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Vecchio 24-03-2010, 19.06.19   #91
ulysse
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Leggo sul "VENERDI di Repubblica'" di questa settimana la seguente frase:

"SE LE MADRI MANGIANO PESCE I FIGLI AVRANNO BUONE MEMBRANE DEI NEURONI E MIGLIORI VOTI A SCUOLA"

la qual cosa...se accertata....mette in relazione consequenziale la fisicità del pesce mangiato con la biologia dei figli, con l'eccellenza scolastica e quindi con il pensiero...con l'intelligenza in definitiva.

In fondo non aveva tutti i torti quell'antico guerriero quando, mangiando il cuore dell'avversario ucciso, riteneva di assumerene il coraggio.

Ovvio che la cosa ci pare una superstizione...selvaggia, e mi rendo ben conto che supero il limite della provocazione...

Però ritengo sia dovuto ad un condizionamento di millenni di cultura (filosofia) teistica, il fatto che noi oggi stentiamo ad ammettere l'identità materia-energia, biologia-pensiero, neuroni-intelligenza, coscienza ....spiritualità ....tanto da rifiutare agli altri viventi una struttura cerebrale analoga alla nostra incapace di un minimo di luce di intelligenza e di libertà dagli istinti.

Fu l'errore di Cartesio...che ancora si protrae, in qualche modo sostenuo dalle religioni. Oppure non esiste?
... e credo dipenda anche da questo la nostra difficoltà nella esplicazione e comprensione di quel nostro sconosciuto che indichiamo come organo cerebrale....
...sempre meno sconosciuto però...se ci affidiamo alla scienza... e rimandiamo a dopo le considerazioni etiche...o, almeno, le separiamo.

Ultima modifica di ulysse : 24-03-2010 alle ore 19.46.13.
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Vecchio 24-03-2010, 19.43.33   #92
ulysse
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Mi pare che la seguente storiella, certo non originale, possa dare una efficace esplicazione circa gli istinti che ci guidano e la coscienza, che col suo evolversi, è fautrice di libertà

LA LIBERTA’ CH’E’ SI’ CARA!

In una delle loro migrazioni la rana e lo scorpione si trovarono l’uno accanto all’altra sulla riva del fiume.

Lo scorpione si rivolse alla rana:
“Io non so nuotare…fammi il favore…permetti che salga sulla tua groppa e così mi porti sull’altra sponda.”

La rana rispose:
“Fossi matta…poi tu mi pungi col tuo veleno… e anneghiamo entrambi…”

Lo scorpione la rassicurò…mai si sarebbe permesso… e la rana, fiduciosa, certa che non si sarebbe suicidato, decise di correre il rischio.

Quando furono in mezzo al fiume lo scorpione punse la rana.
Con voce ormai flebile la rana fece le sue rimostranze:

“Mi spiace…disse la scorpione, ma è la mia natura…mai sentito parlare del DNA?”

Annegarono insieme.

*-MORALE:
Nella sua evoluzione, il vivente sfugge via via al determinismo genetico del DNA e sempre piu’ assume parvenza etica in relazione alla “ libertà”.

Lo scorpione, infatti, ad uno stadio evolutivo ancora molto primitivo, si dimostrò incapace di una scelta e non potè che essere schiavo del suo originale programma genetico.

La rana invece, ad un stadio evolutivo piu’ avanzato, forte della conquista di una parvenza di libero arbitrio, aveva l’alternativa e potè scegliere: pur conscia del rischio… scommise sulla fiducia, sull’altruismo,…si mise in gioco…. ma le andò male!

Infatti solo chi è libero può scegliere e imparare anche…ma se sbaglia paga…a volte con la vità: regola dell’evoluzione e…della libertà!

Forse è anche per questo che oggi la generosità e l’altruismo sono doti rare.

Però non è detto vada sempre male: in fondo se ancora esiste la specie “Homo Sapiens Sapiens” è perché il gene altruista alla fine tende a prevalere.

Invero la nostra specie è giunta ad uno stadio evolutivo che ci fa abbastanza liberi dagli istinti…sempre piu’ liberi…se vogliamo, con entusiasmo….
Ma se manca la conoscenza…privi di una salda cultura…e privi della conoscenza degli strumenti di rotta… capita che giochiamo su probabilità a sfavore…non ponderate, forse solo emotive…ideologiche anche…e allora questa libertà può essere peggio della schiavitù: la libertà infatti è lotta e conquista continua, sia biologica che sociale e politica !

Ci consola il fatto che almeno decidiamo noi…se decidiamo!…ma sai quanta adrenalina… e che brividi!!!

E’ bello vivere pericolosamente…ed esserne coscienti anche!…o no?


*-NOTA:
La favola, che ho un po’ distorto per fini di evoluzione e di libertà, dicono derivi da una storiella americana…o magari la sua origine è in un favolista greco
In Internet, comunque, se ne trovano svariate applicazioni…orientate a sostenere le più diverse e, a volte astruse, tesi.

Ultima modifica di ulysse : 25-03-2010 alle ore 19.07.39.
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Vecchio 25-03-2010, 19.03.14   #93
ulysse
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Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Bisogna comprendere cosa si intende per ambiente.
L'uomo non è un animale qualunque, non si adatta all'ambiente ma tende a cambiare l'ambiente a se stesso. Questa si che è una forma di intelligenza non il contrario, che nella teoria evoluzionista vuol dire altro.
Siccome la parola adattamento fa troppo ricordare la teoria evoluzionista che con l'intelligenza dell'uomo non c'entra una cippa, io proporrei di eliminare questo termine oppure specificare che non si sta parlando di quella tale teoria.

Che l'uomo (HSS) tenda a cambiare l'ambiente a proprio vantaggio... contingente... è senz'altro vero....ma credo che, con tutto cio' che riguarda il vivente, anche il cervello sia da interpretarsi come il prodotto (nei millenni) di quella tale evoluzione i cui principi li troviamo nella teoria darwiniana.
RICORDO...L'AUSTRALOPITECO,... . L'HOMO ABILIS, ...L'UOMO DI CROMAGNON, ...L'HOMO SAPIENS, ECC...con diversi livelli di capacità cerebrale.

Per ambiente credo s'intenda tutto cio' in cui ci troviamo immersi e con cui abbiamo a che fare: ambiente fisico, ambiente culturale, sociale, ecc...Tutto cio' su cui possiamo influire e che, di rimando, influisce su di noi, sui nostri comportamenti e che in un certo senso indirizza la nosra vita in continua interazione..
A volte è questione di vita o di morte, a volte di semplice comodità o piacere ...se sappiamo distinguere.
ma forse sono andato toppo indietro.

Ultima modifica di ulysse : 26-03-2010 alle ore 17.35.21.
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Vecchio 26-03-2010, 00.08.21   #94
Il_Dubbio
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

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Originalmente inviato da ulysse
Che l'uomo (HSS) tenda a cambiare l'ambiente a proprio vantaggio... contingente... è senz'altro vero....ma credo che, con tutto cio' che riguarda il vivente, anche il cervello sia da interpretarsi come il prodotto (nei millenni) di quella tale evoluzione i cui principi li troviamo nella teoria darwiniana.

Non vorrei che le mie parole fossero male interpretate. Riformulo il problema!

Per adattamento (nella suddetta teoria) si intende (o almeno così l'ho inteso dopo tante belle cose che ho letto), e nello specifico caso del "cervello", che una certa struttura è adatta (casualmente) all'ambiente per cui è vantaggiosa, quindi selezionabile.
Non si intende, al contrario, che la mente (o l'esperienza) cambia, volontariamente, la struttura per adattarsi all'ambiente. La struttura non cambia a causa della mente, è la mente che funziona in base alla struttura.
Diciamo, in linea di massima, che siamo tutti potenzialmente intelligenti perché abbiamo la stessa struttura. Qualora cambi, da individuo a individuo, la struttura di base, cambierebbe anche in potenza l'intelligenza esprimibile.
Ma non è l'intelligenza, che ognuno può esprimere nella vita, a migliorare le capacità. La struttura che più si è adattata all'ambiente, poi, è quella con maggiore capacità di procreare (altrimenti la struttura verrebbe eliminata naturalmente).

Se per esempio oggi i figli nascessero maggiormente tra la gente ignorante e molto meno nelle persone colte (come probabilmente avviene) e solo in queste ultime si registrassero i maggiori "mutamenti" delle capacità strutturali che sosterrebbero una maggiore intelligenza, la natura, ci dimostra la teoria evoluzionista, che non tiene in conto delle qualità della struttura; se ne fregherebbe, cioè, che l'intelligenza è la qualità migliore per vivere e selezionerebbe solo persone poco intelligenti ovvero quelle con un grado minore di potenzialità intellettiva, perchè più "adatte" all'ambiente, ovvero in grado di "sopravvivere".

C'è però la possibilità (ed io credo piu a questa) che l'esperienza intellettiva non cambia la struttura. Quindi potrebbero nascere molti imbecilli tra le persone colte e molte persone intelligenti fra gli uomini e donne ignoranti.

La natura perciò in se è stupida ma fa cose casualmente intelligenti, ed una tra le tante potrebbe essere proprio questa: nessun rapporto fra esercizio intellettivo e miglioramento strutturale.

Spero di aver chiarito cosa intendo per "adattamento all'ambiente", anzi (almeno questa è la mia intenzione) sto cercando di riportare esattamente quello che oggi ci dice la teoria evoluzionista. Non me la sto inventando... anche se magari potrebbe esserci qualche evoluzionista che ha un'opinione differente.
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Vecchio 26-03-2010, 16.25.58   #95
Giorgiosan
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

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Originalmente inviato da ulysse
Leggo sul "VENERDI di Repubblica'" di questa settimana la seguente frase:

"SE LE MADRI MANGIANO PESCE I FIGLI AVRANNO BUONE MEMBRANE DEI NEURONI E MIGLIORI VOTI A SCUOLA"

la qual cosa...se accertata....mette in relazione consequenziale la fisicità del pesce mangiato con la biologia dei figli, con l'eccellenza scolastica e quindi con il pensiero...con l'intelligenza in definitiva.

In fondo non aveva tutti i torti quell'antico guerriero quando, mangiando il cuore dell'avversario ucciso, riteneva di assumerene il coraggio.

Ovvio che la cosa ci pare una superstizione...selvaggia, e mi rendo ben conto che supero il limite della provocazione...

Però ritengo sia dovuto ad un condizionamento di millenni di cultura (filosofia) teistica, il fatto che noi oggi stentiamo ad ammettere l'identità materia-energia, biologia-pensiero, neuroni-intelligenza, coscienza ....spiritualità ....tanto da rifiutare agli altri viventi una struttura cerebrale analoga alla nostra incapace di un minimo di luce di intelligenza e di libertà dagli istinti.

Fu l'errore di Cartesio...che ancora si protrae, in qualche modo sostenuo dalle religioni. Oppure non esiste?
... e credo dipenda anche da questo la nostra difficoltà nella esplicazione e comprensione di quel nostro sconosciuto che indichiamo come organo cerebrale....
...sempre meno sconosciuto però...se ci affidiamo alla scienza... e rimandiamo a dopo le considerazioni etiche...o, almeno, le separiamo.
Certo i titoli dei giornali volendo colpire l'attenzione sembrano a volte sempliciotti. La carenza di acido folico nell'alimentazione della gestante può creare degli inconvenienti neuranali al nascituro ed ogni carenza nutrizionale determina delle condizioni di sfavore per l'integrità del nascituro.
Ma questo mi sembra ovvio.
Tuttavia oltre a quel guerriero anche Feuerbach esagerava dicendo che siamo quel che mangiamo.

I dualismi che citi materia-energia, biologia-pensiero, neuroni-intelligenza, coscienza-spiritualità, (tu li hai citati come identità) sono un tema difficile.
Un pensiero non sembra costituito da molecole.
Concordo sulla estensione a tutti gli esseri viventi dell'intelligenza, ovviamente cum grano salis .
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Vecchio 05-04-2010, 21.01.22   #96
Folkner
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Salve a tutti... dopo aver rivisto la serie di concetti che avevo esposto a mente sgombra da alcuni miei pensieri, mi sono accorto di dovermi correggere.

Mi spiego: le facoltà che avevo illustrato non costituiscono l'intelligenza, ma sono soltanto quelle facoltà che rientrano nell’ambito specifico dell’intelligenza… ossia, per me (ora che ho le cose più chiare in mente) noi definiamo il livello d’intelligenza di una persona sulla base di quanto quella persona è versata in quelle (e, secondo me, SOLTANTO quelle) abilità che ho descritto.

Ma, adesso mi sembra ovvio, non è che esse sono l'intelligenza.

In altre parole, noi diciamo che una persona è "intelligente" quando:
1. è rapida in ogni sua attività mentale senza perdite di qlsiasi genere in efficenza o in efficacia nei risultati
2. Ha un'alta capacità di attenzione, ad esempio potrebbe stare attenta a tutto ciò che si trova nel suo campo visivo, cogliendone i dettagli
3. "Tiene a mente" informazioni, stimoli, azioni, ecc. Cioé ha una grande memoria a breve termine (memoria "di lavoro") e la sa usare
4. Ricava una grande quantità di informazioni corrette da ogni singolo stimolo (che so, un colore? un suono? un'immagine? una sensazione?) o insieme di stimoli che gli provengano dal mondo esterno o dalla propria mente, emotività ecc.
5. Ritiene le informazioni (la "capacità di apprendere" non è altro che questo, no?)
6. è capace di individuare dei/i collegamenti e delle/le differenze tra le cose indipendentemente dalla loro dimensione ontologica o temporale, ed è in grado di rilevare i contrasti
7. Richiama correttamente le informazioni che desidera avere a disposizione e quelle correlate alle cose, confrontandole con ciò che sta "tenendo a mente" e con ciò che gli sta succedendo al momento
8. Utilizza le proprie informazioni in maniera tale da ricavarne sempre le strategie migliori per il soddisfacimento dei suoi scopi
9. è capace di inventare correttamente delle strategie nuove al fine di ottenere le risoluzioni dei problemi o al fine di migliorare il soddisfacimento dei propri scopi
9. Crea delle nuove idee che siano all'effettivo produttive/costruttive/migliorative
10. è capace di improvvisare
11. Ragiona correttamente (compie le deduzioni logiche in maniera corretta, ad esempio, oppure, sempre ad esempio, comprende da dove deve partire per risolvere un dato problema - e questo si riduce al punto 8)
12. è versatile, è in grado cioé di ottenere grandi risultati con le altre abilità citate in molti ambiti

Quanto più un individuo sa fare una o più di queste cose, tanto più è intelligente, come avevo scritto all'inizio (e questa parte rimane inalterata).

Ma la def. di intelligenza è, forse, un'altra cosa. Chiedo venia per la confusione .

Ancora un’altra cosa: nella sequela di facoltà che ho esposto c’è in effetti una certa ridondanza; ad esempio, nel punto 9 il “correttamente” implicherà sempre un qualche tipo di utilizzo di una qualche informazione (magari una che solitamente si dà talmente per scontato che non la consideriamo neppure), quindi alla fine quel punto si riduce a quello precedente, “capacità di utilizzare…”. L'elencazione come l’ho fatta la lascerei tuttavia così per essere più chiaro possibile.

Ciao a tutti
Folkner is offline  
Vecchio 06-04-2010, 08.11.42   #97
Giorgiosan
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Citazione:
Originalmente inviato da Folkner
Salve a tutti... dopo aver rivisto la serie di concetti che avevo esposto a mente sgombra da alcuni miei pensieri, mi sono accorto di dovermi correggere.

Mi spiego: le facoltà che avevo illustrato non costituiscono l'intelligenza, ma sono soltanto quelle facoltà che rientrano nell’ambito specifico dell’intelligenza… ossia, per me (ora che ho le cose più chiare in mente) noi definiamo il livello d’intelligenza di una persona sulla base di quanto quella persona è versata in quelle (e, secondo me, SOLTANTO quelle) abilità che ho descritto.

Ma, adesso mi sembra ovvio, non è che esse sono l'intelligenza.

In altre parole, noi diciamo che una persona è "intelligente" quando:
1. è rapida in ogni sua attività mentale senza perdite di qlsiasi genere in efficenza o in efficacia nei risultati
2. Ha un'alta capacità di attenzione, ad esempio potrebbe stare attenta a tutto ciò che si trova nel suo campo visivo, cogliendone i dettagli
3. "Tiene a mente" informazioni, stimoli, azioni, ecc. Cioé ha una grande memoria a breve termine (memoria "di lavoro") e la sa usare
4. Ricava una grande quantità di informazioni corrette da ogni singolo stimolo (che so, un colore? un suono? un'immagine? una sensazione?) o insieme di stimoli che gli provengano dal mondo esterno o dalla propria mente, emotività ecc.
5. Ritiene le informazioni (la "capacità di apprendere" non è altro che questo, no?)
6. è capace di individuare dei/i collegamenti e delle/le differenze tra le cose indipendentemente dalla loro dimensione ontologica o temporale, ed è in grado di rilevare i contrasti
7. Richiama correttamente le informazioni che desidera avere a disposizione e quelle correlate alle cose, confrontandole con ciò che sta "tenendo a mente" e con ciò che gli sta succedendo al momento
8. Utilizza le proprie informazioni in maniera tale da ricavarne sempre le strategie migliori per il soddisfacimento dei suoi scopi
9. è capace di inventare correttamente delle strategie nuove al fine di ottenere le risoluzioni dei problemi o al fine di migliorare il soddisfacimento dei propri scopi
9. Crea delle nuove idee che siano all'effettivo produttive/costruttive/migliorative
10. è capace di improvvisare
11. Ragiona correttamente (compie le deduzioni logiche in maniera corretta, ad esempio, oppure, sempre ad esempio, comprende da dove deve partire per risolvere un dato problema - e questo si riduce al punto 8)
12. è versatile, è in grado cioé di ottenere grandi risultati con le altre abilità citate in molti ambiti

Quanto più un individuo sa fare una o più di queste cose, tanto più è intelligente, come avevo scritto all'inizio (e questa parte rimane inalterata).

Ma la def. di intelligenza è, forse, un'altra cosa. Chiedo venia per la confusione .

Ancora un’altra cosa: nella sequela di facoltà che ho esposto c’è in effetti una certa ridondanza; ad esempio, nel punto 9 il “correttamente” implicherà sempre un qualche tipo di utilizzo di una qualche informazione (magari una che solitamente si dà talmente per scontato che non la consideriamo neppure), quindi alla fine quel punto si riduce a quello precedente, “capacità di utilizzare…”. L'elencazione come l’ho fatta la lascerei tuttavia così per essere più chiaro possibile.

Ciao a tutti
Ciao Folkner, mi è piaciuta l'onestà intellettuale con la quale metti a punto le tue opinioni.
Quasi sempre la discussione di un topic mi serve a fare chiarezza riguardo alla mie opinioni; discutere per cercare la verità, non per cercare di imporre la propria opinione agli altri porta sempre benefici.
E' questo il bello dei forum e specialmente di questo che consente tempi giusti di riflessione e non il botta e risposta di una chat.

L'umiltà è la più feconda delle virtù.
Ciao
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Vecchio 07-04-2010, 20.08.33   #98
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Forse una strada da perseguire nella definizione di intelligenza è quella di considerare la parola "intelligenza" come sostantivo e attribuirgli poi gli attributi di tipo, di qualità, di capacità, ecc...
A proposito di tipo si puo' parlare di intelligenza verticale...per chi è prevalentemente logico o di intelligenza laterale per una prevalenza intuitiva.
Forse l'intelligenza è una capacità che tuti i viventi possiedono....forse anche nel mondo vegetale esiste una sorta di intelligenza: la pianta cerca la luce!
o forse questo si potrebbe escludere dalla definizione?

Però fra gli HOMO SAPIENS SAPIENS, che consideriamo detentori in sommo grado (o esclusivi?) della capacità intellettiva esistono anche coloro che chiamiamo (spesso a torto) "stupidi": forse che questi individui sono privi di "intelligenza"?
Io non direi: forse possiedono "intelligenza" in grado basso, meno del grado che consideriamo "normale"

Naturalmente esistono anche i geni: coloro che possiedono intelligenza in grado elevato. Ritroviamo nella storia geni polivelenti, ma per lo piu' le capacità intellettive in grado elevato "da genio" sono orientate: musicisti, pittori, matematici, scienziati, ecc....(vedi inserto di seguito).

Nel tentativo di dare oggettività alla grandezza o qualità intellettiva, insorse agli inizi del secolo scorso, la metodologia del QI (oggi quasi in disuso), con relative batterie di TEST, al cui grado di soluzione fu attribuito un numero.
Ad esempio: meno di 80 ...minus habens, 100/110 normale, oltre... di intelligenza elevata fino a oltre 135= genio...ma solo in prima approssimazione.

Noi, uomini smaliziati, siamo soliti considerare queste cose con un certo disprezzo: diffidiamo di chi pretende indagare nella nostra mente...da cui il dispregiativo "strizzacervelli"!

Tuttavia è difficile, nella scienza, definire un concetto senza attribuirgli una grandezza con relativa misura (numero)
In effetti, per Archimede, tutto era numero...finchè non incontro' i numeri irrazionali.

A proposito di geni, spero non sia contrario agli usi del luogo citare un libro:

Focus junior. I cento geni che hanno cambiato il mondo
AA.VV.

Editore: Mondadori
Collana: Scienza attiva
Numero di pagine: 220

Chi è un genio? È genio chi crede nel proprio pensiero, nella propria intuizione, chi ha fantasia e capacità di osservazione; più semplicemente è genio quello a cui si accende magicamente una lampadina in testa e in un attimo la sua idea rivoluziona il mondo! Qualche esempio? Proprio la "lampadina" di Edison, che grazie al suo senso pratico la concepì a incandescenza ed ebbe l'abilità imprenditoriale di produrla in serie. I fratelli Lumière, che escogitarono un modo per mostrare le immagini in rapida successione simulando il movimento e dando vita al cinema. O i creatori di mondi fantastici, scritti o dipinti, come Leonardo, Omero, Michelangelo, Dante, Shakespeare, Van Gogh, gli scopritori di mondi come Cristoforo Colombo, Marco Polo o Magellano, e ancora gli scienziati che hanno allungato la nostra vita, come Pasteur, gli atleti che hanno applicato il loro genio nello sport, come Pelè o Maradona, e i musicisti di ogni epoca, da Mozart ai Beatles....fino alla rete internet ai nostri giorni.
I 100 geni che hanno cambiato il mondo sono tutti in questo libro.
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Vecchio 07-04-2010, 20.35.19   #99
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Da valutare:
l'intelligenza si contrappone all'istinto (pulsione irrazionale) geneticamente ereditario (in qualche misura) per ogni specifica specie?
In questo caso la capacità intellettiva potrebbe anche essere considerata come una libertà dagli istinti che via via le specie viventi hanno conquistato con l'evoluzione?
chi è piu' intelligente è piu' libero?
Vedi anche il mio precedente post relativo alla storiella: la rana e lo scorpione.

oppure consideriamo l'istinto come una sorta di intelligenza carattterisca di una determinata specie cui si aggiunge la cultura acquisita?
Certo che la cultura in sè non è intelligenza...ma chi sa acquisirla e utilizzarla è di piu alta capacità intellettiva rispeto a chi lo sa meno.

Mi accorgo che le cose non sono ben chiare, ma è appunto per questo che pongo questo post...o è tutto chiaro?
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Vecchio 12-04-2010, 19.48.52   #100
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Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Non vorrei che le mie parole fossero male interpretate. Riformulo il problema!

Per adattamento (nella suddetta teoria) si intende (o almeno così l'ho inteso dopo tante belle cose che ho letto), e nello specifico caso del "cervello", che una certa struttura è adatta (casualmente) all'ambiente per cui è vantaggiosa, quindi selezionabile.............................. ..........................

Le precisazioni del post di Il_Dubbio mi paiono piuttosto tentativi di sfuggire od ostracizzare gli intendimenti della teoria evoluzionista.
Noto che detta teoria viene oramai, proprio per la sua intersecazione con la biologia molecolare e con la genetica, indicata con EVO-DEVO, acronimo di "Evolutionary Developmentaly Biology": si puo' cercare in Google.

Non paia fuori luogo accennare all'EVO-DEVO in questo 3d indagante sulla intelligenza. Esso EVO-DEVO non si limita, pare, a trattare (oltre al resto) la struttura ed i meccanismi di esplicazione intellettiva nel contingente, ma ne approfondisce le modalità evolutive fin dalle origini del vivente: per capire l'oggi occorre conoscere la storia..

Ma certo esplicare il tutto oltrepassa di molto le mie possibiità dilettantesche per cui ne vorrei fare occasione (in un prossimo post) sia di approfondimento personale che di intervento per chi meglio conosca la materia.

Ricordo ancora che, mentre i filosofi, (lo tesso Cartesio), fino al'ottocento (i teologi anche oggi, sembra) ponevano l'intelligenza/coscienza umana al di fuori della materia (comunque a un livello o sovrapposzione distinta), l'idea di una intelligenza incarnata non è nuova per il grande pubblico fin dai secoli passati: già da allora, pur non sapendo come, noi siamo il nostro cervello...che, a confronto con l'ambiente fisico e sociale, si evolve e ci evolve...o fa emergere certe strutture e capacità a seconda dei casi... Si dice che il cervello si plastico e si esplichi sempre piu' con l'esperienza e la cultura....come per ogni vivente..del resto!

...E' così anche oggi per la scienza che distingue tuttavia fra struttura, energia e processo: con la morte la struttura resta, l'energia ed il processo scompaiono...ma forse qualcosa in piu' (a volte in meno) si è trasmesso.

Come per tutto... del resto: lo stomaco resta...il processo digestivo scompare...qualcosa si trasmette, ma, chissà perchè, in questo caso non sarebbe necessario precisarlo.

Per inciso, nel film "Frankestein junior" : il cervello "AB normal" trapiantato nella "Creatura", pur dando vita, rende abnormale la creatura medesima: struttura piu' energia uguale mente...anche se abnormale in questo caso...oltre che fantasiosa teoria.
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