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Vecchio 10-09-2014, 17.55.03   #1
Socrate78
Ospite abituale
 
Data registrazione: 06-05-2007
Messaggi: 107
La libertà consiste nella negazione?

Non scrivo nel forum da molto tempo (dal 2009 precisamente), ho deciso comunque di tornare per condividere con voi alcune mie riflessioni.
La mia riflessione parte da questo quesito/problema:In che cosa consiste la libertà dell'uomo? Com'è possibile definirla? Ecco, riflettendoci a lungo, io sono arrivato a questa conclusione: ciò che mi determina come persona, come individuo e mi fa essere libero è oppormi alla volontà altrui, è il dire NO alle richieste, comandi, ordini dell'altro.
Infatti il regno dell'accondiscendenza (del SI insomma) è proprio quello degli oggetti inanimati: un computer o un robot è come se dicesse sempre SI, perchè dipende totalmente dai desideri di chi lo usa, ma il discorso vale per qualsiasi oggetto; nel momento in cui io mi oppongo ad una richiesta è come se dicessi: "Io voglio qualcosa di diverso da te perchè sono una persona libera, non un oggetto senza personalità", di conseguenza è l'opposizione che mi determina.
Ne consegue che è proprio nella relazione conflittuale che la mia volontà si rafforza e si afferma, ovviamente il conflitto deve arrivare ad una risoluzione, ma se mi limito ad acconsentire agli altri mi riduco ad una specie di robot pensante. E' corretto il mio ragionamento?
Socrate78 is offline  
Vecchio 11-09-2014, 08.14.30   #2
laryn
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 14-07-2014
Messaggi: 134
Riferimento: La libertà consiste nella negazione?

Citazione:
Originalmente inviato da Socrate78
Non scrivo nel forum da molto tempo (dal 2009 precisamente), ho deciso comunque di tornare per condividere con voi alcune mie riflessioni.
La mia riflessione parte da questo quesito/problema:In che cosa consiste la libertà dell'uomo? Com'è possibile definirla? Ecco, riflettendoci a lungo, io sono arrivato a questa conclusione: ciò che mi determina come persona, come individuo e mi fa essere libero è oppormi alla volontà altrui, è il dire NO alle richieste, comandi, ordini dell'altro.
Infatti il regno dell'accondiscendenza (del SI insomma) è proprio quello degli oggetti inanimati: un computer o un robot è come se dicesse sempre SI, perchè dipende totalmente dai desideri di chi lo usa, ma il discorso vale per qualsiasi oggetto; nel momento in cui io mi oppongo ad una richiesta è come se dicessi: "Io voglio qualcosa di diverso da te perchè sono una persona libera, non un oggetto senza personalità", di conseguenza è l'opposizione che mi determina.
Ne consegue che è proprio nella relazione conflittuale che la mia volontà si rafforza e si afferma, ovviamente il conflitto deve arrivare ad una risoluzione, ma se mi limito ad acconsentire agli altri mi riduco ad una specie di robot pensante. E' corretto il mio ragionamento?

Sì e no!
Si può essere liberi anche quando si afferma qualcosa.
Si può avere solo la sensazione di essere liberi e, di fatto, non esserlo, come quando si è condizionati o ci si è autocondizionati e si nega o si afferma solo in base ad una precedente educazione ricevuta, o in base ad un convincimento indotto, di tipo politico, religioso, morale, etico, superstizioso, oltre altro.
Quando un religioso decide di farsi saltare non è perchè l'ha deciso lui, come invece pensa... diversamente ti pare che si farebbe saltare?
Quando vai al supermercato e ti lasci attrarre da acquisti non previsti lo fai perchè altri, decidendo sull'ordine che i prodotti devono avere sugli scaffali, ti hanno indotto a decidere per le loro finalità.
La pubblicità incanala il tuo pensiero e ti fa fare cose che normalmente decideresti di non fare... non per nulla si dice che essa è l'anima del commercio. Ci sono aziende che spendono fiori di quattrini per condizionare le tue libertà di scelta, non solo, ma per convincerti che il prezzo extra che paghi equivalga ad una maggiore qualità, mentre invece rappresenta il costo aggiuntivo per averti indotto a decidere come vogliono loro.
Il conformismo non lascia spazio alla libertà di scelta... lo fanno gli altri, perciò è giusto e lo faccio anch'io... pensa alla moda o alla rincorsa dell'aranciata Fanta piuttosto che al vecchio prodotto italiano di marca San Pellegrino o a un bicchiero di vera spremuta d'arancia.
Pensa a chi fa, in apparenza da libero, scelta di voto di castità e poi è afflitto dal desiderio di remarci contro, impedito dalla sua stessa coscienza.
L'argomento sarebbe vastissimo, ma qui mi fermo.
laryn is offline  
Vecchio 11-09-2014, 11.45.32   #3
Duc in altum!
Ospite abituale
 
Data registrazione: 14-11-2012
Messaggi: 919
Riferimento: La libertà consiste nella negazione?

Se l'essere umano cerca, punta, anela ad una libertà, penso che il primo punto da individuare è da cosa deve liberarsi, che cosa è che non lo renderebbe libero (non lo siamo già?), qual è la sua schiavitù, perché esiste questa sensazione di oppressione?

Sono d'accordo con @laryn sull'equilibrio del Sì e No, ossia, certamente bisogna incontrare la giusta moderazione nel pronunciarli, ma non credo che basti solo questo per essere liberi, anche perché, secondo me, la libertà sì consiste nella negazione, come tu dici, ma non nel semplice dire No all'altro, ma nella totale abnegazione di se stessi, nella rinuncia dell'Io, nel sacrificio dell'Ego, ed è impossibile da soli raggiungere tutto ciò.





** "La vita non la si sceglie, ma la si vive”.
Duc in altum! is offline  
Vecchio 11-09-2014, 13.40.37   #4
vanina
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Data registrazione: 22-04-2014
Messaggi: 268
Riferimento: La libertà consiste nella negazione?

Citazione:
Originalmente inviato da Socrate78
Ne consegue che è proprio nella relazione conflittuale che la mia volontà si rafforza e si afferma, ovviamente il conflitto deve arrivare ad una risoluzione, ma se mi limito ad acconsentire agli altri mi riduco ad una specie di robot pensante. E' corretto il mio ragionamento?

Anche io direi, come Laryn, "sì e no".

L'opposizione è fase saliente della crescita, nell'adolescenza.
E' vero che non cresce mai chi si adegua ed obbedisce sempre.

Però...quando il percorso di crescita abbia sortito qualche (anche modesto) successo....il risultato E' la capacità di Ascolto ed Accoglienza, dal quale non ci sente minimamente frustrati, proprio perchè la fase del "contrasto per affermare che esisto" è felicemente superato, in favore di un "io sono io...ma tu puoi essere interessante quanto me e anche più di me...e puoi anche voler dire-affermare-esprimere cose più interessanti delle mie, delle quali - se sono Adulto - ti sono grato di parteciparmele, e ho la maturità per non viverle come.... atti pedofili in mio danno!"....................... ....
vanina is offline  
Vecchio 11-09-2014, 14.51.54   #5
Socrate78
Ospite abituale
 
Data registrazione: 06-05-2007
Messaggi: 107
Riferimento: La libertà consiste nella negazione?

A mio avviso l'abnegazione del proprio Io non è libertà ma al contrario masochismo, un godere nell'asservirsi all'altro, un rendersi OGGETTO: infatti come posso essere libero se le mie azioni DIPENDONO dalle esigenze altrui? La dipendenza è proprio l'esatto contrario della libertà e tanto più io dipendo (emotivamente, nelle azioni, ecc.) da qualcuno tantomeno sono libero, io percepisco questo.
Socrate78 is offline  
Vecchio 11-09-2014, 15.17.24   #6
acquario69
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Riferimento: La libertà consiste nella negazione?

Citazione:
Originalmente inviato da Socrate78
Non scrivo nel forum da molto tempo (dal 2009 precisamente), ho deciso comunque di tornare per condividere con voi alcune mie riflessioni.
La mia riflessione parte da questo quesito/problema:In che cosa consiste la libertà dell'uomo? Com'è possibile definirla? Ecco, riflettendoci a lungo, io sono arrivato a questa conclusione: ciò che mi determina come persona, come individuo e mi fa essere libero è oppormi alla volontà altrui, è il dire NO alle richieste, comandi, ordini dell'altro.
Infatti il regno dell'accondiscendenza (del SI insomma) è proprio quello degli oggetti inanimati: un computer o un robot è come se dicesse sempre SI, perchè dipende totalmente dai desideri di chi lo usa, ma il discorso vale per qualsiasi oggetto; nel momento in cui io mi oppongo ad una richiesta è come se dicessi: "Io voglio qualcosa di diverso da te perchè sono una persona libera, non un oggetto senza personalità", di conseguenza è l'opposizione che mi determina.
Ne consegue che è proprio nella relazione conflittuale che la mia volontà si rafforza e si afferma, ovviamente il conflitto deve arrivare ad una risoluzione, ma se mi limito ad acconsentire agli altri mi riduco ad una specie di robot pensante. E' corretto il mio ragionamento?

Ma se tu ti "opponi" per partito preso fai la stessa cosa di chi dice sempre si (così come nella tua descrizione sopra)
Due facce ma della stessa medaglia.
La liberta secondo me va oltre questa dicotomia
acquario69 is offline  
Vecchio 11-09-2014, 18.18.35   #7
Galvan 1224
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Riferimento: La libertà consiste nella negazione?

Leggendo su Wiki una carrellata (limitatissima ma autorevole) di opinioni in merito, confrontate con gli interventi sin qui postati, mi par si possa riassumere la questione (libertà) in:

• libertà è quando si può negare

• quando “dipende dai casi (sì e no)”

• “la libertà dell'uomo non è altro che la capacità di accettare la legge della necessità che domina l'universo (Spinoza) “ (abnegazione di sé, in sostanza dir di sì a qualcos’altro).


Tra tutto quel che ho letto su Wiki, tuttavia m’aggrada il seguente brano:

... Leibniz osservava che "...quando si discute intorno alla libertà del volere o del libero arbitrio, non si domanda se l'uomo possa far ciò che vuole, bensì se nella sua volontà vi sia sufficiente indipendenza"

Per comprender meglio cosa s’intenda per “indipendenza”, poiché nell’esprimersi comune dir “indipendente” par sinonimo di “libero”, riporto (sempre Wiki):

L'indipendenza è la situazione in cui un Paese non è sottomesso all'autorità di un altro.
Si distingue dall'autonomia, nella quale continuano a esistere dei vincoli istituzionali tra i due territori, tramite i quali uno può avere potere decisionale su determinate materie (competenza) e il centralismo, in cui il potere centrale possiede tutte le competenze.
L'indipendenza può essere lo status iniziale di una nazione emergente (spesso riempiendo un vuoto politico), ma è spesso un'emancipazione da un potere come ad esempio il colonialismo o l'imperialismo.
L'indipendenza può essere ottenuta per decolonizzazione, o per separazione o smembramento.


Sostituendo “Paese” con “persona” (nel caso “nazione emergente” equivale a “nuovo nato...”) si ottengono interessanti parallelismi.

Ma per dar riscontro dell’apprezzata (da me) citazione di Leibniz trovo migliore la seguente:

L'indipendenza è la fiducia nella propria volontà e nelle proprie decisioni.
(Charlotte, riferendo un pensiero del Dr. Jaquith – dal film Perdutamente tua, del 1942, regia di Irving Rapper.)


Concludendo: che sia no, sì e no oppure sì, ritengo che libertà sia avere (e provare) fiducia che quanto facciamo sia quello che possiamo fare in una data situazione.


un saluto
Galvan 1224 is offline  
Vecchio 11-09-2014, 19.33.30   #8
Duc in altum!
Ospite abituale
 
Data registrazione: 14-11-2012
Messaggi: 919
@Socrate 78

Forse sarà masochista servire l'altro, ma per chi la verità, e quindi la libertà ("la verità vi renderà liberi”), risiede nell'amore, nella carità, l'abnegazione del proprio Io è obbligatoria, altrimenti non è amore, ma sentimento, passione, ideologia, calesse.

Per questo, inizialmente, ho chiesto cosa vogliamo intendere per Libertà? ...perché ci si sente prigionieri anche senza catene ai polsi?



Pace &Bene

Ho incontrato questo conciso esposto che evidenzia le innumerevoli accezioni di Libertà:

Opinioni sulla libertà

Alcuni, con il termine di libertà, intendono quei valori che la democrazia promette, come ad esempio la libertà di parola e la libertà di scelta del luogo di residenza e della professione. Per altri libertà significa prendere l'auto o l'aereo per recarsi in un'altra nazione. Alcuni, con il termine libertà, intendono la possibilità di svincolarsi da tutte le leggi e il diritto all'anarchia. Altri ancora credono che la vera libertà consista nel fatto che ognuno sia libero da ogni responsabilità. Poi ci sono ancora coloro che con il concetto di libertà vogliono svincolarsi da tutte le restrizioni morali.
Per Aristotele, la libertà (privilegio dei cittadini greci), significava abbandonarsi all'ozio sulle spalle degli schiavi. Nel XVI secolo, le prostitute erano definite «donne libere». Rousseau non aveva torto quando affermava: «L'uomo è nato libero eppure giace ovunque in catene.» E Goethe disse: «L'uomo non è nato per essere libero, e per il nobile non c'è fortuna maggiore che servire un principe che egli onora.» Heine compose queste sarcastiche rime: «Il servo nell'osteria di sera ama cantare un canto di libertà: esso aiuta la digestione e aromatizza le bevande.» Per il riformatore Martin Lutero la libertà significava «farsi servi volontariamente ».


E tu, sei già libero?

Ultima modifica di maral : 13-09-2014 alle ore 08.56.32.
Duc in altum! is offline  
Vecchio 11-09-2014, 22.23.56   #9
Jacopus
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Data registrazione: 09-08-2014
Messaggi: 86
Riferimento: La libertà consiste nella negazione?

La libertà non consiste nella negazione, a mio parere. Condivido quello che ha detto prima Acquario. In psicologia questo atteggiamento viene definito "reattivo", ovvero quando uno stimolo viene imposto esclusivamente con la forza o in modo più o meno violento/seduttivo, il soggetto trova di solito due soluzioni: o si adegua e indossa quello che viene definito "falso sé" (ovvero "il bravo ragazzo") o diventa reattivo e per imporre la propria identità negata si oppone per "partito preso", ma in questo modo non fa altro che ripetere per altre vie la coartazione che lo ha danneggiato nel passato.

La libertà è un concetto polisemantico, intriso di storia e sostanzialmente ambivalente come tutti i concetti più studiati dall'umanità. In molti casi è solo una illusione, se considerata in un'ottica individualistica. In altri è pura demagogia.

Faccio un esempio per rappresentare cosa significa per me "libertà". In Francia non si sono verificati fenomeni di contestazione rispetto alla ferrovia ad alta velocità che dovrebbe collegare Lione a Torino. Perché non è accaduto quello che è successo in Val di Susa?
Perché le popolazioni dove doveva passare la ferrovia è stata ascoltata e sono state date in cambio delle sovvenzioni o altre comodità per ricambiare il disagio del passaggio della ferrovia e relativi cantieri.
In Italia si è dato per scontato che il "progresso" doveva essere accettato senza alcuna contrattazione e le conseguenze sono la tipica guerriglia all'italiana.
Creare il consenso intorno all'opera significava "lavorare seriamente con i valligiani interessati", "essere in grado di corrispondere degli emolumenti", ed anche poter disporre di fondi adeguati (quindi la libertà è collegata anche alla onestà media di una società).
In sostanza la libertà si esprime solo se si è disponibili a "sudare" per essa. Non è qualcosa di anarchico o di "mano invisibile", nè tanto meno una opposizione sterile. E' la gestione seria della cosa pubblica e del suo legame inscindibile con la cosa privata.
La libertà si manifesta pertanto tanto più laddove la società è armoniosa ed integrata e tanto meno dove essa è attraversata da rancori, conflitti e incomprensioni e gestione autoritaria del potere.
Questo almeno nella nostra epoca. In altre epoche la libertà era ben altra cosa. Ciò che distingue soprattutto la libertà moderna da quella degli antichi è che non è più un gioco a somma zero. La mia libertà non è tale in quanto vi è la tua schiavitù, ma si sviluppa a partire dalla libertà di tutti, proprio perché "teoricamente" non esiste più la condizione di "servo".
Da una situazione di "negazione" (Val di Susa), è auspicabile passare ad una situazione di "contrattazione" (Francia), dove ognuno ovviamente deve scendere a compromesso con le ragioni dell'altro, poiché in società non esiste l'accordo perfetto.
Jacopus is offline  
Vecchio 12-09-2014, 09.00.49   #10
altamarea
Ospite abituale
 
Data registrazione: 10-02-2008
Messaggi: 90
Riferimento: La libertà consiste nella negazione?

Nelle relazioni sociali è necessario accettare il superiore ruolo delle regole e delle strutture ordinate a promuovere il bene comune, e pertanto a difendere la libertà umana. Tali regole non limitano la libertà, al contrario, la promuovono, quando proibiscono comportamenti contro il bene comune.

Nel nome della libertà deve esserci una correlazione fra diritti e doveri, con cui ogni persona è chiamata ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte, fatte in conseguenza dell’entrata in rapporto con gli altri.

Nella “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” c’è la convergenza di tradizioni religiose e culturali e i diritti umani sono presentati come sostrato etico delle relazioni.

E’ libertà la capacità di distinguere il bene dal male, il discernimento è una virtù indispensabile.
altamarea is offline  

 



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