Forum di Riflessioni.it
ATTENZIONE Forum in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Filosofia

Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Filosofiche

Vecchio 19-04-2013, 23.55.07   #51
jador
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-08-2009
Messaggi: 154
Riferimento: Perchè non è possibile un "Dio" Femmina?

Citazione:
Originalmente inviato da maral
Difficile, al massimo credo si possa solo rimuoverlo con tutte le tragiche conseguenze delle rimozioni. Anche se ormai è acclarato che Dio è morto
da più di un secolo, ucciso dal pensiero tecnologico e dalla sua esclusiva capacità autoreferenziale, ne resta solo un involucro vuoto, ma è evidente che il diserbante mal funziona sugli abissi dell'inconscio da cui si origina il Sacro, può solo tramutarlo in disturbo psichico. Peraltro è evidente che la sessualità (insieme con la violenza più feroce) è inscindibilmente legata al Sacro, una sessualità asetticamente razionale, illuminata e confortata dalla ragione è una contraddizione in termini. Certo, probabilmente attribuire al cadavere divino una definizione di genere, a parte il gusto per la rivendicazione, non ha molta rilevanza, non più della mai risolta questione sul sesso degli angeli da quando gli angeli sono spariti dagli orizzonti.
Ma forse è proprio all'Abisso a cui oggi dobbiamo e possiamo ancora fare riferimento, quell'abisso oscuro che ci abita dentro e che si rispecchia in un cielo svuotato, un abisso che ha in sé come indistinte e confuse ogni genere di sessualità, estasi e perversione per come si manifestano prendendo forma nell'anima umana. O meglio Anima e Animo, i percorsi Junghiani dell'abisso multisessuato verso la coscienza, la prima (al femminile) del maschio, la seconda (al maschile) della femmina.
Forse la chiave del discorso per renderlo ancora comprensibile all'orecchio contemporaneo così disincantato (o forse preso da altri incanti), più che nel riferimento al simbolo del divino, andrebbe considerata con riferimento al significato più profondo dell'Altro, quell'Altro che è ciò che neghiamo a noi stessi di essere e ci definisce e, definendoci come ciò che non siamo, compete radicalmente a noi stessi, affinché un "io sono" (maschio? femmina? maschio e femmina?) possa essere pronunciato tra l'epidermide e l'Abisso.

Il Sacro quindi ha due facce:
sessualità ed estasi
violenza feroce e perversione.

Nasce già così dall'inconscio, o quella parte costituita da violenza feroce e perversione a sua volta nasce da una sessualità malata a causa di concetti malati inculcati da certe religioni?
jador is offline  
Vecchio 20-04-2013, 11.23.37   #52
maral
Moderatore
 
L'avatar di maral
 
Data registrazione: 03-02-2013
Messaggi: 1,314
Riferimento: Perchè non è possibile un "Dio" Femmina?

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
Riformulo la questione:
come rivedere/rimordernare, allora, il concetto di virilità, in modo che non sia lesivo a quello di femminilità?
Forse aprendosi verso le istanze femminili e maschili di ogni individuo riconoscendone l'intima necessaria complementarietà. Non può esserci femmina senza maschio e maschio senza femmina, l'uno è in ragione dell'altro, anche se l'alterità polare di questo rapporto può essere avvertita come una tremenda minaccia. La violenza mascolina (non solo fisica, ma anche come imposizione di obiettivi culturali e sociali) con cui il maschio vuole imporsi è il risultato psichico di una chiusura terrorizzata di fronte a un'annientante minaccia al proprio riconoscimento rappresentativo. Il bambino adulto che si sente defraudato dall'altro della propria icona di sicura identificazione, aderendo alla quale si è sentito garantito di un'abbozzo di identità sociale ed esistenziale (Un io che aderisce totalmente al proprio simbolo fallico di potenza esclusiva che chi non possiede vuole sottrargli evirandolo e dunque annientandolo).
Il discorso di apertura ha riflessi psicologici, politici, sociali e senza dubbio pure mitici e religiosi ed è un discorso complesso da un punto di vista culturale che coinvolge il gioco di archetipi inconsci, non per tentare di dominarli magari rimuovendone alcuni a vantaggio di altri (cosa peraltro impossibile), ma comprendendoli a se stessi. in tal senso noi siamo il gioco (in ciascuno diverso) di questi archetipi e non viceversa e per giocare senza che ci distruggano, occorre in qualche modo comprenderli non nel senso oggettivo in sé, ma nell'aspetto relazionale che li lega gli uni agli altri, gli uni per gli altri (anche nelle dinamiche oppositive).

Citazione:
Originalmente inviato da jador
Il Sacro quindi ha due facce:
sessualità ed estasi
violenza feroce e perversione.

Nasce già così dall'inconscio, o quella parte costituita da violenza feroce e perversione a sua volta nasce da una sessualità malata a causa di concetti malati inculcati da certe religioni?
Ha due facce che continuamente sfumano l'una nell'altra, questo è il suo aspetto più angosciante. I concetti malati inculcati da certe religioni sono l'effetto di questa angoscia, la risposta inadeguata a questa angoscia profonda e originaria dell'umano che vuole gestirla in nome di un Bene che inevitabilmente, per quanto lo si separi, non potrà che riproporre il Male rivelandosi un rimedio strutturale più preoccupante e soffocante del pericolo da cui dovrebbe trarci in salvo, perché rinvigorisce il mostro negato e tenuto nascosto proprio illudendosi di sopprimerlo a mezzo di un precetto morale che alla fine si rivela solo ipocrisia, la peggiore.
Vi è pure una certa razionalità ingenua che, senza bisogno di dei, ma con pari riferimenti a concettualizzazioni razionali e astratte del Bene a cui vuole convertire l'umanità intera, lavora allo stesso modo. C'è pure un sogno (e non un sonno) della ragione che genera mostri
maral is offline  
Vecchio 20-04-2013, 11.30.03   #53
femmefatale
Cioraniana Incrollabile
 
L'avatar di femmefatale
 
Data registrazione: 04-07-2010
Messaggi: 154
Riferimento: Perchè non è possibile un "Dio" Femmina?

Citazione:
Originalmente inviato da Soren
Io ho usato l'istinto con riferimento a quello sessuale perché si era aperto parlando di questo, ma anche bere e mangiare sono istinti. Poi, a riguardo dei tuoi esempi:
nel primo caso, vedo semplicemente un uomo senza cognizione di causa che agisce senza conoscenza e cinquanta donne che fanno altrettanto. E sono guai per tutti credo, anche se in ciò appunto parlando di un uomo senza tale cognizione egli non ha cercato il male di nessuno ma solo la propria soddisfazione; se le femmine consenzienti mostrano anch'esse di non essere a conoscenza delle possibili o certe conseguenze o di non curarsene, non si sottraggono certo nemmeno loro al proprio istinto ed al peso della propria ignoranza e il numero degli accusati di leggerezza lievita ad un significativo 51. La naturalità dell'istinto e la stupidità rimangono argomenti separati; e per una situazione del genere c'è davvero bisogno che collassino l'uno verso l'altro! di mezzo quindi, c'è tutta la questione della conoscenza. Ma sì, al più, piuttosto che dare un giudizio morale, mi limiterei a constatare la stupidità di entrambe le parti. A meno che tu non abbia fatto l'esempio non dando nessun potere decisionale alle femmine, che però sarebbe un elemento imprescindibile se dobbiamo misurare la moralità o meno dell'azione. Insomma ognuno deve pensare alla propria di immaturità, qui certo non si può dare al maschio la responsabilità di tutti i coinvolti.
Secondo caso, le donne sono in possesso di un cervello e rifiutano il maschio; egli decide di non rispettare la loro volontà e stuprarne 49 ( mi sembrano un po' casi limite comunque! ).
Ma la faccenda è ben diversa: l'istinto continua ad essere né buono né cattivo di per sé, soltanto il carattere dell'uomo ha uno strumento in più per essere giudicato e nel secondo caso si mostra "malvagio" cioè immorale. Per cui tra i due esempi non è l'istinto degli individui, che rimane di base lo stesso di riprodursi, ma il carattere morale, innato o acquisito che sia; nel primo caso l'equità è rispettata, nel secondo no. Cosa ha a che fare con l'in sé dell'istinto ? Per istinto in società un maschio è tentato ad avvicinare le femmine che gli appaiono interessanti o desiderabili, non a stuprarle né ad agire senza nessuna cognizione. L'istinto sta alla base e come "es" a esso possono essere ricondotte la maggior parte delle nostre dinamiche psichiche; resta però la mediazione di io e super-io... utilizzando le categorie freudiane. L'istinto non è immorale, è amorale. Di faccende come l'equità non gli interessa niente: nell'intenzione che genera spontaneamente non c'è niente di cattivo; le conseguenze sono un'altra faccenda ( mi sto sempre riferendo al tanto accusato istinto sessuale ovviamente ), ed è una dimensione che se non nel breve tempo e quindi in maniera anche completamente intuitiva ci si arriva solamente attraverso la conoscenza astratta. Se dopo aver acquisito questa un maschio, sapendo come nel secondo caso di causare dolore decide comunque di agire, si può criticare la sua azione da un punto di vista morale e non più per mancata conoscenza. Poi, a riguardo dell'istinto femminile: non essendo femmina non ho accesso ad alcun sapere di tipo diretto, ma da quel che ho capito con la psicologia le femmine hanno istinti simili a quelli maschili, solo che sono portate per motivi di differenziazione sociale e quindi di ruolo a reprimerli. Per cui gli istinti femminili si mostrano molto meno per quello che sono, ma principalmente sono - sempre da quello che ho capito, correggimi se nella tua esperienza sbaglio - generazione e preservazione, dopo che quello di distruzione è stato represso/soppresso. Ma anche a causa di questa repressione in dosi molto più massicce di quanto facciano i maschi mi pare che le femmine siano più psicologicamente irritabili ( parola che generalmente è intesa negativamente, ma qui la intendo nel suo significato autentico come "sensibilità", parola che generalmente è intesa positivamente, ma per la cui vale lo stesso discorso che per l'altra ). La repressione degli istinti distruttivi è necessaria alla socializzazione efficiente per cui ovviamente entrambi i sessi ne partecipano, ma le femmine essendo normalmente molto più socializzate dei maschi ne fanno un'esperienza in dosi maggiori. E se nel corso della tua vita ti sei arrabbiata almeno una volta credo che sia anche nella tua esperienza che la rabbia è un meccanismo psichico di difesa che nasce in presenza di un rischio di perdita di una parte del proprio mondo emotivo come può essere una fiducia tradita o il furto di un oggetto a cui eravamo affezionati; se non avessimo istinti le cose non avrebbero significato per noi e saremmo sempre abbastanza glaciali in tali situazioni perché nulla di noi sarebbe "in mezzo". La stessa questione caldo-freddo ti dovrebbe suggerire qualcosa a riguardo della centralità dell'istinto nella nostra vita e della debolezza di carattere che spesso sta sotto a qualcosa di tanto "immorale" come il tuo secondo caso e che noi rimettiamo sotto il nome di "malvagità", ma che in fondo è semplice incapacità di accettare. E non per fare il pignolo però non capisco perché nei tuoi esempi consideri soltanto la volontà e l'azione del maschio. Pare quasi, come ti dicevo prima, che le femmine non abbiano potere decisionale per te all'interno della relazione: ma ce l'hanno, per cui nel tuo primo esempio, come dicevo, anche le femmine citate sarebbero da includere tra gli imputati di naturalità un po' troppo leggera, o di debolezza nel carattere nel rifiuto se non che nella conoscenza: per cui per quanto ci ho tenuto a risponderti siccome sapevo che erano solo un pretesto per discuterne, si dovrebbero avere a disposizione più elementi per giudicare secondo il concetto di "colpa". E per finire con la tua ultima affermazione sull'istinto di sottomissione: beh che le persone con istinti sadomaso esistano è un fatto, che la cosa abbia avuto un alto successo riproduttivo un altro: a me pare il contrario, che la "guerra dei sessi" che si vede e si sente non sia dettata da altro che dal fatto che entrambi sono sostanzialmente, aldilà del ruolo riproduttivo e alcuni elementi biologici-caratteriali, avversi alla sottomissione e per cui ognuno cerca sempre un ruolo di predominanza all'interno di una relazione in modo da rischiare il meno possibile il proprio sé. Il che ancora non è cosa in sé cattiva o buona ma semplice istinto di autoconservazione.La sottomissione psicologica mi sembra un classico esempio di sconfitta, sempre psicologica, da parte di chiunque di qualsiasi sesso, di cui tutti più o meno mi pare che facciano esperienza ( del resto se non ci fossero o se per meglio dire non si percepissero "vittoria" e "sconfitta", non vedo perché si dovrebbe usare la parola "guerra" per definire queste dinamiche ). Mi dispiace se credi che nella mia analisi io voglia in qualche modo salvare un sesso a discapito dell'altro, io volevo semplicemente puntualizzare la natura dell'istinto che entrambi, secondo me, hanno, e che di per sé non è suscettibile di giudizio morale, per quanto l'azione sì. Ma tra i due c'è un mondo chiamato conoscenza di cui fanno parte cose come l'educazione e la morale... però appunto, stanno in mezzo, mentre l'istinto all'estremo di partenza.

scusami, ma citi cose psicologiche sulle quali preferisco classare:
in tanto perchè non le ritengo vere al 100%, specialmente tutto quello che potresti riportare "citando fior fior di manuali scritti da gente che non ha tendenze SM", (come gente che scrive di Dismorfofobia senza ovviamente avere difetti...) senza che le persone con tendenze (magari di transfert e/o di cultura ricevuta dal padre) SM possano poi replicare.
Per favore, non riduciamo tendenze SM al mero atto sessuale.
la sottomissione della donna (qualche volta volontaria) non è solamente questione di eccitazione sessuale o simili, perchè esistono meccanismi SM che ora non citerò, ma che niente hanno a che fare col sesso o con il "famolo strano" (SM, non con l'immagine clichè dei festini bondage, alludo ad altre valenze).
in secondo luogo perchè andremo fuori dal topic, che nasceva "esegetico"
e non "psicologico", in terzo, perchè negli esempi riportavo con provocazione la figura di un uomo "con istinti", e con istinto, poco o importa che le 49 femmine siano consenzienti a farsi ingravidare
(va da sé che io ritengo principalmente la spinta del'uomo a copulare violentemente non tanto per la voglia di avere figli, quanto per il piacere dell'orgasmo, poi chi si è visto si è visto )
femmefatale is offline  
Vecchio 20-04-2013, 17.28.11   #54
ulysse
Ospite abituale
 
L'avatar di ulysse
 
Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 1,363
Riferimento: Perchè non è possibile un "Dio" Femmina?

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
scusami, ma citi cose psicologiche sulle quali preferisco classare:
Forse intendevi "glissare"?
Comunque sul piano psicolofgico la cosa si fa complessa!
Preferisco il piano biologico e genetico: è più semplice ed essenziale.
Citazione:
(va da sé che io ritengo principalmente la spinta del'uomo a copulare violentemente non tanto per la voglia di avere figli, quanto per il piacere dell'orgasmo, poi chi si è visto si è visto )
Forse a livello conscio è così!
In effetti la spinta a copulare col piacere dell'orgasmo è più un mezzo inconscio che non un fine.
E' il trucco che la "evoluzione del vivente per selezione naturale" ha messo in atto per indurre il vivente stesso, in particolare gli umani, alla riproduzione e quindi alla continuazione della specie.

La cosa è semplice:
Chi non provasse piacere non si accoppierebbe e non trasmetterebe i propri cromosomi...e se tutti fossero così la specie si estinguerebbe.
Quindi solo, o in prevalenza, il DNA di chi ha la pulsione alla copula ed al relativo piacere, si trasmette.
Che poi la cosa venga attuata con soprafffazione o con gentilezza e una questione di cultura e civiltà...forse.

Comunque dietro alle personali pulsioni contingenti ci sono cose e scopi assai più profondi e insospettati ai più...che i geni inducono.
...Da cui anche la particolare psicologia deriva...e quindi il reciproco comportamento maschio/femmina.
Ab antico ha prevalso il "gene". Con l'evoluzione culturale sempre piu' tende a prevalere la civiltà...per quanto...
ulysse is offline  
Vecchio 21-04-2013, 17.27.28   #55
femmefatale
Cioraniana Incrollabile
 
L'avatar di femmefatale
 
Data registrazione: 04-07-2010
Messaggi: 154
Riferimento: Perchè non è possibile un "Dio" Femmina?

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Forse intendevi "glissare"?
Comunque sul piano psicolofgico la cosa si fa complessa!
Preferisco il piano biologico e genetico: è più semplice ed essenziale.

Forse a livello conscio è così!
In effetti la spinta a copulare col piacere dell'orgasmo è più un mezzo inconscio che non un fine.
E' il trucco che la "evoluzione del vivente per selezione naturale" ha messo in atto per indurre il vivente stesso, in particolare gli umani, alla riproduzione e quindi alla continuazione della specie.

La cosa è semplice:
Chi non provasse piacere non si accoppierebbe e non trasmetterebe i propri cromosomi...e se tutti fossero così la specie si estinguerebbe.
Quindi solo, o in prevalenza, il DNA di chi ha la pulsione alla copula ed al relativo piacere, si trasmette.
Che poi la cosa venga attuata con soprafffazione o con gentilezza e una questione di cultura e civiltà...forse.

Comunque dietro alle personali pulsioni contingenti ci sono cose e scopi assai più profondi e insospettati ai più...che i geni inducono.
...Da cui anche la particolare psicologia deriva...e quindi il reciproco comportamento maschio/femmina.
Ab antico ha prevalso il "gene". Con l'evoluzione culturale sempre piu' tende a prevalere la civiltà...per quanto...


mah, guarda, io quando sento parlare di genetica, mi vengono sempre i brividi... sarà che la ritengo una cosa troppo "disumanizzante" o comunque "tesa a creare ipotetici abomini", idem per la biologia, che a questo punto giustificherebbe la sottomissione della donna all'uomo più forte, e comunque, una lotta darwiniana dove gli individui deboli o meno fortunati (bambini, persone con handicap...) devono "essere scartati" di fronte al trionfo del più forte. Ho visto che tu ami molto la scienza, ma comunque, io preferisco la Teologia, che si occupa anche dello spirito umano (chiamalo anima se vuoi), per esempio del senso di Colpa, in forma migliore, a mio parere, che non la psicanalisi e cose simili, ma è un mio parere personale.
Sulla "spinta al piacere" in fase di copulazione, ritengo colpisca solo gli uomini, non vedo quale piacere estatico e irresistibile dovrebbero provare le donne al riguardo, dato la pena psico-fisica che comporta, escludendo un manipolo di "messaline" varie e assortite che "se la godono alla grande" (senza pensare ovviamente alla gravidanza).
femmefatale is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it