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 Riflessioni sul Senso della Vita - Commenti sugli articoli della omonima rubrica presente su WWW.RIFLESSIONI.IT - Indice articoli rubrica
Vecchio 08-12-2010, 22.56.15   #21
fredmarine
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Data registrazione: 07-12-2010
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Riferimento: Dieci domande per riflettere!

Spero di non descrivermi come un nichilista o un mezzo cinico...

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del
dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?


Io ritengo che la felicità consista nella piena autorealizzazione:i nostri desideri e progetti,i nostri ideali resi concreti o almeno una vita dignitosa.
Tale condizione,tuttavia,mi pare molto difficile da raggiungere e non tutti la riconoscono quando l'hanno sotto il naso...


2) Cos’è per lei l’amore?

Un'illusione...sentimentale.L' affetto è un sentimento che si manifesta in varie forme e raggiunge vari livelli,dalla semplice amicizia fino alla profonda stima che si ha verso i propri genitori e parenti.
Stare bene con una persona è importante,tuttavia (probabilmente poichè non ho provato tale emozione),non riesco a cnoncepire l'idea che qualcuno comprometta il nostro Io interiore tanto da perdere la testa per questi...


3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

La sofferenza non ha una particolare spiegazione:c'è sempre stata,esiste tuttora e ci sarà sempre...
Pur essendo qualcosa di innegabile,va colto un suo innegabile pregio:la sofferenza ci rende maturi ogni volta di più.

4) Cos’è per lei la morte?

Una fase di passaggio,tra ciò che è stato e...MISTERO!
Ammetto di essere alquanto turbato da una prospettiva del genere,ma non sconvolto:non mi dispiacerà,quando verrà il momento e spero sia MOOOOOOOOOOOOLTO lontano nel tempo,entrare a far parte della Terra con i miei esili resti!

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

Ho varie prospettive per il futuro,ma posso dire che ci sto già lavorando...nei miei mezzi.Mi piacerebbe svolgere un lavoro gratificante ed interessante,rispecchiante i miei interessi.

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

Forse no: potremmo dire che molti vivono per il momento senza alcun progetto particolare.
Dovremmo tutti seguire L'Io che abita in noi e ciò che gli piacerebbe fare.

7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?

Concordo pienamente con questa affermazione.
Nella moderna società vi è una machiavelliana lotta per l'affermazione individuale in crescita sensibile.E cosa si potrebbe ottenere,in un'epoca dove l'informazione e il consumo ruotano intorno alla figura dell'Io consumatore?

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

Personalmente,li ritengo due semplici punti di vista.
Il concetto OCCIDENTALE di bene forse non coincide con quello ORIENTALE:è l'eterno dualismo etica-morale.
Ciò che per me è giusto,per qualcun'altro non lo è e viceversa...

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?

Ho trovato nella ragione un ottimo strumento di conoscenza di ciò che mi circonda e,qualora fossi davanti alla più ignota delle cose che ci circondano,beh comincerei prima di tutto con una sana ipotesi:non c'è niente di meglio che provare ad immaginare e comprendere qualcosa di misterioso ed affascinante.


10) Qual è per lei il senso della vita?

Non credo ci sia un senso della vita,o almeno che ce ne sia uno universale.
Per il signor X è la famiglia,per Y è l'aiutare gli altri...
Non c'è per me alcun senso della vita attualmente ed anche se ci fosse non lo vorrei conoscere: preferisco vivere la mia vita senza manuali d'uso!
fredmarine is offline  
Vecchio 23-01-2011, 22.07.09   #22
LuceSolare
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Riferimento: Dieci domande per riflettere!

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?

Penso che la felicità sia un particolare stato mentale che comporta benefici anche a livello fisico; tuttavia, non ritengo che sia un qualcosa da rincorrere, un obiettivo.


2) Cos’è per lei l’amore?

Non ne sono ancora sicura, ma penso che sia una spinta che l'uomo fa oltre a se stesso; un qualcosa che supera la mera esistenza, che non può essere concepito in tutti i suoi aspetti.Penso comunque che siano in pochi a provarlo veramente.

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

Ogni sofferenza, per chi li sa cogliere, fornisce insegnamenti e accresce la nostra esperienza. Essa è quindi una sorta di "prova".

4) Cos’è per lei la morte?

Penso che sia il passaggio ad un altro stato o dimensione, dove i vincoli fisici e mentali che rendono umano l'uomo svaniscano lasciando il posto alla totale libertà della sua essenza.

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

I miei obiettivi sono legati alla conoscenza prima di tutto: conoscere me stessa, il mondo che mi circonda, i valori nella loro pienezza e agire di conseguenza.
Per concretizzarli agisco secondo un'insieme di norme "assolute", le quali ritengo che mi permettano di eliminare tutto ciò che, dal mio punto di vista, ostacola il controllo sulle nostre azioni e su noi stessi.

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

Per ora posso solo formulare ipotesi, il vero progetto diverrà chiaro solo al termine del mio percorso e al raggiungimento dei miei obiettivi.
Per il momento, ritengo che sia il vivere rispettando le mie norme e realizzando me stessa.

7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?

Penso che sia l'opposto di un'involuzione culturale: ognuno di noi è un piccolo universo e non c'è miglior modo per esplorarlo che osservarlo in solitudine.Gli altri possono aprirci la mente, darci spunti, ma il fulcro della continua ricerca è dentro di noi. Talvolta, poi, lo stare vicino a persone che si accontentano di esistere senza porsi il minimo quesito può creare danni invece che esserci d'aiuto.

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

Grande problema. Penso che, proprio essendo assoluti ed oggettivi, possano essere contemplati e resi umani soltanto in una forma soggettiva. Ognuno dovrebbe forse decidere cos'è il bene e cos'è il male attraverso una serie di riflessioni prima, durante e dopo le proprie azioni.

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?

Penso di vivere tutt'ora nell'ignoto e non mi fa paura, anzi: senza l'ignoto non ci sarebbe la ricerca e l'uomo non sarebbe tanto diverso da un animale. La ragione sicuramente ha fatto luce su molte cose apparentemente insensate ma la sola possibilità dell'esistenza di qualcos'altro, che magari per nostra stessa natura non potremo mai conoscere, mostra che eliminare l'ignoto dalle nostre considerazioni sarebbe come una sconfitta, un tralasciare quell'ipotesi che, per quanto assurda o improbabile, rimane e rimarrà sempre possibile.

10) Qual è per lei il senso della vita?

Per quanto mi riguarda quello che ho illustrato tra i mei obiettivi, ma penso che ognuno di noi ne abbia uno diverso.Sta al singolo individuo scoprirlo e agire di conseguenza.
LuceSolare is offline  
Vecchio 22-11-2011, 21.59.22   #23
Tempo2011
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Riferimento: Dieci domande per riflettere!

Dieci domande per riflettere!

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?


Nella vita di tutti noi, vi sono attimi di felicità che si possono cogliere solo se abbiamo un buon equilibrio. La felicità sono momenti di vita intensa che si possono raggiungere in presenza di quel sentimento chiamato...amore.

2) Cos’è per lei l’amore?

Normalmente gli amori si distinguono in tanti sentimenti, ognuno differente dall'altro. L'amore per la propria donna, per i figli, parenti, amici e per il prossimo. Volendoli raggruppare in unico sentimento, si potrebbe affermare che l'amore è il massimo scambio del dare e dell'avere in tutte le forme sopra descritte.

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

Tale domanda, a fronte dell'immensità dell'universo, protetti solo dal nostro piccolo e fragile guscio, sia interno sia esterno, la vivo come un non senso. Ovvero: io mi domanderei: come si spiega che, nonostante tutto, riusciamo ancora a vivere? Ecco! Questa domanda mi sembra più coerente con la nostra realtà; poiché, come è risaputo, la nostra è una inevitabile sofferenza dovuta alla nostra fragilità nei confronti del mondo che ci circonda.

4) Cos’è per lei la morte?

La fine naturale e inevitabile di una fragilità.

5) Sappiamo che siamo nati, che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretarli?

Una volta accertata la fragilità umana, mi sono lasciato andare nel fiume in piena della casualità, cercando di non farmi troppo male, cogliendo quello che di buono e di bello, la stessa, mi concedeva; accettando, con umana disperazione, tutto il resto.

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

La ricerca della verità.

7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare un’involuzione culturale, cosa ne pensa?

L'individualismo e l'animale sociale, nella storia dell'uomo, sono sempre esistiti, poiché il primo fa parte della nostra indole, mentre il secondo è nato per una convenienza utilitaristica all'esistenza. Oggi notiamo di più il fenomeno, solo perché da poche migliaia di abitanti siamo diventati sette miliardi e, per di più, con i Mas media a disposizione. Perciò, non vedo nessuna involuzione nell'individualismo...anzi.

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

Forse il bene, è diventato il primo valore ad accompagnare l'uomo nel suo primitivo cammino; ovvero, da quando comprese che non doveva uccidere se non voleva esserlo a sua volta. Tutto l'altro male è solo un contorno di una vita in comune, tra uomini e donne che ancora non conoscono il motivo della loro presenza in questo Universo.

9) L’uomo, dalla sua nascita a oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?

Se le istituzioni indicate avessero veramente aiutato l'uomo, oggi si vivrebbe in un paradiso terreste; ma poiché così non è stato, vuol dire che ancora viviamo tutti nell'angoscia: chi più e chi meno.

10) Qual è per lei il senso della vita?

Idem come per la sesta domanda: la ricerca della verità.

Ultima modifica di Tempo2011 : 23-11-2011 alle ore 20.39.53.
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Vecchio 22-02-2012, 18.55.50   #24
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Riferimento: Dieci domande per riflettere!

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per te la felicità?

Innanzi tutto credo sia proprio vero che queste domande emergano durante stati d’animo decadenti, pur se non necessariamente così eccessivi come descritti nella domanda, perchè quando le cose vanno bene, e si è contenti nello svolgere determinate attività, ci si lascia prendere senza pensare ad altro, in caso contrario si cerca una consolazione ed un qualcosa di superiore al quale aggrapparsi per sorreggersi. La felicità non può essere uno stato permanente, se la felicità esiste deve esserci necessariamente anche il suo opposto e nella vita (che ricordiamo è limitata) entrambi vanno presi in considerazione: quando si soffre bisogna trarne giovamento, senza disperarsi eccessivamente, cogliendone le giuste considerazioni, fondamentali per ottenere serenità interiore ed arrivare ad uno stato di pace con sè stessi. Ecco cosa è la felicità nel senso più ampio del termine. La felicità è benessere mentale facilmente mutevole ed è possibile ottenerlo solamente raggiungendo un proprio equilibrio, il primo passo è difficoltoso e sta nel capirsi e conoscersi. La felicità ancor più provvisoria per me è ad esempio un gol della Juve, mangiare una pizza e tante altre attività fulminee che ti fanno stare bene in quell’istante per l’avveramento di un episodio che ti piace e che speravi in precedenza di poter vedersi realizzare.
2) Cos’è per te l’amore?

Una rarità assoluta, si può parlare d’amore soltanto quando si considera un altro individuo anche innanzi a sè stessi. Ad esempio è amore quello che ha mia madre nei miei confronti: posso affermare ciò perchè quando mi è capitato di avere l’influenza mia madre se la sarebbe volentieri presa al mio posto. Una vera e propria prova della definizione che io dò a questo termine. Quando desidererete il bene di qualcun altro, al di sopra anche del vostro, allora potrete parlare d’amore, in caso contrario, come quasi sempre accade, state dando al termine un significato erroneo, almeno per quella che ne è la mia visione.
3) Come spieghi l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

Senza sapere ci fosse questa domanda ne ho già fatto cenno alla risposta numero 1. La sofferenza fa semplicemente parte della vita, come vogliate la spieghi? è un’ovvietà! Se non esistesse la sofferenza non avrebbe luogo neanche la felicità, la sofferenza va messa in conto e non deve far paura, maggiore sarà una sofferenza più grande dovrà esser stata la felicità. Sono direttamente proporzionali, se c’è una qualcosa da evitare e temere è il non aver nulla da perdere, non la sofferenza.
4) Cos’è per te la morte?

La fine della vita! Dopo la morte non esistiamo più, resta vivo solo il nostro ricordo e lo resterà solo per poche altre generazioni al massimo, dopo sarà impossibile resti tranne se si sarà riusciti in qualche modo ad entrare nella storia. Beato chi ci riesce, ma beato chi ci riesce per il frutto del proprio pensiero e non per qualche singolo gesto o azione che lo rappresenti senza dar peso a chi lui è effettivamente stato.
5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i tuoi obiettivi nella vita e cosa fai per concretizzarli?

Vivere inconsapevolmente è per me gravissimo ma non per questo meno comune. Considero orribile la tendenza di farsi trascinare dagli eventi senza decidere per sè stessi, senza saperlo fare, senza riflettere e senza neanche provando a capire. Per quanto mi riguarda creo sempre degli schemi da seguire, in generale il mio obiettivo è quello di stare bene, con il minor numero di problemi possibili, migliorandomi, aumentando la stima verso me stesso, piacendomi, capendo sempre di più questo mondo, producendo del reddito e spendendolo per quel che più mi piace fare (viaggiare, leggere, mangiare: rappresentano a mio avviso i tre modi migliori per spendere il proprio denaro) e scrivere dei libri, non mi interessa se abbiano successo o meno, mi basta che il frutto del mio pensiero possa esser accessibile e resti in vita non facendo scomparire del tutto le traccie di quel che io sono stato nel mio profondo.
6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

Assolutamente no. La vita di ognuno di noi non ha alcuno scopo divino o esistenziale, se non quello di finire. La nostra esistenza è fine a sè stessa.
7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensi?

Penso che bisogna comportarsi non come sia universalmente giusto o come utopicamente corretto, ma come realmente la società ci porta a fare, bisogna capire e comprendere il contesto e poi adattarsi per trarne maggior giovamento per sè stessi. Prima di tutto bisogna amarsi, esser sicuri, stimarsi, dopo vengono gli altri, bisogna essere egoisti, se ci si comporta in modo troppo altruisco in questa società si finisce con l’essere considerati degli stupidi. Questa è la verità, il resto lo trovo semplice buonismo o buoni propositi lontani dalla realtà di questo mondo.
8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

Ma chi è che determina cosa sia bene e cosa sia male? Se non si è i primi a far del male difficilmente si riceverà del male, idem per il concetto contrapposto anche se in minor misura, data la facilità della gente a dimenticare gli atti buonisti ed a ricordare quelli contrapposti.
9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato te?

La religione credo rincoglionisca le persone, le plagia e gli impedisce di ragionare. Chi crede non pensa, chi pensa non crede. In passato ha avuto la sua utilità, ma in generale ha creato più problemi che giovamenti, un mondo senza religione avrebbe grossi guadagni e minime perdite. Io leggo filosofia da autodidatta e mi piace anche molto ma io sono stato aiutato soltanto da me stesso, dal mio senso di praticità, dal mio pensare, schematizzare, riflettere e porre sempre una riflessione a 360° sul contensto nel quale devo operare prima di iniziare ad agire. Forse, anzi sicuramente, eccedo nel programmare, sono metodico come pochi, ma non concepisco come gli altri riescano a vivere senza farlo, per me è essenziale e nei momenti meno semplici ne trovo rifugio, oltre che continuo riferimento ed equilibiro.
10) Qual è per te il senso della vita?

La vita non ha senso, il senso della vita è quello di comprenderlo, averlo ben chiaro e trovare ugualmente gli stimoli e la voglia di rendere il più piacevole possibile la nostra permanenza su questo pianeta. Non è facile, questa convinzione crea malumore e tristezza, ma è la via giusta da intraprendere, contro ogni illusione, bisogna mirare alla verità, senza prendersi in giro o esser stupidi da auto convincersi di un qualcosa più conveniente da credere e troppo facile da smontare per non esser supportato da alcun fatto concreto. Ormai, una volta che siamo stati chiamati in ballo, anche se il ballo è destinato a finire, balliamo!
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Vecchio 27-02-2012, 21.26.26   #25
paul11
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Riferimento: Dieci domande per riflettere!

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Dieci domande: https://www.riflessioni.it/senso-della-vita/index.htm

Ho pensato, spero sia condiviso, che in queste pagine, invece di una discussione sul senso della vita, venga privilegiato la riflessione.
A queste dieci domande potremmo tentare di rispondere tutti, come se gli intervistati fossimo noi:


1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?

Un tempo pensavo fosse il raggiungimento di un obiettivo. Oggi credo sia qualcosa di più profondo, un stato di libertà interiore.

2) Cos’è per lei l’amore?

Un profondo dolore.

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

La sofferenza è una necessità biologica, ma anche la presenza di un grande amore.

4) Cos’è per lei la morte?

E' la vita stessa vista allo specchio.

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

Innanzitutto bisogna tentare di capirsi bene e di comprendere come poter essere utili. Poi imparare a saper fare bene quello che crediamo sia la cosa più bella da fare, perché è quella che crediamo di essere più tagliati a fare. Concretizzarla è una scommessa con se stessi e se non va bene non intestardirsi troppo, qualcosa da poter fare c'è sempre.

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

Vivere secondo coscienza. Non farsi prendere dai meccanismi di vita. La vita può essere una grande catena di montaggio, e noi essere, di essa, solo una manovella, oppure la vita può essere un grande masso su cui scolpire il mondo che desideriamo.

7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?

Siamo uomini dotati di coscienza e razionalità e sappiamo star bene con gli altri ma anche soli sulle montagne. Dovremmo saper tutti far bene entrambe le cose.

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

Questo è un grande mistero! Qualcuno dice che nella natura non c'è il male, è l'uomo che lo introduce in quanto libero. Sembra quindi che la libertà stessa sia il male. Ma se io sono libero di compiere il male, non è dopotutto la libertà il male. Solo dopo che ho consapevolmente distinto il male dal bene, il male si può manifestare attraverso la libertà di compierlo. Quindi bisogna essere consapevoli del male, e quindi già sapere cos'è, per poi non sceglierlo. Non sempre fare questa distinzione è facile, anzi; è per questo che il filosofo non riesce, con la ragione, a definire un'etica condivisibile. E' difficile essere d'accordo anche sul motivo per cui l'uomo tende a distinguerli; se egli è nato dalla natura, dove non si distingue il bene dal male, perché l'uomo invece li distingue?

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?

Le cose non sono molto cambiate con la sola ragione, oggi c'è bisogno di andare oltre e di trovare una sintesi. Non l'ho ancora trovata però, quindi sono ancora fermo alla fede, l'unica in grado di guardare oltre i limiti dettati dalla ragione.

10) Quale è per lei il senso della vita?

Richiamo un'immagine: ogni uomo ha una sua personale montagna da scalare. Partiamo tutti da valle, ma da punti diversi. All'inizio le gambe sono agili e forti, sopratutto se siamo fortunati a trovare il cibo per sostenerci nel tratto iniziale. Poi le gambe incominciano a risentire della stanchezza, e si incomincia ad usare meglio la testa e il cuore. C'è chi vorrebbe ritornare indietro. Chi si ferma per sempre, e chi invece riesce a trovare le forze fisiche e mentali per continuare la scalata... verso una cima che forse non vedremo mai.



1) Un momento non pianificabile, uno " stato dell'anima" per la quale val la pena vivere. Ma ci accorgiamo di lei quando è già ricordo.
2) Un'ambiguità che non ha ragione, è la pratica del sentimento.
3) Ci ricorda la vita e la morte. A volte ci fa maledire l'una e l'altra.
4) La fine di un tempo e di uno spazio. La storicità della nostra esistenza dell'essere. Ma il progetto continua.
5) Cercare i significati della nostra storia , quì e adesso. In un progetto che "piglia" corpo e anima, iniziando dai propri limiti e dalla nostra ignoranza,
cadendo mille volte e avendo la forza di rialzarsi e continuare
6) Sì, tutti abbiamo un progetto, ma molti " si fanno vivere" , come un sistema inerziale. Mai dare per scontato nulla e aprirsi alla curiosità del mondo.
Bisogna avere il coraggio di "sporcarsi le mani" nel mondo. Meglio errare che non fare nulla. Una vita sprecata mi terrorizza.
7) L'individualismo è la risposta storica alla massificazione . Il sociale e il personale;la storia dell'umanità vive di affermazioni e negazioni, di antinomie , paradossi e contrasti. Ad una corrente culturale viene dopo una risposta opposta. Ad una riìvoluzione accade una controrivoluzione.
8) la risposta sta nella circolarità delle relazioni: a) con se stessi;b) con i nostri simili;c) con il mondo delle cose. Il bene e il male devono corrispondere a questi referenti e devono armonizzarsi e coincidere.
9) La ragione ha fatto compiere il salto storico. Dio si rivela attraverso la conoscenza del nostro essere nella storia. Al timor di Dio, alla paura dell'antichità per costruire un falso mondo ovattato per mitigare la paura del mondo , ora è il tempo della consapevolezza.
10) Alla fine , se ciò in cui credo non fosse vero , se la mèta e i progetti non fossero veri, rimarrebbe comunque il percorso e cioè il senso della vita è la vita stessa. E' il cammino e non la mèta il fondamentale; è come abbiamo vissuto, quanto ci siamo "spesi" nel mondo.
paul11 is offline  
Vecchio 03-03-2012, 15.06.32   #26
Cassiopea*
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Riferimento: Dieci domande per riflettere!

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del
dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?


La felicità è un sentimento, un'emozione, come può esserlo la paura o la rabbia. A livello scientifico non è altro che la "semplice" secrezione di particolari ormoni che hanno particolari effetti. Sono del parere che nella vita chiunque può essere felice: la felicità è fatta di momenti istantanei, può bastare un gesto, una parola, un fatto... va da persona a persona il movente della felicità. Molto più complicata è la "serenità", ovvero la condizione corrispondente all'emozione della felicità. Ma la serenità è appunto una condizione che perdura, per questo è estremamente difficile da raggiungere...

2) Cos’è per lei l’amore?

Penserei che sia una ricerca di ciò che ci completa. L'uomo non è perfetto per definizione e di fronte alla vita ha bisogno di sostegni esterni a lui stesso: l'insieme di questa mancanza e di fattori biochimici (ad esempio il colpo di fulmine o l'infatuazione, sono fenomeni spiegati a livello biologico ) costituisce l'amore. Che questo sentimento sia stato idealizzato ed elevato a qualcosa di quasi divino è il risultato del fatto che l'uomo non può fare a meno dell'amore; c'è uno sfondo egoistico anche in questo, il singolo da solo non può sopravvivere, deve far fronte alla vita (e non dimentichiamoci dell'istinto di sopravvivenza, che implica la continuità della specie!) e da solo non può riuscirvi: nella persona amata si cercano qualità compatibili con le proprie che permettano la sopravvivenza e il reciproco aiuto di entrambe.
La concezione Platonica dell'amore è allettante, le due metà della mela... ma è anche vero che le mele tagliate a metà dopo un pò marciscono...

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

Se non esistesse la sofferenza non esisterebbe la vita... la sofferenza serve a farci crescere e fortificare, ma anche qui vige la legge della selezione naturale: se non uccide, fortifica. Siamo umani, e come tale la sofferenza è legata all'esistenza stessa...

4) Cos’è per lei la morte?

Un passaggio... se prendiamo l'ipotesi di un mondo trascendente in cui ci rifugiamo dopo il pellegrinaggio terreno allora si può considerare come la porta d'ingresso che una volta chiusa non si può più riaprire... se invece questa vita si ritiene l'unica e sola, allora la morte e ciò che fa cessare il nostro esistere, la soglia che ci separa dal nulla... ma nessuno è mai tornato indietro per raccontarcelo...

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

Questa è l'unica vita che abbiamo, perciò dovremmo cercare di viverla più a fondo possibile!! Per quanto mi riguarda sto studiando per entrare in un'università a settembre e così ampliare il mio percorso di studi spero di trovare un buon lavoro e impegnarmi così nel sociale.

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

Se ce lo prefissiamo noi sì dipende da cosa si vuole nella vita. Destino o casualità, in ogni caso siamo noi che stiamo vivendo ed è sulle nostre gambe che dobbiamo camminare... Se poi qualcuno in particolare è predestinato a grandi cose ben venga, ognuno di noi ha un progetto personale (metà nostro e metà del fato??)

7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?

Sono d'accordo, ormai vige la regola del "chi fa da sè, fa per tre". L'individualismo infatti per certi aspetti è una sicurezza: chi mai verrebbe smentito nelle sue credenze o opinioni se non ha alcun parametro di confronto? Sarà sempre nel giusto e vedrà le sue concezioni come inconfutabili. Abbiamo paura del confronto con il prossimo, intacca troppo il nostro enorme ego, che sempre di più sta crescendo. Il conformismo poi, accentua ancora di più questo aspetto!! Se siamo tutti uguali alla fine siamo uno solo, per definizione. Crederò sempre che ciò che è giusto per me sia giusto anche per gli altri: il voler essere tutti uguali non fa altro che inspessire ancora di più i muri sociali che ci creiamo attorno a noi...
Poi non c'è nulla di male nell'essere più tendenti al solitario, in fondo è da soli che ci rapportiamo con la vita! Il confronto sociale però ci aiuta a capire che non siamo gli esseri unici e perfetti, e che non tutti la pensiamo allo stesso modo (anche se è quello che alcuni vorrebbero)...

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

Non esistono "bene" e "male" in sè e per sè, esistono le nostre interpretazioni di bene e male. Ciò che noi siamo convinti sia buono, che faccia 'bene' allora appunto lo definiamo "bene", ciò che nuoce o non è positivo lo riteniamo "male". Riconoscerli è difficile, proprio perchè così vari, diciamo che ognuno di noi dovrebbe rimanere fedele a quei valori personali che ritiene lui stesso "buoni" o "cattivi" (certo con il dovuto autocontrollo, senza ledere la libertà altrui) ecco forse l'unica cosa universale che si potrebbe riconoscere è il rispetto altrui...

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?

La paura di ciò che non si conosce è inevitabile, ma il limite dell'essere umano è proprio il fatto di avere dei limiti... quindi non potrà mai conoscere profondamente tutto, figuriamoci, fatica a conoscere se stesso!!
personalmente, studiando filosofia un sacco di problematiche che spesso ci poniamo nella nostra interiorità vengono portate a galla, trattate e discusse: questo è un buon modo per limitare la propria paura. Ad ogni modo credo che il processo di esorcizzazione dell'angoscia per l'inconoscibile sia qualcosa di personale in ognuno di noi: ogni persona ha delle domande a cui attribuisce ipotetiche risposte, ma è lui stesso a scegliersele e possono essere le più disparate...

10) Qual è per lei il senso della vita?

Semplicemente, quello di viverla o per lo meno, quello che io decido di darle al momento di compiere determinate scelte. E anche questo è qualcosa che si costruisce passo per passo, personalmente...

Grazie per le riflessioni, stupende!!!
Cassiopea* is offline  
Vecchio 14-06-2012, 09.59.31   #27
jSperanza
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Riferimento: Dieci domande per riflettere!

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?
E’ uno stato non raggiungibile appieno sulla Terra. Possiamo viverlo parzialmente e a sprazzi, ma possiamo comunque riuscire a vivere nella gioia di esistere. Felicità è essere in pace con se stessi e con il progetto universale di Dio.
2) Cos’è per lei l’amore?
Amore è più di un concetto, più di un sentimento e più di una parola. Amore è ciò che ha dato origine a quanto esiste, ma spesso non lo comprendiamo, perché siamo stati abituati a dare alla parola “amore” un senso troppo materiale che annichilisce il senso vero e originale.
3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?
La sofferenza è il risultato della volontà e delle azioni umane che vanno contro l’Amore. Che sia sofferenza fisica, morale o spirituale, la sofferenza scaturisce da uno stato generale di corruzione del bene che è nella società umana e in ogni essere umano, anche se questo non vuol dire che l’uomo non sia capace di bene.
4) Cos’è per lei la morte?
Certamente un transito fra una vita ed un’altra.
5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?
Cerco innanzi tutto di trovare il bene in me, di viverlo e di diffonderlo, e poi agire di conseguenza per vivere relazioni di amore con gli altri nonostante le diversità.
6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?
Certo! Creare una rete fra tutti gli uomini in armonia con la Natura, dove l’unico collante sia l’Amore, e così dare dignità all’essere umano unito ai suoi simili dalla stessa natura umana e unito all’Universo dalla stessa esistenza.
7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?
E’ così! L’essere umano nella sua essenza è un essere relazionale che ha bisogno di incontrarsi con gli altri in ogni senso, per vivere con gioia e realizzazione. L’individualismo è tagliare quelle relazioni che danno un senso all’esistenza umana.
8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?
Ciò che è a favore della vita e della dignità di ogni essere è bene. Ciò che snatura l’essenza intrinseca di ogni cosa è male.
9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?
Entrambi: non si può prescindere dalla ragione perché siamo esseri razionali; farlo sarebbe annullare una parte di noi. Non si può prescindere dall’aspetto spirituale della nostra natura: ciò che non si vede non vuol dire che non esiste.
10) Qual è per lei il senso della vita?
Il senso più alto che un essere umano può avere, ciò che è scritto nella sua natura, ciò che lo fa nascere e ciò per cui deve morire, ciò che muove e deve continuare a muovere i suoi pensieri e le sue azioni: l’Amore!

Collabora anche tu alla realizzazine di una Rete di Senso
scrivi nel blog il Senso della Vita
e linka altri siti che affrontano la stessa discussione.
jSperanza is offline  
Vecchio 11-10-2012, 18.10.41   #28
marco cossu
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Riferimento: Dieci domande per riflettere!

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?

Uno stato di quiete

2) Cos’è per lei l’amore?

Il sentirsi un tuttuno.

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

L'attaccamento è la causa della sofferenza.

4) Cos’è per lei la morte?

Distaccarsi da tutto.

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

Riconoscere la mia ignoranza osservando.

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

Trovare la causa del conflitto interno.

7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?

Quando c'è frammentazione interna ad esempio "Bene e Male", "io e il resto" o anche "maschio e femmina" si è nell'impossibilità di condividere esperienze senza che si sviluppi una dipendenza dal rapporto.

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

Spesso si confonde il bene col profitto ed il male con la disgrazia, questa eterna lotta interiore è appunto dovuta in gran parte a questa divisione e si manifesta anche a grande scala nella società; non credo nell'esistenza ne dell'uno ne dell'altro.

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?

L'ignoto è il futuro, non è possibile conoscerlo.

10) Quale è per lei il senso della vita?

Trascendere la morte.
marco cossu is offline  
Vecchio 03-11-2012, 09.32.29   #29
oroboros
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Riferimento: Dieci domande per riflettere!

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?
La felicità è lo stato d'animo silenzioso, conseguente alla consapevolezza assoluta data dalla perfezione del proprio stato, ed è un processo senza fine fino a quando non ci si sarà identificati all'Assoluto, dove inizio e fine sono un'unica, infinita, realtà.
2) Cos’è per lei l’amore?
L'amore è la ragione sufficiente d'essere della realtà, perché rende auspicabile il sacrificio di sé al fine di sostenere la ragione d'essere del mondo che esige la perfezione di tutti.
3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?
La sofferenza è conseguenza della necessità che ha la gioia di non doversi illudere.
4) Cos’è per lei la morte?
La morte è la vita stessa quando ha necessità di rinnovare il proprio ciclo vitale. È per questo che la morte sarà l'ultima a dover morire.
5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?
I miei obiettivi sono contenuti nella perfezione della centralità e verso questa tendono.
6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?
L'esistenza è, e il termine essere deriva da "ex-stare", che significa non avere in sé la propria ragione sufficiente d'essere. Per questo l'esistere costituisce necessariamente un progetto che deve realizzarsi negando i propri limiti.
7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?
Ogni essere è, a propria volta, un aggregato molteplice condensato attorno a un centro unico, uguale per tutti, invisibile e indescrivibile. L'individualismo è l'aspetto riflesso, capovolto com'è per ogni riflessione, superficiale ed esteriore, di questa centralità.
8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?
In linea generale il bene è ciò che non nuoce a nessuno, mentre il male è l'aspetto necessario a che il bene consenta all'amore di non essere illusorio.
9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?
L'Assoluto mistero mi ha aiutato, per ragioni che non mi è dato conoscere.
10) Quale è per lei il senso della vita?
Il senso è direzione, orientamento e il modo che ha la qualità per essere misurata. Il senso della vita è piccolo per la vita, ma grande come la ragione per la quale la vita è. La vita è caratterizzata da un insieme di limiti e costrizioni, e il suo senso non può essere altro che la propria liberazione. Il fine non è da confondere coi mezzi a disposizione per raggiungerlo, per questo il fine della vita non sta nella vita, ma nella ragione per la quale la vita è: la necessità di perfezione.
oroboros is offline  
Vecchio 12-12-2012, 17.48.13   #30
Jeko
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Riferimento: Dieci domande per riflettere!

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?
Molto spesso il termine “felicità” viene diffuso e lasciato interpretare come un “modo di essere”, mentre la felicità è solo un sentimento di gioia… che dura qualche attimo.
Più che felicità le persone rincorrono forse la serenità cioè uno stato di tranquillità… raggiungibile quando si cessa di correre.

2) Cos’è per lei l’amore?
Disponibilità.

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?
Esistere a condizione di soffrire?
Non lo spiego: lo ritengo un elemento estraneo o contrario ad un qualsiasi principio di esistenza conservativa in sé.

4) Cos’è per lei la morte?
La fine di un’esperienza apparentemente assurda e insignificante.

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?
Dal momento che sappiamo che moriremo ma non sappiamo quando …..il mio obiettivo è cercare di non avere alcun fine da raggiungere se non ha titolo di passatempo.

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?
Può darsi… ma io non saprei idealizzarlo.

7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?
A me appare che, anche con la presenza degli altri, la vita non ha ugualmente scopo: la maggior parte del nostro tempo la trascorriamo vivendo “soli” nel nostro mondo mentale.

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?
Dagli effetti che producono.

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?
La ragionevolezza e la razionalità.

10) Qual è per lei il senso della vita?
Prendere appieno coscienza di sé stessi e del proprio modo di esistere…..(ma una vita non basta!)
Jeko is offline  

 



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