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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 19-04-2006, 11.34.01   #11
nexus6
like nonsoche in rain...
 
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Messaggio originale inviato da gyta
Dunque.. Dunque.. Riguardo alla funzione dell'io- unità:
Noi diciamo necessaria "per la sanità mentale"
ma che caspita vuol dire??(!)
Chi mi garantisce che se avessi conoscenza/coscienza di me come "pluralità"
avrei difficoltà a mantenere una "sanità mentale" comunque dovuta a una sorta di 'direttiva di priorità' ?
Intendevo “sanità mentale” non nel senso di stare dentro ad un certa funzione sociale o morale, ma nel senso di “starCi dentro”... ovvero di stare dentro a quello che sembra essere il nostro “contenitore” fisiologico qui e ora. Non potrei immaginarmi come “pluralità”, ho una vertigine al solo pensarlo ed anche l’immaginarlo non è che illusione dettata dalla coscienza di Sé che sa... che cosa? Sa di essere “contenuto” e cerca di vedere l’unico “contenitore”, vagheggiando travasi, passaggi, uscite nascoste.

Si è così. Se si fosse in altro modo non so. Se si fosse “plurali” (in modo coesistente) cioè ci percepissimo come tali, l’ebbrezza consisterebbe forse nell’immaginarci singoli, unitari e probabilmente staremmo qui piacevolmente a riflettere sul perché del nostro anelare alla pluralità... sarebbero veramente necessari questi tanti “noi”? Perché pretendiamo e consideriamo “scontato” il fatto che vi debbano essere molteplici spiegazioni? E se ve ne fosse una? Cartesio aveva ragione, con il suo “noi pensiamo dunque siamo”?

“Io” sono già plurale, ma non mi percepisco come tale, sono “uno”, nonostante il fatto che se avessi risposto ieri al tuo post, avrei scritto un qualcosa di totalmente diverso... chi ero ieri? Nessuno. Sono solo ora, uno. Vedi, la mente incessantemente tenta relazioni e mi ha fatto pensare a Pirandello... d’altronde Uno, nessuno... l’unico modo per essere uno per gli altri è essere nessuno per se stesso... Lui già era più avanti... in parecchi sensi...

Citazione:
Messaggio originale inviato da gyta
Forse quella "tensione mistica verso l'Uno" è proprio dovuta ad una volontà soggiacente di soddisfare ciò che non è stato oltremodo possibile soddisfare a livello di dimensione umana!!(**)
(**) e se fosse proprio così?
Ci potrebbe essere un parziale fondo di verità, dato che il desiderio mistico, spirituale è presente in tutti noi... desiderio che la pura “materia” non può soddisfare o meglio che noi stessi non possiamo soddisfare. Unitari, ma carenti... certo siamo parecchio complicati, ma invariabilmente “belli” (richiamo alla discussione sulla bellezza).

Citazione:
Messaggio originale inviato da gyta
Comunque visto che in ogni caso (con questi sensi) ci dobbiamo fare i conti meglio tener presente che forse scoperto il funzionamento del nostro "ente"(noi stessi) potremo di conseguenza per differenza cogliere la realtà pura libera da ogni parzialità.. (possibile?!.. Perché no?!)
No, forse da ogni "parzialità" no! (poiché dovremmo essere in grado di contenere tutto ma veramente tutto attraverso le nostre capacità di senso e/o supplite da strumenti)! Ma di sicuro libera da ogni colore personale.. soggettivo..

Lo dico, lo scrivo.. ma non me la bevo..!
Infatti, secondo me è meglio non bersela. Non illudiamoci di aver smascherato un certo meccanismo nascosto e potercene così staccare... l’oggettività preferisco lasciarla a Dio (quello con la D maiuscola) o a chiunque voglia farsi interprete del Suo pensiero; io stento spesso a farmi carico del mio.


Citazione:
Messaggio originale inviato da gyta
La macchina fotografica come funziona?
Non ha dentro sé il mondo eppure è in grado di fotografarlo..
...
Ti passo la molotov..
...
Allora anche l'anelito all'unità sembra confermato, confermare questa "sostanza particolare"
che per forza di cose per essere al contempo molteplice ed unica non può che essere
né unica né molteplice ma essente! (si ti vedo.. stai per spararmi!! Ma è l'immagine che meglio s'avvicina a ciò che dentro me assume senso compiuto!)
No, non ti sparo, il sangue mi fa senso e poi ho già detto che non vi sarebbero stati “giusto” o “sbagliato” . Lo so che quella è l’immagine che più ti aderisce; è ragionevole, ma il fatto è che la molotov è il nostro linguaggio e la miccia è intrisa di parole come “essere”, “esistere”, “realtà” ecc... ecc...

La macchina fotografica può fornire un piccolo spunto di riflessione, in effetti: è in grado di fotografare il “mondo”? Perché anche noi sembriamo essere in grado di farlo, in un certo senso? Fotografiamo il mondo oppure proiettiamo/riflettiamo i nostri “meccanismi” sul mondo? Direi timidamente la seconda o più probabilmente la terza o forse la prima... ma no... sicuramente la zero . Idealismo più sfrenato, dunque? Non riesco ad esserne così sicuro... ma chi è quello che non riesce ad avere questa sicurezza... ? Ci dovrà pur essere una stessa radice, perbacco!

Qualsiasi tentativo di riflessione è appunto tale, cioè ci riflette. L’unica cosa che posso confermare è perciò questo bisogno, questo anelito o più certamente il circolo vizioso nel quale ci troviamo.

Mister Feynman nella mia firma parla chiaro .
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Vecchio 19-04-2006, 13.32.49   #12
and1972rea
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Meccanismo cognitivo:

Credo che l’amore per la conoscenza e per il sapere sia una reazione irrazionale alla nostra incapacita’ di superare i paradossi e i limiti della ragione; allo stesso modo del misticismo e della religione l’uomo cerca di superare con la fede nella ragione la sua stessa ragione…

Saluti
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Vecchio 19-04-2006, 14.47.29   #13
gyta
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and1972rea tu hai ragione.. eppure sento.. profondamente sento
che vi possa essere corrispondenza assoluta attraverso cui porre in parole ciò che si è sperimentato nel profondo! Il problema è a mio avviso legato ai tempi alla volontà ferrea di volervi giungere attraverso l'elaborazione mentale di moti interiori!
Il percorso che sto cercando di fare partita dallo spunto di Nexus6
è quello di cancellare mentalmente qualunque pensata teoria ed attenermi unicamente da zero all'analisi di ciò che ho sperimentato a livello percettivo traducendolo quindi man mano
prima in immagini, poi in sentimenti, ed infine in pensieri; giunta ai pensieri utilizzare attraverso possibili associazioni analitiche ciò che mi si presenta e dedurne direzioni inconsce; sul quadro completo delle direttive inconsce (dedotte) apprestarmi al mosaico completo tra queste e le percezioni-tradotte, ciò che risulta nel loro concatenarsi è meccanismo mentale più a zero possibile!
Questo azzeramento passato sotto il vaglio del concettuale dovrebbe fornirmi l'entità mente che se le mie passate pensate risultano giuste risulterebbe essere una tela completamente immacolata, bianca, vergine! Allora il risultato finale sarebbe che ogni spinta non sia che culturalmente ispirata (quindi indotta dall'esterno!Parto dal feto!!)e ciò al quale invece aspiriamo/aspireremmo privi di condizionamenti sarebbe una completa aderenza alle forme (a quella che comunemente chiamiamo realtà) priva di identità, quella "sostanza" reale, priva di forma e tempo capace però di essere l'unica realmente presente in sé, una sorta di "principio".. ecco il punto è proprio (forse il più difficile!) trovare un analogia tra questa Unica cosa vivente con un concetto che esprima Vita senza appartenere né al mondo dei pensieri (come un principio) né alla materia delle forme né alle forze d'energia della materia stessa ma che Sia la loro reale unica SostanzaEssente!!
Non posso dire "vuoto" perché appartiene anche questo ad un concetto della fisica, devo riuscire a dedurre quella porta nascosta dove posso esprimere più razionalmente possibile
una realtà diversa che appartiene ad un'altra dimensione (e non me ne si voglia ma non mi riferisco ad "angioletti" o altro.. né ad omini verdi!!).
Insomma qualcuno molto prima di inventare le radio ipotizzò qualcosa che non si vedeva ma esisteva, ora sono certa che ciò che cerco lo abbiamo sotto il naso (anzi pure dentro! ) ma da sempre ma ci sfugge per conformazione mentale volta ad interpretare le cose in bianche e nere o colorate o rispondenti a macchinari ! Ora le onde radio appartengono comunque ancora alla materia, ciò invece a cui cerco di dare nome non vi appartiene pur essendoci, ma lo si può in qualche modo dedurre attraverso la logica!
Lo sento ne sono certa... Del vero Tao non si può parlare.. etc..etc..etc.. Eppure sono certa che così come lo si è tentato di esprimere a parole parimenti lo si può esprimere avvicinandolo al mondo de sensi visto che questa forma (sensi) è un suo plastico gioco senza che però corrisponda ad essere la sua identità né la sua sostanza, ma solo un gioco di "luci" di "rifrazioni"..
Nexus6 e chi altro.. è abbastanza pazzo da seguirmi?
Riesco ad esprimere ciò che intendo?

Gyta
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Vecchio 19-04-2006, 15.42.04   #14
maxim
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Cara Gyta…il procedimento mentale che usi è a mio avviso corretto però commetti un errore quando pensi di poter esprimere a parole…ma peggio ancora quando pensi di poter trasmettere…ciò che tu senti nel tuo mondo interiore. Certo ti puoi avvicinare fino a rendere più o meno partecipe il tuo interlocutore ma in lui questo sentimento sarà rappresentato attraverso una immagine che potrebbe essere completamente differente dalla tua “realtà”.

… e tento di spiegarti il perché…

Nella tua analisi non hai tenuto conto di 3 cose importanti:
1) per poter trasmettere hai bisogno, dalla parte opposta, di un ricevitore. Il tuo interlocutore deve essere pronto a recepire il messaggio così com’è stato trasmesso altrimenti non sarà possibile nessuna comunicazione…
…e ti dirò di più…
quel ricevitore dovrà essere sintonizzato sulla tua stessa frequenza d’onda altrimenti il messaggio arriva ma arriva distorto.
2) la fallibilità del linguaggio umano e le diverse interpretazioni dei termini che lo formano.
3) la difficoltà nell’esprimere esperienze che tutto sommato non sono “vere” esperienze in quanto spesse volte si fermano solo a pure intuizioni e sensazioni non sperimentabili attraverso i nostri sensi.

Comunque non demordere…verificatesi a tuo favore tutte e tre le condizioni suesposte il tentativo riuscirà.

maxim is offline  
Vecchio 19-04-2006, 20.10.37   #15
gyta
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Messaggio originale inviato da maxim
quel ricevitore dovrà essere sintonizzato sulla tua stessa frequenza d’onda altrimenti il messaggio arriva ma arriva distorto
Si, a questo ci avevo indirettamente pensato.. ma si dovrebbe comunque arrivare ad un "compromesso" interpretativo così come in un certo senso lo abbiamo quanto cerchiamo di 'spiegare' cosa sia un "quanto" o l' "amore" !

Il secondo punto è assolutamente vero,
tant'è che spesso la filosofia ricorre a delle forme linguistiche "costruite" apposta ad ovviare la somiglianza ad altre.. ed è comunque un problema a cui si deve render conto, problema comunque non nuovo.

Il terzo punto invece è quello che sin'ora mi "frega"..
Vuoi per rimandi di tempo (impegni), vuoi perché dovrei fare la scelta di dedicarmi unicamente a questo, almeno per un certo periodo ininterrotto..

Ma se la cosa (per ora ) non mi riuscisse "completa" penserei di non aver centrato bene la mia concentrazione,
non che la strada non sia possibile!

(e questa non è fede cieca.. e quando "sai" d'aver "visto" e sai che passino dopo passino giungi sempre più precisamente a quel "essere"
Lasciamo perdere se sia o meno anche questo possibile "scherzo" della mente, in ogni caso la possibile traduzione avvicinerebbe sempre più la situazione alla sua possibile confutazione.. mentre confutare i "se" non mi servirebbe in questa strada..

Secondo me solo una persona che segue una logica razionale come bilancia e la percezione come direzione può arrivare a trovare la strada per dedurla in modo inequivocabile (ed oggettivamente proporla ripercorribile secondo il coerente percorso corrispondente).

Sarebbe interessante sapere se dopo i primi del 900 qualcuno abbia intrapreso con parziale successo questa strada.. Troppe le scoperte di questo ultimo secolo ( psicanalisi e fisica) mentalmente indispensabili ad avvicinarsi con passo decisamente più lesto dall'esperienza 'mistica' a quella d'ambizione.. scientifica.

[Così come si era cercato di scoprire dallo studio dell'effetto delle droghe psicadeliche qualcosa di più sull'inconscio.. (è solo un esempio! Non sto paragonando un certo tipo di percezione mentale con esperienze di allucinazione; ma il principio a mio avviso dovrebbe essere il medesimo, nel caso percettivo però pulito precedentemente da immagini residue codificabili, poiché si va ad analizzare quel senso di "vuoto essente" onnipervasivo sottostante.. ]


Citazione:
Messaggio originale inviato da nexus6
“Io” sono già plurale, ma non mi percepisco come tale, sono “uno”

Questo secondo me è una realtà tradotta in concetto molto importante
che si dovrebbe tenere costantemente presente al tirare le somme
nei vari percorsi.. una specie di aggiuntiva prova del nove!
(Sono al plurale ma mi percepisco come unità)
Citazione:
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La macchina fotografica può fornire un piccolo spunto di riflessione[..]
Fotografiamo il mondo oppure proiettiamo/riflettiamo i nostri “meccanismi” sul mondo?

Si.. dunque al posto di "fotografiamo" metterei un "ci connettiamo"
od ancor meglio siamo la connessione (parlo della mente!!)


Citazione:
Messaggio originale inviato da nexus6
Qualsiasi tentativo di riflessione è appunto tale, cioè ci riflette.
L’unica cosa che posso confermare è perciò questo bisogno, questo anelito o più certamente il circolo vizioso nel quale ci troviamo.

Attenzione che anche dare/prendere per vera/assoluta la seconda parte di questo discordo è entrare in un vicolo cieco e obbligato!!
Fermarcisi dentro può essere un errore fatale! Chi ci dice che la sua limpidezza non sia sintomo di corto circuito e non di coerenza!! (RifletterCi non esclude la possibilità di separare:
il riflesso per "ciò che è in sé" - dal suo "tendere---->" )

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Messaggio originale inviato da nexus6
Cartesio aveva ragione, con il suo “noi pensiamo dunque siamo”?
Beh, se nel pensiero facciamo rientrare le attività percettive relative ai sensi
direi che proprio di sì; per quanto se dovessi essere pignola amplierei il significato di sensi estendendolo non limitatamente a ciò che cataloghiamo come vivente in biologia; ovvero la "qualità d'essere sensibili" si sovrapporrebbe alla capacità diinterazione a tutti i livelli, molecolari e non! Ma il discorso prende una piega.. (!) 'tosta'..
.
Citazione:
Messaggio originale inviato da maxim
Comunque non demordere…verificatesi a tuo favore tutte e tre le condizioni suesposte il tentativo riuscirà.
Ecco.. Queste frasi fanno tanto bene al mio animuccio!!



Gyta

P.S: sulla "sanità mentale".. avevo inteso!

Ultima modifica di gyta : 19-04-2006 alle ore 20.18.20.
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Vecchio 20-04-2006, 09.53.54   #16
maxim
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...........Ma se la cosa (per ora ) non mi riuscisse "completa" penserei di non aver centrato bene la mia concentrazione,
non che la strada non sia possibile!

(e questa non è fede cieca.. e quando "sai" d'aver "visto" e sai che passino dopo passino giungi sempre più precisamente a quel "essere" ....


L’antroposofia è una “realtà” e mi sembra che quanto hai scritto si avvicini molto a questa “scienza dello spirito”.
Purtroppo in questa non vengono spiegati in maniera analitica i processi mentali per giungere a certe conclusioni di pensiero quindi quanto apprendi dall’antroposofia abbisogna di “fiducia” nell’espositore, ovverosia il ricevitore deve essere in perfetta sintonia con il trasmettitore.
Comunque sia i risultati in campo scientifico ci sono stati.
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Vecchio 20-04-2006, 10.07.02   #17
turaz
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ma alla fine il "succo" non è per caso quanto esposto alla fine da gyta (e compreso da maxim)
a cosa serve soffermarsi sui "processi mentali" (dettagli)?
a cosa serve "scandagliare" se il risultato è un allontanamento dal "succo"?
turaz is offline  
Vecchio 20-04-2006, 11.56.59   #18
gyta
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Messaggio originale inviato da maxim
L’antroposofia è una “realtà” e mi sembra che quanto hai scritto si avvicini molto a questa “scienza dello spirito”.
Purtroppo in questa non vengono spiegati in maniera analitica i processi mentali..

Uhmm.. buono!!! Acc.. antroposofia.. sic!!
Lo sapevo che apri una porta e ci sono altri dieci portoni!!
Comunque.. qualcosa avevo iniziato a scrivere..
Ecco qua:

Uack!! Ho appena finito di leggere ora che la mia cultura.. è graaande!
Ahimè.. io che ho sempre disdegnato gli accademici!!!

Okay:"Il grado di astrazione del pensiero é tanto più alto
quanto più il soggetto astraente é dotato di una cultura più o meno grande."


(E io che pensavo come da buona borghese educazione ( ?)
che il mio pensare fosse quel tanto accusato: "suonarsi le pippe" )

Ah, direte voi! Il dilemma è spiegato!!
(la mia astrazione del pensiero è graaande..! Per ciò.. ahimè,
mio malgrado l'ho preso quel fatidico 5 per cento restante -di cui non si sa ancora un tubo!- dall'ambiente.. (mi chiedo.. visto che c'ero non potevo fare 31? vabbè!) Dunque incredibilmente adrenalinica.. ho trovato 4paginette stringate ma divertentemente ben fatte che sintetizzano scientificamente tutto il percorso del funzionamento della mente.. manca solo la parte più interessante CVD! La quale naturalmente (come previsto!) resta a noi.. da integrare!

Effettivamente alcuni passaggi son scritti talmente con verve che viene voglia di mangiarsi l'articolo.. beh certe cosucce proprio non le sapevo!Per cui tranne che per qualche accenno, per la lettura integra vi rimando a:

http://groups.msn.com/scienze/lament...poelanima.msnw

(Hanno fatto un bel lavoro però!)

Su una cosa ho cileccato per bene.. però.. :
la maggior parte della nostro funzionamento arriva (informazione) dal codice genetico: ben il 95,98 per cento.. eppure in barba a quel che penserei pure io adesso il misero restante sembra tutt'altro che misero ed insignificante visto che è quello che presiede proprio al PENSIERO ASTRATTO conformato dall' ambiente (!)

"il pensiero astratto come progettualità non è una prerogativa esclusiva degli esseri umani ma di tutti i mammiferi superiori. Anche i cani sognano…io avevo un cane che nel sogno abbaiava e guaiva dandomi un fastidio tremendo."
(e questo l'ho pensato anch'io leggendo qualche aborto di pensiero peggio dei miei, lo assicuro!! E li pubblicano pure!)
"La neocorteccia è quella parte del nostro cervello che l’evoluzione biologica è venuta formando e la neocorteccia frontale si ritiene sia la più recente ed è anche quella parte di cervello che manca alle nostre cugine scimmie.

Potremmo affermare che man mano che il genoma impara aumentano neuroni ed arborizzazioni di dendriti e sinapsi. E’ questa quella parte di esperienza che ci viene data a priori dall’evoluzione ed occupa circa il 95,98 dell’intera struttura cerebrale. La parte restante, che alcuni giudicheranno non significativa - sbagliando - é quella che viene a conformarsi sulle informazioni che pervengono dall’ambiente (cultura, affetti, superstizioni).

Vi sono, a nostro avviso, alcune scoperte recenti della neurobiologia che ci possono illuminare sui meccanismi che sovraintendono la formazione del pensiero astratto.

A questo punto è d'obbligo fare una disquisizione su che cosa s’intenda, per pensiero astratto, ma ve la risparmiamo; dicendo semplicemente che, nella pratica, per pensiero astratto s’intendono tutte quelle attività mentali che trovano il loro contenuto di verità esclusivamente nel pensiero astratto stesso. E’, come ben si capisce, esattamente il contrario del pensiero scientifico. Del pensiero astratto dovrebbe far parte l’attività onirica ma alcuni la escludono perché, come ben sappiamo, anche moltissimi animali sognano.

Alcuni esperimenti effettuati con la Pet e la Risonanza Magnetica Funzionale, hanno dimostrato che quando si immagina una scena, vengono attivate aree della corteccia cerebrale che si attivano allorché noi immaginiamo la scena dando così una base neuronale all’immaginazione.
D’altra parte, l’esperienza poggia tutta sulla rievocazione di avvenimenti già vissuti in parte forniti dalla memoria filetica ed in parte acquisiti tramite il nostro rapporto “contrappuntistico* con l’ambiente."

*(interazione)

"Se cosi é, come pare che sia, anche grazie all’attività dei neuroni a specchio* , il pensiero astratto altro non é che l’associazione di esperienze sensoriali gia vissute o vissute da altri di cui il soggetto ha avuto conoscenza per sentito dire o averlè viste, e quindi trasportate col pensiero nel grande magazzino della memoria."


* neuroni che si fanno i cavoli degli altri in modo egregio!!
>assolutamente da leggere!! Chiamati anche "a fasu tutto mi" (faccio tutto io> e ci crede.. e se la beve, pure! .p
Ma.. UDITE UDITE:
"I neuroni a specchio si attivano non soltanto quando predispongono un movimento e quando lo eseguono ma anche quando un altro soggetto compie un’azione."

[Non ditemi che sapevate già tutto questo??
E non me l'avete detto???!!]

Sarà la primavera? Il mio 4,02 per cento s'è messo cigolando cigolando in moto.. (!)

"Si era sempre pensato che i neuroni motori coordinassero e pianificassero il coordinamento muscolare in vista di un’operazione complessa, invece questa scoperta portava un elemento del tutto nuovo in un campo dove si erano raggiunte conoscenze vicino alla certezza. E cioè il sistema motorio veniva impiegato anche per copiare quello che veniva compiuto da un’altro soggetto**. Perciò questi neuroni non soltanto pianificano un’azione ma sono altresì in grado di rispecchiare un movimento o un’azione compiuta da altri.

Dovrebbe essere questo il sistema che il nostro cervello utilizza per interpretare la realtà come ad esempio distinguere un corpo inanimato da uno animato ed in ultima analisi, permette al soggetto di acquisire un’autonomia motoria e di essere quindi l’autore del proprio comportamento"

E’ la strada maestra che porta alla coscienza unitamente a quanto abbiamo detto circa il campo ricettivo? E’ ancora presto per dirlo. Ma una cosa é certa il meccanismo ci aiuta a capire cosa fanno gli altri ed a adeguarci. Ecco perché la scoperta ha interessato psicologi e sociologi in quanto il nostro comportamento viene influenzato da questo sistema empatico del tutto naturale"


Mi chiedevo.. visto la mia ristrettissima cultura e la mia vertiginosa immaginazione ultradimensionale
Sarà mica che tutto sto popò di movimento mentale (mio) lo devo alle astrazioni da bimba? Nel senso che c'è tutta la prima parte che spiega come la formazione del meccanismo "poliziesco" di trasmissione del "fate passare Picone", in questo caso l'energia,
è la maggiorparte dal bagaglio genetico e altra parte va a "sistemarsi" e strutturarsi durante l'infanzia.. (se non ho compreso male, poi lo rileggerò attentamente visto la stanchezza che ho in sti giorni)
A proposito.. Dico, tutte le bimbe giocavano con le bambole: noi, no! Giocavamo coi fantasmi!! Ora capisco.. Ti pare l'immaginazione di ste bambine di 7/8 anni che giocano ad individuare tra i colori dell'asfalto la loro guida celeste (lo giuro! Io non vedevo nulla.. ma essendo l'unica alla fine ho optato per "Viola" >l'ultimo colore disponibile.. quasi quasi iniziavo a crederci pure io, a forza di cercarlo e di cercarlo per reggere il gioco alle coetanee!! Vabbuò! )

Assieme ai neuroni a specchio anche questi: (scopertaitaliana parentesi! del 1998 se ho compreso giusto)"I neuroni bimodali possiedono la caratteristica di attivarsi allorché una parte del corpo viene toccata o sfiorata. L’area del corpo che corrisponde all’attivazione di un dato neurone viene chiamata campo ricettivo. La caratteristica però, di questo tipo di neurone consiste non solo nella sua attivazione quando viene toccata una determinata area di sua competenza (campo ricettivo), questi però si attiva anche quando un oggetto é alla portata della sua mano. Più precisamente dovremmo dire che il campo ricettivo del neurone si estende spazialmente fino ad inglobare quelle aree che sono in corrispondenza con la parte corporale che fa riferimento al neurone. Il campo ricettivo é gia uno spazio che l’individuo sente suo. Sarebbe interessante allargare il discorso ed esaminare dettagliatamente a quali conseguenze comportamentistiche porta questa scoperta della neuroscienza. Raramente l’uomo accetta che il suo campo ricettivo venga violato da altri, anche il rapporto amoroso, che chiaramente appare come una violazione del campo ricettivo a questo si assoggetta, arrivando a percepire il partner come cosa sua."

"A questo punto, e cioè una volta accettata la funzione dei neuroni a specchio, cade del tutto l’antiquata e oramai sorpassata concezione fra mente e corpo poiché la capacità di rapportarsi con gli altri (empatia) non dipende solamente dal cervello ma dall’organismo nella sua totalità. Un cervello che non avesse arti da far muovere non avrebbe possibilità alcuna di rapportarsi con gli altri e con l’ambiente."


Visto che solo io riesco ad essere così disordinata nel mio piccolo
vi consiglio di dare un'occhiata ai quattro fogli sul sito citato



Gyta (che ha tanto bisogno di dormire una settimana consecutiva!)

** ed intento abbiamo trovato quell'indecente che ci inocula il CONFORMISMO!!

[Il materiale è stato preso da http://groups.msn.com/scienze/lament...poelanima.msnw]
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Vecchio 20-04-2006, 12.04.15   #19
gyta
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Manca veramente molto materiale indispensabile
(per chi è a digiuno).. che non ho postato!!

(Per ora non riesco a ordinarlo,
ma sul sito parte dal principio,
io mi sono limitata per tempi miei a
poche considerazioni)



Gyta

Ultima modifica di gyta : 20-04-2006 alle ore 12.05.17.
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Vecchio 20-04-2006, 15.18.23   #20
maxim
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Gyta…è una gran fortuna che tu disdegni gli accademici…

In attesa di un intervento capace di misurare scientificamente la capacità del tuo pensiero astratto, ti devi accontentare di procedere a piccolissimi passi comunicando con il mio pensiero astratto che evidentemente non è ancora ben organizzato come il tuo e capace di incanalarsi in un procedimento mentale che possa partorirlo a parole.
Tralasciando quindi quel 95,98% dovuto alla genetica che con me dev’essere stata particolarmente avara, mi par di comprendere che il tuo interesse sia rivolto alla parte rimanente, sede del “pensiero astratto” che mi risulta termine ancora oscuro. La tua risposta su cosa sia PER TE il pensiero astratto non mi chiarisce le idee…anzi me le ingarbuglia ancor di più.
Avessi la cortesia di delucidarmele…


"Il grado di astrazione del pensiero é tanto più alto
quanto più il soggetto astraente é dotato di una cultura più o meno grande."


Riscrivo con qualche parola mia…correggimi ed integra (se ne hai la pazienza)…

"Il procedimento attraverso il quale la mente umana costruisce concetti universalmente validi è tanto più alto quanto più il soggetto astraente è dotato…….
Eh…
…è dotato di che cosa?
maxim is offline  

 



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