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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 15-07-2007, 00.15.14   #11
-Ivan-
Ospite abituale
 
Data registrazione: 09-03-2007
Messaggi: 49
Riferimento: Creare menti libere, come facciamo?

Citazione:
Originalmente inviato da NebbiaINvalPadana
Ciao a tutti,
volevo chiedere a voi un parere su una questione che apparentemente banale.
Si possono cambiare le persone?
Quello che intendo, è che spesso e volentieri ho la netta sensazione che parecchie persone superficiali potrebbero essere assolutamente molto meno tali, e molto più riflessive.
Gente che si beve le storie della tv, degli amici, o di chicchessia. Ho spesso trovato persone intelligenti, non i classici tonti, che uno dice "eh va be', non capisce".
Come si fa ad aprie gli occhi a (parlo soprattutto di adolescenti e gente sui 20 anni), a queste persone?
Spesso dialogo con loro. Sono anche recettivi, li trovo a condividere le mie opinioni, eppure mi sembra che nonostante io appaia ragionevole, rimanga una base, un coagulo di emozioni, desideri, falsi immaginari, miti sociali, luoghi comuni, che hanno intaccato il profondo di queste persone.
Spesso dopo che ci parlo dicono che io sono intelligente, cosa che poi non è nemmeno granchè vera, io mi limito a pensare con la mia testa.
Io non voglio che la pensino come me (sarebbe terribile), vorrei solo che fossero menti libere.

Credo che l'unico modo per creare menti libere sia lasciare le persone libere, ma questo non è possibile in una società dove c'è bisogno di gente che consumi e che produca. La chiusura mentale di cui parli è il risultato dell'educazione, educazione impartita a scuola, educazione da parte dei genitori, educazione data dalla tv (purtroppo) e dai modelli proposti dalla società, tutte queste cose generano una chiusura mentale non da poco ed il risultato è quello che vedi.
Non puoi cambiarli, non puoi metterti a combattere contro qualcosa che ha molta più influenza di te, comunque non credo sia importante cambiare le persone, ognuno si ritaglia gli spazi che gli si addicono, l'importante è accettare le persone come sono, apprezzarle nell'apprezzabile e capirle nei loro difetti senza rispondere negativamente agli atteggiamenti negativi.
-Ivan- is offline  
Vecchio 16-07-2007, 16.12.07   #12
daria
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-06-2007
Messaggi: 78
Riferimento: Creare menti libere, come facciamo?

Citazione:
Originalmente inviato da NebbiaINvalPadana
Ciao a tutti,
volevo chiedere a voi un parere su una questione che apparentemente banale.
Si possono cambiare le persone?
Quello che intendo, è che spesso e volentieri ho la netta sensazione che parecchie persone superficiali potrebbero essere assolutamente molto meno tali, e molto più riflessive.
Gente che si beve le storie della tv, degli amici, o di chicchessia. Ho spesso trovato persone intelligenti, non i classici tonti, che uno dice "eh va be', non capisce".
Come si fa ad aprie gli occhi a (parlo soprattutto di adolescenti e gente sui 20 anni), a queste persone?
Spesso dialogo con loro. Sono anche recettivi, li trovo a condividere le mie opinioni, eppure mi sembra che nonostante io appaia ragionevole, rimanga una base, un coagulo di emozioni, desideri, falsi immaginari, miti sociali, luoghi comuni, che hanno intaccato il profondo di queste persone.
Spesso dopo che ci parlo dicono che io sono intelligente, cosa che poi non è nemmeno granchè vera, io mi limito a pensare con la mia testa.
Io non voglio che la pensino come me (sarebbe terribile), vorrei solo che fossero menti libere.


io penso che noi non possiamo cambiare le persone, ma che le persone possano cambiare sì.
quello che possiamo fare noi è dare l'esempio.
i giovani d'oggi sono molto intelligenti, ma purtoppo a mio parere quello che manca loro è la "guida". l'etica sulla quale navighiamo oggi è l'etica del comodo, del piacere, manca la saggezza, gli anziani sono sempre più spesso istituzionalizzati, mancano i nonni nella maggior parte delle famiglie. manca l'educazione alla sofferenza e alla vecchiaia come parte inevitabile della vita.
la morte si spettacolarizza ( scusate il termine orrendo) alla tv, ma si nasconde la morte del nonno, la maggior parte muore all'ospedale, in silenzio, senza disturbare.
penso che ai giovani d'oggi sia stata tolta questa opportunità.
mi raccontava il prof. di psichiatria, che alcuni giovani, comprendono veramente il senso della morte, dopo un incidente automobilistico o in moto.
quando lo shoc passa, e dopo un lungo percorso riabilitativo psico/fisico, chiedono :- ma ho davvero rischiato di morire? è stata la mia imprudenza a fare questo?- in quei momenti si risvegliano, pensano a cosa hanno rischiato, a quanta sofferenza hanno provocato ai genitori, agli amici, ai parenti, a quanto sacra è la vita.
scusate se mi sono allungata troppo, e se sono uscita anch'io di strada (tema)ma ne vedo tutti i giorni, durante i tirocini, e mi fa male pensare che la causa di tutto questo nella maggioranza dei casi è la mancanza di una "guida".



daria
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Vecchio 18-07-2007, 12.53.52   #13
visir
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L'avatar di visir
 
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Messaggi: 436
Cosi così.

La domanda esistenziale nasce sempre da sola, spontaneamente.

La vera domanda, profonda, in ogni essere umano, nasce quando si comprende la certezza della morte, l'inevitabilità della sofferenza e la vacuità di ogni azione.
Bisogna essere disperati, non completamente disperati (altrimenti ci si suicida), ma abbastanza disperati per far nascere in noi la domanda vera: chi sono?, cosa sono?, cosa resterà di me alla mia morte?, che senso ha tutto questo?
Sono quesiti triti e ritriti, ma se dovessi rappresentarli per quello che sento mi verrebbe solo un: gh ghghghghg! Con le mani ad artiglio che convergono verso la mia pancia, non posso esprimere il senso di questa cosa.

A parte questo, la domanda è solo un piccolissimo inizio.
Poi, con spietata onestà bisogna fare, essere, sperimentare, ma non alla carlona, ma per davvero.
Pochi sono seri in questo.
Non parlo della serietà di aggrottare le sopraciglia, ma quella di essere inflessibili ed onesti con se stessi.

Queste domande inoltre per operare in noi una mutazione hanno bisogno di tempo.

Oggi tutti hanno fretta, vogliono l'illuminazione in un week end, per poi poter andare al mare con gli amici.
Tutti vogliono il paradiso a prezzo di saldo, quasi regalato come se bastasse essere al mondo per avere tutti i diritti al "pacchetto full optional".
Eh no! Non funziona così, cari miei.
Devi guadagnarti ogni cosa, il prezzo è la tua vita, in termini di sofferenza dolori, solitudine.
Cercare di essere veri è una sfiga più che una sfida, bisogna esserci tagliati.

Sorrido ogni volta che vedo queste anime perse che non sanno e peggio ancora non vogliono sapere o credono di sapere.
Sorrido, non per disprezzo o superiorità (io sono solo un pirla qualsiasi), ma perchè sono lontani come le urla dei bagnanti ad un uomo che contempla il mare da un promontorio lontano.
Che ci dobbiamo fare... l'umanità è sempre stata composta da schiavi e da stupidi, è inutile che ci nobilitiamo, la nostra origine è nel fango.
Pochi esseri veri hanno saputo, con certezza, cosa fare della propria vita.

Le moltitudini pascolano più o meno beate in attesa del mattatoio.
Aspettano cosa? non si sa.
Gli interessa riempirsi la pancia e svuotasi i testicoli e magari un applauso ogni tanto quando fanno un rutto.
Questa è l'umanità nella sua maggioranza.
Che guida dare a questi....non mi viene la parola, "cosi", ecco: dei "cosi".
E poi a che titolo?

Essere uomini è un evento raro, direi quasi innaturale come le rose nel deserto.
Ci sono, ma non sono la norma ed è giusto così, penso che sia una cosa talmente assurda e faticosa che un "coso normale" mica si mette in gioco. Meglio investire sulla carriera, eh già!

Di contro vedo nascere in me un grande calore verso questi "cosi", del tutto inspiegabile a onor del vero, vorrei parlare, ma resto muto. Allora scrivo qualche "azzata" sul forum tanto qui se ne dicono tante...una in più.

Per fortuna nella vita ogni tanto becco qualche altro "meno coso" come me e facciamo comunella, ragazzi è uno spasso quando capita, altro che manicomio!

Se parlo sinceramente con i "cosi" il più delle volte sono franinteso, a volte faccio paura, a volte metto soggezzione anche se non parlo, mah!
Una mia amica dice che sono uno "sputasentenze", io mi piego in due dalle risate quando me lo dice.

Voi mi direte: ma chi azzo sei! Ma chi ti credi di essere?
Vero, non sono nessuno, sono un nessuno infinitamente nessuno.
Non ho titolo, ecco perchè scrivo.


Ultima modifica di visir : 18-07-2007 alle ore 14.59.37.
visir is offline  
Vecchio 19-07-2007, 14.02.43   #14
pallina
...il rumore del mare...
 
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Riferimento: Cosi così.

Citazione:
Originalmente inviato da visir
La domanda esistenziale nasce sempre da sola, spontaneamente.

La vera domanda, profonda, in ogni essere umano, nasce quando si comprende la certezza della morte, l'inevitabilità della sofferenza e la vacuità di ogni azione.
Bisogna essere disperati, non completamente disperati (altrimenti ci si suicida), ma abbastanza disperati per far nascere in noi la domanda vera: chi sono?, cosa sono?, cosa resterà di me alla mia morte?, che senso ha tutto questo?
Sono quesiti triti e ritriti, ma se dovessi rappresentarli per quello che sento mi verrebbe solo un: gh ghghghghg! Con le mani ad artiglio che convergono verso la mia pancia, non posso esprimere il senso di questa cosa.

A parte questo, la domanda è solo un piccolissimo inizio.
Poi, con spietata onestà bisogna fare, essere, sperimentare, ma non alla carlona, ma per davvero.
Pochi sono seri in questo.
Non parlo della serietà di aggrottare le sopraciglia, ma quella di essere inflessibili ed onesti con se stessi.

Queste domande inoltre per operare in noi una mutazione hanno bisogno di tempo.

Oggi tutti hanno fretta, vogliono l'illuminazione in un week end, per poi poter andare al mare con gli amici.
Tutti vogliono il paradiso a prezzo di saldo, quasi regalato come se bastasse essere al mondo per avere tutti i diritti al "pacchetto full optional".
Eh no! Non funziona così, cari miei.
Devi guadagnarti ogni cosa, il prezzo è la tua vita, in termini di sofferenza dolori, solitudine.
Cercare di essere veri è una sfiga più che una sfida, bisogna esserci tagliati.

Sorrido ogni volta che vedo queste anime perse che non sanno e peggio ancora non vogliono sapere o credono di sapere.
Sorrido, non per disprezzo o superiorità (io sono solo un pirla qualsiasi), ma perchè sono lontani come le urla dei bagnanti ad un uomo che contempla il mare da un promontorio lontano.
Che ci dobbiamo fare... l'umanità è sempre stata composta da schiavi e da stupidi, è inutile che ci nobilitiamo, la nostra origine è nel fango.
Pochi esseri veri hanno saputo, con certezza, cosa fare della propria vita.

Le moltitudini pascolano più o meno beate in attesa del mattatoio.
Aspettano cosa? non si sa.
Gli interessa riempirsi la pancia e svuotasi i testicoli e magari un applauso ogni tanto quando fanno un rutto.
Questa è l'umanità nella sua maggioranza.
Che guida dare a questi....non mi viene la parola, "cosi", ecco: dei "cosi".
E poi a che titolo?

Essere uomini è un evento raro, direi quasi innaturale come le rose nel deserto.
Ci sono, ma non sono la norma ed è giusto così, penso che sia una cosa talmente assurda e faticosa che un "coso normale" mica si mette in gioco. Meglio investire sulla carriera, eh già!

Di contro vedo nascere in me un grande calore verso questi "cosi", del tutto inspiegabile a onor del vero, vorrei parlare, ma resto muto. Allora scrivo qualche "azzata" sul forum tanto qui se ne dicono tante...una in più.

Per fortuna nella vita ogni tanto becco qualche altro "meno coso" come me e facciamo comunella, ragazzi è uno spasso quando capita, altro che manicomio!

Se parlo sinceramente con i "cosi" il più delle volte sono franinteso, a volte faccio paura, a volte metto soggezzione anche se non parlo, mah!
Una mia amica dice che sono uno "sputasentenze", io mi piego in due dalle risate quando me lo dice.

Voi mi direte: ma chi azzo sei! Ma chi ti credi di essere?
Vero, non sono nessuno, sono un nessuno infinitamente nessuno.
Non ho titolo, ecco perchè scrivo.



Penso che questo sia, in assoluto, il post più cinico che tu abbia scritto.

Ma anche quello maggiormente privo di sensibilità.

Anche se scrivi:

non sono nessuno, sono un nessuno infinitamente nessuno...

poi:

Sorrido, non per disprezzo o superiorità (io sono solo un pirla qualsiasi), ma perchè sono lontani come le urla dei bagnanti ad un uomo che contempla il mare da un promontorio lontano....

questo mi fa riflettere:

Di contro vedo nascere in me un grande calore verso questi "cosi", del tutto inspiegabile a onor del vero, vorrei parlare, ma resto muto. Allora scrivo qualche "azzata" sul forum tanto qui se ne dicono tante...una in più.

perchè sulle tue parole aleggia un misto di supponenza e presunzione nel tuo osservare dall'alto la marea di "cosi" (come tu li chiami) che vive la vita lasciandosi trasportare dalla corrente.

Le prove che hai affrontato nella vita e che ti hanno così profondamente cambiato, non necessariamente dovevano produrre il "risultato/visir" che sei oggi . Il fatto che tu sia riuscito a rinascere dalle tue ceneri nuovo uomo (tu stesso hai raccontato in un post "di essere morto" ad un punto della tua vita) non ti ha portato a chiederti come mai tu ci sei riuscito e magari altri, nelle tue stesse condizioni, no? Dire a noi stessi che "siamo stati bravi" , sentire dentro di noi quel moto, profondo, d'orgoglio che ci porta a capire che ce l'abbiamo fatta perchè siamo stati molto più forti di tanti altri, a conoscere, a percepire, e finalmente avere piena consapevolezza delle nostre risorse interiori, non deve farci perdere però l'umiltà.

Ecco perchè forse la tua amica dice di te che sei uno "sputasentenze". E il tuo piegarti in due dalle risate lo vedo come il gesto di uno che, avendo provato molto nella sua vita, vede "gli altri" lontani mille anni luce dalla sua "raggiunta consapevolezza". Però che strano, mi dico, nonostante questo stai qui a scrivere come noi, in compagnia di "quelli" che qui scrivono "...azzate"......

Forse non te ne fregherà nulla (nel qual caso il discorso sarà ovviamente chiuso senza nessuna discussione) ma il tuo essere caustico e cinico e sarcastico alla fine, visir, allontana. E tenendo distanti gli altri neghi loro (ma che peccato, visir.. ...e lo dico anche per me stessa) la possibilità di stare anche solo ad ascoltarti, l'opportunità (a chi, beninteso, lo vuole) di poter cogliere anche solo qualche briciola della tua innegabile saggezza.

Per contro mi domando quali corde, dentro di me, abbia dolorosamente toccato questo tuo scrivere.....

Avrò di che riflettere per il fine settimana.......
pallina is offline  
Vecchio 20-07-2007, 23.19.42   #15
giovanni
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come minimo...

NebbiaINvalPadana scrive:
"Per mente libera intendevo appunto la consapevolezza della propria condizione. Io so bene di non essere svincolato dalle convenzioni sociali. Eppure esserne consapevole trovo che sia stupendo, oltre che conveniente per avere una vita ricca e appunto libera"
...
Tanto per cominciare: perchè mai dobbiamo essere belli, ricchi o famosi?
...
Ma come si può aprire gli occhi a qualcuno che per dimostrare che è felice ti dice, preferisco uscire che guardare la televisione, quando in realtà a casa guarda la televisione, e quando esce applica i modelli televisivi?"

Ivan scrive:
"Credo che l'unico modo per creare menti libere sia lasciare le persone libere, ma questo non è possibile in una società dove c'è bisogno di gente che consumi e che produca. La chiusura mentale di cui parli è il risultato dell'educazione, educazione impartita a scuola, educazione da parte dei genitori, educazione data dalla tv (purtroppo) e dai modelli proposti dalla società, tutte queste cose generano una chiusura mentale non da poco ed il risultato è quello che vedi.
Non puoi cambiarli, non puoi metterti a combattere contro qualcosa che ha molta più influenza di te, comunque non credo sia importante cambiare le persone, ognuno si ritaglia gli spazi che gli si addicono, l'importante è accettare le persone come sono, apprezzarle nell'apprezzabile e capirle nei loro difetti senza rispondere negativamente agli atteggiamenti negativi."

Daria scrive:
"io penso che noi non possiamo cambiare le persone, ma che le persone possano cambiare sì.
quello che possiamo fare noi è dare l'esempio.
i giovani d'oggi sono molto intelligenti, ma purtoppo a mio parere quello che manca loro è la "guida"."


Una cosa è la consapevolezza della propria condizione, un'altra la conoscenza dei limiti cui questa è sottoposta, delle cause che possono averla determinata, e degli "strumenti" adatti a modificarla; una cosa è pensare consapevolmente, un'altra è sentirsi liberi. Una cosa, ancora, è la sensazione di consapevolezza, un'altra la capacità di esprimerla, definirla, comunicarla.
Riguardo al perché dovremmo essere in un certo modo, piuttosto che in un altro o ognuno a modo proprio, vi sono motivi che affondano nella nostra biologia evolutiva: per esempio, le nostre chance di essere ritenuti degni di fiducia sono direttamente correlabili alla piacevolezza del nostro aspetto fisico, come minimo in prima battuta, e comunque avremmo maggiori probabilità di aver perdonato quel che chi si presenta male avrà invece sempre riproverato.
Il problema della tv è che presenta dei modelli che vengono seguiti da chi ci sta intorno, che poi sono quelli con cui molto più probabilmente avremo a che fare nel corso della nostra vita, e che ci giudicheranno ed accetteranno anche in base a come ci presentiamo loro, cioè, in genere, bene se ritenuti simili, male o malissimo se dissimili o addirittura troppo diversi. L'altro problema è che la tv è LA guida per molti giovani, anche se non quella che, mi pare, nessuno del forum desidererebbe.
Sarebbe necessario rendere disponibile una guida diversa, un sistema formativo meno vincolato dal nozionismo e più attento alla trasmissione dei modi di costruzione di esperienze e conoscenze, delle occasioni informali di incontro con modelli positivi, e, last but not the least, fornire esempio con la propria personale condotta.
Come minimo, servirebbe mostrare che oltre ai modelli televisivi ve ne sono altri, possibilmente rendendone evidenti anche i vantaggi.
giovanni is offline  
Vecchio 22-07-2007, 20.29.01   #16
visir
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A pallina

Cara amica, quello che dici è vero, ma per fortuna mia non è solo questo che vivo.

Sono cinico, è vero, ma so anche amare.
In me convivono gli estremi e non trovo in questo un sintomo di schizzofrenia, ma semmai di apertura verso le contraddizioni che ognuno di noi si porta dentro.

Solo che a differenza di molti io non me ne vergogno.
Ti spiego una cosa, e perdonami da subito se pensi che sia un'altra sentenza, ma ti assiuro che non è così.

Per saper amare bisogna saper odiare.
Per saper vivere la propria umanità bisogna toccare il fondo del proprio cinismo.
Solo una persona egoista, profondamente egoista, può essere generosa.
Chi pensa di essere generoso in realtà è già schiavo del proprio egoismo.

Pensaci su è capirai che chi non dubita commette ogni atrocità.
Tuttavia noi dobbiamo essere certi, certi del nostro corpo delle nostre sensazioni a patto che siano state sottoposte al vaglio inflessibile della vita e del confronto con l'altro.

Io ho vissuto, nel midollo, cosa significhi vivere una vita parziale (di plastica come dico io) e mutando (poco o tanto non lo so) ho compreso che è un fatto di energia.
Energia che è in realtà vita, espansione, moto, crescita e trasformazione, quindi in senso generale amore.
L'energia non si espande in una direzione sola, questo lo pensano chi non ha vissuto esperienze autentiche.
L'Energia si espande in tutte le direzioni, come una sfera.
Quindi abbraccia tutto il nostro essere, che essendo un contenitore infinito contiene appunto tutti gli opposti i quali si sostengono a vicenda.
Non è una cosa trascendentale, ma molto concreta, affatto mistica direi una regola meccanica della vita.
L'errore di molti è che vogliono solo essere una cosa, uno vuole essere buono, ma non si può, quanto sai essere buono tanto sai essere cattivo (almeno in potenziale).
Tanto sei saggio tanto sei stupido. Quindi c'è bisogno di saper giocare con gli elementi opposti per essere padrone della propria alchimia e non subirla.


E' un discorso forse difficile e non pretendo di sapere o di essere capito, basta però ascoltare con l' orecchio giusto e verificare da se.
Ieri ero cinico, oggi sono pieno di amore per la vita, che male c'è?
Domani sarò uno st..zo imperiale e forse subito dopo mi butterò nel mare per salvare un vecchio che annega, conosciamo così poco di noi, figuriamoci degli altri.

Cosa è questo giudicare?
Mi piace, non mi piace sono piccole categorie rispetto a ciò che è autentico e ciò che non lo è.
Tu se vuoi colpire nel segno (forse è ciò che ti spinge a confrontarti non solo nel forum ma nella vita) DEVI capire la storia di un uomo prima.
Se scrivi: ieri il tuo post mi ha commosso, oggi mi urta allora tu non hai capito, capisci che non c'è crescita nel tuo ascolto? sei ancora ferma al "mi piace".

Io provoco, mi arrabbio, piango, rido e faccio casino, tu non lo puoi sapere, ma se vuoi, sentendo quel calore che ogni tanto quasi tutti sentono nel petto puoi capire ogni esistenza non solo la mia (che per altro conta un ciccio).
Non ti angustiare mai di essere stata sincera, io sono dalla tua parte anche se dovessi contraddire visir (che personalmente trovo un pirla come tanti).

Ma il problema non è mai aver ragione, il problema è aprire la nostra mente.

Ciao.

Ultima modifica di visir : 22-07-2007 alle ore 22.30.57.
visir is offline  
Vecchio 23-07-2007, 11.54.56   #17
vagabondo del dharma
a sud di nessun nord
 
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Messaggi: 245
Riferimento: Creare menti libere, come facciamo?

Citazione:
Originalmente inviato da NebbiaINvalPadana
In effetti, la storia delle 4 ore di tv contro 2 non mi sorprende affatto, eppure mi intristisce enormemente.

Anche oggi, di fronte ad una persona che si esalta perchè i suoi non sono a casa e così può "non avere orari", come fosse una aspirazione massima, mi lascia asciutto.

Provo a parlare, ma proprio come si citava prima lo studio, io posso anche stare simpatico a queste persone, e godere di una discreta considerazione, eppure 1 ora spesa a parlare cosa può contro anni di condizionamento?

Per mente libera intendevo appunto la consapevolezza della propria condizione. Io so bene di non essere svincolato dalle convenzioni sociali. Eppure esserne consapevole trovo che sia stupendo, oltre che conveniente per avere una vita ricca e appunto libera.

Quando io ero bambino non riuscivo a guardare per molto la televisione: vedevo l'artificio in continuazione, quella volgarità fatta passare per "essere fighi", quell'essere spacconi tipico della tv. Quello sfarzo mascherato di "accessibile a tutti", come se poi tutti potessero essere ricchi belli e famosi.
Tanto per cominciare: perchè mai dobbiamo essere belli, ricchi o famosi?
Quella di Lucignolo è bella vita? A me fa ribrezzo, detto francamente.

Non è una questione di età.

Basta andare dal parrucchiere. Lì si può notare come le persone si occupino morbosamente della vita altrui, cercando di screditarla, rosi dall'invidia per una vita molto più interessante della loro. Cosa che poi spesso e volentieri non è.

Ma come si può aprire gli occhi a qualcuno che per dimostrare che è felice ti dice, preferisco uscire che guardare la televisione, quando in realtà a casa guarda la televisione, e quando esce applica i modelli televisivi?
E questo è il massimo che si può ottenere?

Non do a vedere quanto la cosa mi abbatta, continuo a sorridere, ad essere allegro, ma c'è così poco da fare? Davvero non posso aprire gli occhi a queste persone?


Se posso permettermi, sei un tantino supponente. Non posso fare niente per aprire gli occhi a queste persone?

Io penserei a quello che posso fare per me. Qui ognuno fa il possibile per vivere al meglio questa vita e trova i diversivi migliori per non avvertire la paura, l'angoscia, la tristezza. Non tutti sono dediti a percorsi ultrasofisticati e iperriflessivi (poi è sicuro che giovino e rispetto a quale valore guida?) sulla vita.

Molti, seguendo la propria traiettoria di vita, sono leggeri e superficiali e godono ad ascoltare Gigi D'Alessio. Non tutti hanno potuto studiare, non tutti hanno letto libri che aprono la mente. Hanno pochissima consapevolezza, è vero, ma secondo me non vanno giudicati. Ieri passeggiando per Piazza Duomo a Milano mi rendevo conto di quanto molte delle persone che passeggiavano là in mezzo fossero distanti anni luce da me nel modo di intendere la vita, ma non esprimevo alcun giudizio di merito. Non facevo altro che constatare quello che è un dato di fatto.

Io, quando incontro persone così, soprattutto operai che devono sbarcare il lunario lontano dalla propria casa e dalla propria famiglia (napoletani) solidarizzo con loro, cerco di capire cosa pensano e cerco di capire perchè i cantanti neomelodici possono rappresentare per loro una finestra per sognare aperta sul mondo, mentre a me fanno venire brividi di schifo. Il loro percorso non è il mio (ma non è certo colpa loro) e il modo di percepire la vita, da parte loro, è radicalmente diverso rispetto al mio, ma chi mi dice che io sia nel giusto e loro dalla parte sbagliata? Il loro attingere ad emozioni di prima mano, più grezze e radicali rispetto alle mie, mi interessa molto, come quando rivelano con orgoglio che compreranno la minimoto al figlio di 5 anni, come quando mi passano le cuffie per farmi ascoltare l'ultima di Ciro Ricci.

Bisogna porsi su un piano non paternalistico, non sofisticato, non fuori dal mondo, bisogna solo cercare di entrare nel loro mondo, mettersi nei loro panni e capire che dietro quel modo di fare e di essere ci sono dei percorsi diversi che li hanno condotti fino a quel punto. E allora, più che cercare di aprire gli occhi agli altri, cerco solo di accettare che se c'è gente così in giro (con i fighettini milanesi che spopolano nei locali serali - di un'ignoranza colossale ma convinti di saperla sempre più lunga degli altri su qualsiasi argomento - sono meno comprensivo e mi lascio andare a qualche giudizio interiore molto più sferzante, ma io non sono mica un illuminato? Ma mi guardo bene dal desiderare che possano cambiare per abbracciare la mia visione. Sai che noia se fossimo tutti uguali? Al mondo è necessario che esista gente così, non c'è nulla da fare...) e cerco di continuare nel mio percorso, spesso perdendomi e consegnandomi ad atteggiamenti altrettanto ridicoli e presuntuosi, che l'operaio che mi ascolta pensa: ma guarda che fighettino del *****! Ti farei lavorare io una giornata intera sotto al sole...
vagabondo del dharma is offline  
Vecchio 23-07-2007, 15.58.16   #18
NebbiaINvalPadana
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Riferimento: Creare menti libere, come facciamo?

Perdonami, quand'è che mi sarei dato dell'illuminato?

Comunque, evidentemente, le mie parole non sono state lette con la dovuta attenzione.
Non c'è bisogno di andare a spulciare fra ogni frase. Sarebbe bastato leggere il titolo.

-Creare menti libere-

Già, perchè è ben distante da me l'idea di creare tanti miei satelliti o alter ego. E sai perchè? Perchè voglio creare menti libere, non omologate.
Non solo. Non preferisco affatto parlare con persone che la pensano come me, perchè in fondo non vi è molto su cui discorrere.
Anzi.
D'altronde io di paternalistico non ho proprio un bel niente, tant'è vero che mi pongo sempre sullo stesso piano del mio interlocuore.
Certo che il "fighetto" di cui si parlava, quando mai potrà parlare in maniera libera? Senza le costrizioni dovute al suo aspetto e alla sua immagine?
Quando avrà la possibilità di tirare fuori la sua vera propria personalità.

Io voglio tirare questo fuori alle persone, se questo per te è essere supponente, paternalistico, o qualche altro termine fuori luogo a tua scelta, accomodati.

Io voglio questo dalle persone. Non impongo niente a nessuno. Non c'è bisogno, poi, di ripugnare Gigi D'Alessio, o di "aver studiato", per essere menti libere.
Affatto. Ci sono in giro lunghe schiere di facoltosi personaggi, che sventolando sotto il naso della gente le proprie lauree si mettono a predicare, come se sapere Shakespeare a memoria piuttosto che qualcun altro, significhi saperla lunga.
Queste persone spesso giungono a conclusioni affrettate e parecchio limitate, rispetto al reale. Ti pare?

Tentare di comprendere l'operaio ponendolo già sotto l'etichetta di "operaio"... Togliere la speranza di un discorso libero a priori perchè uno ascolta Gigi D'Aessio? Bah.

Francamente questo mi sembra ben lontano dall'avere una mente libera e di cercare menti libere, ed evidentemente non ha nulla a che vedere con me, ne con i miei scopi.
NebbiaINvalPadana is offline  
Vecchio 23-07-2007, 16.39.26   #19
crepuscolo
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Riferimento: Creare menti libere, come facciamo?

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Originalmente inviato da NebbiaINvalPadana
Ciao a tutti,
volevo chiedere a voi un parere su una questione che apparentemente banale.
Si possono cambiare le persone?
Quello che intendo, è che spesso e volentieri ho la netta sensazione che parecchie persone superficiali potrebbero essere assolutamente molto meno tali, e molto più riflessive.
Gente che si beve le storie della tv, degli amici, o di chicchessia. Ho spesso trovato persone intelligenti, non i classici tonti, che uno dice "eh va be', non capisce".
Come si fa ad aprie gli occhi a (parlo soprattutto di adolescenti e gente sui 20 anni), a queste persone?
Spesso dialogo con loro. Sono anche recettivi, li trovo a condividere le mie opinioni, eppure mi sembra che nonostante io appaia ragionevole, rimanga una base, un coagulo di emozioni, desideri, falsi immaginari, miti sociali, luoghi comuni, che hanno intaccato il profondo di queste persone.
Spesso dopo che ci parlo dicono che io sono intelligente, cosa che poi non è nemmeno granchè vera, io mi limito a pensare con la mia testa.
Io non voglio che la pensino come me (sarebbe terribile), vorrei solo che fossero menti libere.

Sono libere se condividono le tue opinioni?
C'è un modo formidabile per cambiare gli altri CAMBIARE SE STESSI.
crepuscolo is offline  
Vecchio 23-07-2007, 17.26.43   #20
vagabondo del dharma
a sud di nessun nord
 
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Riferimento: Creare menti libere, come facciamo?

Citazione:
Originalmente inviato da NebbiaINvalPadana
Perdonami, quand'è che mi sarei dato dell'illuminato?

Comunque, evidentemente, le mie parole non sono state lette con la dovuta attenzione.
Non c'è bisogno di andare a spulciare fra ogni frase. Sarebbe bastato leggere il titolo.

-Creare menti libere-

Già, perchè è ben distante da me l'idea di creare tanti miei satelliti o alter ego. E sai perchè? Perchè voglio creare menti libere, non omologate.
Non solo. Non preferisco affatto parlare con persone che la pensano come me, perchè in fondo non vi è molto su cui discorrere.
Anzi.
D'altronde io di paternalistico non ho proprio un bel niente, tant'è vero che mi pongo sempre sullo stesso piano del mio interlocuore.
Certo che il "fighetto" di cui si parlava, quando mai potrà parlare in maniera libera? Senza le costrizioni dovute al suo aspetto e alla sua immagine?
Quando avrà la possibilità di tirare fuori la sua vera propria personalità.

Io voglio tirare questo fuori alle persone, se questo per te è essere supponente, paternalistico, o qualche altro termine fuori luogo a tua scelta, accomodati.

Io voglio questo dalle persone. Non impongo niente a nessuno. Non c'è bisogno, poi, di ripugnare Gigi D'Alessio, o di "aver studiato", per essere menti libere.
Affatto. Ci sono in giro lunghe schiere di facoltosi personaggi, che sventolando sotto il naso della gente le proprie lauree si mettono a predicare, come se sapere Shakespeare a memoria piuttosto che qualcun altro, significhi saperla lunga.
Queste persone spesso giungono a conclusioni affrettate e parecchio limitate, rispetto al reale. Ti pare?

Tentare di comprendere l'operaio ponendolo già sotto l'etichetta di "operaio"... Togliere la speranza di un discorso libero a priori perchè uno ascolta Gigi D'Aessio? Bah.

Francamente questo mi sembra ben lontano dall'avere una mente libera e di cercare menti libere, ed evidentemente non ha nulla a che vedere con me, ne con i miei scopi.


E' proprio il titolo: "creare menti libere" che mi preoccupa.

Tu ti sei posto nella condizione di stabilire cosa è "libero", cosa è "legato", e di auspicare la creazione (chi dovrebbe procedere in tal senso?) di questi "menti libere". Dal post si capisce che tu ti consideri una mente libera.

Partiamo da qui: io non sono una mente libera.

Io per mente libera, intendo una mente libera dalla mente, dai suoi schemi e dai suoi pregiudizi. Finchè ci sarà mente (foss'anche definita libera - libertina - o presunta tale), sarà una mente che mente, per dirla con Osho.

Ora se tu ti senti libero, nel senso di essere libero dalla mente e da bravo bodhisattva ti metti a disposizione degli altri per fargli raggiungere l'illuminazione, allora ben venga il tuo post di ausilio ai comuni mortali.

Altrimenti,come sembra, non farai altro che applicare degli schemi. E il tuo schema è diverso dal loro (mio) solo in apparenza.

Operaio per me è intriso di significato populistico (nel senso che considero loro i veri depositari di qualità umane superiori, nel senso della storia russa del termine e non in quello berlusconiano), quindi non volevo etichettare nessuno, tant'è che anch'io mi considero un operaio, pur essendo un semplice impiegato.

Appunto ti dico che, di fronte a diversità formative, culturali, di estrazione sociale, non bisogna giudicare, ma solo accettare la cosa, perchè la strada della "presunta libertà mentale" è una finta strada e contiene un fortissimo pregiudizio ideologico.

Spero di essere stato chiaro, anche se le catene della mente sono proprio le parole...
vagabondo del dharma is offline  

 



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