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Vecchio 17-03-2003, 13.39.47   #51
Atha
Ospite abituale
 
Data registrazione: 09-08-2002
Messaggi: 80
Se verità deve essere...

Leggendo i diversi interventi, mi è venuto in mente che non ho la minima idea di come funzioni questo PC!
Eppure sono qui, che digito, che leggo su uno schermo delle parole che sono "altro" da quello che vedo.
Ma come mai non mi metto a studiare ingegneria elettronica?
So bene di non sapere come funzioni, eppure non me ne faccio un problema.
Ora, la vita, potrebbe essere paragonata a un terminale?
Secondo me si!
Allora se verità vuol dire conoscere come funziona un PC, credo che i "materialisti" o i "pragmatici", la verità la possano conoscere tutta, anche se solo potenzialmente. L'esistenza è ben descritta dalla scienza, anche se non tutta (per questo ho detto potenzialmente). Ma appunto, la scienza ha solo finalità descrittiva.
Ora mi domando: la verità è una realtà descrivibile?
Se si, la verità è oggetto di scienza. Ma se lo è davvero, la verità, in quanto descrizione delle cose, è incontenibile, come è incontenibile tutto lo scibile umano (ritorna il potenzialmente).
Se non è una realtà descrivibile, cosa è?
Tornando all'esempio del terminale...
Per un pragmatico, sembrerebbe strano non concentrarsi sulla macchina che usa per comunicare nel forum, eppure non lo fa!
Come anche adesso io, non sto qui a scervellarmi sul funzionamento di questo trik trak di mezzo elettronico, ma sto a pensare a chi riceverà queste mie idee. Allora, in rapporto al forum, la verità non è più il PC ma le persone con cui comunico.
In questo senso, la verità può ancora dirsi descrittiva?
Certo non pragmatica.
Nel senso...
Si può sempre obiettare che la risposta che si riceve nel post è segno evidente e concreto, suscettibile di ripetitività e quindi reale e dimostrabile.
Ma in questo caso (ed è quello che mi preme affermare) la verità non è il post, ma chi lo scrive!
Di conseguenza, anche la verità della vita può essere intesa così.
Dipende se con questo termine indico il mezzo o il fine.
In genere con verità si intende il fine delle cose, e come tale, il fine non è l'effetto attribuibile ad una causa. Nel senso che si può attenzionare un effetto riconducendolo ad una causa, ma l'effetto non è il fine della causa, in quanto è ben evidente come ad ogni causa non corrisponda uno ed un solo effetto. Ma se la verità da ricercare, ossia il fine è solo uno, la causa non è esaustiva a tal scopo.
Cosa voglio dire?
Personalmente credo che la verità non stia in ciò che capiamo della vita, ma nel modo in cui cerchiamo di accostarci ad essa.
Immaginate un tale che impersonizzi la verità (non pensate che mi riferisca a Cristo, per quanto ne sia tentato).
Come farò a conoscere questo tale?
Solo se saprò accostarmi a lui con garbo e accompagnarlo con simpatia.
Ora, siccome ho detto di immaginare la verità personificata, immaginiamo per un istante che il rapporto con la verità possa essere definito come un "rapporto personale".
Di questo passo si arriva a definire la verità come il giusto rapporto con la verità stessa, che non la sua mera conoscenza.
Quindi, se Vi fosse la verità (il condizionale è tutt'altro che deprivativo!!!), io conoscerei la verità non tanto conoscendo Vi, ma avendo un rapporto personale con lui.
Concludendo, credo che la verità, per quanto limitata dalla soggettività, sia raggiungibile sicuramente in parte. E non intendo qui la verità come una serie di definizioni inappellabili, ma proprio come un "rapporto personale". Allora, non è tanto importante quanto si conosce della verità, ma come ci si rapporta ad essa.
Sicuramente, quelli che impongono la loro verità, mi sa che non ci si rapportano tanto bene!!!

Ciao!
Atha is offline  
Vecchio 17-03-2003, 17.11.43   #52
osho
iscrizione annullata
 
L'avatar di osho
 
Data registrazione: 09-03-2003
Messaggi: 246
ad atha

Il tuo ragionamento è brillante ed esaustivo.
Pare che tutto sia relativo a molti fattori e che la verità sia trascen
dente ed inafferrabile con mezzi sensoriali. Pare che sia più facile
conseguirla a fianco di uno che la realizzata: maestro,Gesù.
Pare che sia una trasmissione da cuore a cuore al di là del tempo
spazio, forma, materia.Mi piace Gesù e ne cito una frase. Dal van-
gelo secondo Matteo:"La lucerna del corpo é l'occhio; se dunque
il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce: ma se il
tuo occhio è malato tutto il tuo corpo sarà tenebroso.Se dunque
la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra".
Chiaramente non parla dei due occhi normali.Ma dell'occhio che ci
permette di vedere la verità, di entrare nel presente/infinito.
Fino a che non lo scopriremo potremo trastullarci con opinioni pari
a bolle d'aria.
Come posso insegnare a un cieco di nascita cosa sia la luce? Se
egli dubitasse della sua esistenza(luce)come potrei convincerlo?
Esiste la luce o è in relazione a qualcosa?Se io vivessi in un mondo di ciechi chi avrebbe ragione io o loro? la verità può essere
fatta dalla maggioranza?Si, ma relativa.
osho is offline  
Vecchio 17-03-2003, 22.04.34   #53
Rolando
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 855
Ciao VanLag !

Citazione:
Ho visto che scrivi dalla Scandinavia e volevo chiederti qual’è la percezione dei tuoi connazionali riguardo all’attuale conflitto che sta per scoppiare tra America e Iraq. E’ solo una mia curiosità e ti ringrazio se mi vorrai rispondere.


Comincio con l´ultima parte del tuo intervento.
Anche qui in Svezia c'è un grande cetticismo concernente i motivi degli USA per realizzare un attacco contro l´Irak, e ci sono state tante manifestazioni della pace in tutto il paese.
Però c'è anche un opinione che sostiene l´idea che è necessario intervenire per liberare il popolo Irakena che ha vissuto gli ultimo ca 25 anni sotto il dittatore e, si può dire, si trova in un costante stato di guerra.

Personalmente, anche se io sono contro ogni forma di violenza, penso che sia infatti difficile giudicare qual è la cosa giusta da fare in questa situazione.
È ovvio che siccome viviamo in un mondo non ancora perfetto, non è facile trovare neanche delle soluzioni perfette.
E quando non si può fare quello che è bene, si deve forse fare quello che è il "male minore".
Ma anche questo può essere difficile decidere.

(Farò un piccolo commeto più tardi sull´altra parte della tua lettera.)

Concernente il sito ed il tuo messaggio: "mi dice che non sono autorizzato", non so che è sucesso.
È un sito completamente libero. Forse va meglio se provi un´altra volta, o se scrivi líndirizzo direttamente nel "posto degli indirizzi".
Ciao.

www.martinus.it
Rolando is offline  
Vecchio 17-03-2003, 22.08.03   #54
Fragola
iscrizione annullata
 
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Data registrazione: 09-05-2002
Messaggi: 2,913
per Atha.

Noi non ci conosciamo, quindi, tanto per incominciare, ciao.

Il tuo ragionamento, dal punto di vista logico non fa una piega. Ma credo che ci siamo dimenticati quasi tutti di dare una definizione di verità.
Poichè la domanda era su un forum dedicato alla spiritualità forse abbiamo dato per scontato che tutti ci riferivamo allo stesso concetto di verità.
Insomma, stiamo parlando di verità logica o ontologica?

Ho dato per scontato che ciò che si stava discutendo qui fosse la verità che gli antichi greci chiamavano A-lezeia.

Tu, di quale verità stai parlando?

ciao
Fragola is offline  
Vecchio 18-03-2003, 10.41.04   #55
deirdre
tra sogno ed estasi...
 
L'avatar di deirdre
 
Data registrazione: 21-06-2002
Messaggi: 1,772
Ragazzi, abbiate pietà... mi sto scoraggiando, quante verità esistono..quante presunte tali?

Ma stiamo scherzando vero? .....
Non esiste verità assoluta, esistono solo milioni di piccole certezze, ognuna relativa al suo fautore..
Ma poi, a cosa serve stabilire quale sia la verità se neppure l'abbiamo sfiorata e perdonate la franchezza, ma qui, in questo luogo vedo solo persone che hanno stabilito un proprio credo, valido per loro..e quindi per loro veritiero.....

Atha, il tuo discorso è molto interessante (come sempre )....

Stiamo a disquisire sull'esistenza di presunte verità dandole per assolute... ma, santa paletta.... ognuno ha la propria e come tali "vere" per lui....
deirdre is offline  
Vecchio 18-03-2003, 13.41.14   #56
Armonia
 
Data registrazione: 30-03-2002
Messaggi: 250
Re: Se verità deve essere...

Citazione:
Messaggio originale inviato da Atha
[.....]Ora mi domando: la verità è una realtà descrivibile?
Se si, la verità è oggetto di scienza. Ma se lo è davvero, la verità, in quanto descrizione delle cose, è incontenibile, come è incontenibile tutto lo scibile umano (ritorna il potenzialmente).
Se non è una realtà descrivibile, cosa è?
[.......]Cosa voglio dire?
Personalmente credo che la verità non stia in ciò che capiamo della vita, ma nel modo in cui cerchiamo di accostarci ad essa.
[....]

Ciao Atha,
Qual è la tendenza spontanea della mente nell'ambito conoscitivo?
La tendenza della psiche non è forse elaborare verità!
Vi è nella "psiche" umana una spinta irresistibile a superare l'ambito dell'esperienza verificabile per formulare congetture "ipotetiche, dottrine metafisiche, o semplicemente fantastiche"
La ragione umana deve procedere ad un'autocritica, stabilendo una volta per tutte quali sono i limiti del suo raggio d'azione, oltre ai quali ovviamente si può avventurare abbandonando ogni pretesa di certezza. La mente "deve" criticare se stessa.
Armonia is offline  
Vecchio 19-03-2003, 12.51.11   #57
Atha
Ospite abituale
 
Data registrazione: 09-08-2002
Messaggi: 80
Ciao Osho!

Hai citato un passo a me molto caro.
Certo, come un cieco non può guidare un altro cieco, occorre che ci sia una persona che ci guidi, una persona che ci accompagni in cammino da lui già precedentemente percorso.
Però non volevo parlare di questo. Anche perché su questo ho ancora qualche perplessità.
Volevo solo dire che l'atteggiamento che si ha verso la verità è forse connaturale alla verità stessa. Migliore è l'atteggiamento che ci fa rapportare ad essa, migliore sarà la nostra consapevolezza della verità stessa.
E personalmente ho inteso esprimere questo rapporto con la verità paragonandolo ad un rapporto personale (e nell'intimo sono partito dal fatto che se l'uomo è persona, dovrebbe essere personale anche tutto quello che è alla sua portata).
Ciao e grazie!
Atha is offline  
Vecchio 19-03-2003, 13.01.49   #58
Rolando
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 855
Per deirdre

Citazione:
Non esiste verità assoluta, esistono solo milioni di piccole certezze, ognuna relativa al suo fautore..


2 + 2 = 4
Questo non è una verità assoluta ?

Ciao.
Rolando is offline  
Vecchio 19-03-2003, 13.20.27   #59
Atha
Ospite abituale
 
Data registrazione: 09-08-2002
Messaggi: 80
Ciao Fragola & Co.

Piacere di conoscerti.
Verità logica o ontologica?
Potrei anche iniziare un confronto su questa cosa qui, però come alcuni sanno, mi sono imposto di scrivere il più semplice possibile.
Potrei dirti che parlavo di una verità ontologica, ma poi dovrei anche dirti che nell'esempio del PC (verità logica) e della persona che manda i messaggi (verità ontologica) c'era anche il tentativo di ovviare al frequente equivoco della confusione dei due termini.
Saprai meglio di me, che secondo i greci, la verità logica ha la capaità di fare andare tutti d'accordo. Quella ontologica parte invece da alcune categorie comuni che se portate all'etremo finiscono per contraddirsi (summa jura summa injura - spero si scriva così).
Credo pertanto che convenga parlare di verità a livello esperienziale che non dottrinale.
Sicuramente sarà un discorso più soggettivo (come dice deirdre) ma è anche vero che è più arricchente.
Una verità ontologica la si può sempre trovare su testi opportuni, ma l'esperienza delle persone è molto più intrigante e, per così dire, "connaturale"!

Per Armonia,
direi che in un certo senso mi trovi d'accordo.
La spinta a superare l'ambito dell'esperienza e a formulare congetture è quella che ha sempre guidato l'uomo nella sua ricerca.
La concezione antropologica della ricerca di senso afferma come ogni proposta trascendentale sia l'effetto di una domanda trascendentale.
Purtroppo si sta verificando oggi (epoca post moderna o post post moderna) l'eclissarsi di questa domanda.
La concezione antropologica si trova a dover affrontare l'assenza, nelle nuove generazioni, di questa domanda di senso. E senza domanda, non può esserci alcuna risposta che superi la mera esperienza.
Diceva Welte: (non lo cito alla lettera) La condizione dell'uomo è simile a chi si trova in una stanza dalle dimensioni infinite con una piccola lampada a fargli luce. Questa luce è la certezza del verificabile, oltre la quale tutto è buio. Ora in questo buio si può cercare qualcosa (un senso) oppure si può solo vedere il "nulla". Oggi l'uomo comincia a non interessarsi più nemmeno a questo buio, a non chieersi nemmeno cosa sia o cosa nasconda, e non è più tanto grave non avere risposte, quanto non porsi domande.

Ora io direi che forse non è un fattore antropologico la ricerca di senso, l'andare oltre. Ci sono sempre più giovani che vivono per esperienza e non più per senso. Ma sicuramente (sempre come dice Welte) se manca una ricerca di senso, manca una necessaria motivazione per fare le cose, e di conseguenza, c'è il rischio di diventare persone con le batterie scariche, o comunque lacerate da diverse piccole esperienze disgreganti.

Personalmente mi piace andare oltre...
Ora ci sono due possibili risposte al perché di questo.
La prima è che nel mio essere uomo è presente questa innata tendenza alla trascendenza.
La seconda è che qualcuno mi ha fatto fare esperienza di trascendenza e poi io ho continuato perché mi è piaciuto!
Non chiederrmi quale risposta preferisco.

Ciao!!!
Atha is offline  
Vecchio 19-03-2003, 21.07.12   #60
Fragola
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Re: Ciao Fragola & Co.

Citazione:
Messaggio originale inviato da Atha
Piacere di conoscerti.
Verità logica o ontologica?
Potrei anche iniziare un confronto su questa cosa qui, però come alcuni sanno, mi sono imposto di scrivere il più semplice possibile.

Tendenzialmente anche io, caro Atha, ma certe volte diventa necessario definire i termini della discussione.

"Quella ontologica parte invece da alcune categorie comuni che se portate all'etremo finiscono per contraddirsi"

Su questo potremmo discutere a lungo. Non credo che sia così.

"Credo pertanto che convenga parlare di verità a livello
esperienziale che non dottrinale."

Assolutamente sì, infatti credo che l'unico altro post che ho fatto in questa discussione andasse in questo senso.
Ma la verità esperienziale non è necessariamente quella logica. E' possibile fare esperienza dell'assoluto, ad esempio.

Ti faccio una domanda: le immagini in diretta che ci manda la televisione sono "verità"?

Vedi, questo discorso, per come lo si voglia mettere, non può essere semplice. Certo, potremmo ridurre tutto e dire che la verità è solo soggettiva. Io ho la mia e tu la tua. Tu credi questo? Molti sì. Io no. E non per questo credo di avere la Verità in tasca, anzi.

Grazie per la risposta.
ciao
Fragola is offline  

 



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