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Vecchio 20-05-2004, 17.04.14   #31
alexmexxomalex
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cosa intendi per "morale"?
per fini pratici cosa intendi?


Humm... vediamo di nn finire nel sofismo. Cmq per risponderti potremmo definire la morale come l'insieme delle credenze individuali su ciò che è buono e cio che non è buono. Bene, ora ti\vi chiedo: tra sapere che si compiono scelte concrete sulla base di una deduzione (se dico che esiste un principio morale assoluto) oppure di una semplice consuetudine, cosa cambierebbe sul piano dell'azione visto che tra il principio assoluto e l'agire concreto ci sarebbe comunque uno scarto incolmabile?
Tutt'altra rilevanza avrebbe invece la questione dell'esistenza di uu idea eticamente assoluta se ne facessimo una questione di principio, cioè ne studiassimo la possibile esistenza in quanto tale. Ma,ritorno alla domanda iniziale, sarebbe utile?
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Vecchio 20-05-2004, 18.03.56   #32
Mabaga
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Messaggio originale inviato da alexmexxomalex
[...]potremmo definire la morale come l'insieme delle credenze individuali su ciò che è buono e cio che non è buono. Bene, ora ti\vi chiedo: tra sapere che si compiono scelte concrete sulla base di una deduzione (se dico che esiste un principio morale assoluto) oppure di una semplice consuetudine, cosa cambierebbe sul piano dell'azione[...]?

la ricerca della quale ci stiamo interessando, se portasse a dei risultati, ci permetterebbe di definire, come conseguenza, delle leggi relative altrettanto valide, ma finché è tutto relativo è difficile avere dei riferimenti... chiunque potrebbe confutare qualsiasi tesi.

Citazione:
Messaggio originale inviato da alexmexxomalex
[...]
Tutt'altra rilevanza avrebbe invece la questione dell'esistenza di uu idea eticamente assoluta se ne facessimo una questione di principio, cioè ne studiassimo la possibile esistenza in quanto tale. Ma,ritorno alla domanda iniziale, sarebbe utile?

Sarebbe utile per lo scopo di cui sopra.
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Vecchio 20-05-2004, 18.19.08   #33
Mabaga
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Messaggio originale inviato da alexmexxomalex
non è mica detto che la legge efficiente per il sistema sia buona anche per me.

In casi come questo, essendo un "elemento" del sistema, dovresti valutare se il tuo non osservare la legge sia dannoso (al sistema e quindi in linea di principio anche a te). Se agissi con tale consapevolezza saresti moralmente scorretto. Cercheresti di produrre un vantaggio (relativo) per te alle spalle del sistema. Diverso ovviamente il discorso se la tua azione ti comporta un vantaggio senza "arrecare danno" e senza produrre vantaggi per il sistema.

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Messaggio originale inviato da alexmexxomalex
[...]ma siamo sicuri che io scelgo di non violarla proprio perchè dotata di assolutezza piuttosto che perchè dalla sua violazione segue una diminuzione, seguendo il tuo ragionamento, di piacere e un aumento di dolore[...]

Resti libero di fare le tue scelte e di subirne le conseguenze, ma resti "moralmente scorretto" verso il sistema.

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Messaggio originale inviato da alexmexxomalex
Insomma, la legge di sistema puo' ,secondo la tua definizione, essere assoluta ma dire che è assoluta non ne implica un giudizio etico perchè sarebbe assoluta (e vincolante) anche se amorale, non ne implica nemmeno il rispetto perchè potrebbe essere violata con un'assunzione di rischio se le circostanze lo richiedono. Quindi ripropongo la domanda:fare la distinzione tra l. assoluta e l. relativa è solo acribia o ai fini pratici significa qualcosa?

Una regola assoluta non dovrebbe essere amorale per il sistema. Magari qui andrebbe precisato il senso attribuito alla parola "amorale". La morale non può essere quella da te definita come "insieme delle credenze individuali". Deve essere la morale del sistema e deve essere una morale assoluta.
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Vecchio 20-05-2004, 18.25.26   #34
Mabaga
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Lentamente stiamo convergendo a quello che voleva essere lo scopo reale di questa discussione (partita a dire il vero un po' alla lontana ): individuare una morale universale che ci possa servire da guida nel nostro cammino nel Mondo. Nessuno ci potrà obbligare ad osservarla ma la morale sarebbe definita e utile, e potrebbe risolvere molte questioni di ordine pratico e, perchè no, anche filosofico.
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Vecchio 20-05-2004, 18.36.47   #35
r.rubin
può anche essere...
 
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Messaggio originale inviato da alexmexxomalex
tra sapere che si compiono scelte concrete sulla base di una deduzione (se dico che esiste un principio morale assoluto) oppure di una semplice consuetudine, cosa cambierebbe sul piano dell'azione visto che tra il principio assoluto e l'agire concreto ci sarebbe comunque uno scarto incolmabile?
...
sarebbe utile?

non riesco a capire dove vedi questo scarto incolmabile...

secondo me il proprio agire cambierebbe totalmente, in senso qualitativo, una volta conosciuto il Bene Vero: cambierebbe totalmente rispetto al periodo della propria vita in cui questo Bene era sconosciuto.
la polvere del passato verrebbe soffiata via dal soffio del Bene,
e lascerebbe apparire un uomo nuovo, che risplenderebbe della stessa luce del Bene che lui ha scoperto, e che Lo ha rivelato a lui stesso. Non agirebbe che di conseguenza.

e questo non perchè "sapresti di comportarti in modo coerente ad una deduzione dal principio dell'Assoluto Bene": questa espressione è secondo me eccessivamente razionale... tu sapresti di comportarti in modo coerente all'Assoluto Bene perchè ti sentiresti abbracciato ed estasiato dall'Assoluta Bontà di questo principio che si è svelato al tuo sguardo e non potresti che comporatrti che secondo quel Principio Ottimo.

e questo perchè, una volta conosciuto il Vero Bene, non ci si potrebbe che comportare di conseguenza, e lo si farebbe di propria volontà: perchè nessun comportamento apparirebbe migliore di quello coerente con il Vero Bene.

sarebbe utile?
senz'altro! che ci starebbe a fare un principio assoluto inutile?

(però perdonami se non sono riuscito a rispondere alla tua domanda, faccio fatica a sintonizzarmici!)


r.rubin is offline  
Vecchio 20-05-2004, 18.38.53   #36
r.rubin
può anche essere...
 
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Messaggio originale inviato da Mabaga
Lentamente stiamo convergendo a quello che voleva essere lo scopo reale di questa discussione (partita a dire il vero un po' alla lontana ): individuare una morale universale che ci possa servire da guida nel nostro cammino nel Mondo. Nessuno ci potrà obbligare ad osservarla ma la morale sarebbe definita e utile, e potrebbe risolvere molte questioni di ordine pratico e, perchè no, anche filosofico.

ok
solo che aspetterei a dire che non comporterà alcun obbligo...

r.rubin is offline  
Vecchio 20-05-2004, 19.16.53   #37
alexmexxomalex
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la ricerca della quale ci stiamo interessando, se portasse a dei risultati, ci permetterebbe di definire, come conseguenza, delle leggi relative altrettanto valide, ma finché è tutto relativo è difficile avere dei riferimenti...


auguri!

Citazione:
potrebbe confutare qualsiasi tesi.


Certo!,in teoria. E allora? un precetto morale può stare in piedi pure se confutato razionalmente perchè ogni confutazione è relativa e perchè,soprattutto, a conferigli validità è la semplice abitudine ad osservarlo. Nella Germania nazionalsocialista, non tutti i tedeschi diventarono nazisti.


Citazione:
In casi come questo, essendo un "elemento" del sistema, dovresti valutare se il tuo non osservare la legge sia dannoso (al sistema e quindi in linea di principio anche a te).


Già, si tratta di una mia valutazione, ma allora a che mi serve ipotizzare che la legge che sto valutando è assoluta? il prodotto è sempre un precetto relativo.

Citazione:
Se agissi con tale consapevolezza saresti moralmente scorretto. Cercheresti di produrre un vantaggio (relativo) per te alle spalle del sistema. Diverso ovviamente il discorso se la tua azione ti comporta un vantaggio senza "arrecare danno" e senza produrre vantaggi per il sistema.


Citazione:
Deve essere la morale del sistema e deve essere una morale assoluta.


ma qual'è la "morale" del sistema? E' conoscibile? La conoscenza che ne deriva in che modo puo' dirsi assoluta? e qui dobbiamo ritornare alla necessità della ricerca di cui dicevi. Questa si chiama -mi dicono- petizione di principio.

Cmq siamo davvero al puro divertissement. ben venga, per quello che puo' servire...

ciauz
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Vecchio 20-05-2004, 19.31.55   #38
alexmexxomalex
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secondo me il proprio agire cambierebbe totalmente, in senso qualitativo, una volta conosciuto il Bene Vero: cambierebbe totalmente rispetto al periodo della propria vita in cui questo Bene era sconosciuto.


Rubin un conto è la conoscenza di un principio assoluto un conto è la sua messa in atto concreta, nel fluire imprevedibile, elusivo, contraddittorio del casi della vita, del reale. La necessità del compromesso è sempre presente. La prassi non è mai lo specchio della teoria.

Nei testi sacri ricorre incessantemente il rinvio alla Saggezza, ma cos'è la Saggezza? Non pura e semplice Sapienza ma qualcosa di piu', quasi una facoltà intuitiva e mobilissima. L'agire non è mai uno stampo rigido sul reale, mi sembra piuttosto un impasto di consuetudine e inventiva.

Ultima modifica di alexmexxomalex : 20-05-2004 alle ore 19.38.20.
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Vecchio 20-05-2004, 19.34.34   #39
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sarebbe utile? sarebbe utile?
senz'altro! che ci starebbe a fare un principio assoluto inutile?


This is the question
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Vecchio 20-05-2004, 19.59.47   #40
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Cito Albert Einstein:

"Se consideriamo la nostra esistenza e i nostri sforzi, rileviamo subito che tutte le nostre azioni e i nostri desideri sono legati all'esistenza degli altri uomini e che, per la nostra stessa natura, siamo simili agli animali che vivono in comunità.
Ci nutriamo di alimenti prodotti da altri uomini, portiamo abiti fatti da altri, abitiamo case costruite dal lavoro altrui.
La maggior parte di quanto sappiamo e crediamo ci e stata insegnata da altri per mezzo di una lingua che altri hanno creato.
Senza la lingua la nostra facoltà di pensare sarebbe assai meschina e paragonabile a quella degli animali superiori; perciò la nostra priorità sugli animali consiste prima di tutto - bisogna confessarlo - nel nostro modo di vivere in società.
L'individuo lasciato solo fin dalla nascita resterebbe, nei suoi pensieri e sentimenti, simile agli animali in misura assai difficile ad immaginare.
Ciò che è e ciò che rappresenta l'individuo non lo e in quanto individuo, ma in quanto membro di una grande società umana che guida il suo essere materiale e morale dalla nascita fino alla morte.
Il valore di un uomo, per la comunità in cui vive, dipende anzitutto dalla misura in cui i suoi sentimenti, i suoi pensieri e le sue azioni contribuiscono allo sviluppo dell'esistenza degli altri individui."
Mabaga is offline  

 



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