altamente improbabile.


Si tratta di decidere in un senso razionale-pratico, come detto, ma altre decisioni a parer mio sono legittime. In situazione opterei per il salvare i viaggiatori, trattandosi di supposto “male minore”, voi non vi siete pronunciati, finora, ma in linea con lo spirito che anima le discussioni, credo prevalga l'astenersi dall'azione.

Non approvo e non sono il solo, in nome di un'etica postmoderna, la morale kantiana per cui non sarebbe lecito uccidere un “Hitler” pur sapendo che sterminerà sei milioni di ebrei.

arsenio
arsenio is offline  
Vecchio 01-07-2011, 09.15.50   #24
CVC
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-01-2011
Messaggi: 747
Riferimento: C'è un male minore?

Citazione:
Originalmente inviato da Sirviu
Seguendo la teoria dell'utilità attesa i due risultati sono equivalenti.
In realtà gli esperimenti condotti dimostrarono una netta prevalenza di coloro che preferivano il piano A.

Ponendo il problema in modo diverso tuttavia i risultati cambiano.

- piano C: 400 delle 600 persone moriranno.
- piano D: probabilità di 1/3 che nessuno muoia, di 2/3 che muoiano 600 persone.
La teoria dell'utilità attesa mi pare sostenga che le persone tendono a prendere decisioni in base a ciò di cui hanno già esperienza piuttosto che in base ad una reale valutazione oggettiva dei fatti.
Se noi vediamo le cose alla luce del perpetuo fluire: non si può entrare due volte nello stesso fiume, il sole è nuovo ogni giorno, tutto è fuoco, tutto è energia; allora possiamo renderci conto di quanto siano sbagliate le premesse in base alle quali prendiamo le nostre decisioni.
Ciò mi pare però più in argomento con l'altro topic "della probabilità"
CVC is offline  
Vecchio 01-07-2011, 11.53.47   #25
Koli
Moderatore
 
Data registrazione: 17-11-2007
Messaggi: 405
Riferimento: C'è un male minore?

Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
Non approvo e non sono il solo, in nome di un'etica postmoderna, la morale kantiana per cui non sarebbe lecito uccidere un “Hitler” pur sapendo che sterminerà sei milioni di ebrei.

arsenio

Forse è un po' forzato sostenere che Kant l'avrebbe pensata proprio cosi.

Nelle decisioni di carattere etico per lui è importante la facoltà di giudizio, che è quella che valuta le situazioni che si presentano, nell'agire quotidiano, le massime che ne derivano, eventuali contrasti fra imperativi categorici (dilemmi morali) e il modo in cui tali contrasti possono essere risolti. Se però il il contrasto è irriducibile, cioè se bisogna assolutamente scegliere fra un imperativo che ad esempio comanda di non mentire e uno che comanda di avere cura dei propri figli, per chiedere un prestito per operare urgentemente mio figlio, ma che saprò che non restituirò, si potrebbe optare per la falsa promessa.

Dico "si potrebbe" perché per giudicare decisioni di questo tipo occorre avere un idea il più possibile esauriente di quello che è il contesto in cui si opera. Se ad esempio i soldi li ottengo a patto di restituirli entro un certo tempo perché quella persona dovrà a sua volta adoperarli per operare a sua volta suo figlio, il discorso cambierebbe. (esempio forzato, ma è per rendere l'idea)


In conclusione, la sua etica non è cieca, nel senso che non si dice che una volta che è appurato che mentire è sbagliato e uccidere pure, allora adoperò sempre massime che mi vietano di mentire o uccidere. Il contesto (che non vuol dire scivolare in qualche forma di soggettivismo) è molto importante.
Koli is offline  
Vecchio 01-07-2011, 12.18.18   #26
CVC
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-01-2011
Messaggi: 747
Riferimento: C'è un male minore?

La scienza non ragiona in assoluti, ma la filosofia è alla continua ricerca di assoluti. Come dice Bertrand Russell, la filosofia cerca sempre di far rivivere le speranze che la scienza sembra aver ucciso, ed uno degli istinti più profondi che spingono gli uomini alla filosofia è la ricerca di un'entità permanente. Concepire il mondo senza l'appoggio di un qualcosa di immutabile, non soggetto al tempo richiede certamente uno sforzo maggiore. Ma è proprio alla luce di questo sforzo che la scienza progredisce. Però quando noi ci riferiamo alla scienza come la scienza in generale, possiamo fare ciò solo grazie alla filosofia, perchè è la filosofia che raccoglie in unità tutte le scienze permettendoci di ragionare logicamente riferendoci ad un tutto. Gli assiomi deduttivi della filosofia sono necessari come strumenti del ragionamento ma, suppongo, un assioma è valido fino a quando non viene confutato dall'esperienza. Aristotele credeva nelle volte celesti ed in un universo meccanico, non essendoci a quei tempi riscontri empirici riguardo a ciò che sosteneva si può dire che il suo ragionamento sia rimasto valido finchè non è stato confutato dai fatti empirici osservati in seguito. Ora la conclusione del suo ragionamento ci pare assurda, ma ciò non significa che il suo ragionamento, riconsiderato storicamente sia stato assurdo.

Io penso che il tema del post vada interpretato, che ci sia un male minore io penso di si.
Se sono davanti ad un bivio di cui in una via c'è un energumeno e nell'altra dieci, scelgo senz'altro la via dove ce n'è uno solo.
Il problema penso sia come fare per evitare che il male minore diventi un pretesto come nel caso citato da emmecì, dove sacrificare gli ebrei sarebbe stato, per Eichmann e i nazisti, un male minore a fronte dell'imminenete arrivo dell'onda comunista nell'europa post-bellica.
CVC is offline  
Vecchio 01-07-2011, 15.25.14   #27
nemesi1
Ospite abituale
 
Data registrazione: 29-10-2009
Messaggi: 81
Riferimento: C'è un male minore?

Citazione:
Originalmente inviato da Koli
[...] In conclusione, la sua etica non è cieca, nel senso che non si dice che una volta che è appurato che mentire è sbagliato e uccidere pure, allora adoperò sempre massime che mi vietano di mentire o uccidere. Il contesto (che non vuol dire scivolare in qualche forma di soggettivismo) è molto importante.

In che modo si può considerare il contesto senza scivolare nel soggettivismo?
nemesi1 is offline  
Vecchio 01-07-2011, 16.40.42   #28
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Riferimento: C'è un male minore?

Citazione:
Originalmente inviato da Koli
Forse è un po' forzato sostenere che Kant l'avrebbe pensata proprio cosi.

Nelle decisioni di carattere etico per lui è importante la facoltà di giudizio, che è quella che valuta le situazioni che si presentano, nell'agire quotidiano, le massime che ne derivano, eventuali contrasti fra imperativi categorici (dilemmi morali) e il modo in cui tali contrasti possono essere risolti. Se però il il contrasto è irriducibile, cioè se bisogna assolutamente scegliere fra un imperativo che ad esempio comanda di non mentire e uno che comanda di avere cura dei propri figli, per chiedere un prestito per operare urgentemente mio figlio, ma che saprò che non restituirò, si potrebbe optare per la falsa promessa.

Dico "si potrebbe" perché per giudicare decisioni di questo tipo occorre avere un idea il più possibile esauriente di quello che è il contesto in cui si opera. Se ad esempio i soldi li ottengo a patto di restituirli entro un certo tempo perché quella persona dovrà a sua volta adoperarli per operare a sua volta suo figlio, il discorso cambierebbe. (esempio forzato, ma è per rendere l'idea)


In conclusione, la sua etica non è cieca, nel senso che non si dice che una volta che è appurato che mentire è sbagliato e uccidere pure, allora adoperò sempre massime che mi vietano di mentire o uccidere. Il contesto (che non vuol dire scivolare in qualche forma di soggettivismo) è molto importante.

L'etica pratica di Kant sostiene il carattere incondizionato, di tipo dogmatico, di certi divieti conformi alla morale cristiana. doveri assoluti e inderogabili, la "categoricità" si suppone sia un modo per definirne l'assolutezza.Afferma che non si deve mentire nemmeno per sviare un energumeno dall'uccidere un innocente, casomai concede di tacere.

Può darsi che certe interpretazioni siano eccessivamente rigorose rispetto alle stesse intenzioni del filosofo, ma ciò che mi preme qui chiarire è che comunque Kant oggi è distante da quell'equilibrio riflessivo morale, dove un precetto incondizionato può eventualmente essere corretto con un giudizio soppesato riguardo a casi particolari.
Certe adesioni a comportamenti etici di un certo tipo, come detto, sono comprensibili perché raccontano la nostra "storia", alcuni condizionamenti e convinzioni, che sfuggono perlopiù a una revisione e cambiamento, trovando sempre e comunque scappatoie per giustificare le proprie scelte.

arsenio
arsenio is offline  
Vecchio 01-07-2011, 17.02.52   #29
Giorgiosan
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Riferimento: C'è un male minore?

I vari sistemi morali che sono molti, e ai quali si aderisce idealmente ma in genere mai totalmente nella prassi possono ciascuno fornire dei principi o leggi o norme generali a cui uniformarsi nell'agire.
Nell'agire però il sistema morale non può istruire o guidare in tutto e per tutto, per via delle diverse situazioni in cui è richiesta una decisione morale, della parte irrazionale della coscienza, vale a dire sentimenti, sensibilità personale ecc. ecc..
Tutti i sistemi morali hanno una loro fine inevitable nella casistica, per cui si "frammentano" in una molteplicità di soluzioni talvolta distanti dal sistema ideale quale che sia.
E questo si evince anche dalla enunciazione di vari casi che è stata fatta in questo 3d...e nelle differenti scelte adottate.


Devo fare un esempio che traggo dalla storia della morale cattolica: è lecita l'uccisione del tiranno? Questa storica discussione vide parecchie soluzioni e alcune in contraddizione fra di loro anche se il sistema di riferimento morale era lo stesso.

Questo dilemma morale ha una molteplicità di varianti:
valutazione di chi sia un tiranno e di chi sia un benefattore del popolo, perchè la valutazione è soggettiva, come insegna la storia.
Non tutto il popolo tedesco considerava Hitler allo stesso modo, così come non tutti i popoli sovietici consideravano Stalin allo stesso modo.

Si può però esprimere un fenomeno morale universale: ognuno che segua la sua coscienza si sente moralmente a posto e chi non la segue sente moralmente un disagio.

Sarebbe bello che si riuscisse a trovare un sistema morale universalmente valido a cui tutti volessero aderire....ma non è così ed a buona ragione.
Ognuno ha la sua esperienza morale, il suo sistema morale, la sua visione del mondo, o, se vogliamo eliminare il piano morale, ognuno ha i suoi propri criteri di valutazione per la soluzione dei problemi, di qualsiasi problema.

Ho detto "a buona ragione" perché la dimensione che fa di ogni agire un agire umano è la libertà.... di scelta.

Ultima modifica di Giorgiosan : 02-07-2011 alle ore 16.12.17.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 02-07-2011, 08.45.04   #30
Sirviu
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Riferimento: C'è un male minore?

Citazione:
Originalmente inviato da CVC
La teoria dell'utilità attesa mi pare sostenga che le persone tendono a prendere decisioni in base a ciò di cui hanno già esperienza piuttosto che in base ad una reale valutazione oggettiva dei fatti.
Se noi vediamo le cose alla luce del perpetuo fluire: non si può entrare due volte nello stesso fiume, il sole è nuovo ogni giorno, tutto è fuoco, tutto è energia; allora possiamo renderci conto di quanto siano sbagliate le premesse in base alle quali prendiamo le nostre decisioni.
Ciò mi pare però più in argomento con l'altro topic "della probabilità"

Senza "filosofare" troppo, mi rifacevo ad un approccio probabilistico, perciò i due piani sono del tutto equivalenti.
Proprio perché i risultati emersi dalle esperienze di Kanheman e Tversky conducono ad un approccio non-probabilistico è importante tenerne conto.
Il filosofare non può ignorare le scoperte scientifiche, altrimenti diventa sterile, onanistico.
Sirviu is offline  

 



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