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 Riflessioni sul Senso della Vita - Commenti sugli articoli della omonima rubrica presente su WWW.RIFLESSIONI.IT - Indice articoli rubrica
Vecchio 23-07-2009, 10.13.54   #1
Il_Dubbio
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Dieci domande per riflettere!

Dieci domande: https://www.riflessioni.it/senso-della-vita/index.htm

Ho pensato, spero sia condiviso, che in queste pagine, invece di una discussione sul senso della vita, venga privilegiato la riflessione.
A queste dieci domande potremmo tentare di rispondere tutti, come se gli intervistati fossimo noi:


1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?

Un tempo pensavo fosse il raggiungimento di un obiettivo. Oggi credo sia qualcosa di più profondo, un stato di libertà interiore.

2) Cos’è per lei l’amore?

Un profondo dolore.

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

La sofferenza è una necessità biologica, ma anche la presenza di un grande amore.

4) Cos’è per lei la morte?

E' la vita stessa vista allo specchio.

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

Innanzitutto bisogna tentare di capirsi bene e di comprendere come poter essere utili. Poi imparare a saper fare bene quello che crediamo sia la cosa più bella da fare, perché è quella che crediamo di essere più tagliati a fare. Concretizzarla è una scommessa con se stessi e se non va bene non intestardirsi troppo, qualcosa da poter fare c'è sempre.

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

Vivere secondo coscienza. Non farsi prendere dai meccanismi di vita. La vita può essere una grande catena di montaggio, e noi essere, di essa, solo una manovella, oppure la vita può essere un grande masso su cui scolpire il mondo che desideriamo.

7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?

Siamo uomini dotati di coscienza e razionalità e sappiamo star bene con gli altri ma anche soli sulle montagne. Dovremmo saper tutti far bene entrambe le cose.

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

Questo è un grande mistero! Qualcuno dice che nella natura non c'è il male, è l'uomo che lo introduce in quanto libero. Sembra quindi che la libertà stessa sia il male. Ma se io sono libero di compiere il male, non è dopotutto la libertà il male. Solo dopo che ho consapevolmente distinto il male dal bene, il male si può manifestare attraverso la libertà di compierlo. Quindi bisogna essere consapevoli del male, e quindi già sapere cos'è, per poi non sceglierlo. Non sempre fare questa distinzione è facile, anzi; è per questo che il filosofo non riesce, con la ragione, a definire un'etica condivisibile. E' difficile essere d'accordo anche sul motivo per cui l'uomo tende a distinguerli; se egli è nato dalla natura, dove non si distingue il bene dal male, perché l'uomo invece li distingue?

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?

Le cose non sono molto cambiate con la sola ragione, oggi c'è bisogno di andare oltre e di trovare una sintesi. Non l'ho ancora trovata però, quindi sono ancora fermo alla fede, l'unica in grado di guardare oltre i limiti dettati dalla ragione.

10) Quale è per lei il senso della vita?

Richiamo un'immagine: ogni uomo ha una sua personale montagna da scalare. Partiamo tutti da valle, ma da punti diversi. All'inizio le gambe sono agili e forti, sopratutto se siamo fortunati a trovare il cibo per sostenerci nel tratto iniziale. Poi le gambe incominciano a risentire della stanchezza, e si incomincia ad usare meglio la testa e il cuore. C'è chi vorrebbe ritornare indietro. Chi si ferma per sempre, e chi invece riesce a trovare le forze fisiche e mentali per continuare la scalata... verso una cima che forse non vedremo mai.
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 25-07-2009, 13.24.28   #2
espert37
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Riferimento: Dieci domande per riflettere!

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?

Io sto vivendo un'esistenza con una buona dose di felicità,ciò nonostante una importante domanda mi assilla continuamente, e la posso definire nel notare molti miei simili purtroppo infelici,ed avere la consapevolezza purtroppo della mia incapacità di riuscire a trasmettere loro le giuste norme per migliorare la loro situazione.

2) Cos’è per lei l’amore?

L'amore è quel sentimento che, dopo aver conosciuto a fondo me stesso,nasce dal mio Ego e con spontanea energia mi impone di agire in tal senso al fine di procurarmi un sempre maggiore grado di felicità.

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

La sofferenza è essenziale. Il grande Albert con la sua legge sulla relatività ci ha fatto capire che senza il male non esisterebbe il bene, come senza la sofferenza non potrebbe esistere la felicità. Anzi, a maggior sofferenza risolta sta la maggior flicità.

4) Cos’è per lei la morte?

E' mia ferma convinzione che l'uomo non è solo materia,ma anche spirito,e quest'ultimo esiste in me in maggior percentuale,per cui il giorno che il mezzo che attualmentemi mi ospita non sarà più riparabile in nessun ospedale, o lo abbandonerò emigrando in altra dimensione,"sperando che là non mi trattino da extracomunitario"

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

A questa risposta ho già provveduto con a numero 2


6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

Come dico uomo,dico egoismo. Qualsiasi azione dell'uomo ha per ultimo fine il compito di procurare immancabilmente un dato grado di felicità a lui stesso,qualora l'azione sarà aspletata con amore darà maggiore felicità, se invece sarà ignorantemente con meno amore porterà minore felicità a suo personale danno.


7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?

Il Dio che l'uomo stesso,agli inizi della sua evoluzione ha dovuto crearsi, oltre tutto anche al fine di addossargi tutti i misteri da lui stesso irrisolvibili,io l'ho
posizionato principalmente nel mio prossimo,perchè è nel mio prossimo la maggiore e vera fonte della mia felicità. E' donandomi a lui con amore che io ottengo la maggiore felicità, ed a maggiore difficoltà sta la maggiore felicità. A chi ti dà un pugno,ricambialo con una carezza,"Potrà sembrare una utopia,ma a mio avviso è li il sentiero che porta alla verità. Qiel grande profeta
umanista che si chiamava Gesù Cristo,ha dato tutta la Sua vita per salvare coloro che lo stavano uccidendo.A difficoltà grandissima,Felicità altissima.
Purtroppo nella nostra moderna epoca,esiste tanta,tanta,ma tanta ignoranza,circa questo argomento.


8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

A mio avviso,la migliore fonte di apprendimento per riconoscere il bene ed il male stà in tutto ciò che l'uomo è riuscito a tramandare sin dagli albori della sua evoluzione, usando però l'intelletto per scegliere solo tutto ciò che è favorevole al raggiungimento di quella felicità già menzionata.Purtroppo della tradizione,senza escludere la nostra chiesa cattolica romana,ne sono state fatte intrpretazioni tanto errate,o al solo scopo del raggiungimento di valori materiali per il potere temporale.

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?

Pochissimo le tante contradizioni religiose, un pò più la filosofia,ma tanto il ragionamento.


10) Quale è per lei il senso della vita?


Agire sempre per il raggiungimento del maggior grado di felicità, raggiungibile
immancabilmente attraverso la felicità che posso donare agli altri.
( Tutta la mia ricchezza sta in ciò che ho donato) Massima di un uomo saggio.

Un saluto amichevole. espert37
espert37 is offline  
Vecchio 04-08-2009, 02.06.35   #3
chlobbygarl
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Riferimento: Dieci domande per riflettere!

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?
La possibilità, valutata soggettivamente, di esprimere la capacità di aver compreso.La chance, dunque, di esprimere un proprio "credo".

2) Cos’è per lei l’amore?
La possibilità di esprimere la propria fiducia di aver "sentito" fortemente.La presa d'atto imprescindibile, dunque, dell'altro da sè, referente di quel sentire, quale, cosa, che sia tale 'altro'.

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?
La sofferenza è una convenzione se presa come opposto della felicità : esiste cioè un mondo assurdo in cui le due si pospongono, ma non potrebbe esistere un mondo, pur assurdo, in cui le due esistessero l'una senza l'altra.

4) Cos’è per lei la morte?
Un mondo assurdo.

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?
Disvelare senso, significato, attraverso metafore conoscitive chiamate vita.

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?
Non lo so, ma il fatto che esista la possibilità di porsi la domanda le conferisce da solo significato.

7)Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?
I due termini della questione occupano piani diversi e quindi non sono in contraddizione : noi siamo individui, soli ed egoisti, ma, ovvero solo perchè, in mezzo agli altri.Siamo animali sociali biologicamente e individualisti culturalmente.Non potremmo sentirci soli senza gli altri così vicini.

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?
Una, e magari la, base per l'etica è quella che ci fa cercare le ragioni altrui anche nel buio della convinzione più assoluta, non solo tollerarle, non solo evitarle senza nuocere loro.Questo è il bene.L'immedesimazione.L'infer no sono gli altri e gli altri siamo noi.E scansarci non si può.

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?
L'ateismo è un corollario della fede e viceversa.E' impossibile non-credere senza l'esistenza del termine credere.La ragione è quella di capire che ove non fossero state create le religioni, dunque deprecandole senza appello in quanto rito illusorio e autoconsolatorio, tautologico e irriflesso, sarebbero al loro posto state create le religioni, in quanto riti illusori e autoconsolatori, tautologici e irriflessi.Se un dogma funziona non c'è bisogno di dimostrarlo.Scienza, ragione e fede si autopostulano, solo su piani e con approcci diversi, 'rimanendo' essenzialmente metafore conoscitive, pretesti per disvelare significato.

10) Quale è per lei il senso della vita?
La domanda è l'oggetto della risposta.
chlobbygarl is offline  
Vecchio 05-08-2009, 19.35.40   #4
nevealsole
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Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Dieci domande: https://www.riflessioni.it/senso-della-vita/index.htm

Ho pensato, spero sia condiviso, che in queste pagine, invece di una discussione sul senso della vita, venga privilegiato la riflessione.
A queste dieci domande potremmo tentare di rispondere tutti, come se gli intervistati fossimo noi: .

Grazie per il tema proposto, bella idea!


1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?


Un senso di armonia tra me e ciò che mi circonda

2) Cos’è per lei l’amore?

Una meta a cui tendere

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?


Molto spesso non me la spiego. Quando provo a farlo la vedo come parte di un tutto, di un percorso che siamo chiamati a compiere in cui anche l'esperienza della sofferenza deve accompagnarci, per essere superata.

4) Cos’è per lei la morte?

Un nuovo inizio

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

Credo che tutti noi siamo divisi costantemente tra obiettivi 'materiali' e obiettivi 'spirituali'. Molto spesso ci si focalizza su quelli materiali, più raggiungibili. Io alterno momenti in cui penso alla costruzione di una posizione lavorativa soddisfacente, alla costruzione di una famiglia, al benessere dato dalle cose. Altre volte, magari proprio quando sono attraversata dalla sofferenza, vedo le cose in una diversa prospettiva, e gli obiettivi esterni a me sembrano irrilevanti. In quei momenti cerco di ritrovare il centro, un collegamento più forte tra me qui ed ora, e le cose che mi circondano, con prospettive di vita 'oltre'.

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?


Credo fermamente che ognuno di noi viva per acquistare consapevolezza, di chi è e di perché è.

7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?

Mi sento spesso una monade, sola in mezzo a tanta gente. Credo che la riscoperta dell'altro come valore sia molto vicina perché tutti noi proviamo sempre più la solitudine sulla nostra pelle... e non è una bella sensazione.

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?


Ingenuamente credo siano ben presenti in noi entrambi, e li riconosciamo attraverso le sensazioni che ci provocano, nel bene ... e nel male. Uno sguardo consapevole ce li fa riconoscere, e poi dobbiamo scegliere.

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?


Le religioni sono molto e non sono niente, quando si ha la fortuna, o la sventura, di attraversare il vero dolore, si trova la fede. E la fede è il sostegno per attraversare la vita, indipendentemente da come chiamiamo il nostro dio.

10) Quale è per lei il senso della vita?

Ho già risposto una volta dicendo 'acquisire la capacità di darle un senso'. Lo confermo, è un cammino esperienziale personale dalla inconsapevolezza alla consapevolezza.
nevealsole is offline  
Vecchio 06-08-2009, 10.50.43   #5
ornella
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1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?

Credo che esista infatti una relazione tra felicità e assenza del dolore.
In assenza di dolore la sensazione di felicità credo sia l'euforia sana e spontanea che ogni tanto mi capita di provare, non legata a particolari riti o eventi.


2) Cos’è per lei l’amore?

Vivere e amare, credo equivalga ad Essere. L'Amore ci permette di andare oltre all'esistenza, di non essere oggetti. Parlo dell'Amore nel senso più ampio, l'amore unisce ci unisce.


3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

La sofferenza è un meraviglioso segnale che in negativo ci indica che qualcosa non va. Semplicemente se nel toccare il fuoco non provassimo dolore probabilmente non avremmo ragione di togliere la mano e bruceremmo.



4) Cos’è per lei la morte?

La fine della vita biologica, su questo non ho dubbi


5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

Quel che sono è utile certamente a ciò che devo fare, la Libertà di essere ciò che sono è stata la molla più importante nelle mie scelte. La Fede sembra mostrarmi una strada familiare ma non sempre netta.


6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?


Per immedesimazione direi di si.



7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?

Quando nasciamo inconsapevoli la Società e la famiglia riflettono delle priorità, dei modelli. Attualmente a mio avviso il sistema economico privilegia modelli narcisisti, può succedere che non si prendano in esame altre possibilità.



8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?


Direi che il Bene e il Male rappresentono la segnaletica verso la Felicità possibile.
Sono percorsi individuali a mio avviso ed è impossibile giudicare con certezza cosa è per Noi Bene o Male. Certamente bisognerebbe ambire al Bene.



9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?


La Ragione libera di interpretare l'ignoto mi ha condotto alla Fede.



10) Quale è per lei il senso della vita?

Banalmente vivere rappresenta l'opportunutà di comprendere che senso abbia.
ornella is offline  
Vecchio 06-08-2009, 17.18.01   #6
Donalduck
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Riferimento: Dieci domande per riflettere!

1) Che cos’è per lei la felicità?

Una condizione in cui posso usare tutte le mie facoltà, senza tabù e restrizioni, per esplorare i mondi in cui vivo e per partecipare alla loro evoluzione, evolvendo io stesso. E in questo processo creare armonia e bellezza nei limiti delle mie possibilità, nell'esercizio della creatività e nella relazione con gli altri. Tutto questo con la libertà di farmi guidare dal mio giudizio personale, senza sottostare ad alcuna legge (giuridica o morale) se non quelle che stanno scritte nella mia stessa natura.

2) Cos’è per lei l’amore?

La forza creatrice e perciò costruttiva, armonizzante, aggregante, organizzante, evolutiva

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

Il mondo fisico mi sembra sotto l'azione di forze di natura spirituale che tentano di penetrare la materia in maniera sempre più profonda e totale, infondendole organizzazione e coscienza. Questo processo in cui lo spirito deve vincere la resistenza, l'inerzia della materia, avviene in maniera più o meno fluida. Quando manca la fluidità, l'armonia, si generano, tensioni, pressioni, attriti, scontri, lacerazioni. Sono i casi in cui la volontà dello spirito è mal dosata o mal esercitata, trasformandosi in violenza.
Penso a un filo aggrovigliato: solo con molta pazienza ed esercitando azioni molto ben indirizzate e calibrate riesco a sciogliere il groviglio. Se mi irrito, la consapevolezza viene temporaneamente a mancare, la volontà ha una stupida impennata e il risultato sarà un'azione brusca, violenta, e il groviglio "soffrirà" e diverrà ancora più inestricabile di prima, e la mia volontà soffrirà la frustrazione dell'insuccesso.
In sintesi: sofferenza è una conseguenza, diretta o indiretta, di una mancanza di armonia, di fluidità, dovuta in ultima analisi a mancanza di consapevolezza.

4) Cos’è per lei la morte?

Non ho idee precise, ma solo ipotesi. Quella che mi sembra più probabile è che la morte sia la migrazione della coscienza dal corpo fisico a qualcos'altro. Il punto è se questa coscienza mantiene una continuità e come. In vita sperimentiamo l'interruzione della continuità della coscienza durante il sonno, ma in quel caso al risveglio ritroviamo la continuità con l'io che è andato a dormire. In casi di amnesia ci può essere anche un'interruzione permanente, in cui non si ritrova il collegamento con la propria identità. La morte potrebbe essere come il sonno oppure come l'amnesia, e tutto probabilmente dipende dal grado di consapevolezza che si riesce a raggiungere.

5) Quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

In questo momento sento fortemente la sensazione di vivere in una umanità in progressivo disfacimento, che nelle sue manifestazioni collettive, obbedisce alle forze involutive dell'ego, e tenta di soffocare in tutti i modi la libertà individuale, attraverso cui si esprime lo spirito nella forma più diretta. Mi esprimo così perchè penso che l'ego sia l'espressione non della libertà, ma della schiavitù, e del sadomasochismo che la sostiene; non espressione dell'intelligenza dello spirito, ma dell'inerzia della materia.
Di conseguenza il mio obiettivo è quello di dare testimonianza dell'esistenza di un'alternativa a tutto questo, e del fatto che, se davvero vogliamo cambiare, dobbiamo lasciar perdere ogni pregiudizio e ogni legame col passato (che va conosciuto, ma da cui non dovremmo farci condizionare).
Cerco di concretizzare questo in attività artistiche

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

Mi sembra probabile. Molti indizi mi fanno pensare che siamo (o siamo anche) degli elaboratori di informazioni, e che attraverso questa elaborazione aumentiamo la conoscenza e l'intelligenza del "tutto", e magari anche di qualcosa di meno onnicomprensivo.
Se seguiamo la nostra natura senza restrizioni e condizionamenti (possiamo sperimentarlo solo approssimativamente in alcuni momenti) siamo portati ad esercitare la nostra creatività, le nostre abilità con tutto quello che abbiamo a disposizione e quello che ci dà piacere e gioia è riuscire a creare qualcosa di bello, di utile, creare e sentire armonia con gli altri, tutte cose che sono conseguenza dell'agire consapevole, in maniera sempre più efficace, intelligente e rispettosa della natura delle cose e degli esseri.
Ogni essere rappresenta un punto di vista diverso della coscienza, e una possibilità specifica di acquisire conoscenza e intelligenza, quindi ognuno può dare un contributo peculiare e originale all'evoluzione totale.

7) L’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?

Se per individualismo si intende mettere al centro l'individuo, penso che non è affatto vero che l'individualismo sia esaltato dalle nostre società, anzi il contrario. Quello che viene esaltato è l'ego, che è tutt'altra cosa dell'individuo, ossia della coscienza individuale.
L'individuo, per realizzarsi deve essere libero il più possibile, quindi soggetto a meno restrizioni possibili. Invece siamo pieni di leggi, regolamenti, istituzioni di ogni tipo che ci condizionano e ci sottraggono tempo ed energia in continuazione. L'organizzazione sociale è sempre basata sul modello padrone-schiavo. Il concentramento del potere su pochi individui a scapito di quello di tutti gli altri è considerata una cosa lecita, la lotta per il potere con ogni mezzo una cosa naturale e inevitabile. Questo significa annientare l'individuo. Se anche i pochi detentori del potere fossero realizzati (cosa che non è, dal momento che obbediscono a forze cieche e involutive, non alla loro natura umana, per la quale il potere in sè stesso non ha valore alcuno), sarebbero sempre pochi, mentre la maggioranza vivrebbe (come vive) oppressa e impossibilitata ad esprimersi e agire liberamente.
Penso inoltre che questa tendenza involutiva e violenta, oppressiva, sadomasochista, sia alla base della nostra intera civiltà in ogni parte del mondo sin dai primordi, e che per evolvere dobbiamo compiere una svolta verso qualcosa di totalmente nuovo, senza cercare modelli nel passato.

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

E' come chiedere come fare a riconoscere il piacere dal dolore, l'amore dall'odio...
Li riconosci e basta, dalla sensazione che provi.
Quello che fa nascere la confusione, e genera questo tipo di domande, a mio parere, è soltanto la menzogna, l'ipocrisia nella quale la nostra "civiltà" ci costringe a stare immersi.
Nel momento in cui compiamo un'azione che sappiamo essere malefica, ma che la nostra società approva o incoraggia, abbiamo una sensazione di male che viene dalla consapevolezza, e una sensazione di bene che viene dall'approvazione sociale. Se cediamo all'ipocrisia sociale, cominciamo a costruire, o soltanto avallare, una montagna di frottole che sostengano l'insostenibile, spacciando il male per bene. Le religioni sono maestre in questo tipo di mistificazione, le morali convenzionali e le ideologie ottime allieve.
Il fatto è che la guida ce l'abbiamo incorporata, di fabbrica, e dovremmo decidere una buona volta a utilizzarla e prenderci la responsabilità delle nostre azioni, anziche rifarci a norme di varia provenienza o "verità rivelate"

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?

La scoperta che posso esplorare il mondo interiore (che considero la manifestazione più diretta dello spirito), e che questa esplorazione non l'avevo mai fatta (e normalmente non viene fatta) a causa della miriade di condizionamenti sociali che fanno di tutto per farci vivere in una dimensione esclusivamente esteriore, sociale, collettiva, cercando di screditare e mistificare tutto quello che riguarda l'interiorità e la spiritualità, fornendoci risposte preconfezionate e inattendibili o addirittura ridicole, rese credibili a forza di "lavaggi del cervello" (ma si tratta in effetti di inquinamento del cervello) e violenza per chi cerca di sottrarsi o dissentire.
Da questa scoperta è venuta la consapevolezza di avere una libertà virtuale e di non esercitarla, la libertà di indagare direttamente, senza intermediari o interpreti di sorta "quello che è" nel mio mondo interiore, il che se non mi ha liberato ancora dalla paura, l'ha considerevolmente ridimensionata, dandomi la consapevolezza che ciò che è ignoto è genera paura può essere conosciuto e reso familiare dalla conoscenza, basta essere determinato ad andare avanti, liberandomi di ogni preconcetto, con la mente sgombra e pronta ad accogliere la mia verità (ossia la verita come si presenta a me).
Sono incline a credere che questo sia l'unico modo per liberarsi della paura, e che le religioni, le filosofie e le ideologie, se non utilizzate unicamente come stimolo, come fonte di spunti di riflessione, siano soltanto d'intralcio.
Se per ragione si intende l'intelligenza esercitata fuori dall'influenza di qualunque pregiudizio di qualunque provenienza, allora posso dire che solo la ragione mi aiuta. Ma senza dimenticare che non c'è vera ragione senza libertà assoluta di pensiero.

10) Quale è per lei il senso della vita?

Il senso di qualcosa può esistere solo in rapporto a qualcos'altro. Quindi la domanda è incompleta. Bisognerebbe specificare in rapporto a che cosa la vita avrebbe un senso. E la stessa domanda potrebbe essere fatta per questo qualcosa, con una possibile ricorsione all'infinito. Tutto questo, mi pare, depone a favore della tesi secondo cui questa domanda (in un contesto così generale) non ha senso.
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Vecchio 09-08-2009, 15.43.26   #7
Giorgiosan
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Che cos’è per lei la felicità?

Uno stato di libertà interiore, questo mi pare vero e profondo, che implica l'aver compreso e che ha come conseguenza un senso di armonia tra me e ciò che mi circonda accompagnata da una calma esaltazione del mio essere, delle mie facoltà e dei miei sentimenti.

Cos’è per lei l’amore?

Nella attuale condizione umana un profondo dolore accompagna inevitabilmente l'amore, considerando il prossimo come me stesso, quale atto imprescindibile che è, per me, una meta a cui tendere.
Il desiderio di amare e quindi l'Amore ci permette di andare oltre all'esistenza biologica e ci fa Essere.
E' una energia creatrice e perciò costruttiva, armonizzante, aggregante, organizzante, evolutiva

Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

La scuola dell'essere per Essere.

In altre parole la sofferenza è una necessità biologica, ma anche la presenza di un grande amore.

Senza la sofferenza non si potrebbe raggiungere la felicità cui tendiamo, la sofferenza mi pare un "bruciore" che ci libera dalle scorie.

Un segnale provvidenziale che ci indica che qualcosa non va.
Mi fa pensare ad un filo aggrovigliato; qualcuno lo ha paragonato al risvolto di un tappeto ove sono ben visibili i nodi e gli artifizi che producono il disegno.

Con linguaggio che sarebbe piaciuto a T. de Chardin:
mi sembra che il mondo fisico sotto l'azione di forze di natura spirituale che tentano di penetrare la materia in maniera sempre più profonda e totale, infondendole organizzazione e coscienza. Questo processo in cui lo spirito deve vincere la resistenza, l'inerzia della materia, avviene in maniera più o meno fluida. Quando manca la fluidità, l'armonia, si generano, tensioni, pressioni, attriti, scontri, lacerazioni. Sono i casi in cui la volontà dello spirito è mal dosata o mal esercitata, trasformandosi in violenza.


A queste tre prime domande ho trovato feconde le risposte che avete dato prima di me e non ho trovato migliori argomenti.

Ultima modifica di Giorgiosan : 10-08-2009 alle ore 08.54.57.
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Vecchio 11-08-2009, 00.36.31   #8
skeggia
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1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?

La felicità è uno status mentale che ci permette di vivere liberamente.

2) Cos’è per lei l’amore?

L'amore è un sentimento per il quale l'uomo ha donato la vita, ha scritto poesie, canzoni, inni, interi romanzi. Eppure è l'unico sentimento in grado di confonderci, di deluderci e al contempo di esser felici. E' un fuoco che si accende in una fredda notte per poi spegnersi soltanto quando fa caldo.

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

La sofferenza ci permette di equilibrare i nostri sentimenti. E' un bisogno umano di cui non si può fare a meno.

4) Cos’è per lei la morte?

La cessazione dei dolori, delle pene, delle felicità e di tutto ciò che può vivere e ardere in un uomo.

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

I miei obiettivi si rinnovano ogni qualvolta ne sormonto uno. Sono il pane della vita. Cerco di concretizzarli impegnando le mie forze e le mie virtù intellettuali al massimo, affinchè io possa riuscire a realizzare ciò che mi serve per la sopravvivenza e per la mia felicità.

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

Homo faber forunae suae, di conseguenza è l'uomo a gestire il proprio progetto esistenziale. Nessuno lo ha già scritto per lui e nessuno può farlo. I progetti della nostra vita stanno nella nostra mente e sono in cuontinua evoluzione e mutazione.

7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?

Siamo essere capaci di comunicare e vivere nel sociale, ma riusciamo anche ad isolarci nel buio totale, nelle montane sperdute o negli estesi deserti. Le nostre capacità sono molte, ma il nostro intelletto non sempre le sfrutta tutte, determinando cosù la scekta tra BENE O MALE, GIUSTO O SBAGLIATO, EREMITA O SOCEVOLE, BIANCO O NERO.

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

Bene o male, giusto o sbagliato: non esiste una cosa razionalmente giusta e buona e una cattiva e sbagliata. Ognuno di noi, in base al suo modus operandi, al suo intelletto, alla sua filosofia di vita giudica ciò che vede o sente in diverso modo.

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?

Sono atea, la religione non ha mai aiutato la mia cultura o il mio ragionamento. La filosofia, e gli autori filosofici che hanno ideato varie tesi su ogni modo, parole, essere e intelletto, hanno, invece, contribuito ad aiutarmi.

10) Quale è per lei il senso della vita?

Ogni individuo ha degli obbiettivi nella vita, una scala da salire, un masso da spostare, un percorso da seguire, un famiglia da creare, un lavoro da cercare e tutto ciò è il senso della vita: i nostri obbiettivi.
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Vecchio 12-08-2009, 10.56.36   #9
Giorgiosan
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Riferimento: Dieci domande per riflettere!

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Che cos’è per lei la felicità?

Uno stato di libertà interiore, questo mi pare vero e profondo, che implica l'aver compreso e che ha come conseguenza un senso di armonia tra me e ciò che mi circonda accompagnata da una calma esaltazione del mio essere, delle mie facoltà e dei miei sentimenti.

Cos’è per lei l’amore?

Nella attuale condizione umana un profondo dolore accompagna inevitabilmente l'amore, considerando il prossimo come me stesso, quale atto imprescindibile che è, per me, una meta a cui tendere.
Il desiderio di amare e quindi l'Amore ci permette di andare oltre all'esistenza biologica e ci fa Essere.
E' una energia creatrice e perciò costruttiva, armonizzante, aggregante, organizzante, evolutiva

Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

La scuola dell'essere per Essere.

In altre parole la sofferenza è una necessità biologica, ma anche la presenza di un grande amore.

Senza la sofferenza non si potrebbe raggiungere la felicità cui tendiamo, la sofferenza mi pare un "bruciore" che ci libera dalle scorie.

Un segnale provvidenziale che ci indica che qualcosa non va.
Mi fa pensare ad un filo aggrovigliato; qualcuno lo ha paragonato al risvolto di un tappeto ove sono ben visibili i nodi e gli artifizi che producono il disegno.

Con linguaggio che sarebbe piaciuto a T. de Chardin:
mi sembra che il mondo fisico sotto l'azione di forze di natura spirituale che tentano di penetrare la materia in maniera sempre più profonda e totale, infondendole organizzazione e coscienza. Questo processo in cui lo spirito deve vincere la resistenza, l'inerzia della materia, avviene in maniera più o meno fluida. Quando manca la fluidità, l'armonia, si generano, tensioni, pressioni, attriti, scontri, lacerazioni. Sono i casi in cui la volontà dello spirito è mal dosata o mal esercitata, trasformandosi in violenza.


A queste tre prime domande ho trovato feconde le risposte che avete dato prima di me e non ho trovato migliori argomenti.


Cos’è per lei la morte?

La morte è un cambiamento di stato: allo stesso tempo una riduzione ed una amplificazione.
Riduzione della vita biologica ed amplificazione della vita dello spirito, nella quale persiste una bio-logia dello spirito, che non può prescindere da ciò che è stata la vita biologica, ovviamente.
Se la vita biologico-spirituale si paragonasse al vino, la vita della persona spirituale potrebbe paragonarsi all'acquavite che dal vino si è andata distillando e ne conserva, in altro modo, i profumi ed i sapori, esaltandoli.
Alcunché che non sia stato vissuto nell'esistenza biologica-spirituale-storica può essere "ritrovato" al di là della morte.
Si potrebbe paragonare la vita al di là della morte alla vita onirica i cui contenuti ed esperienze sono conseguenza dalla vita non-onirica, in tutti i suoi sensi.

La morte non è soluzione di continuità della vita.
La morte non è perdita dell'individualità.


Quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

Divenire migliore, relativamente al mio modello di riferimento, per vivere più felicemente la vita e per vivere nel modo migliore possibile l'appuntamento imprescindibile con la morte.

Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

Se lo abbiano tutti non so.
Per quanto mi riguarda rifletto piuttosto sulla predestinazione, vale a dire che se progetto c'è, il progettista non voglio essere io o perlomeno non solo io.

L’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?

Dipende dal rapporto individualismo-collettivismo: in alcuni casi il rapporto e squilibrato in un senso, in altri nel senso opposto.
Per me il punto di equilibrio è la simultaneità fra me ed il prossimo senza che venga alienato nulla della mia individualità, nè di quella del mio prossimo.

Una sola individuale coscienza come una coscienza collettiva sono ideologie nichiliste... ma il nulla non è.


Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

Con la coscienza morale, con la nostra individuale coscienza morale.

Ognuno, secondo la propria esperienza culturale, emotiva, esperienziale e morale, evolve la propria coscienza e quella può seguire quale criterio per discernere il bene dal male...per fede.
L'essere umano vive di fede.

L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?

La fede.

Quale è per lei il senso della vita?

L'evoluzione.

Ultima modifica di Giorgiosan : 12-08-2009 alle ore 17.32.08.
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Vecchio 31-08-2009, 17.03.55   #10
jador
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Riferimento: Dieci domande per riflettere!

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?

- Paradossalmente, l'assenza di desiderio

2) Cos’è per lei l’amore?

- Comunione, complicita', donazione, appartenenza, senza possesso.

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

- Spesso la nostra sofferenza nasce da nostri errori di valutazione, da illusioni che portano a delusioni.
Siamo noi stessi causa delle nostre sofferenze.


4) Cos’è per lei la morte?

- La porta oltre la quale ci verra' rivelata la verita'.

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

- La cosa fondamentale e' capire se quel percorso lo abbiamo scelto noi o se lo abbiamo intrapreso per scelta di qualcun altro. Capita anche questo.

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

- Essere consapevoli di noi stessi


7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa

- Credo che l'individualista non si privi della presenza degli altri, ma scelga solo quella di chi gli puo' far comodo.


8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

- Bene e' tutto cio' che si fa o ci viene fatto per rendere o renderci individui liberi, consapevoli, responsabili.
Il resto e' tutto male.

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?

- Semplicemente accettando il fatto che non ci e' dato di sapere in questa vita.


10) Quale è per lei il senso della vita?

- Farne parte.
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