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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 05-03-2013, 09.13.52   #41
jeangene
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Riferimento: Il Bene e il Male: Scegliere si può?

Citazione:
Originalmente inviato da gyta
Nella mia esperienza è proprio grazie alla ragione che ogni volta che mi sorgono dubbi e sconforti
posso ritrovare la chiarezza.. la visione della filosofia buddista e la visione della psicologia del profondo
mi hanno aiutato molto nel forgiarmi una sorta di bussola.. L’analisi, l'indagine, la creatività dell’immaginazione quando
illuminata dal potere della chiarezza donano strumenti importanti.. non fideismi ma fiducia che il ragionamento
usato sino in fondo anche attraverso i suoi limiti apparentemente paradossali ti riconsegna sempre ad un’esperienza fresca
e profonda capace di farci intuire quei salti che talvolta la razionalità troppo austera sembra non concedere..

Non mi fraintendere, non voglio screditare la ragione, anzi, é grazie a lei se
sono riuscito a sfuggire ad una visione puramente materialistica che mi lasciava ben poco da sperare.. (A volte la conoscenza intrappola la ragione in una spirale dalla quale non é facile uscire).

Quello che intendevo dire é che con la ragione posso pensare l' Essere, ma non posso coglierlo nella sua essenza. Come posso cogliere con la ragione l' assoluta identità di soggetto e oggetto? Non posso, é necessario un particolare stato che Hegel descrisse con le seguenti parole: "Io non sono più io", cioè l' estasi.
jeangene is offline  
Vecchio 05-03-2013, 22.13.38   #42
gyta
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Riferimento: Il Bene e il Male: Scegliere si può?

P.S :

Citazione:
Quello che intendevo dire é che con la ragione posso pensare l' Essere, ma non posso coglierlo nella sua essenza. Come posso cogliere con la ragione l' assoluta identità di soggetto e oggetto? Non posso, é necessario un particolare stato che Hegel descrisse con le seguenti parole: "Io non sono più io", cioè l' estasi.
(jeangene)

Penso di aver risposto intorno alla questione nella discussione i giganti
in riferimento ad Aggressor..

Quando mai “io sono stato.. io” ?!?
Non c’è necessità, a mio avviso, di “uscire fuori da me” (=>estasi)
ma è sufficiente ascoltare la nostra esperienza percettiva
liberando la mente dai preconcetti intorno all’identità di chi esperisce cosa.

E con la ragione che colgo la differenza fra l’immagine dei pre-concetti su me stesso e l’altro da me
e la più semplice percezione pulita. Percezione di cosa? Percezione del percepire.
Aperti, recettivi a questo stato che è la base sulla quale ogni altro stato si poggia (pensieri, definizioni, contenuti, immagini).
Non c’è, a mio avvisiso, necessità di andare fuori di me, ma di cogliere quell’essere 'me' che non è fuori né dentro nulla (se badiamo alla percezione pura).
L’identità non è fra oggetti ma il terreno privo di limite concettuale.

Non è uno stato particolare, lo reputiamo tale perché siamo abituati a confondere la nostra capacità mentale con i contenuti concettuali
e la mente, come essente, scompare dietro i pensieri che la colorano in un certo qual modo.
E non è nemmeno necessario (anzi per me sarebbe deleterio) evitare il pensare. Semplicemente ci accorgiamo che il pensiero concettuale non è che una sua attività principale non la sua identità.
gyta is offline  
Vecchio 06-03-2013, 15.30.01   #43
jeangene
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Riferimento: Il Bene e il Male: Scegliere si può?

Citazione:
Originalmente inviato da gyta
P.S :



Penso di aver risposto intorno alla questione nella discussione i giganti
in riferimento ad Aggressor..

Quando mai “io sono stato.. io” ?!?
Non c’è necessità, a mio avviso, di “uscire fuori da me” (=>estasi)
ma è sufficiente ascoltare la nostra esperienza percettiva
liberando la mente dai preconcetti intorno all’identità di chi esperisce cosa.

E con la ragione che colgo la differenza fra l’immagine dei pre-concetti su me stesso e l’altro da me
e la più semplice percezione pulita. Percezione di cosa? Percezione del percepire.
Aperti, recettivi a questo stato che è la base sulla quale ogni altro stato si poggia (pensieri, definizioni, contenuti, immagini).
Non c’è, a mio avvisiso, necessità di andare fuori di me, ma di cogliere quell’essere 'me' che non è fuori né dentro nulla (se badiamo alla percezione pura).
L’identità non è fra oggetti ma il terreno privo di limite concettuale.

Non è uno stato particolare, lo reputiamo tale perché siamo abituati a confondere la nostra capacità mentale con i contenuti concettuali
e la mente, come essente, scompare dietro i pensieri che la colorano in un certo qual modo.
E non è nemmeno necessario (anzi per me sarebbe deleterio) evitare il pensare. Semplicemente ci accorgiamo che il pensiero concettuale non è che una sua attività principale non la sua identità.


Vediamo se ho capito..

Tu sostieni che ciò che chiamiamo estasi altro non è che la mente nel suo stato fondamentale, la mente senza attività, la mente senza pensiero?

Puoi spiegare meglio questo stato fondamentale, questa percezione del percepire?
jeangene is offline  
Vecchio 07-03-2013, 06.38.31   #44
gyta
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Riferimento: Il Bene e il Male: Scegliere si può?

Citazione:
Tu sostieni che ciò che chiamiamo estasi altro non è che la mente nel suo stato fondamentale,
la mente senza attività, la mente senza pensiero?

Assolutamente no.
Saper distinguere la mente condizionata dalla mente base
non significa assolutamente mettere a tacere la mente intellettuale né quella emotiva,
tutt’altro, significa ascoltare con chiarezza facendo uso di tutti gli strumenti percettivi
di cui la nostra mente è dotata. Significa in un certo senso ragionare più in profondità
di quanto non si faccia comunemente nella consueta riflessione, significa conoscenza
di sé analitica ed emozionale indagata e portata alla luce per gradi, a mio avviso.
Se poi ti interessa comprendere meglio ciò che il buddismo dzochen intende con
mente chiara ti consiglio di leggere direttamente chi meglio insegna questa parte
del percorso interiore ( a mio avviso, nessuno meglio di Drubwang Tsoknyi Rinpoce
‘Dignità spontanea’ Ubaldini > per i mal pensanti, non ho percentuali sulla ubaldini )
Citazione:
Puoi spiegare meglio questo stato fondamentale, questa percezione del percepire?
Detta in due parole: Da una disposizione naturale e sveglia in cui percepiamo, osserviamo,
con attenzione (che non è fissazione) un determinato oggetto (un oggetto, una stanza
con gli oggetti che ci stanno dentro, i pensieri che ci vengono spontanei etc..)
escludiamo l’oggetto (gli oggetti/ i pensieri) in questione, sempre continuando ad essere vigili,
aperti, svegli e ciò che sempre c’è stato risalta ed è la percezione priva di oggetto, la 'percezione di percepire'.

In questa limpidezza non c’è il silenzio dei pensieri ma la chiarezza sveglia della mente.
“Dopo” di che sarebbe meglio non valutare la cosa da un ipotetico esterno ma verificarla direttamente.
Quel Bene che tanto cerchiamo di “decidere” si palesa come naturale qualità della non idiozia
di una mente riscoperta, detta con parole mie..
gyta is offline  
Vecchio 08-03-2013, 12.30.58   #45
jeangene
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Riferimento: Il Bene e il Male: Scegliere si può?

Citazione:
Originalmente inviato da gyta
Assolutamente no.
Saper distinguere la mente condizionata dalla mente base
non significa assolutamente mettere a tacere la mente intellettuale né quella emotiva,
tutt’altro, significa ascoltare con chiarezza facendo uso di tutti gli strumenti percettivi
di cui la nostra mente è dotata. Significa in un certo senso ragionare più in profondità
di quanto non si faccia comunemente nella consueta riflessione, significa conoscenza
di sé analitica ed emozionale indagata e portata alla luce per gradi, a mio avviso.
Se poi ti interessa comprendere meglio ciò che il buddismo dzochen intende con
mente chiara ti consiglio di leggere direttamente chi meglio insegna questa parte
del percorso interiore ( a mio avviso, nessuno meglio di Drubwang Tsoknyi Rinpoce
‘Dignità spontanea’ Ubaldini > per i mal pensanti, non ho percentuali sulla ubaldini )

Detta in due parole: Da una disposizione naturale e sveglia in cui percepiamo, osserviamo,
con attenzione (che non è fissazione) un determinato oggetto (un oggetto, una stanza
con gli oggetti che ci stanno dentro, i pensieri che ci vengono spontanei etc..)
escludiamo l’oggetto (gli oggetti/ i pensieri) in questione, sempre continuando ad essere vigili,
aperti, svegli e ciò che sempre c’è stato risalta ed è la percezione priva di oggetto, la 'percezione di percepire'.

In questa limpidezza non c’è il silenzio dei pensieri ma la chiarezza sveglia della mente.
“Dopo” di che sarebbe meglio non valutare la cosa da un ipotetico esterno ma verificarla direttamente.
Quel Bene che tanto cerchiamo di “decidere” si palesa come naturale qualità della non idiozia
di una mente riscoperta, detta con parole mie..

Grazie, ti sei chiarita.

E' necessario scoprire anche la saggezza del mondo orientale per far luce su queste questioni.

Schopenhauer afferma: "La saggezza indiana fluirà indietro verso l'Europa, e produrrà cambiamenti fondamentali nel nostro pensiero e nelle nostre conoscenze."
jeangene is offline  

 



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