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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 10-12-2015, 06.43.57   #11
acquario69
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Riferimento: Lettera sulla Morte

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Originalmente inviato da sgiombo
Con tutto il rispetto per il lutto che ha colpito Acquario69 e sua moglie (che mi aveva trattenuto finora dell' intervenire in questa discussione e mi mette comunque un po' a disagio nel farlo), penso che non abbia senso arrampicarsi sugli specchi con giri di parole che pretenderebbero di far sembrare (di farci illudere) che, poiché nulla si crea, nulla si distrugge, tutto diviene, la nostra propria singolare vita personale non avrebbe fine, dal momento che la vita può essere e di fatto é spesso meravigliosa malgrado la sua durata più o meno breve e comunque finita (e quando é troppo penosa si può quasi sempre mettervi fine abbastanza rapidamente).

Per me non ci sono giri di parole o arrampicate sugli specchi che tengano: la morte non é il contrario della vita, casomai é il contrario della nascita, essendo entrambe aspetti ineliminabili della vita: non ci sarebbe vita se non ci fosse morte e non ci sarebbe morte se non ci fosse vita, esattamente come non si sarebbe nascita se non ci fosse vita e non ci sarebbe vita se non ci fosse nascita.

Ma se si ha la fortuna di vivere una vita felice (il che implica anche la fortuna di saper affrontare le difficoltà e i dispiaceri affrontabili), allora non si può che essere contenti della vita malgrado la sua brevità: non ce la siamo procurata per merito nostro, e "a caval donato non si guarda in bocca"!

(Qualsiasi riferimento a Epicuro e all' epicureismo si rilevasse in queste considerazioni non sarebbe puramente casuale).

Condoglianze sincere e non di circostanza ad Acquario 69.

Innanzitutto Grazie,per le sincere condoglianze e apprezzo con altrettanta sincerità questo messaggio comprendendo benissimo un certo disagio..quindi grazie davvero!

sinceramente non e' nelle mie intenzioni fare giri di parole o illudermi per illudere,più semplicemente per me la morte non esiste perché ritengo che non siamo solo un corpo fisico ma vi sarebbe anche un anima e sopratutto lo Spirito.
anni fa lessi un libro che sicuramente mi ha cambiato e ha cambiato da quel momento in poi tutto il mio modo di vedere e in diversi capitoli spiegava come la materia altro non e' che un "astrazione",(diciamo un energia) al pari di tutto cio che la nostra mente riesce a codificare in tal senso..faceva diversi esempi come la materia analizzata al suo interno,come credo faccia la moderna fisica dimostrava che la solidità di un elemento,tipo un sasso,e' dovuto alla diversa accelerazione delle particelle atomiche (non ti saprei dire con esattezza i termini adatti)..piu queste accelerano e più ce "solidificazione" e al contrario più sono "lenti" e meno risulta solidificato…così come i raggi di una ruota se girano a velocità,talmente elevate,che noi pero non possiamo nemmeno avvertire attraverso i nostri sensi,questa ruota per noi assumerà la concreta compattezza impenetrabile (ma sempre e solo per i nostri sensi)
quello che recentemente ha scoperto la fisica moderna,lo era già in altri termini e attraverso altri modi per spiegarlo per le scienze antiche o anche Sacre.
questo può essere solo un aspetto di un tema come la morte,la nascita,la vita ecc…che non può certo esaurirsi qui,ma credo (almeno per me e' stato così) può dare spunti molto interessanti per cercare di capire le cose al di la di ogni apparenza..perche in fondo penso proprio che la nostra tendenza sia quella di valutare solo attraverso i nostri sensi,ma che questi alla fine molto spesso ci traggono in inganno
acquario69 is offline  
Vecchio 10-12-2015, 13.31.58   #12
pepe98
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Riferimento: Lettera sulla Morte

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Originalmente inviato da acquario69
se mi permetti la battuta misa che ci stiamo addentrando in un bosco fitto fitto,mentre il sole sta calando

forse per prima cosa bisognerebbe capire meglio il termine essenza ed io credo che si possano dare diverse interpretazioni a seconda del contesto,dove possono avere un eguale valenza,cercando pero di non mischiare troppe cose insieme.
e questo lo dico innanzitutto a me stesso!
l'essenza a cui io di solito faccio riferimento sarebbe quella che non può avere determinazioni possibili,al di la di qualsiasi definizione,quindi "al di la" della manifestazione..l'ineffabile.
ovviamente già che stiamo provando a parlarne non si può fare a meno di tentare una definizione,pero bisogna percio sempre tener presente che questo e' il solo modo che abbiamo,pur entrando inevitabilmente in una certa contraddizione.
allora diciamo pure che essenza in questo caso e' lo Spirito che tutto pervade e che sta "fuori e dentro" di noi simultaneamente.
mi rifaccio nuovamente a una frase del kybalion che dice:
"allo stesso modo che tutto e' nel TUTTO,il TUTTO e' in tutto."
questo Spirito e' immortale essendo infinito e la nostra condizione ci "colloca" in una prospettiva dove di questo Spirito ne abbiamo il suo riflesso,poiché e' nella nostra stessa essenza "interiore" ed e' per questo motivo che ne avvertiamo questa trasposizione
Ho interpretato male la tua idea di essenza. Tuttavia non mi è ancora chiaro lo spirito a cui ti riferisci. In che senso sta fuori e dentro di noi? Noi inteso come? Perché è infinito e immortale?
Quando parlavo di essenza mi riferivo a ció che è in grado di percepire, cioè di fare esperienza cosciente.
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Vecchio 11-12-2015, 04.11.36   #13
acquario69
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Riferimento: Lettera sulla Morte

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Originalmente inviato da Paul11
Appunto....
Non è un controsenso, il fatto certo è che esistiamo, semmai la contraddizione è pensare che finiamo nel nulla e che quindi nulla abbia senso e significato.La vita è conoscenza che può diventare sapere perchè quello Spirito deve esperire nella vita per riportarne sensi e significati per potersi ri-conoscere come Spirito.
Quindi ,questo è il mio parere, tutto è eterno nella contraddizione del divenire, del determinato, dell'imminente, poichè tutto torna allo Spirito.
O la vita trascende la stessa vita , oppure la mente umana è un suppellettile inutile, un vantaggio competitivo per gli evoluzionisti, un accomodamento esistenziale come strumento materiale di artefatti, ma soprattutto una sostanziale contraddizione in itenere, poichè la mente non smette di chiederci sensi e significati.
Il focus è il perchè siamo nel mondo, e non nelle fissità o meno dello spazio tempo.Potremmo essere in un mutiverso, ma cosa cambierebbe sostanzialmente sul "perchè esistiamo"?
Solo allora la morte è compresa come passaggio e non come fine nel nulla.


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Originalmente inviato da pepe98
Ho interpretato male la tua idea di essenza. Tuttavia non mi è ancora chiaro lo spirito a cui ti riferisci. In che senso sta fuori e dentro di noi? Noi inteso come? Perché è infinito e immortale?
Quando parlavo di essenza mi riferivo a ció che è in grado di percepire, cioè di fare esperienza cosciente.

be' ci posso pure provare a dare qualche risposta ma di certo non saranno esaurienti perché la ragione ha i suoi precisi limiti

comunque credo che le cose che mi sono venute da dire finora (appunto con tutti i limiti di cui io stesso non posso non avere!) dovrebbero dare almeno uno spunto possibile,ed e' solo partendo da questo,poiché il resto non si può spiegare ma solo intuire e li non ce spiegazione che tenga.

innanzitutto credo sia di importanza capitale evitare di raffigurarsi come entità distinte e separate (individuali)
altrimenti sarebbe come chiudersi in un vicolo cieco ma anche perché non corrisponde alla reale natura intrinseca delle cose..noi compresi,integrati ad essa!

riprendendo l'esempio delle vibrazioni si può dire che il Tutto corrisponde a tali vibrazioni e che la diversa intensità (velocità) determina i diversi livelli,dal più sottile al più denso e grossolano.
dunque non esiste un "confine",un "limite",se non per i nostri sensi,perché Tutto e' diciamo legato (Uno e simultaneo)
inoltre TUTTO E' "COSCIENZA"..lo so,frase ermetica ma per me l'unica possibile..
detto in maniera bruta quando il corpo cessa la sua esistenza,(ma che sarebbe solo una sua forma) rimane la stessa essenza,ma su un diverso piano di realtà…e che noi ora lo possiamo intendere solo così

Ultima modifica di acquario69 : 11-12-2015 alle ore 11.11.19.
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Vecchio 11-12-2015, 14.41.19   #14
pepe98
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Originalmente inviato da acquario69
be' ci posso pure provare a dare qualche risposta ma di certo non saranno esaurienti perché la ragione ha i suoi precisi limiti

comunque credo che le cose che mi sono venute da dire finora (appunto con tutti i limiti di cui io stesso non posso non avere!) dovrebbero dare almeno uno spunto possibile,ed e' solo partendo da questo,poiché il resto non si può spiegare ma solo intuire e li non ce spiegazione che tenga.

innanzitutto credo sia di importanza capitale evitare di raffigurarsi come entità distinte e separate (individuali)
altrimenti sarebbe come chiudersi in un vicolo cieco ma anche perché non corrisponde alla reale natura intrinseca delle cose..noi compresi,integrati ad essa!

riprendendo l'esempio delle vibrazioni si può dire che il Tutto corrisponde a tali vibrazioni e che la diversa intensità (velocità) determina i diversi livelli,dal più sottile al più denso e grossolano.
dunque non esiste un "confine",un "limite",se non per i nostri sensi,perché Tutto e' diciamo legato (Uno e simultaneo)
inoltre TUTTO E' "COSCIENZA"..lo so,frase ermetica ma per me l'unica possibile..
detto in maniera bruta quando il corpo cessa la sua esistenza,(ma che sarebbe solo una sua forma) rimane la stessa essenza,ma su un diverso piano di realtà…e che noi ora lo possiamo intendere solo così
Sono d'accordo sul fatto che Tutto è uno e simultaneo, se ho capito cosa intendi. Ma essendo tutto simultaneo, il corpo non cessa di esistere, perché rimane confinato in un insieme di istanti SIMULTANEI. Tutto esiste, e continuerà ad esistere come è ora, senza mutare, proprio perché non esiste un prima e un dopo, ma solo un ORA, in cui tutte le sensazioni(la totalità della coscienza esistente) sono percepite SIMULTANEAMENTE, da un unico essere, che sono Io: la coscienza stessa.
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Vecchio 12-12-2015, 23.53.12   #15
acquario69
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Originalmente inviato da pepe98
Sono d'accordo sul fatto che Tutto è uno e simultaneo, se ho capito cosa intendi. Ma essendo tutto simultaneo, il corpo non cessa di esistere, perché rimane confinato in un insieme di istanti SIMULTANEI. Tutto esiste, e continuerà ad esistere come è ora, senza mutare, proprio perché non esiste un prima e un dopo, ma solo un ORA, in cui tutte le sensazioni(la totalità della coscienza esistente) sono percepite SIMULTANEAMENTE, da un unico essere, che sono Io: la coscienza stessa.

secondo me e' un assurdità.
non può esistere un io che e' coscienza stessa,invece al contrario la coscienza e' tutto.
ma questa coscienza non e' "situata" all'interno di un io (come mi sembra che tu lo concepisci) in realtà non vi sarebbe nemmeno un "luogo" che in questo caso e' solo una riduttiva convenzione umana
e siamo di nuovo al punto di partenza,sempre di nuovo questo individualismo e questo antropocentrismo!

un esempio in questo senso può essere quello dalla mente non-locale che si manifesta in diversi modi ma che esprime un unico criterio di "funzionamento"…come dire che tutto e' mente,tutto e' coscienza.
un esempio specifico può essere quello del termiti,dove ogni singolo elemento e' in grado di esercitare in funzione di un unico piano ben preciso,percependo istantaneamente i diversi scambi come se fosse un unico organismo..un unica mente non localizzata,il termitaio in questo caso e' la mente stessa..e così e' valido anche per altri "sistemi" che non sono solo quelli degli insetti sociali,ma anche a tutto il resto.
prendi il pianeta terra,che non e' qualcosa di inerme e che sta a disposizione di noi umani per come lo sfruttiamo e lo usiamo solo secondo i nostri perversi principi,utilitaristici e autodistruttivi.
il pianeta infatti sta reagendo,esattamente come un organismo dotato di "mente" e "coscienza"..si sta ovviamente surriscaldando perché in questo modo eliminerà il virus (l'umanità) che lo sta infestando!..e lo eliminerà,giustamente direi.

poi un altra considerazione;
se tutto sarebbe contenuto nel tuo io allora non dovresti avere nemmeno la necessita di porti delle domande,oppure come hai già detto una volta di ricercare la Verita (parole tue) perché sarebbe già contenuta in te e non ci sarebbe nessun motivo che ti motiverebbe in questo senso

Ultima modifica di acquario69 : 13-12-2015 alle ore 11.53.01.
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Vecchio 13-12-2015, 13.09.15   #16
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Originalmente inviato da acquario69
secondo me e' un assurdità.
non può esistere un io che e' coscienza stessa,invece al contrario la coscienza e' tutto.
ma questa coscienza non e' "situata" all'interno di un io (come mi sembra che tu lo concepisci) in realtà non vi sarebbe nemmeno un "luogo" che in questo caso e' solo una riduttiva convenzione umana
e siamo di nuovo al punto di partenza,sempre di nuovo questo individualismo e questo antropocentrismo!

un esempio in questo senso può essere quello dalla mente non-locale che si manifesta in diversi modi ma che esprime un unico criterio di "funzionamento"…come dire che tutto e' mente,tutto e' coscienza.
un esempio specifico può essere quello del termiti,dove ogni singolo elemento e' in grado di esercitare in funzione di un unico piano ben preciso,percependo istantaneamente i diversi scambi come se fosse un unico organismo..un unica mente non localizzata,il termitaio in questo caso e' la mente stessa..e così e' valido anche per altri "sistemi" che non sono solo quelli degli insetti sociali,ma anche a tutto il resto.
prendi il pianeta terra,che non e' qualcosa di inerme e che sta a disposizione di noi umani per come lo sfruttiamo e lo usiamo solo secondo i nostri perversi principi,utilitaristici e autodistruttivi.
il pianeta infatti sta reagendo,esattamente come un organismo dotato di "mente" e "coscienza"..si sta ovviamente surriscaldando perché in questo modo eliminerà il virus (l'umanità) che lo sta infestando!..e lo eliminerà,giustamente direi.

poi un altra considerazione;
se tutto sarebbe contenuto nel tuo io allora non dovresti avere nemmeno la necessita di porti delle domande,oppure come hai già detto una volta di ricercare la Verita (parole tue) perché sarebbe già contenuta in te e non ci sarebbe nessun motivo che ti motiverebbe in questo senso

Con Io non intendo un essere infatti, ma la coscienza stessa, nel senso che non siamo esseri, ma sensazioni.
La Terra si sta surriscaldando per effetto di nostre azioni, non perché è dotata di coscienza e ció vuole eliminare; non capisco la metafora.
Parole mie? Puoi dirmi dove le hai lette? Impossibile che io abbia detto così, anche perché viene considerato male cosa sia l'Io. Tutto è dentro di me, o, meglio, tutto è me; sono le mie parti che ricercano la verità, non tutto io. Fra le mie parti ce ne sarà sicuramente qualcuna che conosce la verità, ma la maggior parte suppongo non la conoscano. Forse confondi coscienza con conoscenza: Io percepisco tutto, sono cosciente di tutto contemporaneamente, perché io sono LA coscienza. La conoscenza invece viene da memoria depositata nel corpo, e non c'è nessun corpo con tutta la conoscenza. Forse ho detto che conosco tutto, ma nel senso che lo conosco separatamente, quindi ogni mia parte conosce solo qualcosa.
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Vecchio 14-12-2015, 04.40.12   #17
acquario69
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Riferimento: Lettera sulla Morte

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Originalmente inviato da pepe98
Con Io non intendo un essere infatti, ma la coscienza stessa, nel senso che non siamo esseri, ma sensazioni.
La Terra si sta surriscaldando per effetto di nostre azioni, non perché è dotata di coscienza e ció vuole eliminare; non capisco la metafora.
Parole mie? Puoi dirmi dove le hai lette? Impossibile che io abbia detto così, anche perché viene considerato male cosa sia l'Io. Tutto è dentro di me, o, meglio, tutto è me; sono le mie parti che ricercano la verità, non tutto io. Fra le mie parti ce ne sarà sicuramente qualcuna che conosce la verità, ma la maggior parte suppongo non la conoscano. Forse confondi coscienza con conoscenza: Io percepisco tutto, sono cosciente di tutto contemporaneamente, perché io sono LA coscienza. La conoscenza invece viene da memoria depositata nel corpo, e non c'è nessun corpo con tutta la conoscenza. Forse ho detto che conosco tutto, ma nel senso che lo conosco separatamente, quindi ogni mia parte conosce solo qualcosa.

proviamo innanzitutto a cercare di chiarificare alcune cose (e questo vale ovviamente anche per me)
le parole tue a cui mi riferivo erano queste:

Questa ultima considerazione non mi piace affatto, ma il mio obiettivo è trovare la verità, e non voglio scartare ipotesi probabili.(mess.num.4 dello stesso thread)

rispondendoti a mia volta qui sotto;

poi un altra considerazione;
se tutto sarebbe contenuto nel tuo io allora non dovresti avere nemmeno la necessita di porti delle domande,oppure come hai già detto una volta di ricercare la Verita (parole tue) perché sarebbe già contenuta in te e non ci sarebbe nessun motivo che ti motiverebbe in questo senso


quindi non centrava niente con la metafora sulla Terra (che per me non e' nemmeno una metafora) ma che questa era solo in riferimento al fatto che anche la Terra,come del resto TUTTO,e' COSCIENZA,come avrei anche cercato di darne alcuni esempi,e che questa non va intesa come coscienza umana e individuale,come un "prodotto" del nostro io-cervello..semmai quest'ultimo può essere paragonato ad un mediatore,codificatore di informazioni..e su questo spero di essermi spiegato.

io credo che non possono esserci dubbi sul fatto che le sensazioni siano umane,percio dire che le sensazioni equivalgono alla coscienza (almeno così mi sembra di capire per come lo intendi tu) secondo me non e' realistico perché diventa un interpretazione soggettiva (chiusa e definita-dualistica) e non "integrativa" (aperta e indefinita/non duale)
quindi secondo me la tua e' un'interpretazione soggettiva fino al suo estremo (solipsismo)
infatti tu affermi che la conoscenza viene dalla memoria,invece secondo me dire che la conoscenza viene dalla memoria equivale a scambiare la parte con il Tutto,ossia all'interpretazione che il nostro cervello da alle cose,ma le cose in se non sono l'interpretazione che gli da il nostro cervello
e questo avviene perché riteniamo (erroneamente) che l'osservatore sia distaccato dall'osservato ed e' ben diverso dal ritenere che sarebbe l'io l'artefice del TUTTO
e in ultimo penso che tutto cio non possa non avere dirette implicazioni col tema di questa discussione
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Vecchio 14-12-2015, 13.10.25   #18
Mariano
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Riferimento: Lettera sulla Morte

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Originalmente inviato da acquario69
oggi ho scritto una lettera…

il padre di mia moglie e' morto appena alcuni giorni dopo che te ne avevo parlato.
una volta ti ho accennato qualcosa sulla morte di mio padre e di come sono rimasto sereno,anche se ovviamente mi dispiaceva della sua scomparsa…poi il discorso non ha avuto più seguito perché ho notato che non ce' stata nessuna curiosità da parte tua.

la morte non esiste,e non lo dico perché sono un credente ma perché e' solo una questione di conoscenza.
Tutto ha un inizio e una fine e le cose le possiamo concepire in questa maniera ma in realtà non ce nessun inizio e nessuna fine,ed e' come se noi vediamo scorrere il tempo e le immagini da un buco della serratura,
allora cominciano ad apparirci le vicissitudini che scorrono davanti a noi..
dal principio con l'occhio del nascituro,poi del bambino,poi un ragazzo,un uomo,un vecchio e poi nulla..prima ancora cera lo stesso nulla del dopo ma questo nulla non e' altro che la parte che non possiamo vedere perché va oltre il nostro "orizzonte visivo" (quello relativo al solo campo ristretto della serratura)
la morte percio e' solo un cambiamento,una trasformazione,al pari della nascita ..tutto cambia,tutto si trasforma ma nulla può mai finire,senza interruzioni,che sono solo apparenti.

non ci portiamo appresso niente,ma quello che rimane per sempre non sono nemmeno tanto i ricordi,quanto gli affetti che ci stanno dietro,in quei momenti che li abbiamo saputi cogliere..e' li che ce' la nostra autentica essenza…(immortale-immodificabile)
questa stessa corrispondenza e' una delle infinite forme che testimonia questo contatto che e' appunto al di la del tempo e al di la delle stesse forme.

Immagino che tu abbia voluto pubblicare questa lettera per stimolare in chi la legge una riflessione sul rapporto che ha con la morte: mi accingo pertanto ad esprimere la mia opinione.
Come prima cosa ritengo che tutti noi non possiamo non essere d'accordo sul fatto che la morte è un evento che si spera (a meno di particolari eccezioni ) avvenga il più possibile lontano dal presente.
Poi, da un punto di vista puramente razionale, ritengo che si debba distinguere l'idea della morte propria dall'idea della morte degli altri.
Per quanto riguarda la nostra morte possiamo affermare che per noi, finchè siamo vivi, non esiste se non nell'immaginazione e nell'interrogativo dell'incognito.
Per quanto riguarda la morte di altri il solo sentimento che può generare è il dolore per la mancanza, per noi o per la persona alla quale il defunto era caro: in ogni caso un fatto puramente egoistico perchè chi è morto non può dolersene.
Dal punto di vista emotivo e spirituale il discorso è molto più complesso e s'intreccia con le aspettative ed il senso che ciascuno di noi da alla vita.
Mariano is offline  
Vecchio 15-12-2015, 04.17.45   #19
acquario69
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Originalmente inviato da Mariano
Immagino che tu abbia voluto pubblicare questa lettera per stimolare in chi la legge una riflessione sul rapporto che ha con la morte: mi accingo pertanto ad esprimere la mia opinione.
Come prima cosa ritengo che tutti noi non possiamo non essere d'accordo sul fatto che la morte è un evento che si spera (a meno di particolari eccezioni ) avvenga il più possibile lontano dal presente.
Poi, da un punto di vista puramente razionale, ritengo che si debba distinguere l'idea della morte propria dall'idea della morte degli altri.
Per quanto riguarda la nostra morte possiamo affermare che per noi, finchè siamo vivi, non esiste se non nell'immaginazione e nell'interrogativo dell'incognito.
Per quanto riguarda la morte di altri il solo sentimento che può generare è il dolore per la mancanza, per noi o per la persona alla quale il defunto era caro: in ogni caso un fatto puramente egoistico perchè chi è morto non può dolersene.
Dal punto di vista emotivo e spirituale il discorso è molto più complesso e s'intreccia con le aspettative ed il senso che ciascuno di noi da alla vita.

si certo,mi e' venuto in mente di scriverlo per questo motivo,e l'evento e' vero
be il tema e' decisamente vasto e secondo me nel momento in cui si ha voglia di discuterne vengono fuori sempre molte cose interessanti.
ad esempio ho fatto caso trovandolo curioso (almeno per me) che molti preferiscono proprio non pensarci e magari se proprio capita,senza averne avuta alcuna intenzione di ritrovarsi in argomento,suscita perlopiù il volerlo evitare,come se all'improvviso si ritrovassero in mano una patata bollente,così che d'istinto e immediatamente la lasciassero cadere perché si rimane fortemente scottati..
chissa se per queste persone significherebbe come aprire un vaso di pandora,e lo tenessero ben sigillato per questo motivo..
pero poi come dici tu - epicuro docet - la morte in qualsiasi caso (che si creda ad un "dopo" oppure no) non può esistere,se non appunto nella nostra idea che ce ne siamo fatti..anche nei casi di altri,si e' vero viene a mancare,ma e' una mancanza tutta nostra (diciamo soggettiva e non oggettiva) perché in noi suscita emozioni che con la morte in se stessa non può avere nessun "contatto" apparente…(e qui penso ritornerebbe in nostro aiuto epicuro) non so se risulta chiaro quello che avrei voluto esprimere.
allora penso che se avviene questo significa che non ci siamo ancora staccati dal nostro IO,che a mio avviso e' appunto il motivo della sofferenza e che andando ancora più a fondo risulterebbe un illusione,proprio per i motivi che ho tentato di dire poco fa.
quindi secondo me,capire la morte e' fondamentale per capire la vita..da un altro punto di vista e' percio l'unione di due estremita' che si ricongiungono ma che in realtà non risulterebbero mai divisi e separati e ne verrebbe fuori un "eterna continuità"
acquario69 is offline  
Vecchio 15-12-2015, 13.37.28   #20
pepe98
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Originalmente inviato da acquario69
proviamo innanzitutto a cercare di chiarificare alcune cose (e questo vale ovviamente anche per me)
le parole tue a cui mi riferivo erano queste:

Questa ultima considerazione non mi piace affatto, ma il mio obiettivo è trovare la verità, e non voglio scartare ipotesi probabili.(mess.num.4 dello stesso thread)

rispondendoti a mia volta qui sotto;

poi un altra considerazione;
se tutto sarebbe contenuto nel tuo io allora non dovresti avere nemmeno la necessita di porti delle domande,oppure come hai già detto una volta di ricercare la Verita (parole tue) perché sarebbe già contenuta in te e non ci sarebbe nessun motivo che ti motiverebbe in questo senso


quindi non centrava niente con la metafora sulla Terra (che per me non e' nemmeno una metafora) ma che questa era solo in riferimento al fatto che anche la Terra,come del resto TUTTO,e' COSCIENZA,come avrei anche cercato di darne alcuni esempi,e che questa non va intesa come coscienza umana e individuale,come un "prodotto" del nostro io-cervello..semmai quest'ultimo può essere paragonato ad un mediatore,codificatore di informazioni..e su questo spero di essermi spiegato.

io credo che non possono esserci dubbi sul fatto che le sensazioni siano umane,percio dire che le sensazioni equivalgono alla coscienza (almeno così mi sembra di capire per come lo intendi tu) secondo me non e' realistico perché diventa un interpretazione soggettiva (chiusa e definita-dualistica) e non "integrativa" (aperta e indefinita/non duale)
quindi secondo me la tua e' un'interpretazione soggettiva fino al suo estremo (solipsismo)
infatti tu affermi che la conoscenza viene dalla memoria,invece secondo me dire che la conoscenza viene dalla memoria equivale a scambiare la parte con il Tutto,ossia all'interpretazione che il nostro cervello da alle cose,ma le cose in se non sono l'interpretazione che gli da il nostro cervello
e questo avviene perché riteniamo (erroneamente) che l'osservatore sia distaccato dall'osservato ed e' ben diverso dal ritenere che sarebbe l'io l'artefice del TUTTO
e in ultimo penso che tutto cio non possa non avere dirette implicazioni col tema di questa discussione
Neanch'io mi riferivo alla metafora della terra, mi riferivo al fatto secondo il quale avrei detto che siccome la verità è già dentro di me non devo cercarla.
Comunque centra eccome la considerazione della coscienza collettiva con la discussione, in quanto significa immortalità di me come "colui che sente", mentre la considerazione della coesistenza di tutti gli istanti di tempo, significa immortalità di ció che sento.
pepe98 is offline  

 



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