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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 05-11-2010, 20.26.36   #51
Giorgiosan
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Riferimento: Anima immateriale o Anima incarnata

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Forse in teoria...dovrebbe. Nella realtà del quotidiano resto perplesso…infatti mi chiedo come mai siano considerate miracolose e strabilianti le rare apparizioni (solo ai prescelti) delle madonne in alcuni luoghi oggi famosi per i continui pellegrinaggi: Fatima, Madjugorje, ecc…Se la cosa fosse normale ognuno si godrebbe l’apparizione a casa propria.
Ci sono molti modi di vedere... in più quelle visioni particolari ed eclatanti hanno scopi che oltrepassano la sfera individuale.
Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Ma chi non sente questa inestricabile commistione soma-psiche-anima, chi non ha visioni quotidiane del “Qualcuno”, può sentire uno sbilanciamento verso il Cielo… ma…del resto… di teologia parliamo!
Se siamo in divenire, se tutto è in divenire, l'esito dell'evoluzione ovvero la meta non possono certo essere secondari, come per un maratoneta la mente è al traguardo, pur controllando la corsa.

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Definire questa mia impressione una “lamentazione” è un po’ eccessivo: l’homunculus non mi porta alcuna angustia…


anzi credo che, sul piano personale, effettivamente la Fede costituisca una marcia in più, una condizione psicologica verso la serenità, fino a costituire una sorta di idea forza consolatoria… se non si è presi dal dubbio di non sopperire. Sul piano sociale, però, il credere non mi pare più una forza trainate: forse anche la religione risente oggi del destino delle ideologie. Il teologo Vito Mancuso auspica un rinnovamento…non saprei, però, in quale direzione e con quali risultati.

Hai usato le espressioni degradare e homunculus, per cui ho pensato che quello che avevo detto in qualche modo non ti piacesse; avendola interpretata in questo modo ho usato l'espressione lamentatio come una lepidezza e in più ho aggiunto un sorriso proprio per non "drammatizzare" nè quello che avevi detto tu, nè quello che ho replicato.

Certamente il Cristo è consolatore almeno per me.
L'orientamento della chiesa cattolica sulle orme del concilio è stato prevalentemente sociale proprio perchè si avvertiva una scollatura fra la società ed il cristianesimo, una perdita dell'influenza del messaggio cristiano.
E' stata insegnata con più insistenza, sviluppata, e aggiornata la dottrina sociale della chiesa e molti cattolici se ne sono fatti portatori (ti invito a conoscerla, in rete troverai tutto). Non so quanta incidenza sulla società abbia avuto questo impegno...difficile da quantificare. Credo comunque che ci si sia troppo sbilanciati in questa direzione.
L’essenziale della religione cristiana è la diffusione del misticismo, doveva essere la diffusione del misticismo ed il misticismo è il rapporto diretto e personale con Dio, come dice con grande lucidità Bergson.
Credo che il magistero abbia sottaciuto questa dimensione essenziale già da troppo tempo.
La religione aperta, è sempre Bergson che lo dice, cioè quella dei grandi mistici, di S. Francesco, di Santa Caterina, di S.Teresa ecc., di quei personaggi che sono stati eroi della religione e che hanno avuto una forza evolutiva, rivoluzionaria.

Sono d'accordo con te che c'è anche una ideologia cristiana e così come le altre anche questa ha fatto il suo tempo...se mai lo ha avuto il suo tempo.

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Ora affermare,sulla base di ”testimonianze storiche” degne di essere credute (sic!), che questa unità psicosomatica abbia un destino eterno è abbastanza azzardoso: mi chiedo come possa esserci una qualche “testimonianza storica” relativa all’eterno!?[/i]

Che l’unità psicosomatica abbia un destino eterno è affermato in tutta la teologia,: l’accetto come esplicazione di fede!
Ma una testimonianza implica una corrispondenza concreta: come ad esempio darre testimonianza che tre ragazzini/e abbiano la “visione” della Madonna: può essere!
Ma che si avvalli il destino dell’anima verso l’eterno (trascendente) con pretese “testimonianze storiche degne di fede” è in sé una contraddizione: Come lo è ricorrere alla scienza per provare il miracolo o pretendere che l’esistenza/inesistenza di Dio possa essere oggetto di dimostrazione scientifica.
Alla fine, non vorrei fare affermazioni assolutistiche, ma allo stata attuale, l’esperienza post-mortem al seguito dell’anima, è praticamente impossibile …per il comune mortale!
Uomini e donne degni di fiducia hanno testimoniato il Cristo risorto, ed una catena di persone nei secoli fino ad oggi hanno continuato ad esperimentare e testimoniare la presenza del suo Spirito operante nell'umanità.

Ultima modifica di Giorgiosan : 06-11-2010 alle ore 12.40.20.
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Vecchio 07-11-2010, 20.37.06   #52
ulysse
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Originalmente inviato da Giorgiosan
Ci sono molti modi di vedere...
in più quelle visioni particolari ed eclatanti hanno scopi che oltrepassano la sfera individuale.

E’ vero ci sono molti modi e tipi di visioni: chi è innamorato vede il volto dell’amata ovunque! Questo mi fa pensare che la fede sia come una sorta di innamoramento.
Dio è sempre con noi…basta crederci!
Ma sempre più m’accorgo, che è difficile non credere (persino non vedere) ciò che solletica le nostre aspirazioni …o che consola le nostra paure: l’idea che siamo essenzialmente anima, dona, oltre che capacità di esplicazione spirituale anche consolazione e serena accettazione rassegnata.

"Originalmente inviato da ulysse: Ma chi non sente questa inestricabile commistione soma-psiche-anima, chi non ha visioni quotidiane del “Qualcuno”, può sentire uno sbilanciamento verso il Cielo… ma…del resto… di teologia parliamo!"
Citazione:
Se siamo in divenire, se tutto è in divenire, l'esito dell'evoluzione ovvero la meta non possono certo essere secondari, come per un maratoneta la mente è al traguardo, pur controllando la corsa.
Ma non è questione di divenire concreto…è che la teologia solo di Cielo tratta: le meraviglie del cielo appaiono eclatanti e splendente è la via che porta l’umano al divino: le invenzioni teologiche, sempre in evoluzione descrittiva, sono mirabolanti: il traguardo sarebbe il paradiso!
Ma non è un poco ingenuo pensare che l’immaginario collettivo ne resti sempre più affascinato? In specie alle nostre latitudini? …oppure veramente si crede (come suggerisce Dennett) che il venir meno di tali convinzioni sarebbe prodromo di immani disastri… fisici o morali che siano?

"Originalmente inviato da ulysse:Definire questa mia impressione una “lamentazione” è un po’ eccessivo: l’homunculus non mi porta alcuna angustia….
anzi credo che, sul piano personale, effettivamente la Fede costituisca una marcia in più, ….. Sul piano sociale, però, il credere non mi pare più una forza trainate...."

Citazione:
Hai usato le espressioni degradare e homunculus, per cui ho pensato che quello che avevo detto in qualche modo non ti piacesse; avendola interpretata in questo modo ho usato l'espressione lamentatio come una lepidezza e in più ho aggiunto un sorriso proprio per non "drammatizzare" nè quello che avevi detto tu, nè quello che ho replicato.
Diciamo così: in generale provo stupore e incredulità di fronte all’evidenza di Fede; la mia formazione, in prevalenza razionale, non mi permette la Fede. D’altra parte credo anche che il permanere bimillenario della ideologia cristiana abbia fortemente influito su ciò che oggi siamo…almeno fino ad ora…per quanto, lo stesso cattolicesimo avrebbe potuto fare meglio e di più! E noi stessi potremmo oggi valere di più.

Pare, ad esempio, che i paesi o le società a prevalenza protestante, luterani o calvinisti, ci abbiano sempre sopravanzato…siano dotati di maggior rigore….o è solo antropologia mediterranea? Ma anche la Spagna prevale sembra! …eppure sono pur’essi cattolici! Ma che sia il Papa?

E’ vero comunque che per ciascun tempo e luogo c’è stato un modo di essere di quelle società cui la dottrina cristiana o cattolica, pur influendo, non è potuta interattivamente sfuggire…cui anzi si è spesso adattata egregiamente: le lusinghe del potere hanno sempre superato le lusinghe dell’anima… sembra.

Infatti non è che “l’homunculus” mi impressioni, ma rientra, in effetti, nell’umana psicologia che chi ha ricevuto la fede come dono divino pensi di essere un prescelto, di far parte di una etnia spiritualmente più elevata, detentrice di verità e di morale di ordine superiore di cui i miserrimi di nessuna o di incerta fede non possono certo godere. Tutta la cristiana comprensione per costoro, ma nessuna possibilità di elevati sentimenti e pensieri…o di VISION intrisa di spiritualità....per lo meno non al livello di chi è conscio della propria anima: per costoro, per chi non è conscio dell'anima, niente luce di vèrita.

Anzi lo stesso perseguire le esplicazioni della scienza, in alternativa alle verità di fede, non è che portatore di false e caduche verità…”relativistiche”.
Posso comprendere una tale “forma mentis” che spesso resta anche sottotraccia…ma ovviamente la reputo un po’ distorta.
Citazione:
Certamente il Cristo è consolatore almeno per me.
L'orientamento della chiesa cattolica sulle orme del concilio è stato prevalentemente sociale proprio perchè si avvertiva una scollatura ……E' stata insegnata con più insistenza, sviluppata, e aggiornata la dottrina sociale della chiesa ……Non so quanta incidenza sulla società abbia avuto questo impegno...difficile da quantificare. Credo comunque che ci si sia troppo sbilanciati in questa direzione.
Veramente io avevo accennato allo sbilanciamento in senso opposto: credo che l’impegno sociale sia l’unica strada per la diffusione del messaggio religioso…dato che occorre anche sopperire al vuoto che lascia lo stato. Un tempo le parrocchie erano luogo di aggregazione per le famiglie..di aiuto e formazione…specie per giovani e ragazzi…che oggi si rivolgono altrove.
I preti mancano di carisma! Che sia tutta questa immaginifica teologia che li rovina? O l’aspirazione al misticismo? Nemmeno più di plagio (in senso buono) dei giovani... possiamo parlare noi miscredenti!
Citazione:
L’essenziale della religione cristiana … doveva essere la diffusione del misticismo ed il misticismo è il rapporto diretto e personale con Dio, come dice con grande lucidità Bergson.
Credo che il magistero abbia sottaciuto questa dimensione essenziale già da troppo tempo.
La religione aperta, è sempre Bergson che lo dice, cioè quella dei grandi mistici, di S. Francesco, di Santa Caterina, di S.Teresa ecc., di quei personaggi che sono stati eroi della religione e che hanno avuto una forza evolutiva, rivoluzionaria.
Certo non m’intendo di misticismo, ma credo che questa aspirazione derivi dal fantasticare sulle immaginifiche, esaltanti rappresentazioni teologiche descriventi appunto il rapporto diretto e personale con Dio. Certo i mistici vogliono costituire un esempio di sacrificio e di dedizione…e colpiscono l’immaginazione popolare… soprattutto se posseggono superpoteri, ma a me pare una aspirazione che sà di egoismo puro! Non degno di chi aspira alla santità. O forse che Gesù era un mistico?
Quasi volessero, i mistici, godere in anticipo del rapporto diretto e personale con Dio!...,ma aspettate almeno di morire!...come gli eroi che si fanno ammazzare prima!
Fortuna che i papi li hanno tenuti spesso a distanza ed il magistero sottace questa dimensione…inessenziale.

E’ un pò come per i meccanici che aspirano ad essere piloti o per i piloti che aspirano a fare gli astronauti! Sono egoisti e presenzialisti!

Ma và pure bene..piloti e astronauti ad un certo punto sono indispensabili, ma tutto il lavoro, sia fisico che intellettivo..ed anche rivoluzionario/evolutivo, chi lo fà?...sempre i poveri tapini che sgobbano tutto il giorno, tutti i giorni, sui computer, sui libri, nei box, nelle officine, negli hangar…tanto per fare un parallelo con monasteri e chiese, ecc…!

"Originalmente inviato da ulysse: Ora affermare,sulla base di ”testimonianze storiche” degne di essere credute (sic!), che questa unità psicosomatica abbia un destino eterno è abbastanza azzardoso….
Alla fine, non vorrei fare affermazioni assolutistiche, ma allo stato attuale, l’esperienza post-mortem…, è praticamente impossibile …"

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Uomini e donne degni di fiducia hanno testimoniato il Cristo risorto, ed una catena di persone nei secoli fino ad oggi hanno continuato ad esperimentare e testimoniare la presenza del suo Spirito operante nell'umanità.
Non mi riferisco al Cristo per l’esperienza post-mortem!
Il Cristo risorto costituisce il fatto fondante della cristianesimo e non mi sogno di discuterlo… Nemmeno discuto la permeante presenza del suo Spirito in mezzo ai credenti: è questione di Fede!
Ma la pretesa continua e secolare di sperimentazione e di concreta testimonianza di questa presenza, la ascriverei piuttosto a suggestione…pur non dubitando della intrinseca buona fede dei testimoni.
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Vecchio 08-11-2010, 10.10.15   #53
Giorgiosan
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Originalmente inviato da ulysse
Anzi lo stesso perseguire le esplicazioni della scienza, in alternativa alle verità di fede, non è che portatore di false e caduche verità…”relativistiche”.
Posso comprendere una tale “forma mentis” che spesso resta anche sottotraccia…ma ovviamente la reputo un po’ distorta.

Non posso rispondere di ogni opinione cattolica o cristiana, per qunto mi riguarda scienza e tecnologia sono meravigliose ed utilissime attività umane.
Prima di diventare credente la mia formazione e la mia forma mentis erano prettamente scientifiche ed anche oggi l'attitudine nel considerare il fenomeno umano è quella. Tuttavia l'esperienza di qualcosa d'altro mi ha immesso nella realtà spirituale concreta, tanto per usare un ossimoro.
Per questa attitudine tendo a considerare lo spirito come una "sostanza", mi rendo conto tuttavia quanto questo sia sì distorsivo ma per la ragione opposto alla tua.
La mia mente si dibatte ancora intorno alla domanda: che cosa è lo spirito. Cosificare lo spirito però non è la strada giusta ma per ora non posso che percorrere anche questa, in mancanza di meglio.
Mi sembra di intuire però che la risposta sia proprio: c'è sempre una unica realtà, soma e psiche che non sono mai separate né separabili. Il dualismo è soltanto dialettico.
La spiritualità della materia ha anche una certa evidenza, se non si è distratti.
La grande intuizione di Hans Urs von Balthasar è che, contrariamente al luogo comune dell'interiorità dello spirito, dell'anima che, per quel luogo comune, "localizzaziamo" dentro, in realtà è fuori.
Dentro ci sono viscere ed organi e chi ha assistito ad una autopsia non può "riconoscersi" in quelli o quanto meno sente quella realtà distante dalla percezione di sé.
L'anima o spirito è alla "superficie", si manifesta nella espressione degli occhi, nella "luminosità" del volto, nelle parole insieme al suono puro e semplice, nel sorriso, nel dolore che compone i muscoli facciali in un certo modo, nella bellezza morale che anche si manifesta in "superficie", nella bellezza tout court . Si potrebbe sintetizzare dicendo ciò che appare fenomenologicamente è ciò che ontologicamente è.
La figura (Gestalt nel senso che la intende Balthasar) è una contratta rappresentazione dell'assoluto (Cusano).
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Vecchio 08-11-2010, 12.16.31   #54
Giorgiosan
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Certo non m’intendo di misticismo, ma credo che questa aspirazione derivi dal fantasticare sulle immaginifiche, esaltanti rappresentazioni teologiche descriventi appunto il rapporto diretto e personale con Dio. Certo i mistici vogliono costituire un esempio di sacrificio e di dedizione…e colpiscono l’immaginazione popolare… soprattutto se posseggono superpoteri, ma a me pare una aspirazione che sà di egoismo puro! Non degno di chi aspira alla santità. O forse che Gesù era un mistico?
Quasi volessero, i mistici, godere in anticipo del rapporto diretto e personale con Dio!...,ma aspettate almeno di morire!...come gli eroi che si fanno ammazzare prima!
Fortuna che i papi li hanno tenuti spesso a distanza ed il magistero sottace questa dimensione…inessenziale.

Il misticismo indica il rapporto personale con Dio. Per il cristiano indica il rapporto personale con lo Spirito.
Gesù è il mistico per eccellenza, il suo rapporto col Padre è espresso con quelle parole” Io e il Padre siamo una cosa sola”.
Poi tu puoi dire che questo come quello dei santi è “egoismo puro” con una contorsione dialettica senza senso, vagamente kantiana.

I credenti cristiani sono tutti mistici anche se non tutti allo stesso punto della loro evoluzione.
I papi, quando l’hanno fatto, hanno tenuto in second’ordine questa verità che è il fondamento della chiesa, per ragioni politiche in senso lato, per le stesse ragioni politiche che ti fanno giudicare questo comportamento come una “fortuna”.

Senza lo Spirito Santo Dio è lontano, Cristo rimane nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa è una semplice organizzazione, l'autorità è una dominazione, la missione una propaganda, il culto una
evocazione, e l'agire dell'essere umano una morale da schiavi, come ha detto, con grande efficacia, il patriarca Atenagora.
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Vecchio 10-11-2010, 12.56.39   #55
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WALLACE E IL DNA DELL'ANIMA

Alfred Russel Wallace (1823-1913) fu un apprezzato naturalista di poco più giovane di Charles Darwin (1809-1882) e, nonostante vi fosse giunto per vie diverse, fu con Darwin, il cofondatore dalla teoria della evoluzione delle specie per selezione naturale: un articolo congiunto di Darwin e Wallace, pubblicato il 1° Luglio 1858, rappresentò l'enunciazione ufficiale, al consesso del mondo scientifico, della teoria evolutiva per selezione naturale…appunto.

Wallace era però anche uno spiritualista ed uno spiritista convinto tanto che, nonostante fosse sicuro che la selezione naturale avesse giocato, e giocasse ancora un ruolo chiave nell'evoluzione degli organismi viventi, non si sentì mai di estendere tale meccanismo materialistico allo sviluppo delle facoltà intellettive e morali dell'uomo.

In tale ambito avrebbero agito, secondo lui, nuove forze spirituali ancora ignote, quantunque anche visibili, come "testimoniavano" le apparizioni degli spiriti e certi fenomeni arcani che avvenivano durante le sedute spiritiche:

“Qualcosa è venuto da fuori, egli affermava, nulla, nell’evoluzione, può spiegare l’anima dell’uomo, la differenza tra l’uomo e gli altri animali è incolmabile. Solo la matematica è sufficiente a dimostrare che l’uomo possiede una facoltà inesistente in altre creature. Poi c’è la musica e le facoltà artistiche, ecc…. in qualche periodo della storia vi è stato, certo, un atto di creazione… un dono alla terra di qualcosa che prima non possedeva.
L’anima, quindi, non può che derivare da una creazione separata.”


Darwin, dal canto suo, sulla ipotesi di ”intervento esterno” non poteva transigere e si creò fra i due uno spartiacque profondo.
L’apostasia di Wallace, sbalorditiva per Darwin, fu comunque occasione di notevoli approfondimenti concettuali e, in definitiva, il diverbio dialetttico, condotto senza spargimento di fango, fu fondamentale proprio per ”l’affermazione della“teoria evolutiva esclusivamente biologica” quale è ancor oggi perseguita, nelle sue pervasioni concettuali nelle varie branche delle scienze umane.
A tale affermazione contribuì naturalmente il fatto che l’idea dominante della scienza, già negli anni “60/”70 degli anni “800, era oramai decisamente orientata ad un futuro scevro da ogni intervento spiritualistico.

Il darwinismo quindi sostiene, in contrasto non solo col Wallace di un tempo, ma contro gli stessi fautori odierni della immanenza dell’anima divina, che le stesse facoltà superiori dell’HSS, facoltà intellettive, morali, di autocoscienza, sono anch’esse risultanza del meccanismo evolutivo dovuto alla selezione naturale sul piano sia della adattabilità all’ambiente che su quello della pressione sessuale per la riproduzione, ecc…

A Wallace, attribuendogli addirittura il ruolo di padre fondatore, fanno tuttavia ancora riferimento i sostenitori dell’Intelligent Design, il così detto “ID”, …ed il dilemma ancora persiste.

Fatto pacifico che, a livello animale, sia Wallace che Darwin ed loro epigoni, concordano sul meccanismo evolutivo per selezione naturale….per le così dette ”facoltà superiori dell’HSS” si può dire, in alternativa, che:

1)- Sono frutto della selezione naturale esclusivamente biologica…adattabilità all’ambiente e riproduzione,

2)- Sono un portato del’anima immateriale, creata e infusa… realizzante un rapporto diretto con Dio, (che sembra essere a tutt’oggi la dottrina ufficiale delle Chiesa).

3)- Sono un portato di entrambe le entità, nel senso che anche nella sua biologia, l’uomo è essenzialmente anima…ed è così, che insieme, evolvono DNA ed anima commisti!? (dottrina avanza dei teologi oggi)

Ora mi si potrebbe dire: ma perché rimugini sempre su queste stesse cose?

Il fatto è che sono cose difficili da digerire...persino da dire: il punto 3 ad esempio è una contraddizione in termini: antinomia della ragion pura!!!! …ma con la teologia uno può dire ciò vuole…e le leggi fisiche proprio non contano?

Oppure.... qualcosa in più percepiamo?...ma con quale riferimento se non esiste comunque altro stato?

I nostri 7/8 etti in più di materia cerebrale rispetto ai quadrumani superiori li dobbiamo all'anima che con noi si evolve nel continuo rapporto con Dio... o li dobiamo alla semplce forza ordinatrice della selezione naturale?
O anche questo è materia di fede?
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Vecchio 11-11-2010, 19.49.05   #56
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Originalmente inviato da Giorgiosan
Non posso rispondere di ogni opinione cattolica o cristiana, per qunto mi riguarda scienza e tecnologia sono meravigliose ed utilissime attività umane.
Prima di diventare credente la mia formazione e la mia forma mentis erano prettamente scientifiche ed anche oggi l'attitudine nel considerare il fenomeno umano è quella. Tuttavia l'esperienza di qualcosa d'altro mi ha immesso nella realtà spirituale concreta, tanto per usare un ossimoro.
Ma non ti accuso! Purtroppo ignaro della storia, ti devo supporre vicino alla visione cattolica …ma può benissimo non essere, per quanto, per un credente, divergere, potrebbe introdurre contraddizioni.
D’altra parte non sono un esperto di dottrina: forse lo sto diventando ora!

Comunque non credo nella integrazione dottrina/scienza se non per contingenti occasioni.
La dottrina, sia pure in continuo ammodernamento, non può rinunciare ai dogmi ed ai sacri testi…cioè ad una base culturale costituitasi in epoche (millenni) anteriori all’odierno nostro sapere…cioè, non solo poggia sul trascendente ...che sarebbe anche nella sua natura… ma, nella esigenza dei miti, spacciati per saggezza, distorce o nega il prodotto culturale della scienza: eclatante è il caso dell’ID.
In sostanza va tutto bene (o quasi) finché ci limitiamo alla tecnologia…o all’interazione umana in senso astratto, ma quando entriamo nella generale concezione dell’universo, e dell’etica, o della stessa metodologia di ricerca/affermazione e di significanti, sorge il conflitto.

In verità il conflitto sarebbe assurdo dato che ci si riferisce alla esplicazione di uno stesso medesimo Universo…in particolare dello stesso esserci dell’uomo….. Accade però che le soluzioni (verità relative) che dà la scienza non sono le stesse che la teologia ha già dato: verità, pretese assolute, dalle quali la dottrina non può divergere!
Nello specifico, insomma, proprio per le premesse, l’etica laica della scienza non coincide con l’etica religiosa/cattolica e neppure coincodono gli interessi: la VISION è diversa e diversi sono gli scopi proposti.
Ad esempio…senza entrare in particolarità e prescindendo dai conflitti biologici…si consideri il dualismo seguente:

1.-La Chiesa non ha alcun interesse alle ricerche, scientificamente condotte, sulla materia o se, al CERN di Ginevra, si riproduca o meno il big-bang…Forse considera la cosa come una interferenza con l’opera di Dio…l’uomo che vuole ricreare la materia!
2.-La scienza prescinde dalla magnificenza di Dio o dall’averne un qualche rapporto…oppure sì, il rapporto vorrebbe avercelo, ma per tutt’altri scopi da quelli autoesaltanti o autoannulanti del mistico.

Citazione:
Per questa attitudine tendo a considerare lo spirito come una "sostanza", mi rendo conto tuttavia quanto questo sia sì discorsivo, ma per la ragione opposto alla tua.
La mia mente si dibatte ancora intorno alla domanda: che cosa è lo spirito. Cosificare lo spirito però non è la strada giusta, ma per ora non posso che percorrere anche questa, in mancanza di meglio.
Mi sembra di intuire però che la risposta sia proprio: c'è sempre una unica realtà, soma e psiche che non sono mai separate né separabili. Il dualismo è soltanto dialettico.
Con l’espressione “anima incarnata” di cui al titolo del topic, intendevo alludere al fatto che ciò che chiamiamo, (con implicita equivocità), “anima” (o spirito) è in realtà la nostra mente o psiche nel suo complesso, “incarnata” cioè costituita da neuroni, sinapsi, sensori, midollo spinale, innervazioni, ormoni,… feromoni, adrenalina, ecc…elementi fisico/chimici interagenti in un processo di emulazione con la lampada di Aladino… processo distillante emozioni, affettività, pensieri, elucubrazioni, ecc…sfocianti in affettività, scienza arte, musica, canzonette, decisioni, scelte, operazioni, discorsi, emozioni, gioia, dolore, ecc… Il tutto in una unità soma/psiche organicamente interagente nell’illusorio e artefatto dualismo dialettico autoreferenziale.

Ora tu dici che dietro, a provocare tutto questo, c’è che l’anima/spirito vivificante, indissolubilmente commista al corpo…che ancora definisci soma/psiche…porta un in sé un pizzico di trascendente in più.
Bene! …se così credi...è solo questione di fede…se l’ospite non disturba…non cambia niente!
…..oppure cambia qualcosa...e anche di molto a livello psico/culturale nostro...ma solo se il coltivare o meno di tali idee produce in noi una qualche esaltazione…positiva o negativa che sia.

Citazione:
La spiritualità della materia ha anche una certa evidenza, se non si è distratti.
La grande intuizione di Hans Urs von Balthasar è che, contrariamente al luogo comune dell'interiorità dello spirito, dell'anima che, per quel luogo comune, "localizzaziamo" dentro, in realtà è fuori.
Dentro ci sono viscere ed organi e chi ha assistito ad una autopsia non può "riconoscersi" in quelli o quanto meno sente quella realtà distante dalla percezione di sé.

Mi pare un non senso e di nessuna importanza: forse Balthazar non era poi questo genio: ammesso che la portiamo, l’anima…che sia con noi o dentro di noi o fuori…magari sottopelle…. quasi un’ombra…(ma dicevamo “commista”)… non credo che influisca…e, certo, la cosa non potrebbe apparire visivamente…sezionando un qualche organo o viscere..
Ha importanza invece posizionare, e lo sappiamo, l’origine fisica del pensiero: un elettrodo in un piede non dà nessun effetto….massimo un dolore o fastidio.
Ma un elettrodo nel cervello…un chip… cambia la percezione delle cose ed il pensiero stesso.
…Al limite si può dire che, più che l’anima, è l’elettrodo che influisce…o anche l’elettrodo è spirito?

Citazione:
L'anima o spirito è alla "superficie", si manifesta nella espressione degli occhi, nella "luminosità" del volto, nelle parole insieme al suono puro e semplice, nel sorriso, nel dolore che compone i muscoli facciali in un certo modo, nella bellezza morale che anche si manifesta in "superficie", nella bellezza tout court . Si potrebbe sintetizzare dicendo ciò che appare fenomenologicamente è ciò che ontologicamente è.
Parrebbe che, specialmente nelle veline, magari nelle escort, forse nei calciatori… et similia, possa essere l’anima fenomenologicamente evidente in quella bellezza morale che le è ontologicamente propria. In una esteriorità esteticamente spregevole l’anima non appare…e, forse, nemmeno le appartiene… ontologicamente!

Citazione:
La figura (Gestalt nel senso che la intende Balthasar) è una contratta rappresentazione dell'assoluto (Cusano).
Mi pare affermazione abbastanza gratuita: certo questi Balthasar e Cusano avevano una “forma mentis” superiore, assolutamente aliena da ogni esigenza di dare una qualche giustificazione o almeno una logica, alle loro affermazioni…per quanto, con la rappresentazione dell’assoluto, non è che ci siano tanti mezzi termini: o la vedi o non la vedi…LA FIGURA!
Scusa, ma sono affermazioni che mi sbilanciano!…o forse in un adeguato contesto la frase avrebbe un senso?
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Vecchio 11-11-2010, 22.29.55   #57
Koli
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Vi invito nuovamente a tralasciare il discorso fede/ragione (è stato ampiamente discusso sul forum) e a concentrarvi su quello dell'anima.

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Vecchio 12-11-2010, 23.47.39   #58
ulysse
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Il misticismo indica il rapporto personale con Dio. Per il cristiano indica il rapporto personale con lo Spirito.
Gesù è il mistico per eccellenza, il suo rapporto col Padre è espresso con quelle parole” Io e il Padre siamo una cosa sola”.
Poi tu puoi dire che questo come quello dei santi è “egoismo puro” con una contorsione dialettica senza senso, vagamente kantiana.
Non ho idea di definizione di misticismo. Mi riferisco a quanto mi si dice:rapporto personale con lo "Spirito Divino" spinto al massimo grado fino all’annullamento in esso

Questo si dice di persona fortemente orientata ad un scopo per il quale tende ad operare in esclusiva per propria personale gratificazione: non è forse egoismo questo,?
Si può dire che il mistico costituisce esempio per tutti? Forse! Ma è un esempio… egoisticamente solipsista. Cosa ne ricava la società?

Si possono definire, schematicamente, due opposte visioni: la visione religiosa mistica a fronte di quella laica.

1)- Chi pensa l’anima come un portato del divino che è in lui crede che il Bene sia in cielo…che ad esso si debba tendere, per una unione in un Dio origine di ogni felicità e bene…e tanto basta. Ma, allora, chi costruisce le infrastrutture? Non San Francesco…che preferiva predicare agli uccelli ed ammansire i lupi. Certo che il medioevo ha costruito opere immense in gloria di Dio…a consolazione e ammirazione degli uomini…ma forse che definiamo mistici quei costruttori?

2)- L’anima pensata come laica dice invece che il Bene è in terra e trova la propria gratificazione nel meglio operare ed essere utile nell’ambito della società....nello spendersi per la società…sia pure nell’amore di Dio, ma per l’elevazione fisica e intellettuale degli uomini. Chi, pur potendolo, non si impegna essenzialmente in questo e si mantiene lontano dalle esigenze sociali o pensa di sopperire pregando per l’anima …è un egoista che pensa solo a se stesso.

O forse che la mia idea di misticismo è un po’ troppo orientata all’esplicarsi e manifestarsi di un’anima operativa?....Ammesso poi che sia tutta questione di anima immateriale o non piuttosto un portato culturale cui la nostra mente (incarnata) si adegua e che persegue.

Infatti il misticismo potrebbe essere un modo di pensare che nasce con l’acculturamento nelle teologie religiose, le quali, per esaltazione delle proprie visioni metafisiche, esaltano come unico bene il tendere al divino per cui l’ascesi, l’annullamento in Dio diventa la massima aspirazione,…ma se tutti avessero e perseguissero di tali aspirazioni le società umane perirebbero.

Anche Gesù era un mistico perché aveva un rapporto diretto con Dio?
Ma ovviamente il rapporto era intrinseco! Era esso stesso Dio!
Ma, mi pare, che l’uomo Gesù non ci si perdesse poi tanto:…Gesù si dava da fare, infinitamente, per l’umanità: non lo definirei egoista!
In definitiva, sulla stessa linea, non definirei come esempi di misticismo Madre Teresa di Calcutta o Papa Woityla…anche se la loro anima manteneva con Dio uno stretto contatto e la preghiera non era loro estranea.
Se lo erano loro, mistici, lo era anche il don Camillo di Guareschi che non tralasciava quotidiani discorsi col Gesù crocifisso.

Citazione:
I papi, quando l’hanno fatto,(“prendere le distanze dal misticismo”), hanno tenuto in second’ordine questa verità che è il fondamento della chiesa, per ragioni politiche in senso lato, per le stesse ragioni politiche che ti fanno giudicare questo comportamento come una “fortuna”.
Fortuna o sfortuna che fosse per la Chiesa, credo che per lo più i vari Papi coltivassero “VISION” politiche oltre che spirituali, assai più vaste che non fosse il focus solipsista del mistico: avevano la responsabilità della Chiesa…del suo essere ecumenicamente temporale e spirituale…del suo mantenersi e proiettarsi nel futuro, nella mente degli uomini..consci proprio che non tutto è anima! Un tutto che oltrepassa di gran lunga l’esaltazione autogratificante di singole anime…anche se in fondo la Chiesa è essenzialmente e nominalmente la comunità delle anime.

Citazione:
Senza lo Spirito Santo Dio è lontano, Cristo rimane nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa è una semplice organizzazione, l'autorità è una dominazione, la missione una propaganda, il culto una
evocazione, e l'agire dell'essere umano una morale da schiavi, come ha detto, con grande efficacia, il patriarca Atenagora.
Atenagora aveva certo ragione…dal suo punto di vista.
E’ proprio per tutto questo che una religione è religione!
E’ perchè fa riferimento al trascendente come elementoi fondante: sarebbe altrimenti una filosofia.

Ma Atenagora ci è anche andato leggero!
Infatti è per questo che la Chiesa, ogni chiesa, pretende di sovrastare moralmente ogni altra organizzazione!
E’ in nome dello Spirito Santo, della congregazione delle anime immateriali col corpo commiste, che una organizzazione verticistica come quella della Chiesa, Ortodossa o Cattolica che sia, non è definita dittatura o regime, e...perchè no?…setta plagiante gli adepti!

Ma è anche per questo che il credente, idealmente infuso di anima spirituale...e per merito di tale anima affratellante gli adepti, vanta, sia pure inconsciamente a volte, un’etica, una spiritualità, forse una mente, superiore a quelle di a chi tale anima non ha o crede di non averla.
Ma dimentico, forse, che una delle massime virtù del credente è l’umiltà.
ulysse is offline  
Vecchio 14-11-2010, 00.12.12   #59
Giorgiosan
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Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Non ho idea di definizione di misticismo. Mi riferisco a quanto mi si dice:rapporto personale con lo "Spirito Divino" spinto al massimo grado fino all’annullamento in esso
Annullamento in esso? Cosa vuoi dire? A quali letture ti riferisci...anche il misticismo è un mare magnum nel quale bisogna orientarsi.
Citazione:
Originalmente inviato da ulysse

Questo si dice di persona fortemente orientata ad un scopo per il quale tende ad operare in esclusiva per propria personale gratificazione: non è forse egoismo questo,?
No non lo è. L'autentica esperienza del Dio cristiano si sintetizza con due parole amore per tutte le creature e sacrificio.
Se è gratificante può ben esserlo.
Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Si può dire che il mistico costituisce esempio per tutti? Forse! Ma è un esempio… egoisticamente solipsista. Cosa ne ricava la società?
Francesco d'Assisi è un solipsista? Non trovo alcun senso in questa affermazione. La società ne ha ricavato molto.

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Si possono definire, schematicamente, due opposte visioni: la visione religiosa mistica a fronte di quella laica.
1)- Chi pensa l’anima come un portato del divino che è in lui crede che il Bene sia in cielo…che ad esso si debba tendere, per una unione in un Dio origine di ogni felicità e bene…e tanto basta. Ma, allora, chi costruisce le infrastrutture? Non San Francesco…che preferiva predicare agli uccelli ed ammansire i lupi. Certo che il medioevo ha costruito opere immense in gloria di Dio…a consolazione e ammirazione degli uomini…ma forse che definiamo mistici quei costruttori?

Gesù era un laico, Francesco era un laico.
Preferiva predicare agli uccelli, quel "preferiva" chi metterebbe in secondo piano?
Francesco di Sales ha ben detto che la santità non è preclusa ad alcuna professione e non è garantita ad alcuna nemmeno alla professione religiosa.


Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
2)-L’anima pensata come laica dice invece che il Bene è in terra e trova la propria gratificazione nel meglio operare ed essere utile nell’ambito della società....nello spendersi per la società…sia pure nell’amore di Dio, ma per l’elevazione fisica e intellettuale degli uomini. Chi, pur potendolo, non si impegna essenzialmente in questo e si mantiene lontano dalle esigenze sociali o pensa di sopperire pregando per l’anima …è un egoista che pensa solo a se stesso. O forse che la mia idea di misticismo è un po’ troppo orientata all’esplicarsi e manifestarsi di un’anima operativa?
I mistici autentici hanno fatto e fanno un gran bene alla società. Mi piacerebbe indicarti quelli che conosco ed indicare cosa hanno fatto, per lenire le sofferenze dell'umanità e per elevare le coscienze.

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Originalmente inviato da ulysse
Infatti il misticismo potrebbe essere un modo di pensare che nasce con l’acculturamento nelle teologie religiose, le quali, per esaltazione delle proprie visioni metafisiche, esaltano come unico bene il tendere al divino per cui l’ascesi, l’annullamento in Dio diventa la massima aspirazione,…ma se tutti avessero e perseguissero di tali aspirazioni le società umane perirebbero.
Il misticismo non è una teoria, è una esperienza.
Espressioni come annullamento in Dio vanno interpretate.

Se ascesi significa esercizio di autocontrollo...abbiamo tutti bisogno di essere asceti....e se imparassimo tutti a controllarci certamente il mondo sarebbe migliore. Questa però è una utopia, purtroppo...per questo abbiamo bisogno di santi, di una pioggia di santi.

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Originalmente inviato da ulysse
Anche Gesù era un mistico perché aveva un rapporto diretto con Dio?
Ma ovviamente il rapporto era intrinseco! Era esso stesso Dio!
Ma, mi pare, che l’uomo Gesù non ci si perdesse poi tanto:…Gesù si dava da fare, infinitamente, per l’umanità: non lo definirei egoista!
In definitiva, sulla stessa linea, non definirei come esempi di misticismo Madre Teresa di Calcutta o Papa Woityla…anche se la loro anima manteneva con Dio uno stretto contatto e la preghiera non era loro estranea.
Se lo erano loro, mistici, lo era anche il don Camillo di Guareschi che non tralasciava quotidiani discorsi col Gesù crocifisso.

Don Camillo personaggio romanzesco era un mistico romanzesco ... ma se Guareschi avesse tratto quel personaggio dalla vita reale allora quel Don Camillo sarebbe un mistico...e certamente Guareschi si è ispirato ad un santo....Giuseppe da Coppertino per esempio, potrebbe avergli dato qualche spunto.
E' un poco complicata la teologia trinitaria e sarebbe bello approfondirla... comunque... Gesù essendo uomo in tutto e per tutto soffriva come qualsiasi altro uomo e come uomo dalla coscienza pura anche più di ogni altro.
Il dolore di ogni essere umano è insondabile...quello che posso dire per intuizione è che lui ed i santi, i veri santi, soffrano molto.

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Originalmente inviato da ulysse
Fortuna o sfortuna che fosse per la Chiesa, credo che per lo più i vari Papi coltivassero “VISION” politiche oltre che spirituali, assai più vaste che non fosse il focus solipsista del mistico: avevano la responsabilità della Chiesa…del suo essere ecumenicamente temporale e spirituale…del suo mantenersi e proiettarsi nel futuro, nella mente degli uomini..consci proprio che non tutto è anima! Un tutto che oltrepassa di gran lunga l’esaltazione autogratificante di singole anime…anche se in fondo la Chiesa è essenzialmente e nominalmente la comunità delle anime.
Credo che molti papi siano stati indegni.
Non escludo che vi siano dei solipsisti come non escludo di essere anch'io uno di quelli, né di essere un esaltato che si autogratifica.

Che non tutto sia anima è vero, ma anche che non tutto sia carne è vero perché non di solo pane vive l'uomo.

Che mi stiano a cuore le vicende politiche ed umane è fuori discussione ma credo di non essere la sola anima cristiana a cui stanno a cuore.
Per conoscere cosa voglia dire essere papa bisognerebbe esserlo

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Originalmente inviato da ulysse

Atenagora aveva certo ragione…dal suo punto di vista.
E’ proprio per tutto questo che una religione è religione!
E’ perchè fa riferimento al trascendente come elementoi fondante: sarebbe altrimenti una filosofia.

Ma Atenagora ci è anche andato leggero!
Infatti è per questo che la Chiesa, ogni chiesa, pretende di sovrastare moralmente ogni altra organizzazione!
E’ in nome dello Spirito Santo, della congregazione delle anime immateriali col corpo commiste, che una organizzazione verticistica come quella della Chiesa, Ortodossa o Cattolica che sia, non è definita dittatura o regime, e...perchè no?…setta plagiante gli adepti!

Ma è anche per questo che il credente, idealmente infuso di anima spirituale...e per merito di tale anima affratellante gli adepti, vanta, sia pure inconsciamente a volte, un’etica, una spiritualità, forse una mente, superiore a quelle di a chi tale anima non ha o crede di non averla.
Ma dimentico, forse, che una delle massime virtù del credente è l’umiltà.

Gli esseri umani sono anche così. Possono plagiare e lo fanno, possono essere dittatori e lo sono, possono sentirsi superiori agli altri e si sentono, possono attribuirsi meriti che non hanno e se li attribuiscono, inconsciamente o consciamente... cristiani, atei, agnostici, papi, vescovi, mussulmani, induisti, buddisti, preti, religiosi, politici, filosofi, scienziati, lavoratori e nullafacenti, sani e malati, giovani ed adulti, padri e madri, fratelli, figli, insegnanti, medici, idraulici, contadini, ricchi e poveri.

Speriamo di diventari migliori.

Ultima modifica di Giorgiosan : 14-11-2010 alle ore 15.09.08.
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Vecchio 18-11-2010, 20.15.03   #60
ulysse
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Originalmente inviato da Giorgiosan
Annullamento in esso? Cosa vuoi dire? A quali letture ti riferisci...anche il misticismo è un mare magnum.....
L’uomo, che fa parte del finito, si annulla in Dio entrando a far parte dell’infinito e solo così può conoscerlo: per lo meno così mi spiegò un teologo…dice che è l’intensa “coltivazione” e dedizione dello spirito/anima che porta a questo.

Si dice che i taxisti di New york abbiano una zona del cervello (rilevabile alla Risonanza Magnetica) particolarmente sviluppata, qualitativamente, per intreccio e complessità di collegamenti: neuroni, dendriti, assoni, sinapsi, ecc…densamente interagenti. E’ la zona del cervello dedicata all’orientamento ed alle mappe della città che essi continuamente ricordano ed estrapolano dalla loro mente.

Forse i mistici, con la continua preghiera che li coinvolge compulsivamente nel pensiero di Dio, sviluppano in analogia la parte cerebrale dedicata a Dio che sarebbe appunto l’anima…anima incarnata…cioè fatta della nostra carne…cellule, molecole, neuroni, ecc…
Così sembra anche sia per i monaci tibetani!
Vito Mancuso scrive, infatti, che l'anima (corpo/anima) pur già compresa della dimensione spirituale, proviene dal mondo, nasce col DNA, ma conduce, se attuata nelle sue potenzialità, direttamente a Dio.
Forse si deve intendere letteralmente… o è solo una metafora …un simbolismo?

La cosa mi sconvolge un pò: sono abituato, pur incredulo, a pensare l’anima come entità divina che Dio infonde...come sarebbe la vita stessa… animata! Per lo meno così insegnava il catechista…ed anche oggi questa sembra essere l’ipotesi ufficiale della Chiesa.
Secondo Mancuso sembra invece che siamo noi, la nostra materialità viva e orientata, con l’esercizio virtuoso, nel pensiero di Dio, che si trasforma in spirito…ora…e non alla fine dei tempi!

Ovviamente, il mio darwinismo non concepisce, esso contempla solo l’evoluzione biologica, ma questa evoluzione di carne in anima/spirito che Mancuso sostiene, potrebbe rivelarsi idea forza da non trascurare…da perseguire…specie nel nostro attuale momento di crisi morale e ideale. Idea forza che induce a “perseguir virtude e conoscenza” …ed opere laiche efficaci…misticismo poco…spero!

Originalmente inviato da ulysse:
Ma….non è forse egoismo quello di una persona fortemente orientata ad operare in esclusiva per propria personale gratificazione?


Citazione:
No non lo è. L'autentica esperienza del Dio cristiano si sintetizza con due parole amore per tutte le creature e sacrificio.....
Non nego che il soggetto mistico, dedicando tutto se stesso a Dio, non esplichi amore e sacrificio sincero per tutte le creature…non è una colpa esserne gratificati, ma tutto questo amore e questo sacrificio come si concretizza…a cosa serve..quale vantaggio per la società?..per tutte le creature! …quale efficacia pragmatica?
Certo molti sinceri credenti si dedicano veramente a opere “costruttive” e per questi l’aspirazione, autogratificante o meno, non assume connotati egoistici!...anzi!
…ma la mia impressione è che il cosiddetto misticismo porti piuttosto a far prevalere la cura esclusiva delle “potenzialità” dell’anima …ove, per “potenzialità, s’intende il carattere evolvente verso la comunione con Dio…considerato questo come il massimo bene. Niente di male in questo, ma il resto, cioè l’umano, passa inevitabilmente in second’ordine!

Oppure, come mi confidò in passato un amico teologo, “aspirante mistico”, Gesù salva veramente chi lo chiama impegnando l’anima: mi disse, infatti di aver avvertito concretamente e fisicamente il contatto con Gesù…in una situazione in cui, per stress e forte coinvolgimento emotivo, aveva chiesto aiuto!?

”Originalmente inviato da ulysse:
Si possono definire, schematicamente, due opposte visioni: la visione religiosa mistica a fronte di quella laica.
1)- Chi pensa l’anima come commistione corpo/spirito… crede che il Bene sia in cielo per tutti…che ad esso si debba tendere, verso un Dio origine di ogni felicità e bene…e tanto basta…


Citazione:
Gesù era un laico, Francesco era un laico.
Preferiva predicare agli uccelli, quel "preferiva" chi metterebbe in secondo piano?..........
Forse attribuiamo alla parola “laico” un significato diverso: per me laico è chi, prescinde dall’ipotesi del trascendente: praticamente impossibile per chi tiene a riferimento una religione.
San Francesco preferiva, metaforicamente, predicare agli uccelli…piuttosto che dedicarsi al pragmatismo operativo… predicava la povertà: si era disfatto dei suoi averi per darli ai poveri…cosa encomiabile…magari ce ne fossero oggi…Ma poi..questi poveri… erano sempre poveri!

Originalmente inviato da ulysse: 2)-L’anima pensata come laica dice invece che il Bene è in terra e trova la sua propria gratificazione nel meglio operare ed essere utile nell’ambito della società....nello spendersi per la società…...]

Citazione:
I mistici autentici hanno fatto e fanno un gran bene alla società …. per lenire le sofferenze dell'umanità e per elevare le coscienze.
Ecco appunto…i mistici autentici…forse quelli per i quali le potenzialità dell’anima non si esplicano solo nel rapporto diretto con Dio,…ma anche nel “prevenire” le sofferenze e nell’elevare le coscienze…ma in quale senso?...nel senso della coscienza/anima o della coscienza di sè? Ma è la stessa cosa per chi coltiva l’idea dell’anima…corpo/spirito insieme. Ma per chi prescinde dallo spirito?

Originalmente inviato da ulysse:
Infatti il misticismo potrebbe essere un modo di pensare che nasce con le teologie, …. esaltanti come unico bene il tendere al divino… all’’ascesi…come massima aspirazione…..
.

Citazione:
Il misticismo non è una teoria, è una esperienza.
Espressioni come annullamento ……….
Sarà una esperienza …ma mi è difficile capire come l'esperienza possa insorgere ed attuarsi senza un qualche riferimento teologico che la sostenga…???

Citazione:
Se ascesi significa esercizio di autocontrollo...... certamente il mondo sarebbe migliore. Questa però è una utopia, purtroppo....per questo abbiamo bisogno di santi,….
Ma veramente tutti siamo più o meno dotati di autocontrollo…non è essenziale essere santi...c’è bisogno piuttosto di scuola…di formazione..di educazione ed esercizio all’autocontrollo..come ad altre tante cose, ecc…e il mondo sarebbe migliore…a prescindere!
Con “ascesi” mi riferivo all’esplicarsi dell’asceta, di chi si dedica alla vita ascetica rinunciando ai piaceri del corpo: purifica il corpo per purificare l’anima e meglio realizzarne le potenzialità,…ma cadremmo di nuovo nell’egoismo mistico di chi s’interessa solo a se stesso, alla propria anima… per evolverla da incarnata in divina…proclamando amore e sacrificio.

Citazione:
Don Camillo personaggio romanzesco era un mistico romanzesco ... ma se Guareschi avesse tratto quel personaggio dalla vita reale allora quel Don Camillo sarebbe un mistico...e certamente Guareschi si è ispirato ad un santo.....
Ma forse Giovanni Guareschi, trasse i suoi personaggi dalla vita reale: Don Camillo, Peppone e gli altri, erano persone vere e leggendarie insieme, di 60/70 anni fa nella "bassa padana", dove il Pò scorre gonfio e lento…ma se s’infuria….. Sembra tu non conosca la saga dei Don Camillo/Peppone!…ma forse perché non sono storie delle tue parti.

Citazione:
E' un poco complicata....comunque Gesù ….soffriva … e, come uomo dalla coscienza pura, anche più di ogni altro.
Il dolore di ogni essere umano è insondabile...quello che posso dire per intuizione è che lui ed i santi, i veri santi, soffrano molto.
Certo che Gesù soffriva...da uomo! è personaggio storico, credo! Ma non vedo che relazione ci sia con la coscienza pura e neppure capisco perché i santi,i veri santi soffrano molto.
Forse è vero l’inverso: sono proclamati santi, in genere, quelli che hanno sofferto, sacrificandosi per gli altri…e non solo facendo gli “stiliti”.

Citazione:
Credo che molti papi siano stati indegni. …….
Che non tutto sia anima è vero, ma anche che non tutto sia carne è vero perché non di solo pane vive l'uomo.
Per conoscere cosa voglia dire essere papa bisognerebbe esserlo
Non di solo pane…ma non necessariamente o essenzialmente di ambrosia…cibo degli dei…un tempo si diceva semplicemente “pane e companatico”… Oggi sembra che la cultura non sia mangiabile.

Degno o non degno credo indubbio che un Papa debba avere una VISION politico/teologica assai più ampia di chi si limita a coltivare le potenzialità della propria anima….altrimenti non resta che fare come “colui che fece per viltade il gran rifiuto”.

Originalmente inviato da ulysse:
Atenagora aveva certo ragione…dal suo punto di vista.
La religione fa riferimento al trascendente come elemento fondante! .....
Ma è anche per questo che il credente,commisto corpo/anima … vanta, a volte, un’etica, una spiritualità, superiore a quella di chi in tale anima non crede.
Ma dimentico, forse, che una delle massime virtù del credente è l’umiltà?


Citazione:
Gli esseri umani sono anche così. Possono plagiare e lo fanno, possono essere dittatori e lo sono, possono sentirsi superiori agli altri e si sentono, possono attribuirsi meriti che non hanno e se li attribuiscono, inconsciamente o consciamente... cristiani, atei, agnostici, papi, vescovi, mussulmani, induisti, buddisti, preti, religiosi, politici, filosofi, scienziati, lavoratori e nullafacenti, sani e malati, giovani ed adulti, padri e madri, fratelli, figli, insegnanti, medici, idraulici, contadini, ricchi e poveri.

Speriamo di diventare migliori.
Speriamo!
Ma sarà il corpo/anima ad occuparsene o se la dovrebbe sbrigare solo il corpo (i neuroni del taxista)…!?
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