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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 14-01-2003, 11.43.07   #1
silent_scream
Ospite
 
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Data registrazione: 07-01-2003
Messaggi: 25
Paranoia

"PARANOIA"
Fonetica: [pa-ra-nò-ia]
Etimologia: Dal gr. paránoia, comp. di para- 'para-1' e un deriv. di nôus 'mente'
s. f. (psich.)
1) forma di delirio caratterizzata da convinzioni in apparenza coerenti, ma contrastanti con la realtà e immodificabili sia attraverso la logica sia attraverso l'esperienza (p. e. idee di persecuzione, mania di grandezza); è detta tradizionalmente delirio cronico
2) nel linguaggio corrente, stato di alterazione o confusione mentale | essere, andare, cadere in paranoia, (gerg.) in uno stato di crisi o di insofferenza profonda, anche se temporanea.



Vi succede mai di entrare in un locale, e per quanto non indossiate una sciarpa color fucsia fosforescente e non vi stiate scomponendo in una fragorosa risata vi pare che tutti vi guardino?
Di tendere l'orecchio per sentire se nell'altra stanza i vostri familiari stanno parlando di voi?
Di immaginare che il vostro partner, uscito a spasso col cane, si stia intrattenendo a fare sesso sfrenato nel tiepido e appannato abitacolo di un auto con una passante trovata lì per lì? O peggio, appostata ad aspettare proprio lui?!
Di assentarvi momentaneamente da un gruppo di amici e temere che si sia parlato male di voi in vosta assenza?
Di temere che i vostri colleghi si lamentino segretamente tra loro del vostro rendimento?
Quanta paranoia c'è nella vostra vita?
La trovate normale?

"Il fatto che tu sia paranoica
non significa che loro non ti stiano seguendo"
Kurt Kobain
silent_scream is offline  
Vecchio 14-01-2003, 13.03.18   #2
sisrahtac
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 2,110
Beh,un po' di paranoie di persecuzione ce le ho anch'io,ma l'importante è essere coscienti dei propri "difetti" e non farsi mandare "troppo sotto" da questi ultimi.Quando mi prende la paranoia io cerco di pensare ad altro e di "aprire la mente" prima che questa imploda su se stessa.....
sisrahtac is offline  
Vecchio 14-01-2003, 18.24.35   #3
neverforever
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Sì, a me capita il primo caso, + o meno. Nel senso che, quando cammino x la strada, soprattutto se è una strada grande e larga, ho la sensazione e quasi il "terrore" che tutti mi guardino. Ma nn penso sia paranoia, piuttosto... insicurezza? timidezza? paura degli spazi aperti?
Mah...




neverforever is offline  
Vecchio 14-01-2003, 20.17.41   #4
Ygramul
Anima Antica
 
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Data registrazione: 22-07-2002
Messaggi: 423
Citazione:
Vi succede mai di entrare in un locale, e per quanto non indossiate una sciarpa color fucsia fosforescente e non vi stiate scomponendo in una fragorosa risata vi pare che tutti vi guardino?
Di tendere l'orecchio per sentire se nell'altra stanza i vostri familiari stanno parlando di voi?
Di immaginare che il vostro partner, uscito a spasso col cane, si stia intrattenendo a fare sesso sfrenato nel tiepido e appannato abitacolo di un auto con una passante trovata lì per lì? O peggio, appostata ad aspettare proprio lui?!
Di assentarvi momentaneamente da un gruppo di amici e temere che si sia parlato male di voi in vosta assenza?
Di temere che i vostri colleghi si lamentino segretamente tra loro del vostro rendimento?
Quanta paranoia c'è nella vostra vita?
La trovate normale?


Il pensiero paranoico è un pensiero patologico, ma per un attimo, fate finta che io non sia psichiatra, lasciamo perdere le forme di paranoia come malattia delirante e seguitemi in un discorso di semplice buonsenso.

La paranoia è tante cose.

E' fondamentalmente PAURA.
Paura del giudizio, di essere inferiore a tutti, di non essere all'altezza. Paura che si trasforma a poco a poco in sospetto, in certezza.... Cosa potrò fare mai per evitare che scoprano che poca cosa sono io???

E' FAR SCIVOLARE IL PENSIERO IN LIDI SGANCIATI DAL REALE.
Cosa vuol dire? Vuol dire che prima di diventare paranoici c'è tutta una serie di gradini intermedi in cui si può evitare ciò, ma per qualche ragione non si fa. E si arriva invece ad un punto di non ritorno dove tornare indietro diventa pressocchè impossibile. Posso avere dei dubbi sulla buona fede altrui, ma perchè scegliere di credere a tali dubbi? Che ne ricavo in fondo? Perchè diventa più importante che io non venga preso in giro dalla falsità altrui piuttosto che godere di quello che l'altro, in buona o malafede, vuole donarmi??? E allora giù verso una china di sospetto-controllo-certezza deo male.....

Paranoia è NON SAPER ACCETTARE LE INCERTEZZE DELLA VITA.
Non tutti ci amano, ma non tutti ci odiano. Il rapporto con un amico può cambiare, l'amore che sembrava eterno può trasformarsi in tenerezza o anche in insofferenza. Tutto cambia nella vita, senza che questo costituisca un tradimento. Cristallizzare la mutevolezza della vita ci espone al pensiero paranoico. Siccome l'amore non è eterno, non esiste, e mi ingannano quelli che mi dicono di amarmi. Siccome le amicizie possono mutare, allora non esistono gli amici, ma solo persone interessate a scoprire i miei punti deboli chissà per quale motivo...

Paranoia è inoltre NON ACCETTARE DI ESSERE PERSONE "BANALI", NON PARTICOLARMENTE DEGNE DI CURIOSITA' O ATTENZIONE.
Non accetto di essere indifferente, meglio pensare che ridano di me piuttosto che pensare che mi ignorino. Meglio pensare che mi odino piuttosto che constatare che per la maggior parte delle persone (e magari per qualcuno che io amo) io non esisto proprio.... Eppure nela vita in fondo quanto poco importanti siamo! Quanto poco interesse suscitiamo nel prossimo! Ma io, sono disposto ad accettare questo? Sono disposto ad accettare di essere uno fra tanti???

No, silent_scream, non è normale. Ma non perchè il pensiero paranoico possa essere patologico, solo perchè non ci permette di crescere, di maturare, di acquistare quel tanto d'umiltà che ci suggerisce di guardare serenamente il prossimo senza pensare di essere dei grandi o delle nullità
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Vecchio 14-01-2003, 20.39.32   #5
sisrahtac
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Piuttosto che rinunciare alla mia megalomania preferisco rimanere paranoico!
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Vecchio 14-01-2003, 20.42.38   #6
Ygramul
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Messaggi: 423
Citazione:
Messaggio originale inviato da Catharsis
Piuttosto che rinunciare alla mia megalomania preferisco rimanere paranoico!

Toh guarda!!! Non s'era capito!!!
Ygramul is offline  
Vecchio 14-01-2003, 20.51.04   #7
sisrahtac
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Messaggi: 2,110
Beh,a parte gli scherzi,mi sono riconosciuto in tutti e 4 i punti enunciati da Ygramul,e la cosa mi sta mandando al quanto in paranoia...

Fondamentalmente,dal mio punto di vista,la paranoia nasce dal dubbio.Dal dubbio di non sapere che strada prendere e dall'insicurezza e dalla paura che da ciò consegue.Credo che far sentire "banale" una persona paranoica sia un'arma a doppio taglio...avere sicurezza in se stessi e iniziare a prendere decisioni sulla propria vita senza farsene travolgere credo sia una buon strada.Può diminuire il senso di impotenza nei confronti dell'esistenza.Poi ovviamente non è tutto rose e fiori,quindi può capitare di subire piccole o grandi sconfitte.Penso che l'unica via sia,fondamentalmente,imparare ad accettarle e cercare di diminuire la propria "sensibilità".A volte bisogna reprimere la parte più insicura e fragile di sè,anche se spesso questa è la nostra parte più "umana".....
sisrahtac is offline  
Vecchio 14-01-2003, 22.59.30   #8
Ossidiana
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Messaggi: 17
Buonasera Silent Scream

Ti lascio le mie riflessioni, escludendo teorie psicoanalitiche, perchè ho anche la mia testa, con pensieri propri.
Se una creatura entra in un locale e ha l'impressione che tutti la guardino... potrebbe trattarsi di un Narciso?
Fino a che punto la patologia (o "patologia") viene vista, in
questo frangente, negativamente?
La patologia racchiude in sè un significato negativo, mentre quel
Narciso ha un'elevata stima di se stesso, dunque i pensieri
che addossa alla sua persona sono positivi.
La stessa cosa dicasi per l'esempio dell'ambiente famigliare.

Diverso è l'esempio del pensiero negativo...il credere che
si stia parlando male di noi stessi. Qui intervine la scarsa
stima di sè.

E quando le due cose (elevata e scarsa stima di sè) viaggiano al contempo?
Comunque credo che l'attenzione andrebbe soffermata sul
"grado paranoico"...ovvero quanto profonda è l'esaltazione
o la caduta dell'ego, per vedere se possiamo parlare di paranoia o
"paranoia".
Spesso la verità non è lampante, e per comprendere quale termine affiancare ad una creatura bisogna analizzare quest'ultima a fondo, se non dalla a alla z!

Ossidiana porge i suoi saluti e ti augura un Buon Viaggio
sul percorso tranquillo di questo treno...

Ossidiana is offline  
Vecchio 15-01-2003, 02.29.26   #9
silent_scream
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Data registrazione: 07-01-2003
Messaggi: 25
Re: Paranoia

Ossidiana ciao!

anch'io preferisco ragionare con la mia testa, come te!
"a sbagliare sono bravissimo da me" disse qualcuno...non ricordo chi

non parlo di disturbo di personalità paranoide o di persone schizofreniche quando nomino la paranoia, è chiaro.
posto il fatto che questa forma di paranoia di cui parlo, ad uso e comsumo della nostra "normale" quotidianità, si considera in una forma che ti/mi/ci permette di vivere serenamente nella società e non mina la nostra capacità relazionale,
gli esempi che ho fatto mancano comunque di un contesto "ambientale" che secondo me è fondamentale prima di dire che non è normale, dottore...come può pronunciarsi con tale solennità e gravità nella sua diagnosi senza approfondire l'anamnesi del paziente?!
Citazione:
Vi succede mai di entrare in un locale, e per quanto non indossiate una sciarpa color fucsia fosforescente e non vi stiate scomponendo in una fragorosa risata vi pare che tutti vi guardino?
trovo normalissimo che molti degli avventori di un locale si voltino a gurdare i nuovi arrivati per pura inconscia curiosità
Citazione:
Di tendere l'orecchio per sentire se nell'altra stanza i vostri familiari stanno parlando di voi?
se ci si è alzati da tavola dopo una lite che in qualche modo ci riguardava...
Citazione:
Di immaginare che il vostro partner, uscito a spasso col cane, si stia intrattenendo a fare sesso sfrenato nel tiepido e appannato abitacolo di un auto con una passante trovata lì per lì? O peggio, appostata ad aspettare proprio lui?!
se vi ha sempre riempito di corna anche con il portinaio...
Citazione:
Di assentarvi momentaneamente da un gruppo di amici e temere che si sia parlato male di voi in vosta assenza?
se avete la coscienza sporca e paura d'essere stati scoperti...
Citazione:
Di temere che i vostri colleghi si lamentino segretamente tra loro del vostro rendimento?
se da mesi non concludete nulla...

per tornare a noi ossidiana...io trovo che sia "normalissimissimo" essere un pò narcisisti, un pò insicuri di sè stessi, le due cose possono convivere in presenza di un pizzico di megalomania...
per cui...
alta stima di sè - - - >paura e tentativo di verifica che gli altri siano sensibili alle nostre qualità - - - >insicurezza
a me tutte le cose di cui sopra sono capitate, ma ti assicuro che, per intensità e frequenza nei quali queste sensazioni sono emerse, le trovo tutto sommato normali...se ho bisogno dello psichiatra (e non è detto che non ne veda già uno ) me ne accorgo! Spero!

ribadisco:
"Il fatto che tu sia paranoica
non significa che loro non ti stiano seguendo"
Kurt Kobain

e allora qui l'unica paranoica sono io...
silent_scream is offline  
Vecchio 15-01-2003, 20.02.46   #10
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
Leggevo che i sentimenti di riferimento che caratterizzano la paranoia sono pressochè presenti in tutti noi, ma a livelli appunto "normali". Nel senso che abbiamo imparato, nel corso della nostra personale evoluzione, a distinguere, nei dati che ci provengono dall'esterno, quelli che ci riguardano e quelli che invece non si "riferiscono" a noi. Naturale quindi che possa sorgere il sospetto, ma altrettanto normale è che questo sospetto venga poco dopo eliminato, grazie a quel che si suol chiamare "buon senso".

In generale comunque credo che nulla sia casuale, quindi ho iniziato a pensare in questo modo.
Se per caso succede che senta un "riferimento" a me, in una data situazione, e poi capiaco che non era comunque riferito a me, mi chiedo sempre: perchè ho pensato che quella persona, che faceva quella cosa ecc... si riferisse a me, ed io ho provato quel sentimento?
Uso cioè questo sentimento che apparentemente proviene dall'esterno, come fosse un sentimento che proviene dall'interno (e credo sia così, solo "proiettato", credo sia corretto il termine, all'esterno), un segnale che contiene un messaggio: sono insicuro? perchè in quella cosa sono insicuro? ecc...
Provo così a migliorarmi.

r.rubin is offline  

 



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