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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 10-02-2013, 00.10.12   #81
green&grey pocket
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Riferimento: L'uomo e la tecnica

viandante il documento lo devo leggere ancora, come la conferenza a rimini, ma ho ascoltato la conferenza a milano.

è tutto vero, poi magari parleremo del ruolo della filosofia: ma ti ripeto quello che ho scritto giorni fa: Non si può far niente se non infomarsi.

gente come giorgiosan come ulysse come tempo da una parte e gyta dall'altra, fanno e faranno sempre lo stesso errore (a meno che non siano signorotti annoiati e allora sono in malafede): errore dei codici.

forse perchè hai letto luhaman, uno che più passano gli anni e più accoglie consensi, il fatto è che lui parla di questi codici.

il codice linguistico (di cui la tv e la scrittura sono una parte) è un esito della tecnica.
è un esito della filosofia: senza di esso le scimmie scese dagli alberi starebbero ancora lì, la tecnologia non è un deus ex machina come la descrivono questi immarcescibili scienziati dell'ovvio (tempo-ulysse-giorgiosan e co.) che d'oggi in poi chiamerò per semplificare gli pseudo-analitici, gyta ha il solo torto di non portare a fondo il suo spiritualismo e di cadere vittima di quella gente.

francamente attaccare galinberti è vermamente patetico, non si rendono conto dell'immenso scenario che ha saputo descrivere, il suo psiche e tecnè è il vero manuale di filosofia che tutti dovrebbero leggere.

il codice si sviluppa su più scenari, nessuno di noi li domina (eppure tutti si fidano, e non vi chiedete come mai?), ma ne viene dominato.

una volta che lo pseudo-analitico è all'interno del suo fortino, non scenderà mai dal bastione per iniziare una critica non già degli effetti ma delle motivazioni a valle.

e non pensiate che il filosofo fa lo stesso, come tipicamente lo pseudoanalitico sboffonchia, poichè egli prima di esporre qualsivoglia cosa prima la vaglia criticamente PROPRIO A LIVELLO DI CODICE.

è normale che per voi democrazia e tecnocrazia sono lo stesso?

ed è normale che non sappiate differenziare la tecnocrazia con la tecnica e perfino la tecnica con il suo prodotto la tecnologia???

MAH!

che sia la vita reale o il forum sono sempre più allibito.

il consiglio è: informiamoci tutti un pò meglio!!
(sloterdijk: devi cambiare la tua vita)
green&grey pocket is offline  
Vecchio 10-02-2013, 06.03.12   #82
gyta
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Riferimento: L'uomo e la tecnica

Citazione:
Ogni mezzo cambia la vita di coloro che lo utilizzano
(La Viandante)

Ecco, dici bene: “di coloro che lo utilizzano”.
(e dal cosa ci fanno)

Mio padre era fascista e la televisione era bandita.
Ora sono adulta e non sono fascista ed il cavo della televisione è staccato per politica (mia).
Citazione:
mi ha colpito leggere da Edgar Morin in La Via un riferimento agli indiani Keres del nord del Quebec le cui donne installandosi nelle case dell'occidente hanno trovato nuovi comfort e utilizzato nuove tecnologie, come frigoriferi e fornelli con la conseguenza di diventare obese per il cambiamento nel loro stile di vita.

E la causa sarebbero i frigoriferi e fornelli? Ma ragioniamo.. I nostri atti non sono motivati dagli arnesi che ci troviamo attorno sennò chiunque possieda una lametta affilata è il prossimo suicida! Parliamo tanto di comprensione ma spesso ci scordiamo i bisogni veri che stanno alla base di ogni nevrosi ormai divenuta come prassi di vita normale –questo ciò che penso.
Anch’io talvolta faccio la caxxona in auto, ma facevo uguale con l’automobile a pedali in mezzo alla strada all’età di nove anni!! Da qualche parte le energie represse devono pur tentare di uscire, non ti pare?

Citazione:
Ecco, a mio parere è la tecnologia a impedire lo sviluppo adeguato altrimenti a cosa imputeresti quasta incapacità di sviluppo e consapevolezza della sfera emozionale?
Non chiedermelo perché per questo solo punto non basterebbe una discussione..
Posso però sintetizzare in due parole che la mancanza di una maturazione della sfera emozionale è semplice risposta a una totale assenza di cultura e educazione alle emozioni intesa a sviluppare la nostra intera reale individualità. La cultura accademica come troppo spesso quella famigliare addestra le menti a divenire utili e funzionali secondo contesto sociale Non c’è una spinta alla creatività ma alla competitività, non all’originalità ma alla finalità. Non si educa né si incentiva il pensare, il ragionamento, il sentire, l’espressione dei nostri moti interiori. C’è tutto un mondo interiore privo di parole e voce restato monco perché mai riconosciuto, mai spinto all’emersione, all’emersione esperienziale. Non sono certo i corsi di danza o di pittura, la danza del ventre od il teatro della domenica a riconsegnare all’uomo le sue facoltà rese mute; sentire conoscere esprimere l’esperienza interiore non è funzionale al sociale ma all’individuo, non crea ordine e sorrisi pacati ma caos e vita vera. Tutto si ferma alla prima infanzia quando ancora qualche piccolo cenno di quell’espressione permane, poi l’oblio.. riconquistato solo da chi avrà quei disastri o quella fortuna in grado di ripescare a quell’antica fonte di energia. E parliamo di benessere come se lo si imparasse ai corsi di rilassamento e yoga. Siamo spezzati. Una generazione prima della mia se n’era accorta.. ma è durato un istante. Poi come sempre la strada reale è riservata a chi proprio la vuole percorrere, coi denti se occorre. Quale alimento per la nostra anima? Intendo con anima, noi stessi, la nostra vita, la nostra voglia di viverci, la nostra energia. Il discorso è troppo lungo per farlo qui. Tocca troppi aspetti dell’impostazione mentale e sociale, lavorativa dell’uomo. Consiglierei il vecchio e consunto Fromm per cogliere almeno una piccola ma fondamentale parte di tutto il discorso sul quale regge la questione. Ma credimi (come se bastasse che uno lo dica.. ) i frigoriferi non c’entrano proprio.. poerelli.. L’unica differenza consta fra il trovarsi qualcosa dall’aspetto poco raccomandabile di colore verdognolo anziché l’inconfondibile mazzetto di bietole..
Vedi dire che è il frigorifero è come dire che i drogati senza droga non sarebbero drogati, e credimi ancora, non è così. Così almeno io penso.
Che l’occasione faccia l’uomo ladro è la più antica idiozia che si vada credendo. L’uomo se sente la necessità di rubare è potenzialmente ladro.

L’uomo sente la necessità di essere ed effettivamente non avendone la reale possibilità diventa un nevrotico, uno “spezzato” interiormente: la mente “sa” o meglio crede di sapere e le emozioni sono relegate ad una minuscola appendice del suo corpo, sia questa la deviazione protesica fornita dal telecomando, dall’ingerire immagini, voci, suoni, cibo, spazzatura e quant’altro. Ad un certo punto della sua crescita monca scopre che c’è qualcosa che meno del resto non può comandare ed allora la teme e la nega, tutto il suo potenziale creativo, tutta la sua energia primordiale viene confinata alla sfera dei genitali ed il massimo dei voli pindarici dell’intelletto consta nel vivere i sogni come tali. Che tristezza. Scusate.

“Dio è morto” e te credo! E dove avrebbe mai ancora lo spazio per vivere?
“Ed io non mi sento tanto bene”.. Altro che l’urlo di munch. Qui non si alza un alito di vento.
Quindi ritornando alla tecnologia, come possiamo dire che sia la tecnologia a cambiare il nostro modo di pensare se è il nostro modo di pensare deficitario* che ne coglie motivo per fare di un potenziale (ed effettivo) bene nevrosi? Come dire che è colpa dei negozi di giocattoli se al bambino gli viene la sindrome dell’avere! Non è che per caso quel bambino fa uscire quelle energie dall’unico sfogo possibile rimasto aperto, quello del possesso? Cosa può fare un povero essere se non cercare di essere? E se non può possedere sé perché essere (=essere autentici) è "antisociale" che colpa gli si può imputare se cerca di trovare i suoi arti altrove? Toni accesi i miei ma nocciolo chiaro mi sembra.
Citazione:
Emozione e sentimento, perché prendendo a prestito da Bauman dal suo Amore liquido anche la sua visione la ricerca continua di nuovi legami per romperli subito e poter restare di nuovo liberi per poter .. cercarne di nuovi somiglia tanto alla modalità di interazione in rete in cui fai cessare di esistere l'altra persona per connetterti con altre magari semplicemente chiudendo il forum e aprendo facebook.
Esatto! Ma non prendiamocela con i facebook vari, questa realtà è solo resa visibile dal mezzo tecnico che ci consente di vedere quanti abboccano. Non è che i pesci prima non c’erano.

Citazione:
Non sono assolutamente d'accordo, oggi immensi errori ricadono su individui alle prese con problemi più grandi di loro e vengono lasciati da soli a risolverli privatamente quando non colpevolizzati
E chi mai afferma il contrario! Io no di certo! Se i miei toni sono accessi, non è mica per nulla..

Citazione:
prendendo spunto dall'attualità in questa frode economica nella quale precari che non possono permettersi un affitto vengono apostrofati come bamboccioni e giovani scartati perché troppo qualificati sarebbero choosy, o il clochard che viene ritenuto responsabile per scelte sbagliate che avrebbe fatto fino al razzismo verso gli extracomunitari non solo sfruttati ma che ruberebbero il lavoro. E' una mentalità criminale,

Esatto, è una mentalità criminale e se vogliamo essere seri è una mentalità malata, una mente deficitaria di quella interezza di cui spesso amo parlare.
Citazione:
E' una mentalità criminale, e si fa sempre più strada e fa sì che si trovino sempre nuovi capri espiatori perchè nulla venga mai davvero affrontato. Sei troppo intelligente, lucida e consapevole per non accorgerti di questo lavaggio del cervello che ci stanno facendo
Che ci stiamo facendo, oserei rettificare, principalmente. Perché i mostri sono dentro di noi e sono quelli i più potenti da affrontare, senza affrontare questi nessuna lotta sarà mai possibile, perché anche se spesso posso anche sentirmi stanca o magari non sentirmi pronta, l’unica vera lotta possibile è la luce in noi stessi, quella vera però, quella che ha messo a nudo ogni ombra in noi, allora sarà quella a mutare l’esterno, esattamente come avviene quando portiamo una lampada la dove c’è bisogno, non ci sarà bisogno di convincere nessuno, le cose si mostrano da sole nel loro vero volto. Ma senza quella luce coraggiosa e ferma dentro nessun condizionamento tanto radicato potrà mai iniziare lentamente a sgretolarsi “fuori”. Noi abbiamo un residuo di istinto che oltrepassa tempi e spazi capace di toccare dal profondo e giungere al profondo. Arma silenziosa ma inesorabile..

Buone letture!

*poiché pensare è la traduzione razionale di quel sentire interiore,
secondo a quanto di quel sentire si sia data reale voce e forma.
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Vecchio 11-02-2013, 20.35.37   #83
Giorgiosan
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Riferimento: L'uomo e la tecnica

La filosofia vive il suo momento crepuscolare per incapacità di adeguarsi e per incapacità di rinnovarsi.
E' emblematica la seconda parte di Essere e tempo ... e prima ancora il caotico pensiero di Nietzsche che voleva dire tutto e non ha detto niente.
Chi può capire capisca.

Stanca di un pensiero esausto e snervato che dovrebbe produrre la sapienza, stanca di sofismi, di avvitamenti verbali, di bizantinismi, l'umanità sta diventando pragmatica.
La tecnica ha un grande vantaggio sulla filosofia: funziona!

Non che la filosofia sia finita ma in questo lungo mutamento epocale è disoccupata, pure lei.
Prendiamo la linguistica: come può essere applicata e come verificata una autentica sapienza linguistica? Quando la capacità di analisi e di sintesi sa produrre un traduttore, lo sa migliorare.

E la filosofia etica cosa dovrebbe produrre? Un etica che aiuti l'essere umano a trovare serenità e pace. Cosa se no?

Si rinnoverà, è inevitabile, ma per adesso riposa al museo.

Mi fa piacere vedere tanti giovani nel forum che indagano il senso dell'essere, filosofano, argomentano e, spero, impareranno a ragionare con la loro testa e con umiltà ... non come chi ha letto appena qualche pagina della Fenomenologia dello spirito ... ed ipso facto sta già spiegando Hegel ... ha già diviso la massa in due categorie, i signorotti (???) e quelli che hanno capito tutto. Lui è fra questi ultimi, ovviamente, anche se non sembra.

Ultima modifica di Giorgiosan : 12-02-2013 alle ore 12.11.46.
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Vecchio 11-02-2013, 21.44.26   #84
green&grey pocket
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Riferimento: L'uomo e la tecnica

i giovani dovrebbero imparare a leggere, a soffermarsi e a capire sopratutto.
mai fidarsi della propria testa!
altrimenti in età adulta delirebbero di un nietzsche che dice solo sciocchezze.
questo è quello che ho capito a mie spese!

certo tanti hanno letto hegel, io sono al primo capitolo, e ci rimango fin quando non ho capito cosa intenda, non vado avanti facendo finta di aver capito, per poi dire che hegel è un filosofo noioso e inutile.
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Vecchio 12-02-2013, 10.57.48   #85
La_viandante
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Riferimento: L'uomo e la tecnica

@ Gyta
vediamo un po' da dopve parto? proviamo da qui
Citazione:
Vedi dire che è il frigorifero è come dire che i drogati senza droga non sarebbero drogati, e credimi ancora, non è così. Così almeno io penso.
Che l’occasione faccia l’uomo ladro è la più antica idiozia che si vada credendo. L’uomo se sente la necessità di rubare è potenzialmente ladro.
Più che altro è dire che la droga fa l'uomo ladro, cioè ne scardina quello che era prima trasformandolo in aqualcos'altro, ovvio che sono problemi di diversa natura che portano alla droga, ma una volta che questa entra in circolo poi la persona è altro da sé. I fornelli eliminano tutta una serie di attività e dispendio energetico, come far legna, raccoglierla, tagliarla, così come il frigo è risparmio energetico per provvedere al cibo giornalmente dal momento che non si rovina per giorni, mesi. Un po' come un atleta che lascia il suo sport, inevitabilmente ingrassa. Questo implica l'uso di nuovi mezzi, il cambiamento nello stile di vita, e sai cosa a questo proposito vedo che va benissimo anche quanto dice
Giorgiosan
Citazione:
Stanchi di un pensiero esausto e snervato che dovrebbe produrre la sapienza, stanchi di sofismi, di avvitamenti verbali, di bizantinismi, l'umanità sta diventando pragmatica.
La tecnica ha un grande vantaggio sulla filosofia: funziona!
Hai proprio centrato il punto, la tecnica ha soppiantato la filosofia, che probabilmente lucidamente si sta accorgendo della la sua fine, ed è forse proprio finita, hai saputo vedere meglio di me cosa sta davvero cambiando oggi.
@ green vorrei dire una sola cosa, se siamo plasmati dalla tecnica lo siamo anche io e te non possiamo pensare di esserne esenti, quindi ascoltiamo anche cosa ha da dirci chi non ci condivide, la Verità non ce l'ha nessuno in tasca. Magari siamo noi a sbagliarci no? Il dialogo è fatto per questo, non possiamo pretendere di avere la visione panottica di ogni cosa, qualcosa ci sfugge per forza, magari proprio quello che stanno dicendo quelli che non condividono. Non avrebbe senso altrimenti la partecipazione al forum magari anche questa modalità di interazione rientra in quei codici di cui parli?

Ancora @ Gyta, condivido tutto il resto del discorso ovviamente possono esserci tante concause ma resto del parere che anche tante di queste derivino dal nostro attuale stile di vita plasmato da tecnica (funzionalità) e tecnologia.
La_viandante is offline  
Vecchio 12-02-2013, 13.43.25   #86
ulysse
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Citazione:
Originalmente inviato da green&grey pocket
viandante......
......gente come giorgiosan come ulysse come tempo da una parte e gyta dall'altra, fanno e faranno sempre lo stesso errore (a meno che non siano signorotti annoiati e allora sono in malafede): errore dei codici.
Non ho seguito bene il discorso, ma in breve...quale sarebbe l'errore mio?
...o non sarà, per caso, il tuo...il pensiero unico!?
Citazione:
è un esito della filosofia: senza di esso le scimmie scese dagli alberi starebbero ancora lì, la tecnologia non è un deus ex machina come la descrivono questi immarcescibili scienziati dell'ovvio (tempo-ulysse-giorgiosan e co.) che d'oggi in poi chiamerò per semplificare gli pseudo-analitici, gyta ha il solo torto di non portare a fondo il suo spiritualismo e di cadere vittima di quella gente.
La banda dei quattro!
....che poi parlare in modo offensivo a seconde persone di terze persone non è nemmeno tanto corretto!
In effetti io sono qui...disponibile e "immarcescibile"!...se sbaglio..direttamente...mi "corriggirete!"...e mi "informerete!"....mi direte i codici "giusti"!?

Ultima modifica di ulysse : 12-02-2013 alle ore 19.55.25.
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Vecchio 12-02-2013, 19.43.31   #87
ulysse
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Riferimento: L'uomo e la tecnica

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
La filosofia vive il suo momento crepuscolare per incapacità di adeguarsi e per incapacità di rinnovarsi.
E' emblematica la seconda parte di Essere e tempo ... e prima ancora il caotico pensiero di Nietzsche che voleva dire tutto e non ha detto niente.
Chi può capire capisca.
Amico Giorgiosan, è così, ma non sarei così pessimista...soprattutto non mi dorrei tanto se ciò che in passato abbiamo coltivato come nostra filosofia di vita sembra dare ora così scarsi frutti.
Ma è normale!
La filosofia, che ancora esaltiamo ed ancora andiamo analizzando nel pensiero dei più noti filosofi del passato, ha avuto i suoi splendori già nei 500 anni prima di Cristo.
Ma anche il periodo idealista ha avuto protagonisti illustri, per quanto io, da non filosofo, possa ricordare.
Il senso metafisico della vita, poi, si è prolungato per 2000 anni ed ancora è in auge. Trovo, infatti, su questo forum, cultori apassionati e convinti: ma direi anche che è un bene...se non troppo si prolunga ulteriormente!

Oggi infatti sono intervenute scoperte e invenzioni, con conoscenze straordinarie...molto oltre le fantasie, le intuizioni metafisiche, i paradossi e le elucubrazioni dialettiche dei filosofi della tradizione.

Non sono un filosofo e poco so di filosofia...ed anche, forse, non mi esprimo nel modo dovuto.
Comunque, senza voler disprezzare o sminuire un passato tanto profodamente acculturato, glorioso anche, ho l'impressione che il mondo di oggi sia veramente cambiato e che noi stessi HSS siamo irrimediabilmente mutati.

La cultura, oggi, deve sopperire a nuove oggettive esigenze di sopravvivenza...non solo a fornire il fatidico panino tremontiano!
La "conoscenza" (l'informazione) deve essere oggettivamente "dimostrata" e non solo intuita e strutturata dalla esaltazione di menti eccelse.

Sono sorte in conseguenza nuove discipline e saperi rigorosamente indaganti e gestiti che hanno scippato alla filosofia vigente molte delle sue più tradizionali problematiche e campi di ricerca.
Abbiamo, infatti, oggi, scienze come: la psicologia, l'antropologia, le neuroscienze, la biologia, la genetica, la bioetica, ecc...e soprattutto la fisica e la cosmologia...tanto che la vecchia rapresentazione interpretante il mondo e l'universo è andata a pezzetti...e l'idea di materia stessa si è frantumata in particelle e quanti di energia, ecc....

L'uomo ha un cervello plasmabile: esso è strutturato e plasmato dalle idee e dai nuovi pensamenti che, nel bene o nel male, sono eccitati e coinvolti sempre più rapidamente da nuovi oggetti, eventi, teorie... metodologie... lavorare in team, fare viaggi intercontinentali, ecc...

Magari si può piangere e rimpiangere il passato, ma non è stato, ed è sempre meno, possibile, per i nuovi HSS, restare strutturalmnte indifferenti alle tante recenti teorie, scoperte, invenzioni, metodologie relative al nostro vivere che gli ultimi 400 anni ci hanno regalato con un trend quadraticamente crescente...a partire dalle orbite planetarie di Copernico...dal cannocchiale, dalle bocce scorrenti sui piani inclinati di Galileo...ed a partire dal suo innovativo concetto di relatività...e poi dalla immane rivoluzione evoluzionista di Darwin...o dalla controintuitiva relatività di Einstein, ecc....

Direi comunque che il pensiero Aristotelico/Platonico, coi suoi epigoni sconfinanti nel cristianesimo, si è difeso e si difende egregiamente...anzi non è mica morto! solo che invece che rimpiangere ciò che è stato, bisognerebbe maggiormente assalire il futuro, in quella che potrebbe essere la nuova filosofia...e, magari, "è" la nuova filosofia, sempre più intrisa di sapere scientifico/tecnico.
Citazione:
Stanca di un pensiero esausto e snervato che dovrebbe produrre la sapienza, stanca di sofismi, di avvitamenti verbali, di bizantinismi, l'umanità sta diventando pragmatica.
La tecnica ha un grande vantaggio sulla filosofia: funziona!
Ma direi che il pensiero scientifico non è nè esausto nè snervato!
Concordo poi che la "tecnica" non solo funziona, ma è necessaria ed essenziale per la vita...per sopravvivere: la nostra defaiance attuale, europea, ed italiana in particolare, è una defaiance tecnologica: non abbiamo, nei passati 20/30 anni, sufficentemente studiato, cercato, inventanto e abbastanza invstito in tecnologie...anche se siamo eccellenti filosofi!

La Cina,ad esempio, purtroppo per noi, non esce dalla sua arretratezza culturale ed economica per la pressione del taoismo o del marxismo...ma perchè pervasa dai tanto deprecati mercati e dalle tecnologie: non sono, per ora, diventati, i cinesi, più civili ed etici...sono certo costretti a sacrifici enormi, ma intanto mangiano...per lo meno i più.

Quindi l'umanità assume un pensiero pragmatico perchè è necessario essere pragmatici...per vivere!...per vivere in 7 miliardi di individui sul pianeta!
E' la tecnologia costruttiva e comunicativa che, come ricaduta della scienza, sopperisce
E' anche, infatti, una questione demografica: infatti tutti, legittimamante, vorrebbero mangiare.

Credo anche che l'esplosione tecnologica degli ultimi secoli e di oggi, sia, in prevalenza, una ricaduta delle scoperte scientifiche: vale per i materiali come per gli strumenti...in particolare elettronici.

La TV, il GPS ed altri consimili aggeggi, ecc...sembra abbiano la loro origine addiruttura negli studi di Maxwell, Einstein, ecc....
La stessa quantistica è fra noi in tutte le apparechiature elettrico/elettroniche che abbiamo in casa o si spandono per l'etere.
Citazione:
Non che la filosofia sia finita ma in questo lungo mutamento epocale è disoccupata, pure lei.
Prendiamo la linguistica: come può essere applicata e come verificata una autentica sapienza linguistica? Quando la capacità di analisi e di sintesi sa produrre un traduttore, lo sa migliorare.

E la filosofia etica cosa dovrebbe produrre? Un etica che aiuti l'essere umano a trovare serenità e pace. Cosa se no?

Si rinnoverà, è inevitabile, ma per adesso riposa al museo.
Ma forse è il vecchio filosofare (magari quello metafisico) che riposa al museo.
In realtà il nostro attuale pensare e sentire è pur'esso frutto di filosofia.
Infatti non è che il nostro mondo attuale sia solamente una congerie di strumenti: non siamo trasformati in robot!

L'attuale "pensiero" emerge dal rigore e dal metodo scientifico nonchè, insieme, dalla dialettica filosofica ed etica ove ancora emerge chi gestisce con pensiero strategico e sa distinguere l'essenziale dell'effimero...pure uscendo dal perseguire gli assolutismi delle vecchia cultura.

E' superfluo dire che prosperano anche i furbi, corruttori, populisti e profittatori ecc...lo sappiamo!...per quanto non sappiamo liberarcene.

Certo che, è pur vero, il relativismo emergente richiede un più difficile equilibrio.

Ma certo non posso essere io ad impostare i paradigmi di un rinnovamento filosofico: io, infatti, come appare, non sono filosofo!
Citazione:
Mi fa piacere vedere tanti giovani nel forum che indagano il senso dell'essere, filosofano, argomentano e, spero, impareranno a ragionare con la loro testa e con umiltà ... non come chi ha letto appena qualche pagina della Fenomenologia dello spirito ... ed ipso facto sta già spiegando Hegel ... ha già diviso la massa in due categorie, i signorotti (???) e quelli che hanno capito tutto. Lui è fra questi ultimi, ovviamente, anche se non sembra.
Magari è così: gli studi di filosofia possono un poco esaltare le giovani menti.
Forse il perseguire il rigore scientifico lascerebbe meno spazio.
Ma poi le cose si equilibrano.

Ultima modifica di ulysse : 13-02-2013 alle ore 19.24.16.
ulysse is offline  
Vecchio 13-02-2013, 00.14.51   #88
green&grey pocket
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Riferimento: L'uomo e la tecnica

io non ho nessuna verità in tasca, studio per capire, e poi cerco di interagire con passione, questo per come sono fatto.

il codice è il linguaggio, quindi quando uno afferma che la scienza è la soluzione a ogni cosa, in realtà sta affermando: "io che faccio parte del gruppo degli scienziati ordino a voi (in questo caso a me metafisico) di deporre qualsiasi arma dialettica, perchè solo il suo (della scienza) discorso è quello vero (in realtà l'operazione errata è considerare ciò che è pratico come vero)"

come afferma galinberti l'eredità del 900 onerosa da affrontare è proprio questa convinzione che non ha radicamento (e proprio a partire dalla scienza) e cioè che la scienza sia la verità.

in questo caso è un perverso meccanismo psicolgico che ha il merito e la follia di far credere inutili, stupidi e addirittura pazzi la gente che della verità, e cioè sul discorso della verità ne fa una professione e cioè i filosofi.
( e di cui badate bene la scienza è solo una parte, quindi non vi è esclusa)

io sono solo un amatore, eppure mi prodigo per quelli che come la viandante o gyta mi paiono vicini alla mia visione.
e poi me la prendo (per finta sia chiaro) con chi sostienne che l'eredità della storia sia solo da lodare.

in poche parole la scienza ha vinto lo scontro con la metafisica, uno scontro dialettico sia ben chiaro, lo ha fatto sulla scorta della nostra buona fede però.

io per così dire sono all'opposizione di quella dialettica, è proprio una cosa politica, ma non pretendo di avere in mano la verità: la verità si studia e magari su di essa ci si confronta con bei thread come questo.

appunto è questo viandante! non è che noi ci sbagliamo e loro hanno torto e viceversa, è proprio che parliamo di cose diverse.

io lo faccio con una qual certa posizione radicata, tu con qualche (tanti) dubbi in più certo ma stiamo parlando dell'uomo e staccato della tecnica.

loro parlano della tecnica e non dell'uomo tutto qui.
(ed eccoti molto brevemente il tuo errore ulysse)
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Vecchio 13-02-2013, 02.22.38   #89
gyta
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Riferimento: L'uomo e la tecnica

Citazione:
ovvio che sono problemi di diversa natura che portano alla droga, ma una volta che questa entra in circolo poi la persona è altro da sé.
(La viandante)

No, una persona non è diventata un’altra persona, non differentemente da quando non siamo altre persone nel momento che la nostra temperatura interna rasenta i 40gradi. La sensazione del tempo che scorre è alterata, la percezione spaziale è alterata ma la nostra memoria, il nostro carattere, la nostra modalità di rispondere ai problemi ogni aspetto è fondamentalmente identico a prima, solo le percezioni sono cambiate, non la sostanza di ciò che siamo, non fondamentalmente i nostri pensieri, non il nostro modo di pensare, non il bagaglio di vissuto che sta a monte del nostro pensare. E quel pensare fondamentalmente non muterà, potrà limarsi od intensificarsi ma nelle fondamenta caratteriali resterà pressoché invariato, ovvero ciò che è la nostra identità resterà invariata; questo è il mistero dell’individualità.
Quando siamo ammalati abbiamo il peso delle mutazioni nel corpo e la nostra mente deve reggere situazioni di conflitti maggiori per far fronte al ripristino di quell’equilibrio necessario al dialogo fra le parti interiori; la mente è plastica capace di affinarsi, capace talvolta o spesso di irrigidirsi ma incapace di tradire quei fondamenti caratteriali di primarie informazioni che l’hanno forgiata al nascere. La tecnica come anche tu evidenzi è intesa come funzionalità, concetto fra quelli base del movimento interiore del nostro porci in relazione, non nuovo dunque, non capace di influire più di quanto qualunque altro concetto maldestramente colto sia andato a cristallizzarsi al di sopra dell’abc del nucleo base della nostra capacità di pensare, della nostra mente, della nostra identità. Esattamente quanto l’aggettivo è in grado di cristallizzarsi, colorare ed apparentemente mutare l’identità del sostantivo a cui è riferito ma non tanto da poter mutare sostanzialmente l’identità base di quest’ultimo. Gli aggettivi sono fondamentalmente i colori aggiunti alle capacità base della nostra mente e vanno a formare quel bagaglio di elaborazione del mondo percettivo che è il condizionamento mentale ma non sono (grazie al cielo) abbastanza potenti da poter mutare alle fondamenta la capacità mentale radice, pulita da interpretazioni aggiunte. Restano in vita alla radice i componenti primari della nostra capacità di discernere, quelli relazionali e formanti l’abc dei ruoli capaci dell’operazione di differenziazione per necessità separativa finalizzata al ripristino dell’unità vitale.

Es. l’atto necessario di differenziazione e separazione fra la nuova vita e il corpo dal quale è nata, ovvero dal quale si è formata, è apparente poiché ogni rappresentazione separativa non è che apparente; nel profondo l’identità andrà a impersonare il soggetto della separazione, la madre in questo caso, nel ruolo principale che assume il concetto madre nell’ordine della funzione insita alla natura, il carattere materno (base attraverso cui forgerà la propria capacità di rappresentare in sé la relazione) mentre la specificità caratteriale di quella precisa madre storica dal quale è nato resterà semplicemente il colore aggiunto stretto, è vero, alla modalità primaria di relazionarsi ma comunque fondamentalmente scissa dal potenziale base di quella capacità di relazione che stabilisce l’abc della sua individualità. Se così non fosse l’evoluzione del pensiero, l’autodeterminazione, non sarebbe mai potuta divenire possibile; le distorsioni emotive caratteriali della madre sarebbero restate identiche nel susseguirsi delle generazioni, e la terapia psicoanalitica avrebbe rivelato presto in sé la propria fallacia.

La tecnica, proprio perché facente parte della modalità e non dell’essere in sé (passatemi questa sintesi obsoleta) va a ricoprire il ruolo condizionante dell’associazione percettiva ma non la base percettiva medesima. Non più di quanto il carattere specifico della madre va a influire sull’interpretazione base del concetto di ruolo. E non più di quanto già da sempre faccia il carattere specifico dello specchio culturale (le madri/padri/coetanei esterni>ovvero, l’ambiente) nel quale l’individuo si sviluppa, nel senso di conosce. Non muterà quindi l’individuo e la sua mente primaria, la base, l’abc, attraverso la quale conosce e si affina (o tende a cristallizzarsi), muterà l’impronta caratteriale del condizionamento mentale a rivestimento della base primaria. Esattamente quanto il nostro di condizionamento a rivestimento delle nostre capacità mentali ha influito sulla nostra elaborazione esperienziale. L’associazione informazione-libro non è inscindibile tanto quanto non lo sia tempo-velocità. Ogni distorsione concettuale e filo percettiva non è mai irreversibile poiché non forgia le qualità della nostra mente né le modalità ma il bagaglio aggiunto del linguaggio secondario. Non saremo mai macchine potremo solo giungere all’alienazione totale all’autodistruzione mai al mutamento profondo di quella identità fondamentale che ci caratterizza in quanto uomini. Le nostre risposte alle sollecitazioni contro natura saranno fondamentalmente sempre le medesime attraverso cui il nostro equilibrio ci auto determina.

Citazione:
la tecnica ha soppiantato la filosofia, che probabilmente lucidamente si sta accorgendo della la sua fine
(La viandante)
La tecnica non può soppiantare la nostra capacità di rispondere attraverso il relazionarci, non può soppiantare il bisogno animistico umano, non può soppiantare un ragionamento che non possiede.
Citazione:
Stanchi di un pensiero esausto e snervato che dovrebbe produrre la sapienza, stanchi di sofismi, di avvitamenti verbali, di bizantinismi, l'umanità sta diventando pragmatica.
(Giorgiosan)
L’umanità non sta ora diventando pragmatica ha sempre puntato a rispondere concretamente ai bisogni e la cecità della risposta immediata ed apparente a quei bisogni da sempre accompagna l’uomo nella sua immobilità, nel suo infantilismo. Non è cosa nuova. Il pensiero stanco non produce sapienza. La filosofia non è un’istituzione ma una capacità individuale; è quella capacità individuale a produrre sapienza non l’istituzione filosofica come universale. Delegare la nostra individuale stanchezza ad una stanchezza universale è negare la nostra stanchezza, è negare la nostra personale risposta alla stanchezza che individualmente sentiamo, è alimentare l’oblio di sé, è rispondere con cecità ad un problema che è solo nostro, che è individuale. La capacità di pensare, la capacità di rendere quel pensare motivo di sapienza è arma individuale: non si lavora sull’astrazione insiemistica del sociale ma sull’individuale, sul singolo dal singolo, la nostra personale risposta, la nostra personale sapienza. Non può esserci rapporto se manca l’identità. Non può esserci solidarietà se manca l’individuo a sé medesimo. Passatemi una battuta sfogo: l’insiemistica ha minato il nostro modo di intendere!
Citazione:
La banda dei quattro!
(Ulysse)
Terra, acqua, fuoco, aria.. la quadratura del cerchio.. manca il metallo.. la poligonazione del cerchio..
Citazione:
il codice linguistico (di cui la tv e la scrittura sono una parte) è un esito della tecnica.
è un esito della filosofia: senza di esso le scimmie scese dagli alberi starebbero ancora lì
(green&grey pocket)
Forse prima dei codici luhamaniani dovremmo riprendere in considerazione gli altri di codici,
quelli del linguaggio naturale a rappresentazione degli istinti primari..
Non è che l’archetipo di Prometeo si distanzi poi tanto dalla sua modernizzazione in Robot Man!
Forse c’è persino lo zampino di Pandora..

Ora Morfeo mi chiama..
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Vecchio 13-02-2013, 08.21.15   #90
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Ps:
Citazione:
in poche parole la scienza ha vinto lo scontro con la metafisica, uno scontro dialettico sia ben chiaro
(green&grey pocket)
La scienza non ha vinto un bel niente..
La scienza, il pensiero scientifico è l’insieme dei pensieri relativo al campo di indagine scientifico, che tra l’altro non è nemmeno unico ma per l’appunto plurale, tante quante sono le menti che si dedicano ad interpretare quei dati di ricerca e conoscenza che chiamiamo scienza. Rammenterei comunque che la metafisica si occupa del significato, la fisica (le scienze) del funzionamento, non potranno mai scontrarsi essendo necessariamente complementari. Ciò che si scontra sono i significati attribuiti ai dati osservati. Ed anche questi scontri sono spesso necessariamente complementari in una visione poliedrica e non statica intorno all’osservazione.
Citazione:
non pretendo di avere in mano la verità: la verità si studia e magari su di essa ci si confronta

Ciò che si studia non è propriamente la verità ma l’insieme delle osservazioni intorno alle cose. La verità francamente è un concetto molto molto relativo e poco utile nel percorso di conoscenza. A meno che non intediamo per verità ciò che reputiamo evidente ma anche in questo caso l’evidenza "è vera” in quanto evidente non in quanto portatrice di intrinseca veracità. Scusate il cavillo..
Citazione:
quando uno afferma che la scienza è la soluzione a ogni cosa, in realtà sta affermando: "io che faccio parte del gruppo degli scienziati ordino a voi (in questo caso a me metafisico) di deporre qualsiasi arma dialettica, perchè solo il suo (della scienza) discorso è quello vero (in realtà l'operazione errata è considerare ciò che è pratico come vero)"

Quando uno afferma che la scienza è la soluzione a ogni cosa in realtà sta affermando di aver lasciato il cervello in stand-by..

Citazione:
In realtà il nostro attuale pensare e sentire è pur'esso frutto di filosofia.
L'attuale "pensiero" emerge dal rigore e dal metodo scientifico nonchè, insieme, dalla dialettica filosofica ed etica ove ancora emerge chi gestisce con pensiero strategico e sa distinguere l'essenziale dell'effimero...pure uscendo dal perseguire gli assolutismi delle vecchia cultura.
(Ulysse)
Sono fondamentalmente d’accordo.
E quello che tu dici "lasciato al museo” altro non è che significato in relazione ad osservazioni differenti, appartenenti ad una differenza conoscenza ed indagine della natura.
Citazione:
...mi direte i codici "giusti"!?
(Ulysse)
Zxk4
gyta is offline  

 



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