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Vecchio 19-05-2004, 16.13.20   #11
epicurus
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Data registrazione: 18-05-2004
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[ Volendo concretizzare possiamo partire da delle premesse sulla base delle quali costruire tutta una serie di deduzioni logiche che sono di per se (in questo contesto definito in base alle premesse) assolutamente vere (o false). ]

-> ok

[ Il contesto è questo:
non sappiamo da dove veniamo, ma ognuno di noi è cosciente di essere una individualità vivente in un "sistema" governato da regole, che per quanto ci è dato di verificare sono stabili. Non ci chiederemo quindi chi ci ha creato, tantomeno il perchè, e non ci chiederemo neppure che cosa ci sarà dopo la nostra morte. Ci accontentiamo di vivere nel sistema. Il sistema esiste indipendentemente dalla nostra presenza. Noi possiamo percepire il sistema attraverso i nostri sensi.

In questo sistema esistono delle verità assolute?]

-> allora queste sono le tue premesse, o assiami:

-ogni persona e` cosciente di essere una individualita` vivente in un sistema governato da regole
- noi viviamo nel sistema
- percepiamo il sistema attraverso i nostri sensi

purtroppo, penso che di deduzioni logiche interessanti non se ne possono fare dalle tue premesse. (tra le altre cose: X si deduce logicamente da Y, se X e' contenuto in Y, ossia Y ci dice comunque di piu' di X)
ripero: la nostra unica certezza e` che una contraddizione va` rifiutata.


ciao, epicurus
epicurus is offline  
Vecchio 19-05-2004, 16.24.09   #12
Mabaga
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Citazione:
Messaggio originale inviato da epicurus
purtroppo, penso che di deduzioni logiche interessanti non se ne possono fare dalle tue premesse.

Io penso invece che si possano fare numerose ed interessanti osservazioni che possono portare a delle verità assolute: proviamo ad individuarle e poi valuteremo se sono interessanti o meno...

Quello che mi pongo come obiettivo è di dedurre delle regole (morali?), ovvero le famose verità assolute, alle quali dovremmo aderire, come "abitanti" del sistema.


Marco
Mabaga is offline  
Vecchio 19-05-2004, 16.27.41   #13
epicurus
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Messaggi: 2,725
mi hai proprio incuriosito...

sviluppa la tua idea.


ciao
epicurus is offline  
Vecchio 19-05-2004, 19.37.38   #14
Mabaga
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Tanto per cominciare (non necessariamente in ordine di importanza ):

1)
D: se scegliamo di vivere nel sistema (è una scelta che possiamo fare, anche se non "dall'inizio"...) quale dovrebbe essere un nostro scopo/dovere?

R: Contribuire al miglioramento del sistema.

In alternativa: essere neutrali, oppure, cercare di peggiorare il sistema.

"Essere neutrali" è una scelta possibile, ma sarebbe come "non vivere" .

"Cercare di peggiorare il sistema" sarebbe come dire che il sistema non ci piace: in tal caso sarebbe corretto "uscire" dal sistema piuttosto che danneggiarlo inutilmente.

2)
D:Possiamo dare una definizione assoluta di "miglioramento del sistema"? Ovvero possiamo distinguere in modo assoluto il "bene" dal "male" in questo sistema?

R:...

Marco
Mabaga is offline  
Vecchio 19-05-2004, 20.52.10   #15
r.rubin
può anche essere...
 
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cos'è il sistema?
r.rubin is offline  
Vecchio 19-05-2004, 21.57.23   #16
alexmexxomalex
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Citazione:
Ovvero possiamo distinguere in modo assoluto il "bene" dal "male" in questo sistema?


Tralasciando la questione della conoscibilità o meno di una verità assoluta perche altrimenti dovremmo chiuderci in seminario, poniamo di essere a conoscenza di "verità assolute",non solo dell'esistenza in sè ma anche dei contenuti, in che modo il mio agire pratico ne sarebbe vincolato? In breve: perchè un idea eticamente assoluta dovrebbe essere preferibile ad una eticamente relativa?





Sempre siano lodate le pippe mentali, sono pronto a martirizzare chiunque dice il contrario!
alexmexxomalex is offline  
Vecchio 19-05-2004, 22.31.56   #17
r.rubin
può anche essere...
 
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Messaggi: 2,053
Citazione:
Messaggio originale inviato da alexmexxomalex
In breve: perchè un idea eticamente assoluta dovrebbe essere preferibile ad una eticamente relativa?

per dire qualcosa di serio bisognerebbe prima dimostrare l'esistenza del libero arbitrio, perchè se non esiste libertà di scelta, non esiste nemmeno quella di aderire ad un etica o ad un'altra. Ma mi accorgo che il problema è così piccolo che lo possiamo dare per scontato e proseguire così il nostro onanismo di gruppo con questa domanda di alexmexxomalex.

"perchè un idea eticamente assoluta dovrebbe essere preferibile ad una eticamente relativa?"

mi piace questo termine che hai usato: "preferibile".

"preferisco il gelato al cioccolato rispetto a quello alla meringa" dissi ieri alla mia mamma, e lei mi chiese: "perchè?", e io le risposi: "perchè mi piace!"

"preferisco Bruno Vespa a Maurizio Costanzo" dissi ieri a mio zio, e lui mi chiese: "perchè?", e io risposi: "perchè m'annoia di meno!"

quindi è preferibile ciò che da più piacere a ciò che ne da meno e cioò che da meno dolore a ciò che ne da di più.

quindi ne deduco che, tra l'idea "eticamente assoluta" e quella "relativa", dovrebbe risultare preferibile quella che mi da più piacere o meno dolore, e questo sia in relazione alla scelta per una delle due, sia alla scelta di una delle due rispetto a nessuna legge etica.

se ammettiamo che questo sistema (di che sistema si parla?) ci tiene alla sua buona salute (possiamo anche darlo per scontato), allora posso pensare che si sia fornito anche di una legge etica assoluta da far seguire ai suoi abitanti, e dal momento che ha fatto tutto questo potrei a buon diritto pensare che se ne sia fornita di una tale per cui sia preferibile alle altre, e quindi che dia più piacere o meno dolore rispetto ad altre, per cui questa legge assoluta sarebbe effettivamente la migliore da poter scegliere e al contempo la migliore per il sistema nel suo complesso.

qualcosa di simile al cartello che si trova in quei giardini pubblici dove si va a fare il pic-nic: "getta i tuoi rifiuti nel cestino, non inquinare l'ambiente!": seguire questa legge fa star meglio te e l'ambiente, non seguirla fa star male tutti (ps: la metafora ha la condizione seguente: non è possibile lasciare le cartacce per terra e scappare via con la macchina senza tornar mai più lì, se le lasci per terra prima o poi ti sommergeranno)
r.rubin is offline  
Vecchio 20-05-2004, 00.12.26   #18
Solger
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Messaggi: 25



Interessante: la filosofia del Novecento è contrassegnata da uno sforzo di emancipazione rispetto alle Verità definitivamente date, e ha mostrato la tensione verso l'edificazione di una umanità che non avesse più bisogno di assoluti.

E cosa vedo? Un gruppo di pensatori che ragiona sulla possibilità di riedificare Verità Ultime, Strutture Forti capaci di Fondare e orientare l'azione umana.

Insomma, decidiamoci!
Solger is offline  
Vecchio 20-05-2004, 00.15.54   #19
sinopeus
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Messaggi: 4
Ciao!

Prendo parola per esprimere anch'io quello che penso: secondo me è dimostrabile come minimo l'esistenza di una verità assoluta (esistenza indipendente), che altra non è che la mia stessa esistenza (nel senso di res cogitans, non res extensa) o una qualunque altra esistenza da cui essa dipenda, ma che sia a questo punto indipendente da altre. (Forse qui dovrei descrivere la mia concezione di gerarchia delle esistenze, ma credo mi dilungherei troppo e rischierei di fare confusione... spero di essere stato chiaro, ma preciso che ho solo enunciato il mio teorema, per così dire, non la sua dimostrazione ).

Scusate l'intromissione

Dario
sinopeus is offline  
Vecchio 20-05-2004, 00.23.27   #20
r.rubin
può anche essere...
 
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Messaggi: 2,053
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Messaggio originale inviato da Solger



Interessante: la filosofia del Novecento è contrassegnata da uno sforzo di emancipazione rispetto alle Verità definitivamente date, e ha mostrato la tensione verso l'edificazione di una umanità che non avesse più bisogno di assoluti.

E cosa vedo? Un gruppo di pensatori che ragiona sulla possibilità di riedificare Verità Ultime, Strutture Forti capaci di Fondare e orientare l'azione umana.

Insomma, decidiamoci!

guarda che siamo già nel 2000!!!!
r.rubin is offline  

 



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