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Vecchio 18-12-2007, 18.54.41   #21
andre2
Ospite abituale
 
Data registrazione: 13-11-2007
Messaggi: 258
Riferimento: Quanto condiziona il ritmo della quotidianeità, la consapevolezza?

Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Mi capita durante le mansioni di vita quotidiana ,come credo accada a quasi tutti,di dover accelerare il mio “ritmo naturale” interiore,inadeguato,in quanto lento rispetto a quegli inevitabili ritmi ..
Ciò ,oltre che allontanarmi dalla capacità di stazionare nel qui e ora,mi procura un lieve stato di ansia che mi allontana ulteriormente da quella condizione di tranquillità,qualità essenziale della consapevolezza.
Mi sembra chiaro,da ciò che osservo,come accelerando il ritmo al corpo-mente,lo induco ad una fuga dal ciò che è,o almeno così viene recepita da questi,producendo subito quello stato di ansia ,che è legato in modo meccanico e indissolubile, anche all’accelerazione del ritmo cardiaco e della respirazione.
Credo che ciò sia dovuto al fatto che,il corpo-mente ha bisogno dei suoi tempi perché si adegui ai cambiamenti che avvertiamo in modo più chiaro e veloce,invece ,a livello della nostra consapevolezza.

il "qui e ora" è non pensiero. il corpo si può muovere più velocemente se la mente è quieta, non affollata di pensieri. i riflessi sono pronti, non si è distratti, si è attenti. nel combattimento la mente quieta è un requisito fondamentale, perchè le azioni siano quelle corrette, rapide e precise.....
pensiero = distrazione....
andre2 is offline  
Vecchio 18-12-2007, 20.20.06   #22
Flow
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2006
Messaggi: 317
Riferimento: Quanto condiziona il ritmo della quotidianeità, la consapevolezza?

Citazione:
Originalmente inviato da Uno
Dimorare qui e ora è uno stato dell'Essere più che una meta, non ho bisogno di fare qualcosa (anche perchè sarebbe impossibile) per vivere qui e ora, però è vero che altre cose che faccio possono determinare (ed essere determinate da) il qui e ora.

Quello che ho scritto sulla meta era in riferimento al messaggio precedente,
Non considero il dimorare nel qui' e ora una meta e nemmeno uno stato dell'essere.

C'e' solo l'esperienza che si e' avuto del qui' e ora che si vorrebbe essere permanente.

L'esperienza brucia (nel fuoco dell'inferno) e diviene combustibile per la consapevolezza e permette quello spasmo fsico in cui il corpo si stira e si risveglia. (come se stesse partorendo / o evaquando)
E' uno stiramento vivo, non come quello che si fa per cercare sollievo.

Segue un fresco calore ristoratore..
Flow is offline  
Vecchio 18-12-2007, 20.26.35   #23
veraluce
Ospite abituale
 
L'avatar di veraluce
 
Data registrazione: 16-08-2007
Messaggi: 603
Riferimento: Quanto condiziona il ritmo della quotidianeità, la consapevolezza?

Citazione:
Da Noor:
Credo che ciò sia dovuto al fatto che,il corpo-mente ha bisogno dei suoi tempi perché si adegui ai cambiamenti che avvertiamo in modo più chiaro e veloce,invece ,a livello della nostra consapevolezza.

Se si acquisisce "padronanza" del proprio corpo-mente queste conseguenze ansiogene potrebbero essere notevolmente ridimensionate...

Un a tutti.
veraluce is offline  
Vecchio 18-12-2007, 20.28.39   #24
VanLag
Ospite abituale
 
L'avatar di VanLag
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Riferimento: Quanto condiziona il ritmo della quotidianeità, la consapevolezza?

Citazione:
Originalmente inviato da Uno
Pensavi di esserti liberato di me?
Pensavo di essermi sbarazzato non di te, ma delle tue domande personali. Ma non eri presissimo?

Citazione:
Originalmente inviato da Uno
Secondo te il corpo non limita la mente?
Secondo me è la mente che limita il corpo.

Citazione:
Originalmente inviato da Uno
Perchè parli di U.G. con profondo rispetto, non voglio dire che lo consideri un Maestro perchè solo tu puoi dirlo (anche se io posso pensarlo), se U.G. ha mostrato le iterazioni corpo mente e tu ne neghi l'importanza in altri discorsi?
In questa tua perifrasi c’è qualche cosa di non italiano, non riesco a capirla.

Comunque provo a rispondere per quello che riesco. Intanto U.G. non ha mostrato le iterazioni del corpo/mente. A chi gli parlava della mente avrebbe detto: - fammela vedere. La voglio vedere questa mente di cui parlate. – Poi in altri luoghi ha dato una descrizione peculiare della mente come la seguente: - ... Per me non esiste la mente per nulla. La mente è la totalità -- non che stia dando una descrizione peculiare della mente --, la totalità di quello che, non solo voi, ma tutti gli uomini hanno pensato, detto e provato dalle origini fino ad oggi. -

Su quello che mi attribuisci, cioè sul mio negare l’importanza dell’interazione corpo-mente in altri discorsi dovrei sapere a quali discorsi ti riferisci.
Posso dirti comunque che ci sono diversi livelli di affrontare le cose. Quello scritto sulla conoscenza di se stessi, ad esempio, è un passo indietro, un livello più basso, rispetto a quanto diceva U.G. infatti in quello scritto non c’era spazio per lui.

A secondo dell’angolazione da cui guardo, quindi, posso dire delle cose oppure dirne altre. Non ho niente da difendere, non una scuola, non il vanto di conseguimenti personali, anzi posso anche dire strafalcioni appellandomi alla demenza senile….. Un po’ precoce magari ma ci sta

Il fatto che parlo di U.G. con profondo rispetto non ti riguarda. Del mio rapporto con U.G. al massimo parlo con mia moglie o col mio analista a secondo dei casi.

Citazione:
Originalmente inviato da Uno
Per capirci bene, anche nell'altra discussione, fai delle affermazioni in cui neghi il corpo-mente come via di Conoscenza, poi però citi spesso U.G che parlava solo del corpo.
Anche l'esercizio da te proposto "inventato" da Douglas E. Harding usa il corpo (e la mente).
Vedi se mi chiedi ora: - Van cosa pensi del corpo-mente? – oppure – il corpo-mente esiste? – non mi viene in mente nulla. Quella parola corpo-mente è lì sospesa nell'aria e non si aggancia a nulla. Ci vuole un contesto articolato, una stimolazione affinché un dialogo prenda corpo. Altrimenti c’è uno schermo vuoto, c’è la scritta “data not found”…… Non so se mi capisci!

VanLag is offline  
Vecchio 18-12-2007, 20.33.59   #25
Noor
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Riferimento: Quanto condiziona il ritmo della quotidianeità, la consapevolezza?

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Originalmente inviato da andre2
il corpo si può muovere più velocemente se la mente è quieta, non affollata di pensieri..
Difatti parlavo,al contrario,di come il corpo ,il suo movimento,possa condizionare la mente subconscia,producendo delle emozioni (l'ansia indotta ,come "ricordo" del corpo in questo caso).
Noor is offline  
Vecchio 18-12-2007, 22.17.28   #26
samarcanda
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Riferimento: Quanto condiziona il ritmo della quotidianeità, la consapevolezza?

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Originalmente inviato da Noor
Mi capita durante le mansioni di vita quotidiana ,come credo accada a quasi tutti,di dover accelerare il mio “ritmo naturale” interiore,inadeguato,in quanto lento rispetto a quegli inevitabili ritmi ..
Ciò ,oltre che allontanarmi dalla capacità di stazionare nel qui e ora,mi procura un lieve stato di ansia che mi allontana ulteriormente da quella condizione di tranquillità,qualità essenziale della consapevolezza.
Mi sembra chiaro,da ciò che osservo,come accelerando il ritmo al corpo-mente,lo induco ad una fuga dal ciò che è,o almeno così viene recepita da questi,producendo subito quello stato di ansia ,che è legato in modo meccanico e indissolubile, anche all’accelerazione del ritmo cardiaco e della respirazione.
Credo che ciò sia dovuto al fatto che,il corpo-mente ha bisogno dei suoi tempi perché si adegui ai cambiamenti che avvertiamo in modo più chiaro e veloce,invece ,a livello della nostra consapevolezza.

Molto spesso per me il ritmo della quotidianità è stabilito dalla mia
consapevolezza. Essa è sempre hic et nunc nonostante i frastuoni del mondo.
.E per questo credo, forse soffro molto......Samà.
samarcanda is offline  
Vecchio 19-12-2007, 07.10.10   #27
atisha
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Messaggi: 3,020
Riferimento: Quanto condiziona il ritmo della quotidianeità, la consapevolezza?

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Originalmente inviato da Flow
L'esperienza brucia (nel fuoco dell'inferno) e diviene combustibile per la consapevolezza e permette quello spasmo fsico in cui il corpo si stira e si risveglia. (come se stesse partorendo / o evaquando)
E' uno stiramento vivo, non come quello che si fa per cercare sollievo.

Segue un fresco calore ristoratore..

.. e permette al corpo/mente di vivere sempre più il presente.. il qui e ora... cioè di essere Presenti in assenza di pensieri condizionanti..

così può andare? ci siamo capiti??
atisha is offline  
Vecchio 19-12-2007, 09.51.20   #28
andre2
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Messaggi: 258
Riferimento: Quanto condiziona il ritmo della quotidianeità, la consapevolezza?

Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Difatti parlavo,al contrario,di come il corpo ,il suo movimento,possa condizionare la mente subconscia,producendo delle emozioni (l'ansia indotta ,come "ricordo" del corpo in questo caso).
sei sicuro che è il corpo a condizionare la mente anche se subconscia? se è subconscia, come fai a renderti conto di eventuali influssi del corpo su di essa?
l'oggetto di stress è l'insieme psicofisico. la pressione di fattori esterni supera la soglia di sopportazione di quell'insieme psicofisico....
andre2 is offline  
Vecchio 19-12-2007, 09.55.21   #29
Noor
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Riferimento: Quanto condiziona il ritmo della quotidianeità, la consapevolezza?

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Originalmente inviato da andre2
sei sicuro che è il corpo a condizionare la mente anche se subconscia? se è subconscia, come fai a renderti conto di eventuali influssi del corpo su di essa?
l'oggetto di stress è l'insieme psicofisico. la pressione di fattori esterni supera la soglia di sopportazione di quell'insieme psicofisico....
Caro Andre,forse non hai letto tutti i post..rileggi il mio ieri #10.
Noor is offline  
Vecchio 19-12-2007, 12.31.37   #30
Marco_532
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Riferimento: Quanto condiziona il ritmo della quotidianeità, la consapevolezza?

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Originalmente inviato da atisha
hai consigli in merito? come fare a "star tranquillo"?

La tranquillità non è uno stato di benessere consapevole derivante da elaborazioni mentali nel vissuto di allegria, soddisfazione, o un qual si voglia stato emotivo transitorio che culturalmente viene legato a questa parola, ma un benessere incoscio e curativo totalmente slegato da ciò che si definisce "volontà" ; è uno stato di quiete interiore in assenza di meccaniche mentali indotte al fine di conseguire obbiettivi emotivi. Non può essere raggiunta in nessun modo intenzionalmente, perchè il tipo di forme mentali che nella quasi totalità dei casi ne derivano, non sono altro che freni allo stesso raggiungimento. L'unico modo per cadere nello stato di tranquillità (ho usato appositamente il verbo "cadere" e non "raggiungere") è la comprensione del semplice fenomeno mentale che sprigiona una "cosapevolezza inconscia" (si, inconscia in quanto è più quello che definiamo l'inconscio che ne diventa consapevole e non ciò che chiamiamo "io") in grado di farci fluire nella vita nel qui e ora. Il problema è che questo "qui e ora" viene visto nella maggior parte dei casi come una cosa consapevole, mentre in realtà se si vive nel qui e ora veramente non esiste affatto la consapevolezza di esserci. Le forme mentali che a volte ne derivano danno consapevolezza del fluire nel qui e ora prorpio per l' inesistenza di pensieri del qui e ora.

Con "stai tranquillo" ho cercato di sottolineare che nelle sue parole ho visto un terrore di vivere e una frenesia indotta che potrebbero essere superate anche attraverso induzione di forme mentali. Questo è già un gran passo.
Marco_532 is offline  

 



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