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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 20-09-2003, 00.48.25   #71
Paola
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 19-03-2003
Messaggi: 70
Ciao Gianfry,

quello che intendo dire relativamente al perdono è che penso che perdonare veramente è virtù di pochi esseri umani, non soltanto perchè spesso chi è ferito , per autodifesa o collera o rancore o semplicemente per constatazione della situazione, valuta e giudica...esattamente come chi fa la parte del carnefice.

Qui si parla di tradimento. Allora , aldilà di puntualizzare contrapposizioni o coesistenze tra amore e sesso/ sesso e passione senza amore / infatuazione senza sesso e chi più ne ha più ne metta, credo che possiamo trovarci d'accordo sul fatto che il "tradito" (per uno svariato numenro di motivi e sfumature e vissuti intimi personali, direttamente o indirettamente legati a suoi vissuti) soffre per questo tradimento. Ammmesso e non concesso che debba trattarsi necessariamente di un amore con la A, sta di fatto che accettare che quella persona ti abbia in qualche modo mentito...se posso dirla molto banalmente, che ti abbia preso in giro ma non su una banalità, si è preso gioco di te e del tuo sentimento, è molto difficile da perdonare.
E qui mi viene un dubbio : cos'è il perdono? Che concetto abbiamo di esso? e me lo chiedo perchè forse partendo da una concezione simile, allora forse è possibile...anzi credo che lo sia; se questa concezione coincide e per di più la capacità di rielaborazione del tradimento è molto buona ( per esempio , non verrà tirato fuori come argomento per accusare l'altro anche a distanza di anni, non verrà più vissuto come una ferita che è lì, ancora sanguinante), allora si. Nessun giudice, nessuna colpevolizzazione o accusa.

Ho chiamato in causa un concetto di perdono "divino" per come io , cristiana credente, lo intendo. E io onestamente non sono capace di mettere in pratica quella dimensione, quel superamento che tra l'altro solo posso immaginare o sperare. Io faccio i conti con me stessa, con tutto ciò che so di me e mi dico che non ne sono molto capace.....e mi dispiace ammetterlo perchè lo sento molto limitante...ma ti dirò che a volte è stato anche la mia salvezza.
Io posso capire, alla resa dei conti, perchè un tradimento si è venuto a creare....ma non riesco a dimenticare e la ferita che mi lascia, che mi ha lasciato, se ci penso a distanza di anni, mi brucia ancora un po'....fortuna mia, quella persona è parte del mio trapassato ma se fosse nel mio presente, ahimè credo proprio che gli rinfaccerei ancora molto....
Era questo che intendevo.
Poi le sfaccettature sono moltissime....le situazioni anche, e noi siamo irripetibili...forse ogni situazioni potrebbe essere oggetto di riflessione e forse nel particolare di essa si può pensare se e come e quanto sia davveero pensabile, onestamente, dire "ok, ti capisco, mi hai ferito , ma dimentico" e con questo sia chiaro che non è implicito un tono di concessione ma semplicemente intendo il desiderio di rimettersi in gioco da dove ci era scontrati per continuare sullo stesso cammino in modo nuovo e vero.
Paola is offline  
Vecchio 20-09-2003, 11.09.00   #72
Gianfry
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Data registrazione: 02-06-2003
Messaggi: 401
Tradimento

Ciao Paola,

capisco il tuo stato d’animo riguardo al tradimento perché ci sono passato anch’io. Il dolore e le ferite non sono facili da rimarginare, ma dovrebbero servire a farci comunque riflettere. Personalmente ho cominciato a capire ed a cambiare il mio atteggiamento quando mi sono chiesto: perché debbo soffrire tanto? Se è vero che nulla avviene per caso e che tutte le situazioni della vita le ho create (attirate) io, allora voglio capire che cosa mi vuole insegnare questa esperienza che mi fa tanto soffrire. Questa domanda me la sono rivolta tante volte e alla fine ho avuto la risposta che cercavo. La persona che mi aveva tradito ha recitato la sua parte affinché io potessi riconoscermi. Mi sono messo nei suoi panni e mi sono chiesto quali fossero i miei atteggiamenti e pensieri che non erano in sintonia con i suoi ed ho scoperto che avevo nei suoi confronti molte aspettative. Al suo posto cosa avrei fatto io? Non volevo ammetterlo, ma alla fine ho convenuto che mi sarei comportato come lei. E il fatto che mi aveva nascosto il tradimento perché non voleva farmi soffrire, in fondo era vero. Allora non ho avuto il coraggio di giudicarla. Quando ho capito questo il dolore è cessato e l’ho vista sotto un’altra luce: quella di chi mi ha aiutato a superare una grossa mia limitazione. Ho capito anche che il tradimento non riguarda le altre persone, ma noi stessi. Cioè io tradisco me stesso qualora non seguo ciò che sento in me, poiché questa è la sola cosa giusta che devo fare in quel momento. Purtroppo abbiamo avuto una educazione che ci ha portato fuori strada. La fedeltà nel matrimonio è tutta un’invenzione delle religioni per controllare le coscienze. Dovrebbero insegnarci la fedeltà a noi stessi. Una relazione d’amore può durare solo se i due partner hanno gli stessi pensieri, emozioni ed una forte attrazione sessuale. Qualora venga a mancare uno di questi pilastri la relazione d’amore cessa. E quando non c’è più armonia, tanto vale chiudere il rapporto perché la nostra anima ci dice che dobbiamo fare altre esperienze. Il matrimonio, così come è concepito, è la tomba dell’amore. E’ la perpetuazione delle nostre aspettative e quindi dei conflitti tra i partner. Se non usciamo da questo circolo vizioso saremo sempre destinati a soffrire e non faremo nessun passo sul sentiero dell’evoluzione.
Gianfry is offline  
Vecchio 20-09-2003, 19.28.29   #73
Ygramul
Anima Antica
 
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Data registrazione: 22-07-2002
Messaggi: 423
Ho letto la risposta di Paola. E devo dire che mi sono trovata invece sul versante opposto. Io non credo al perdono perchè non credo nella possibilità che due persone di pari livello possano realmente trovarsi una al di sopra dell'altra in virtù di un evento della vita.

Ogni tradimento ha degli attori, almeno tre. Chi tradisce, il tradito, e la persona con cui si tradisce (anche quando questa persona era "accidentale").

Ma soprattutto nel tradimento quello che si verifica è l'assenza di un flusso di reciproca comunicazione, e l'interruzione di questo flusso non è mai avvenuta solo da una parte. Per sua natura la comunicazione è una corrente alternata: o è reciproca o non c'è.

Quando avviene un tradimento, ciò che capita è che un evento "forte" mette una strisciata di evidenziatore su una situazione che già c'è, e che è appunto quella dell'interruzione della corrente. Di cui sono responsabili entrambi in una coppia. Capita che per uno la consapevolezza di questo fatto nasca attraverso il tradimento, ma nell'altro invece ciò che spesso si verifica è una condizione di cecità rispetto a ciò che avviene (o per meglio dire NON avviene) all'interno della coppia.

Ecco perchè il discorso del perdono viene automaticamente a decadere.

Se il mio partner mi tradisce, vuol dire che tra me e lui si è creato un vuoto che io non ho VOLUTO vedere, o che pur avendolo visto, ho negato che esistesse nella speranza che le cose si aggiustassero da sole. Io sono "colpevole" non tanto del tradimento, ma della sua origine. E allora cosa dovrei perdonare?

Mettiamo pure il caso che abbia visto, che abbia anche tentato di sanare e che non abbia trovato dall'altra parte un terreno adatto per ricostruire... io non sono responsabile che delle mie scelte. Solo io posso scegliere se sentirmi ancora legata ad una persona con la quale non si comunica più. E questo lo faccio a mio rischio e pericolo. Perchè l'essere umano, in fondo, è intimamente e fondamentalmente libero. E nessun sacrificio varrà a "trattenere" legato a me chi amo.
Ygramul is offline  
Vecchio 21-09-2003, 08.42.56   #74
Gianfry
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Data registrazione: 02-06-2003
Messaggi: 401
Tradimento

Concordo con Ygramul che ha descritto bene la problematica vedendola da un'altra angolazione, ma il risultato non cambia.

Gianfry
Gianfry is offline  
Vecchio 21-09-2003, 10.34.30   #75
mauropitta
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Messaggi: 64
Egoismo naturale

Ritengo che ogni azione compiuta da chiunque, obbedisca "in primis", al tentativo di soddisfare una necessità che preme.
Chi tradisce, lo fa perchè desidera farlo e il fatto di trovarsi attenuanti, è solo un giochino psicologico verso gli altri a cui lo si racconta.
Ciò premesso, è mia opinione che quando si tradisce, "l'altro" venga solo considerato come un ostacolo da superare e non come una persona che soffrirà in quanto il nostro egoismo personale, per me vero motore delle nostre azioni, ha l'esigenza di tradire.
Il perchè e il percome è materia di studio postumo del tradito per lo più, che evidentemente non ha questa necessità di cercarsi un altro e che perciò è "più" innamorato del partner o "ancora" innamorato, mentre il partner non lo è più.
Per questo non mi trovo tanto d'accordo con le motivazioni di Gianfry che considera in qualche modo il tradimento non dichiarato, una solrta di insegnamento o di comprensione del traditore verso le sue aspettative o debolezze.
Secondo me, in realtà, il traditore, quando tradisce, del tradito, non gliene può incalare di menom se non per ragioni "tecniche logistiche".
Le motivazioni che Ygramul adduce invece sono estremamente interessanti e come "motivazione" o studio analitico del problema assolutamente realistiche a mio vedere.
Sono poi assolutamente concorde con Paola che pur dichiarandosi cristiana, accetta le proprie limitazioni umane anche se il tradimento non lo vedo tanto come una mancanza grave alla fiducia accordata, quanto la conclusione del "tratto di strada" percorso assieme.
A molti, manca la capacità di "ferire" la persona con cui si è vissuto per un certo tempo anche quando l'amore è finito e a mio avviso è solo per questo che non ti lasciano prima di tradirti ma per un certo temppo, tengono il piede in due scarpe.
Dico per un certo tempo, perchè poi, inesorabilmente, l'ultimo arrivato, l'amore nuovo come diceva De Andrè, ha comunque sempre la meglio su quello vecchio e corregetemi se sbaglio!
Mi è piaciuto poi tantissimo il concetto di Gianfry di tradimento verso noi stessi e di matrimonio cristiano per esercitare un potere più o meno occulto: concordo pienamente.
Seconde il mio punto di vista, non si dovrebbe cercare di cristallizzare il futuro sul presente perpetrato, con meticolosità maniacale, su un susseguirsi di azioni che dopo un po', non significano più niente, ma che se non fatte, tradiscono le aspettative del partner.
Secondo me occorrerebbe accoppiarsi ben sapendo che questo sarà solo per un certo tempo e non per sempre, accettando di percorrere un tratto di sentiero assieme finchè lo desideriamo o finche eventi esterni non ci separino.
Lo so, non è facile, ma solo lasciando il nostro amato libero, possiamo prolungare il tempo che lui vorrà passare con noi e mai dimenticare che l'amore è SOLO dare e non un "do ut des", un contratto di scambio anche se poi il dare, porta sempre come conseguenza il ricevere, mentre i contratti possono contenere condizioni scritte in piccolo.....
mauropitta is offline  
Vecchio 22-09-2003, 09.22.51   #76
visir
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Concordo con Ygramul che ha descritto bene la problematica vedendola da un'altra angolazione, ma il risultato non cambia.

Gianfry
Ben detto anzi ben scritto.
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Vecchio 22-09-2003, 23.10.08   #77
Fragola
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Ma soprattutto nel tradimento quello che si verifica è l'assenza di un flusso di reciproca comunicazione, e l'interruzione di questo flusso non è mai avvenuta solo da una parte. Per sua natura la comunicazione è una corrente alternata: o è reciproca o non c'è.

Quando avviene un tradimento, ciò che capita è che un evento "forte" mette una strisciata di evidenziatore su una situazione che già c'è, e che è appunto quella dell'interruzione della corrente. Di cui sono responsabili entrambi in una coppia.

Sai che non sono proprio d'accordo al 100%?
Molto spesso può essere così ma non sempre.

Sul perdono: nel mio intervento avevo detto che, in questo caso, interpreto la parola "perdono" come decisione di continuare comunque la relazione. Anche quando tradimento è proprio la striscia di evidenziatore di cui parli, questo non è necessariamente deletereo in un rapporto. Portare in luce un vuoto può anche essere uno stimolo a colmarlo.
Ma secondo me non tutti i tradimenti nascono da una carenza nel rapporto o, meglio ancora, nessun rapporto reale può essere così perfetto da non lasciare nessun vuoto. Può succedere di incontrare una persona che ci coinvolge così tanto che, anche se amiamo molto il patner e anche se il rapporto è vitale, ci facciamo trascinare dal sogno di conoscerla. Spesso, molto spesso, ci si limita a fantasticare. A volte no. Credo che anche dopo un tradimento, se tutti e due lo vogliono, si possa continuare un rapporto. Non riesco a concepire l'amore come appartenenza. Come possesso. Più che di perdono sarebbe meglio parlare di evoluzione della relazione.
Quello che personalmente non potrei "perdonare" e che quindi mi porterebbe ad interrompere quella relazione è la menzogna reiterata e, ancora di più, la "scappatella erotica". La menzogna reiterata mi fa perdere la fiducia nell'altro. E senza fiducia, che rapporto sarebbe? La scappatella mi farebbe sentire non amata perchè una persona che mi ama davvero non farebbe qualcosa che può farmi soffrire solo per togliersi uno sfizio.
Ma se il mio compagno mi dice che è stato fortemente coinvolto da un'altra persona ma che, nonostante questo, sceglie di restare insieme a me, allora secondo me c'è ancora qualcosa su cui basare una relazione profonda.

ciao
Fragola is offline  
Vecchio 28-11-2003, 13.01.12   #78
Viky
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Data registrazione: 27-11-2003
Messaggi: 16
il perdono è una cosa bellissima di cui nn tutti sono capaci, ma credo che bisogna intendersi sul signifacato di tale parola.
se il mio ragazzo,di cui sono innamorata,mi tradisse,io lo odierei. si almeno in un primo momento lo odierei, perchè avrei bisogno di allontanarmi da lui che in quel momento mi sta facendo soffrire, per allontanarmi da lui dovrei rompere il forte legame d'amore che ci unisce,e l'unico modo per smettere di amare una persona che si amava intensamente è odiarla intensamente.
odiare è l'opposto di amare,ed entrambi richiedono energie mentali molto grandi.prima o poi smetterei di odiarlo,perchè l'odio fa più male a chi lo prova che a chi lo riceve,e quindi comincerei piano,piano, a perdonarlo,ma senza fretta, perchè il perdono che arriva troppo presto non è un vero perdono.
alla fine di questo dolorosissimo processo io sarei riuscita a perdonarlo, a smettere di pensare al male che mi aveva fatto,a recuperare una sicurezza in me stessa e una serenità interiore,ma tutto ciò nn signifaca tornarci insieme,perchè si perdona ma nn si dimentica,perchè nn riuscirei più a guardarlo negli occhi senza pensare a quello che mi ha fatto,perchè ogni volta che tarda a un appuntamento e mi dice che è rimasto bloccato nel traffico nella mia mente penserei"sarà vero?". in conclusione, dopo un tradimento, che sia di amore o di amicizia, il rapporto nn può più essere come prima, il che nn vuol dire che deve essere necessariamente troncato,perchè ciò che nn si tronca si può modificare, ma il rapporto di prima nn torna più.
baci.viky
Viky is offline  

 



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