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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 27-02-2010, 12.27.03   #11
Il_Dubbio
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Riparto da questa mia personale definizione: l'intelligenza potrebbe essere la capacità di compiere un lavoro ordinato.

Qualcuno prima di me aveva ricordato la teoria evoluzionista.

Bene, secondo questa teoria (almeno allo stato attuale delle cose) la natura in apparenza fa un lavoro ordinato, in realtà il suo è un lavoro casuale. E' l'essere vivente che "sfrutta" quel lavoro casuale a suo vantaggio (attraverso diversi meccanismi e avendo un notevole tempo a disposizione).
In pratica non ci sarebbe nella natura una forma "intelligente" che ordina le cose a vantaggio degli esseri viventi.

Siccome l'uomo è un essere naturale (sfrutta anch'egli ciò che casualmente pare essere stato ordinato dalla natura) non dovrebbe cambiare molto, anche l'uomo non può essere un "essere" intelligente.
Quindi o la teoria evoluzionista fallisce una volta che si stabilisce che l'uomo pare invece ordinare la natura a suo vantaggio, oppure qualcosa di più profondo sfugge alla nostra comprensione.

Per esempio è sempre possibile affermare che l'uomo sfrutta effettivamente delle capacità che la natura casualmente gli ha fornito. Per cui la capacità che noi crediamo di essere forniti deriva da un ordine nato casualmente e che sta alla base della nostra intelligenza. Quest'ordine però ci da una capacità ordinatrice. Sempre ammettendo che questa capacità esista per davvero è molto strano comprendere di che natura deve essere una capacità ordinatrice. In effetti nella natura delle cose non c'è alcuna capacità ordinatrice. Da dove spunta fuori tale capacità?
O non è vero che siamo capaci di ordinare le cose a nostro vantaggio, oppure non è vero che è stata la natura a dotarci di una capacità di questo genere. Come può, infatti, la natura modellare per l'uomo una capacità auto-ordinante?

La domanda "cos'è l'intelligenza" è pertinente se pensiamo che le cose che osserviamo nella natura non si ordinano da sole, quindi non possiamo che "dedurre" che tale capacità effettivamente non può esistere... per cui la risposta alla domanda è: l'intelligenza non esiste o meglio ancora, non è mai stata osservata e non è una capacità che ci si aspetta di ottenere da un lavoro naturale.
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 28-02-2010, 11.44.00   #12
Giorgiosan
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Adattamento all’ambiente rappresenta la tensione che può spingere a superare il proprio limite.
Le difficoltà, i bisogni sono gli stimoli cui è sottoposto un essere vivente e quindi l’ambiente è la fonte degli stimoli per sviluppare i potenziale intellettivo.
Ambienti ricchi di stimoli sono quelli dove la vita è più difficile mentre ambienti in cui i bisogni vitali sono facilmente soddisfatti sembrano produrre nessun stimolo.
L’intelligenza sembrerebbe in qualche modo collegata alla sofferenza o alla penuria.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 28-02-2010, 15.24.14   #13
Il_Dubbio
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Adattamento all’ambiente rappresenta la tensione che può spingere a superare il proprio limite.

Senza alcuna punta di polemica, ma queste sono solo chiacchiere.

I limiti sono imposti dalla natura e non c'è alcun modo di superare questi limiti se no "sperando" che la natura stessa, tramite varie modifiche casuali al suo interno, trovi un assetto migliore.


Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Le difficoltà, i bisogni sono gli stimoli cui è sottoposto un essere vivente e quindi l’ambiente è la fonte degli stimoli per sviluppare i potenziale intellettivo.

Anche qui le chiacchiere sono troppe. L'intelletto o è qualcosa di naturale e quindi sottostà a modifiche casuali, oppure non lo è. L'ambiente potrebbe solo selezionare un certo tipo potenziale. Non le crea!
Quando parli di sviluppo di potenziali sembra che parli della modifica di questi potenziali. No essi si modificano solo casualmente. Lo sviluppo vuol dire un'altra cosa.


Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Ambienti ricchi di stimoli sono quelli dove la vita è più difficile mentre ambienti in cui i bisogni vitali sono facilmente soddisfatti sembrano produrre nessun stimolo.
L’intelligenza sembrerebbe in qualche modo collegata alla sofferenza o alla penuria.

Quella capacità di essere intelligenti (cioè ciò che noi sfruttiamo) o c'è o non c'è. L'ambiente potrebbe solo rendere utile il suo utilizzo. Niente di piu. Non potrebbe esserci alcuno sviluppo (inteso come modifica) di capacità intellettive (quindi di intelligenze) dovute allo sfruttamento di questa ipotetica capacità, e dovrebbe esserci un tempo molto lungo perchè quelle modifiche casuali abbiano un senso e siano sfruttabili.

Qualcuno potrebbe giustamente dire che la teoria evoluzionista va bene per comprendere la biologia, mentre non va più bene per comprendere l'intelletto. Ed è ciò che dico anch'io. Anche perchè il mio ragionamento, partito da ammettere buona questa teoria, è giunto ad escludere in modo assoluto l'esistenza di un'intelligenza.
Se invece vogliamo studiare l'intelletto partendo dalla teoria evoluzionista, c'è uno sbandamento pauroso.
Secondo me è meglio non tenere in conto la teoria evoluzionista se parliamo di intelletto e di intelligenza... altrimenti non potremmo parlare di intelligenza ma di un assetto casuale della natura, proprio il contrario di ciò che intendiamo con il termine intelligenza.

Se poi vogliamo fare solo due chiacchiere va bene, basta saperlo
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 28-02-2010, 20.17.39   #14
Giorgiosan
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Senza alcuna punta di polemica, ma queste sono solo chiacchiere.

I limiti sono imposti dalla natura e non c'è alcun modo di superare questi limiti se no "sperando" che la natura stessa, tramite varie modifiche casuali al suo interno, trovi un assetto migliore.




Anche qui le chiacchiere sono troppe. L'intelletto o è qualcosa di naturale e quindi sottostà a modifiche casuali, oppure non lo è. L'ambiente potrebbe solo selezionare un certo tipo potenziale. Non le crea!
Quando parli di sviluppo di potenziali sembra che parli della modifica di questi potenziali. No essi si modificano solo casualmente. Lo sviluppo vuol dire un'altra cosa.




Quella capacità di essere intelligenti (cioè ciò che noi sfruttiamo) o c'è o non c'è. L'ambiente potrebbe solo rendere utile il suo utilizzo. Niente di piu. Non potrebbe esserci alcuno sviluppo (inteso come modifica) di capacità intellettive (quindi di intelligenze) dovute allo sfruttamento di questa ipotetica capacità, e dovrebbe esserci un tempo molto lungo perchè quelle modifiche casuali abbiano un senso e siano sfruttabili.

Qualcuno potrebbe giustamente dire che la teoria evoluzionista va bene per comprendere la biologia, mentre non va più bene per comprendere l'intelletto. Ed è ciò che dico anch'io. Anche perchè il mio ragionamento, partito da ammettere buona questa teoria, è giunto ad escludere in modo assoluto l'esistenza di un'intelligenza.
Se invece vogliamo studiare l'intelletto partendo dalla teoria evoluzionista, c'è uno sbandamento pauroso.
Secondo me è meglio non tenere in conto la teoria evoluzionista se parliamo di intelletto e di intelligenza... altrimenti non potremmo parlare di intelligenza ma di un assetto casuale della natura, proprio il contrario di ciò che intendiamo con il termine intelligenza.

Se poi vogliamo fare solo due chiacchiere va bene, basta saperlo


Tu non credi all'evoluzione, credi alla casualità.
Se vuoi facciamole pure due chiacchere...però rischio di addormentarmi come tu rischi di fare per le mie.

Non c'è per me alcuna tematizzazione filosofica che possa mettere fra parentesi l'evoluzione, anzi questa rappresenta un metodo inevitabile..per me ripeto.
Se vuoi parlare dell'intelletto da un punto di vista metafisico allora ti rimando alla scolastica, a S.Tommaso che ha fatto delle riflessioni notevoli sull'argomento...secondo me.

Se poi sei convinto con Kant che nel sapere metafisico si ha un uso dialettico, cioè puramente formale, dei concetti dell'intelletto, allora leggiti bene il suo pensiero e assimilalo.
Nel primo caso non credo che tu possa aggiungere alcunché di non detto che sia significativo, nel secondo caso ci sono alcuni secoli di riflessione da conoscere prima di "partorire" una nuova visione e sinceramente non credo tu lo possa fare senza conoscere il pensiero appunto, successivo a Kant.

Neanch'io credo di poter aggiungere qualcosa alla storia del pensiero ma mi affascina l'evoluzione.

Buona riflessione

(Non so se ricordi quella frase di Gassman nel film "L'armata Brancaleone" :
Ite, ite, venimo anche noi ma per un'altra parte , o qualcosa di simile )

Ultima modifica di Giorgiosan : 01-03-2010 alle ore 07.30.01.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 28-02-2010, 20.50.48   #15
Folkner
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Messaggi: 10
Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Per prima cosa, siccome avevo dimenticato altre due capacità che fanno inequivocabilmente parte di ciò che chiamiamo "intelligenza", pubblico una lista "riveduta e corretta" di abilità di cui essa imho consta che spero sarà la sua ultima formulazione da parte mia (anche perché sennò sarei costretto - - a dare ragione a Sesbassar quando a pag. 1 diceva che l'intelligenza non è una facoltà descrivibile in quanto non-delimitabile ).

L'intelligenza è l'insieme di tutte queste abilità:
*Rapidità in ogni attività mentale, senza perdite di efficienza o di efficacia
*Versatilità
*Capacità di attenzione
*Capacità di "tenere a mente" le cose (informazioni appena ottenute, stimoli ecc.)
*Capacità di ritenzione delle informazioni
*Capacità di ricavare la più grande quantità possibile di informazioni corrette da ogni singolo stimolo o insieme di stimoli esterni ed interni
*Capacità di individuare collegamenti e differenze e di rilevare contrasti
*Capacità di richiamo delle informazioni corredata da un continuo raffronto con le informazioni ottenute recentemente
*Capacità di utilizzare le proprie informazioni in maniera tale da ricavarne sempre le strategie migliori per il soddisfacimento degli scopi
*Capacità di inventare correttamente strategie nuove al fine di ottenere le risoluzioni dei problemi o al fine di migliorare il soddisfacimento degli scopi
*Capacità di creare nuove idee che siano all'effettivo produttive/costruttive/migliorative
*Capacità di improvvisazione
*Capacità di ragionare correttamente

Passo a rispondere hai commenti.

Per Giorgiosan. Tu hai scritto

Citazione:
Non credo che si possa rispondere con una riflessione improvvisata alla domanda "che cosa è l'intelligenza", domanda per rispondere alla quale bisogna aver una conoscenza specialistica di base... prima di avventurarsi in una risposta.
In alternativa si possono scegliere una o più risposte che riteniamo convincenti date dagli "specialisti" e già pronte negli scaffali culturali.

Sono d'accordo con te... il probema è che nemmeno gli scienziati sono ancora riusciti a dare una risposta univoca (o cmq preponderante) alla domanda "Cos'è l'intelligenza?"! Non solo, i loro tentativi in genere si concentrano su una definizione, che, come ho detto, per me non è sufficiente a descriverci a livello pratico l'intelligenza. Quello che ti sto chiedendo è una tua riflessione personale, da profano, su ciò che intendi, ad esempio, quando dici che una persona è "intelligente".

Per quanto riguarda ciò che dici tu, Dubbio, ho varie critiche da muoverti:

Citazione:
Siccome l'uomo è un essere naturale (sfrutta anch'egli ciò che casualmente pare essere stato ordinato dalla natura) non dovrebbe cambiare molto, anche l'uomo non può essere un "essere" intelligente.

Dubbio, così ci allontaniamo di nuovo dal terreno della discussione: stai facendo lo stesso errore di Neman1. Se dici "l'essere umano non è intelligente" è come se dicessi che "la Terra non è un pianeta" per poi passare a dare una tua definizione di pianeta che non c'entra nulla con quello che intendono tutti gli altri (corpo astronomico opaco, di massa abbastanza grande da poter avere un satellite ecc.). Se tu dici che gli esseri umani non sono intelligenti è perché evidentemente ti sbagli sulla tua concezione di intelligenza.

E su questo ruota la mia seconda critica: tu hai scritto

Citazione:
l'intelligenza potrebbe essere la capacità di compiere un lavoro ordinato

che è la base della tua deduzione al riguardo del fatto che gli esseri umani non sono intelligenti. Tale "base", questo assioma, è sbagliato per almeno un motivo: coincide con almeno una falla nel modo comune di concepire l'intelligenza: in tale modo comune, infatti, l'intelligenza è sempre un qualcosa di quantificabile, anche se poi non fa piacere ammetterlo neppure a noi stessi: è un fatto quotidiano dire "quello lì è uno stupido" (ovvero: poco intelligente), "Ma quanto sei intelligente", "ma tu sei un genio!" (=molto intelligente) e migliaia di altre variazioni di questo tipo. L'ordine, invece, nel senso in cui lo intendi tu non è un qualcosa di quantificabile. Non so che tipo di formazione hai, quindi non so se hai dimestichezza in merito, ma ti faccio l'esempio dei teoremi matematici: in pratica quasi sempre, essi possono essere dimostrati in più modi diversi, a seconda degli strumenti matematici che si utilizzano. Tutti quei modi sono ugualmente corretti dal punto di vista logico, quindi, ragionevolmente (=a meno che non parliamo lingue diverse ) sono tutti ugualmente ordinati (nessuno è più "disordinato" degli altri, hanno tutti lo stesso contenuto di senso). E tuttavia la comunità matematica non esita nel dire che esistono dimostrazioni più eleganti, più belle, più semplici, più efficienti, in pratica, più intelligenti di altre in merito a un particolare teorema.

è anche per questo che, nella mia lista, si è resa necessaria la parola "migliore".

La frase "capacità di creare un lavoro ordinato", quindi, non può essere considerata come un sinonimo della parola "intelligenza".

Continuo a ripetere che, secondo me, una risposta alla domanda "che cos'è l'intelligenza" la possiamo trovare solo sulla base della nostra esperienza, e non sulla base di semplici (complesse? ) deduzioni logiche.

Ciao
Folkner is offline  
Vecchio 28-02-2010, 23.30.16   #16
Il_Dubbio
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Citazione:
Originalmente inviato da Folkner

Dubbio, così ci allontaniamo di nuovo dal terreno della discussione: stai facendo lo stesso errore di Neman1. Se dici "l'essere umano non è intelligente" è come se dicessi che "la Terra non è un pianeta" per poi passare a dare una tua definizione di pianeta che non c'entra nulla con quello che intendono tutti gli altri (corpo astronomico opaco, di massa abbastanza grande da poter avere un satellite ecc.). Se tu dici che gli esseri umani non sono intelligenti è perché evidentemente ti sbagli sulla tua concezione di intelligenza.


Bhe questa era la critica che facevo io alla discussione. Se non so cosa è l'intelligenza come faccio a riconoscerla?
Devo partire da qualche parte altrimenti tutto sarebbe intelligenza anche portare a spasso il cane per fare la pipi. Se dici che portare a spasso il cane non è un comportamento intelligente è perchè ti basi su una definizione. Se questa definizione non si accorda con l'azione appena scritta allora puoi affermare che quel comportamento non denota intelligenza.

Chiaramente hai fatto bene a tentare di dimostrare che la mia definizione non va bene per circoscrivere un comportamento intelligente (io ho dei dubbi a tal proposito, ma magari ci ritorno piu in la, ora è tardi). Diciamo che il mio è un criterio (mi sembra anche giustificabile) per stabilire cos'è l'intelligenza. Partire dall'esperienza va bene, ma tutte le teorie scientifiche si basano su una teoria (appunto chiamata) che poi va verificata con l'esperienza. Contrariamente non so come si possa, dall'esperienza, formulare una teoria sull'intelligenza, se non si sa, a priori, come riconoscerla.
Io riconosco l'intelligenza, per esempio, nelle persone che riescono a fregare il prossimo senza farsene accorgere. Non so se sei d'accordo... ma questo è al massimo ciò che mi suggerisce la mia esperienza.
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 01-03-2010, 13.31.19   #17
Il_Dubbio
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Citazione:
Originalmente inviato da Folkner
Tale "base", questo assioma, è sbagliato per almeno un motivo: coincide con almeno una falla nel modo comune di concepire l'intelligenza: in tale modo comune, infatti, l'intelligenza è sempre un qualcosa di quantificabile, anche se poi non fa piacere ammetterlo neppure a noi stessi: è un fatto quotidiano dire "quello lì è uno stupido" (ovvero: poco intelligente), "Ma quanto sei intelligente", "ma tu sei un genio!" (=molto intelligente) e migliaia di altre variazioni di questo tipo. L'ordine, invece, nel senso in cui lo intendi tu non è un qualcosa di quantificabile. Non so che tipo di formazione hai, quindi non so se hai dimestichezza in merito, ma ti faccio l'esempio dei teoremi matematici: in pratica quasi sempre, essi possono essere dimostrati in più modi diversi, a seconda degli strumenti matematici che si utilizzano. Tutti quei modi sono ugualmente corretti dal punto di vista logico, quindi, ragionevolmente (=a meno che non parliamo lingue diverse ) sono tutti ugualmente ordinati (nessuno è più "disordinato" degli altri, hanno tutti lo stesso contenuto di senso). E tuttavia la comunità matematica non esita nel dire che esistono dimostrazioni più eleganti, più belle, più semplici, più efficienti, in pratica, più intelligenti di altre in merito a un particolare teorema.

è anche per questo che, nella mia lista, si è resa necessaria la parola "migliore".

La frase "capacità di creare un lavoro ordinato", quindi, non può essere considerata come un sinonimo della parola "intelligenza".

Se mi consenti (ma non alla Berlusconi ) tenterò di difendere la mia definizione e di opporre un ragionamento contro le tue controdeduzioni.

Tu hai chiesto cos'è l'intelligenza. Io ho risposto che è “energia”, cioè lavoro, ma ordinato.
Da quello che deduco, da ciò che scrivi, hai dimestichezza con un po' di matematica e di fisica.
Saprai qual è il significato di entropia, esso misura il disordine. L'universo intero va verso uno stato di disordine, cioè aumenta la sua entropia fino a quando ci sarà l'equilibrio termico (chiamata anche morte termica).
E' risaputo che sulla terrà l'entropia diminuisce invece di aumentare, ma questo non grava sulla quantità di disordine dell'intero universo che continua ad aumentare.
Le piante succhiano energia dal Sole per la fotosintesi, gli animali si nutrono delle piante per nutrirsi e così via. L'energia-lavoro quindi, sulla Terra, misura una bassa entropia.
L'entropia in generale aumenta in quanto lo stato più disordinato è anche quello più probabile.
Se per esempio mettessi uno scimpanzé a battere lettere dell'alfabeto a caso, scriverebbe casualmente la Divina Commedia in un tempo x, che possiamo chiamarlo come un possibile stato futuro. Questo stato è però molto improbabile e la sua realizzazione è praticamente trascurabile.

Esiste sulla terra quindi un ordine, un ecosistema. Se le piante smettessero di creare ossigeno l'intero sistema crollerebbe e aumenterebbe l'entropia.
Anche l'uomo è parte di questo sistema e questo è un sistema ordinato cioè a bassa entropia. Le probabilità che si crei questo sistema non possono essere misurate in quanto l'intero sistema è unico.
(sto dicendo tante cose ma in modo sintetico, so che per ogni cosa che dico ci sarebbe bisogno di ulteriore approfondimento ma il tempo e lo spazio non ce lo permettono, quindi mi affido alle tue conoscenze).

Secondo la mia personale definizione il sistema Terra è un sistema ordinato quindi intelligente. L'uomo fa parte di questo sistema quindi è intelligente.
Questo ragionamento per sillogismo lascia però interdetti. Cosa intendiamo noi per intelligente (in realtà)? Noi tendiamo a concepire l'intelligenza come una “volontà”. Nel sistema natura però non c'è alcuna “volontà” di esprimere un ordine, mentre noi ci auto-riconosciamo una volontà. Quindi quando tu mi chiedi cos'è l'intelligenza stai ovviamente pensando non al risultato dell'intelligenza (cioè all'ordine) ma al soggetto che quest'ordine crea.

Ora sempre in sintesi rispondo alla tua obiezione. Tu dici:
Citazione:
Originalmente inviato da Folkner
i teoremi matematici: in pratica quasi sempre, essi possono essere dimostrati in più modi diversi, a seconda degli strumenti matematici che si utilizzano. Tutti quei modi sono ugualmente corretti dal punto di vista logico, quindi, ragionevolmente (=a meno che non parliamo lingue diverse ) sono tutti ugualmente ordinati (nessuno è più "disordinato" degli altri, hanno tutti lo stesso contenuto di senso). E tuttavia la comunità matematica non esita nel dire che esistono dimostrazioni più eleganti, più belle, più semplici, più efficienti, in pratica, più intelligenti di altre in merito a un particolare teorema.

A me sembra che ti sia risposto da solo. Il matematico sceglie il sistema piu elegante, più bello, semplice, efficiente... In pratica sceglie di seguire un ordine che la comunità scientifica accetta come il migliore. Si da il caso anche che la comunità scientifica possa sbagliare e si accantoni, per un po' di tempo, un sistema per un altro. Nulla di negativo, evidentemente i tempi non erano maturi.
Quello da te ricordato però va sottolineato maggiormente, perché è importante per comprendere in cosa differisce la nostra intelligenza (che presuppone una volontà) da quella naturale (che è casuale).
Per esempio, come facciamo noi a riconoscere che un assioma è vero?
Prendiamo il primo assioma della teoria degli insiemi che si chiama l'assioma dell’estensione: due insiemi sono uguali se, e solo se, hanno gli stessi elementi.
Come si fa a sceglierlo come assioma? Io direi con l'intuizione chiaramente (non so tu cosa ne pensi), e che cos'è l'intuizione? Una forma di intelligenza. Se vogliamo dimostrare quell'assioma, probabilmente avremmo bisogno di altri assiomi fino a che l'intero sistema sia accettabile. La sua scelta però deriva da una forma di intelligenza differente, che presuppone cioè un ente (la mente) pensante, a differenza della natura che non ha bisogno di tale ente per fare la scelta migliore (anzi non fa alcuna scelta tanto meno migliore) .
Osserviamo invece l'ultimo assioma della teoria degli insiemi: è l'assioma di scelta. Questo è indecidibile, cioè anche impostando la dimostrazione partendo da tutti gli assiomi, è sia vero che falso. Chiaramente la teoria degli insiemi parte dal considerare che anche questo assioma sia vero. Altrimenti la matematica sarebbe sostanzialmente diversa. Quindi direi che l'intelligenza umana si discosta dal resto della natura perché non è più quantificabile.
L'ordine con cui viene impostata una sequenza di comportamenti umani intelligenti tiene presente anche di questa peculiarità dell'uomo in quanto ente pensante, e solo in quanto ente pensante può decidere (con la sua volontà) quali sono le cose "sensate" (quindi intelligenti) e quali invece le cose insensate (cioè stupide).
Tutto ciò non è quantificabile...
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 01-03-2010, 14.45.49   #18
z4nz4r0
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Citazione:
Originalmente inviato da Folkner
L'intelligenza è l'insieme di tutte queste abilità:
*Rapidità in ogni attività mentale, senza perdite di efficienza o di efficacia
*Versatilità
*Capacità di attenzione
*Capacità di "tenere a mente" le cose (informazioni appena ottenute, stimoli ecc.)
*Capacità di ritenzione delle informazioni
*Capacità di ricavare la più grande quantità possibile di informazioni corrette da ogni singolo stimolo o insieme di stimoli esterni ed interni
*Capacità di individuare collegamenti e differenze e di rilevare contrasti
*Capacità di richiamo delle informazioni corredata da un continuo raffronto con le informazioni ottenute recentemente
*Capacità di utilizzare le proprie informazioni in maniera tale da ricavarne sempre le strategie migliori per il soddisfacimento degli scopi
*Capacità di inventare correttamente strategie nuove al fine di ottenere le risoluzioni dei problemi o al fine di migliorare il soddisfacimento degli scopi
*Capacità di creare nuove idee che siano all'effettivo produttive/costruttive/migliorative
*Capacità di improvvisazione
*Capacità di ragionare correttamente
C'è una certa ridondanza ma quelle che elenchi sono certamente abilità caratteristiche di alcuni complessi sistemi che possiamo chiamare "intelligenti". Possiamo descriverli sinteticamente come sistemi capaci di filtrare ed elaborare informazioni aquisite dall'ambiente; dopodichè potremmo scoprire che all'interno di essi, il compito è distribuito in sottosistemi meccanici "stupidi" organizzati gerarchicamente e gruppi specializzati che lavorano in parallelo in un "pandemonio" da cui dovrebbero emergere, come output, comportamenti adattivi...

Finora, a mio avviso, la sintesi che meglio coglie il concetto generale è quella offerta da iris 1: "Intelligenza come capacità di adattamento, riuscire ad adattarsi ad ogni situazione trovando la soluzione più adeguata per superare ogni ostacolo. Adattamento inteso non come un "farsi investire dagli eventi", ma come un mezzo tramite il quale riusciamo a trovare un giusto equilibrio tra noi e l'ambiente stesso."

Aggiungo una conseguenza: poiché il grado di adattamento di un individuo - all'ambiente in generale - si può misurare direttamente in base all'ampiezza (in senso lato) della sua "nicchia ecologica", direi che l'intelligenza media caratteristica dei membri di una specie è direttamente proporzionale all'ampiezza della nicchia ecologica occupata da quella specie.
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Vecchio 01-03-2010, 20.29.21   #19
Tommy2005
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Che cos'è l'intelligenza ?

E' la capacità di sapersi procurare dei vantaggi.
Maggiore è il vantaggio, maggiore è intelligenza.
La non-intelligenza ? L'incapacità di sapersene procurare.
La stupidità ? Il contrario dell'intelligenza, ovvero la capacità (stoltezza) di procurarsi dei danni : maggiore è il danno, maggiore è la stupidità.

Buona riflessione Folkner
Tommy2005 is offline  
Vecchio 02-03-2010, 09.14.46   #20
Il_Dubbio
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Citazione:
Originalmente inviato da Folkner
iris 1, pag. 2
"Intelligenza come capacità di adattamento, riuscire ad adattarsi ad ogni situazione trovando la soluzione più adeguata per superare ogni ostacolo. Adattamento inteso non come un "farsi investire dagli eventi", ma come un mezzo tramite il quale riusciamo a trovare un giusto equilibrio tra noi e l'ambiente stesso."

Bisogna comprendere cosa si intende per ambiente.
L'uomo non è un animale qualunque, non si adatta all'ambiente ma tende a cambiare l'ambiente a se stesso. Questa si che è una forma di intelligenza non il contrario, che nella teoria evoluzionista vuol dire altro.
Siccome la parola adattamento fa troppo ricordare la teoria evoluzionista che con l'intelligenza dell'uomo non c'entra una cippa, io proporrei di eliminare questo termine oppure specificare che non si sta parlando di quella tale teoria.
Il_Dubbio is offline  

 



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