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Vecchio 11-03-2003, 13.51.49   #31
visir
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Non per vendere ma per regalare!

La libertà/verità di cui parlo non è lontana e non è vicina.
Non è nel risvegliarsi alle illusioni ma è nell'illusione.
Noi siamo le nostre illusioni e nondimeno non lo siamo.
Contraddizioni? certo.
Per la mente o è bianco o è nero, ma così non è forse che non vediamo l'arcobaleno?
Non c'è premio non c'è nirvana non c'è satori, noi realizziamo il nostro satori attraverso l'illusione e tuttavia dobbiamo abbandonare anche il satori per ritornare all'illusione.
E' nel lasicar andare e poi ancora lasciare che l'intero universo può manifestarsi, semplice ma non facile...
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Vecchio 12-03-2003, 19.38.03   #32
visechi
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Ciao Visir ...

Citazione:
Sorridendo del tuo paragonarmi a Don Chisciotte (avresti potuto infierire con un Sancho Panza e non l'hai fatto!), cercherò di spiegarmi un pò meglio.
Lo slancio di cui parlavo non è certo quello di andare all'assalto di un mulino a vento scabiandolo per gigante, bensì lo slancio di abbandonare il proprio ego.
E' in questo cadere, in questo arrendersi senza condizioni e senza calcoli che si ha una vera vittoria.
L'Uomo trova così una dimensione universale perché non più conchiuso nella propria mente egoica.
Non è certo necessario morire in guerra! Ma è semplicemente un esempio per spiegare uno slancio, un satori...Non è facile.
Altrimenti non si può cogliere un bel niente (anche se non ho la verità in tasca alcune mie esperienze mi dicono che quella è la strada), perché niente è superiore alla mente illimitata, ma solo quando è libera dalle categorie.

Non sorridere per il fatto che ho assimilato il tuo pensare a Don Chisciotte, non ti lagnare. Per me Don Chisciotte, ancorché figlio dell'immaginazione di Cervantes, è un eroe a tutto tondo. Per quel che mi riguarda un agire donchisciottesco sarebbe un dono che un uomo consegna all'umanità. Il suo è un anelito di giustizia, puro anche se folle, che non incontra barriere … niente ma, niente se, solo il perseguimento di un elevato ideale. Cervantes lo disegnò folle, perché solo questa condizione alterata gli avrebbe permesso di affrancarsi completamente dai gravami imposti a ciascun uomo dalla realtà, senza alcuna riserva mentale e libero dai dubbi. Un pensiero, un ideale che lo costringe a misurarsi anche contro avversari fittizi, irreali. Don Chisciotte non si risparmia, lotta a vantaggio dell'intera umanità mettendo a rischio la sua stessa vita. Egli è l'elevazione e la sublimazione di un desiderio: la Giustizia allo stato puro. E', appunto, agire "… senza calcoli che si ha una vera vittoria."
'Satori' - non ho voglia di cercare sul vocabolario, mi spiegheresti il significato del termine.

Citazione:
Tu trascuri la legge di causa ed effetto che non si esaurisce nell'ambito di una vita. Negare questo è negare ciò che sperimentiamo ogni giorno, e quindi caro Servantes bisogna essere molto ricettivi perché non è tutto così scontato.
Ecco perché, forse ti sfugge che non è necessario avere uno scopo, anzi il segreto è proprio nel non scopo (cosa che la mente non può cogliere).
Perché un bambino gioca? Egli nel fare ciò che fà (io sono colui che é diceva il fuoco a Mosè) è azione, scopo ed essere che si fondono, ma ti ricordi di come eravamo felici quando si passava un pomeriggio a giocare con niente, perché voi metterci uno scopo? il tramonto a cosa serve? eppure guarda come è bello!
Non ignoro la legge di 'causa ed effetto'. E' quella che sospinge in avanti, che impedisce lo 'stazionamento', è un moto perpetuo generato da continue, successive, progressive spinte che a sua volta genera continue, successive……. Una Causa produce un Effetto che a sua volta produce un altro Effetto o un'altra Causa che….. azioni apparentemente slegate che se viste in un contesto più generale, più vasto, possono anche trovare una propria logica conseguenza che unisce l'intero agire umano…. La Storia?
Ma …c'è sempre un ma.

Qui non stiamo parlando di uomini, qui stiamo amabilmente 'cianciando' intorno all'opera creativa del Creatore … sottostare alla logica della causa ed effetto significa anche presupporre che al disopra delle entità agenti ci sia una regola, un qualcosa di più elevato e cogente. Una forza che imprime la sua impronta, che spinge ineluttabilmente ad agire. Così vista la Creazione sarebbe un moto autoalimentato fine a se stesso. Capisco che possa anche essere privo di uno scopo specifico, ma sottostà ad una legge che, così vista, sarebbe cogente per il Creatore… condizione alquanto singolare, credo sia un po’ inammissibile.
Ah! Scordavo … il gioco dei bambini non è senza scopo … lo è solo apparentemente … anche il gioco dei bambini sottostà ad una ferrea regola filogeneticamente programmata: la crescita intellettuale, affettiva etc… del bambino stesso. A questa legge nessuno può sottrarsi pena gravi disfunzioni o carenze nella sfera affettiva, intellettuale etcc… a tal proposito, per rendersene tristemente conto, varrebbe la pena visitare qualche orfanotrofio o osservare bambini abbandonati o deprivati di questa grande necessità fisiologica dell'uomo … mi raccomando, nel far questo è necessario munirsi di una buona dose di 'cinismo', è necessario essere ben scafati e protetti nei confronti di una sensazione di dolore che pervade il cuore … è triste vederli.
Anche il tramonto sottostà ad una legge di Natura … anche Dio?

Citazione:
VanLag
Se ho ragione….. (non sta a me dire se ho ragione o no), la realizzazione che, quella ricerca è falsa, è tutto il conseguimento che si può trovare in questa mondo. Può sembrare poco ma, quando si smette di cercare l’inesistente, si impara a vedere l’esistente con occhi diversi ed allora la scoperta può davvero essere grande. Allora e solo allora, con quell'atto di rinuncia enorme al mondo ideale, inizia il cammino.
Chissà perché, ho la sensazione che tu abbia ragione!

Ciao
visechi is offline  
Vecchio 12-03-2003, 22.03.33   #33
carmelo trippa
 
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cosa starebbe a significare "deprivati"? Già i concetti non sono lineari...
 
Vecchio 13-03-2003, 03.15.06   #34
osho
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Re: La Verità

Citazione:
Messaggio originale inviato da Rolando
È stato detto tante volte in questo forum che: “nessuno può conoscere la Verità”.
Come volevo dire nella mia risposta a vesiche, questo è un paradosso, perché se questa affermazione fosse coretta significherebbe che in realtà è falsa !

Ma adesso voglio chiedervi:

1) Potete presentare alcuni motivi logici perché la Verità non esiste ?

2) Quando la realtà o l´universo esiste in modo tale che l´intelletto e la ragione dell´uomo hanno potuto svilupparsi al livello dove cominciamo a comprendere le leggi naturali ed le strutture della vita sia del microcosmo che del macrocosmo, questo non significa che c’è logica in tutto l´universo ? Non sono appunto questa logica della natura, con i suoi cicli o rotazioni di vari tipi, che costituiscono le fondamenta della nostra facoltà di percepire e capire la vita ?
Se l´universo e tutta la natura in cui viviamo fossero stato il caos, cioè completamente illogico, sarebbe allora stato possible che l´intelletto dell´uomo avrebbe potuto evolversi ?

Secondo me la natura, con le sue leggi fondamentali costituiscono l´origine dell´intelletto e della ragione dell´uomo. Incontrando queste leggi durante migliaia di vite l´uomo, e ogni essere vivente, sviluppano gradatamente i sensi e le facoltà percettive.

Poiché l´universo dunque è sottoposto delle leggi stabili, che non cambiano, deve anche essere possible conoscere queste leggi e con ciò raggiungere la vera conoscenza della realtà o della vita.
Questo era chiaro anche per Gesù quando diceva: “Chi cerca, trova”.
Ciao.

La verità è possibile conoscerla attraverso la gnosi non con la
ragione.La natura della mente non può comprendere L'unità degli
opposti. Ci si deve disidentificare con la mente. Amo gesù, ma Buddha ha dato un contributo più grande nella storia della consa
pevolezza umana. La ricerca assidua può essere un ostacolo
insormontabile distogliendoci da noi stessi.Per capire la verità
dobbiamo abbandonare schemi mentali, condizionamenti societa-
ri, dogmi,che filtrano la realtà pura. Quando si manifesta a noi
si raggiunge il nirvana, satori, samadhi, tao, estasi o come volete
chiamarlo.
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Vecchio 13-03-2003, 10.23.58   #35
visir
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A Visechi: Satori (termine del buddhismo zen) è risvegliarsi all'illusione e abbracciare con una visione più ampia la realtà, è una doccia fredda, è un pugno sul naso.
Non è una condizione definitiva "ho il satori adesso parlo io!" è una fioriritura momentanea, come sollevare un velo...E molto altro, ma che senso ha spiegarlo? poiché il tuo satori non può essere il mio è una esperienza soggettiva che trascende la soggettività.
La mia esperienza è che esso si manifesta in maniera improvvisa, come quando ci accorgiamo di qualcosa che è sempre stato lì, ma non l'abbiamo mai veduto.
Si racconta che un ladro, un principe, una madre incontrarono il Buddha.
Il ladro continuò poi a rubare, il principe a governare, la madre ad accudire i suoi figli, ma nessuno di loro fù più lo stesso.
Per il resto mi sembra che quello che sia stato scritto sia comunque profondo e vissuto, solo questo conta.
Giusto per "attizzare" la discussione ti dico che le cosiddette regole dell'esistenza non sono affatto certe (e come chi si mette a misurare le piramidi e poi trova delle corrispondenze con la distraza fra la terra e il sole o con la lunghezza media del pisello americano) e anche la fisica non è certa che un grave in un sistema inerziale cada, cioè a me è sempre caduto, ma non è detto che un giorno magari cominci a muoversi tangenzialmente, quindi...
visir is offline  
Vecchio 13-03-2003, 18.48.29   #36
visechi
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Citazione:
Scritto da visir il 13-03-2003 10:23:
A Visechi: Satori (termine del buddhismo zen) è risvegliarsi all'illusione e abbracciare con una visione più ampia la realtà, è una doccia fredda, è un pugno sul naso.
Non è una condizione definitiva "ho il satori adesso parlo io!" è una fioriritura momentanea, come sollevare un velo...E molto altro, ma che senso ha spiegarlo? poiché il tuo satori non può essere il mio è una esperienza soggettiva che trascende la soggettività.
La mia esperienza è che esso si manifesta in maniera improvvisa, come quando ci accorgiamo di qualcosa che è sempre stato lì, ma non l'abbiamo mai veduto.
Si racconta che un ladro, un principe, una madre incontrarono il Buddha.
Il ladro continuò poi a rubare, il principe a governare, la madre ad accudire i suoi figli, ma nessuno di loro fù più lo stesso.
Grazie per la spiegazione. Comprensibilissima, bella, interessante, soprattutto quando accenni a una tua esperienza in merito alla quale (non certa alla tua personale, ma alla validità dell'esperienza in genere) avrei qualcosa da replicare, ma me lo impedisco perché non sarebbe né giusto né corretto. Svilirebbe il tuo sentire e non voglio permettermelo, sarebbe solo contrapporre raziocinio (inutile e scostante) ad un sentire che hai saputo trasmettere con piacevole emotività. Grazie anche per la testimonianza.

Per Rolando:
in fondo al colino c'è rimasto Martinus … mi piacerebbe provarci. Che ne dici? Se trovo il tempo e la concentrazione sufficiente (in questo periodo difetta alquanto), provo ad inserire qualche considerazione in merito … chissà cosa ne uscirà fuori.
visechi is offline  
Vecchio 13-03-2003, 23.38.33   #37
carmelo trippa
 
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allora, visechi, proprio non mi vuoi spiegare che significa "DEPRIVATI"? mi da fastidio non dover capire una frase per via di una parola che ti sei inventato
 
Vecchio 14-03-2003, 09.47.18   #38
visechi
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Citazione:
Messaggio originale inviato da carmelo trippa
allora, visechi, proprio non mi vuoi spiegare che significa "DEPRIVATI"? mi da fastidio non dover capire una frase per via di una parola che ti sei inventato

Ciao Carmelo, scusa la distrazione, ma veramente non mi ero mica accorto che ci fossi.
Cosa ti posso dire? Non vorrai per caso farmi notare che il termine 'deprivare' non figura nel vocabolario della lingua italiana? Vedi, francamente non lo so, non mi sono posto il problema di andare a cercarlo, avrai notato, forse, che, a causa di una congenita pigrizia, non cerco quasi mai nel vocabolario i termini che non mi sono noti, preferisco affaticare gli altri, l'ho fatto anche in questa discussione con Visir.
Sai cos'è, scrivo di getto ed utilizzo, di solito, i termini che mi vengono in mente in quel momento. Forse, nel dubbio che fosse una mia invenzione, avrei dovuto metterlo fra apici, ma ti giuro il dubbio non mi ha minimamente sfiorato, mi è sembrato che ci stesse bene e l'ho messo lì senza curarmi troppo del fatto che avrebbe potuto creare delle difficoltà di comprensione a qualcuno. Non avrei mai immaginato che un semplice termine potesse recare tanto fastidio. Ti aiuterò nella comprensione del periodo incriminato. Leggilo così:

"…a tal proposito, per rendersene tristemente conto, varrebbe la pena visitare qualche orfanotrofio o osservare bambini abbandonati o privati di questa grande necessità fisiologica dell'uomo…"

Potrai constatare che la costruzione della frase non ha poi subito grossi stravolgimenti, ho semplicemente eliminato un 'de' che, gira gira, attribuiva un non so che di aristocratico, quasi un titolo nobiliare.
Spero di esserti stato utile.
Ahhh…. Scusa, aspetta … ti 'copio/icollo' (termine poco elegante molto utilizzato nel gergo informatico … credo) un mio vecchio passaggio inserito in una vecchia discussione, osserva:
"La mia espressività, così come la leggi in questo forum, è per me quasi un'esigenza fisiologica … non posso e non voglio farne a meno … mi piace 'aggettivizzare' (altra invenzione linguistica … immagino … mi capita spesso di coniare nuovi termini, assolutamente impropri, che utilizzo abusivamente solo ed esclusivamente a mio uso e consumo) .
Ti saluto con simpatia
visechi is offline  
Vecchio 14-03-2003, 18.04.43   #39
Rolando
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Ciao Visechi !

Penso che i tuoi pensieri siano interessante e ragionevoli.

Tu dici:

(1)
“Non credo alla reincarnazione”.

Non lo faccio neanche io.
Se la reincarnazione è un fatto reale non importa se si crede in essa o no. Non è dunque una questione di fede, ma è questione di essere in contatto con la realtá.

Il dogmo di una sola vita non è mai stato e non possa mai essere provato o sostenuto scientificamente in nessun modo. Si basa solamente sulla superstizione e l´ingenuo pregiudizio che l´unica cosa che esiste è la materia fisica.
Se si asserisce che si ha un´impostazione scientifica alla vita, perche non si ricchiede delle prove che sostengono la dottrina materialistica di una sola vita ?

(2)
“ Fra l'altro bisognerebbe provare a ragionare intorno ad una questione che parrebbe, a prima vista, frutto di dissertazioni capziose inerenti alla consistenza della lana caprina o alla natura del sesso degli angeli, ma che potrebbe anche creare qualche difficoltà nell'accettare passivamente l'intero teorema.”

Io parlo volentieri sulla “natura del sesso degli angeli”, ma in quel caso possiamo ritornare a questa domanda più avanti. Ti da ragione concernente la “difficoltà nell'accettare passivamente l'intero teorema”. Sono soltanto i credenti che possono accettare passivamente un´idea.
Però, non è appunto questo che fai tu, e tutti che credono ciecamente nel “teorema” materialistico ?

Se hai già studiato i simboli di Martinus, per esempio nr. II, hai forse già una vaga idea della struttura psichica o spirituale dell´essere vivente. La struttura fondamentale dell´essere vivente consiste dunque di energie molto sottile, di natura elettrica, e queste energie penetrano tutto il corpo fisico tramite fra l´altro il cervello ed il sistema nervoso.
Il corpo fisico costituisce uno strumento attraverso cui possiamo vivere nel mondo fisico che è l´unico posto dove si può imparare a pensare logico e sviluppare la facolta dell´inteligenza e del sentimento.
Contrariamente alla “materia spirituale” sui piani d´esistenza spirituale, che si forma secondo la volontá dell´individuo, la materia fisica da resistenza e per sopravviere dobbiamo sviluppare la ragione e l´intelletto ecc.
Il mondo fisico è dunque una “scuola” dove si sviluppa tutte le facoltà percettive. Attraverso l´esperienza della sofferenza cresce la facoltà del sentimento e la compassione.

Esistono in realtà sei diversi piani d´esistenza fra cui noi riconosciamo tre: il regno minerale, il regno vegetale ed il regno animale. Gli altri tre regni sono piani d´esistenza spirituali.
Dopo la morte la coscienza e l´esperienza della vita dell´essere vivente vengono portate dai “corpi spirituali” (il corpo del sentimento, il corpo dell´intelligenza ed il corpo dell´intuizione) che esistono anche quando viviamo qui nel mondo fisico, ma non sono visibile. L´individuo resta sui piani spirituali per un periodo uguale alla durata della vita fisica precedente. Poi viene di nuovo attratto al mondo fisico. Quando un uomo e una donna sperimentano l´orgasmo sessuale viene creato un certo tipo d´energia della beatitudine composta d´una combinazione delle energie dell uomo e della donna. Quando le energie mentali d´un essere disincarnato che sta per incarnare si trovano sulla stessa “lunghezza d´onda” come le energie della coppia in questione, le energie del essere disincarnato e le energie dell´uomo e della donna in questione, si collegano automaticamente e con ciò comincia la incarnazione nell´uovo della donna con il seguente creazione del nuovo corp fisico.

(3)
…….”Questa tesi dovrebbe anche presupporre che la quantità di corpi viventi sulla terra nel corso della storia si mantenga stabile.”

Forse sembra logico visto dal tuo punto di vista, ma secondo M non è cosí. Il numero degli esseri viventi nell´universo è illimitato, e lo è anche il numero dei pianeti abitati nell´universo. La tua osservazione coretta dell' “incremento demografico che è sotto gli occhi di tutti” dipende dunque del fatto che noi siamo vissuti su tanti vari pianeti nel corso dell´evoluzione. Noi siamo dunque “viaggiatori cosmici” che adesso sono incarnati qui perche siamo sulla lunghezza d´ondo con il livello evolutivo della terra.

(4)
“Ma se così fosse, sé veramente l'anima fosse il costituente essenziale e prioritario dell'umanità e, per tale fatto, quanto di più originariamente prossimo a Dio, vorrei comprendere il significato, lo scopo, il senso, la ragione, le motivazioni per cui una divinità, anzi la Divinità trascendente per eccellenza, ha avvertitola necessità di manifestarsi, sua sponte … senza alcuna apparente costrizione, a qualcosa che è figlia della Sua propria Volontà di Creazione: l'Umanità stessa. In quest'ipotesi, la Creazione dovrebbe prefigurare una 'necessità', un 'bisogno' da parte del Creatore.”

I tuoi pensieri sono anche qui ragionevoli.
Secondo M. l´universo è infinito ed eterno, e consiste di esseri viventi che formano il miocrocosmo ed il macrocosmo.
Quando M. dice che l´universo è eterno, significa che non è mai stato creato. L´universo è sempre esistito ed esisteremo per sempre. Dunque il fatto che l´universo esiste non è il risultato di una creazione fatta di Dio.
Qualcosa eterno non può avere un inizio. Se l´universo fosse stato creato, anche se molto tempo fa, avrebbe anche avuto un´età e con ciò sarebbe limitato. (Se fosse stato un tempo quando l´universo non esisteva, non avrebbe esistito neanche nessuno che l´avrebbe potuto creare. Qualcosa non può sorgere da niente)

Secondo M. le leggi ed i principi fondamentali dell´universo, su cui si basano ogni forma di vita e tutta l´esistenza, sono dunque anche essi eterni.
L´universo costituisce un essere vivente, e questo essere vivente abbracia dunque tutto che esiste, ed è questo essere eterno ed infinito che chiamiamo Dio.

Visto dal punto di vista di Dio tutto è sempre perfetto, ma siccome ogni forma d´esperienza della vita si basa, come sappiamo, sull´esperienza dei contrasti, questi contrasti devono essere creati.
Mentre l´esperienza della vita degli esseri viventi individuali, i figli di Dio si può dire, viene creata tramite l´”incontro” o l´interazione con altri esseri viventi (gli uomini , gli animali, le vegetali, i minerali, i sistemi solari, le galassie, ecc), l´esperienza della vita di Dio è un processo interiore. Dio sperimenta e vive la vita attraverso tutti gli esseri viventi esistenti contemporaneamente.

La funzione più alta dell´essere vivente è quella che M. chiama la “brama primordiale” che si rivolge verso ogni forma d´esperienza della vita. La brama primordiale si manifesta secondo il “principio della fame e della sazietá” che fa sí che la vita dell´essere vivente si svolge come un perpetuo processo evolutivo dove è dato la possibilitá di sperimentare il culmin della luce e dell´oscurità.
Il regno vegetale, ma soprattutto il regno animale dove ci troviamo ancora noi, costituiscono la parte o il contrasto “oscuro” della spirale, mentre l´esistenza sui piani spirituali costituisce la “luce”.
Questo processo evolutivo si manifesta sotto forma dei sei piani d´esistenza, prima menzionati, che si ripetono eternamente in cicli sempre più alti o grandi chiamato “ciclo a spirale dell´evoluzione”.

(continua)

Ultima modifica di Rolando : 14-03-2003 alle ore 18.17.17.
Rolando is offline  
Vecchio 14-03-2003, 18.08.40   #40
Rolando
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Come già è stato detto l´eterno evoluzione si basa fra l´altro sul principio della fame e sazietá, e questo significa che ogni forma d´esperienza crea col tempo una sempre più grande sazietá della forma d´esperienza attuale, e crea contemporaneamente la fame per qualcosa altro. Questo riconosciamo dalla vita quotidiana, e questo principio vale anche concernente l´evoluzione dell´uomo e della vita d´ogni essere vivente nell´universo.

Gli esseri viventi che si trovano nella parte luce della spirale sentono col tempo una crescente sazietà della luce e dell´amore dei piani spirituali, e poco a poco lasciano questo forme d´esistenza per ritornare al mondo fisico. Questo ha luogo attraverso il regno minerale ed il regno vegetale, e tramite uno stadio come pianta carnivoro si evolve in animale, un processo che si svolge durante milioni d´anni.
Dunque il tuo pensiero:
“Una necessità lascerebbe spazio dubbio che la Fonte da cui si originano le emanazioni non racchiuda in sé l'assoluta perfezione”
non si verifica, siccome questo metodo di rinnovare la facoltà dell´esperienza della vita fa parte della struttura perfetta dell´universo.

(5)
“Mi domando per quale atto, per quale misterioso mistero sia data una siffatta condizione? Perché l'anima, perfetta che promana dalla Perfezione assoluta, è inserita in un contesto (un corpo) che si deteriora tanto nella propria materialità (morte), quanto che nella capacità di percepire l'Entità suprema da cui discende (ateismo o scetticismo)?
Che gioco è mai questo?”

La risposta potrebbe essere: il “gioco della vita”.

Il “contesto imperfetto” di cui parli, cioé il regno animale ed il mondo fisico dove viviamo, sono dunque necessari per soddisfare il desiderio o la fame per il contrasto della luce che abbiamo vissuto sui piani spirituali tanto tempo fa.
Il regno animale, dove culmina l´egoismo ed il principio dell´uccisione, costituisce la parte della spirale dove rinnuoviamo la nostra conoscenza delle leggi della vita. Questo insegnamento otteniamo basato sulla legge della causa ed effetto, cioè la legge del karma.

Secondo M. l´umanità è oggi arrivata a un punto dello sviluppo dove cominciamo di sentire una sempre più grande sazietà del buio e perció vogliamo creare un mondo pacevole e creativo. Questo nostro desiderio è dunque cresciuto a seguito dell´esperienza della sofferenza in tantissime vite passate.
Dunque il fatto che gli esseri viventi devono vivere nel mondo fisico, non è espresssione d´una imperfezione dell´universo o Dio, ma infatti il contrario. Un altro o meglio modo di mantenere l´eterna facoltà dell´esperienza della vita non esiste.

La fase materialistica dello sviluppo dell´uomo, dove viviamo adesso, fa anche essa parte della parte scura della spirale dell´evoluzione. Noi siamo ancora animali, ma abbiamo anche sviluppato una significante capacitá dell´intelligenza, che qui viene usata in favore del egoismo dell´animale. Cosí il principio animale può essere evoluto alla perfezzione sotto forma della “guerra moderna” la bomba atomica, ecc.

Però lo sviluppo dell´umanità continua e secondo M. lo scopo della nostra evoluzione attuale è creare un regno internazionale della pace qui sulla terra. Questo è dunque la conseguenza naturale dell´esperienza della sofferenza e lo sviluppo dell´intelletto dell´uomo.

L´evoluzione segue dunque delle leggi universali.
Dopo l´inverno viene l´estate, dopo la notte il giorno e cosí è anche riguardo allo sviluppo dell´umanità. Dopo il materialismo e l´egoismo viene un regno internazionale basato sull´altruismo dove tutti vivono una vita creativa basata su una vera conoscenza delle leggi della vita.
Più avanti dopo ancora migliaia di anni, l´uomo lascia gradatamente il mondo fisico per vivere completamente sui piani d´esistenza spirituali.

Siccome il numero degli esseri viventi è infinito, esistono sempre degli esseri viventi su ogni piano d´esistenza. Gli esseri che vivono sui piani d´esistenza più alti costituiscono la “coscienza primaria di Dio”, mentre loro che vivono sui piani d´esistenza inferiori costituiscono la “coscienza secondaria di Dio”. Tutti gli esseri viventi si trovano dunque in un eterno viaggio cosmico verso esperienze della vita sempre più alte.

(7)
“Sono queste le domande a cui credo sia necessario, oltreché utile, trovare risposta; solo un'esaustiva risposta a questi quesiti (so già che sarebbe un'impresa ardua, se non addirittura impossibile) potrà donare all'esistenza dell'animale uomo (siamo animali, nient'altro che animali… forse, dico forse, solo un po’ più evoluti degli altri) un senso e una ragione all'essere vivi.

Dunque, caro Visechi !
Spero che abbia potuto spiegare, allmeno parzialmente, come spiega M. queste domande, che infatti sono dificile riassumere in una piccola lettera)
(Spero anche che la lingua è comprensibile)
Ciao.
Rolando is offline  

 



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