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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 13-03-2015, 14.54.46   #21
alberto78
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Riferimento: morte o vita..

Da diverso tempo ho pensieri su queste cose e ciò mi ha spinto a cercare un forum che affrontasse l'argomento.
Innanzitutto parto dall'assunto che un essere umano esiste ed è sè stesso perchè ha i suoi ricordi che gli danno un'identità. Senza ricordi un uomo non sarebbe più sè stesso (non saprebbe chi è) e quindi non esiterebbe in quanto tale. Sarebbe semplicemente un'altra persona.
In genere noi occidentali partiamo poi dal fatto che prima della nascita non esistevamo, perchè non ne abbiamo ricordi (e a dirla tutta i nostri primi ricordi sono ben successivi alla nostra nascita).
In alcune religioni che credono nella reincarnazione, invece (vedi buddismo) si ritiene che l'anima dopo la morte trasmigri in nuovi corpi (che siano di uomo o animale); in quest'ultimo caso io comunque dico che alla fine se un'anima dovesse realmente reincarnarsi con un reset della sua identità, vuol dire che comunque l'essere a cui prima questa dava la vita è morto, nel senso che la sua identià è persa. Quello che rinasce è un'altro essere, anche se ha la vecchia anima.
Comunque tornando a noi e al fatto che diamo per assodato: noi prima della nascita non esistevamo.
Ora: sarà più probabile che dopo la morte torni ad esserci il nulla, no?!
Del resto le esperienze di pre-morte sono esclusive di pochi e la scienza le spiega come una auto illusione del cervello.
Inoltre il nulla, il non esistere, ossia la non coscienza di sè, c'è già mentre siamo vivi: un sonno senza sogni, un'anestesia totale (io l'ho provata due volte ed è: esisti, bam non ci sei più, bam ci sei di nuovo), uno svenimento. Tutto mi fa propendere perchè uno, quando muore, semplicemente si addormenta per sempre.
Inoltre chiedo: i malati mentali? Quando muoiono, se poi rivivono in un ipotetico aldilà, rinsaviscono?
Oppure le persone dotate di pesanti deficit psichici?
A me (nato in una famiglia ultra cattolica) tutto fa sembrare che alla fine la vita (e il nostro io) si riduca a chimica ed elettricità. Ho sperimentato sulla mia pelle come la carenza di determinate sostanze nel cervello ti rendano completamente diverso e questo non solo mi ha spaventato molto, ma mi ha fatto riflettere su come alla fine il carattere di una persona e il "come è" sia dato da pura chimica.
Hanno ragione i nichilisti, quindi?
C'è qualcosa dentro che spinge forte perchè io neghi questo. La vita deve avere un senso e un proseguio, ci deve essere un Dio. Se non altro, la vita stessa, inteso il passaggio dalla materia alla cellula, come è avvenuto? Quale sciuntilla l'ha causato?
E prima del Big Bang cosa c'era?
Ma se invece fosse tutto dettato dal caso? Se davvero la vita non avesse un senso?
Trovo spaventosa questa cosa, anche perchè la trovo razionalmente probabile.
La vita frutto del caso. Noi semplicemente animali ultra evoluti, ma nient'altro. Prima e dopo la nostra esistenza terrena: il nulla.
Nessuno che ci aiuta quando preghiamo, semplicemente il caso che va in un verso o nell'altro. Nessuna giustizia ultraterrena per chi fa del bene o del male.
E tra l'altro: nessuna spiegazione a queste domande. Mai.
alberto78 is offline  
Vecchio 15-03-2015, 00.28.51   #22
and1972rea
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Riferimento: morte o vita..

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Originalmente inviato da alberto78
Da diverso tempo ho pensieri su queste cose e ciò mi ha spinto a cercare un forum che affrontasse l'argomento.
Innanzitutto parto dall'assunto che un essere umano esiste ed è sè stesso perchè ha i suoi ricordi che gli danno un'identità. Senza ricordi un uomo non sarebbe più sè stesso (non saprebbe chi è) e quindi non esiterebbe in quanto tale. Sarebbe semplicemente un'altra persona.
In genere noi occidentali partiamo poi dal fatto che prima della nascita non esistevamo, perchè non ne abbiamo ricordi (e a dirla tutta i nostri primi ricordi sono ben successivi alla nostra nascita).
In alcune religioni che credono nella reincarnazione, invece (vedi buddismo) si ritiene che l'anima dopo la morte trasmigri in nuovi corpi (che siano di uomo o animale); in quest'ultimo caso io comunque dico che alla fine se un'anima dovesse realmente reincarnarsi con un reset della sua identità, vuol dire che comunque l'essere a cui prima questa dava la vita è morto, nel senso che la sua identià è persa. Quello che rinasce è un'altro essere, anche se ha la vecchia anima.
Comunque tornando a noi e al fatto che diamo per assodato: noi prima della nascita non esistevamo.
Ora: sarà più probabile che dopo la morte torni ad esserci il nulla, no?!
Del resto le esperienze di pre-morte sono esclusive di pochi e la scienza le spiega come una auto illusione del cervello.
Inoltre il nulla, il non esistere, ossia la non coscienza di sè, c'è già mentre siamo vivi: un sonno senza sogni, un'anestesia totale (io l'ho provata due volte ed è: esisti, bam non ci sei più, bam ci sei di nuovo), uno svenimento. Tutto mi fa propendere perchè uno, quando muore, semplicemente si addormenta per sempre.
Inoltre chiedo: i malati mentali? Quando muoiono, se poi rivivono in un ipotetico aldilà, rinsaviscono?
Oppure le persone dotate di pesanti deficit psichici?
A me (nato in una famiglia ultra cattolica) tutto fa sembrare che alla fine la vita (e il nostro io) si riduca a chimica ed elettricità. Ho sperimentato sulla mia pelle come la carenza di determinate sostanze nel cervello ti rendano completamente diverso e questo non solo mi ha spaventato molto, ma mi ha fatto riflettere su come alla fine il carattere di una persona e il "come è" sia dato da pura chimica.
Hanno ragione i nichilisti, quindi?
C'è qualcosa dentro che spinge forte perchè io neghi questo. La vita deve avere un senso e un proseguio, ci deve essere un Dio. Se non altro, la vita stessa, inteso il passaggio dalla materia alla cellula, come è avvenuto? Quale sciuntilla l'ha causato?
E prima del Big Bang cosa c'era?
Ma se invece fosse tutto dettato dal caso? Se davvero la vita non avesse un senso?
Trovo spaventosa questa cosa, anche perchè la trovo razionalmente probabile.
La vita frutto del caso. Noi semplicemente animali ultra evoluti, ma nient'altro. Prima e dopo la nostra esistenza terrena: il nulla.
Nessuno che ci aiuta quando preghiamo, semplicemente il caso che va in un verso o nell'altro. Nessuna giustizia ultraterrena per chi fa del bene o del male.
E tra l'altro: nessuna spiegazione a queste domande. Mai.
Io non darei per assodato che l'unione di due gameti sancisca la nascita del nostro essere dal nulla, se così fosse vorebbe dire che qualsiasi cosa è tale per il solo fatto di consistere nella vicinanza spaziale e temporale di un certo numero di fenomeni elementari, cioè di entità non ulteriormente divisibili né attraverso lo spazio, né attraverso il tempo; ma questo sappiamo non essere vero ,da più di un secolo sappiamo che la realtà fisica ,di cui anche il nostro corpo fa parte, non può essere considerata nei termini nei quali il nostro senso comune ci porta a credere; sappiamo che intere macromolecole interferiscono con sé stesse sopraggiungendo nello stesso istante da luoghi diversi senza rispettare alcun principio di località, sappiamo ,quindi ,che le strane chimere della fisica non appartengono soltanto all'infinitamente piccolo, ma sono appannaggio reale del nostro mondo quotidiano, noi non siamo , cioè, ciò che ci par d'essere. Quindi ,concordo con te nel dire che siamo pura chimica e fisica delle particelle, ma è la stessa fisica a non sapere se prima della nostra nascita vi sia un prima per noi o dopo la nostra morte un dopo.
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Vecchio 15-03-2015, 11.05.45   #23
alberto78
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Originalmente inviato da and1972rea
Io non darei per assodato che l'unione di due gameti sancisca la nascita del nostro essere dal nulla, se così fosse vorebbe dire che qualsiasi cosa è tale per il solo fatto di consistere nella vicinanza spaziale e temporale di un certo numero di fenomeni elementari, cioè di entità non ulteriormente divisibili né attraverso lo spazio, né attraverso il tempo; ma questo sappiamo non essere vero ,da più di un secolo sappiamo che la realtà fisica ,di cui anche il nostro corpo fa parte, non può essere considerata nei termini nei quali il nostro senso comune ci porta a credere; sappiamo che intere macromolecole interferiscono con sé stesse sopraggiungendo nello stesso istante da luoghi diversi senza rispettare alcun principio di località, sappiamo ,quindi ,che le strane chimere della fisica non appartengono soltanto all'infinitamente piccolo, ma sono appannaggio reale del nostro mondo quotidiano, noi non siamo , cioè, ciò che ci par d'essere. Quindi ,concordo con te nel dire che siamo pura chimica e fisica delle particelle, ma è la stessa fisica a non sapere se prima della nostra nascita vi sia un prima per noi o dopo la nostra morte un dopo.


Io come nulla intendo che manca l'identità.
Tu parli di molecole e quindi di materia. Noi siamo fatti di materia e certamente questa non si crea e non si distrugge, ma si trasforma.
Gli atomi della materia di cui siamo formati chissà da dove vengono e chissà dove andranno.
Il problema è che noi siamo quello che siamo grazie ai nostri ricordi, come dicevo. E siamo l'insieme di impulsi elettrici e di sostanze chimiche che ci sono nel nostro cervello. Purtroppo la realtà e' questa. Basti vedere come una persona non sia più se stessa dopo un ictus che ne ha compromesso le funzioni mentali, oppure con malattie quali il morbo di Parkinson. Non sa chi è, non sa chi sono i suoi famigliari, non sa da dove viene, non ragiona ecc.
E quando muore....dovrebbe recuperare tutto?
Senza identità non c'è persona e già in vita l'identià può annichilirsi.
Prima della nascita non c'era identià. Tutto mi porta a dire che non c'è neanche dopo la morte. Le particelle di cui siamo composti certamente si disgregheranno e parte di esse potranno andare a contribuire ad altra vita. Ma noi in quanto tali non ci saremo più.
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Vecchio 15-03-2015, 15.11.14   #24
alberto78
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Riferimento: morte o vita..

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Originalmente inviato da alberto78
Parkinson.

Volevo dire Alzheimer, scusate il lapsus
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Vecchio 15-03-2015, 18.02.01   #25
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Originalmente inviato da alberto78
Io come nulla intendo che manca l'identità.
Tu parli di molecole e quindi di materia. Noi siamo fatti di materia e certamente questa non si crea e non si distrugge, ma si trasforma.
Gli atomi della materia di cui siamo formati chissà da dove vengono e chissà dove andranno.
Il problema è che noi siamo quello che siamo grazie ai nostri ricordi, come dicevo. E siamo l'insieme di impulsi elettrici e di sostaīnze chimiche che ci sono nel nostro cervello. Purtroppo la realtà e' questa. Basti vedere come una persona non sia più se stessa dopo un ictus che ne ha compromesso le funzioni mentali, oppure con malattie quali il morbo di Parkinson. Non sa chi è, non sa chi sono i suoi famigliari, non sa da dove viene, non ragiona ecc.
E quando muore....dovrebbe recuperare tutto?
Senza identità non c'è persona e già in vita l'identià può annichilirsi.
Prima della nascita non c'era identià. Tutto mi porta a dire che non c'è neanche dopo la morte. Le particelle di cui siamo composti certamente si disgregheranno e parte di esse potranno andare a contribuire ad altra vita. Ma noi in quanto tali non ci saremo più.
Certamente intendiamo entrambi la stessa cosa, l'identità , cioè l'entità fenomenica che ripete sé stessa nel continuo dello spazio e del tempo; se consideriamo tale entità come un semplice aggregato di entità elementari , allora è chiaro che ,una volta dissoltosi nella nostra immaginifica idea di spazio e di tempo, quell'insieme di particelle cesserà di rappresentare per noi un essente ; ma questo nostro modo di concepire lo spazio ed il tempo ,dentro al quale crediamo disperdersi le particelle elementari di cui pensiamo essere costituiti, è frutto del nostro senso comune, ma esso, semplicemente ,non è fisicamente plausibile. Nella realtà abbiamo constatato che queste particelle ed i loro aggregati esistono , per esempio, nello stesso istante in luoghi differenti, la loro identità prescinde dalla nostra idea di spazio e di tempo, e se questo può accadere per una molecola di fullerene, non vedo perché non debba accadere per aggregati ancor più complessi come il nostro corpo. Il fatto che tutti i miei costituenti materiali verranno un giorno dispersi nello spazio e nel tempo, intesi come concetti generati dalla mia immaginazione ,non significa automaticamente che in quelle mie fantastiche invenzioni verrà annientato tutto il mio essere. Le malattie a cui tu accenni non possono costituire una prova della coincidenza fra la nostra identità ed il nostro corpo per come lo conosciamo; così come un'avaria all'impianto elettrico di una automobile non dimostra alcuna coincidenza con le intenzioni di chi la conduce.
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Vecchio 16-03-2015, 12.53.45   #26
alberto78
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Riferimento: morte o vita..

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Originalmente inviato da and1972rea
Certamente intendiamo entrambi la stessa cosa, l'identità , cioè l'entità fenomenica che ripete sé stessa nel continuo dello spazio e del tempo; se consideriamo tale entità come un semplice aggregato di entità elementari , allora è chiaro che ,una volta dissoltosi nella nostra immaginifica idea di spazio e di tempo, quell'insieme di particelle cesserà di rappresentare per noi un essente ; ma questo nostro modo di concepire lo spazio ed il tempo ,dentro al quale crediamo disperdersi le particelle elementari di cui pensiamo essere costituiti, è frutto del nostro senso comune, ma esso, semplicemente ,non è fisicamente plausibile.

perchè non è fisicamente plausibile?

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Originalmente inviato da and1972rea
Nella realtà abbiamo constatato che queste particelle ed i loro aggregati esistono , per esempio, nello stesso istante in luoghi differenti, la loro identità prescinde dalla nostra idea di spazio e di tempo, e se questo può accadere per una molecola di fullerene, non vedo perché non debba accadere per aggregati ancor più complessi come il nostro corpo.

Intendi che ci sono nello stesso istante identiche molecole in luoghi differenti?
Perchè non vedo altra spiegazione a quanto dici. Ma una data e singola molecola è in un determinato spazio e in quello soltanto.
Ci saranno altre molecole a lei identiche (ma che non sono lei) che andranno ad occupare altri spazi nel medesimo tempo.
E premesso che la particella elementare non è la molecola ma l'atomo e che quindi anche la molecola di fullerene se si disgregherà, non sarà più sè stessa ed andrà a formare altri composti totalmente differenti, trovo che un discorso che non tenga conto della complessità non regga.

Il fattore principale è invece proprio la complessità. E la complessità allo stato inspiegabile, che genera la vita.
L'inspiegabilità di tale fenomeno è la speranza che esista un Dio. Quindi la possibilità di una vita ultraterrena risiede nell'impossibilità di dare spiegazione a queste due domande:

- Cosa c'era prima del Big Bang?
- Cosa ha dato la scintilla alla materia creando la vita?

Ed è soprattutto quest'ultimo fattore da considerare.
Perchè noi non siamo molecole di fullerene ma siamo complessi esseri viventi. Nella nostra complessità i nostri simili, le altre "molecole", sono gli altri esseri umani. Una semplice molecola avrà nello stesso tempo altre molecole che non sono lei, in diverse parti di spazio, come noi abbiamo i nostri simili. Una molecola, materia inanimata, ha i suoi simili identici a sè. I nostri simili sono invece totalmente differenti da noi.
In entrambi i casi si parla comunque di entità differenti.

E poi torniamo al discorso di base da cui si sta divagando: la materia non è vita.
Già la vita nelle forme elementari può non avere coscienza di sè, figuriamoci la materia.
Materia che noi torneremo ad essere, disgregandoci, una volta morti.

Per me le due domande sopra sono l'unica speranza. La razionalità di quello che come ho detto accade già su questa terra e del fatto che un uomo comincia ad esistere per sè da quando ci sono i suoi ricordi, non danno altro risultato che alla nostra morte noi cesseremo di esistere.
Per fortuna (mi viene da dire) non ho prove di questo e spero che non sia così. Ma la razionalità e le esperienze mi portano a dire che se esiste il non essere un'entità senziente già in questa vita e che è prima della nostra nascita non esistiamo, figuriamoci dopo la nostra morte.

Ovviamente non ho dimostrazioni. Non si può dimostrare nulla.
Semplicemente la vedo come purtroppo molto plausibile.

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Il fatto che tutti i miei costituenti materiali verranno un giorno dispersi nello spazio e nel tempo, intesi come concetti generati dalla mia immaginazione ,non significa automaticamente che in quelle mie fantastiche invenzioni verrà annientato tutto il mio essere.

Io parto dal concetto che una persona è sè stessa perchè ha determinati ricordi. Se le togli quelli non è più sè stessa, ma diventa qualcos'altro. Diventa un'altro essere. Non sa più chi è, non sa più da dove viene.
Anche ammesso che esista un'anima e che un'essere non venga annientato dalla morte ma perda solo i suoi ricordi, di fatto con la perdita di questi morirebbe un'identità. E quando muore un identità una persona non esite più.

Ma ammettiamo anche che una coscienza si possa duplicare. Avete presente il sogno di alcuni di poter "salvare" la propria memoria e mente su un computer?
Io dico però se tu salvi la tua mente su un computer, esisterà un altro te che vivrà, ma non sarai tu.
Tu in quanto te stesso morirai. La mente del computer sarà un altro te, un tuo duplicato, ma non te stesso. Potrebbe essere te stesso se tu avessi coscienza di entrambi, ma tu avrai sempre e solo coscienza di te stesso mentre il computer con la tua mente avrà solo coscienza di sè.


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Originalmente inviato da and1972rea
Le malattie a cui tu accenni non possono costituire una prova della coincidenza fra la nostra identità ed il nostro corpo per come lo conosciamo; così come un'avaria all'impianto elettrico di una automobile non dimostra alcuna coincidenza con le intenzioni di chi la conduce.

Gli stati o le malattie a cui ho accennato dimostrano che un'identità può essere annichilita anche mentre il corpo è ancora in vita. E che quindi la morte intesa come il nulla della coscienza sia, non dimostrabile, ma ampiamente probabile.
L'esempio dell'automobile credo tu lo faccia come indicativo di un malato mentale che (in quanto anima "conducente" di un corpo) vorrebbe ragionare correttamente ma non può farlo perchè imbrigliato in un cervello malato che non glielo permette. Ma presumerebbe che una volta morti e dismesso il corpo, ridiventato pura anima, uno riprenda a ragionare correttamente? No, non lo trovo plausibile.
Rimane invece il fatto che chi va in coma o sviene e poi si risveglia, non ti dice "ero in coma e nel frattempo pensavo di svegliarmi ma non ci riuscivo" ma semplicemente smette di essere per tutto il perdurare di quello stato.

Esistono le esperienze di pre-morte, ma la scienza dice appunto: sono di PRE-morte.
Un morto, morto davvero, non è mai tornato a raccontare nulla.
Le NDE (near death experiences) sono immagini che chi è stato molto vicino alla morte dice di aver visto e che garantisce essere assolutamente reali.
Il problema è che la scienza le può spiegare come stati allucinatori creati dal cervello. Anche chi assume droghe allucinogene può avere esperienze assolutamente similari.
alberto78 is offline  
Vecchio 16-03-2015, 20.19.01   #27
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Riferimento: morte o vita..

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perchè non è fisicamente plausibile?



Intendi che ci sono nello stesso istante identiche molecole in luoghi differenti?
Perchè non vedo altra spiegazione a quanto dici. Ma una data e singola molecola è in un determinato spazio e in quello soltanto.
Ci saranno altre molecole a lei identiche (ma che non sono lei) che andranno ad occupare altri spazi nel medesimo tempo.
E premesso che la particella elementare non è la molecola ma l'atomo e che quindi anche la molecola di fullerene se si disgregherà, non sarà più sè stessa ed andrà a formare altri composti totalmente differenti, trovo che un discorso che non tenga conto della complessità non regga.

Il fattore principale è invece proprio la complessità. E la complessità allo stato inspiegabile, che genera la vita.
L'inspiegabilità di tale fenomeno è la speranza che esista un Dio. Quindi la possibilità di una vita ultraterrena risiede nell'impossibilità di dare spiegazione a queste due domande:

- Cosa c'era prima del Big Bang?
- Cosa ha dato la scintilla alla materia creando la vita?

Ed è soprattutto quest'ultimo fattore da considerare.
Perchè noi non siamo molecole di fullerene ma siamo complessi esseri viventi. Nella nostra complessità i nostri simili, le altre "molecole", sono gli altri esseri umani. Una semplice molecola avrà nello stesso tempo altre molecole che non sono lei, in diverse parti di spazio, come noi abbiamo i nostri simili. Una molecola, materia inanimata, ha i suoi simili identici a sè. I nostri simili sono invece totalmente differenti da noi.
In entrambi i casi si parla comunque di entità differenti.

E poi torniamo al discorso di base da cui si sta divagando: la materia non è vita.
Già la vita nelle forme elementari può non avere coscienza di sè, figuriamoci la materia.
Materia che noi torneremo ad essere, disgregandoci, una volta morti.

Per me le due domande sopra sono l'unica speranza. La razionalità di quello che come ho detto accade già su questa terra e del fatto che un uomo comincia ad esistere per sè da quando ci sono i suoi ricordi, non danno altro risultato che alla nostra morte noi cesseremo di esistere.
Per fortuna (mi viene da dire) non ho prove di questo e spero che non sia così. Ma la razionalità e le esperienze mi portano a dire che se esiste il non essere un'entità senziente già in questa vita e che è prima della nostra nascita non esistiamo, figuriamoci dopo la nostra morte.

Ovviamente non ho dimostrazioni. Non si può dimostrare nulla.
Semplicemente la vedo come purtroppo molto plausibile.



Io parto dal concetto che una persona è sè stessa perchè ha determinati ricordi. Se le togli quelli non è più sè stessa, ma diventa qualcos'altro. Diventa un'altro essere. Non sa più chi è, non sa più da dove viene.
Anche ammesso che esista un'anima e che un'essere non venga annientato dalla morte ma perda solo i suoi ricordi, di fatto con la perdita di questi morirebbe un'identità. E quando muore un identità una persona non esite più.

Ma ammettiamo anche che una coscienza si possa duplicare. Avete presente il sogno di alcuni di poter "salvare" la propria memoria e mente su un computer?
Io dico però se tu salvi la tua mente su un computer, esisterà un altro te che vivrà, ma non sarai tu.
Tu in quanto te stesso morirai. La mente del computer sarà un altro te, un tuo duplicato, ma non te stesso. Potrebbe essere te stesso se tu avessi coscienza di entrambi, ma tu avrai sempre e solo coscienza di te stesso mentre il computer con la tua mente avrà solo coscienza di sè.




Gli stati o le malattie a cui ho accennato dimostrano che un'identità può essere annichilita anche mentre il corpo è ancora in vita. E che quindi la morte intesa come il nulla della coscienza sia, non dimostrabile, ma ampiamente probabile.
L'esempio dell'automobile credo tu lo faccia come indicativo di un malato mentale che (in quanto anima "conducente" di un corpo) vorrebbe ragionare correttamente ma non può farlo perchè imbrigliato in un cervello malato che non glielo permette. Ma presumerebbe che una volta morti e dismesso il corpo, ridiventato pura anima, uno riprenda a ragionare correttamente? No, non lo trovo plausibile.
Rimane invece il fatto che chi va in coma o sviene e poi si risveglia, non ti dice "ero in coma e nel frattempo pensavo di svegliarmi ma non ci riuscivo" ma semplicemente smette di essere per tutto il perdurare di quello stato.

Esistono le esperienze di pre-morte, ma la scienza dice appunto: sono di PRE-morte.
Un morto, morto davvero, non è mai tornato a raccontare nulla.
Le NDE (near death experiences) sono immagini che chi è stato molto vicino alla morte dice di aver visto e che garantisce essere assolutamente reali.
Il problema è che la scienza le può spiegare come stati allucinatori creati dal cervello. Anche chi assume droghe allucinogene può avere esperienze assolutamente similari.
Non intendo affatto che due molecole identiche si trovano in luoghi differenti nello stesso istante, la fisica ci dice, e l'esperimento di Young applicato agli elettroni e ad alcuni tipi di macromolecole lo dimostra ( riguardo a questo ,l'esperimento mentale della mitragliatrice di Dirac è assai chiarificatore), che la stessa molecola nello stesso istante può trovarsi in luoghi differenti a tal punto da poter interferire con sé stessa provenendo da direzioni diverse dello spazio come se fosse un'onda; quindi, non solamente i fotoni o altre chimeriche entità del microcosmo seguono le leggi della meccanica quantistica, ma pure aggregati complessi della materia fanno lo stesso, compresi noi stessi. Questo implica che il nostro corpo , cioè il nostro cervello con tutte le sue funzioni, non si trova hic et nunc, potrebbe trovarsi in molti luoghi del reale , ed interagire con sé stesso in molti modi diversi pur mantenendo inalterati i propri stati riferiti alla memoria o altro...
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Vecchio 17-03-2015, 19.17.34   #28
Coscienza
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Riferimento: morte o vita..

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Originalmente inviato da jolly666
Gli ultimi studi sembrano accreditare una specie di vita ultra terrena, sembra che la coscienza continui a vivere in altre dimensioni, tanti Pasienti dopo un arresto cardiaco e dichiarati morti clinicamente, descrivono un viaggio ultracorporeo
Scemenze.
Se mi faccio una canna e vedo X, non significa che X esiste.
Se faccio un sogno, quando mi sveglio non significa che il sogno fosse vero.
Se tornando a vivere dopo un arresto cardiaco il cervello mi dice che nel frattempo ha visto X, devo prenderlo sul serio tanto quanto una puntata di Mistero.
Coscienza is offline  
Vecchio 18-03-2015, 16.19.31   #29
jolly666
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Riferimento: morte o vita..

Ciao Coscienza..guarda che gli scienziati non sono come i cattolici che si pronunciano cosìtanto per dire..fanno studi accurati e dopo aver verificato 1000 volte e in 1000 modi diversi poi si pronunciano...pensa che il Bosone di higgs, lo avevano individuato ggiàda 5 anni ma lo hanno dato per certo solo due anni fa, dopo mille prove fatte...detto questo che quando si pronunciano gli scienziati non sono cchiacchiere da bar..ti dico come sono arrivati a scoprire il dopo morte..tante persone con arresto cardiaco ricordano cose vere e presenti che non potevano ricordare o sapere in quanto morte..tipo cosa hanno detto i medici, che camice avevano che tipo di macchinario hanno usato per rrianimare ecc ecc, cose che non potevano sapere inquanto morti, cuore non batteva sangue non scorreva e attività celebrale assente..visto questi dati hanno deciso di fare alcuni esperimenti sugli animali (lo so non è giusto) cmq hanno sottoposto alcune specie di animali differenti ad arresto cardiaco volontario cioè glielo procuravano di proposito, mentre gli procuravano questo infarto erano sottoposti a raggi X, Pet ecc. Per vedere cosa succedeva dopo che erano morti..questo esperimento non lo avevano mai provato perché abbiamo sempre dato per scontato che dopo non ci sia niente..invece anche da quest'ultimi esperimenti, ne è venuto fuori che qualcosa all'interno del corpo dopo morti continua ad esistere..si pensa sia la coscienza..in più la fisica quantistica avvalora queste scoperte anzi danno per scontato che esiste amoanche prima esistiamo da quando eè nato l'universo e esiste remoanche dopo..nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si trasforma, naturalmente col ccorpo fisicoabbiamo esperienza che riusciamo a memorizzare..ed eè solo per questo che percepiamo passato futuro e presente se non avessimo memoria vivremosempre nel presente..non ci rricorderemoneanche cosa eè successo un secondo fa..non ricorderemoche cc'è il giorno e la notte, non ricorderemo niente..prima del corpo fisico e dopo il corpo fisico c'è qualcosa che continua ad esistere, ma privo di memoria inquanto la memoria è una prerogativa del corpo fisico..quindi non ricordiamo niente ne del prima ne nel dopo..
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Vecchio 18-03-2015, 19.56.10   #30
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Originalmente inviato da Coscienza
Scemenze.
Se mi faccio una canna e vedo X, non significa che X esiste.
Se faccio un sogno, quando mi sveglio non significa che il sogno fosse vero.
Se tornando a vivere dopo un arresto cardiaco il cervello mi dice che nel frattempo ha visto X, devo prenderlo sul serio tanto quanto una puntata di Mistero.
Ok, ma quando un cervello che monitorato strumentalmente non poteva sentire, vedere, e soprattutto pensare, al suo risveglio , appena sveglio ,descrive minuziosamente fatti ed eventi successi non solo intorno a lui nei momenti della sua latenza, ma anche lontano da lui, be'...qualche domandina persino un bravo mentalista comincia a porsela...
and1972rea is offline  

 



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