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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 23-03-2015, 10.34.49   #41
alberto78
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Data registrazione: 13-03-2015
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Riferimento: morte o vita..

Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
** scritto da alberto:



Scusa ma non si comprende bene (almeno per me) il timore de che?!

Il timore che tutto sia finito qui, che la vita non abbia un proseguio e quindi neanche un senso.
Che se tu faccia del bene o del male alla fine sia lo stesso.
Timore forse è una parola sbagliata. E' più una profonda amarezza.
Mi sento ampiamente sconfortato a pensarlo.

Certo se uno alla fine quando muore finisce di esistere, non saprà, non soffrirà. Ma a me pensare che tutto si esaurisca con questa vita terrena mi inorridisce. Specie perchè ultimamente attorno a me vedo solo sofferenza. Allora era meglio non essere mai esistiti.
Mentre se ci fosse un aldilà almeno ci sarebbe speranza.
alberto78 is offline  
Vecchio 23-03-2015, 10.42.39   #42
alberto78
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Data registrazione: 13-03-2015
Messaggi: 12
Riferimento: morte o vita..

Citazione:
Originalmente inviato da Coscienza
Una ipotetica anima avrebbe comunque bisogno del cervello per poter pensare, rendersi conto, aver memoria, realizzare d'esistere.
La memoria svanisce con la morte, quindi un'eventuale anima sarebbe anch'essa l'equivalente del nulla. Che ci sia un'anima o meno, è come se non cambi niente. A meno che quest'anima, dopo la morte del cervello, non vada ad appropriarsi di un altro cervello, o di una qualsiasi cosa che possa manifestare coscienza. Ma questo non lo possiamo sapere. Non lo possiamo sapere nemmeno vivendo una NDE, visto che dopo l'esperienza tutto quanto viene reinfilato di forza "dentro il cervello" e quindi modificato secondo i processi del pensiero, che appartengono unicamente al cervello, a qualcosa di cioè fisico e non direttamente metafisico.
In altre parole l'anima, separata dal cervello, non può portarsi dietro le informazioni. L'anima non conosce il linguaggio, ne fa solamente esperienza passiva.

Perciò tutte le cose raccontate da coloro che hanno vissuto una NDE, sono esperienze del reale, in senso limitativo: non sono esperienze del trascendente. Sono esperienze reali allo stesso modo in cui i sogni sono reali. Nè i sogni nè le NDE sono trascendenti, sono fenomeni del cervello.
Il trascendente rimane indagabile perché estraneo al linguaggio.

Dire che l'anima separata dal cervello non può portarsi dietro informazioni è esprimere un assunto e sinceramente non so come tu lo possa fare. Dai questi concetti come fossero la verità, le dai per assodate, mentre ritengo siano semplicemente tue convinzioni. La tua verità.
Alla fine è una fede che tu hai in queste affermazioni, come quella del cattolico che crede nel paradiso. Alla fine sono sullo stesso piano.
alberto78 is offline  
Vecchio 23-03-2015, 10.44.36   #43
alberto78
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Data registrazione: 13-03-2015
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Riferimento: morte o vita..

Citazione:
Originalmente inviato da and1972rea
...Oppure potrebbe essere che il cervello sia solo una piccola parte dell'anima, una sorta di particella periferica, se si spegne il monitor di un computer che rimane acceso ,non si può affermare che le memorie di quella macchina svaniscano nel buio di uno schermo periferico.
La scienza non è mai riuscita a ridurre la materia ai termini elementari, è chiaro che lo stesso vale per il nostro cervello che non può essere ridotto alle sole particelle che conosciamo oggi.


Però se la nostra memoria è paritetica alla ram di un pc, quando spegni il pc la ram viene cancellata.
Quando muori spegni il monitor o spegni il PC?
Questa è la domanda.
alberto78 is offline  
Vecchio 23-03-2015, 14.44.06   #44
Duc in altum!
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Data registrazione: 14-11-2012
Messaggi: 919
Riferimento: morte o vita..

** scritto da alberto 78:

Citazione:
Il timore che tutto sia finito qui, che la vita non abbia un proseguio e quindi neanche un senso.
Che se tu faccia del bene o del male alla fine sia lo stesso.
Timore forse è una parola sbagliata. E' più una profonda amarezza.
Mi sento ampiamente sconfortato a pensarlo.

Certo se uno alla fine quando muore finisce di esistere, non saprà, non soffrirà. Ma a me pensare che tutto si esaurisca con questa vita terrena mi inorridisce. Specie perchè ultimamente attorno a me vedo solo sofferenza. Allora era meglio non essere mai esistiti.
Mentre se ci fosse un aldilà almeno ci sarebbe speranza.

Questo dubbio (grazie per il chiarimento!) è oggettivamente impegnativo, inquietante, delicato; ma allo stesso tempo, come ogni dubbio, conduce ad affermare maggiormente da che parte schierarsi.
Per quel che riguarda la mia scelta di cattolico, posso dirti che è anche un'arma a doppio taglio, poiché credere nel prosieguo della vita e fare del bene solo in proporzione di un'eventuale ricompensa non è per niente cristiano, ma fede per convenienza: uno deve fare del bene (amare) perché è l'unica formula che ti rende davvero vivo già adesso (e non solo dopo), a differenza di chi fa male (non ama) ed è morto anche se ancora in vita (leggi discorso di Bergoglio a Scampia: il "Male" puzza, sei vivo ma imputridito come un defunto da tempo).
Un poco come chi paga le tasse per non essere multato o finire in galera, e chi le paga perché sente sia giusto contribuire, anche se la legge non è uguale per tutti.

Ma la speranza è uno ad alimentarla, essa non delude mai; la questione è che anche in questo caso si sta dando all'accezione speranza il significato che le cosa daranno frutto, che ad una causa buona risponderà un effetto buono, se faccio bene verrò premiato, altrimenti dannato per sempre, ma non è così, ossia, non significa questo il sentimento speranza, poiché se ci fosse un aldilà, la speranza ci aiuterebbe a discernere che tutto ha un senso alla luce dell'amore, anche il dubbio, anche la sofferenza, anche la profonda amarezza, anche lo sconforto, soprattutto la paura, la paura di non poterne far parte.


Pace&Bene
Duc in altum! is offline  
Vecchio 23-03-2015, 20.59.01   #45
alberto78
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Data registrazione: 13-03-2015
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Riferimento: morte o vita..

Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
** scritto da alberto 78:



Questo dubbio (grazie per il chiarimento!) è oggettivamente impegnativo, inquietante, delicato; ma allo stesso tempo, come ogni dubbio, conduce ad affermare maggiormente da che parte schierarsi.
Per quel che riguarda la mia scelta di cattolico, posso dirti che è anche un'arma a doppio taglio, poiché credere nel prosieguo della vita e fare del bene solo in proporzione di un'eventuale ricompensa non è per niente cristiano, ma fede per convenienza: uno deve fare del bene (amare) perché è l'unica formula che ti rende davvero vivo già adesso (e non solo dopo), a differenza di chi fa male (non ama) ed è morto anche se ancora in vita (leggi discorso di Bergoglio a Scampia: il "Male" puzza, sei vivo ma imputridito come un defunto da tempo).
Un poco come chi paga le tasse per non essere multato o finire in galera, e chi le paga perché sente sia giusto contribuire, anche se la legge non è uguale per tutti.

Ma la speranza è uno ad alimentarla, essa non delude mai; la questione è che anche in questo caso si sta dando all'accezione speranza il significato che le cosa daranno frutto, che ad una causa buona risponderà un effetto buono, se faccio bene verrò premiato, altrimenti dannato per sempre, ma non è così, ossia, non significa questo il sentimento speranza, poiché se ci fosse un aldilà, la speranza ci aiuterebbe a discernere che tutto ha un senso alla luce dell'amore, anche il dubbio, anche la sofferenza, anche la profonda amarezza, anche lo sconforto, soprattutto la paura, la paura di non poterne far parte.


Pace&Bene

Io parlavo del fare del bene o del male e dell'aldilà, non con l'accezione che hai inteso tu.
Capisco comunque il tuo discorso, perchè non ho spiegato la mia visione.
E' ovvio che se io faccio del bene, lo faccio perchè mi sento di agire in quel modo, non per una ricompensa ultraterrena.
Ma ti dico cosa mi piacerebbe: che chi fa del male, ma del vero male, (non scappare dopo averti strisciato il paraurti in parcheggio) una volta morto, capisca cosa ha fatto e che come ha agito è stato sbagliato. E quanto è stato sbagliato.
Non ti parlo di uno che fa del bene e premiato va in paradiso, oppure dell'assassino che va all'inferno.
Perchè magari un'assassino pentito, già su questa terra, potrà capire il male che ha causato e pentirsene amaramente. Tanto mi basta. Non voglio castighi ulteriori.
Non mi va giù però che questi jiadisti d'oggi giorno, ad esempio, uccidano in nome del loro dio persone inermi, credendo di fare del bene. Odio questa cosa. E se alla fine sia le loro vittime che loro stessi, dopo morti, diventassero parimenti nulla?
Questa possibilità la trovo atroce.
Per farla semplice, sarebbe per lo meno "bello" che dopo la morte uno si rendesse conto di che vita ha avuto. Non mi interessano le ricompense e i castighi...
La possibilità che "dopo" ci sia il nulla (e la ragione che mi dice che è così) davvero mi riempie di tristezza.
alberto78 is offline  
Vecchio 23-03-2015, 22.56.39   #46
Sariputra
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Riferimento: morte o vita..

Non c'è il nulla dopo la morte. Ma quello che avviene non è nel campo del pensiero. Il contenuto della coscienza che muore determina l'insorgere della coscienza che nasce. L'essere che ha coltivato il bene ha raffinato come un diamante la sua coscienza che, dopo la morte, cerca istintivamente nuovo calore, nuova esistenza, un nuovo grembo accogliente. Nei primi anni di vita innumerevoli ricordi della vita precedentemente vissuta divengono oggetto della coscienza. Poi, lentamente,o velocemente, sbiadiscono e l'essere si ritiene nuovamente un unicum eterno. E' l'insorgere del tiranno, dell'io/mio che non può contemplare esistenza altra da se stesso.
Colui che coltiva il male ( egoismo ) ricopre di melma e fango il diamante della sua coscienza. Così cieca , dopo la morte, essa vaga nelle tenebre. Ma anch'essa ricerca nuovamente calore,nuova esistenza,un nuovo grembo. Ma quale grembo ospita fango e melma ( non conoscenza del bene) ? Un regno animale, un regno demoniaco ?
Non sappiamo. E' aldilà del pensiero. E ancora dovrà ricominciare a ripulirsi dal sudiciume, lentamente, con affanno, ricercare la luce della sua purezza. Trovare nuovamente la possibilità di conoscere il bene e ritrovare coscienza di questo. E ritrovando il bene cercare la libertà da tutto questo nascere e morire che viene infine visto per quello che è realmente: DOLORE. Sete inestinguibile di esistere e soddisfarsi. Senza fine. Senza fine.Sete di non-esistere, di oblio, di stanchezza.Senza fine.
Coscienza che non è eterna.Come non eterne sono tutte le cose composte. Ma che tenacemente vive sino all'esaurimento delle condizioni e delle cause della sete opprimente.
Nel morire della brama d'esistere, nel placarsi della sete, non più schiavi del Tiranno io/mio allora forse, solo allora, appare l'Eterno.
Sariputra is offline  
Vecchio 24-03-2015, 08.22.03   #47
alberto78
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Riferimento: morte o vita..

Citazione:
Originalmente inviato da Sariputra
Non c'è il nulla dopo la morte. Ma quello che avviene non è nel campo del pensiero. Il contenuto della coscienza che muore determina l'insorgere della coscienza che nasce. L'essere che ha coltivato il bene ha raffinato come un diamante la sua coscienza che, dopo la morte, cerca istintivamente nuovo calore, nuova esistenza, un nuovo grembo accogliente. Nei primi anni di vita innumerevoli ricordi della vita precedentemente vissuta divengono oggetto della coscienza. Poi, lentamente,o velocemente, sbiadiscono e l'essere si ritiene nuovamente un unicum eterno. E' l'insorgere del tiranno, dell'io/mio che non può contemplare esistenza altra da se stesso.
Colui che coltiva il male ( egoismo ) ricopre di melma e fango il diamante della sua coscienza. Così cieca , dopo la morte, essa vaga nelle tenebre. Ma anch'essa ricerca nuovamente calore,nuova esistenza,un nuovo grembo. Ma quale grembo ospita fango e melma ( non conoscenza del bene) ? Un regno animale, un regno demoniaco ?
Non sappiamo. E' aldilà del pensiero. E ancora dovrà ricominciare a ripulirsi dal sudiciume, lentamente, con affanno, ricercare la luce della sua purezza. Trovare nuovamente la possibilità di conoscere il bene e ritrovare coscienza di questo. E ritrovando il bene cercare la libertà da tutto questo nascere e morire che viene infine visto per quello che è realmente: DOLORE. Sete inestinguibile di esistere e soddisfarsi. Senza fine. Senza fine.Sete di non-esistere, di oblio, di stanchezza.Senza fine.
Coscienza che non è eterna.Come non eterne sono tutte le cose composte. Ma che tenacemente vive sino all'esaurimento delle condizioni e delle cause della sete opprimente.
Nel morire della brama d'esistere, nel placarsi della sete, non più schiavi del Tiranno io/mio allora forse, solo allora, appare l'Eterno.

Questa purtroppo è solo la tua fede, ossia quello in cui TU credi...
alberto78 is offline  
Vecchio 24-03-2015, 09.15.47   #48
and1972rea
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Riferimento: morte o vita..

Citazione:
Originalmente inviato da alberto78
Come dici tu la maggior parte degli scienziati la pensa molto diversamente e gli studi di Van Lommel sono ampiamente criticati
...ma il fatto che quella maggior parte è proprio quella che non ha mai compiuto studi approfonditi nel merito della questione la dice lunga sulla solidità delle critiche mosse...
and1972rea is offline  
Vecchio 24-03-2015, 11.12.11   #49
and1972rea
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Riferimento: morte o vita..

Citazione:
Originalmente inviato da alberto78
Però se la nostra memoria è paritetica alla ram di un pc, quando spegni il pc la ram viene cancellata.
Quando muori spegni il monitor o spegni il PC?
Questa è la domanda.
... come ho scritto poco sopra, credo che noi siamo ciò che vediamo, siamo ciò che appare, siamo il fenomeno generato da una fonte reale che non conosciamo se non attraverso il monitor attraverso cui passano le informazioni sensibili ; mi sembra plausibile e molto probabile che quando ci guardiamo allo specchio non stiamo di fronte al nocciolo duro e profondo del reale, ma ci troviamo davanti alla punta di un iceberg, una componente periferica nemmeno troppo essenziale rispetto alla vera essenza reale del nostro corpo.
and1972rea is offline  
Vecchio 24-03-2015, 12.25.16   #50
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Riferimento: morte o vita..

@alberto 78

A tanti piacerebbe farsi giustizia da sé, ma sei sicuro di poter scagliare questo sasso?

Inoltre non c'è bisogno di decapitare persone per uccidere, basta non amare. Non c'è bisogno d'appartenere all'Isis, si compiono quotidianamente assassinii, omicidi e delitti nel condominio, a lavoro, in famiglia.

Normalmente quando un cattolico si confessa, rivede tutti i comandamenti pensando d'essere "fortunato" che almeno quello, il 5°: non uccidere, sia stato evitato.
Poi dopo l'esegesi, che dura quasi tre mesi, di questo solo consiglio: non uccidere, incluso nelle 10 Parole; dopo aver analizzato lealmente, ragionevolmente, interiormente questa esortazione si deduce, si arguisce che ogni volta che siamo stati indifferenti, che abbiamo negato carezze, sorrisi e attenzioni, abbiamo ucciso.
Si uccide ogni qualvolta non si ama totalmente (ma ci vuole fede per credere a questo che affermo e iniziare la confessione dicendo con vergogna: io ho ucciso).


Per quanto riguarda l'aldilà e la sua perfetta giustizia, posso dirti, per il male che io ho tanto fatto nel passato (se può servire ho iniziato a comprendere qualcosa dell'amare o sull'amore, a 40 anni), che si capisce già qui, in terra, prima di morire, e basta guardarsi intorno per osservare gioiosa povertà e demoralizzata ricchezza.
Quindi i castighi e le ricompense non c'è da aspettarsele post-mortem già sono sperimentabili, dopo saranno solo definitivi (la logica trascendente è misericordiosamente rigida).

Per l'ingiustizia umana (basta analizzare il carcere di Corona, con la libertà dei parlamentari collusi) non credo nella giustizia fai da te (sono cattolico, Cristo non si è ancora schiodato), ma nella sana lotta giornaliera per essere modello di sincerità e insegnare agli altri il valore meraviglioso dell'avere vergogna.

Se dopo c'è il Nulla, anche la tua tristezza, la tua rabbia, la tua incomprensione avrebbero lo stesso valore del Nulla (100 x 0 = 0; vita x Niente = Nulla), quindi a chi importerebbe, ma c'è l'amore che sconcerta il Nulla, e fin quando questo sentimento non sarà in vendita nei supermercati bisogna amare da morire, per sperimentare che nei confronti del Nulla, amando, io divento il Tutto.



Pace&Bene


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** "Noi vorremmo vedere subito il bene premiato e il male punito. Dio aspetta lasciando all'uomo il tempo di convertirsi e servendosi anche del demonio perché l'uomo possa dare prova di fedeltà al suo Signore".

Ultima modifica di Duc in altum! : 25-03-2015 alle ore 12.14.08.
Duc in altum! is offline  

 



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