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Vecchio 18-01-2008, 12.57.48   #21
Noor
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Originalmente inviato da visechi
Si tratta di chiara ed evidente ipocrisia che si adombra imbronciata di fronte a ciò che chiamate sentimentalismo e vittimismo
timore per il proprio dolore (cavolo, quale???), è, invece – qui ci azzecchi –, rabbia… sanissima rabbiosa e degnissima indignazione per un disequilibrio misurabile con il metro delle lacrime e dei lamenti; con il metro della differenza che emerge e ci sommerge nel raffronto fra le adipose pance troppo gonfie di opulenza e quelle gonfie d’aria e di morte incipiente.

è il tanfo della morte; l’unico respiro che avvertono troppo accosto alla culla è il miasma della dissoluzione, la prospettiva di una sopravvivenza monca, minata nelle sue possibilità di espandersi (quante inezie si scrivono intorno al termine espansione – è questa l’espansione che ci compete, il resto sono coglionerie della mente che s’espande in maniera eccessiva fino a lambire allucinati alchemici paradisi artificiali).

Ma non avvertite mai il sentore che ‘tutto’ ciò che ci raccontiamo in ordine a questo ‘Tutto’ non sia altro che un latrato, un urlio che emettiamo per occultare a noi stessi che si tratta d’un misero espediente, utile per non osservare, toccare e udire la realtà?
Se non è il buon senso, se ricusate la ragione, se rifiutate quel che vi mostrano i vostri occhi, almeno abbiatevi la compiacenza di non offuscare il sentimento..

apriteli quegli occhi, osservate attentamente il vostro e nostro mondo; levatevi l’ovatta dalle orecchie e, per una volta, che sia quella che scardina le segrete stanze del vostro cuore, provate ad udire il frastuono prodotto dai lamenti… poi, solo allora, una volta recuperato il bandolo del sentimento, riprendete pure le vostre ottundenti occupazioni. Sarà impossibile al Tutto distogliere ancora una volta lo sguardo dall’orrido…
Caro Visechi,cosa ti fa pensare che io non osservi ciò che vedi pure tu?In che mondo credi che io viva,in uno parallelo?Pensi che non veda la miseria del mondo e il suo grido di dolore?
Visto che il toccante argomento bambini vi piace sempre tirarlo fuori..allora,per rendermi più credibileti dico che ho due figli piccoli .. Stanno bene.Oggi.Perchè oggi è cio che gli/ci è concesso...
Tu vedi ovunque e solo "latrati,morte incipiente,tanfo di morte,dissoluzione,lamenti,gri da,orrido"..giusto per citarti..ma cosa ti fa credere che io veda solo tutto il contrario e mi tappi gli occhi e le orecchie o che sia insebile a tutto ciò?
C'è solo una parola che è la Chiave di tutto:è ACCETTAZIONE.Accettare la propria croce ,se necessario,il ciò che si presenta momento per momento.Ma sino in fondo...senza aggrapparsi a nessuna ragione che ottunde la mente.Solo da questo MORIRE A SE STESSI,nel negarsi ogni ragione che non sia l'ADESSO,nella totale negazione dell'aggrapparsi a questa realtà fittizia ed illusoria, in quanto impermanente-mente creata dalla mente,nell'arrendersi a tutto ciò si rinasce in una nuova Mente che non è più quella personale ed illusoria.O meglio,ricominciamo a Vedere che siamo solo quella Mente Impersonale.
Perchè non ne esistono altre.
La mente personale è solo un insieme di frammenti di immagini passate che creano un "me":ma noi non siamo quel "me"..è solo un'identificazione della mente.Sono queste le "coglionerie della mente"come le chiami tu..C'è solo UNO e chiamalo come cavolo ti pare,ma non è benigno o maligno,giusto o ingiusto se non più osservato attraverso quelle lenti colorate.
Semplicemente E'.
Sentirlo non è un paradiso artificiale,perchè non nasce dalla compensazione del dolore,per ottunderlo o sedarlo,ma solo per averlo affrontato sino in fondo.E questa la Pratica.Ci vuole coraggio ed occhi sempre aperti.Qualcuno la chiama pure consapevolezza.Da questa osservazione che vede tutti i colori senza identificarsene,nasce la constatazione del Teatro del Mondo,senza strane e false euforie ,ma senza nemmeno lagnosi compiacimenti.Sono ambedue ipocrisie.
Così,oltre il giorno e la notte v'è solo Luce.Oltre il dolore e la felicità v'è solo la Pace.
Questo è vedere la Realtà..ma con nuovi occhi,non con lenti grigie o rosa...
L'ipocrisia è della mente perchè falsa e si crea delle maschere per giustificare le ombre malefiche che sottende.Senza quelle ombre,siamo nuovi ogni giorno.
Questa si chiama Purezza.
E non è mia,nè tua.
Nè del bambino che muore,nè dell'assassino.
E' solo Sua.
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Vecchio 18-01-2008, 13.10.08   #22
visechi
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Originalmente inviato da fallible
Salve e buon giorno!
rimango sempre affascinato dalla finezza nello scrivere che ha il nostro amico visechi anche quando usa questa sua capacità per dare fendenti incredibili , non credo che nessuna persona savia di mente non senta dolore e raccapriccio per certe realtà c'è in me però la certezza che queste facciano parte di un disegno che non sta a me giudicare, tu visechi ti assumi l'arbitrio di maledire giudicando...vorrei però fare una domanda a maxim e visechi o meglio sarebbe oppurtuno che prima se la facessero loro stessi, non è che sottolineare queste diseguaglianze "naturali" non nasconda una non accettazione di quel passo "naturale" che tutti dobbiamo compiere claudio

ps riguardo alla tavolozza che giornalmente dipingiamo del nostro vivere vorrei sottolineare, oltre alla sua illusorietà e soggettività , come contenga momento per momento sia l'"inferno" che il "paradiso", la difficoltà è come scritto sopra l'accettazione ciao claudio

Sinceramente non so, ma credo di no!
Ad ogni buon conto, se il pensiero della morte dovesse essere per me assolutamente neutro, tanto da non suscitarmi alcun timore, ma al tempo stesso fosse anche in grado di anestetizzarmi rispetto agli occhi di un bambino che, innocente, soffre… sappi che bramerei il terrore pur di conservare un moto d’indignazione nel profondo del mio cuore al cospetto di tali sofferenze. Perché ha ragione Maxim, un bambino è doppiamente dileggiato dalla Natura, giacché è innocente e per di più non ha neppure contezza delle astrattezze psichedeliche utili per giustificare questo dileggio.

Ciao
visechi is offline  
Vecchio 18-01-2008, 13.32.44   #23
Yam
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Visechi.....
Ipocrita e' chi non accetta il dolore...chi non se ne assume le responsabilita', continuando a perpetuare meccanismi che creano solo nuovo dolore.
Ci sono diversi livelli di accettazione e comprensione del dolore....certo se si e' attaccati al piacere e si vede la bellezza solo negli oggetti del proprio desiderio, ci appare in tutta la sua mostruosita' cio' che riteniamo non desiderabile, per esempio la malattia, la vecchiaia, il dolore.

C'e' chi si dedica agli altri, che soffrono.
C'e' chi vince da se stesso il dolore che lo ha colpito (ho parlato della cecita' di mia figlia e dei suoi amici non vedenti).
C'e' chi ha sofferto e ne e' uscito vincitore...e c'e' chi invece soccombe al dolore ed alla morte, ad ognuno il suo destino.

Ma una cosa si puo' fare, sradicare perlomeno quel dolore che noi stessi produciamo ogni giorno... sradicarlo sempre piu'...sino ad essere qualcosa di molto diverso dal dolore....che a quel punto, perlomeno personalmente, non ci tocchera' piu'...anche se ci sara'..e questo e' un dono d'amore a chi soffre ancora....

Ti dedico la solita bella poesia di Rumi...poi un giorno, quando sarai uscito dai meccanismi viziosi che ti incatenano alla tua mente egoista, ne riparleremo:

Vide la sofferenza che bevevo una coppa
di dolore e gridai:
“E’ dolce, non è vero?”
“Mi hai preso in castagna”
rispose la sofferenza,
“e mi hai rovinato la piazza.
Come farò a vendere dolore
se si viene a sapere
che è una benedizione?”



Yam is offline  
Vecchio 18-01-2008, 14.42.40   #24
fallible
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Salve!
caro amico assolutamente non ho parlato di assenza di "timore" ,quando per me è suonata la campana (era solo l'intervallo ) di paura ne ho avuta tanta, è comunque differente dall'accettazione, sulla paura ci si può lavorare ...la compassione per chi soffre è basilare, vorrei comunque farti notare che non è detto che il signore 50enne terminale per un qualsiasi tumore non si senta innocente e , a meno che non usi sostanze psicotrope, non ha astrattezze psichedeliche claudio
fallible is offline  
Vecchio 18-01-2008, 15.56.56   #25
visechi
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Visto che il toccante argomento bambini vi piace sempre tirarlo fuori

Ti domando solo di aver un pochino di pazienza… di non infastidirti per quest’argomento che vorrei non facesse mai parte della copiosa mensa imbandita dalla vita – che io non rinnego -. Ma questo tema si presenta da sé, da sé s’impone… come i famosi sei personaggi che vollero in un impeto vivere di vita propria, a prescindere e contro colui che li ebbe pensati in un vago momento di tristezza. Non è una questione che ci ‘piace’ tirare fuori, ma fra lo strombazzare di celestiali trombe che intonano l’alleluja, lascia che echeggi anche il greve suono del ‘do’… reale anch’esso, vero senza meno.


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C'è solo una parola che è la Chiave di tutto:è ACCETTAZIONE. Accettare la propria croce ,se necessario,il ciò che si presenta momento per momento.Ma sino in fondo...senza aggrapparsi a nessuna ragione che ottunde la mente.Solo da questo MORIRE A SE STESSI,nel negarsi ogni ragione che non sia l'ADESSO,nella totale negazione dell'aggrapparsi a questa realtà fittizia ed illusoria, in quanto impermanente-mente creata dalla mente,nell'arrendersi a tutto ciò si rinasce in una nuova Mente che non è più quella personale ed illusoria.O meglio,ricominciamo a Vedere che siamo solo quella Mente Impersonale.

Non ci comprendiamo, usiamo, evidentemente, due linguaggi che non colloquiano fra loro e permangono in due dimensioni differenti, parallele che mai s’incontreranno. Il fulcro di questa questione non è né il tuo né l’animo mio, ma essenzialmente coloro che soffrono. Io e te non c’entriamo nulla, se non per quella miserrima parte di spettatori attoniti che il sentimento dovrebbe riservarci: cioè la contemplazione non estatica del dolore altrui. Rapportiamo tutto a noi: se sto’ bene io, tutto va bene… ma io ti dico che non è così. Io posso anche star bene, ma rifiuto di gioire e glorificare l’ego del Tutto fintanto che avrò il disonore di vedere un bambino innocente che soffre senza colpa alcuna… rifiuto di star bene, non posso star bene neppure io.
L’accettazione che tu esorti a conquistare, esime te e me dal patire per i dolori altrui, ma non esime chi soffre dal continuare a soffrire. E’ questo particolare che probabilmente non riuscite a comprendere. Qui in gioco non siamo solo io e te, ma un mondo che soffre…. Non mi curo troppo di chi gioisce, non ha bisogno delle mie attenzioni o preoccupazioni, presumo non abbia alcuna necessità del mio compatimento, cioè della mia naturale propensione ad immedesimarmi. Purtroppo la gloria che riservate al Tutto, in cui gongolanti vi pascete, è solo una risposta riflessa all’ottativo che rivolgete al vostro cuore: fa che non capiti a me!
Vuoi comprendere o no che l’accettazione del dolore non esime il sofferente dal patire per quel dolore… qui non si parla di spleen, della malattia dell’anima, si parla dei feroci morsi della fame, oppure della lancinante vitalità dello spasimo che dall’interno delle piaghe suggerisce putrescenti parole di discordia, non d’amore o armonia… non a me (anche a me), ma a chi è piagato.


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Così,oltre il giorno e la notte v'è solo Luce.Oltre il dolore e la felicità v'è solo la Pace.
Questo è vedere la Realtà..ma con nuovi occhi,non con lenti grigie o rosa...
L'ipocrisia è della mente perchè falsa e si crea delle maschere per giustificare le ombre malefiche che sottende.Senza quelle ombre,siamo nuovi ogni giorno.
Questa si chiama Purezza.
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Nè del bambino che muore,nè dell'assassino.
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Ma di che Luce parli? Oltre quel dolore c’è sempre solo il dolore e la solitudine: <<Ho detto che dietro il Dolore c’è sempre il Dolore. Sarebbe più saggio dire che dietro il Dolore c’è sempre un’anima. E schernire un’anima sofferente è una cosa tremenda; nelle vite di coloro che lo fanno la bellezza è assente>> (O.Wilde – De profundis). Con le stramberie relative alla Pratica, all’Osservatore, alla Consapevolezza, voi schernite il dolore, e ciò il sentimento e il rispetto non dovrebbero permetterlo. A capo chino e piedi scalzi, contriti e rispettosi, questo è il contegno da tenere di fronte a chi soffre, non alteri e supponenti con in tasca quel pulviscolo che definite consapevolezza, buona forse per chi è estraneo all’esperienza del dolore, ma non certo utile a chi di quest’esperienza nutre – suo malgrado – l’anima.

Caro Noor, non nego di aver ecceduto, soprattutto nei confronti di Yam. Ho usato parole un po’ dure, me ne dispaccio e mi scuso, non credo se lo meriti, ma la mia indignazione cresce a dismisura e non sa contenersi quando leggo frasi spocchiose che urtano la sensibilità altrui.

Il dolore non è mai una benedizione, e qualora lo fosse, sarebbe una benedizione da cui l’uomo ha il sacrosanto diritto di rifuggire. Che strano arzigogolo, quasi un corto circuito… se il dolore è una benedizione, non si capisce perché costruirci intorno sofismi che lo annientino e lo annacquino, non sarebbe più saggio e sensato lottare per preservarsi in questa benedizione? Ma tant’è che sia il buddismo che l’induismo intorno al concetto di estinzione del dolore sono nati e, nel corso di questi millenni, anche prosperati.

Ciao
visechi is offline  
Vecchio 18-01-2008, 17.13.25   #26
maxim
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Evidentemente Visechi oltre ad esprimersi in maniera impeccabile è anche molto più veloce di me perchè tutto ciò che volevo dire l'ha già ben argomentato lui.
Sottolineo solo che il suo (ed il mio) è un discorso di carattere generale mentre voi continuate ad esprimere un "particolare" che vi riguarda, che sentite, che supponete noi si senta. Io sono sicurissimo della vostra sicurezza ...non posso neanche asserire che quello che vedete non è la Vera Realtà...lo è sicuramente, per voi! Alla prossima meditazione però o al prossimo incontro contemplativo con il Tutto Roseo Cosmico lasciate un posticino all'immagine che OBBLIGATORIAMENTE sarà costretto ad avere in quel momento il bimbo di cui al nostro esempio...non cambierà nulla se non forse far svanire improvvisamente la concezione di una Realtà che in quel momento appartiene solo a voi e mai e poi mai potrà essere in possesso di quel bimbo. Finita la contemplazione del Tutto Roseo Cosmico provate a chiedervi il motivo per il quale a voi è concessa la pura Visione della Realtà e a qualcun altro no!...magari vi accorgerete che è solo una questione di TEMPO!...se quel bimbo avesse potuto diventare un adulto anch'egli allora, come voi, avrebbe potuto beneficiare della Verità Assoluta...
...questo D-Io sa premiare chi resiste.

maxim is offline  
Vecchio 18-01-2008, 17.57.30   #27
Noor
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Originalmente inviato da visechi
Io posso anche star bene, ma rifiuto di gioire e glorificare l’ego del Tutto fintanto che avrò il disonore di vedere un bambino innocente che soffre senza colpa alcuna… rifiuto di star bene, non posso star bene neppure io.
L’accettazione che tu esorti a conquistare, esime te e me dal patire per i dolori altrui, ma non esime chi soffre dal continuare a soffrire. E’ questo particolare che probabilmente non riuscite a comprendere. Qui in gioco non siamo solo io e te, ma un mondo che soffre….
voi schernite il dolore, e ciò il sentimento e il rispetto non dovrebbero permetterlo.
… se il dolore è una benedizione, non si capisce perché costruirci intorno sofismi che lo annientino e lo annacquino, non sarebbe più saggio e sensato lottare per preservarsi in questa benedizione?
Accettare il dolore è una delle più grandi prove che ci tocca attraversare,una delle più necessarie.
La lotta è dolore.Arrendersi ad esso è liberazione.Non c'è sofisma in questo.
Ad ognuno la sua strada che gli tocca fare...
Che ti ritenga più fortunato o meno di altri,non è affare della Totalità.Che tu voglia sapere se è giusto ciò che accade,serve solo a dare senso alle angoscie della TUA mente...che non esiste..
Non ho mai schernito il dolore,o almeno,quando ho cominciato ad aver avuto il coraggio di affrontarlo ne ho compreso il Valore,ma soprattutto,che l'empatia che avevo avvertito sino a quel momento,era solo un pizzicare la corda di una ferita interiore,solo un riflesso di me,un eco dei miei sensi di colpa..quelli che albergano nel cuore di ognuno sinquando non sono affrontati.Mettere a fuoco quel "falso riflesso interiore" e cristallizzarlo nel Sofisma del Dolore è uno dei più grossi errori che si compie quando non ci si osserva con consapevolezza, e così ci capita sempre di mischiare le nostre torbide acque con la realtà...sovrapponendole ad essa come proiezione.In piena lucidità,che non è irriverenza,insensibilità,cini smo questo Scenario che ci si propone viene visto così,in una luce diversa:la mente arretra nel giudizio e si osserva la necessità del tutto..Si accetta con la mente,ma soprattutto col cuore..
In questa osservazione la meditazione che non è un paradiso artificiale..aiuta..
Questo non è sofisma Visechi,ma esperienza..
Ciao
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Vecchio 18-01-2008, 18.03.31   #28
nexus6
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Question Un corto circuito?

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Originalmente inviato da visechi
Io e te non c’entriamo nulla, se non per quella miserrima parte di spettatori attoniti che il sentimento dovrebbe riservarci: cioè la contemplazione non estatica del dolore altrui. Rapportiamo tutto a noi: se sto’ bene io, tutto va bene… ma io ti dico che non è così. Io posso anche star bene, ma rifiuto di gioire e glorificare l’ego del Tutto fintanto che avrò il disonore di vedere un bambino innocente che soffre senza colpa alcuna… rifiuto di star bene, non posso star bene neppure io.
Riguardo la questione sulla quale state riflettendo devo ammettere che, a parte qualche abbozzo di percorso, non so; la razionalità si perde, e questo è significativo, ed i palliativi che cerca non può che etichettarli, con quel po’ di luce che gli rimane, come “anestetici”, per ciò che sinora mi è stato dato di sentire. Non ho esperienze tali da poter parlare di Accettazione con la A maiuscola o addirittura tutto maiuscolo, è un termine che non ho mai digerito sinora, seppur abbia sperimentato cosa voglia dire giungere nei pressi delle soglie del limite; nulla, però, di paragonabile a ciò che ognuno può osservare in un reparto di oncologia pediatrica.

Visechi, vorrei farti delle domande, tuttavia, questioni che credo ti sarai posto già e mi interesserebbero sapere le tue risposte o dubbi: dici che noi non c’entriamo nulla, se non semmai come attoniti spettatori del dolore che ci circonda, per quanto si possa star bene e “accettare” questo dolore, “quel bambino” continuerà a patire, poichè vittima d'una sorta di naturale equilibrio tra gli opposti. Per questo “rifiuti” di star bene, “non puoi” star bene... sembra che sia per te una fredda questione geometrica e razionale, immagino non sia così, ma dalle tue parole a volte non traspare. Dunque “rifiuti” di star bene, ma se, come hai poco sopra affermato, noi nulla c’entriamo, dunque neanche tu nulla c’entri, se non come “spettatore attonito”, privo di responsabilità (deduco), perché assumi su di te la colpa della sofferenza di quel bambino, punendoti, quando invece tutti noi non siamo che separati spettatori passivi del dramma cosmico di una natura che si dibatte nella sofferenza?

Vorrei non interpretassi il mio intervento con spirito di “scontro”, che veramente da parte mia non vi è.

nexus6 is offline  
Vecchio 18-01-2008, 18.10.47   #29
Mary
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Abbiamo tutti il non colore bianco che li contiene tutti e sette.

Chi vede il bianco può anche non sapere che sta vedendo sette colori.

Per questo il nostro sapere può essere solo consapevole di sapere niente o quasi. Ma su quel niente dobbiamo lavorare e andare avanti.

Io ho costruito la mia vita infernale, lo so fin troppo bene, oggi. Ma non rifiuto nulla, neppure la più debole delle sfumature, perchè tutto è servito a creare il quadro in cui oggi mi ritrovo. Anche se questo non vuol dire che inneggi alla sofferenza e alle esperienze da inferno dantesco.

Siamo qui con o senza ragione, importa poco. Quel che conta è vivere pienamente le nostre vite senza restarne imprigionati.

Il ragno tesse la sua ragnatela ma riesce a non restarne intrappolato, gli esseri umani troppe volte, invece, si lasciano avviluppare da quel che loro stessi hanno tessuto.

Volevo solo aggiungere un pensiero sui bambini e posso farlo solo richiamando l'incarnazione.
Prima di venire in questo mondo sappiamo bene cosa ci aspetta e forse anche siamo noi stessi, con l'aiuto dei Maestri, a scegliere quale esperienza vivere. Questo però non deve farci mai perdere di vista la nostra responsabilità.

Un bambino muore pochi mesi dopo la nascita o nel grembo materno, forse aveva già scelto di sperimentare una fugace apparizione sulla terrra, o può essere venuto per aiutare altri nel loro viaggio, nella loro storia.

Lo dico perchè ne ho fatto esperienza. Ho avuto un aborto gemellare di quattro mesi, i miei piccoli hanno cambiato la mia storia. Sono stati con me solo quattro mesi ma io non sono più quella prima di quella gravidanza.

Siamo tutti, inevitabilmente, interconnessi gli uni agli altri più di quanto possiamo lontanamente immaginare.
Una caduta rovinosa del più inetto ballerino può provocare una ancor più rovinosa caduta del più bravo e presuntuoso dei ballerini.

Niente accade per caso, per pura e fatale combinazione.
Siamo noi a scrivere le nostre storie a.... milioni di mani. Pur dipendendo gli uni dagli altri abbiamo la piena responsablità dei nostri desideri e delle nostre azioni o non azioni.
Siamo noi a creare, tutti quanti noi, e siamo tutti quanti noi a vivere le nostre creazioni e quelle altrui.

Coloro che non diventano consapevoli di questo sono gli scrittori più pericolosi perchè ......non sanno quel che fanno. Uccidono, violentano, distruggono credendo persino di fare la volontà di dio, e diventano ciechi e sordi.
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Vecchio 18-01-2008, 18.37.02   #30
fallible
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ps tardivo!
riflettevo sull'ipotesi di sofferenza preso per esempio da max e portato avanti da visechi (il tuo nick è brutto tronco vis) e infine mi è venuto in mente che in effetti è la nostra non "accettazione" della prima nobile verità del buddha (la vita è sofferenza)che ci fa porre questi quesiti, siamo portati a rimuovere questa verità, tutti soffriamo, il malato vecchio, maturo o bambino soffre alla stessa maniera e ha bisogno dello stesso aiuto, la loro sofferenza si manifesta in modo più evidente, anche io soffro ma mi illudo di non farlo perchè mi attacco a qualcosa che svanisce e che non dura, questo chiaramente è in rapporto ad un divenire che travalica l'esistenza terrena; se il nostro pensiero si ferma alla vita umana, allora non c'è quel qualcosa che viene chiamato da qualcuno Dio, e se siamo di spirito buono, aiutiamo chi soffre, altrimenti no, ma certo non possiamo chiedere giustizia a chi non esiste claudio
fallible is offline  

 



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