Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Filosofia

Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Filosofiche

Vecchio 10-07-2012, 19.35.17   #1
femmefatale
Cioraniana Incrollabile
 
L'avatar di femmefatale
 
Data registrazione: 04-07-2010
Messaggi: 154
Perchè non è possibile un "Dio" Femmina?

Nel libro "Ave Mary" di Michela Murgia (Socia onoraria del Cordinamento Teologhe Italiane) si analizza la condizione femminile alla luce sia della Bibbia, sia delle disposizioni clericali al riguardo, accumulatesi nei secoli.
Altri due libri che ho consultato sono stati "Il respiro delle donne" di Luce Irigaray (Edizioni EST, 1996-2000) (con numerosi contributi di Teologhe-Femministe) e "Lacrime Amare -Cristianesimo e violenza contro le donne" di Elizabeth E.Green (Claudiana Editrice, 2000) dove si analizza anche "il cammino" delle lotte e rivendicazioni femminili.
Soprattutto in "Lacrime Amare" (a pagina 41 e successive) si ha una lunga e agghiacciante lista di testimonianze su come figlie o mogli picchiate, violentate psicologicamente-fisicamente, in famiglie cattoliche, fossero esortate proprio dal confessore a sopportare con remissività perchè "l'immagine di Dio Padre, date le nostre strutture, sia della società sia della famiglia" è di legittimare il dominio e le violenze maschili e di inibire la rabbia e protesta legittime delle donne contro tale aggressione.

Riporto qualche passo biblico e interpretazione esegetica;

- Eva vista come unica colpevole della mortalità umana
(Citando il Tertulliano del "De cultu feminarum" riportato a pagina 24 dalla Murgia)

"Ogni donna dovrebbe camminare come Eva nel lutto e nella penitenza, di modo che con la veste della penitenza essa possa espiare pienamente ciò che le deriva da Eva, l'ignominia, io dico, del primo peccato e l'odio insito in lei, causa dell'umana perdizione. Non sai che anche tu sei Eva? La condanna di Dio verso il tuo sesso permane ancora oggi; la tua colpa rimane ancora. Tu sei la porta del Demonio! Tu hai mangiato dall'albero proibito! Tu per prima hai disobbedito alla legge divina! Tu hai convinto Adamo, perchè il Demonio non era coraggioso abbastanza per attaccarlo! Tu hai distrutto l'immagine di Dio, l'uomo! A causa di ciò che hai fatto, Il Figlio di Dio è dovuto morire"

Parole vistosamente eloquenti.

Un'altro versetto biblico famigerato è: "Egli ti dominerà" (Gn 3,16)
che indica, almeno se preso nel suo significato esegetico, il Volere Inderogabile del Creatore, dopo la caduta, che è appunto la sottomissione femminile.

San Giustino e Sant'Ireneo propongono il confronto tra due coppie di archetipi: Cristo ed Adamo per l'uomo ,Maria ed Eva per la donna.
Madonna vista però, come Mater Dolorosa, ai piedi della Croce, icona di passività e dolore al sacrificio del Dio-uomo maschio.
C'è quindi un'esclusione della divinità nella donna, in quanto Maria non è dea, nè semidea, bensì semplice donna.
Riporto l'"interessante" parere di Odon de Cluny sulla concezione dell'essere donna: "Se si pensa a ciò che si nasconde nelle narici, nella gola, e nel ventre, non si troverà che lordume".
La Murgia analizza tra l'altro altre questioni interessanti come la mancanza di una figura di riferimento per la Vecchiaia femminile (Madonna eternamente ragazza-vergine), i discorsi anti-femministi di Madre Teresa di Calcutta (non a caso, amatissima dalla gerarchia ecclesiale, visto i suoi discorsi come "è questo il destino di noi donne, per questo siamo state create: per essere il cuore del focolare o il cuore della Madre Chiesa" ) e la condanna al parto, (visto come primo dovere dell'espiazione femminile, a seguito della scacciata dall'Eden; Evitare i dolori del parto, sarebbe stato un trasgredire alla stessa volontà del Creatore, la punizione meritata dopo la caduta, e quindi un andare contro "la naturalità intoccabile della sofferenza della donna"), argomenti che meriterebbero ampia analisi suffragata da esempi, ma che ci porterebbero in discorsi troppo complessi e fuori dall'analisi esegetica strettamente intesa.

Nella "Mulieris Dignitatem" di G.Paolo II, si legge "la donna -nel nome della liberazione dal dominio dell'uomo- non può tendere ad appropriarsi delle caratteristiche maschili, contro la sua propria originarietà femminile."Ancora in G.Paolo II, si legge: "Naturale disposizione sponsale della personalità femminile": appunto la donna vista solo come madre, utero passivo in attesa (da vedere la figura di Maria, al riguardo); la donna non esisterebbe come forza in sè, ma in vista di un chi: diventare moglie e madre, in senso proprio o spirituale: la donna santificata come sposa-madre-suora.In Sant'Agostino troviamo inoltre la sposa concepita con la funzione di "soddisfare la libidine maschile", che altrimenti si sarebbe sfogata commettendo adulterio (magari con le "odiate" prostitute... mi lascia perplessa vedere come, se ho ben capito, Sant' Agostino stesso riduca a pura bestia in calore l'uomo, a suo giudizio, sempre ossessionato dal bisogno di "fregola"....). A pagina 82 del libro della Murgia, si analizza a fondo "il dogma della purezza della verginità": Maria e il culto di Maria, tanto popolare, supplisce alla privazione di immagini femminili di Dio. Alle donne, non resta che Maria, un modello incompleto perchè non rispecchia tutte le potenzialità del femminile:

-è perennemente vergine, e giovane, e questo esclude un modello di "saggezza-vecchiaia al femminile", che potremmo chiamare "matriarca" (l'autrice a tal proposito fa del sarcasmo, parlando di "lifting teologico"....).
-il "sì" di Maria, all'Annunciazione, diventa giustificazione al "sì" di tutte le donne che chinano il capo al Volere Maschile/Divino.
sottomissione a volere altrui, a gravidanze non volute.

A pagina 136-137 e successive, invece, si analizzano a fondo le espressioni linguistiche, come l'espressione "Dio-madre", che sarebbe comunque limitativa, ascrivendo e limitando il femminile alla sola funzione procreatrice. L'Autrice suggerisce a tal proposito che l'espressione "Dio-donna" sarebbe più funzionale, ma sicuramente, è pura utopia. A pagina 139, la Murgia pone anche l'accento su una delle questioni più "spinose":se Dio sia obbligato ad essere solo e sempre a immagine dell'uomo-maschio.

A fine lettura, si acquista una consapevolezza maggiore sull’uso e abuso sessista della dimensione sacra/religiosa, delegata esclusivamente al Dominio Maschile, e, per quanto mi riguarda, anche “l’inconfutabile certezza” che i tentativi delle Teologhe e/o Femministe siano fin dall’inizio, destinate allo scacco. La mia idea al riguardo, da donna, è che trovo assolutamente sterili queste “battaglie femministe”, quando le stesse Teologhe chinano il capo continuamente in sottomissione al Volere Maschile Pontificio (vedasi l’esclusione della donna dalla gerarchia, l’esaltazione, per fortuna ormai quasi tramontata, della Virtù-Verginità-Illibatezza, ovviamente femminile, il senso di impurità o “peccaminoso” che si trova tuttora con tutto ciò che sia legato al Femminile, quale il godimento sessuale femminile non legato alla penetrazione e alla procreazione, il sangue mestruale e così via, che invece vengono sacralizzati “in culti femminili pagani” ).
Di fatto, la Teologia Femminista ponendo l’accento sull’elemento che è causa appunto della discriminazione sessista, il termine “Dio Padre”, Maschio-Padre-Tiranno, completamente scisso dall’elemento femminile, il quale, rappresentato unicamente dalla figura di Maria, madre (utero recettivo a disposizione del seme maschile, in questo caso, Divino) e vergine (“antitesi” della prostituta, ovvero la donna vista come animale femmina lussurioso e insaziabile da cui dipendono tutti i mali contro la castità) passiva, in adorazione perpetua del Maschio generato (Gesù Cristo, altro “scandalo” , se ci soffermiamo anche sull’eresia dei Guglielmiti, che nella figura di Gugliema –che intorno al finire del 1200, fonda una setta, affermando l’incarnazione dello Spirito Santo in una donna, Guglielma stessa, e la seguace Maifreda “papessa”-; ovviamente, la setta viene sterminata nel 1300. L’aneddoto è riportato a pagina 46 del libro della Irigaray, in un articolo a cura di Luisa Muraro). Luce Irigaray suggerisce a tal proposito e a più riprese, per esempio a pagina 16, l’utilizzo del termine “Dia”, oltre che Dio, per cercare di andare contro la –cito le sue stesse parole- “tradizione patriarcale secolare” . Così come un’introduzione di simboli femminili : non solo il triangolo rovesciato, emblema dell’utero, ma anche la rappresentazione grafica delle labbra vaginali (tale proposta, la si trova a pagina 166). Ma non è possibile un Dio/Dia, quindi androgino, perchè non è concepibile allo stato attuale, e credo, sempre, l’idea che il Femminile possa essere divino-attivo-creativo: Il Femminile è codificato in norme/regole ben precise, vale a dire, obbedienza, docilità, remissione, silenzio, passività, “dire sempre sì” alle richieste dell’altro, supponendo già a priori che la donna sia per sua natura portata ad accogliere la vita, sacrificandosi; se una donna rifiuta la procreazione, ma mira solo al proprio piacere sessuale, viene considerata con termini volgari che tutti conosciamo. D'altraparte Maria è pura, vergine, docile, sottomessa...“Caratteristiche” , appunto, incarnate, consentite e “ammirate” nella figura di Maria (che per inciso, è una figura stereotipa femminile in cui io non mi riconosco minimamente; i miei modelli femminili sono ben altri, e con “caratteristiche più sessuali e decise”) unica modalità di figura femminile e di “ti è lecito essere solo così, donna” consentita dalla Chiesa (e purtroppo anche dalla società “comune” il più delle volte).
Questi sono brevi esempi, e sicuramente l’argomento si presta a molte altre disquisizioni, e per l’appunto rimando alla lettura di questi libri per una visione più ampia.Una possibile soluzione, sarebbe scardinare definitivamente la figura femminile consentita e approvata nella Madonna, cosa che dovrebbe partire innanzitutto dalla Teologhe, proponendo alternative femminili più vere e attive, e poi anche dagli “Uomini che contano “ (Papa, Vescovi ecc.) ma ovviamente, questo resta utopia.
femmefatale is offline  
Vecchio 11-07-2012, 08.58.02   #2
Giorgiosan
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-09-2004
Messaggi: 2,009
Riferimento: Perchè non è possibile un "Dio" Femmina?

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
Nel libro "Ave Mary" di Michela Murgia (Socia onoraria del Cordinamento Teologhe Italiane) si analizza la condizione femminile alla luce sia della Bibbia, sia delle disposizioni clericali al riguardo, accumulatesi nei secoli...........
......utopia.
Nella "rassegna degli orrori" si riportano abusi, ingiustizie, discriminazioni e li si attribuiscono ai cattolici quasi fossero solo una loro prerogativa e non invece un universale negativo.
La triste condizione della donna è testimoniata dalla storia ma si proiettano nel passato le concezioni civili e sociologiche, i diritti e l'antropologia acquisite dalla modernità.
Sarebbe come rimproverare ai popoli primitivi la pratica della poligamia dal punto di vista morale.

Il femminismo, e con questo termine voglio indicare quella che in effetti è una ideologia, come tutti i movimenti di rivendicazione ha oltrepassato spesso i limiti dell'equilibrio. Una forma parossistica ed un poco comica è stata quella della denuncia del genere grammaticale dei vocaboli.
Dia anzichè Dio proposto come segno di progresso ... mah.. non credo che questa sostituzione cambierebbe lo stato delle cose.

Trasformiamo pure il genere dei vocaboli e uniformiamoli nel genere neutro o meglio ancora invertiamo i generi: chiamiamo la mucca mucco e la donna donno e l'uomo uoma.

Credo che siano sostanzialmente certe femministe a disprezzare la propria natura femminile perchè non sembrano accettare la differenza naturale fra maschio e femmina. E questo lo capisco come capisco l'aspirazione a voler trasformare il proprio genere se quello assegnato dalla natura in modo anche confuso non corrisponde alla propria aspirazione profonda.

La Rivelazione biblica ha il suo culmine in Cristo dopo il quale possiamo affermare che Dio ha detto sempre la medesima parola ma che è stata recepita dagli esseri umani ed è ancora recepita e sarà sempre recepita secondo i propri limiti morali, le proprie fragilità, le proprie colpe.

San Paolo ricapitolando ogni antropologia in quella affermata da Cristo pronuncia queste parole:

"Non c'è Giudeo né Greco; non c'è schiavo né libero; non c'è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù."

Chi vuol vivere questa verità può viverla senza attardarsi nelle lamentazioni, nelle speculazioni dialettiche, senza attendere il consenso della cultura, della storia, delle tradizioni, delle religioni.

Ultima modifica di Giorgiosan : 11-07-2012 alle ore 11.49.03.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 11-07-2012, 14.18.16   #3
ulysse
Ospite abituale
 
L'avatar di ulysse
 
Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 1,363
Riferimento: Perchè non è possibile un "Dio" Femmina?

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Nella "rassegna degli orrori" si riportano abusi, ingiustizie, discriminazioni e li si attribuiscono ai cattolici quasi fossero solo una loro prerogativa e non invece un universale negativo.
La triste condizione della donna è testimoniata dalla storia ma si proiettano nel passato le concezioni civili e sociologiche, i diritti e l'antropologia acquisite dalla modernità.
Sarebbe come rimproverare ai popoli primitivi la pratica della poligamia dal punto di vista morale.

Il femminismo, e con questo termine voglio indicare quella che in effetti è una ideologia, come tutti i movimenti di rivendicazione ha oltrepassato spesso i limiti dell'equilibrio. Una forma parossistica ed un poco comica.....ecc....

..................

Citazione:
La Rivelazione biblica ha il suo culmine in Cristo dopo il quale possiamo affermare che Dio ha detto sempre la medesima parola, ma che è stata recepita dagli esseri umani ed è ancora recepita e sarà sempre recepita secondo i propri limiti morali, le proprie fragilità, le proprie colpe.

San Paolo ricapitolando ogni antropologia in quella affermata da Cristo pronuncia queste parole:

"Non c'è Giudeo né Greco; non c'è schiavo né libero; non c'è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù."

Sotanzialmente concordo con la visione di Giorgiosan... solo penso, da laico, che oltre alle affermazioni di principio, la chiesa ufficiale, e non solo alcuni preti e frati generosi (penso all'esempio letterario del frà Cristoforo manzoniano) ...la chiesa ufficiale dicevo, avvrebbe dovuto dare un seguito fattivo, coinvolgente e incentivante alle affermazioni proprie che già partivano...anche con esempio forte e coinvolgente...da Gesù stesso.

Che poi, invece la stessa chiesa ufficiale, il pensiero cristiano, ha fortemente collaborato a quello che era il comune pensiero e sentire del maschio dominante antropologicamente e culturalmente arretrato sia di tempi passati, ma nche dei tempi attuali.,

Forse, ad esempio, la Chiesa ufficile, il pensiero teologico prevalente, avrebbe dovuto porsi alla testa delle rivendicazioni femministe e non mantenersi nelle retrovie o all'opposizione.

La cosiddetta liberazione delle donna, in sostanza, non è avvenuta in sinergia col pensiero cristiano...come avrebbe dovuto avvenire ...date le antiche premesse...è invece avvenuta, in prevalenza, in contrasto...e questo non mi pare tanto positivo.

Mi spiace insomma che la chiesa, di solito così abile, non abbia saputo adottare in quel caso la strategia vincente.
Ma forse, a quel punto, era impossibile o forse le ragione profonda sta nel fatto che l'esercito della chiesa non ha donne!!!...da cui è difficile concepire, non dico un Dio, ma nemmeno un Papa al femminile.
Oppure, viveversa, si potrebe dire che, dal non concepire un Papa al femminile, deriva che l'esercito del Papa non ha donne!

Eppure oramai tutti gli eserciti contemplano la partecipazione femminile ...anche ai gradi più alti.

Forse allora, ai tempi della contestazione, con un maggiore coraggio di patecipazione da parte delle gerarchie ecclesiastiche, le rivendicazioni femministe non sarebbero state tanto estreme e certamente non così ridicole...in certi casi.

Ho evitato appositamente di entrare in problematiche di procreazione, difesa della vita, prevenzione, ecc... perchè in tal caso forse entreremmo in conflitto ed anche non mi ritengo sufficientemente esperto nè in un senso nè nell'altro.

Ultima modifica di ulysse : 11-07-2012 alle ore 21.08.01.
ulysse is offline  
Vecchio 11-07-2012, 20.24.24   #4
femmefatale
Cioraniana Incrollabile
 
L'avatar di femmefatale
 
Data registrazione: 04-07-2010
Messaggi: 154
Riferimento: Perchè non è possibile un "Dio" Femmina?

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Nella "rassegna degli orrori" si riportano abusi, ingiustizie, discriminazioni e li si attribuiscono ai cattolici quasi fossero solo una loro prerogativa e non invece un universale negativo.
La triste condizione della donna è testimoniata dalla storia ma si proiettano nel passato le concezioni civili e sociologiche, i diritti e l'antropologia acquisite dalla modernità.
Sarebbe come rimproverare ai popoli primitivi la pratica della poligamia dal punto di vista morale.

Il femminismo, e con questo termine voglio indicare quella che in effetti è una ideologia, come tutti i movimenti di rivendicazione ha oltrepassato spesso i limiti dell'equilibrio. Una forma parossistica ed un poco comica è stata quella della denuncia del genere grammaticale dei vocaboli.
Dia anzichè Dio proposto come segno di progresso ... mah.. non credo che questa sostituzione cambierebbe lo stato delle cose.

Trasformiamo pure il genere dei vocaboli e uniformiamoli nel genere neutro o meglio ancora invertiamo i generi: chiamiamo la mucca mucco e la donna donno e l'uomo uoma.

Credo che siano sostanzialmente certe femministe a disprezzare la propria natura femminile perchè non sembrano accettare la differenza naturale fra maschio e femmina. E questo lo capisco come capisco l'aspirazione a voler trasformare il proprio genere se quello assegnato dalla natura in modo anche confuso non corrisponde alla propria aspirazione profonda.

La Rivelazione biblica ha il suo culmine in Cristo dopo il quale possiamo affermare che Dio ha detto sempre la medesima parola ma che è stata recepita dagli esseri umani ed è ancora recepita e sarà sempre recepita secondo i propri limiti morali, le proprie fragilità, le proprie colpe.

San Paolo ricapitolando ogni antropologia in quella affermata da Cristo pronuncia queste parole:

"Non c'è Giudeo né Greco; non c'è schiavo né libero; non c'è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù."

Chi vuol vivere questa verità può viverla senza attardarsi nelle lamentazioni, nelle speculazioni dialettiche, senza attendere il consenso della cultura, della storia, delle tradizioni, delle religioni.


permettini di dissentire...
1) è ovvio che in tutte le religioni ci sono discriminazioni...avrei potuto farlo sulla religione che più palesemente opprime le donne...l'Islam... ma ho scelto il Cristianesimo perchè le discriminazioni di genere, sono più sottili, subliminali...
non ricordo chi disse che, mentre alle musulmane "le sbarre della schavitù" sono davanti agli occhi, le donne cristiane queste sbarre le hanno, ma non le vedono...
2)Dia al posto di Dio, certo, non cambierebbe nulla...fino a che non ci sarà un papa donna... ma perchè nel 2012 non si può approcciarsi in modo meno sessista al concetto di divinità? Che poi, è il tema su cui ho cercato di instaurare la discussione.
3) differenze tra maschio e femmina? Puoi suffragare la tua asserzione con qualche esempio concreto?
io l'unica differenza che vedo è puramente legata all'uso della forza muscolare, che in effetti, equivale a dire che un uomo può fracassarti la testa, e difficilmente tu donna riuscirai a fracassarla a lui.
Prima di tutto, comunque, bisognerebbe definire qual'è questa idea di femminilità giusta a cui una donna si deve conformare... se è la figura di Maria, permettimi di dirti che allora io non sono da coinsiderare femmina, perchè non mi riconosco in tale femminilità.
Torno a ripetere, fino a che non si "aggiunge" qualcosa a questa figura femminile, sempre ci sarò un uso sessista di Dio/Dia.
femmefatale is offline  
Vecchio 11-07-2012, 20.34.39   #5
femmefatale
Cioraniana Incrollabile
 
L'avatar di femmefatale
 
Data registrazione: 04-07-2010
Messaggi: 154
Riferimento: Perchè non è possibile un "Dio" Femmina?

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
..................



Sotanzialmente concordo con la visione di Giorgiosan... solo penso, da laico, che oltre alle affermazioni di principio, la chiesa ufficiale, e non solo alcuni preti e frati generosi (penso all'esempio del frà Cristoforo manzoniano) ...la chiesa ufficiale dicevo, avvrebbe dovuto dare un seguito fattivo, coinvolgente e incentivante alle affermazioni proprie che già partivano...anche con esempio forte e coinvolgente...da Gesù stesso.

Che poi, invece la stessa chiesa uficiale, il pensiero cristiano, ha fortemente collaborato a quello che era il comune pensiero e sentire del maschio dominante antropologicamente e culturalmente arretrato sia di tempi passati, ma nche dei tempi attuali.,

Forse, ad esempio, la Chiesa ufficile, il pensiero teologico prevalente, avrebbe dovuto porsi alla testa delle rivendicazioni femministe e non mantenersi nelle retrovie o all'opposisione.

La cosiddetta liberazione delle donna, in sostanza, non è avvenuta in sinergia col pensiero cristiano...come avrebbe dovuto avvenire ...date le antiche premesse...è invece avvenuta, in prevalenza, in contrasto...e questo non mi pare tanto positivo.

Mi spiace insomma che la chiesa, di solito così abile, non abbia saputo adottare in quel caso la strategia vincente.
Ma forse, a quel punto, era impossibile o forse le ragione profonda sta nel fatto che l'esercito della chiesa non ha donne!!!

Eppure oramai tutti gli eserciti contemplano la partecipazione femminile ...anche ai gradi più alti.

Forse allora, ai tempi della contestazione, con un maggiore coraggio di patecipazione da parte delle gerarchie ecclesiastiche, le rivendicazioni femministe non sarebbero state tanto estreme e certamente non così ridicole...in certi casi.

Ho evitato appositamente di entrare in problematiche di procreazione, difesa della vita, prevenzione, ecc... perchè in tal caso forse entreremmo in conflitto ed anche non mi ritengo sufficientemente esperto nè in un senso nè nell'altro.


Scusa, quali sarebbero le contestazioni femministe che a tuo parere sono ridicole?
Se puoi portare esempi... mi sembra una parola forte...
Riguardo al discorso e metafora dell'esercito, sono pienamente d'accordo, e appunto, l'aveva proposta come "possibile soluzione", sicuramente, una gerarchia aperta al femminile (e non con la misera carica di "suora") può portare "rinnovamento", ma il problema è sempre quello di saper (o volere...) proporre delle alternative femminili forti...fino a che la donna sarà vista come vergine-suora-moglie che partorisce figli, non si va molto lontano...
D'altra parte la teologia continua a restare a immagine e somiglianza degli uomini, quelle donne teologhe che cercano di emergere, non vengono di certe invitate a piazza San Pietro.... e non fanno altro che chinare il capo...
femmefatale is offline  
Vecchio 12-07-2012, 13.42.55   #6
Giorgiosan
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-09-2004
Messaggi: 2,009
Riferimento: Perchè non è possibile un "Dio" Femmina?

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
permettini di dissentire...
1) è ovvio che in tutte le religioni ci sono discriminazioni...avrei potuto farlo sulla religione che più palesemente opprime le donne...l'Islam... ma ho scelto il Cristianesimo perchè le discriminazioni di genere, sono più sottili, subliminali...
non ricordo chi disse che, mentre alle musulmane "le sbarre della schavitù" sono davanti agli occhi, le donne cristiane queste sbarre le hanno, ma non le vedono...
2)Dia al posto di Dio, certo, non cambierebbe nulla...fino a che non ci sarà un papa donna... ma perchè nel 2012 non si può approcciarsi in modo meno sessista al concetto di divinità? Che poi, è il tema su cui ho cercato di instaurare la discussione.
3) differenze tra maschio e femmina? Puoi suffragare la tua asserzione con qualche esempio concreto?
io l'unica differenza che vedo è puramente legata all'uso della forza muscolare, che in effetti, equivale a dire che un uomo può fracassarti la testa, e difficilmente tu donna riuscirai a fracassarla a lui.
Prima di tutto, comunque, bisognerebbe definire qual'è questa idea di femminilità giusta a cui una donna si deve conformare... se è la figura di Maria, permettimi di dirti che allora io non sono da coinsiderare femmina, perchè non mi riconosco in tale femminilità.
Torno a ripetere, fino a che non si "aggiunge" qualcosa a questa figura femminile, sempre ci sarò un uso sessista di Dio/Dia.

3-La femmina e il maschio non sono identici sotto l'aspetto anatomico e fisiologico. Sono differenze presenti in tutti i primati e sono incontestabili ed evidenti sul piano scientifico. Non credo che valga la pena trascrivere i relativi trattati scientifici né alcune parti.
Sul piano psicologico ci sono stati e ci sono molti psicologi/he che credono di avere evidenziato differenze ma sul merito di queste diverse opinioni sarebbe troppo lungo aprire un dibattito che concluderebbe a ben poco.

2-I cristiani cattolici hanno come modello esemplare quello che si crede essere stata l'organizzazione della comunità che si raccolse intorno a Gesù di Nazaret e ritengono opportuno attenenervisi.
Tuttavia dal punto di vista della riflessione teologica nulla osta che siano ordinate al sacerdozio persone di sesso femminile e quindi in linea teorica che possano accedere a tutti i gradi ed a tutti i ministeri della gerarchia cattolica.
Ogni donna può legittimamente aspirare a questa condizione come del resto ogni altra persona senza alcuna distinzione di razza.

1- L'essenziale della figura di Maria è la partecipazione all'opera del figlio, alle sue sofferenze, alle sue speranze, alle sue gioie anche quando l'opera del figlio suo non le è del tutto comprensibile. Il cristianesimo cattolico vede in Maria il modello perfetto di madre ma per chi la maternità è un fatto irrilevante Maria può essere un modello insignificante.
Maria è detta anche sposa perchè ha conosciuto l'amore sponsale.
E' una figura significativa per quelle madri o spose che nella vita esperimentano il dolore, per chi ha bisogno di consolazione di affetto, per chi in una parola ha bisogno della madre, uomo o donna che sia.
C'è chi non s'identifica in questa icona e questo è nell'ordine della individuale psicologia.


La sessualità è una dimensione fortemente pregnante dell'esistenza umana e per questo è origine di molti squilibri e sofferenze. Non è facile equilibrare la sfera della sessualità ed io non ho ricette.

Credo che quel quid che chiamiamo femminilità sia estremamente soggettivo nella sua percezione e di conseguenza nella sua definizione: per me è legato alla bellezza, alla umiltà, alla dolcezza, al coraggio, alla piena e serena accettazione del proprio genere o del genere al quale si vuole appartenere.
Credo che sia lontana dalla piagnucolosità, dalla leziosità, dal vittimismo, dall'ostentazione della capacità seduttiva e in ogni modo lo è per me.

Le donne possono avere la sorte di chi è debole per un verso o per un altro e la debolezza è preda e ostaggio dei prepotenti, degli approfittatori, dei disonesti e dei vili, categorie, però, che non sono aliene alle donne.

Ultima modifica di Giorgiosan : 12-07-2012 alle ore 18.55.38.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 12-07-2012, 13.44.18   #7
jador
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-08-2009
Messaggi: 154
Riferimento: Perchè non è possibile un "Dio" Femmina?

Ma e' proprio di un "Dio" femmina che abbiamo bisogno?

Credo che i peggiori nemici delle donne non siano gli uomini, ma le donne stesse.

Ce lo dimostrano ogni volta che esortano a sopportare il loro destino di donne, ogni volta che non si oppongono, a costo della loro vita, ai soprusi, laddove ancora esistono, dei loro uomini sulle figlie, ce lo dimostra la donna che, complice del suo amante, ha dato fuoco alla moglie di lui, incinta di nove mesi.
Me lo ha dimostrato mia madre in tutta la sua vita.

Come dici tu, femmefatale, l'unica cosa che hanno davvero in più gli uomini e' la forza fisica, e solo con quella possono fracassare la testa alle poche donne che si ribellano.
Ma se TUTTE si ribellassero, se tutte coalizzassero, le cose cambierebbero.

Parole come quelle del Tertulliano o di Odon de Cluny sono parole di disturbati mentali, anzi credo che siano parole proprio di chi e' fortermente attratto da quella Eva che tanto disdegnano.
jador is offline  
Vecchio 12-07-2012, 14.01.04   #8
ulysse
Ospite abituale
 
L'avatar di ulysse
 
Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 1,363
Riferimento: Perchè non è possibile un "Dio" Femmina?

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
Scusa, quali sarebbero le contestazioni femministe che a tuo parere sono ridicole?
Se puoi portare esempi... mi sembra una parola forte...
Ma poca cosa...sciocchezze per lo più....quelle cui accennava anche Giogiosan...come...ad es.... il femminilizzare nomi o attribuzioni maschilili quando riguardassere il femminile.

Anche oggi, ma con minore enfasi, si dice: la ministro, la medico, ecc...si divece però la professoressa...magari la "professora" per abbreviare, ma non vi attribuiamo più un significato ideologico di femminismo estremo.

Ma mi pare anche certo che espressioni come la Dia o la Dio in luogo di "il Dio" non prederanno certamente piede...qualunque sia il supposto "sesso" o "non sesso" di quel supposto "essere" o "essera".

Comunque parlare o alludere al sesso di Dio...suponendo che ne abbia necessità... mi parrebbe assai piu blasfenmo del parlare del sesso degli angeli...dato che già i putti del barocco, nelle chiese, esibiscono il pisellino. Putti senza pisello non mi consta ne esistano...forse segno del maschilismo inveterato di cui sempre i preti hanno dato prova!

Altra cosa, che faceva andare in solluccchero i maschietti del tempo (anni60/70, mi pare), era la pretesa ed esibita abolizione del reggiseno o il levarselo, sventolando, durante le manifestazioni femministe...ecc...
Ma erano esibizioni di poco momento, che anche non hanno attecchito...se non fra i nudisti su certe spiagge dedicate.

Oggi le signore sono ben liete di portare il reggiseno e se ne vantano orgogliose, tanto più se di taglia forte.

Infatti, altra cosa fra il ridicolo e il patetico era l'idea di mascolinizzarsi per essere in tutto e per tutto eguali agli uomini...loro stella polare per agire nel mondo là fuori!
Forse ancora non avevano capito, o avevano dimenticato, quali vantaggi avesse il "femminile".

Oggi le stesse cosiddette "donne in carriera" sono circonfuse di femminilità e ne approfittano anche...credo pure troppo!
La stessa Merkel se ne è avuta a male per gli epiteti, non così delicati, di cui il nostro Cavalliere la fece oggetto!
Segno che ci tiene al proprio "femminile"!

Solo chi se ne stà in un angolo a mugugnare sulla propria scalogna di donna oberata dal supposto giudicante strapotere maschile, che ancora certi maschi pretendonio di esercitare, non se ne rende conto.

Non so se sono invidioso o se mi faccia piacere...direi l'una e l'altra cosa, ma oggi, nella cosidetta società civile, prevalgono le donne ...non perchè siano riuscite nel vecchio intento di mascolinizzarsi, ma perchè il femminile di per sè vince...nonostante i gerontocrati si sforzino ancora di fare quadrato.

Purtroppo, ai livelli economicamente inferiori, pesa ancora l'handikap della famiglia e dei figli che, per ovvie ragioni antropologiche e morfologiche, ancora troppo impegnano l'altra metà del cielo...specie col venir meno della surrogazione del Welfare.
Ma certo, presto, se ne troverà il modo...e forse, in questo, il mondo cristiano e cattolico potrebbe essere ancora di ostacolo nonostante la generosità di molte organizzazioni di base...pure cattoliche.

E già l'handikap si evidenzia oggi...nonostante le suorine, che vengono dall'Africa o dalle Filippine, tengano i bambini.

Ma certo la specie umana non può trovare la fine nelle pastoie del Vaticano o nelle paludi del femminismo estremo che potrebbe risorgere...in contrapposizione e reazione a certe leggi inconsulte.

Per inciso, il mio prof. di liceo, femminista antelitteram, o semplice adoratore di femmine, vi si riferiva con l'espressione: "l'eterno femminino regale". Ma credo sia una frase...derivata da Dante o da Petrarca: chi più di me è addentro alle secrete cose lo può confermare...ma basta consultare Wikipedia!
Citazione:
Riguardo al discorso e metafora dell'esercito, sono pienamente d'accordo, e appunto, l'aveva proposta come "possibile soluzione", sicuramente, una gerarchia aperta al femminile (e non con la misera carica di "suora") può portare "rinnovamento", ma il problema è sempre quello di saper (o volere...) proporre delle alternative femminili forti...fino a che la donna sarà vista come vergine-suora-moglie che partorisce figli, non si va molto lontano...
Ma c'è anche la carica di madre superiore o madre generle di un ordine: sono potenze!...già dai tempi antichi!
Ma credo che ormai i pensamenti citati siano in disuso...tuttavia il problema resta: chi farà i figli del futuro?...chiaro che ad accudirli, dir loro di Babbo Natale e dell'eterno femminino regale...a tempo debito... penseranno i Robot...ma chi li farà, questi figli?..forse le bionica!?

E' unaltro problerma: saranno bionici tutti quanti i bimbi del futuro o solo i poveri saranno disponuibili in serie...mentre i ricchi potranno ancora disporre di uteri in affito?
Si evolveranno comunque due specie..una per selezione naturale , l'altra per selezione artificiale o programmata...e non potranno che divergere!

Ecco perchè dicevo che la specie non può finire!

E' comunque un grave problema cui nemmeno il Papa ha ancora pensato...forse troppo attardato nella abolizione dei preservativi...con la raccomandazione della castità...in Africa! ...patria dell'HIV!

Citazione:
D'altra parte la teologia continua a restare a immagine e somiglianza degli uomini, quelle donne teologhe che cercano di emergere, non vengono di certo invitate a piazza San Pietro.... e non fanno altro che chinare il capo...
Le donne teologhe!? ..ma parli della Binetti?...ho seri dubbi in proposito...forse è bene che per un pò, da parte delle donne teologhe, si chini ancora il capo!

Ma ho fiducia!...Alternative sorgeranno...ampi spazi si debbono ancora esplorare e percorrere: abolizione del celibato, ammissione delle donne al sacerdozio, ecc...ecc...
Comunque non credo siano questi i grossi problemi in grado di stravolgere oggi il mondo femminile.
Certo è bello il diritto femminile al sacerdozio..agli eserciti di pace in genere,...ma che ne dite di una raccomandazione per una particina in TV...anche in una trasmissine sportiva, almeno per cominciare?...magari in mutandine e reggiseno?

Ecco, solo come esempio, i ragazzi non avrebbero questo vantaggio...non possono che aspirare al sacerdozio, al diaconato o al monachesimo, ecc...
che ce n'è anche penuria!
Per lo meno da noi furbastri!

Lo so!...lo so!..non ho resistito!...chiedo scusa!....è il mio spirito dissacratore che riemerge!
ulysse is offline  
Vecchio 12-07-2012, 19.28.44   #9
femmefatale
Cioraniana Incrollabile
 
L'avatar di femmefatale
 
Data registrazione: 04-07-2010
Messaggi: 154
Riferimento: Perchè non è possibile un "Dio" Femmina?

scusatemi ma trovi i vostri interventi al di fuori dell'argomento del topic, che è strettamente esegetico.
Avete citato il femminismo, ma appunto, il mio è uno scritto esegetico.
Specifico, comunque, che io non sono femminista, i miei modelli sono ahimè molto meno "autonomi" e di sudditanza alla vanità e al "potere giudiziale" dell'Uomo, come giustamente ha colto Ulysse.
Mi aspettavo però delle confutazioni a quanto detto nel topic, proprio tratte dalla Bibbia, dai vangeli, da altri esegeti...
Non vedo perchè a uno scritto esegetico (anche se non sono Ravasi...) tendiate a rispondere citando il femminismo.
Non ho parlato di femminismo, ho parlato citando esempi e frasi tratte dalla Bibbia o comunque da Santi e "Autorità di Gerarchia"....

Per quanto riguarda la differenza "psicologica" esposta da Giorgiosan, ammetto che non mi interessano le divagazioni psicologiche, le trovo artefatte, e contrarie alla natura strettamente individuale dell'essere umano, unico ed irripetibile e certamente non etichettabile con odiose etichette da manuale, ma certamente, pur nella mia ignoranza in materia, avevo anche sentito dire che è l'ambiente in cui nasciamo, l'educazione ricevuta, che influenza la nostra personalità...
è evidente che le donne nate in ambienti dove a prevalere è il modello della figura di Maria, "vengono amputate" di una visione anche sessuale della donna, vista non solo come vagina in attesa passiva per la procreazione, ma anche come vagina in attesa del proprio piacere, visto che sicuramente anche questa è una dimensione del femminile che viene "castrata", appunto dalla morale cattolica che trova inconcepibile il piacere femminile autonomo (e anche quello maschile, ma sicuramente una donna che vive appieno la sua sessualità è definita.... meretrice, usiamo questa parola, un uomo non si porta appresso tali etichette...).

riguardo al ribellarsi, serve a poco, questo perchè fino a che a seguito di denunce, il marito/fidanzato/fratello esce poche ore dopo, e la moglie/ sorella se ne busca anche di più...appunto, ma il problema dovrebbe essere risolto dalle autorità competenti, invece così non è.
(pochi giorni fa, dove vivo, una donna è stata uccisa nel suo palazzo dall'ex marito con un mattarello; chissà perchè, il tale era più volte stato denunciato... che ci faceva fuori?)
femmefatale is offline  
Vecchio 13-07-2012, 14.17.28   #10
Giorgiosan
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-09-2004
Messaggi: 2,009
Riferimento: Perchè non è possibile un "Dio" Femmina?

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
Riporto qualche passo biblico e interpretazione esegetica;
- Eva vista come unica colpevole della mortalità umana
(Citando il Tertulliano del "De cultu feminarum" riportato a pagina 24 dalla Murgia)
"Ogni donna dovrebbe camminare come Eva nel lutto e nella penitenza, di modo che con la veste della penitenza essa possa espiare pienamente ciò che le deriva da Eva, l'ignominia, io dico, del primo peccato e l'odio insito in lei, causa dell'umana perdizione. Non sai che anche tu sei Eva? La condanna di Dio verso il tuo sesso permane ancora oggi; la tua colpa rimane ancora. Tu sei la porta del Demonio! Tu hai mangiato dall'albero proibito! Tu per prima hai disobbedito alla legge divina! Tu hai convinto Adamo, perchè il Demonio non era coraggioso abbastanza per attaccarlo! Tu hai distrutto l'immagine di Dio, l'uomo! A causa di ciò che hai fatto, Il Figlio di Dio è dovuto morire"
Parole vistosamente eloquenti.
Queste parole saranno anche eloquenti perché Tertulliano lo era, ma dal punto di vista esegetico non sono considerate valide oggi. Ad una interpretazione del testo biblico si mescolano considerazioni di tipo esortativo o penitenziale che Tertulliano rivolge alle donne in una società pagana dove i costumi muliebri erano sfrenati secondo il giudizio dei credenti e degli stessi pagani. Predica contro il lusso, la eccessiva vanità, e contro la prostituzione. Esorta le donne cristiane ad ornarsi di virtù e a non seguire i costumi del tempo. Le stesse accuse sono rivolte al genere maschile.
Tutto questo nella crisi che dall'inizio del III secolo investe la romanità, in questa crisi la corruzione dei costumi e la corruzione tout court dilagavano. Tertulliano che divenne montanista è noto per il suo fanatismo morale e per la sua misoginia e non tutto il suo pensiero è accolto come ortodosso.

L'esegesi corretta della colpa originale, esegesi che nei secoli ha visto uno sviluppo ed un progresso, è quella che considera il racconto di Genesi come una eziologia, o meglio come una allegoria eziologica , nella quale Adamo ed Eva rappresentano l’umanità. L’autore sacro o gli autori sacri di fronte alla constatazione della presenza del male fanno risalire la causa di questo all’umanità per ribadire la bontà della creazione. Adamo ed Eva non sono nomi proprii e non sono personaggi storici.

Nel NT la colpa è attribuita ad Adamo anche se teologicamente la responsabilità è dell'essere umano, uomo e donna.
“… per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori” (Rm 5, 19); “Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato” (Rm 5, 12).

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
Un'altro versetto biblico famigerato è: "Egli ti dominerà" (Gn 3,16) che indica, almeno se preso nel suo significato esegetico, il Volere Inderogabile del Creatore, dopo la caduta, che è appunto la sottomissione femminile.
La traduzione dal testo originale ebraico non è ” ti dominerà” ma “vorrà dominarti”.
In ogni modo nei versetti Gn 3,14-17 Dio annuncia le conseguenze della trasgressione ai tre attori del racconto, il serpente, la donna e l’uomo: fra l’uomo e la donna d'ora in poi vi sarà un rapporto di passionalità non serena e di dominio , atteggiamenti che evidentemente sono valutati negativamente dal testo sacro in quanto rappresentano l’esito della colpa e della corruzione dell’umanità.
La somiglianza con Dio è della donna e dell’uomo, così recita Genesi:
“ Elohim creò gli uomini a norma della sua immagine, a norma dell’immagine di Elohim li creò; maschio e femmina li creò “. Gn 1,27
Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
San Giustino e Sant'Ireneo propongono il confronto tra due coppie di archetipi: Cristo ed Adamo per l'uomo ,Maria ed Eva per la donna.
Madonna vista però, come Mater Dolorosa, ai piedi della Croce, icona di passività e dolore al sacrificio del Dio-uomo maschio.
Il parallelo fra Adamo e Cristo o nuovo Adamo o ultimo Adamo a dir la verità è di Paolo di Tarso ed è quindi una analogia già presente nel NT, poi per estensione i padri l’hanno applicata anche a Maria o nuova Eva per significare una umanità nuova cioè redenta.
Non ci sono madri addolorate per i proprii figli o non lo può essere una madre ? Cosa dovrebbero fare le madri: danzare in abiti succinti ostentando la propria sensualità davanti al figlio che sta morendo?
Maria è rappresentata anche come colei che schiaccia il serpente nel libro dell’Apocalisse ed è, per la fede cattolica, corredentrice: si sta riflettendo sulla proclamazione dogmatica di questa verità.
Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
C'è quindi un'esclusione della divinità nella donna, in quanto Maria non è dea, nè semidea, bensì semplice donna.
La divinizzazione per il cristianesimo cattolico è la santificazione e questa possibilità non è certamente preclusa né di fatto, né di diritto alle persone di genere femminile.
Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
Riporto l'"interessante" parere di Odon de Cluny sulla concezione dell'essere donna: "Se si pensa a ciò che si nasconde nelle narici, nella gola, e nel ventre, non si troverà che lordume".
Credi che questi sproloqui rappresentino la considerazione in cui è tenuta la donna nella cattolicità?
Basta che tu chieda ad un campione di donne credenti e ti renderai conto che le cose non stanno così.
Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
La Murgia analizza tra l'altro altre questioni interessanti come la mancanza di una figura di riferimento per la Vecchiaia femminile (Madonna eternamente ragazza-vergine), i discorsi anti-femministi di Madre Teresa di Calcutta (non a caso, amatissima dalla gerarchia ecclesiale, visto i suoi discorsi come "è questo il destino di noi donne, per questo siamo state create: per essere il cuore del focolare o il cuore della Madre Chiesa" ) e la condanna al parto, (visto come primo dovere dell'espiazione femminile, a seguito della scacciata dall'Eden; Evitare i dolori del parto, sarebbe stato un trasgredire alla stessa volontà del Creatore, la punizione meritata dopo la caduta, e quindi un andare contro "la naturalità intoccabile della sofferenza della donna"), argomenti che meriterebbero ampia analisi suffragata da esempi, ma che ci porterebbero in discorsi troppo complessi e fuori dall'analisi esegetica strettamente intesa.
La Murgia ha la sue sensibilità come madre Teresa aveva la sua, così come ogni altra donna. Le considerazioni che fa Michela Murgia non sono di ordine teologico. Madre Teresa ha inteso essere madre e sorella dei più poveri e diseredati. Non lo trovo disdicevole o criticabile quasi che tutte le donne dovessero prodigarsi solo nella rivendicazione dei diritti del genere di appartenenza.
Non trovo niente di raccapricciante nel fatto che delle donne possano vivere la maternità come una aspirazione ed una gioia ed altre possano apprezzare la verginità o la castità o che aspirino alla vita matrimoniale. Non vedo come queste aspirazioni siano anti-evangeliche.
Definire madre Teresa di Calcutta come antifemminista mi pare proprio una forzatura senza senso.
Che ci siano donne che vivano i dolori del parto come espiazione necessaria della trasgressione originale e della cacciata dal giardino dell’Eden può anche darsi, ma non ne ho mai incontrate e comunque non mi sembra proprio che questa sia la condizione psicologica della donna cattolica in genere.
Non vorrei che alla fine certa teologia femminista fosse l’analogo opposto della teologia maschilista.
Se si giustifica quella non vedo perché si dovrebbe respingere questa.

Ultima modifica di Giorgiosan : 14-07-2012 alle ore 09.40.14.
Giorgiosan is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it