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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 06-11-2007, 10.29.07   #41
hava
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Riferimento: Momento intimista, e finale a sorpresa

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Originalmente inviato da marco gallione
Riflettevo tra me e me poco fa.

Pensavo a quante volte ho sbranato le donne che hanno avuto la fortuna o la sfortuna (direi più la fortuna.. ) di passare attraverso la mia vita.

Quando occorreva, non ho mancato di fare notare - talvolta con violenza verbale esemplare - una certa loro volubilità (visto che di quello stiamo parlando...), una certa loro irrazionalità. O quella che ai miei occhi appariva come tale, diciamo.. per essere politically correct.

Ciò nonostante, pensavo anche che non mi sono mai innamorato di donne dirette, dal linguaggio quasi-maschile (il quasi pronunciato alla inglese, cu-esi). Nè le ho avute come amiche.
Forse perchè non esistono, semplicemente.

Ammettendo invece che esistono, non potrei ad ogni modo mai innamorarmi di una donna-uomo, di una che parla come l'ex ministro Tremonti (che peraltro stimo come giurista ed economista insigne, ma certo non come donna fatale..).

Potrebbe essere soltanto sovrastruttura. Niente di più che il portato della mia educazione, della mia socializzazione.
Oppure potrebbe essere la prova dell'esistenza di Dio, che ha creato un mondo che predispone alla procreazione.
Se così fosse, in astratto sarebbe prudente non provare a cambiare..o no?

Marco Gallione come prova dell'esistenza di Dio?



Penso che quello che tu ed altri considerate come irrazionale sia un lato della persona di contenuto intuitivo e sensitivo probabilmente piu' sviluppato nelle donne, e necessario per completare una vita di coppia e di famiglia.
E forse e' per questo Marco, per completarti, che scegli la donna-donna.
hava is offline  
Vecchio 06-11-2007, 12.08.29   #42
senzanome
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Riferimento: Momento intimista, e finale a sorpresa

Citazione:
Originalmente inviato da marco gallione
Riflettevo tra me e me poco fa.

Pensavo a quante volte ho sbranato le donne che hanno avuto la fortuna o la sfortuna (direi più la fortuna.. ) di passare attraverso la mia vita.

Quando occorreva, non ho mancato di fare notare - talvolta con violenza verbale esemplare - una certa loro volubilità (visto che di quello stiamo parlando...), una certa loro irrazionalità. O quella che ai miei occhi appariva come tale, diciamo.. per essere politically correct.

Ciò nonostante, pensavo anche che non mi sono mai innamorato di donne dirette, dal linguaggio quasi-maschile (il quasi pronunciato alla inglese, cu-esi). Nè le ho avute come amiche.
Forse perchè non esistono, semplicemente.

Ammettendo invece che esistono, non potrei ad ogni modo mai innamorarmi di una donna-uomo, di una che parla come l'ex ministro Tremonti (che peraltro stimo come giurista ed economista insigne, ma certo non come donna fatale..).

Potrebbe essere soltanto sovrastruttura. Niente di più che il portato della mia educazione, della mia socializzazione.
Oppure potrebbe essere la prova dell'esistenza di Dio, che ha creato un mondo che predispone alla procreazione.
Se così fosse, in astratto sarebbe prudente non provare a cambiare..o no?

Marco Gallione come prova dell'esistenza di Dio?

uhm... io non credo nell'esistenza di dio!
a questo punto punto non credo neanche nell'esistenza di marco gallione?

e mettiamo il caso che non fosse come dici tu... davvero sarebbe prudente non provare a cambiare? sarebbe veramente uno spreco.
la vita come la metti la metti è una bella scommessa, da qualsiasi punto di vista la si guardi.

comunque, per porre la questione in altri termini neanche io mi innamorerei di un uomo-femminile, ma a questo punto la domanda sorge spontanea.
che significa essere donna, essere femminili e che significa essere uomo, essere maschili?
forse è argomento per un altro post.
senzanome is offline  
Vecchio 06-11-2007, 13.49.55   #43
nevealsole
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Riferimento: I rapporti tra i generi attraverso i film: via col vento

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Originalmente inviato da pallina
Cara Neve...io invece penso che molte di noi portino dentro di sè tutti quei modi di essere, contraddizioni comprese senza per questo essere inaffidabili e imprevedibili e mentalmente instabili come chi, purtroppo, soffre di Disturbo Bipolare......
Basta esserne consapevoli e non abusare, non usare in modo negativo questa peculiarità, ma saperla "sfruttare" con, a questo punto mi viene da dire, la "grande abilità tipicamente femminile" , insieme alla giusta dose di ironia e tanta intelligenza, nel modo giusto....altrimenti, suvvia..... sai che noia!!!!!!!!!!! ... ....

Non concordo, concordo sul fatto che lo facciamo (per gioco, per complicità o per altri mille motivi) ma non sul fatto che lo siamo.
Credo, più semplicemente, che tutti noi - uomini e donne - per piacere agli altri (non necessariamente dell'altro sesso) siamo abituati a mettere una maschera, e dipingerci un po' più interessanti (o incoerenti) di quella che sarebbe la nostra natura. O, al contrario, a dipingerci un po' più "buoni" di quello che saremmo secondo natura.
Talvolta ne siamo consapevoli, qualche volta meno.
Talvolta lo facciamo volentieri, altre volte meno volentieri. Può anche darsi che la nostra vera natura sia quella che emerge soltanto raramente, preferendo noi indossare la maschera... ma sempre maschera è.
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Vecchio 06-11-2007, 13.56.35   #44
nevealsole
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Riferimento: I rapporti tra i generi attraverso i film: via col vento

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Originalmente inviato da catoblepa
Potrei anche non preoccuparmi della volubilità , ma ciò vorrebbe dire fare finta che una realtà quotidiana non si verifichi, il che porterebbe, visto che hai accennato a disturbi psichiatrici, a costruirsi una realtà alternativa quanto fittizia, con conseguenti squilibri psichici.

Quello che non mi sembra giusto è che debba essere per forza l'uomo a dover imparare il linguaggio dell'altro sesso per avere "più occasioni per riprodursi".
Se ognuno, uomo o donna che sia, si responsabilizzasse di più sui messaggi che trasmette agli altri (e l'intellegibilità è anche una forma di rispetto verso l'altra persona, perchè denota almeno lo sforzo di alleviare le difficoltà interpretative altrui) forse un giorno non si aprirebbero più topic su questo argomento...

Anche la donna cerca di imparare il linguaggio verbale maschile. Più di quanto credi e con risultati non sempre apprezzabili.
Più spesso ricorre ad un linguaggio facilmente comprensibile all'uomo, quello non verbale.
Esempio: credi che sia piacevole camminare sui tacchi? Specie su quelli sottili, sottili... definiti "a stiletto"? Non lo è, a me - pensa un po' - neppure piacciono... eppure pare che agli uomini piacciano molto.
E vogliamo parlare dell'abbigliamento nero, specie se lascia intravedere le forme? Dei rossetti rossi? Dei capelli lunghi e vaporosi?
Il linguaggio utilizzato dalla donna per parlare all'uomo è non verbale, visti gli scarsi risultati ottenuti a parole...
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Vecchio 08-11-2007, 11.03.55   #45
iulbrinner
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Riferimento: Stai a vedere che ora anche per gli uomini no vuol dire sì...

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Originalmente inviato da senzanome
il linguaggio, o ancor meglio le categorie mentali, i diversi modi di esprimere un concetto o un'emozione sono qualcosa di appreso.
L'apprendimento è la nostra più grande dote, quello che ci fa essere esseri intelligenti. la tramissione del sapere è cultura.
sempre noi ci adattiamo a modelli comportamentali, a pattern di comportamento, esistenti e contemporaneamene l'essere umano ne inventa di nuovi che vengono trasmessi alle generazioni successive.
l'essere umano è un animale sociale, in costante evoluzione che ci piaccia oppure no.
il sentirsi donna o li sentirsi uomo non è solo una questione innata, innata è la nostra costituzione fisica (e anche su quella la cultura può influire) tutto il resto è appreso.
alcuni tratti comportamentali umani poi non possono certo essere innati.
sarebbe innata la volubilità?
io condivido appieno la frase di Simone De Beauvoir, donna non si nasce si diventa, frase con cui apre un volume ricco e intenso, un trattato Il secondo sesso. e aggiungo che anche uomo si diventa.
i modelli culturali hanno una forza che noi sottovalutiamo....

Premettendo che a conclusione di questo scambio di idee resteremo ciascuno nelle nostre opinioni - dal momento che, almeno per quanto mi riguarda, non voglio convincerti di nulla - mi permetto di evidenziare che sono in totale disaccordo con quanto scrivi.
Che tra i sessi esistano differenze profonde, strutturali ed identificative - le stesse che hanno dato origine ai ruoli sessuali - non lo dimostrano solo la nostra intuitiva esperienza quotidiana e il fatto che alcune evidenze emergano persino dalla disussione presente; ma sono ormai numerosissimi gli studi condotti ai più diversi livelli, anche sperimentali, della conoscenza (dalla neurobiologia alla psicologia sociale, dall'endocrinologia all'antropologia, dalla fisiologia alla sociologia) che certificano la fondatezza di differenze naturali tra i sessi, sui quali l'adattamento culturale incide in misura tanto marginale quanto esterna all'identità della persona.
Citi Simone De Beauvoir, una delle prime esponenti di una cultura "faidate" su basi ideologiche - il femminismo - che non supportava la convinzione del primato della cultura su altri argomenti che non fossero necessità rivendicative; in altri termini una distorsione di significato i cui effetti, a mio modo di vedere, sono quelli che ho postato in precedenza.
Per concludere, apprendimento e cultura sono strumenti con i quali gli esseri umani si rapportano reciprocamente e comunicano; non sono la radice del loro essere. Musicisti, pittori o letterati si può diventare senza averne le doti? Si può diventare un buon esecutore, un buon imbrattatele o un buon cronista, con il solo apprendimento, senza riuscire a raggiungere mai nulla sul piano dell'espressione artistica.
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Vecchio 08-11-2007, 12.58.38   #46
aile
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Riferimento: Stai a vedere che ora anche per gli uomini no vuol dire sì...

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Originalmente inviato da iulbrinner
Premettendo che a conclusione di questo scambio di idee resteremo ciascuno nelle nostre opinioni - dal momento che, almeno per quanto mi riguarda, non voglio convincerti di nulla - mi permetto di evidenziare che sono in totale disaccordo con quanto scrivi.
Che tra i sessi esistano differenze profonde, strutturali ed identificative - le stesse che hanno dato origine ai ruoli sessuali - non lo dimostrano solo la nostra intuitiva esperienza quotidiana e il fatto che alcune evidenze emergano persino dalla disussione presente; ma sono ormai numerosissimi gli studi condotti ai più diversi livelli, anche sperimentali, della conoscenza (dalla neurobiologia alla psicologia sociale, dall'endocrinologia all'antropologia, dalla fisiologia alla sociologia) che certificano la fondatezza di differenze naturali tra i sessi, sui quali l'adattamento culturale incide in misura tanto marginale quanto esterna all'identità della persona.
Citi Simone De Beauvoir, una delle prime esponenti di una cultura "faidate" su basi ideologiche - il femminismo - che non supportava la convinzione del primato della cultura su altri argomenti che non fossero necessità rivendicative; in altri termini una distorsione di significato i cui effetti, a mio modo di vedere, sono quelli che ho postato in precedenza.
Per concludere, apprendimento e cultura sono strumenti con i quali gli esseri umani si rapportano reciprocamente e comunicano; non sono la radice del loro essere. Musicisti, pittori o letterati si può diventare senza averne le doti? Si può diventare un buon esecutore, un buon imbrattatele o un buon cronista, con il solo apprendimento, senza riuscire a raggiungere mai nulla sul piano dell'espressione artistica.


..Che vuoi dire?Mi sono persa alcuni post,li ho letti un po' in fretta.
Anch'io sono fortemente convinta che le donne a volte fraintendano..cosa vuol dire essere donne,essere emancipate (che termine orribile ),e cosa voglia dire essere donne e non femmine.Però non ho capito su cos'è che non sei d'accordo,e cosa intendi con la metafora dell'artista.
Ti premetto che sono donna e non credo affatto che la donna sia superiore a qualcos'altro.Non so quand'è che l'abbia detto Prodi,forse si riferiva alla politica e alla capacità della donna ad entrare con un po' più di emotività all'interno di una determinata problematica.Credo che con migliore volesse dire
semplicemente che una donna può avere delle ottime doti in politica.

Ma io francamente non avrei mai detto niente del genere,anche perchè se si tratta solo di ribaltare la situazione,e trattare gli uomini come nostri robot come loro ci hanno trattato come bambole,
è evidente che non si fa alcun passo avanti,
ci si muove solo trasversalmente,senza arrivare da nessuna parte e con lo scontento di tutti.
ciao
aile is offline  
Vecchio 08-11-2007, 14.52.30   #47
iulbrinner
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"..Che vuoi dire?Mi sono persa alcuni post,li ho letti un po' in fretta." (aile)

Beh...non posso che invitarti a rileggere con attenzione le cose scritte, se ne vuoi comprendere l'intero significato.
Nella circostanza, comunque, è sufficiente che ti rileggi la posizione espressa da senzanome, da me quotata, la quale ritiene che le differenze sessuali (ruoli, attitudini, modo di rapportarsi al mondo, modo di comunicare etc.) siano da addebitarsi, in misura fondamentale, alla cultura e non alla natura.
In altri termini, se voi donne siete come siete e noi uomini siamo come siamo, dipenderebbe, secondo senzanome, dall'apprendimento a svolgere un ruolo prescritto dalla cultura dominante (rimarrebbe da capire come mai certe differenze non sembrino legate ad alcuna cultura particolare, essendo osservabili in ogni epoca storica ed alle più diverse latitudini geografiche, ma tant'è...).
Si tratta di un antico caposaldo del pensiero femminista sulla base del quale (una base ideologica, come ho sostenuto) si sono prodotti mutamenti sociali tanto profondi quanto, spesso, drammaticamente artificiosi a livello individuale (a mio giudizio) in quanto finalizzati ad affermare la sostanziale intercambiabilità dei ruoli sessuali. Un vero e proprio svuotamento del concetto di identità sessuale come parte dell'identità propria della persona.
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Vecchio 16-11-2007, 17.35.35   #48
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Originalmente inviato da iulbrinner
"..Che vuoi dire?Mi sono persa alcuni post,li ho letti un po' in fretta." (aile)

Beh...non posso che invitarti a rileggere con attenzione le cose scritte, se ne vuoi comprendere l'intero significato.
Nella circostanza, comunque, è sufficiente che ti rileggi la posizione espressa da senzanome, da me quotata, la quale ritiene che le differenze sessuali (ruoli, attitudini, modo di rapportarsi al mondo, modo di comunicare etc.) siano da addebitarsi, in misura fondamentale, alla cultura e non alla natura.
In altri termini, se voi donne siete come siete e noi uomini siamo come siamo, dipenderebbe, secondo senzanome, dall'apprendimento a svolgere un ruolo prescritto dalla cultura dominante (rimarrebbe da capire come mai certe differenze non sembrino legate ad alcuna cultura particolare, essendo osservabili in ogni epoca storica ed alle più diverse latitudini geografiche, ma tant'è...).
Si tratta di un antico caposaldo del pensiero femminista sulla base del quale (una base ideologica, come ho sostenuto) si sono prodotti mutamenti sociali tanto profondi quanto, spesso, drammaticamente artificiosi a livello individuale (a mio giudizio) in quanto finalizzati ad affermare la sostanziale intercambiabilità dei ruoli sessuali. Un vero e proprio svuotamento del concetto di identità sessuale come parte dell'identità propria della persona.


OK,però..sono in gran parte d'accordo con te,ma l'ideologia femminista era cosi radicale e disperata perchè si era arrivati a un punto veramente penoso.
Non riuscirei mai a spiegarti quanto male fa ,sapere che una donna della mia età,cento anni fa era considerata un buco con un corpo intorno.
Quando nasceva una femmina in casa..che guaio!!
Quando nasceva l'uomo,si facevano i complimenti al papà.
Questo è che ha fatto diventare il pensiero femminista qualcosa di estremo e criticabile,la situazione a cui si era arrivati.Io ogni giorno,e ogni giorno di più,vedo che sempre più uomini...hanno capito.
Rispettano i miei studi,la mia mentalità,i miei diritti.Ma con questo non voglio dire che voglio essere un uomo.Io non sono un uomo,io a differenza di un uomo posso avere figli,e il fatto che io possa fare figli mi mette in una situazione opposta,dievrsa,antiteca a quella dell'uomo.Io partorirò i miei figli,nutirò i miei figli,avrò con loro un legame speciale che il padre non avrà mai coi figli
e se vogliamo parlare dell'altro lato della medaglia..
io sono donna,carina,posso ammiccare e ottenere,posso conquistare con moooolta facilità un uomo che sia di per sè disposto a essere conquistato,posso rendere stupido un uomo con il mio corpo (sempre qualora egli sia predisposto),posso facilmente trovare qualcuno che paghi per avere un rapporto con me.

Questo è quello che la donna ha di diverso dall'uomo,nella vita pratica.
Che sia per il nostro apprendimento,per la nostra storia,o per le nostre caratterisctiche innate a me non importa.
Sono donna,e ci sono delle cose che solo la donna può fare.
Ma non per questo dobbiamo essere considerate soltanto quello.

Ci sono anche donne che non vogliono avere figli,che se ne fregano del matrimonio,che non usano il loro corpo per ottenere qualcosa dagli uomini
insomma ci sono donne e donne,
studiose
scienziate
medici
avvocati
insegnanti
ballerine
ingegneri
che fanno il loro lavoro e lo fanno bene
e non è giusto che per tutta la storia
gli uomini abbiano dovuto vederci solo attraverso due tinte:
puttane o spose-madri.
Possiamo essere anche altro.
Solo questo.
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Vecchio 19-11-2007, 19.21.49   #49
iulbrinner
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"Questo è quello che la donna ha di diverso dall'uomo,nella vita pratica.
Che sia per il nostro apprendimento,per la nostra storia,o per le nostre caratterisctiche innate a me non importa.
Sono donna,e ci sono delle cose che solo la donna può fare.
Ma non per questo dobbiamo essere considerate soltanto quello." (aile)

Non mi sembra di avere mai detto che le donne debbano essere considerate soltanto "puttane o spose-madri", né che alla donna non debba essere riconosciuta una potenzialità di ruolo più ampia rispetto al passato.
Se, però, consideri l'origine della discussione - la diversità nel modo di comunicare e una maggiore irrazionalità comportamentale - ritroverai il bandolo della matassa.
Io sono convinto che queste diversità esistono e sono "naturali".
Riconoscerle non significa bandire la donna da qualche possibilità sociale, significa riconoscere l'identità di genere che, ripeto, non è, a mio avviso, un dato culturale (come altre sostengono) o una semplice sovrastruttura.
A partire da questa considerazione se ne possono svolgere, poi, molte altre; ma, da quel momento in poi, si andrebbe fuori tema.
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Vecchio 19-11-2007, 21.57.28   #50
aile
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Riferimento: Stai a vedere che ora anche per gli uomini no vuol dire sì...

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Originalmente inviato da iulbrinner

Non mi sembra di avere mai detto che le donne debbano essere considerate soltanto "puttane o spose-madri", né che alla donna non debba essere riconosciuta una potenzialità di ruolo più ampia rispetto al passato.
Se, però, consideri l'origine della discussione - la diversità nel modo di comunicare e una maggiore irrazionalità comportamentale - ritroverai il bandolo della matassa.
Io sono convinto che queste diversità esistono e sono "naturali".
Riconoscerle non significa bandire la donna da qualche possibilità sociale, significa riconoscere l'identità di genere che, ripeto, non è, a mio avviso, un dato culturale (come altre sostengono) o una semplice sovrastruttura.
A partire da questa considerazione se ne possono svolgere, poi, molte altre; ma, da quel momento in poi, si andrebbe fuori tema.


Si infatti non mi riferivo a te,cercavo di spiegare da dove veniva,secondo me,la rabbia femminista.E da qui,una supposizione su perchè tante donne ce l'hanno col "dato culturale".
Io riconosco pienamente le differenze che esistono,e che sono naturali,
e ti dico che molte volte le donne usano le proprie caratteristiche per raggirare l'uomo,ma quella è una libera scelta dettata dalla propria coscienza.Una donna decide di farlo,proprio come tanti uomini decidono di "fregare "
l'altro.Cambiano i modi,ma in sostanza..
Intendo dire:

il fatto che ci siano queste differenze non deve portare alla conclusione..
che la donna abbia in sè qualcosa di negativo!

E' ben diverso dire:
La donna ha determinate caratteristiche che fanno di lei un essere completamente diverso dall'uomo,con delle sue peculiartà nel relazionarsi e nell'interagire con gli altri
dal dire
una donna str..za,lo è perchè è donna e ha determinate caratteristiche innate


..
anche stavolta non mi sto riferendo direttamente a te,ma parlo per farti capire quello che intendevo.Anche un uomo,se è str..,lo è per delle caratteristiche innate nel maschio..?
Secondo me no,
le nostre caratteristiche innate sono una base,su cui poi ognuno costruisce quello che vuole,in base all'epoca in cui vive,alla mentalità,alle persone che incontra.E in base alla propria coscienza.Ma questa base io non la vedo così uniformante,
nè per uno,nè per l'altro sesso.
aile is offline  

 



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