Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Psicologia
Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Percorsi ed Esperienze
Vecchio 11-04-2007, 16.59.02   #21
alba
Ospite
 
L'avatar di alba
 
Data registrazione: 01-03-2003
Messaggi: 37
Riferimento: L’auto-conoscenza.

VanLag
"....che per lui morire era un “semplice incidente di percorso” ....."

Mia madre se ne andò in quattro giorni e nessun segnale particolare precedette l'evento della sua morte.
Per me la prima esperienza , non essendo vissuta con nonni e parenti non potevo ,fino a quel momento, che avere una conoscenza letteraria e "fantasiosa" della morte. Molte volte ne avevo pensato ovviamente, il risultato: molti perchè senza risposte o troppe risposte che equivalevano a non averne nemmeno una. E comunque il dibattito su questo tema rimarrà sempre aperto.
L'immagginazione di un evento può non essere sempre negativo, forse ha lo scopo di aiutarci , di prepararci nel momento di affrontare situazioni dolorose e distacchi inevitabili. Il punto è , parlo per esperienza, che nella realtà succedono delle cose che mai corrispondono a come te l'eri prefigurate.
La notte prima di morire, mia madre era particolarmente attiva, lavò la sua biancheria intima, guardò parecchie volte fuori dalla finestra ,passeggiò lungo il corridoi del reparto dove era ricoverata, il suo atteggiamento era quello di una persona in attesa di qualcosa, poi seduta sulla sponda del letto ,si guardò le mani , le gambe e affettuosamente se le accarezzò, mi guardava e mi parlava ma quel che diceva era rivolto a se stessa , almeno così sentivo. E io le stavo dietro a tutto quel da fare ,a quella sua attività non ero preparata o meglio non era così che pensavo ci si "doveva" trovare in un frangente del genere. Quasi mi fece dimenticare che era la morte che aspettavamo.
La mattina arrivò presto e lei si mise a letto, si riposava dopo aver fatto tutto ciò che doveva fare. Non avevo fatto una lacrima fino a quel momento, non me ne aveva dato il tempo. Ma quando , non so come, apparse sul suo viso una mascherina color acquamarina per darle un pò di ossigeno realizzai e, non riuscii a trattenere un singhiozzo e neppure le lacrime. Lei mi guardò, finalmente mi vide e, fece un gesto con la mano protesa verso il mio viso. Un gesto conosciuto, mille volte visto quad'ero bambina, mi si bloccarono le lacrime ed il singhiozzo, quel gesto mi sembrava fuori luogo, lì in quel momento, di quel gesto conoscevo il significato e cosa passava per la sua mente quando , accompagnandolo da una leggera incurvatura allinsù degli angoli della bocca, diceva più di tante raccomandazioni che ricevevo da lei quand'ero piccola. Ma perchè proprio ora, in un momento così carico di emozione, in fin dei conti ero una persona adulta con famiglia e figli e non mi pareva il caso si rivolgesse a me in quel modo; da molti anni ormai non lo faceva più.
Proprio così, mia madre mi stava rimproverando ,mi stava dicendo che il mio pianto la mia emozione era fuori luogo, esagerata e che non era una cosa così tragica, anzi il mio stato d'animo la distraeva; lei era ,SEMPLICEMENTE, concentrata a "vivere" quel momento come stesse iniziando un lavoro nuovo e perciò impegnativo ; nulla di più .
alba is offline  
Vecchio 11-04-2007, 18.37.42   #22
Yam
Sii cio' che Sei....
 
L'avatar di Yam
 
Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 4,124
Riferimento: L’auto-conoscenza.

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
Mi scuso con Van se ho un po’ enfatizzato la questione dei maestri. Fortunatamente ho avuto anch’io la possibilità di frequentarne qualcuno e per certi, magari un po’ costretti dalla “professione”, magari un po’ per serenità acquisita, offrono al prossimo un senso di rilassatezza nei confronti delle vicende amare della vita…morte compresa.

A chi vorresti fare la barba oltre a me?

Giusto perche' ormai mi sono affezionato alle tue idiosincrasie.
Qual e' il problema? Dove vedresti contraddizioni?
C'e' un pianto di Gioia e Dolore, non separati, e sono sicuro che e' quello di chi Ama veramente. Ovviamente parlo di un Amore consapevole che la morte non esiste.

C'e' un pianto ipocrita e uno vero, come c'e' un vero Se' e uno falso.

C'e' un dolore reale e uno immaginario.
Il dolore reale si manifesta e basta, poi lascia il passo ad altri fenomeni, se non ci si aggrappa presi da quei vortici di pensiero che ho descritto. Quei vortici sono cio' di cui ci si puo' liberare. Quei vortici sono il dolore psicologico, un dolore che nella natura non esiste perche' essa si rinnova continuamente attraverso nascita e morte, nascita e morte. Quel dolore, che e' attaccamento, non e' spazzatura. Gia' in un cane appare. Un cane e' capace di lasciarsi morire quando perde il suo padrone.
Noi cresciamo attraverso quel dolore, ma poi c'e' qualcosa che va oltre che ci aspetta...e c'e' chi ne e' stato testimone vivente.
Quindi io rispetto quel dolore, quello che ora sa di ipocrisia, ma nello stesso tempo dico che c'e' qualcosa che va oltre quel dolore, oltre l'ipocrisia.

Chi non muore piu' e' chi ha compreso che la vita e la morte sono la stessa cosa, ma non basta averlo compreso concettualmente.

La capacita' di accettare le trasformazioni continue a cui la vita ci sottopone, senza mettere in atto meccanismi di difesa piu' o meno distruttivi, (apatia, fuga in avanti, negazione e rimozione, ecc.), per esempio la razionalizzazione dell'evento, indicano uno stato di salute mentale, prima di tutto.

Quelle sceneggiate che si vedono nei funerali nostrani sono il risultato dei sensi di colpa, della dipendenza psicologica, della rimozione della morte, della malattia, dell'invecchiamento. Sono figlie di una cultura che privilegia l'efficienza meccanica della persona, quasi fosse una macchina. L'ego funziona cosi, e questo sistema di vita e' funzionale ad un ego malato dove un economia malata (su quella sana vedi la famosa equazione di Aristotele....) tende ad isolare gli individui in tombe e sarcofagi gia' quando dovrebbero essere in vita (in realta' sono gia' morti).. .
Essere solidali con se stessi e la Vita non e' utopia, e' possibile. E' difficile in una civilta' che ha separato il sacro dal profano mossa dall'avidita', dal desiderio compulsivo, dall'odio che ne consegue per chiunque e' minaccia al funzionamento della macchina.

Scoprire che esiste una felicita' senza oggetto, che e' possibile smetterla di separare schizofrenicamente la realta' in cose piacevoli, cose spiacevoli ed essere indifferenti a tutto il resto e' cio' che auguro ad ogni uomo.
E' possibile, c'e' dentro di noi qualcosa che va oltre le nostre miserie quotidiane. E' gratis e non costa nulla, e' gia' qui, solo che non la vediamo. E' semplice ma noi la complichiamo.
Yam is offline  
Vecchio 12-04-2007, 12.33.10   #23
odissea
torna catalessi...
 
L'avatar di odissea
 
Data registrazione: 30-08-2005
Messaggi: 899
Riferimento: L’auto-conoscenza.

Citazione:
Originalmente inviato da Yam
Dice VanLag:



L'ego non e' ne brutto ne bello, oppure e' entrambi, non e' questo il punto e se ne puo' parlare tranquillamente.

Ora se pensiamo di poter essere indulgenti, complici e compiacenti con l'ego non possiamo che complicare ulteriormente la situazione.
Se pensiamo, come dice Odissea, di togliere un mattoncino alla volta, senza risalire alla radice del problema, cioe' le fondamenta dell'edificio, non riusciremo mai a smantellare quell'edificio ed eventualmente ricostruirne un altro. Perche'? Perche' mentre noi cerchiamo di togliere un mattoncino, quello ne ha gia' rimessi almeno una decina. Daltronde si e' autoprogrammato per quello e funziona in modo efficiente. Su questo "speculano" molto i vari Psicologi e addetti ai lavori, non tutti per fortuna.


Credo che nessuno intendesse dire che si debba in qualche modo essere compiacenti verso un ego incanalato in un circuito poco sano. Indulgenti però si, almeno secondo il mio parere; questo ego fatto di meccanismi di difesa e strategie di mantenimento, è un po' come un nostro fratello che ha bisogno di attenzioni e di cure; ignorarlo comporta un rischio....una somatizzazione ad esempio. Una gastrite, un attacco d'ansia e cose di questo genere tanto per dirne un paio.
Sono d'accordo con te quando dici che è necessario andare alla radice del problema; ma anche una volta colta questa radice, non è automatico che il muro si sgretoli: non è automatica la "guarigione". Ma tutto ciò non è un dramma: si fa un passo alla volta, con pazienza, e forse con indulgenza verso se stessi.
Essere indulgenti per me ha il significato di non volersi punire per un errore o un difetto; amarsi un po' di più.
Io lavoro in ambito psichiatrico e posso dire che mai ho visto "guarigioni"(ma forse è meglio in questo caso parlare di miglioramenti)immediate e repentine: mai. Anche dopo anni di lavoro e psicoterapie, anche quando sembra che "la radice del problema" sia stata colta, i miglioramenti si vedono solo col tempo, passo passo: niente illuminazioni sulla strada di Damasco insomma
Per cui mi risulta difficile comprendere il tuo ragionamento e la tua esperienza da questo punto di vista...non la riscontro, o forse non sono in grado di coglierla (in ambito lavorativo come in quello privato)

Ps: un saluto ad alba che ha scritto interventi bellissimi.
odissea is offline  
Vecchio 12-04-2007, 12.47.45   #24
Pierrot lunaire
Ospite abituale
 
L'avatar di Pierrot lunaire
 
Data registrazione: 09-10-2003
Messaggi: 48
Riferimento: L’auto-conoscenza.

Citazione:
Originalmente inviato da odissea
Sono d'accordo con te quando dici che è necessario andare alla radice del problema; ma anche una volta colta questa radice, non è automatico che il muro si sgretoli: non è automatica la "guarigione".

sì, la mia impressione è che entrino in gioco altri fattori, un cammino di maturazione (in questa e altre vite) che non si può eludere. Il che ovviamente non va utilizzato come ulteriore scusa egoica...
Pierrot lunaire is offline  
Vecchio 12-04-2007, 14.15.18   #25
Yam
Sii cio' che Sei....
 
L'avatar di Yam
 
Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 4,124
Riferimento: L’auto-conoscenza.

Citazione:
Originalmente inviato da odissea
Credo che nessuno intendesse dire che si debba in qualche modo essere compiacenti verso un ego incanalato in un circuito poco sano. Indulgenti però si, almeno secondo il mio parere; questo ego fatto di meccanismi di difesa e strategie di mantenimento, è un po' come un nostro fratello che ha bisogno di attenzioni e di cure; ignorarlo comporta un rischio....una somatizzazione ad esempio. Una gastrite, un attacco d'ansia e cose di questo genere tanto per dirne un paio.

Non ho detto di ignorare l'ego, ma di riconoscerne la "radice".


Citazione:
Sono d'accordo con te quando dici che è necessario andare alla radice del problema; ma anche una volta colta questa radice, non è automatico che il muro si sgretoli: non è automatica la "guarigione". Ma tutto ciò non è un dramma: si fa un passo alla volta, con pazienza, e forse con indulgenza verso se stessi.
Essere indulgenti per me ha il significato di non volersi punire per un errore o un difetto; amarsi un po' di più.
Io lavoro in ambito psichiatrico e posso dire che mai ho visto "guarigioni"(ma forse è meglio in questo caso parlare di miglioramenti)immediate e repentine: mai. Anche dopo anni di lavoro e psicoterapie, anche quando sembra che "la radice del problema" sia stata colta, i miglioramenti si vedono solo col tempo, passo passo: niente illuminazioni sulla strada di Damasco insomma
Per cui mi risulta difficile comprendere il tuo ragionamento e la tua esperienza da questo punto di vista...non la riscontro, o forse non sono in grado di coglierla (in ambito lavorativo come in quello privato)

Credo che per "radice" dell'ego io intenda qualcosa di molto diverso da cio' che intendi tu, che piuttosto pensi alla radice di un problema. Il problema e' proprio l'ego, la personalita'. Cio' che si puo' fare e' conoscere come funziona e metterlo al guinzaglio della pura Coscienza di Se'. (Il mio percorso ovviamente, pur avendo utilizzato tecniche come la Gestalt e lo Psicodramma, e' di natura Spirituale. Pratico la meditazione da 25 anni).

Conosco bene l'ambiente della Psichiatria perche' ho amici che ci lavorano (uno e' un antipsichiatra) e condivido quello che dici. Tuttavia la Psichiatria non e' una scienza, come invece lo e' la Neurologia, non e' proprio nulla e la maggior parte degli Psichiatri agisce in modo molto discutibile non valutando bene la gravita' della situazione. Molto spesso la valutazione di una problematica e' fallace e sarebbero sufficienti interventi di ben altra natura che quella farmacologica e psicoterapeutica.
Un esempio su tutti: gli attacchi di panico e la depressione.
Prima di somministrare farmaci a destra e a manca bisognerebbe approfondire un po' di cose.
Esistono testimonianze piuttosto interessanti di guarigioni immediate e spontanee, vere e proprie illuminazioni, vedi Eckhart Tolle per esempio. ( Uno lo conosco personalmente e racconta una storia identica a quella di Eckhart Tolle. ) C'e' una chiave di lettura ben precisa a quel genere di accadimenti spontanei, c'e' una Conoscenza molto antica e di carattere universale che e' una chiave di lettura per quel genere di eventi (nonche' una metodologia di pratica concreta). Per fortuna oggi, un certo tipo di esperienze iniziano ad essere oggetto di analisi scientifica. In Italia vedi M.Bizzarri e qui e qui .
Per altre patologie il discorso e' piu' complesso ma anche li esistono testimonianze interessanti. L'importante e' ri-scoprire l'uomo, il suo cuore. Se il terapeuta ha fatto questa scoperta in se stesso, sara' un buon terapeuta, altrimenti no.

Anche io vorrei sottolineare il bellissimo intervento di Alba. In quei momenti il nostro vero Se' viene fuori e il cuore parla.

Ultima modifica di Yam : 12-04-2007 alle ore 15.28.46.
Yam is offline  
Vecchio 12-04-2007, 14.23.03   #26
Yam
Sii cio' che Sei....
 
L'avatar di Yam
 
Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 4,124
Riferimento: L’auto-conoscenza.

Citazione:
Originalmente inviato da Pierrot lunaire
sì, la mia impressione è che entrino in gioco altri fattori, un cammino di maturazione (in questa e altre vite) che non si può eludere. Il che ovviamente non va utilizzato come ulteriore scusa egoica...

Sulle altre Vite ci andrei cauto, non e' necessario spingersi cosi lontano anche perche' intervengono troppi fattori disturbanti in quel genere di indagini.
Le Vasanas o impressioni latenti sono perfettamente manifeste in ognuno di noi, vanno solo riconosciute (e sin qui arrivano le migliori espressioni della Psicologia) e messe sotto il riflettore della Consapevolezza.
Potenziare l'ascolto di Se', sino a creare un equilibrio tra le identificazioni con le Vasanas (che io chiamo ferite dell'anima) e la pura Coscienza di Se' e' cio' che si puo' fare. C.G.Jung aveva ben chiaro questo.
Yam is offline  
Vecchio 12-04-2007, 15.29.41   #27
Pierrot lunaire
Ospite abituale
 
L'avatar di Pierrot lunaire
 
Data registrazione: 09-10-2003
Messaggi: 48
Riferimento: L’auto-conoscenza.

Citazione:
Originalmente inviato da Yam
Sulle altre Vite ci andrei cauto, non e' necessario spingersi cosi lontano anche perche' intervengono troppi fattori disturbanti in quel genere di indagini.
Le Vasanas o impressioni latenti sono perfettamente manifeste in ognuno di noi, vanno solo riconosciute (e sin qui arrivano le migliori espressioni della Psicologia) e messe sotto il riflettore della Consapevolezza.
Potenziare l'ascolto di Se', sino a creare un equilibrio tra le identificazioni con le Vasanas (che io chiamo ferite dell'anima) e la pura Coscienza di Se' e' cio' che si puo' fare. C.G.Jung aveva ben chiaro questo.

volevo solo mettere l'accento l'accento sul 'fattore tempo', che generalmente, sull'onda dei neo-advaitin, si tende a misconoscere. A parte le considerazioni di carattere psicologico, mi sembra esista una vera e propria fase di 'acclimatamento' fisiologico a certi livelli energetici. Ma qui il terreno si fa instabile, quindi faccio qualche passo indietro...
Pierrot lunaire is offline  
Vecchio 12-04-2007, 18.14.40   #28
Yam
Sii cio' che Sei....
 
L'avatar di Yam
 
Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 4,124
Riferimento: L’auto-conoscenza.

Citazione:
Originalmente inviato da Pierrot lunaire
volevo solo mettere l'accento l'accento sul 'fattore tempo', che generalmente, sull'onda dei neo-advaitin, si tende a misconoscere.

Cio' che viene disconosciuto o meglio sottovalutato e' proprio il contenuto della Coscienza o EGO....cioe' i Samskara-Vasanas che hanno una loro solidita' e sono piuttosto insistenti. Dall'altra parte pero' c'e' chi esagera con quelle storie della regressione...S. Grof secondo me e' stato uno di quelli.
Yam is offline  
Vecchio 12-04-2007, 20.07.19   #29
alba
Ospite
 
L'avatar di alba
 
Data registrazione: 01-03-2003
Messaggi: 37
Riferimento: L’auto-conoscenza.

Yam dice:
Scoprire che esiste una felicita' senza oggetto, che e' possibile smetterla di separare schizofrenicamente la realta' in cose piacevoli, cose spiacevoli ed essere indifferenti a tutto il resto e' cio' che auguro ad ogni uomo.


Ringrazio per i complimenti. Io amo dire e descrivere cose che davvero ho vissuto, partire da se stessi per parlare di "tutto" ( meglio che viceversa) è ,io credo, inevitabile. Cercare nella propria memoria, l'eperienza vissuta di ciò di cui si sta parlando e ragionando, fosse anche di astrofisica, di cui non so quasi nulla ma certamento potrei rccontare delle grandi emozioni e del senso di unità con l'universo che sento in me, è tutt'altra cosa.
E' un tipo di esercizio che cerco di tenere sempre vivo come metodo di indagine reale e per essere onesta con me stessa. Ma non è poi così facile, proprio perchè il nostro ego (fatto di ciò che gli altri decisero e decidono che sia),
non è poi così onesto intellettualmente e forse non può esserlo fino in fondo e ,mi vien da dire, forse è bene che sia così.


Avevo organizzato al meglio il compito che mi avevano dato in ufficio. Dialogare con i colleghi per cercare di conciliare il dentro e fuori dal lavoro, era il mio punto di forza; gestire con loro e non per loro era il mio motto.
Questo metodo ,con pazienza, dopo un pò cominciò a dare i suoi frutti e rese l'atmosfera lavorativa più rilassata e conciliante .
Il capo era contento, ovvio, si complimentava con me ed era sempre molto disponibile nei miei confronti. Non mancava però di mettermi in guardia, dall'alto della sua pretesa esperienza degli uomini e in particolare di alcuni che descriveva con dovizia di particolare i loro difetti le loro maldicenze i loro sotterfugi .
Mentre gratificava me, puntava il dito contro questo o quel collega che stava tramando ai miei danni. Premetto, io quel capo non lo conoscevo e non mi era mai capitata in precedenza un'esperienza del genere.
La mia organizzione andava bene, nel complesso le persone dialogavano con più tranquillità tra di loro e con me.
Il capo ogni giorno non mancava di elogiare il mio lavoro ed io mi davo da fare senza mai lamentarmi anche quando il lavoro era tanto. Eppure, c'era qualcosa che non tornava, ero compiaciuta con me, per come ,dopo anni di esasperata e conflittuale(a detta di chi c'era) ,si stava trovando un equilibrio. Eppure c'era qualcosa che non andava: inorgoglita ,troppo inorgoglita , non era esattamente il mio obiettivo; non era comunque quello di essere migliore degli altri, ma vivere bene con gli altri. C'era un pericolo imminente che mi avrebbe coinvolta oltre modo, oltre la mia volontà, questo mi diceva il mio ego anche se era molto copiaciuto con se stesso. Qualcosa mi sfuggiva perchè non c'era nella realtà della quotidianità.
Mi misi in attesa, non litigai con il presunto collega che mi fece sparire giorni di lavoro dal computer. Non accenai reazioni scomposte nemmeno quando , qualcuno cambiò tutta la disposizione dell'archivio. Continuai a fare il mio lavoro e sopratutto a non dire nulla al capo. Perchè preferii rischiare di prendermi delle responsabilità che non erano mie ,pur di non litigare con i colleghi dispettosi? PErchè il resto non è indifferenza, quel resto siamo noi, ero io che sparpagliata in mezzo ad altre logiche stavo diventando terra di conquista; la realtà l'aveva però capita prima di tutti il mio ego che, nonostante gli elog,i percepiva un pericolo ben più grande : quello di sentirsi sconfitto ; si mise in attesa degli eventi , regolando, via via che fatti più concreti si manifestavano , azioni e prese di posizioni più precise. Alla fine non fui terra di conquista ma esclusa ed emarginata anche dal capo.
Tranquilli, le cose vanno molto meglio e chi se nè andato è proprio il capo ( e con la coda in mezzo alle gambe).
alba is offline  
Vecchio 16-04-2007, 09.04.02   #30
Yam
Sii cio' che Sei....
 
L'avatar di Yam
 
Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 4,124
Riferimento: L’auto-conoscenza.

Citazione:
Originalmente inviato da alba
Yam dice:
Scoprire che esiste una felicita' senza oggetto, che e' possibile smetterla di separare schizofrenicamente la realta' in cose piacevoli, cose spiacevoli ed essere indifferenti a tutto il resto e' cio' che auguro ad ogni uomo.


Non vorrei che si fossero comprese male queste mie parole...intendevo dire che l'ego e' schiavo di questre tre modalita' energetiche che si manifestano al contatto dell'ego (soggetto) con gli oggetti del fenomenico: attrazione, repulsione, indifferenza.
Yam is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it