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Vecchio 01-06-2006, 18.42.43   #21
turaz
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Messaggi: 3,250
beh.. alla lunga ciò che è stato detto rientra nel tema non trovi?
mancata evoluzione delle religioni.
cmq ho compreso e per quanto mi concerne così è.
ma vado oltre.
Ti fa del "male" oppure in sostanza ti permette di evolvere e di comprendere?
turaz is offline  
Vecchio 01-06-2006, 18.50.14   #22
Emily
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Sì mi permette di evolvere nel senso che, grazie a Dio, quella ferita non duole più e mi permette di amare sempre di più anche mi mi fa del male..anche se ci vuole tempo e pazienza nel pregare Dio e aspettare i suoi tempi.
Questo grazie anche a chi mi stà vicino e mi fa capire dove sbaglio e mi perdona e mi aiuta così a "camminare" in uno scambio di amore reciproco e comprensione.
Ho capito che l'amore non conosce limiti e che siamo noi a porli con i nostri egoismi.

Emily is offline  
Vecchio 02-06-2006, 03.00.19   #23
Elijah
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Re: La mancata evoluzione delle religioni

x maxim

Maxim, semplificando al massimo* - perché sono stanco -, noto nelle tue parole la seguente cosa:

Un'estrema importanza alla ragione, ma in particolar modo ai pensieri, alla logica, ai ragionamenti, ecc.

Ma ora dimmi, sono così importanti il pensiero, le parole, i discorsi, ecc. che uno ha e fa?

A mio modo di vedere, l'errore più grande, è proprio quello di attribuire a delle parole la Verità. "Errore" che il Cristianesimo in parte ha fatto, soprattutto pensando alla tradizione successiva alla stesura degli scritti neotestamentari, e "errore" che anche tu se non erro stai commettendo, ma "errore" che non credo abbia fatto una certa persona chiamata Yoshua.

Ora, il nucleo della Buona Novella (il Vangelo) è basato - a mio modo di vedere - su questo:

Dio è Amore. Egli ci "dimostra" il suo Amore, donandoci suo Figlio Gesù Cristo.
Gesù arriva e dà Amore all'essere umano.
E ora, cosa è che tocca a fare all'uomo?

Il Vangelo credo che parli chiaro:
Amare il nostro prossimo come noi stessi - come amiamo Dio.

Anzi:
Se uno dice: «Io amo Dio», ma odia suo fratello, è bugiardo; perché chi non ama suo fratello che ha visto, non può amare Dio che non ha visto.
(1Giovanni 4:20)

Solo amando il nostro prossimo, amiamo Dio.

Onestamente, credo che l'uomo dovrebbe iniziare ad occuparsi un po' di più del suo prossimo, del suo bene, della sua sussistenza, amandolo.
Non si può amare Dio, odiando le persone. E non ci si può occupare di Dio, senza interagire e amando il prossimo.

La conseguenza di quanto sto dicendo è che - te lo dico in modo chiaro e tondo - alla fin fine Dio lo potresti mettere anche da parte, in quanto non ti servirebbe più.
Ma attenzione, non fraintendiamo quanto ho appena scritto.
Quanto capita è che non dovremmo più occuparci di Dio, di sacrificargli cose, di digiunare per lui, e via dicendo, bensì dell'essere umano.
Alla fine, è l'essere umano, che dovrebbe amare e dare il suo amore agli altri esseri umani (e Dio non centra più nulla, da Dio sarebbe solo partito questo Amore, ma non deve per forza di cose tornare al lui... questo amore deve alla fin fine rivolgersi all'umanità).
E questo sarebbe tutto.
Dio non dovrebbe più essere preso in considerazione, ma sarebbe lo stesso presente, dato che è dando - se mi vien concesso questo "dare" che io trovo alquanto abusivo e orrendo, ma vabbé - amore, che Dio vive in noi, e che si manifesta tramite noi.

E alla fin fine, altra importante suddivisione, tra il dire e il fare, ciò che veramente conta mi pare che sia il fare:
È lì che si nota chi possiede l'autentica verità, o pensi il contrario?

Prendendo in considerazione un passo presente nella prima epistola di Giovanni, credo che il discorso che sto facendo possa diventare ancora più chiaro:

Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità.
(1Giovanni 3:18)

La noti la netta spaccatura che troviamo?
Non parole, pensieri, ragionamenti, logica, ma fatti, verità, azioni, l'agire.

Se tu osservi l'agire di Gesù (senza cosa disse), noti che egli dedicò i suoi anni della vita pubblica ai bisognosi, ai poveri, guariva gli ammalati, faceva buone opere, e cercava di amare e di ritrovare quell'unità, quell'unità che è andata inspegabilmente e disgraziatamente persa...

Siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi.
(Gesù in Giovanni 17:21)

Citazione:
Maxim scrive
Io penso che l’uomo si meriti, ora, qualcosa in più.
Maxim...
Di dico la verità, ma non posso comprendere pienamente queste tue parole.
Se tra il pensiero e l'agire vogliamo dare veramente più importanza all'agire, e se tu concordi con questo, non scorgo cosa tu possa proporre in più di quel "siamo tutti uno", a quel tendere a quella unità tramite l'unico mezzo possibile: l'Amore, per il tuo prossimo come te stesso, come a Dio, ma con in fatti e in Verità, cioè esattamente quanto troviamo nel vecchio e superato N.T.

E poi diciamecelo - lo si può certamente criticare, e lo già fatto anch'io -, ma uno dei più grandi cristiani (spero che tu comprenda perché io lo nomini adesso così), disse:
Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo. La verità e la non violenza sono antiche come le montagne.
(Gandhi)

Maxim, nulla di nuovo.
Come fece Gesù (non credo proprio che volesse fondare una nuova religione), bisogna solo riscoprire l'essenza di quanto già possediamo, ma che è andato perso per strada.
Non dobbiamo andarlo a cercare per forza di cose via, lontano da noi, un qualcosa di nuovo, alternativo, innovativo (cosa sarebbe poi? Non mi pare tu l'abbia precisato).
In ogni religione - dal mio punto di vista - possiamo trovare quell'essenza, che se messa in atto, ci porterebbe alla vera realizzazione di quel "siamo tutti uno".

* E il bello che volevo semplificare...
Scusate.

Vabbé, spero che quanto abbia scritto, abbia un senso compiuto... Dico così, in quanto sono un po' stanco e...
Missà che è meglio se vado a dormire.
Notte

P.S.:
In poche parole, Maxim, i discorsi logici, e il filosofeggiare, su Dio, la sua Onnipotenza, collegato ad altre cose, io lo trovo sicuramente interessante, ma in sé vacuo.

Tra il corretto pensiero e il corretto agire, trovo illuminante una frase di Locke...

Le azioni degli uomini sono le migliori interpreti dei loro pensieri.
(John Locke)

Ultima modifica di Elijah : 02-06-2006 alle ore 03.08.35.
Elijah is offline  
Vecchio 05-06-2006, 12.12.53   #24
maxim
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Re: Re: La mancata evoluzione delle religioni

Citazione:
Messaggio originale inviato da Elijah
x maxim

Maxim, semplificando al massimo* - perché sono stanco -, noto nelle tue parole la seguente cosa:

Un'estrema importanza alla ragione, ma in particolar modo ai pensieri, alla logica, ai ragionamenti, ecc.

Ma ora dimmi, sono così importanti il pensiero, le parole, i discorsi, ecc. che uno ha e fa?

A mio modo di vedere, l'errore più grande, è proprio quello di attribuire a delle parole la Verità. "Errore" che il Cristianesimo in parte ha fatto, soprattutto pensando alla tradizione successiva alla stesura degli scritti neotestamentari, e "errore" che anche tu se non erro stai commettendo, ma "errore" che non credo abbia fatto una certa persona chiamata Yoshua.

Ora, il nucleo della Buona Novella (il Vangelo) è basato - a mio modo di vedere - su questo:

Dio è Amore. Egli ci "dimostra" il suo Amore, donandoci suo Figlio Gesù Cristo.
Gesù arriva e dà Amore all'essere umano.
E ora, cosa è che tocca a fare all'uomo?

Il Vangelo credo che parli chiaro:
Amare il nostro prossimo come noi stessi - come amiamo Dio.

Anzi:
Se uno dice: «Io amo Dio», ma odia suo fratello, è bugiardo; perché chi non ama suo fratello che ha visto, non può amare Dio che non ha visto.
(1Giovanni 4:20)

Solo amando il nostro prossimo, amiamo Dio.

Onestamente, credo che l'uomo dovrebbe iniziare ad occuparsi un po' di più del suo prossimo, del suo bene, della sua sussistenza, amandolo.
Non si può amare Dio, odiando le persone. E non ci si può occupare di Dio, senza interagire e amando il prossimo.

La conseguenza di quanto sto dicendo è che - te lo dico in modo chiaro e tondo - alla fin fine Dio lo potresti mettere anche da parte, in quanto non ti servirebbe più.
Ma attenzione, non fraintendiamo quanto ho appena scritto.
Quanto capita è che non dovremmo più occuparci di Dio, di sacrificargli cose, di digiunare per lui, e via dicendo, bensì dell'essere umano.
Alla fine, è l'essere umano, che dovrebbe amare e dare il suo amore agli altri esseri umani (e Dio non centra più nulla, da Dio sarebbe solo partito questo Amore, ma non deve per forza di cose tornare al lui... questo amore deve alla fin fine rivolgersi all'umanità).
E questo sarebbe tutto.
Dio non dovrebbe più essere preso in considerazione, ma sarebbe lo stesso presente, dato che è dando - se mi vien concesso questo "dare" che io trovo alquanto abusivo e orrendo, ma vabbé - amore, che Dio vive in noi, e che si manifesta tramite noi.

E alla fin fine, altra importante suddivisione, tra il dire e il fare, ciò che veramente conta mi pare che sia il fare:
È lì che si nota chi possiede l'autentica verità, o pensi il contrario?

Prendendo in considerazione un passo presente nella prima epistola di Giovanni, credo che il discorso che sto facendo possa diventare ancora più chiaro:

Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità.
(1Giovanni 3:18)

La noti la netta spaccatura che troviamo?
Non parole, pensieri, ragionamenti, logica, ma fatti, verità, azioni, l'agire.

Se tu osservi l'agire di Gesù (senza cosa disse), noti che egli dedicò i suoi anni della vita pubblica ai bisognosi, ai poveri, guariva gli ammalati, faceva buone opere, e cercava di amare e di ritrovare quell'unità, quell'unità che è andata inspegabilmente e disgraziatamente persa...

Siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi.
(Gesù in Giovanni 17:21)


Maxim...
Di dico la verità, ma non posso comprendere pienamente queste tue parole.
Se tra il pensiero e l'agire vogliamo dare veramente più importanza all'agire, e se tu concordi con questo, non scorgo cosa tu possa proporre in più di quel "siamo tutti uno", a quel tendere a quella unità tramite l'unico mezzo possibile: l'Amore, per il tuo prossimo come te stesso, come a Dio, ma con in fatti e in Verità, cioè esattamente quanto troviamo nel vecchio e superato N.T.

E poi diciamecelo - lo si può certamente criticare, e lo già fatto anch'io -, ma uno dei più grandi cristiani (spero che tu comprenda perché io lo nomini adesso così), disse:
Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo. La verità e la non violenza sono antiche come le montagne.
(Gandhi)

Maxim, nulla di nuovo.
Come fece Gesù (non credo proprio che volesse fondare una nuova religione), bisogna solo riscoprire l'essenza di quanto già possediamo, ma che è andato perso per strada.
Non dobbiamo andarlo a cercare per forza di cose via, lontano da noi, un qualcosa di nuovo, alternativo, innovativo (cosa sarebbe poi? Non mi pare tu l'abbia precisato).
In ogni religione - dal mio punto di vista - possiamo trovare quell'essenza, che se messa in atto, ci porterebbe alla vera realizzazione di quel "siamo tutti uno".

* E il bello che volevo semplificare...
Scusate.

Vabbé, spero che quanto abbia scritto, abbia un senso compiuto... Dico così, in quanto sono un po' stanco e...
Missà che è meglio se vado a dormire.
Notte

P.S.:
In poche parole, Maxim, i discorsi logici, e il filosofeggiare, su Dio, la sua Onnipotenza, collegato ad altre cose, io lo trovo sicuramente interessante, ma in sé vacuo.

Tra il corretto pensiero e il corretto agire, trovo illuminante una frase di Locke...

Le azioni degli uomini sono le migliori interpreti dei loro pensieri.
(John Locke)


C’è una netta tua contraddizione nel riportare Locke alla fine:

Le azioni degli uomini sono le migliori interpreti dei loro pensieri.

…e quanto fai intendere all’inizio:

Dai un'estrema importanza alla ragione, ma in particolar modo ai pensieri, alla logica, ai ragionamenti, ecc…ma ora dimmi, sono così importanti il pensiero, le parole, i discorsi, ecc. che uno ha e fa?

Si…sono molto importanti…e proprio per quanto affermato anche da Locke.
Sono i nostri pensieri che si trasformano in azioni e le precedono…come non dare importanza a ciò.
Se le azioni interpretano i pensieri è evidente quanto importanti siano questi per il “corretto” svolgersi delle azioni stesse. Che poi spesse volte non coincidano pensieri ed azioni sono d’accordo ma questi non possono essere slegati.

Ritornando a noi…penso che nessuno abbia centrato (o non vuole centrare) l’obiettivo della discussione che non era quello di screditare un dio a favore di un altro bensì ricercare, tra quelli esistenti, colui che si è rivelato all’uomo nella maniera più “credibile”. Proviamo quindi ad immaginare per un momento che il messaggio di questo dio sia slegato dalla sua immagine e dalle pratiche religiose che gli appartengono….anzi, facciamo un po’ di fantareligione.

Io sono gesù…sono ritornato sulla terra per ribadire ed affinare il messaggio portatovi 2000 anni fa e vi dimostro che so moltiplicare …uhmmm, vediamo…in questo contesto socio-culturale pane e pesci non vanno più bene…moltiplico caviale e champagne. Vi ordino di pregare per me al sorgere del sole ed al tramonto facendoci tutti assieme una bella canna perché esalta le potenzialità spirituali e quando sarà la vostra ora il dio buono arriverà con una carrozza trainata da bianchi cavalli e vi condurrà alla salvezza eterna ove deciderete voi cosa fare da quel momento all’infinità.

Sarei credibile oggi? O le contraddizioni del mio operare e le fantasie irragionevoli che non reggono di fronte a qualsiasi buona logica mi renderebbero poco credibile qualunque sia la perfezione e la purezza del messaggio che porto?

Ovverosia Elia…come concili la foto nel tuo avatar con l’affermazione “dio è amore”? Non era secondo te possibile un atto di ragionevole furbizia umana nell’interpretare la giustificazione divina di alcuni eventi che interessano la nostra vita e che ora invece sono in palese contraddizione tra loro?

PS: ce l’ho su con le religioni perché non sono state capaci di fornirmi un’immagine credibile di dio!
maxim is offline  
Vecchio 05-06-2006, 15.57.37   #25
alessiob
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Contrariamente a quanto si possa credere le religioni si evolvono, eccome se si evolvono.

Tanto da cambiare perfino i precetti iniziali e predicare cose che se fatte in precedenza avrebbero meritato morte certa.

Questo si può notare anche nella somiglianza di molte religioni oggi esistenti: unico Dio, Paradiso per i buoni, Inferno per i cattivi, anima, creazione, Bontà divina ecc...

Somiglianza dovuta ad una Evoluzione. Infatti inizialmente le religioni erano formate da una pluralità di Dei, alcune credevano in divinità di animali, con loro relativa incarnazione, altri nello spirito della natura ecc....

Poi con il tempo le religioni si sono Evolute clonandosi tra loro. Per fare un esempio Il cristianesimo deriva dalla religione Di Mira praticamente identica sotto moltissimi punti.
Sempre rimanendo in tema al tempo del cristianesimo esistevano CEntinaia di religione che predicavano un unico dio nato da madre VERGINE, un prerequisito indispensabile per l'accettazione di una religione a quel tempo. Oggi i Protestanti, di matrice cristiana non credono nella verginità. Questa è pura evoluzione.

Oggi i comandamenti impartiti dal vecchio testamento e in genarale tutto il suo contenuto è ritenuto Obsoleto dai cristiani. Nonostante quel testo dovrebbe essere la chiara parola di Dio.

Perchè il vecchio testamento è ritenuto obsoleto rispetto al nuovo? Semplice: Evoluzione. Il vecchio è assolutamente incompatibile con la realtà scientifica del mondo moderno.

Ora, dimostrato che le religioni si evolvono, devo dare comunque atto che si sta verificando una stabilità singolare che mai si era verificata prima.

Mentre prima le religioni potevano evolversi in tutta comodità supportate dalla estrema ignoranza dell'uomo nella conoscenza del mondo, oggi accade qualcosa che le religioni non avevano minimamente previsto: Che un giorno l'uomo sarebbe riuscito da solo, senza alcun intervento divino, a comprendere quello che gli sta attorno, ad intuirne lo scopo, a regolarne i meccanismi interni e infine ad orientarli per i suoi scopi personali.

Ogni nuova scoperta emergente che entra in netto contrasto con il dogma religioso (rotondità della terra, negazione della centralità della terra rispetto all'universo, clonazione umana, evoluzionismo di Darwin, scoperta biologica del funzionamento del corpo, tanto per citarne solo alcuni) viene conciliata con la religione nel modo più efficace possibile, ma inutile dire, che questo tentativo patetico di cambiare le regole religiose affinchè non stonino con la realtà oggettiva delle coe è del tutto inutile e fuorviante. Chiunque con un minimo di buon senso ne intuirebbe la sua illogicità generale.

Ecco dunque che le religioni hanno oggi dura strada per evolversi e quindi non riescono a farlo in maniera efficace. Ci provano, certo. Anzi lo fanno continuamente. Ma non riescono poichè è impossibile fare credere ad un individuo due concetti del tutto opposti a patto che questo non abbia subito un lavaggio del cervello.

Osservando il mondo, sappiamo TUTTI, in cuor nostro, che verrà il gionro in cui tutte le religioni del mondo non esisteranno più, e nessun essere vivente le praticherà.
Tutto cambia, tutto si evolve, nulla rimane fermo.

Questa inequivocabile verità rimarra detro di noi, unico sollievo è la nostra morte. Infatti da immorlati dovremmo subirci il catigo di osservare i nostri ideali scomparire, meglio la morte al ribaltamento dell'idea del mondo ormai radicata nei nostri pensieri.
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Vecchio 05-06-2006, 18.45.23   #26
Elijah
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Re: La mancata evoluzione delle religioni

Citazione:
Messaggio originale inviato da maxim
C’è una netta tua contraddizione nel riportare Locke alla fine:

Le azioni degli uomini sono le migliori interpreti dei loro pensieri.

…e quanto fai intendere all’inizio:

Dai un'estrema importanza alla ragione, ma in particolar modo ai pensieri, alla logica, ai ragionamenti, ecc…ma ora dimmi, sono così importanti il pensiero, le parole, i discorsi, ecc. che uno ha e fa?

Si…sono molto importanti…e proprio per quanto affermato anche da Locke.
Sono i nostri pensieri che si trasformano in azioni e le precedono…come non dare importanza a ciò.
Se le azioni interpretano i pensieri è evidente quanto importanti siano questi per il “corretto” svolgersi delle azioni stesse. Che poi spesse volte non coincidano pensieri ed azioni sono d’accordo ma questi non possono essere slegati.
Netta contraddizione? Non penso, anche se ultimamente mi si accusa di sovente di questa mia contraddizione...
E vabbé, lo ammetto, è da tempo che sono andato "oltre" il principio di non-contraddizione...

Con questo non voglio dire che l'ho superato, ma sono andato oltre... Il che implica che quanto scrivo, dal punto di vista logico-umano, non sta sempre tutto molto in piedi...

Fatto sta, che quel che volevo dirti, o sottolinearti, è la seguente cosa:

Non intuisci che la maggior parte degli scontri religiosi, sono legati al pensiero, alle parole, al cosa si pensa?
A come si rappresenta Dio con la mente?

Citazione:

Ce l’ho su con le religioni perché non sono state capaci di fornirmi un’immagine credibile di dio!

Ma è proprio questo che non dovrebbero darti, una immagine, un pensiero a riguardo, delle parole a cui attaccarti, un ragionamento logico e razionale...

Non ti rendi conto che se tu mettessi assieme a vivere per un mese un cristiano, un ebreo, un musulmano, un ateo, un buddhista, ecc., con il divieto di parlare, i problemi sarebbero molto minori, in quanto ciò che le persone cercherebbero di fare, sarebbe semplicemente quello di vivere in armonia tra di loro, senza poter convertire il prossimo alla proprio ideologia?

Non intuisci, che Locke, dicendo che le azioni sono la miglior interpretazione dei pensieri, arrivava quasi a dire:
Ma smettetela di discutere su come è Dio a parole!
Non vedete che con i fatti, tutti volete la pace, l'amore, l'armonia, la fratellanza, ecc.? (o almeno è aspicabile che una religione voglia qualcosa del genere...)

Quindi, se tutti alla fin fine volete questo paradiso, questa pace, perché discutere su delle parole?
Perché non notare le affinità dell'agire, e perché non notare, che come un cristiano agisce facendo del bene in nome di Gesù, un musulmano lo fa in nome di Allah, un buddhista perché segue l'insegnamento di Siddhartha, ecc.
Insomma che tutti, osservando l'agire, fanno la stessa cosa...
Perché non si nota questo aspetto?


Perché si continua a dire...?
Se tu non credi in Allah, finirai all'inferno, nonostante nella tua vita amerai il tuo prossimo come te stesso, con tutta la tua anima, il tuo cuore, e la tua volontà, sacrificandoti per il bisognoso?
Perché si continua a dire...?
Se tu non accetti il Cristo, finirai all'inferno, nonostante nella tua vita amerai il tuo prossimo come te stesso, con tutta la tua anima, il tuo cuore, e la tua volontà, sacrificandoti per il bisognoso?
Perché si continua a dire...?
Se tu non segui l'ottuplice sentier, resterai nel ciclo della reincarnazione, nonostante nella tua vita amerai il tuo prossimo come te stesso, con tutta la tua anima, il tuo cuore, e la tua volontà, sacrificandoti per il bisognoso?

Perché si rimane così ancorati a ciò che si pensa, e non si osserva per nulla come uno agisce?

Citazione:

Ritornando a noi…penso che nessuno abbia centrato (o non vuole centrare) l’obiettivo della discussione di ricercare, tra le divinità esistenti, colui che si è rivelato all’uomo nella maniera più “credibile”.
Guarda che puoi sempre diventare od essere deista, risolvendo la questione prima del previsto.

Ad ogni modo, continui a considerare la rivelazione scritta più importante dell'agire.

Ti dedico queste parole:

L’essenza del vero insegnamento religioso consiste nell’idea che si debba servire e aiutare tutti. È piuttosto facile essere amichevoli con gli amici. La religione vera sta nell’aiutare chi ti considera un nemico. L’altra è ben poca cosa.
(Gandhi, II-248)

Al contrario di quanto proponi te Maxim, al posto di inventarsi una nuova religione (solo per motivi ideologici poi?), io cercherei di estrapolare da ogni tradizione il meglio, l'essenza, da cui partire per cercare di migliorare la realtà.
Perché alla fin fine, non cambia proprio nulla se penso che Dio è Onnipotente o meno... ciò che conta è se io faccio qualcosa per questo mondo in scatafascio o meno.

Citazione:

Ovverosia Elia…come concili la foto nel tuo avatar con l’affermazione “Dio è amore”? Non era secondo te possibile un atto di ragionevole furbizia umana nell’interpretare la giustificazione divina di alcuni eventi che interessano la nostra vita e che ora invece sono in palese contraddizione tra loro?

Noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia.
(Paolo in 1Corinzi 1:23)

I cristiani credono in un Dio che si è fatto carne, e che è stato ammazzato nonostante fosse innocente e predicasse l'amore...
Se ti sembra sensato questo...

(Non noti che Gesù alias Dio ha dimostrato a tutti da chi proviene il male - tramite la sua crocifissione? E soprattutto da chi può provenire il bene?
Tutto dipende da noi, solo da noi... Noi abbiamo in mano le redini del gioco.)


Elia

P.S.:
Maxim, non mi è ben chiaro cosa tu stia proponendo.
Voglio dire, criticare le religioni rivelate, senza proporre un qualcosa di altenativo (che so, il deismo), non lo trovo molto sensato.
Dire quale delle religioni rivelate è la migliore, non ha nemmeno tanto senso - a mio parere -, dato che in tutte le religioni troviamo sempre persone più o meno in gamba. (quindi il discorso sarebbe esclusivamente ideologico... mah!).
Elijah is offline  
Vecchio 06-06-2006, 10.31.02   #27
maxim
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Re: Re: La mancata evoluzione delle religioni

Citazione:
Messaggio originale inviato da Elijah
Netta contraddizione? Non penso, anche se ultimamente mi si accusa di sovente di questa mia contraddizione...
E vabbé, lo ammetto, è da tempo che sono andato "oltre" il principio di non-contraddizione...

Con questo non voglio dire che l'ho superato, ma sono andato oltre... Il che implica che quanto scrivo, dal punto di vista logico-umano, non sta sempre tutto molto in piedi...

Fatto sta, che quel che volevo dirti, o sottolinearti, è la seguente cosa:

Non intuisci che la maggior parte degli scontri religiosi, sono legati al pensiero, alle parole, al cosa si pensa?
A come si rappresenta Dio con la mente?



Ma è proprio questo che non dovrebbero darti, una immagine, un pensiero a riguardo, delle parole a cui attaccarti, un ragionamento logico e razionale...

Non ti rendi conto che se tu mettessi assieme a vivere per un mese un cristiano, un ebreo, un musulmano, un ateo, un buddhista, ecc., con il divieto di parlare, i problemi sarebbero molto minori, in quanto ciò che le persone cercherebbero di fare, sarebbe semplicemente quello di vivere in armonia tra di loro, senza poter convertire il prossimo alla proprio ideologia?

Non intuisci, che Locke, dicendo che le azioni sono la miglior interpretazione dei pensieri, arrivava quasi a dire:
Ma smettetela di discutere su come è Dio a parole!
Non vedete che con i fatti, tutti volete la pace, l'amore, l'armonia, la fratellanza, ecc.? (o almeno è aspicabile che una religione voglia qualcosa del genere...)

Quindi, se tutti alla fin fine volete questo paradiso, questa pace, perché discutere su delle parole?
Perché non notare le affinità dell'agire, e perché non notare, che come un cristiano agisce facendo del bene in nome di Gesù, un musulmano lo fa in nome di Allah, un buddhista perché segue l'insegnamento di Siddhartha, ecc.
Insomma che tutti, osservando l'agire, fanno la stessa cosa...
Perché non si nota questo aspetto?


Perché si continua a dire...?
Se tu non credi in Allah, finirai all'inferno, nonostante nella tua vita amerai il tuo prossimo come te stesso, con tutta la tua anima, il tuo cuore, e la tua volontà, sacrificandoti per il bisognoso?
Perché si continua a dire...?
Se tu non accetti il Cristo, finirai all'inferno, nonostante nella tua vita amerai il tuo prossimo come te stesso, con tutta la tua anima, il tuo cuore, e la tua volontà, sacrificandoti per il bisognoso?
Perché si continua a dire...?
Se tu non segui l'ottuplice sentier, resterai nel ciclo della reincarnazione, nonostante nella tua vita amerai il tuo prossimo come te stesso, con tutta la tua anima, il tuo cuore, e la tua volontà, sacrificandoti per il bisognoso?

Perché si rimane così ancorati a ciò che si pensa, e non si osserva per nulla come uno agisce?


Guarda che puoi sempre diventare od essere deista, risolvendo la questione prima del previsto.

Ad ogni modo, continui a considerare la rivelazione scritta più importante dell'agire.

Ti dedico queste parole:

L’essenza del vero insegnamento religioso consiste nell’idea che si debba servire e aiutare tutti. È piuttosto facile essere amichevoli con gli amici. La religione vera sta nell’aiutare chi ti considera un nemico. L’altra è ben poca cosa.
(Gandhi, II-248)

Al contrario di quanto proponi te Maxim, al posto di inventarsi una nuova religione (solo per motivi ideologici poi?), io cercherei di estrapolare da ogni tradizione il meglio, l'essenza, da cui partire per cercare di migliorare la realtà.
Perché alla fin fine, non cambia proprio nulla se penso che Dio è Onnipotente o meno... ciò che conta è se io faccio qualcosa per questo mondo in scatafascio o meno.



Noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia.
(Paolo in 1Corinzi 1:23)

I cristiani credono in un Dio che si è fatto carne, e che è stato ammazzato nonostante fosse innocente e predicasse l'amore...
Se ti sembra sensato questo...

(Non noti che Gesù alias Dio ha dimostrato a tutti da chi proviene il male - tramite la sua crocifissione? E soprattutto da chi può provenire il bene?
Tutto dipende da noi, solo da noi... Noi abbiamo in mano le redini del gioco.)


Elia

P.S.:
Maxim, non mi è ben chiaro cosa tu stia proponendo.
Voglio dire, criticare le religioni rivelate, senza proporre un qualcosa di altenativo (che so, il deismo), non lo trovo molto sensato.
Dire quale delle religioni rivelate è la migliore, non ha nemmeno tanto senso - a mio parere -, dato che in tutte le religioni troviamo sempre persone più o meno in gamba. (quindi il discorso sarebbe esclusivamente ideologico... mah!).

Ma Elia…

Stiamo dicendo la stessa identica cosa e ciò mi stupisce assai! C’è un errore di comunicazione (e non si tratta solo di semplici termini)…vediamo cosa può essere.

Se continui a citarmi versetti e brani sacri, tutte le tue parole relative all’importanza dell’agire umano vanno in fumo….tu, quelle parole, le sai senz’altro scrivere molto meglio!

Qui, o si crede o non si crede! Spesse volte non riesco a comprendervi a voi “credenti”. Sbattete in faccia testi sacri ove si parla di inferno, di paradiso, di miracoli e li spacciate come oro colato ma son convinto che non ci credete nemmeno voi. A domande precise sull’esistenza di questo o di quello scattano giustificazioni, giri di parole, intuizioni di messaggi profondi poco chiari a ragion umana che non dicono assolutamente nulla…quasi se una parte di voi volesse credere a tutti i costi mentre qualcosa vi riporta con i piedi per terra e vi suggerisce che è tutto una gran illusione che sfiora il ridicolo.

…e da questa gran confusione ci si può svegliare? Il “credente” ne può trarre un concetto che possa mettere d’accordo la sua parte irrazionale con quella razionale?

Insomma Elia…prova a chiederti seriamente ed onestamente in cosa credi e poi se ti va me lo comunichi perché mi interesserebbe parecchio!
La stessa domanda la rivolgo anche ad Emily (se mi sta ascoltando)…
…ad Alessio no perché è stato chiarissimo…(a proposito vai a leggerti un po’ che dicono in “spiritualità” in riferimento all’inferno e poi dimmi se l’uomo si è svegliato e le religioni d’oggi hanno vita dura nel farci credere).

PS. Elia, non ho assolutamente nulla da proporre né qualcosa di alternativo e moderno. Nessun messaggio che sia già stato detto, nessuna ridicola pratica spirituale…questa discussione è solo a scopo distruttivo.

maxim is offline  
Vecchio 06-06-2006, 12.49.33   #28
Elijah
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Re: La mancata evoluzione delle religioni

Citazione:
Messaggio originale inviato da maxim
Insomma Elia…prova a chiederti seriamente ed onestamente in cosa credi e poi se ti va me lo comunichi perché mi interesserebbe parecchio!

Credo in Allah, e credo nel Suo Profeta Muhammad - la pace sia su di lui.
Credo in Dio, e credo che si sia fatto carne e che abbia vissuto per un determinato periodo in mezzo a noi.
Credo quanto disse Siddhartha, e credo che l'ottuplice sentiero porti al Nirvana.
Credo a Mosè, e credo che Dio abbia parlato tramite lui.
Credo nel vangelo indù, e nella trinità indù.
Credo nel Tao Te Ching (anche se parecchio criptico ), e credo in Lao Tzu.
Quanto disse Mahavira è anche parecchio interessante.
E credo in tante altre cose...

In solo una cosa non credo...

Citazione:

Questa discussione è solo a scopo distruttivo.
Non credo che sia distruggendo le credenze altrue, che si migliorino in un qualche modo le cose.
E non capisco nemmeno l'utilità di spendere del proprio tempo a distruggere, al posto di fare qualcosa di costruttivo.

Io personalmente, trovo molto interessanti queste seguenti parole:

Le religioni sono una via verso Dio. Una via non è una casa.
(di Aravinda Akroyd Ghose, meglio conosciuto come Sri Aurobindo)

Non serve a nulla distruggere il credo, importante è la casa verso la quale ci si dirige, che è comune.

Stupisco di chi percorre i deserti per arrivare alla Mecca, ove si trovano le tracce dei profeti. Perché non percorrere la propria anima per arrivare al cuore ove sono le tracce del Signore? Altri vanno in viaggio alla Mecca, il pellegrinaggio mio è verso Colui che abita in me.
(detto Sufi).

Non restiamo a guardare l'aspetto delle varie religioni e i vari rituali, ma osserviamo l'essenza. Ognuno di noi dovrebbe partire in pellegrinaggio verso Colui che abita in noi.

È molto importante, che ogni essere umano abbia il suo credo. E allo stesso tempo è altrettanto importante, che noi veniamo a conoscenza, di cosa gli altri esseri umani credono e si raccontano tra di loro. Solo facendo questo, ci si può rendere conto, cosa abbiamo in comune e cosa di differente. E solo da qui in poi, possiamo comprenderci gli uni gli altri e vivere bene assieme.
(Anita Ganeri)

Impariamo a confrontarci e a dialogare in modo costruttivo con persone che hanno una fede "diversa" dalla nostra.
Io personalmente credo che bisogna cercare un dialogo costruttivo tra i vari credi, tra le varie persone, tra le varie religioni, e non un dialogo distruttivo.
Credo che abbiamo più bisogno di notare le cose che abbiamo in comune, che evidenziare le differenze e impuntarci su di esse, cercando di screditare quanto dice il nostro prossimo.


Elia

P.S.:
Citazione:

Stiamo dicendo la stessa identica cosa e ciò mi stupisce assai!
Uguali, ma mi pare che abbiamo due approcci completamente differenti.
Io non sono per il dialogo strettamente distruttivo e non lo condivido nemmeno.
Posso dirti senza problemi che potrei buttare via la Bibbia, ma questo non significa che se incontro una persona che crede nella sua ispirazione divina - della Bibbia -, critichi io la persona per questo, e le dia dell'imbecille. Cerco di rispettare la sua credenza, e cerco di partire da là per un dialogo costruttivo.
Namasté.
Elijah is offline  
Vecchio 06-06-2006, 13.26.52   #29
VanLag
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Citazione:
Messaggio originale inviato da alessiob
Contrariamente a quanto si possa credere le religioni si evolvono, eccome se si evolvono.

Tanto da cambiare perfino i precetti iniziali e predicare cose che se fatte in precedenza avrebbero meritato morte certa.
Si sono evolute per tutto l’arco della società contadina…. Ma nella società industriale e tecnologica, dove i valori sorgono e tramontano nell’arco di una generazione, la cristallizzazione delle religioni sulle loro verità, le rende statiche ed inadeguate al nuovo tessuto sociale.
Secondo me ci vuole un pensiero molto più fluido per reggere l’accelerazione vorticosa della moderna società, nuove filosofie, nuovi pensieri..... nuova spiritualità.

VanLag is offline  
Vecchio 06-06-2006, 13.47.31   #30
Mirror
Perfettamente imperfetto
 
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Messaggi: 1,733
Lo Spirito e la lettera

Una religione vale pressappoco l'altra.
Non ce n'è alcuna per mezzo della quale non si possa diventare saggi, né alcuna che non si possa praticare come la più stupida delle superstizioni.
(H. Hesse)

A mio parere sulla lettera si basa il fondamentalismo separativo, la rigidità dottrinale, la stagnazione evolutiva, mentre nello Spirito emerge la convergenza unificante, il riconoscimento ed il rispetto reciproco, la reale Comprensione spirituale.

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