Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Psicologia
Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Percorsi ed Esperienze
Vecchio 27-05-2003, 08.55.00   #21
patrizia
Ospite
 
Data registrazione: 12-05-2003
Messaggi: 18
tradimento

Ho letto con interesse tutto quanto avete scritto sul tradimento ed ho notato che nella maggior parte, chi ha scritto su questo argomento ha valutato di più la la parte "offesa" in quanto tradita nella fiducia, nelle aspettative, ecc..
La figura del "tradito" presuppone un "traditore", così come ogni vittima ha necessariamente il suo carnefice.
E mentre il ruolo del "tradito" - come quello di qualsiasi "vittima" in genere - appare con evidenza, suscitando spesso compassione o comprensione, tendiamo a sottovalutare il carnefice o - in questo caso- il TRADITORE.
Eppure credo che in determinati rapporti - quelli ad esempio fra un uomo e una donna che si sono amatii, hanno costruito insieme
qualcosa avendo quindi i medesimi obiettivi, le medesime speranze, colui o colei che si trova a tradire il proprio compagno (potrebbe essere per un nuovo sentimento, per una nuova sensazione di vitalità, per un bisogno di trovare qualcosa che lo/a
ri-avvicini di più a se stesso dandogli un nuovo movente per ricominciare ... ecc. ecc..) beh, per quell' individuo trovarsi nel conflitto tra la lealtà verso il compagno e la gioia di ridare un senso alla propria esistenza, sia un grande tormento
patrizia is offline  
Vecchio 27-05-2003, 12.26.16   #22
little star
Ospite
 
Data registrazione: 06-05-2003
Messaggi: 23
per patrizia e visir

Su questo hai ragione, ma noi siamo partiti parlando del perdono dopo un tradimento, se sia giusto o meno accettare moralmente questo tipo di azione, se si può dimenticare tutto e andare avanti in un rapporto... quindi la figura del traditore di certo ha una sua importanza, ma ne ha ancora di più colui o colei che è stato/a tradito/a... è lì il problema...!! Molti tendono ad evidenziare il fatto che il "compito del traditore non è un compito semplice, perchè bisogna scegliere tra la propria libertà o l'affetto (non so se è giusto a questo punto parlare di amore) verso il proprio partner"... ma non credo che la sua sofferenza sia paragonabile al dolore provato dalla persona tradita...
Cmq, Patrizia, rispondimi su questa cosa!!

Visir... forse non ho compreso bene la tua posizione... ma tu di fronte ad un tradimento ti comporit in modo assolutamente normale e vai avanti nella tua storia come se nulla fosse successo?....

Ciao ciao
little star is offline  
Vecchio 27-05-2003, 13.10.45   #23
Paola
Ospite abituale
 
L'avatar di Paola
 
Data registrazione: 19-03-2003
Messaggi: 70
il traditore

non trascuriamolo! E' l'oggetto d'amore e si trasforma nella fonte di dolore: come tenerre insieme questi due aspetti?....
E poi, ha ragione Patrizia nel dire che anche a lui tocca una scelta non da poco: la sua felicità (+- effimera forse, sicuramente non generalizzabile) e gioia per qualcosa di nuovo o lealtà verso il compagno. Credo che la chiave sia in questo.
E' un diritto naturale della persona persguire la propria felicità e realizzazione MA nel rispetto dell'altro; questo non vuol dire auto-castrarsi nè fare i martiri... e poi il tradimento non è solo fisico, e anzi è ben peggiore quello affettivo. Ci vuole coraggio per affrontare l'altro, sapendo a priori che gli si provoca dolore. Ma è un coraggio che si fa portatore di rispetto.
Paola is offline  
Vecchio 30-05-2003, 10.45.39   #24
visir
autobannato per protesta
 
L'avatar di visir
 
Data registrazione: 02-05-2002
Messaggi: 436
A little star, mi sembra di aver risposto in maniera esauriente a pag. 2 nel mio secondo post.

Comunque nel personale ti posso dire che sono geloso anch'io, ma questo non significa poi molto rispetto alle riflessioni che seguono questo semplice impulso.
Continuando a risponderti: non ho avuto ancora notizia di essere stato "tradito" se non in relazioni occasionali, cioè non mi è mai successo di accorgermi di un "cornino" con i cosidetti rapporti seri, perchè me lo chiedi?

Comunque sia...O sono stato fortunato o sono stato distratto, in entrambi i casi non ho meriti.
visir is offline  
Vecchio 30-05-2003, 16.35.25   #25
patrizia
Ospite
 
Data registrazione: 12-05-2003
Messaggi: 18
traditi o distratti?

Ciao a tutti e scusa Little Star se ti rispondo solo ora.
Sto ancora ridendo per la risposta di Visir (eccezionale..!)

Credo che il perdono in un rapporto dove ho dato e preteso, a me non sia possbile. Più semplicemente per diversi anni mi sono sentita ferita a morte anche solo se qualche mia amica "civettava" con il ragazzo con cui stavo, al punto da fare diventare una colpa la sua educazione che per me era debolezza
o comq mancanza di considerazione verso di me.

Poi ho imparato, ma partendo da zero, ossia iniziando un nuovo rapporto, che è possibile addirittura impostare una relazione d'amore in modo che la gelosia, che in qualche modo - oltre alla insicurezza propria - indica anche la dipendenza, le aspettative che si hanno - sia fuori gioco.
E questo partendo proprio dall'impostazione iniziale (forse anche dall'incontro con la persona giusta, non so): impostare un rapporto cercando di non avere aspettative., amare perchè è bello
così come è bello essere amati. Accettare gli spazi dell'altro ed essere contenti della sua felicita' anche se questa, per un po' mi esclude, con la certezza che quello che ci unisce, che ci lega è in tutti i casi molto importante, perchè abbiamo messo nell'amore come elemento fondamentale, la comprensione e la gioia di ritrovarci con fiducia.

Che ne pensate?
patrizia is offline  
Vecchio 30-05-2003, 21.15.59   #26
little star
Ospite
 
Data registrazione: 06-05-2003
Messaggi: 23
per patrizia

Ciao Patrizia! penso che in passato tu abbia sbagliato a impedire al tuo ragazzo di relazionarsi con altre ragazze, forse è proprio da questa "oppressione" che potrebbe scaturire un futuro tradimento, per evadere dagli schemi, per provare qlc di "proibito"...(anche se il divieto è imposto dalla persona che si ama....anche su questo è da riflettere...(costa il sacrificio per amore è viene accettato con semplicità perché l'amore è più forte di tutto e tutti?)...)
Penso che la tua nuova relazione incentrata su queste caratteristiche sia maggiormente un farante di fedeltà... a meno che non si arrivi ad una libertà tale da includere anche altre relazioni al suo interno...!!
cmq... continuate a rispondere, mi fa molto piacere il vostro interessamento!!

Bacini
little star is offline  
Vecchio 30-05-2003, 22.28.49   #27
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
Don Giovanni e Donne Giovanne

E che dire di chi vive il tradimento come la sua autentica vocazione esistenziale?Come un impulso irrefrenabile e incoercibile?
Le sofferenze indotte da personaggi di questo genere sono inenarrabili...
irene is offline  
Vecchio 31-05-2003, 18.32.45   #28
igro
Ospite
 
Data registrazione: 20-05-2003
Messaggi: 22
Cara Irene,
che ne pensi del fatto che la vera libertà consiste nello scegliere in ogni istante se essere fedeli o meno?
igro is offline  
Vecchio 31-05-2003, 18.43.47   #29
patrizia
Ospite
 
Data registrazione: 12-05-2003
Messaggi: 18
don giovanni !

Dopo avere letto Irene, mi sono sentita catapultata dentro un film di Ingmar Bergman, di cui non ricordo il titolo , ma che tratta di questo personaggio. Come? Rappresentando all'inizio un Penitente Impenitente spossato da 300 anni di frustranti, inutili assalti a bellissime donne velate di nero che nel più profondo dell'inferno lo tentano, fingono di cedergli, lo illudono e poi sgusciano via.
Quale miglior giustizia? Ma il film prosegue ed appare un Don Giovanni che sale sulla Terra in giacca e cravatta per sedurre una donna nordica, "sapientemente" consigliato dal Leporello del caso:
- La donna nordica deve essere colta all'improvviso, con le armi del cinismo misto alla dolcezza, dell'indifferenza mista all'amabilità. Non d'estate perchè è troppo scoperta, non d'inverno perchè è troppo coperta..-

La stagione ideale è perciò la primavera...

Se il Don Giovanni di Bergman trova nella sua ars amandi un'arte non finalizzata al possesso, ma al sottile piacere dell'incantamento torbido della partner, quasi una ipnosi, i don giovanni puntano sulla incapacità di vedere in una donna qualcosa di più o di diverso da un oggetto di collezione Di sicuro una patologia, una alienazione; si' ma: e le loro vittime ????
patrizia is offline  
Vecchio 01-06-2003, 18.46.19   #30
Gaetano
Ospite
 
Data registrazione: 19-05-2003
Messaggi: 19
Tradire

Se andiamo all'origine della parola tradimento, ci accorgiamo che deriva dal latino tradere, che vuol dire consegnare.
Tradimento, allude, per metaplasma (figura retorica che indica una trasformazione avvenuta nella parola), nell'uso cristiano del termine, alla consegna di Gesù, da parte di Giuda, nelle mani dei Giudei.
Ora, anche mantenendo questa trasformazione (e la cosa non è azzardata, dal momento che tutti noi abbiamo subito le influenze di certa cultura giudaico-cristiana), possiamo cercare il senso ultimo del tradire.
Nella metafora evangelica, ad una prima lettura, troviamo una vittima (Gesù) ed un carnefice (Giuda).
Per poco che riflettiamo su quella metafora, interpretata come l'istituzione della coppia di opposizione vittima-carnefice, ci accorgiamo che noi tradiamo, cioè consegniamo alla morale un argomento che morale non è.
Quell'argomento, infatti, annuncia la fine di qualcosa (la condanna di Gesù alla crocefissione), che è stato ontologicamente fondato
dall'Essere stesso, che qui si costituisce come origine di un dramma che deve compiersi, altrimenti Egli, l'Essere, non è più ontologicamente tale, non è più, cioè, la Verità, ma una delle tante verità storiche, filogenetiche, non ontologiche.
Ora, in virtù di quel tradimento, di quella consegna, si compie, al di là ed oltre ogni discorso morale, la Verità dell'Essere.
Il tradimento, nostro, umano, quotidiano, è anch'esso una verità ontologica, che nulla ha da spartire con un qualunque discorso morale.
E' ontologica, quella verità, perché ci dice qualcosa sul nostro essere uomini (maschi e femmine), e il nostro essere è l'esistere, l'essere nel mondo come presenza.
Ma il nostro esere nel mondo, si costituisce come possibilità di fluttuare liberamente tra i due limiti della nostra esistenza, e cioè la nascita e la morte.
La libertà, o quanto meno il tendere verso la libertà, è la possibilità che trascende la nostra stessa presenza nel mondo e ci costituisce come esseri in grado di pro-gredire, cioè di varcare i limiti che fondano la nostra esistenza, cioè la nascita e la morte.
In questo senso, il tradimento (del maschio o della femmina che sia), va letto come possibilità che sorpassa i limiti esistenziali del nascere e del morire, per fondare il senso della propria verità ontologica, cioè dell'essere uomini.
Tutto questo non ha nulla di morale, ed è il solo punto di osservazione da cui possiamo intendere il significato autentico del tradire.
Tutto il resto, la capacità di perdonare, di sopportare; la disponibilità di sentire le esigenze dell'altro o di ignorarle, è problema di natura prevalentemente morale, che riguarda cioè il costume del tempo che viviamo.
Ma, ognuno di noi, può e deve liberamente decidere, se conformarsi alla norma o se oltrepassarla, e avendo deciso, costituirsi come portatore di quella verità che individua ciascuno di noi.
Un affettuoso abbraccio. Gaetano
Gaetano is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it