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Vecchio 05-07-2004, 14.51.48   #11
nina
Ospite
 
Data registrazione: 10-06-2004
Messaggi: 7
Citazione:
Questo post richiederebbe cinquanta pagine...
Voglio dare, pertanto, solo definizioni assiomatiche, cui, eventualmente, le repliche possano permettere di favorire lo sviluppo.

50 come minimo
Grazie Leibnicht per il tuo intervento, molto interessante e che sicuramente darà più spunti del mio banale inizio

Citazione:
nina, intendi che il riflettere sia un processo algoritmico e (piu` o meno) deterministico, mentre il pensare non e` procedurale e (piu` o meno) casuale?

Mi stai chiedendo se il riflettere sia un'attività in un certo senso "meccanica" e necessaria e il pensiero non segua una certa procedura (relazioni di causa-effetto?) o logica?oppure con "casuale" ti riferivi all'origine?
Non intendevo questo, ma probabilmente ho interpretato male la tua lettura di ciò che avevo scritto (so di non spiegarmi mai abbastanza bene)
nina is offline  
Vecchio 05-07-2004, 17.52.56   #12
alexmexxomalex
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mah, definire quale sia l'essenza del pensiero è un'operazione utile soltanto se si vogliano definire gli scopi del pensiero. A cosa serva e a cosa non serva, quale ne è un utilizzo legittimo e quale uno illegittimo. Per me non ha molto senso una disamina di questo tipo perchè finirebbe col lasciare sul campo la solita domanda: il non-pensiero è pur sempre un pensiero?

sciao sciao
alexmexxomalex is offline  
Vecchio 05-07-2004, 18.35.17   #13
dana
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Messaggio originale inviato da nina
Per Dana:
Il pensiero è dunque per te qualcosa di impulsivo, di immediato (nel senso di "senza mediazioni" tra ciò che l'ha originato e la mente,tranne che la mente stessa)?

Sì, intendevo esattamente questo, il pensiero arriva da sè, impulsivamente, poi subentra in un secondo momento la riflessione consapevole.

ciao.
dana is offline  
Vecchio 05-07-2004, 18.44.10   #14
neman1
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Messaggio originale inviato da alexmexxomalex
la solita domanda: il non-pensiero è pur sempre un pensiero?

sciao sciao

il non pensiero e lo spazio vuoto tra un pensiero e' l'altro. E' come la pausa tra due note musicali...certi brani musicali non sarebbero lo stesso senza quelle pause....purtoppo siamo coscienti solo delle note. Ciao
neman1 is offline  
Vecchio 05-07-2004, 19.17.55   #15
neman1
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Il pensiero nasce dalle nostre percezioni del mondo. Pensare sta per lo spontaneo richiamo di informazioni. Pensare inteso come ragionare e' costituito invece dal concatenare dei pensieri. Domanda: se il vostro pensare, ragionare fosse un'operazione algebrica...quale delle quattro prevale? Ciao
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Vecchio 05-07-2004, 19.21.43   #16
dana
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Messaggio originale inviato da neman1
Domanda: se il vostro pensare, ragionare fosse un'operazione algebrica...quale delle quattro prevale?

D'istinto direi l'addizione, un ininterrotto fluire di idee, immagini, sensazioni, che si accavallano, si aggiungono, si sommano le une alle altre, disordinatamente.


dana is offline  
Vecchio 05-07-2004, 19.26.35   #17
neman1
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Messaggio originale inviato da dana
D'istinto direi l'addizione, un ininterrotto fluire di idee, immagini, sensazioni, che si accavallano, si aggiungono, si sommano le une alle altre, disordinatamente.



Ciao Dana

Hmm, assomiglia di piu alla moltiplicazione.....
Cmq, credo sia importante saperlo. Mi incuriosiscono anche gli altri. Moltiplicazione, anch'io. Troppo veloce il proccesso per me da individuare le singole addizioni. Questo solo ognitanto pero....Ciao

Ultima modifica di neman1 : 05-07-2004 alle ore 19.33.09.
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Vecchio 05-07-2004, 22.20.33   #18
alexmexxomalex
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x nem

già, ma dato che il nulla è di per se un paradosso (perchè il nulla e pur sempre qualcosa ) ne conseguirebbe che pure il non pensiero è qualcosa, cosa se non un pensiero?

cmq stiamo parlando delle congetture dei filosofi, quindi prendiamole col dovuto cuor leggero
alexmexxomalex is offline  
Vecchio 05-07-2004, 22.30.11   #19
neman1
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x ALex

Vero...ma non confondo il nulla, il vuoto con il non-pensiero. Ciao
neman1 is offline  
Vecchio 06-07-2004, 00.26.24   #20
leibnicht
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Riguardo al non pensiero

L'unica specie possibile di non pensiero, la quale non entri in contraddizione con la forma in cui si voglia definirla, è ciò che non ha per contenuto la negazione del contenente.
Poniamo che sussista un insieme che rappresenti tutti gli "n" insiemi costituiti di "n" elementi ciascuno: l'insieme costituito da questi "n" insiemi, è uno degli insiemi di "n" elementi che ciascuno di essi raggruppa ?
Se così è, allora l'insieme degli insiemi di "n" elementi non corrisponderebbe più alla definizione, essendo costituito da "n + 1" insiemi.
Ma se non è così, allora quell'insieme non raccoglie "tutti" gli "n" insiemi costituiti da "n" elementi ciascuno, per cui risulta necessario supporre che tale insieme non possa esistere.
Ora, tale insieme non rappresenta nulla più che ciascun, possibile, numero intero.
Dobbiamo ritenere che il numero "3", ad esempio, non sia coerentemente pensabile ?
Direi di no.
Dunque, da quella che è la definizione coerentemente logica di numero intero al concetto di "un" numero intero, sussiste un'articolazione di sviluppi intellettuali che "non" ricostruisce l'acquisizione del concetto di "quel" numero intero.
Questo è il non pensiero, dentro un'attività di coscienza, ed è processo ideativo.
leibnicht is offline  

 



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